Odori e non solo: la cappa per la cucina è più importante di quanto pensi

Le cappe per cucine (qui puoi trovarne tantissimi esempi) vengono realizzate per migliorare la qualità dell’aria dopo la cottura dei cibi. Inoltre rimuovono odori, grasso e fumi prodotti dall’utilizzo del piano cottura. L’apparecchio nello specifico aspira l’aria inquinata e la filtra nel caso del modello c analizzabile, oppure la porta verso l’esterno se a essa è collegata una condotta. Premesso ciò, va altresì aggiunto che avere nella tua cucina una cappa in grado di rendere il contesto vivibile e pulito, è oggi possibile scegliendola tra una vasta gamma di modelli.

Perché ogni cucina ha bisogno di una cappa?

Le cappe aspiranti migliorano la qualità dell’aria della tua cucina e di conseguenza dell’intera casa. Quando l’aria viene estratta, rimuove infatti gli agenti inquinanti rendendola purificata, per cui utilizzando regolarmente la cappa puoi rendere il contesto abitativo più sano. Inoltre devi sapere che grazie a cappe cucina classiche o a cappe cucina moderne, troverai meno accumuli di batteri che nella maggior parte dei casi prolificano tra grasso e sporco. Tuttavia è importante sottolineare che la cottura dei cibi crea anche alti livelli di fumo e vapore, e ciò è particolarmente vero se si cucina ad alte temperature. Tali sostanze possono tra l’altro rimanere sulle superfici morbide e influenzare la respirazione delle persone che frequentano l’ambiente in oggetto. Dal punto di vista medico infatti è scientificamente provato che l’estrazione di questi fumi con le cappe è particolarmente importante per le persone che lamentano condizioni di asma e allergie.

La cappa protegge mobili e rivestimenti della tua casa

Ci sono altri considerevoli vantaggi offerti dalle cappe da cucina; infatti, se sei interessato a mantenere il contesto abitativo sempre pulito, una cappa aspirante che trattiene il grasso e altri residui prodotti dalla cottura evita che possano attaccarsi ai pensili, alle pareti adiacenti o gocciolare sui pavimenti. Infine un ulteriore vantaggio che una cappa può fornire in cucina è quello di mettere in evidenza il design impostato. Questi apparecchi infatti oggi sul mercato sono disponibili di piccole, medie e grandi dimensioni, e anche dal punto di vista della forma si possono trovare adeguate in base a stile, spazio e budget.

Le cappe e le diverse soluzioni tecnologiche

A questo punto per fare alcuni esempi citiamo due modelli sia quello a soffitto che a isola e che sono disponibili anche della tipologia cappa aspirante a scomparsa o cappe da incasso. Inoltre è importante sottolineare che alcuni di essi possono essere facilmente controllati attraverso un pannello del tipo touch control, con il telecomando o ancora scaricando un’App, come nel caso delle soluzioni sperimentate da Faber, ad esempio.

La cappa a Isola che dal punto di vista strutturale si presenta completamente in acciaio inox misto a vetroceramica, e che è praticamente perfetta per ottimizzare il design della cucina soprattutto se impostato in stile minimal. La cappa in oggetto è tra l’altro in grado di aspirare ben 700 m3/h di fumi e vapori, e quindi si rivela ideale se la devi posizionare in una grande cucina oppure in un contesto a pianta aperta come ad esempio un soggiorno o un tinello. Alla pari del suddetto modello a soffitto anche quello a Isola può essere dotato di luci LED, pulsanti controllabili elettronicamente e risulta efficiente sia in termini di prestazioni che di rumore.

In ogni caso, la momento dell’acquisto di una cappa di ultima generazione, avrai la certezza di ottenere un prodotto con materiali e finiture di alta qualità e ognuno dei modelli corredati di tecnologie avanzate. In riferimento a queste ultime, devi sapere che in un periodo in cui i cambiamenti climatici sono ormai evidenti, alcuni brand, come ad esempio Falmec tra i tanti modelli di cappa da cucina propongono anche quello che emana ioni negativi notoriamente salutari per l’uomo e l’ambiente. Nello specifico l’aria mista a vapore che fuoriesce dalla cucina viene filtrata e resa priva di ioni positivi.

Come avere un servizio clienti attivo 24/7

Tutti coloro che sono attivi su internet per promuovere prodotti e servizi sanno bene che a fare la differenza è anche la gestione del servizio clienti. Offrire un servizio di assistenza clienti sui social media è diventato oggi necessario e consentirà di assistere e aiutare i propri clienti in modo rapido ed efficace. Un’ottima soluzione e quella dei chatbot di Ediscom che permette di gestire le conversazioni con gli utenti in modo del tutto automatico utilizzando una chat virtuale. In sostanza con le soluzioni chatbot sarà possibile dotarsi di un sistema che funga da intermediario tra azienda e cliente. Al giorno d’oggi avere un servizio clienti sempre attivo è diventata un’esigenza importante e ci sono diverse soluzioni innovative che possono servire in questo senso. Con un sistema chatbot, come quello di hellofresh, le aziende potranno migliorare sensibilmente l’esperienza dell’utente con il servizio clienti, ottimizzare la gestione delle comunicazioni e avere uno strumento valido per quanto riguarda la lead generation.

Tutti vantaggi del servizio clienti attivo 24/7

Quello di avere un servizio clienti attivo 24/7 è un obiettivo assolutamente da perseguire per qualsiasi realtà aziendale che abbia una presenza su internet e sui social network. Il sistema chatbot consente di non lasciare mai i clienti o potenziali clienti senza assistenza e anche di godere di uno strumento di acquisizione di lead. Non solo, con la chatbot si potranno anche gestire le richieste degli utenti e fornire consulenza nella prenotazione di servizi. Infine, cosa meno importante, servirà a dare delle risposte concrete ai clienti in tempo reale. Insomma, un servizio di assistenza clienti sui social vuol dire utilizzare canali social per migliorare l’assistenza ai clienti. L’importante è essere pronti a dare risposte concrete in tempi brevi ogni qual volta i clienti ne avranno bisogno.

L’importanza di un servizio clienti social

Sono letteralmente milioni di persone quelle che, ogni anno, scrivono alle aziende utilizzando servizi chatbot sui social. Nella stragrande maggioranza dei casi le persone che scrivono a un’azienda lo fanno per richieste di supporto o assistenza. Inoltre per i clienti sembra essere molto meglio inviare dei messaggi alle aziende piuttosto che chiamare direttamente il servizio clienti telefonicamente. I social media attualmente rappresentano di sicuro il canale preferito per l’assistenza clienti under 25. Per offrire un servizio clienti realmente efficace dobbiamo essere in grado di garantire ai clienti delle risposte veloce. Come vedremo inoltre, migliorare l’assistenza clienti sui social media è anche il modo migliore per fidelizzare i clienti e rafforzare la fiducia nel brand. Sembra infatti assodato che gli utenti che sui social non ottengono risposte rapide dalle aziende difficilmente raccomanderanno quell’azienda ai propri contatti.

L’importanza di una gestione social dedicata

Molte aziende hanno deciso di utilizzare un account social a parte interamente dedicato a offrire assistenza ai clienti. In questo modo si potrà essere sempre sicuri che i messaggi dei clienti vengano sempre elaborati in modo tempestivo. Il servizio clienti deve saper dare delle risposte rapide e in grado di risolvere i problemi. Ad esempio qualora si decidesse di creare un canale dedicato all’assistenza sui social sarà importante renderlo noto anche negli altri profili aziendali. L’obiettivo dovrebbe essere quello di semplificare la vita dei clienti e quindi sarà importante inoltrare ciascuna richiesta per il servizio clienti al giusto team. Inoltre l’assistenza clienti sui social media dovrà rispondere a sfide differenti e si consiglia di stabilire delle linee guida che siano coerenti con i valori dell’azienda. Queste linee guida dovrebbero riguardare alcuni aspetti come tono di voce, tempo di risposta per canale e risposte alle domande più frequenti. Insomma, un servizio di customer service dovrebbe includere qualsiasi cosa che faccia sentire i clienti più vicini e legati al brand. Sarà poi essenziale dover rispondere a tutte le domande, sia di quelle dei clienti che dei potenziali clienti. Rispondere a queste domande consente di dimostrare in modo netto che si ha un servizio clienti attivo e questo non farà che rafforzare il brand. Da qui l’idea di utilizzare i chatbot, un modo perfetto per offrire un’assistenza sui social media 24/7. I chatbot possono dare al cliente subito le informazioni che cercano senza coinvolgere il customer service.

Promuoversi online: sito web o social network? Pro e contro

Nel momento in cui un’azienda sceglie di essere presente in rete e di sfruttare le enormi potenzialità di marketing che il web sa offrire, la domanda più canonica è la seguente: meglio un sito web o una pagina ufficiale in un social network? La risposta non è affatto scontata, anche perché a questo riguardo vigono, purtroppo, non pochi luoghi comuni, come ad esempio quello secondo cui il sito web aziendale sia diventato obsoleto, dal momento che i social network offrono la possibilità di gestire una pagina in maniera gratuita. Cerchiamo dunque di fare il punto sull’uno e sull’altro canale di comunicazione, specificando, per ognuno di essi, i principali pro e contro.

Sito web aziendale: pro e contro

Nel mondo del web si usa dire che il sito Internet sia, per le aziende, una sorta di biglietto da visita, e in effetti questa definizione è piuttosto calzante. Per le aziende, il sito Internet è il punto di partenza sulla base di cui impostare la propria comunicazione online, e si può assolutamente affermare che il semplice fatto di possedere un sito web sia indice di professionalità, anche perché sul medesimo sono specificate informazioni quali partita iva, indirizzo della sede e quant’altro sia utile per garantire al visitatore la massima trasparenza ed affidabilità.

Ovviamente, un sito web aziendale dev’essere ben realizzato e adeguatamente curato nei suoi contenuti, ecco perché per la sua creazione è fondamentale avvalersi del supporto di professionisti come www.davidenanni.com, specializzato in creazione di siti web a Bologna. Possedere un sito web assicura un altro importantissimo vantaggio alle aziende: grazie a questo strumento, infatti, è possibile captare molte delle ricerche che vengono effettuate online dagli utenti. Rispetto ai social network, infatti, i siti Internet sono estremamente più performanti a livello di indicizzazione tra i risultati dei motori, soprattutto laddove siano ottimizzati in ottica SEO, ecco perché possederne uno è davvero importantissimo. Per quanto riguarda gli aspetti negativi dei siti Internet, si può sottolineare come essi siano fondamentalmente uno strumento statico, a differenza dei social network che, per loro stessa natura, sono aggiornati continuamente; a questo problema, ad ogni modo, si può ovviare prevedendo un’area blog o altre sezioni da sottoporre ad aggiornamento costante. Rispetto ai social network, inoltre, l’interazione con il visitatore tende ad essere inferiore, dal momento che strumenti quali l’invio di email o la compilazione di un form sono considerati più formali rispetto a un commento o a un messaggio privato inviato in un social.

Pagina ufficiale in un social network: pro e contro

I social network sono senz’altro degli ottimi canali per le aziende che desiderano essere in rete nel modo più fruttuoso ed efficace possibile: essi infatti sono il luogo dell’interazione per eccellenza, di conseguenza in tali ambienti è possibile comunicare con clienti e potenziali clienti in maniera diretta, immediata e anche piuttosto informale. Allo stesso tempo, non si può trascurare il fatto che i social siano ormai diventati delle “istituzioni”, delle vere e proprie reti a sé stanti con dei motori di ricerca interni, di conseguenza essere presenti in questi spazi significa farsi trovare efficacemente da tantissimi utenti.

I social network, infine, sono considerati il canale ideale per reperire delle informazioni aggiornate, ecco perché le aziende non dovrebbero mai trascurarli. Quanto ai contro, va detto che nei social network sono presenti innumerevoli pagine gestite in maniera amatoriale, o comunque da aziende tutt’altro che affidabili, ecco perché la sola presenza nei social non può essere considerata indice di professionalità. Per via delle sue peculiarità, inoltre, una pagina social richiede un lavoro di aggiornamento e di interazione con gli utenti sicuramente superiore rispetto al sito web, e questo dev’essere preventivato nel momento in cui si sceglie di aprirne una, altrimenti la sua presenza può rivelarsi non solo inutile, ma perfino controproducente. È questo, dunque, ciò che è utile sapere circa siti web e social network: entrambi gli strumenti presentano, come visto, dei pro e dei contro, ecco perché possono integrarsi al meglio l’uno con l’altro, a condizione che vengano gestiti in maniera oculata e professionale.

Come si rinnova la patente

La patente di guida scaduta potrebbe essere vista come una sorta di problema difficile da risolvere che crea non poca tensione, specialmente quando questa situazione non viene affrontata nel migliore dei modi. Ecco come procedere affinché sia possibile evitare che questo documento possa essere visto come sinonimo di grosse problematiche.

La patente scaduta, cosa succesde quando accade? Quando la patente scade il primo pensiero che si potrebbe avere consiste nel temere che si debbano ripetere tutti gli esami e quindi che si sia costretti a dover andare incontro a un lungo percorso come quello affrontato diverso tempo fa. Ecco quindi che molte persone, quando si ritrovano in tale situazione, tendono ad abbandonare la possibilità di rinnovare la loro licenza di guida, così come viene chiamato questo documento, terminando il loro periodo alla guida del veicolo.

Ebbene occorre necessariamente sapere che questo insieme di caratteristiche e situazioni tende a essere completamente errato, ovvero non è detto che quando la patente scade si debba nuovamente tornare a scuola guida o ripetere gli esami, in quanto esiste una semplice soluzione che prende il nome di rinnovo della patente.

Come funziona il rinnovo della patente

Il rinnovo della patente è una sorta di esame che deve essere svolto periodicamente, a seconda dell’età della persona che deve rinnovare il documento, il cui obiettivo finale è quello di valutare se quella persona possiede tutti i diversi requisiti fisici e mentali per poter stare alla guida di un mezzo di trasporto. Si tratta quindi di una verifica che deve essere svolta con estrema attenzione e che previene quindi una serie di situazioni negative.

Il rinnovo potrà essere prenotato in diversi luoghi, come per esempio presso un centro autorizzato oppure nella scuola guida, e in entrambi i casi occorre precisare come l’autista venga sottoposto a un semplice esame che offre la possibilità di evitare che la situazione possa essere complessa. Per esempio uno di questi riguarda il controllo della vista, che deve essere caratterizzata da un certo numero di gradi proprio per evitare che si possano verificare delle situazioni negative mentre si è alla guida del veicolo.

Ecco quindi che questo genere di controllo rappresenta un passaggio chiave che deve essere affrontato in maniera semplice e senza particolare tensione, visto che in questo caso si rischia solamente di complicare la situazione. Solamente con questo genere di controllo si ha la concreta opportunità di poter stare alla guida del mezzo di trasporto e avere la sicurezza del fatto che si possano evitare tante problematiche varie, quindi essere sempre sicuri che il veicolo possa essere usato senza riscontrare potenziali problematiche.

La guida del mezzo e il rinnovo

Per quanto riguarda il rinnovo occorre anche precisare come questo debba essere caratterizzato dal pagamento di diversi costi che permettono effettivamente di svolgere tale operazione senza riscontrare grossolani problemi.

In primo luogo occorre precisare come il rinnovo della patente a Firenze, che può essere prenotato al sito web https://www.rinnovopatenteonline.it/prenotazione/toscana/firenze/, deve essere accompagnato dall’analisi dei costi del medesimo tipo di operazione, affinché si possa avere l’occasione di affrontare nel migliore dei modi tale procedura e che, di conseguenza, si evitino situazioni complicate.

Inoltre bisogna sempre valutare un altro dettaglio, ovvero la possibilità di scegliere dove rinnovare la patente: in questo modo si potrà avere l’occasione di risparmiare anche del denaro, evitando quindi delle potenziali spese eccessive. Ecco quindi che la suddetta operazione deve essere svolta con estrema precisione, proprio per fare in modo che il risultato che si andrà a ottenere possa essere definito come perfetto per tutte le proprie esigenze.

Cassetta Pronto Soccorso: quali sono i giusti requisiti per il contenuto minimo obbligatorio

La Normativa 81/08 evidenzia l’obbligo della cassetta di pronto soccorso all’interno di tutte quelle attività che hanno almeno 1 dipendente in organico.

L’art. 45 completa tutto con le indicazioni specifiche sul contenuto minimo obbligatorio all’interno della cassetta di pronto soccorso.

Il contenuto Cassetta Pronto Soccorso è suddiviso in due allegati:

Cassetta Pronto Soccorso Allegato 1 AB, obbligatorio per tutte le attività con tre o più dipendenti in organico o che rientrano in attività di rischio medio alto.

Cassetta Pronto Soccorso Allegato 2 C, obbligatorio per tutte le attività con meno di due dipendenti in organico e che rientrano in attività di rischio basso.

Contenuto Allegato 1 AB

  • guanti sterili monouso (5 paia);
  • visiera paraschizzi (1Pezzo) ;
  • flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1 pezzo);
  • flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro – 0, 9%) da 500 ml (3 pezzi);
  • compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10 pezzi);
  • compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2 pezzi);
  • teli sterili monouso (2 pezzi);
  • pinzette da medicazione sterili monouso (2 pezzi );
  • confezione di rete elastica di misura media (1 pezzi );
  • confezione di cotone idrofilo (1 pezzi);
  • confezioni di cerotti di varie misure pronti all’uso (2 pezzi );
  • rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2 pezzi );
  • un paio di forbici (1 paio);
  • lacci emostatici (3 pezzi);
  • ghiaccio pronto uso (due confezioni);
  • sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2 pezzi);
  • termometro (1 pezzo);
  • apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa (1 pezzo).

Contenuto Allegato 2 C

  • Guanti sterili monouso (2 paia).
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1 pezzo)
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1 pezzo)
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1 pezzo)
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3 pezzi)
  • Pinzette da medicazione sterili monouso (1 pezzo)
  • Confezione di cotone idrofilo (1 pezzo)
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso (1 pezzo)
  • Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1 pezzo)
  • Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1 pezzo)
  • Un paio di forbici (1 pezzo)
  • Un laccio emostatico (1 pezzo)
  • Confezione di ghiaccio pronto uso (1 pezzo)
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1 pezzo)
  • Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza (1 pezzo).

La cassetta medica deve essere a norma al controllo da parte delle autorità competenti e deve contenere prodotti non scaduti e non aperti, altrimenti sono previste sanzioni tra  837,62 € e 4.467,30 € o arrivare anche alla detenzione da 2 a 4 mesi.

Il datore di lavoro è responsabile del controllo della cassetta del pronto soccorso ed è su di lui che grava l’onere di accertare che il contenuto minimo venga revisionato ogni sei mesi e manutentato secondo necessità.

Questa dimenticanza può portare gravi sanzioni alle aziende ed è per questo che è bene affidarsi ad aziende specializzate nella manutenzione della cassetta di pronto soccorso con anni di esperienza.

PINKLAB è tra le migliori aziende di questo settore e si distingue perché, oltre alla vendita on-line di cassette di pronto soccorso e dispositivi di medicazione e monouso, offre anche una garanzia di controllo semestrale per la corretta gestione del contenuto di primo soccorso aziendale.

È importante fornirsi per la Cassetta del Pronto Soccorso ad Aziende specializzate e di settore che forniscono consulenza sul controllo semestrale del contenuto previsto dalla normativa vigente.

Le lampade da tavolo secondo Oluce

Se in Italia parli di design della luce e soprattutto di lampade da tavolo non puoi non citare Oluce. Lo studio meneghino è stato fondato nel 1945, vincendo oggi il titolo di produttore italiano di lampade di design più longevo. Dopo ben 76 anni Oluce è conosciuta in tutto il mondo per le sue lampade e per il suo stile.

Il loro lavoro è sempre stato guidato da tre parole chiave:

  • Materiali. Di alta qualità ovviamente. Materie prime che non sono solo dei supporti, ma delle vere e proprie sostanze parlanti.
  • Tecnologia. Il design si fa anche con l’ingegno e la tecnologia in casa Oluce non è mai mancata. Essa cerca di trovare nuove possibilità espressive per la luce: la abilita, la arricchisce.
  • Talento. Oluce ha collaborato e collabora da sempre con i migliori talenti del light design. Mentre agli albori attirava il meglio che l’Italia poteva offrire, con l’inizio del XXI secolo è diventata punto di incontro di designer da tutto il mondo.

Da buoni materiali, tecnologia e talento sono nate le tre lampade da tavolo che descriviamo oggi. Si tratta di tre oggetti d’arte che raccontano la filosofia di Oluce e la sua estetica retrò e contemporanea allo stesso tempo.

Accendiamo 1953, una lampada razionale e diretta, adatta per uffici e scrivanie da lavoro. Analizziamo Zanuso e la sua anima retrò per poi scoprire Denq, la lampada da tavolo di Einstein.

1953: metallo e luce diretta

1953 è stata progettata da Ostuni & Forti per la prima volta nel 1950. Questa versione riedita la lampada, esaltando la sua eleganza evocata innanzitutto dai colori: oro satinato e nero opaco.

1953 è una lampada da tavolo diretta e razionale, per le sue forme decise e per il metallo che la compone da capo a piedi. Anche la luce che emana riflette queste sue caratteristiche, arrivando diritta sulla base circolare grazie al paralume piatto.

Utile, ma anche decorativa: 1953 è una lampada da tavolo funzionale e bella che, data la sua combinazione cromatica, riesce a integrarsi alla perfezione sia con arredi dai colori caldi sia con quelli dalla palette più fredda. 1953 è alta 48 cm, alimentata da 1 lampadina a 75 W dimmerabile.

Zanuso e l’anima retrò

Zanuso è una lampada da tavolo che porta il nome del suo creatore: Marco Zanuso. Dagli anni sessanta continua ad affascinare per la sua anima retrò.

Zanuso è composta da un grande paralume sferico in PMMA fissato ad una base tonda con un braccio curvo. Questo braccio permette alla lampada da tavolo di essere orientata a 360° in base a come si preferisce illuminare la superficie. Una tecnologia semplice dunque, che crea nuove possibilità di utilizzare la luce.

Negli anni Zanuso ha vinto moltissimi premi e ancora oggi è un oggetto retrò apprezzato che ricorda le radici di Oluce, la loro origine. Zanuso è alta 40 cm e il suo diametro è di 42 cm. Questa lampada da tavolo è alimentata da 1 lampadina da 105 W non dimmerabile.

Denq: la lampada da tavolo per idee brillanti

La magia del design giapponese contamina i progetti di Oluce e ciò che nasce non è nient’altro che un’idea brillante. Denq è una lampada da tavolo molto semplice all’apparenza: mima infatti la forma di una grande lampadina, il simbolo per eccellenza dell’ingegno dell’uomo.

Questa lampada è fatta di vetro opaco mentre la base è un piatto di metallo su cui la struttura appoggia delicatamente. La matita è di Toshiyuki Kita, un astro del light design che dal 1969 ha messo base anche in Italia.

Denq è ottima per gli ambienti da lavoro, dato che ha la possibilità di essere dimmerata in base alla quantità di luce necessaria. E’ alta 42 cm ed è alimentata da 1 lampadina da 120 W.

Leggi anche l’articolo: Milano inedita: un “monumento” curioso, un’eccellenza gastronomica e un

Cosa rende “migliore” un prestito immediato?

Può capitare spesso, anche più di una volta nella nostra vita, di dover ricorrere alla richiesta di un prestito o di un finanziamento per far fronte ad una spesa imprevista oppure per l’acquisto di un bene o di un servizio particolare. Tuttavia, la richiesta di prestiti e finanziamenti oggi è legata a delle valutazioni da parte di banche e società di credito che sono spesso molto lunghe con le tempistiche. È questo uno dei motivi principali che spinge oggi molte persone che hanno bisogno di liquidità extra a richiedere dei prestiti e dei finanziamenti di tipo immediato.

I prestiti immediati sono dei prestiti che permettono infatti di risparmiare molto tempo e denaro. Tuttavia, ci possono essere anche altri aspetti da considerare di questi tipi di finanziamenti, soprattutto riguardo i tassi di interesse e le spese accessorie previste. Vediamo nello specifico di che cosa si tratta e quali sono i principali aspetti che rendono effettivamente migliori e più convenienti i prestiti immediati.

Caratteristiche salienti di un prestito immediato

I prestiti immediati sono dei finanziamenti che possono prevedere delle tempistiche abbastanza lunghe, soprattutto se prevedono l’erogazione di importi molto elevati. Chi ha la necessità di ottenere in tempi abbastanza brevi degli importi che possono essere più o meno elevati a seconda dei casi, la richiesta di un prestito immediato può essere certamente molto vantaggiosa. Oggi sono numerose le società di credito e le banche che mettono a disposizione dei prestiti con delle formule dedicate a chi ha questo tipo di necessità. I prestiti immediati sono dei finanziamenti che si differenziano da quelli di tipo tradizionale, dal momento che si possono ottenere più rapidamente e con minori tempi di attesa.

I tempi di attesa previsti per questi prestiti vanno dalle 24 alle 48 ore. Questi finanziamenti sono perfetti per chi ha bisogno di richiedere una liquidità in modo praticamente immediato. Di solito, con i prestiti immediati si possono ricevere solamente delle piccole somme di denaro. Tuttavia, ogni banca e ogni istituto di credito ha la libertà di stabilire in autonomia un tetto massimo. Sono molte le persone che oggi scelgono di fare richiesta di questi prestiti anche direttamente on-line per poter velocizzare la pratica di richiesta del finanziamento. Clicca su Prestitimmediati.it se vuoi conoscere più dettagli su questi prestiti. 

Come capire se un prestito immediato fa al caso nostro

Ci sono alcuni aspetti di cui tenere conto per poter capire se un certo tipo di prestito immediato può essere davvero di qualità e conveniente per noi. Naturalmente, ogni tipologia di prestito prevede delle spese ulteriori rispetto all’importo di denaro che è stato ricevuto in prestito. Questi costi rappresentano quella che viene definita quota degli interessi. È molto importante andare alla ricerca dell’offerta più conveniente per noi e più adatta alla nostra situazione finanziaria. La somma che si deve restituire alla finanziaria sarà naturalmente più alta rispetto alla cifra che abbiamo ricevuto in prestito. Questo è dovuto al fatto che occorre considerare le spese del servizio e i tassi di interesse, oltre che tutte le altre spese come le imposte che sono previste per la richiesta di questi prestiti.

La scelta di un certo tipo di prestito deve avvenire anche sulla base del calcolo dei costi aggiuntivi del servizio. Nel momento in cui si deve optare tra più soluzioni di finanziamento, occorre considerare le spese complessive che sono previste per i prestiti immediati, senza preoccuparsi solamente dell’importo della singola rata mensile. Bisogna quindi leggere con attenzione tutte le voci di spesa di un prestito immediato per capire se una certa tipologia di soluzione può essere davvero conveniente per noi oppure no. Le spese principali previste per qualsiasi tipo di prestito, tra cui anche per quelli immediati, sono davvero numerose. Scoprine qui alcune.

Appendere arte alle pareti: perché è di fondamentale importanza comprendere i benefici della wall art nel design per interni

L’arte murale è importantissima all’interno di una casa. Appendere il giusto quadro o creare la perfetta gallery wall può fare la differenza tra una stanza mediocre e una stanza ideale. Scopriamo insieme quali sono i benefici e i vantaggi delle decorazioni artistiche per pareti.

Gli arredatori casuali e i principianti del design per interni tendono a dare scarsa importanza alle decorazioni per pareti, donando a queste ultime pochi pensieri e ben poca ricerca. Questo processo decisionale nasce dall’errata convinzione che il quadro (o il poster) da appendere in una stanza possa aggiungere un valore decorativo trascurabile e sia solo un dettaglio.

Al contrario, gli esperti dell’interior design sanno bene che l’arte murale gioca un ruolo fondamentale per le sorti arredative e artistiche di una stanza. Analizziamo questo argomento più nel dettaglio e cerchiamo di capire perché l’arte che appendiamo alle pareti di una casa è così importante.

Esprime la personalità del proprietario

L’arte per pareti, se scelta con attenzione e consapevolezza, può dare agli ospiti che entrano in casa la giusta idea sulle persone che abitano quello spazio. La locandina di un film, la replica di un quadro di Van Gogh, una gallery wall ricca di tessuti orientali o una composizione zero waste tridimensionale danno subito all’osservatore un background di esperienze e passioni da cui attingere per determinare la personalità del proprietario di casa.

Questo è anche il motivo per cui un arredatore professionista dovrebbe sempre cercare di trovare il giusto punto di incontro tra le sue velleità artistiche e i gusti di chi abiterà la casa che sta decorando.

Dona il giusto mood alle stanze

La nostra casa è il nostro rifugio più intimo. Per questa ragione dovremmo fare in modo che l’ambiente domestico sia rilassante e motivante al tempo stesso. Uno dei metodi più semplici e immediati per dare il giusto mood all’ambiente è attraverso l’arte e le decorazioni per pareti.

Il quadro dai paesaggi rilassanti sulla testiera del letto ci aiuta a rilassarci e a dormire meglio; la scritta motivante tridimensionale in cucina, che osserviamo mentre facciamo la colazione ci da la giusta carica per affrontare la giornata; la carta da parati moderna ci dona la sensazione di vivere in un ambiente al passo coi tempi e ci stimola a fare meglio.

Se invece si tra quelli che vogliono che la loro casa esprima una grande intraprendenza, unita alla passione per i viaggi, controlla queste carte da parati Roma.

Valore decorativo e colori

Nei due paragrafi precedenti ci siamo concentrati più sul valore personale dell’arte murale. Questa, però, offre anche dei vantaggi concreti che aiutano durante la decorazione degli interni. Scopriamoli meglio in quest’ultimo paragrafo.

Punto focale: quadri di grandi dimensioni e gallery wall ben curate sono necessariamente il punto focale di una stanza. Avere un punto focale alla parete ci permette di sviluppare la stanza sul piano orizzontale, riempiendo gli spazi nella maniera giusta ed evitando di sovrappopolare i piani verticali della camera per darle un senso decorativo.

Colori: allo stesso modo, cominciare la decorazione di una stanza da un quadro o una carta da parati ci offre una palette di colori ben ordinata e sensata. Una volta scelta l’arte murale, infatti, basterà decorare l’ambiente con i colori presenti sulla tela, bilanciando con alcuni colori complementari.

Profondità: appendere un quadro o un poster, inoltre, dona profondità all’ambiente, illudendo l’occhio e costringendolo a credere che la stanza sia più grande della reale metratura.

Bellezza: poi diciamolo chiaramente, a chi piace una casa senza foto, quadri, poster o specchi alle pareti?

Che cos’è e a cosa serve il codice Lei

In un settore finanziario coinvolto in una crisi senza fine, dovuta alla pandemia di Covid-19 e non solo, il codice Lei assume senz’altro un ruolo di primo piano. Parlando solo di economia, la bolla dei mutui è letteralmente esplosa, fino a coinvolgere anche l’economia reale. Di conseguenza, diverse entità hanno dovuto inserire regole aggiuntive per ridurre al minimo ogni forma di rischio e donare una nuova struttura al sistema finanziario. A partire dal mese di gennaio del 2018, il codice Lei è diventato obbligatorio per ogni realtà operante nell’ambito finanziario. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questo standard che va assolutamente rispettato per operare in un settore che vive una fase di continua evoluzione. In questo modo, approcciarsi a questo campo diventa molto più semplice e potenzialmente produttivo.

Che cos’è il codice Lei

Il codice Lei è uno standard che va rispettato a livello internazionale. Entrando nei particolari, LEI è la sigla di Legal Entity Identifier e assume un significato ben preciso in ambito economico. Il significato letterale dell’espressione è identificatore di persona giuridica. Si può ben intendere, dunque, che questo acronimo risulti molto importante per ogni realtà aziendale. Stiamo parlando di un codice univoco, ossia diverso per ogni persona giuridica. È costituito da una sequenza di venti caratteri alfanumerici e si basa sulle regole internazionali fissate da ISO 17442. All’interno di questo codice, è possibile ricavare le principali informazioni su ogni azienda, dal nome al codice fiscale, passando per l’indirizzo e numerosi altri dati aggiuntivi. L’ente Infocamere si occupa del rilascio di questi codici essenziali per ogni transazione finanziaria e per le aziende che ne prendono parte. Si tratta di un operatore che lavora con il Registro Imprese Italiano, attraverso uno scambio continuo di dati e informazioni. Una sinergia del genere fa in modo che ogni operazione possa essere conclusa senza alcun intoppo.

A cosa serve il codice Lei

L’importanza del codice Lei è da tenere in massima considerazione. Una sequenza di numeri e lettere di questo tipo gioca un ruolo fondamentale per la tracciabilità delle parti in causa all’interno di una qualsiasi transazione finanziaria. La misurazione e il monitoraggio del rischio vengono così facilitati in misura notevole proprio grazie a questo elemento di primo piano. Nel giro di pochi attimi, è dunque possibile identificare con tutta la dovuta precisione le entità legali che prendono parte a uno scambio di denaro liquido. Quest’ultimo può corrispondere alla compravendita di un’azione, di un titolo di stato, di un’obbligazione, o di qualsiasi altro tipo di strumento finanziario.

Come ottenere e chi deve avere il codice Lei

Ottenere il codice Lei risulta estremamente semplice. Basta collegarsi al sito Internet di Infocamere ed entrare nell’area riservata mediante la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), o in alternativa attivando il proprio SPID. Quest’ultimo è ormai diventato uno strumento imprescindibile per l’identità digitale e consente di accedere a numerosi servizi economici e finanziari di vitale importanza per il cittadino e l’azienda. Il codice ha una scadenza annuale e deve essere posseduto necessariamente da ciascun soggetto giuridico munito di un conto corrente di titoli. Ogni realtà iscritta presso il Registro delle Imprese ne può fare richiesta senza alcuna limitazione, così come l’operazione può essere compiuta dai fondi di investimento e di pensione e dagli Enti obbligati a riportare le loro transazioni finanziarie. Con tali premesse, fare a meno del codice Lei risulta pressoché impossibile, nonché passibile di sanzioni economiche molto salate. È possibile anche effettuare la portabilità del codice, oltre a effettuare il rinnovo su base annuale al costo di 65 euro.

Popper: vendita e utilizzi del farmaco

Il popper viene utilizzato sia per curare alcune tipologie di malattie sia per il suo effetto afrodisiaco. Esistono numerosi siti e-commerce per la vendita popper (vedi qui https://www.justmary.fun), che permettono di acquistare questo prodotto in tutta tranquillità.

Che cos’è il popper?

Il nitrito di amile o di butile, meglio conosciuto come popper, è un medicinale vasodilatatore che viene utilizzato per la prima volta intorno alla metà dell’ottocento. Il suo scopo originario era esclusivamente medico, in quanto il farmaco ha la capacità di rilassare la muscolatura liscia degli organi. A partire dagli anni sessanta, però, il popper viene utilizzato anche in campo sessuale, visto che riesce a donare un effetto afrodisiaco. Questa sostanza, solitamente contenuta all’interno di un’ampolla, viene rilasciata sotto forma di gas e inalata direttamente da coloro che desiderano assumerla. L’effetto è immediato e ha una durata non molto elevata, che si attesta attorno ad un minuto. A causa della durata molte breve, questa sostanza viene anche definita rush.

Quali sono gli effetti del popper?

Le persone che assumono con regolarità il popper sostengono che questo farmaco aumenta in maniera significativa il desidero sessuale. Tale sostanza viene utilizzata soprattutto nei rapporti gay, in quanto il rilassamento della muscolatura coinvolge anche i muscoli rettali nonché quelli nell’immediata vicinanza dell’anno. Si può evincere facilmente che in questo modo la penetrazione risulta essere molto più facilitata. Inoltre, aumentando in maniera consistente anche il battito cardiaco, si ha anche la dilatazione a livello delle arterie, facendo in modo da far affluire più sangue al cervello. Tutto ciò provoca degli effetti anche dal punto di vista psicologico, che portano il consumatore ad essere più euforico e disinibito.

In definitiva, grazie alla sensazione di rilassatezza il rapporto sessuale risulta essere molto più soddisfacente. Trattandosi di una sostanza nata come un farmaco, risulta ovvio che l’assunzione continua e prolungata può portare a delle importanti conseguenze sullo stato di salute. In particolare, uno degli effetti collaterali maggiormente riscontrato è il mal di testa, che spesso si associa a vertigini, nausea e una forte sensazione di difficoltà respiratoria. Inoltre, a causa dell’abbasamento della pressione possono verificarsi dei casi in cui il soggetto che ha assunto il popper può avere della tachicardia e delle palpitazioni che possono portare anche allo svenimento.

Infine, visto che con l’assunzione di questa sostanza aumenta la pressione negli occhi si possono avere dei temporanei problemi di vista, oltre a riscontrare delle irritazioni della pelle. È estremamente sconsigliato l’uso di popper a tutti coloro che hanno delle patologie importanti o alle persone che solitamente assumono altri farmaci. Ad ogni modo, uno dei rischi più elevati, legati alla continua assunzione di popper, è il possibile sviluppo di una dipendenza psicologica. Infatti, sono sempre più le persone che credono di non poter avere un rapporto sessuale soddisfacente senza l’uso di questo farmaco.

Dove è possibile acquistare il popper?

Trattandosi di una sostanza che deve essere inalata, e quindi assorbita dal nostro corpo, è doveroso consigliare l’acquisto di solo prodotti certificati che riescano a garantire una produzione completamente naturale. Allo stesso tempo, per avere l’effetto desiderato, si devono comprare esclusivamente prodotti che abbiano una qualità biologica elevata. Su internet esistono vari siti che permettono di acquistare tale prodotto in maniera totalmente anonima, visto che la consegna viene effettuata in imballaggi che non presentano alcun tipo di logo. Inoltre, si può avere il prodotto direttamente al proprio indirizzo con tempi di consegna molto ridotti. Prova questo magnifico farmaco per cercare di soddisfare tutti i tuoi desideri sessuali, prestando particolare attenzione al benessere del tuo corpo.

5 strumenti per aumentare la tua produttività al lavoro

Che tu sia un libero professionista o il titolare di una piccola impresa, il successo del tuo business dipende dalla produttività dei tuoi impiegati collaboratori. Non si tratta di quanto ore lavorano, riguarda quanto duramente lavorano.

Tra i motivi per cui la produttività aziendale potrebbe essere bassa ci sono: la scarsa salute dei dipendenti, la poca formazione, l’ambiente di lavoro non adeguato (per esempio, una postazione scomoda), un clima aziendale conflittuale, team disorganizzati, dipendenti demotivati.

E allora come provare ad aumentare la produttività della tua azienda? In questo articolo vediamo i migliori strumenti utili, da quelli per ottimizzare la gestione di un progetto, a quelli che evitano le distrazioni, a quelli che migliorano la comunicazione con i clienti.

Ricordati comunque di rivolgerti a un consulente informatico specializzato in sistemi aziendali per scegliere il tool più adatto alle tue esigenze.

Trello

Trello è uno strumento di gestione dei progetti che permette ai collaboratori di svolgere i loro compiti in maniera più efficace.

Si tratta di una bacheca virtuale in cui vengono creati delle schede (progetti). Ogni progetto viene diviso in task, a cui vengono assegnati responsabili e priorità.

Il tutto seguendo la metodologia Agile degli sviluppatori di software, ma che si adatta a qualsiasi tipo di progetto.

Alternativa: Basecamp

HubSpot

HubSpot è un CRM, un software che concentra tutte le informazioni dei tuoi clienti e potenziali clienti in un unico posto.

Da cosa hanno acquistato a quale percorso di acquisto hanno seguito, da quante volte hanno contattato il tuo servizio clienti a tutti i loro dati (nome, cognome, email, telefono…), Un CRM è esiziale per incrementare la produttività di tutta l’azienda, non solo del reparto vendite.

Alternativa: Salesforce

Wrike

Come si dice, “il tempo è denaro”. Wrike è un software che traccia il tempo impiegato per gestire un task.

Con questo strumento potrai vedere quanto tu o un tuo collaboratore ha lavorato su un singolo compito o su un progetto.

Utile anche per la rendicontazione verso i clienti che pagano a ore.

Alternativa: Asana

Slack

Slack è uno strumento per comunicare più efficacemente con un gruppo di lavoro.

Oltre a inviare messaggi, Slack permette anche di inviare file, che si trovino nella tua postazione locale, nel cloud, oppure sul web.

Su Slack le comunicazioni vengono raggruppate in canali. I canali possono rappresentare i diversi progetti su cui si lavora o i diversi reparti aziendali, evitando così di comunicare tutto a tutti e ottenendo una migliore organizzazione.

Molto interessanti anche le integrazioni con altri strumenti, come il succitato Trello, e tantissimi altri.

Alternativa: Microsoft Teams

Evernote

Evernote è uno strumento per organizzare note di lavoro (e non solo).

Si tratta di uno strumento molto flessibile e potente per mantenere gli appunti in un unico ambiente. Evernote permette di scrivere non soltanto note testuali, ma anche pagine web, to-do list, immagini e vocali.

Inoltre ha un potente motore di ricerca e una app per i dispositivi mobili.

Alternativa: Microsoft OneNote

Come scegliere uno strumento per aumentare la produttività?

Quelli elencati sono solo alcuni dei principali tool che potresti usare, ma ne esistono migliaia.

Quali di questi strumenti utilizzare? Quando provi qualcuno di questi strumenti, questo va a incidere sul lavoro tuo e dei tuoi collaboratori. Per cui considera bene alcune caratteristiche che deve avere, come: il costo complessivo del tool, la sua facilità di utilizzo, la popolarità, il supporto clienti, la presenza di corsi di formazione anche non ufficiali per velocizzarne l’impiego ed eseguire una corretta configurazione.

Come si sceglie una hostess a Milano per gli eventi aziendali

La scelta accurata delle hostess comporta una serie di analisi che meritano di essere svolte con estrema attenzione, proprio perché in base alla loro presenza è possibile stabilire se un evento può essere reputato di qualità oppure se questo è poco piacevole.
Valutando questi elementi è necessario stabilire quali sono i diversi criteri di scelta di questa professionista, facendo in modo che la decisione finale possa essere reputata come la migliore in assoluto.

La hostess a Milano, quanto è importante per un evento?

Quando si ha necessità di scegliere una hostess e scegliere un‘agenzia a Milano, come quella che può essere contattata sul sito web https://www.toget4u.com/hostess-milano/, occorre necessariamente prendere in considerazione quelli che sono gli svariati parametri decisionali grazie ai quali è possibile compiere una decisione finale perfetta.
La professionista in questione non deve essere scelta solo ed esclusivamente per la sua bellezza estetica, criterio iniziale fondamentale, ma anche considerando altri aspetti mediante i quali l’evento potrà essere perfetto.
Proprio questo deve venire analizzato affinché sia possibile identificare quale sia la migliore delle professioniste in questione, evitando quindi di creare una situazione dove la professionalità tende a essere totalmente o parzialmente assente.

L’evento e l’hostess a Milano

Scegliere una hostess a Milano per un evento deve essere un’operazione che basa la sua ricerca sulle competenze e capacità della stessa professionista.
Occorre analizzare fin da subito la sua capacità ad adattarsi alle varie mansioni che le vengono proposte, affinché sia possibile riuscire nell’intendo di migliorare immediatamente la qualità dell’evento e fare in modo che questo possa essere definito come piacevole.
In questa circostanza occorre necessariamente valutare quali siano le caratteristiche della formazione della professionista, proprio per avere la certezza che la figura selezionata sia in grado di offrire una prestazione perfetta.

Per esempio se si sceglie di organizzare un evento di presentazione di un prodotto, con tanto di servizio di rinfresco e diversi altri, occorre necessariamente contattare una professionista che sappia esattamente come si gestisce l’intera manifestazione, proprio per avere l’occasione di migliorare la qualità dell’evento.
Inoltre per professionalità si intende anche la capacità di questa figura di riuscire a svolgere, senza particolari complicanze, tutte le varie tipologie di compiti che gli vengono affidati, evitando quindi di creare una situazione di imbarazzo per l’azienda.
Si tratta quindi di effettuare un’analisi completa che permette a tutti gli effetti di ottenere un buon risultato, ovvero fare in modo che quel determinato evento possa essere definito come piacevole e privo di ogni genere di aspetto negativo.

La scelta dell’agenzia di Milano

Ovviamente è importante anche capire se l’agenzia che viene selezionata riesce a rispecchiare perfettamente tutte le proprie esigenze garantendo un risultato soddisfacente sotto ogni ottica. In questo caso occorre valutare accuratamente il modo di formare le diverse professioniste e allo stesso tempo capire se queste sono realmente dotate di tutte le competenze utili richieste da parte dell’azienda.
L’impresa che offre questo servizio deve pure garantire delle consulenze specifiche affinché sia possibile ottenere una panoramica generale sul modo di operare delle sue professioniste, facendo quindi in modo che il risultato conseguito possa essere migliorato e reso congruo alle proprie esigenze.

Appare quindi fondamentale avere una consulenza completa grazie alla quale è possibile trovare una professionista che sa in grado di rispondere perfettamente a tutte le proprie richieste senza trascurare alcun dettaglio, raggiungendo anche in questo caso la massima precisione.
Solamente in questo modo si ha l’occasione di collaborare con delle professioniste che hanno la capacità di incrementare la qualità dell’evento, rendendolo quindi migliore sotto ogni punto di vista ed evitando che possano sorgere dubbi e complicazioni di vario genere che hanno un cattivo effetto sulla manifestazione organizzata con tanta cura.

Cerchi integratori per donne?

Quali integratori fitness acquistare?

In commercio si trovano oramai tanti prodotti ad azione drenante ma non tutti offrono i risultati che ti aspetti. Purtroppo molte soluzioni sono formulate con ingredienti che possono anche rivelarsi dannose per la salute, per questo devi essere molto cauta in fase di scelta.

Gli integratori per donne che vanno in palestra più apprezzati li riconosci per la qualità degli ingredienti, accuratamente selezionati e di origine naturale. Sono prodotti che non provocano alcun tipo di controindicazione e fanno bene all’organismo. Considera inoltre che questi integratori si rivolgono a donne di ogni età che desiderano rimettersi in forma, magari dopo un periodo di stress o sedentario.

In seguito al periodo di lockdown tante persone hanno dovuto fare i conti con i chili di troppo. Le restrizioni imposte hanno infatti costretto a restare più tempo in casa, quindi a svolgere una vita poco dinamica in cui non sono mancati i peccati di gola. Affrontare la prova costume o indossare vestiti attillati ora provoca un certo disagio. La buona notizia è che puoi fare qualcosa di concreto per lasciarti alle spalle il problema del ristagno dei liquidi. Basta solo scegliere i rimedi giusti.

Prova gli integratori fitness donne per rimetterti in forma

L’accerrimo nemico delle donne è sicuramente la ritenzione idrica, un problema sempre più diffuso che non riesci a superare solo facendo sport o mangiando bene a tavola. La tendenza ad accumulare i liquidi può essere combattuta acquistando integratori palestra per donne, prodotti veloci da assumere e da portare fuori casa, che ti fanno stare ogni giorno meglio.

In genere quando si soffre di ritenzione è facile notare un rigonfiamento sull’addome e anche le gambe sembrano pesanti. Glutei e cosce, altre zone critiche, sono spesso ricoperti da cuscinetti di grasso. Cosa fare per raggiungere il tanto desiderato peso forma? Esistono delle soluzioni efficaci nel breve e lungo termine?

Sai già che è molto importante bere tanto durante la giornata, praticare sport, evitare cibi grassi e ricchi di zucchero. Quando questo non basta, nonostante il tuo grande impegno, non resta che iniziare un programma finalizzato al benessere, quindi assumere integratori fitness per donne con elevata azione drenante, attraverso i quali potrai eliminare le scorie in eccesso.

Questi prodotti vantano una speciale formulazione messa a punto dopo anni di ricerche in campo medico e scientifico. La composizione racchiude erbe ed eccipienti naturali che favoriscono la circolazione e stimolano il tuo metabolismo. Per perdere peso, tuttavia, dovrai essere costante, quindi seguire le dosi giornaliere consigliate, senza eccedere.

Le donne che hanno già provato questi prodotti si ritengono abbastanza soddisfatte. Basta dare uno sguardo alle recensioni che si trovano online per avere un’idea sull’efficacia degli integratori che eliminano il ristagno dei liquidi. L’importante è non condurre una vita sedentaria, quindi cercare di andare in palestra, correre o fare anche delle semplici camminate giornaliere.

Conclusioni finali

Se la dieta e lo sport sembrano non funzionare come ti aspetti, vuol dire che è arrivato il momento di assumere integratori contro la ritenzione idrica, prodotti sicuri che ti garantiscono tutta una serie di vantaggi. Riuscirai a perdere peso senza stressare l’organismo e anche la tua pelle diventerà gradualmente più sana e morbida, senza i brutti segni tipici della cellulite.

Il consiglio è quello di concentrare la scelta solo su integratori di qualità, certificati, naturali e che non provocano effetti collaterali. Sul mercato oggi si trovano tante soluzioni, anche a prezzi piuttosto alti, ma che non sempre soddisfano le aspettative, per questo bisogna prestare la massima attenzione.

Come ottenere un fisico tonico grazie agli integratori

L’estate è finita e ora si è tornati alla vita di tutti i giorni; tornata dalle vacanze però ti sei resa conto di aver ripreso qualche kg o di aver perso tono muscolare.
Su internet e riviste girano migliaia di allenamenti total body o specifici per determinate zone che promettono risultati miracolosi; eppure non tutto ciò che viene detto poi si avvera realmente. Questo, a volte, perchè gli esercizi fisici vanno abbinati all’assunzione di integratori palestra per donne che riescono a donare più tonicità al corpo.

Allenarsi con i pesi e assumere integratori fitness per donna aiuta il tono muscolare

Molte donne sono convinte che fare tante ore di cardio su tapis roulant, sull’ellittica o fare aerobica possa portarle a tornare alla loro forma fisica desiderata, ma purtroppo questo è falso mito da sfatare.
Fare allenamenti che non prevedono l’uso di carichi pesanti sul muscolo, e non assumere integratori, non porterà mai un aspetto sodo e tonico al corpo femminile; aiuterà a perdere grasso corporeo ma nient’altro, a discapito di una silhouette scolpita.
Per molte donne però, passare all’allenamento con pesi risulta molto difficile perchè lo collegano prettamente ad un fisico maschile; le donne sono terrorizzate dal pensiero che allenarsi facendo carico sui muscoli le renda grosse e mascoline ma non cè niente di più falso.

Dimagrire e modellare il proprio corpo

Per pedere peso corporeo in modo sano è necessario eliminare massa grassa, purtroppo molte diete scorrette portano alla perdita di liquidi e massa magra; questo comporta un calo di peso sulla bilancia ma un effetto estetico non proprio come lo si immagina.
L’allenamento contro resistenza evita completamente questo problema facendo aumentare la massa magra e la massa muscolare e facendo diminuire la massa grassa donando così un fisico tonico e sexy. Alcune uniscono all’allenamento l’assunzione di integratori fintness donne che facilitano l’aumento della massa muscolare e donano energia durante le sessioni di allenamento.
Allenarsi con carico non fa ottenere solo benefici estetici ma anche sulla qualità della vita quotidiana rendendo più semplici azioni che prima portavano ad affaticarsi.

Trucchetti per ottenere ottimi risultati

Svolgere un allenamento fisico con costanza è il primo passo da fare per ottenere dei risultati visivamente belli e soprattutto duraturi nel tempo; bisogna sempre ricordare però che non ci si deve affidare ad un canone fisico specifico perchè ognuno ha la propria corporatura e anche i risultati variano in base ad essa.
Comunque è anche vero che è possibile sfruttare la natura per avere dei risultati più rapidi: come?
L’assunzione di alimenti che sono lavorati al minimo come proteine magre, carboidrati complessi, grassi e fibre aiutano la perdita di peso e l’aumento della massa muscolare.
Può tornare utile evitare all’interno della propria dieta l’assunzione di cibo in scatola che non sempre è lavorato a dovere; limitare il consumo di alcool che ci fa assumere zuccheri senza darci sensazione di pienezza e in ultimo bere tanta acqua per eliminare le tossine.

L’utilizzo dei giusti integratori

Alcune donne scelgono di rivolgersi anche all’utilizzo di vari tipi di integratori che possono essere un valido aiuto durante l’attività fisica.
Gli integratori non solo sono utili per riempire la massa magra favorendo lo sviluppo della muscolatutra, ma permettono anche di ridurre al minimo stanchezza e affaticamento dando una botta di energia durante l’allenamento. I siti dove sono rivenduti integratori palestra per donne sono davvero tanti, uno che offre ottimi prodotti è X woman nutrition usato e consigliato da tantissime donne.

Donne, integratori e fitness: cosa sapere e come agire

Si sente parlare spesso di integrazione e fitness, sotto ogni salsa e per ogni tipologia di risultato, ma molti tendono a cadere in errori grossolani quando si cimentano in questo topic, approssimando in modo sconsiderato sui consigli e sulle dosi degli integratori da assumere, finendo anche col mettere in pericolo la salute del soggetto in questione. Nel corso di questo articolo andremo a vedere quelli che sono le principali funzionalità degli integratori per la palestra per donne o semplicemente quelli che sono i migliori integratori per il fitness per le donne.

Uomo vs Donna: non siamo fatti allo stesso modo

Uno degli errori che spesso vengono fatti dai meno esperti è trattare il corpo di una donna come se fosse quello di un uomo. Niente di più sbagliato!
Uomini e donne presentano, a livello organico, delle differenze sostanziali, che richiedono un impiego di energie diverso. Partendo da questo punto anche l‘integrazione sarà prettamente diversa, soprattutto durante l’allenamento, momento in cui gli ormoni vengono rilasciati in circolo, determinando un consumo più o meno alto di macromolecole (glucidi, lipidi e proteine) diverso da persona a persona.
Soffermandoci sugli integratori in palestra per le donne, pensiamo per esempio all‘integrazione proteica, che normalmente è quella che spesso viene amplificata, in quanto grazie all’allenamento contro-resistenza (per esempio), si può avere un guadagno nella massa muscolare, ma affinché ciò avvenga abbiamo la necessità di integrare più proteine, in quanto rappresentano dei veri e propri mattoncini per i nostri muscoli.
Fatta questa premessa, l’integrazione proteica nell’uomo è molto più marcata rispetto alla donna, in quanto l’uomo deve sostenere una massa muscolare maggiore. Tuttavia molti PT inesperti non fanno questa distinzione, consigliando (illegalmente tra l’altro) dosi di proteine fin troppo alte, che minano la salute renale del soggetto in questione.
Per una donna viene consigliata l’assunzione di circa 1,2/1,5g di proteine per chiloframmo di peso corporeo durante l’allenamento, mentre nell’uomo si può giungere anche a valori di 2,3 g per chilogrammo di peso negli allenamenti di forza.

La lotta alla ritenzione idrica

Allontaniamoci dal topic prettamente sportivo per affrontare un discorso relativo agli integratori ditness per donne.
Quando si parla di allenamento e fitness al femminile, uno dei fantasmi principali è caratterizzato dalla ritenzione idrica, condizione nella quale il corpo fa fatica a drenare i liquidi in eccesso, che accumulandosi causano pesantezza, gonfiore agli arti e senso di malessere in alcuni casi.
Erroneamente si pensa che questa condizione sia totalmente un problema della popolazione femminile, ma in realtà colpisce anche molti uomini.
Il motivo per il quale colpisce principalmente le donne, si deve al fatto che le donne presentino in media un tasso di massa grassa maggiore ed un tasso di massa magra minore rispetto agli uomini.
Vi sono diversi metodi per cercare di combattere la ritenzione idrica, ma una cosa deve essere chiara: non esiste una formula magica, ma il cambiamento nello stile di vita.
Al fine di eliminare la ritenzione idrica, una donna deve limitare i comportamenti sedentari ed approcciare un programma di allenamento che unisca i benefici dell’allenamento aerobico a quelli dell’allenamento contro-resistenza. In particolar modo qust’ultimo è correlato ad ottimi risultati in termine di riduzione del fenomeno della ritenzione idrica.

Integrazione per limitare la ritenzione idrica

Abbiamo visto quanto importante sia l’allenamento, ma tornando al tema principale, parliamo di alimentazione e integrazione.
Spesso un consumo elevato di sale, carboidrati e grassi, favorisce l’insorgere della ritenzione idrica.
Il consiglio principale è quello di bilanciare i macronutrienti e approcciare una dieta equilibrata che scongiuri ogni tipo di complicanza, a prescindere o meno da questo fenomeno.
Esistono alcuni alimenti in particolare che aiutano a placare questo fenomeno: il ribes, il ciliegio, l’ortosifo o la pilosella.
Questi alimenti, inseriti all’interno di un piano ben ponderato aiutano, non solo a ridurre la ritenzione idrica, ma anche la cellulite o le condizioni di stress ossidativo, dovuti ad accumulo di radicali liberi.
Oltre a questo esistono però diversi integratori, che riescono a massimizzare la funzionalità degli alimenti appena citati. In commercio abbiamo una serie di integratori drenanti, che accompagnati da un cambio radicale dello stile di vita del soggetto, permettono di raggiungere grandissimi risultati.
Non abbiate paura di dover affrontare il problema “ritenzione” e diffidate dai consigli di esperti improvvisati che consigliano in modo srpopositati integratori per la palestra e integratori fitness per donne. Il nostro corpo è dotato dei migliori sistemi per auto-curarsi, ma noi dobbiamo prenderci cura di lui, affinché possa funzionare nel migliore dei modi.

Smalto semipermanente: scopri la manicure facile e d’effetto con La Femme

Semipermanenti: unghie sempre perfette

Unghie forti che non si spezzano, smalto facile da stendere che resiste ai graffi e resta intatto e brillante anche dopo due settimane dall’applicazione: non è più un sogno, gli smalti semipermanenti professionali ti permetteranno di avere unghie sempre perfette in pochi semplici passi. Il risultato sarà sorprendente già dalle prime volte, ma con un po’ di esperienza e lo smalto per semipermanente adatto raggiungerai un livello professionale in brevissimo tempo.

Dimentica gli smalti tradizionali e scopri il mondo degli smalti per unghie semipermanenti sul sito aleascosmetics.com.

Più facili da stendere degli smalti tradizionali, gli smalti semipermanenti professionali asciugano anche più in fretta: bastano pochi secondi sotto le apposite lampade per la polimerizzazione e gli smalti semipermanenti formano sulle unghie uno strato solido e resistente, lucido e luminoso, che in più protegge le unghie. La durata di uno smalto per semipermanente è poi eccezionale! Possono trascorrere due settimane o più senza bisogno di intervenire per eliminare e ripristinare lo smalto semipermanente professionale.

Smalti per unghie semipermanenti colorati, glitter e perlati: la fantasia non ha limiti

Gli smalti per semipermanente daranno infinite possibilità alla tua fantasia e alle tue capacità di creare nell’ambito della nail art. Vuoi sbizzarrirti con il semipermanente? La Femme mette a disposizione sul suo sito di vendita online smalti semipermanenti professionali in infinite sfumature di colore, compresi smalti semipermanenti perlati o arricchiti da glitter luccicanti.

La Femme ha smalti semipermanenti in tante colorazioni che potrai abbinare tra loro, o che potrai variare ancora con la tecnica del “layering” sovrapponendo strati di smalto semipermanente di colori diversi. Divertiti a sfumare tra loro colori anche contrastanti di smalto per semipermanente: il semipermanente La Femme è così facile da stendere che sfumare un colore nell’altro sarà un gioco da ragazzi! Lo smalto semipermanente ha tra le sue caratteristiche peculiari il non asciugare all’aria; questo ti permetterà di intervenire a ritoccare l’unghia fino ad ottenere il risultato perfetto.

Ancora, tra i prodotti La Femme, smalti semipermanenti che puoi arricchire con perline e strass, ma soprattutto decorare in superficie con disegni di micropittura: piccoli capolavori da realizzare con gli appositi pennelli e uno smalto semipermanente professionale di colore in contrasto con quello della base.

La Femme, smalti e non solo! Tutto quello che occorre per la manicure fai da te

La cura delle unghie non è mai stata così facile e divertente. Con un kit pronto che contiene smalti per semipermanente ma anche tutto il necessario per la cura delle unghie prima dell’applicazione della rivoluzionaria vernice colorata, o acquistando i singoli prodotti in base alle esigenze di rimpiazzare quello che di cui hai bisogno per la tua manicure.

Tra i prodotti La Femme: smalti, ma anche una vasta gamma di prodotti per la cura delle unghie: bastoncini di legno di arancio per respingere le cuticole, lime per dare forma e buffer per levigare le unghie, primer e vernice top coat per la protezione finale del tuo smalto semipermanente, lampade UV e LED per la polimerizzazione e tutto l’occorrente per la nail art.

Acquistando sul sito La Femme smalti semipermanenti, troverai anche solventi e gli appositi piccoli attrezzi utili alla rimozione degli smalti per unghie semipermanenti. Non dimenticare, un solvente adatto ad asportare gli smalti semipermanenti professionali è fondamentale sia nella fase di stesura dello smalto, per eliminare piccole sbavature, sia per rinnovare la tua manicure eliminando lo smalto semipermanente vecchio per sostituirlo con il nuovo semipermanente La Femme… anche se probabilmente lo strato di smalto semipermanente professionale sarà ancora intatto quando avrai deciso di cambiare look!

Aloe Arborescens: la natura nelle mani del Dr. Aloes

Con oltre 350 tipi di piante diverse presenti in natura, il termine Aloe raccoglie e identifica un genere di flora grassa composta da foglie succulente, impiegate da anni ormai nella realizzazione di medicinali a scopo erboristico, fitoterapico ma anche cosmetico.
Le tipologie più note sono sicuramente l’Aloe Vera e l’Aloe Arborescens. Usate sia come piante ornamentali che come fonti primarie per medicinali, vengono spesso confuse da chi non riconosce le differenze tra le due specie.
La parte più usata per la lavorazione è il succo e il gel che si ottiene dalle foglie carnose, tuttavia a seconda della funzione che se ne fa, ogni parte dell’Aloe è una risorsa utile.
Tra proprietà confermate da studi scientifici e altre ancora in fase di studio, l’Aloe è una pianta dalle mille potenzialità.
L’Aloe Arborescens di Dr. Aloes (https://www.draloes.com/) è una delle coltivazioni naturali di maggiori qualità presenti. Scopritene le potenzialità!

Le differenze tra l’Aloe Vera e L’Aloe Arborescens del Dr. Aloes

L’Aloe Vera presenta fiori dai tratti particolarmente colorati, che vanno dal giallo al rosso, mentre invece i fiori dell’Aloe Arborescens sono solo rossi e la fioritura avviene una volta l’anno.
Inoltre, al contrario dell’Aloe Vera, l’Aloe Arborescens non si sviluppa come un cespo, poiché ha un fusto centrale e legnoso con foglie che crescono in modo alternato.
Queste ultime, nell’Aloe Arborescens arrivano ad essere lunghe fino ai 60 cm, con un peso che oscilla dai 10 ai 100 grammi per foglia.
Per quanto riguarda la riproduzione, invece, l’Aloe Arborescens ha sia fiori maschili che femminili, ma non si incrociano tra loro nella pianta che gli ospita, si riproducono solo in chiave incrociata con piante diverse, mentre l’Aloe vera si riproduce tramite la divisione dei pollini che si formano alla base della pianta o per seme.
Sebbene le foglie siano più piccole, l’Aloe Arborescens è particolarmente ricca di principi attivi, in chiave nettamente maggiore dell’Aloe Vera, perciò i cosmetici o i medicinali realizzate con l’Arborescens tendono ad essere di qualità superiore e con capacità lenitive per ogni tipo di pelle.
L’Aloe Arborescens è, oltretutto, nota per i suoi effetti lassativi, oltre che cicatrizzanti, idratanti e protettivi dai raggi solari.

L’Aloe Arborescens del Dr. Aloes

L’Aloe coltivata in modo assolutamente naturale dal Dr. Aloes è ricca di principi attivi, che si sviluppano quando la pianta si avvia verso l’età adulta, ovvero i 5 anni e dopo la prima fioritura.
L’Aloe Arborescens è coltivata in aree rurali lontane dai centri abitati, senza l’uso di agenti chimici o pesticidi, con contatto diretto con il Sole, in modo tale che sviluppino circa il 50% in più di principi attivi rispetto a quelle della stessa specie tenute in serra.
Con procedure collaudate e personalizzate secondo i tempi ed i bisogni di ogni pianta, l’Aloe è trattata in modo tale che la sua qualità non sia mai alterata e si procede ad una parziale rimozione dell’aloina nella foglia. L’aloina è ampiamente usata come lassativo naturale, però viene assunta con prescrizione medica, perciò viene rimossa prima di trattare la pianta per fare cosmetici o medicinali.
Dopodiché, si elimina la punta e le spine laterali, lasciando la fibra verde esterna e la parte gelatinosa: terminati questi passaggi l’Aloe è pronta.
Potrete scegliere di mangiarla direttamente, in tal caso meglio farlo a digiuno o prima dei pasti, oppure usarla come crema lenitiva post depilazione o per aiutare la cicatrizzazione.
Introdurre l’Aloe Arborescens nelle vostre abitudini alimentari è particolarmente indicato, vi aiuterà ad assimilare meglio le proteine di carne e pesce, aumentando il senso di sazietà e purificando l’organismo.

L’Aloe Arborescens del Dr. Aloes può essere acquistata e consumata direttamente oppure usata per produrre cosmetici o medicinali: con proprietà detox e non solo, l’Aloe sarà una piacevole novità della vostra routine.

Porte pieghevoli: non solo porte a soffietto

Le porte pieghevoli disponibili in passato erano sostanzialmente solo quelle a soffietto, in molti casi poco piacevoli alla vista e a volte prodotte con materiali quantomeno discutibili. Oggi le aziende che producono porte propongono invece porte pieghevoli molto più piacevoli e robuste, fatte per durare nel tempo. Al posto delle tradizionali porte a soffietto si utilizzano infatti le cosiddette porte a libro.

Cos’è una porta pieghevole
Le porte pieghevoli sono delle ottime soluzioni salvaspazio, che permettono di posizionare un’apertura anche laddove non vi sia la possibilità di installare una porta classica o una di tipo scorrevole. Nel primo caso è infatti necessario avere a disposizione sufficiente spazio, all’interno della stanza, per ospitare l’anta della porta quando è aperta. Nel secondo caso serve invece avere la possibilità di installare un falso telaio all’interno della parete laterale, o avere spazio sufficiente a sostenere l’anta della porta aperta, sempre sulla parete laterale. Le porte pieghevoli sono costruite in modo che l’anta si possa ripiegare su sé stessa, in modo da ingombrare il meno possibile quando la si apre.

A soffietto o a libro
Tutti conoscono bene le porte a soffietto perché, come abbiamo già accennato, erano un tempo una soluzione consigliata per chi aveva poco spazio a disposizione. L’anta è suddivisa verticalmente in varie sezioni, incernierate tra loro, che si ripiegano all’apertura della porta. In questo modo l’anta aperta ha un ingombro minimo, cosa che permette di aprire una porta di dimensioni standard anche su un ambiente decisamente molto piccolo. Le porte pieghevoli, infatti, spesso si sfruttano per sgabuzzini, piccoli bagni, servizi en suite o ambienti di servizio, suddividendo quindi in modo perfetto lo spazio che si ha a disposizione. Le porte a libro invece di suddividere l’anta in molte sezioni, la tagliano verticalmente in due parti, uguali o asimmetriche. In questo modo comunque l’anta occupa poco spazio una volta aperta la porta, mantenendo però una buona robustezza costruttiva.

Non solo per piccoli spazi
Mentre una porta a soffietto risulta una soluzione utile solo all’interno di spazi ridotti, le porte pieghevoli di altro genere sono perfette anche laddove si sia alla ricerca di un tocco di originalità oltre che di praticità. Il fatto che l’anta si possa piegare su sé stessa è infatti una soluzione non solo comoda, ma anche particolarmente scenografica. Dove una porta suddivide una camera da letto dalla cabina armadio o da un ampio bagno, in situazioni in cui la zona giorno è divisa da quella notte da una grande porta, ma anche in ingressi di prestigio o per dividere gli ambiti tra gli uffici, una porta pieghevole a libro può essere la soluzione ideale. Considerando anche il fatto che oggi in commercio si trovano porte a libro di vario genere, anche di alta qualità, prodotte con materiali pregiati e con un’estetica contemporanea e lussuosa. Non dobbiamo quindi pensare alla porta pieghevole come a un prodotto necessariamente economico o di scarsa qualità, anzi.

Scegliere la porta pieghevole
In ogni caso molti tra coloro che installano porte a libro lo fanno per chiudere un’apertura che si affaccia su una stanza dalle dimensioni ridotte. Che si tratti di un’apertura che dà su un piccolo ambiente o di una porta ben visibile e che necessita di essere particolarmente decorativa, la scelta della porta pieghevole va fatta con una certa attenzione, partendo dal presupposto che sarebbe opportuno armonizzare tutte le porte interne di un appartamento o di un’abitazione. I materiali oggi disponibili per questo tipo di installazione sono molteplici, dal legno massello per arrivare sino ai laminati e ai laccati di varie tipologie, quindi chiunque troverà con facilità quelle più adatte ai propri gusti.

Siti web, i 5 errori da evitare

Cercare di progettare un sito che possa essere davvero di successo, efficace ed efficiente, talvolta non è facile. In genere, chi vuole davvero avere successo deve rivolgersi a un’azienda specializzata in realizzazione siti web che sarà in grado di costruire un portale davvero utile per gli utenti del target di riferimento. Molte persone, non si rendono conto di quanta può essere anche la concorrenza sul web. Dunque se non si è in grado di governare l’uragano di novità in ambito digitale che escono il giorno in giorno, si rischia che la navigazione sul portale diventi poco piacevole. Senza il giusto supporto il sito finirà per essere inghiottito dal marasma e dalla confusione del web. Affinché un portale sia vincente, bisogna puntare molto sui contenuti e sulla sua struttura. Vediamo quali sono i 5 errori da evitare nella realizzazione di un sito web da un punto di vista strutturale, grafico e tecnico.

1 – Scegliere male colori e font

Scegliere i colori e il font in maniera superficiale e non approfondita potrebbe essere un boomerang per il vostro portale. Infatti, il sito deve rispondere a uno specifico piano di comunicazione fin dai primi passi. Bisogna fare in modo che il vostro marchio sia ben riconoscibile. Dovreste utilizzare di base i colori del brand istituzionale o del vostro marchio. Solo in questo modo l’utente fin dai primi click troverà le giuste risposte sul portale. In più, è bene strutturare la grafica in modo che sia ben visibile ogni titolo e ogni font. Gli stili di testo e i colori non devono essere troppo pesanti altrimenti finiranno per appesantire la navigazione dei vostri utenti.

2 – Non fare attenzione alla SEO

Un altro passo falso che si potrebbe commettere nella realizzazione di un sito web, è non fare particolare attenzione ai principi della Search Engine Optimization. Secondo gli esperti, il SEO è un insieme di procedure che aiuta un sito a essere più visibile sui motori di ricerca. Senza queste pratiche, il portale rischia di finire nelle pagine secondarie delle ricerche e questo quindi lo renderà meno raggiungibile dal traffico di utenti desiderati. Il consiglio, dunque, è di rivolgersi a un consulente SEO che saprà organizzare sia i contenuti che la struttura stessa del sito, secondo i parametri costruiti sulle vostre esigenze.

3 – Sottovalutare la user experience

Nella realizzazione di un sito web è anche da valutare con attenzione la user experience. Parliamo di tutte quelle caratteristiche che rendono l’esperienza dell’utente sul vostro portare piacevole. Quindi, un sito deve essere mobile friendly e pratico da utilizzare, nonché semplice e intuitivo, per avere successo.

4 – Abusare della tecnologia

Un errore abbastanza comune su molti siti web è il fatto che vi sono troppi elementi grafici, effetti e un uso sprecato della tecnologia. Inserendo troppe animazioni, video in background e immagini, si finisce per distogliere l’attenzione dei naviganti dai vostri contenuti che in realtà, devono essere l’elemento chiave del portale. Per tali motivi, è bene non abusare di tutti questi effetti che potrebbero anche rallentare il sito e rendere più facile la presenza di errori.

5 – Sottovalutare l’importanza della manutenzione

Un altro errore banale in cui incappa quando si apre un sito internet senza l’aiuto degli esperti, è non pensare alla manutenzione. Un portale infatti, va sempre seguito passo dopo passo, in modo tale da tenere i contenuti sotto controllo e anche eventuali errori. È importantissimo: un sito ricco di pagine con errori potrebbe scendere in visualizzazioni sui motori di ricerca. In più, è bene avere anche un supporto per gli utenti. Sul portale devono esserci dei percorsi che l’utente può fare anche qualora non riesca a svolgere alcuni passaggi sul sito. Parliamo ad esempio, di una sitemap, di una live chat o di un supporto mail per chi ha difficoltà a trovare la strada per quello che sta cercando!

La qualità dei monopattini elettrici leggeri

Una delle caratteristiche che fanno del monopattino elettrico un veicolo smart, e che ha assicurato il suo grande successo nella micromobilità urbana, è sicuramente la sua trasportabilità. Un monopattino leggero e pieghevole, infatti, assicura di ridurre al minimo il suo ingombro e di poterlo portare con sé ovunque si desideri, oppure di riporlo in piccoli spazi. In secondo luogo, un peso molto leggero del monopattino garantisce anche la maneggevolezza nella sua guida, oltre che prestazioni più elevate per quanto riguarda l’autonomia della batteria.

Quasi tutti i modelli di monopattini elettrici in commercio sono leggeri. Tuttavia, esistono anche i modelli ultraleggeri, che hanno la peculiarità di essere costruiti in un materiale molto speciale, la fibra di carbonio. L’ esigenza di un monopattino elettrico compatto e leggero è fondamentale nelle grandi città, dove spesso si rende necessaria l’alternanza dell’uso dei mezzi pubblici e del monopattino.

I fattori che determinano il peso

I fattori che determinano il peso complessivo di un monopattino elettrico sono:

  • i materiali di costruzione
  • il peso scocca
  • le dimensioni del monopattino
  • le ruote

Solitamente, i monopattini elettrici sono costruiti in lega di alluminio o in fibra di carbonio. La fibra di carbonio è tendenzialmente più leggera, più resistente agli urti e alle ammaccature, e sostiene meglio le vibrazioni.

La lega di allumino, invece, presenta il vantaggio di essere leggero e resistente ma è anche molto più economico del carbonio e quindi la quasi totalità della produzione di monopattini elettrici viene fatta in questo materiale.

Mediamente i monopattini elettrici per adulti hanno un peso che si aggira tra i 12 e i 15 kg e sono dotati di ruote tra gli 8 e gli 8,5 pollici. Il peso dei monopattini elettrici ultraleggeri varia, invece, dai 7,7 Kg agli 11 Kg al massimo. Tuttavia, nei monopattini super leggeri le dimensioni delle ruote diminuiscono, dai 5 agli 8,5 pollici.

I monopattini leggeri in fibra di carbonio

Una grande parte del peso del monopattino elettrico è assunta anche dal motore e dalle batterie, oltre che da tutti gli altri accessori aggiuntivi, primi fra tutti, le ruote. Questo spiega perché un monopattino elettrico pesi esattamente il doppio di un monopattino tradizionale a spinta. Quando si sceglie un monopattino, uno dei parametri da valutare attentamente è proprio il peso, che assumere una grande rilevanza, specialmente se lo si intende trasportare a mano o sui mezzi durante i propri spostamenti urbani quotidiani.

Innanzitutto, bisogna chiarire un aspetto: il monopattino leggero non è un prodotto fragile o di bassa qualità, anzi, molto spesso questa caratteristica assicura il massimo della qualità. La maggior parte dei monopattini ultraleggeri presenta una struttura fatta in fibra di carbonio, un materiale molto pregiato. La fibra di carbonio è definita come “un materiale avente una struttura filiforme, molto sottile, realizzato in carbonio, utilizzato in genere nella realizzazione di una grande varietà di materiali compositi”. I materiali compositi sono composti, appunto, da due o più materiali diversi, ovvero le fibre di carbonio associate ad altro tipo di materiale chiamato “matrice” e che ha il compito di tenere insieme le fibre, di mantenerle correttamente orientate e di proteggerle.

Le caratteristiche principali, che fanno della fibra di carbonio un materiale di pregio, sono la sua estrema leggerezza e resistenza. Inoltre, la fibra di carbonio è garantita ad un costo relativamente basso e offre un certo valore estetico. L’uso delle fibre è molto frequente in tutti quei prodotti (ad esempio di plastica) dove è richiesta una resistenza meccanica molto alta ad un peso molto leggero.

Questo spiega bene come mai un monopattino in fibra di carbonio sia in assoluto il più leggero. Il peso dei monopattini elettrici varia proprio a seconda dei materiali di costruzione:

  • peso di un monopattino elettrico in acciaio: dai 20 kg in su
  • peso di un monopattino elettrico in alluminio: dai 15 kg in su
  • peso di un monopattino elettrico in fibra di carbonio: tra i 9 e gli 11 kg.

Un monopattino elettrico leggero presenta anche molti altri vantaggi. Con una struttura dal peso irrisorio, infatti, anche il motore e le batterie garantiscono un’autonomia maggiore e riescono a raggiungere velocità più elevate. Tuttavia, i monopattini costruiti in fibra di carbonio appartengono alle fasce di prezzo più elevate, proprio perchè posseggono delle caratteristiche tecniche molto migliori.

Stampaggio a iniezione di materie plastiche: caratteristiche e vantaggi principali

Tra le tante tecniche utilizzate per creare oggetti in plastica la più diffusa, al giorno d’oggi, è lo stampaggio a iniezione di polimeri.

Lo stampaggio a iniezione è un processo particolarmente indicato per i cicli di produzione su richiesta del cliente, esistono infatti tantissime aziende che operano in questo settore ormai da svariati anni.

Il processo di stampaggio a iniezione di materiali plastica consiste nel fondere polimeri di materiale plastico, che una volta giunti a temperatura ottimale, vengono iniettati tramite un getto ad alta pressione nella cavità dello stampo.

In un secondo momento, una volta che il materiale si sia raffreddato, questo stampo viene aperto, rivelando l’oggetto al suo interno agli operatori, che ne verificano la qualità costruttiva.

Per cosa viene utilizzato lo stampaggio a iniezione di polimeri?

Questo metodo di stampaggio a iniezione di materiali plastici di Stamplast, è stato concepito al fine di riuscire a produrre grandi quantità di un singolo prodotto, tutti identici tra loro, praticamente sovrapponibili.

Ideale quindi per la produzione di apparecchiature mediche, come ad esempio i raccordi dei vari tubi utili alla respirazione assistita, alla realizzazione di giocattoli, cover per telefonini e telecomandi ed oggettistica comune in tutte le abitazioni come ad esempio bacinelle, vasi e sottovasi. Infine ultimo ma non meno importante, tramite questo processo si possono creare oggetti di elevata importanza, spesso utilizzata nell’industria delle automobili ed in quella aerospaziale.

Come avviene la creazione di oggetti tramite la stampa ad iniezione?

Lo stampaggio a iniezione di materiali plastici è un processo standard per quasi tutte le aziende, si utilizza uno stampo in alluminio, materiale che ha una dispersione del calore non troppo veloce, rendendo i tempi di creazione non troppo veloci. Così facendo, questo lasso di tempo permette agli operatori di controllare la quantità di materiale all’interno dello stampo, e che ogni pezzo realizzato rispetti gli standard di qualità.

I polimeri plastici vengono caricati all’interno di un cilindro, chiamato caricatore, dove saranno riscaldati fino alla loro fusione, successivamente tramite appositi canali, verranno iniettati ad alta pressione all’interno dello stampo. Una volta freddo, gli espulsori (piccole leve simili a crick) renderanno più semplice la rimozione del pezzo ultimato dallo stampo, senza rovinarlo ovviamente.

Anche se il ciclo di uno stampaggio a iniezioni di materie plastiche prevede diverse fasi, dall’inizio alla fine il processo di stampa può essere diviso in tre fasi ben diverse tra loro.

La prima fase avviene con l’introduzione dei granuli di plastica all’interno della cilindro della pressa, nella quale verrà scaldata ed iniettata nello stampo.

La seconda fase è quella di raffreddamento, in questo periodo occorrerà del tempo affinché il materiale plastico si raffreddi e solidifichi.

Infine la fase finale è quella del rilascio del prodotto, tramite estrattori l’oggetto ultimato viene staccato dallo stampo.

Per un’azienda ridurre al minimo questi tempi di produzione equivale ad aumentare il guadagno, poiché diventa fondamentale realizzare il maggior numero di pezzi nel minor tempo possibile, sempre rispettando gli alti standard di qualità.

Quali sono i vantaggi di questo tipo di stampa?

I vantaggi di questo tipo di stampa sono innumerevoli, ad esempio si ha un’elevata produttività unita a dei bassissimi costi di produzione vista l’alta presenza processi automatizzati grazie all’utilizzo di macchinari specifici.

Con questo metodo di stampaggio a iniezione di materie plastiche si possono produrre oggetti dalle forme più diverse, sia piccole che grandi, utilizzando diversi colori o materiali.

Ogni azienda dunque permette di avere diversi oggetti a disposizione, alcune aziende infatti si sono specializzate su alcuni prodotti utili ad esempio al giardinaggio (come ad esempio raccordi e tubi per innaffiare, innaffiatoi classici, fascette), in base alle vostre esigenze controllate quale stabilimento avete nelle vostre vicinanze, in ogni caso grazie a questo metodo di stampa rimarrete sicuramente soddisfatti al cento per cento.

Fondi sostenibilità ambientale: fondi ESG significato

Tra gli argomenti più diffusi negli ultimi anni, si sente spesso parlare di investimenti, mercati finanziari e fondi azionari. Sono infatti numerose le piattaforme di investimento online sulle quali poter investire e di conseguenza sono sempre più le persone che sono incuriosite da questo tipo di strumento finanziario.

Nel campo degli investimenti sta acquisendo maggiore centralità un tema importante anche dal punto di vista politico: la sostenibilità. In particolare, si sta diffondendo una modalità di investimento che non sia solo legata alla redditività dell’investimento stesso, ma che punti anche alla sostenibilità. Questo nuovo tipo di investimento si avvale di fondi ESG, ovvero fondi environmental, social e di governance. Gli investimenti ESG non servono solo a massimizzare i rendimenti, ma anche a concentrarsi su altri obiettivi attraverso l’uguaglianza di genere e l’uguaglianza tra i dipendenti, come la protezione dell’ambiente, la responsabilità sociale e la gestione aziendale sostenibile. Ormai sul mercato è presente un lungo elenco fondi ESG.

La crescita dei fondi ESG

Ciò che favorisce la crescita sostanziale di tali fondi è lo spostamento degli interessi del settore finanziario verso la sostenibilità, guidato non solo da interessi reali e da credenze effettive nel valore della sostenibilità, ma anche in larga misura dagli investimenti nello sviluppo continuo della moda mondiale. Secondo alcuni dati, ad oggi, si possono calcolare circa tremila fondi ESG in tutta Europa. La forte crescita degli investimenti sostenibili dipende anche dal fatto che i migliori fondi ESG possono anche garantire agli investitori un reddito consistente, in modo da poter coniugare gli interessi personali con i nobili interessi della sostenibilità ambientale.

Fondi ESG definizione

Come accennato in precedenza, l’acronimo ESG sta per ambiente, società e governance. Tutto ciò dimostra che questi fondi si basano su società quotate sui mercati finanziari che hanno un forte interesse per le loro aziende e linee imprenditoriali, e applicano politiche volte alla sostenibilità ambientale, alla tutela dei diritti dei lavoratori, all’uguaglianza sociale e a tutti gli altri aspetti. Il Fondo ESG trae ispirazione dai 17 obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, dedicati all’eliminazione delle disparità sociali, alla povertà e alla protezione delle difficili condizioni dell’ambiente odierno.

I migliori fondi ESG su cui investire

Avendo definito i fondi ESG, continuiamo ad analizzare i migliori fondi ESG sul mercato. Come abbiamo visto, grazie a fattori economici e alla volontà delle persone di investire nella sostenibilità e nello sviluppo sostenibile, i fondi ESG ad oggi hanno registrato una forte crescita. I fondi ESG sono aumentati in modo esponenziale nel tempo e possiamo vedere l’elenco fondi ESG insieme: fondi mirova, mandarine europe microcap, equiquier.

Per poter formulare la classifica fondi ESG, è necessario posizionarsi al primo posto iIrova Funds, che ha una presenza in Europa con un rendimento del 33% nel 2020, quasi 9 punti percentuali in più rispetto a tutti gli altri fondi

Fondi ESG: sono davvero convenienti?

Molte persone vogliono sapere se vale davvero la pena investire in fondi ESG e quale reddito possono portare questi fondi. Fino a qualche anno fa la comunità finanziaria era cauta su queste tipologie di fondi, soprattutto perché rispettano regole molto più severe rispetto ai fondi di investimento tradizionali. Tuttavia, oggi è stato osservato che, a lungo termine, i fondi ESG possono effettivamente generare profitti interessanti, perché le aziende che mostrano interesse per i principi dello sviluppo sostenibile ottengono oggi maggiori entrate. Ovviamente, la crescita delle aziende focalizzate sullo sviluppo sostenibile è aumentata in modo significativo a causa di scelte politiche sulla scena internazionale che puntano sullo sviluppo verde. Con OnlineSim puoi investire in fondi ESG in modo monitorato o indipendente e guadagnare dai fondi sostenibili.

La formazione aziendale: metodo Apprendi21

La formazione aziendale è molto importante all’interno di qualsiasi ente specialmente per un’azienda, per molti la formazione è un obbligo a cui ci si deve accostare ma questo non lo è per la formazione aziendale di https://tharsos.it/formazione/ perchè è da ritenersi un valore aggiuntivo per la creazione di una cultura e di competenze che vanno ad incidere nei valori della salute, della sicurezza e dell’ambiente oltre che lavorativo anche personale. La ragion d’essere dell’azienda ha portato la nascita di Apprendi21 un metedo di formazione che permette di coordinare dei linguaggi base a training on the job, pièce teatrali, giochi di ruolo e realtà aumentata.

Metodo Apprendi21

Questo metodo da la possibilità di iniziare da quelli che sono i bisogni per giungere poi al check di tutto quello che è stato appreso. La formazione in aula incrementa il vis à vis senza timore di esporsi davanti uno schermo di un computer, consente di interagire per costruire attimi di gruppo dove scaturisce tutta l’energia che la presenza dal vivo può dare. Il metodo è consigliato a tutti quelli che vogliono mettersi in gioco con delle esercitazioni pratiche mai viste prima. Grazie a Apprendi21 si potrà dialogare senza timore, ci sarà sempre una scambio di opinioni e di idee tra i vari componenti del gruppo in modo da garantire un’interazione costante.

La modalità e-learning permette a chi non può frequentare in presenza di sfruttare ogni momento a lui consono per studiare i concetti secondo le sue necessità, questa modalità da libero spazio a tutte quelle persone che vogliono avere i loro tempi per apprendere in autonomia i concetti che gli esperti di formazione riversano in Apprendi21. Un’altra modalità che l’azienda mette a disposizione sono i webinar, tutti quelli che necessitano di una formazione continua trovano in questa modalità la soluzione ideale per soddisfare ogni loro esigenza, tutto rigorosamente online per favorire i tempi di erogazione mantenendo saldo il rapporto con il gruppo. Chi sceglie questa modalità trova agevole non spostarsi con i mezzi e quindi essere ecologico nel suo piccolo.

I servizi dell’azienda Tharsos

L’azienda ha come obiettivo quello di accompagnare le aziende, le imprese, gli enti pubblici in tutto quello di cui hanno bisogno per soddisfare le loro necessità. Tutti i soggetti sopracitati hanno necessità differenti ma Tharsos è in grado di soddisfare di ognuno le richieste che vengono poste senza mai venire a meno con la qualità e la professionalità degli operatori che seguono gli enti. L’organico è composto da donne e uomini, tecnici, ingegneri, architetti, chimici, fisici, legali, esperti in salute e sicurezza che mettono nelle loro mani tutto il loro sapere per creare una squadra in grado di raggiungere ogni tipo di obiettivo senza mai prevalicare gli uni sugli altri. L’azienda permette agli enti di avere delle soluzione per qualsiasi loro esigenza, in tutto il territorio italiano si possono trovare sedi che agevolano il lavoro dell’ente nella ricerca del suo obiettivo.

La formazione aziendale deve avere come perno i seguenti requisiti lealtà, verso i clienti, i dipendenti e i vari collaboratori; fiducia, nelle persone e nelle loro ambizioni; energia, senza la quale il motore non potrebbe andare avanti; consapevolezza, di quello che l’azienda può fare. L’azienda opera nei seguenti settori compagnie assicurative, istituti bancari, realtà manifatturiere, automotive, siderurgico, società editoriali e multimediali, trasporto e logistica, chimica e farmaceutica, food and beverage, moda, gestori immobiliari, multiutility, pubbliche amministrazioni, costruzioni e cementifere, compagnie di telecomunicazioni, GDO.

Per seguire la formazione è stata creata una piattaforma apposta dall’azienda, Thel Academy, grazie alla quale vi è un controllo più dettagliato per quanto riguarda il piano formativo dell’Organizzazione, tutti i corsi possono essere gestiti comodamente grazie a questa piattaforma, vi è inoltre la possibilità di esportare report oppure scaricare tutti quei documenti relativi alla formazione, oltre che inviare email e notifiche.

A cosa serve e come scegliere un ottimo corso per fisioterapisti

Quando si vuole rivestire un ruolo importante come quello del fisioterapista, occorre necessariamente seguire un percorso formativo grazie al quale è possibile ottenere la migliore delle soluzioni possibili. Scopriamo quindi come bisogna valutare questo ramo di studi affinché sia possibile ottenere la migliore delle soluzioni possibili senza rischiare di andare incontro a problematiche di ogni genere.

A cosa serve questo percorso formativo

Quando si menziona il corso per fisioterapisti, occorre necessariamente fare riferimento a un percorso formativo che ha, come scopo finale, quello di offrire a chi vi partecipa tutte le informazioni necessarie per rivestire, in maniera adeguata, questo particolare ruolo.
Bisogna sempre andare alla ricerca di un percorso formativo che possa essere definito come preciso proprio per il semplice fatto che sbagliando la scelta, si potrebbe andare incontro a complicanze di ogni genere.
Ecco quindi che già sapendo questa informazione si ha l’occasione di evitare di recarsi presso un centro formativo che potrebbe non essere adeguato a tutte le proprie richieste e che potrebbe, di fatto, rendere la situazione molto meno semplice del previsto da affrontare.

L’aspetto chiave del percorso di studi

Nel momento in cui si decide di partecipare al corso per diventare fisioterapisti, occorre necessariamente prendere in considerazione il fatto che questo genere di centro che offre la possibilità di partecipare a tale corso deve essere necessariamente legale, ovvero fare in modo che i corsisti non vadano mai incontro a delle potenziali situazioni negative.
Con questo si intende che il percorso che viene offerto dal centro deve essere riconosciuto a livello nazionale, evitando quindi che ci possano essere potenziali situazioni negative che hanno delle cattive ripercussioni che possono essere particolarmente difficili da fronteggiare.
Ottenere un attestato senza valenza, infatti, potrebbe rendere il corso per fisioterapisti selezionato tutt’altro che adeguato alle proprie esigenze e rivelarsi essere solamente una colossale perdita di tempo.
Ecco quindi che informarsi e quindi capire se il corso tende a essere legale, o comunque realmente autorizzato, rappresenta il giusto modo di fare in quanto grazie a questo genere di analisi si potranno evitare diverse tipologie di situazioni al limite che devono essere assolutamente evitate.
Di conseguenza scegliere questo percorso necessita ovviamente della massima attenzione, in maniera tale che il risultato che si andrà a ottenere possa essere il migliore in assoluto.

Un percorso formativo ben strutturato

Il corso per divenire fisioterapisti deve essere anche focalizzato su tutte le varie tecniche che devono essere adottate per offrire ai propri clienti un servizio perfetto, quindi fare in modo che questi possano essere in grado di star bene nuovamente.
Ecco quindi che occorre necessariamente valutare anche questo particolare ambito, in maniera tale che il risultato che si andrà a ottenere possa essere definito come perfetto.
Solamente in questo modo si ha la concreta occasione di migliorare la propria ricerca ed essere certi che il corso per fisioterapisti scelto possa offrire tutte le diverse informazioni necessarie per poter effettivamente rivestire tale ruolo senza particolari difficoltà.
Inoltre è importante valutare il grado di preparazione dei docenti, che devono essere in grado di offrire un’analisi completa e soprattutto fare in modo che il risultato finale possa essere sinonimo di massima sicurezza e conoscenze acquisite senza alcun errore.
Solamente analizzando tutte queste diverse caratteristiche si potrà essere certi del fatto che il buon corso per diventare fisioterapisti possa essere scelto con estrema precisione, evitando delle potenziali situazioni che potrebbero essere tutt’altro che ottimali.
Ecco quindi come scegliere il percorso formativo perfetto e non commettere i soliti classici errori fastidiosi che devono essere sempre evitati.

Dove e come opera un fisioterapista, qual è la sua formazione

Corsi di formazione per fisioterapisti

La figura sanitaria del fisioterapista è una figura molto importante in quanto si occupa della riabilitazione motoria e rieducazione posturale di una persona. Per ottenere la qualifica di fisioterapista bisogna essere in possesso del diploma di laurea triennale in Fisioterapia e il titolo che possa permettere l’abilitazione alla professione. Il Decreto 14 settembre 1994 , n. 741, a cura del Ministero della Sanità, disegna la figura del fisioterapista come quella figura a livello sanitario che può operare autonomamente oppure in team per interventi di prevenzione, cura e riabilitazione di aree della motricità, di funzioni corticali superiori e viscerali causati da eventi patologici. Grazie alla sua competenza di operare nelle zone dove il paziente necessita di intervento, il fisioterapista è in grado mediante corsi di formazione sempre più specifici e dettagliati di possedere capacità maggiori nel campo inerente la riabilitazione motoria funzionale e della rieducazione posturale.

Dove opera un fisioterapista

Essere un fisioterapista significa essere in grado di lavorare su molte aree del corpo e conoscerne ogni singolo dettaglio e problematica che quella zona può incombere. I corsi di formazione fisioterapia permettono al fisioterapista di conoscere la parte inerente l’anatomia e la fisiologia dei sistemi muscolo-scheletrico, nervoso, respiratorio, cardio-circolatorio, urogenitale; biochimica, biologia e biomeccanica; patologia di interesse fisioterapico; sviluppo motorio; chinesiologia; tecniche fisioterapiche; metodologia delle riabilitazioni e della ricerca; psicologia; psichiatria; economia e diritto; medicina legale; organizzazione aziendale; statistica; inglese scientifico. Non esiste solo la parte pratica ma quando si va dal fisioterapista ci sono degli esercizi specifici che vengono prescritti per curare le zone dove si ha dolore e per migliorarne la mobilità e l’articolazione.

Corsi per fisioterapisti

I corsi per fisioterapisti prevedono un percorso universitario che sarà poi volto all’abilitazione alla professione mediante dei periodi di tirocinio dove si andrà ad applicare e conoscere in maniera più approfondita tutto quello appreso nelle aule universitarie. Il percorso ha durata variabile, può essere di tre, quattro oppure cinque anni senza contare eventuali plus quali specializzazioni e dottorati. Diventare fisioterapisti non è così semplice come si crede perché non basta avere solo un attestato in mano, se un fisioterapista vuole che il suo diploma possa essere riconosciuto all’interno di uno stato estero deve seguire differenti fasi che lo porteranno a spendere molto denaro. In Italia la figura sanitaria del fisioterapista è nata molto recentemente, in Olanda è presente già da ben 122 anni e nel Regno Unito da oltre 117 anni, in tutti questi paesi l’utente può usufruire dei servizi sanitari nazionali per cosiddetto accesso diretto alla sezione fisioterapia. Nel nostro paese i fisioterapisti riconosciuti sono all’incirca 50 mila, mentre, 100 mila sono quelli che non avendo nessun diploma e attestato si prendono gioco dei cittadini con servizi totalmente fasulli. Il corso fisioterapisti riconosciuto deve presentare contemporaneamente quattro condizioni, la prima è quella di prestare attenzione alla veridicità del titolo di laurea ottenuto presso una università italiana e se per caso il titolo è stato conseguito all’estero deve in maniera obbligatoria il riconoscimento dal Ministero della Salute. In secondo luogo si deve verificare che il fisioterapista sia iscritto in un’ associazione dei fisioterapisti che per decreto ministeriale devono esserci. Terzo puntoimprescindibile quando il fisioterapista vi visita deve per forza di cose chiedere tutta la documentazione medica di vostro contro. In ultimo, è doveroso e d’obbligo richiedere tassativamente la ricevuta fiscale se per caso andate da un fisioterapista che esercita la libera professione. Nel mondo dei fisioterapisti esiste una World Confederation for Physical Therapy (WCPT) altro non è che l’organizzazione internazionale dei fisioterapisti nel mondo. Questa confederazione fa parte della WHPA, ossia, l’alleanza mondiale delle professioni sanitarie. Inoltre è stata istituita in data 8 settembre la giornata mondiale della fisioterapia nel mondo.

Corso specializzato per fisioterapisti e l’approfondimento della professione fisioterapica

La fisioterapia in Italia è una professione riconosciuta e strettamente normata, per evitare che possano accedere soggetti privi delle necessarie competenze, visto che si tratta di una pratica affine a quella medicale e il rischio di danneggiare un paziente è significativo.

Per diventare fisioterapista necessario seguire un percorso universitario della durata di 3 anni che dà accesso al percorso per diventare per l’abilitazione. A questo punto però ogni fisioterapista, in base alle proprie competenze sviluppate in settore accademico è libero di scegliere le proprie metodologie e il proprio stile.

Formazione avanzata per fisioterapia

Ci sono moltissimi fattori da tenere in considerazione nell’approccio terapeutico, a esempio nel caso in cui ci si specializzi in sport, anziani recupero post traumatico o altri punto.

Per tutti queste categorie la soluzione migliore è quella di seguire un corso per fisioterapisti specifico, che consenta di passare dalla forma teorica, acquisita durante le lezioni universitarie a quella pratica, con approfondimenti sui singoli aspetti e sulle tecniche di massaggio, sulla ricerca dei punti trigger e sulle differenti scuole di pensiero.

Il corso online per fisioterapisti può essere seguito da chiunque, anche da chi non è professionista abilitato, perché contiene informazioni utili anche per i massaggi domestici. Per chi è già abilitato, si tratta di uno strumento potentissimo per offrire un servizio più avanzato, puntuale e adatto alle singole esigenze di pazienti.

Approfondendo gli aspetti più marginali, che molto spesso nei corsi universitari non vengono presi in considerazione per questioni di tempo e per non gravare sulla preparazione preliminare per gli studenti, nel corso delle lezioni avanzate si apprendono tecniche avanzate.

Sono anche trattati approcci derivanti dalla medicina oculistica e orientale, ma sempre in un’ottica di un rapporto professionale e di attendibilità assoluta, come qualsiasi esperto può confermare.

Più versatilità per la fisioterapia

La differenza tra l’approccio basilare e quello derivante dal corso è proprio nel fatto che si può riuscire a intervenire in maniera più versatile, avendo a disposizione una quantità maggiore di informazioni rispetto a quelle di partenza.

Sono approfondite le terapie per soggetti con pregressi particolari, devono fare riabilitazione post-traumatica e post-operatoria, recuperare capacità articolare e di movimento e su casi poco approfonditi in ambito teorico, ma che nella vita di un fisioterapeuta possono presentarsi di frequente.

I corsi sono strutturati per gradi e prevedono l’analisi delle singole casistiche e delle manovre sia dal punto di vista teorico, con le dispense approfondite e ricche di note a margine per proseguire ulteriormente l’autoapprendimento e lezioni in video con docenti esperti.

Esempi pratici e tecniche per l’addestramento e tecniche per l’allenamento senza paziente, oltre che approfondimenti su argomenti collaterali necessari per comprendere le motivazioni delle manovre proposte nel corso competano i contenuti.

Inoltre è sempre disponibile il ricevimento con i docenti on-line per risolvere ogni dubbio e porre domande dirette a professionisti che possono di proporre agli studenti spunti per l’approfondimento.

Vengono inoltre approfondite le posizioni per le mani e le tecniche per mettere il paziente a suo agio, oltre che tutte le informazioni necessarie per il supporto psicologico per casistiche particolari, come le operazioni di fisioterapia che risultano dolorose per il paziente.

Sono passaggi che hanno bisogno di essere supportati in ogni loro fase, per evitare che si crei un rapporto teso tra il professionista e chi ha un problema da risolvere.

Alla fine del corso viene tenuto un esame on-line scritto e orale con i docenti, in modo tale da verificare l’effettivo apprendimento delle tecniche e dei dettagli, comprendere il grado di comprensione delle lezioni e dei singoli aspetti.

In caso di superamento viene rilasciato un certificato di partecipazione per il corso con valenza legale in Italia, che può essere aggiunto ai diplomi e attestati presenti nello studio del fisioterapista, a dimostrazione degli ulteriori passi in carriera.

I certificati sono molto importanti anche dal punto di vista della comunicazione con il paziente per creare un rapporto in cui la figura del professionista risulta più attendibile e di conseguenza meglio percepita.

Testa confusa e occhi pesanti? Cause e rimedi di un problema sempre più comune

Testa confusa e occhi pesanti? Qui cervicalevertigini.it puoi capire perché possono diventare un vero problema, impedire le azioni quotidiane anche le più semplice e rendere la vita piuttosto problematica. Quando anche fare i gesti più semplici, a casa, al lavoro, con le persone che amiamo, diventa un’impresa ardua e il senso di sbandamento prevale, è importante cogliere immediatamente questi sintomi e segnali e non prenderli sotto gamba, ma intervenire con celerità per capire le cause e eliminare il problema alla fonte affinché non si ripresenti.

Capire le fonti del problema

La testa confusa e gli occhi pesanti spesso sono accompagnati da dolore cervicale e confusione mentale e senso di sbandamento o di debolezza generalizzato (così come viene descritto da chi ne è affetto). Tutti sintomi che, con i metodi giusti e l’aiuto di un esperto, possono essere eliminati anche senza l’assunzione di farmaci, che sappiamo essere spesso utili ma troppo invasivi per l’organismo.
Innanzitutto, come accennato, questi segnali d’allarme possono derivare da un unico nemico: la cervicalgia. La zona del collo, comprendendo la parte bassa del capo e la parte alta delle spalle, è una zona molto delicata che incorre molto spesso in infortuni e dolori, non solo con l’avanzare dell’età, ma soprattutto con l’avanzare della sedentarietà e dei lavori informatizzati dove si passano molte ore seduti. Se sei incorso in questo problema, dunque, tranquillo/a che non sei solo, ma soprattutto c’è una soluzione!
Il dolore alla zona cervicale ha come conseguenza, di solito: pesantezza nella zona degli occhi, mal di testa, nebbia mentale, difficoltà a concentrarsi, vertigini e senso di sbandamento.
La causa principale, per farla breve, è l’aumento della contrazione dei muscoli di quella zona. Ma perché questa contrazione accade? Andiamo insieme a vedere una per una nel dettaglio quale potrebbe essere la causa del tuo malessere.

Dieta scorretta

L’alimentazione è uno dei fattori che più incidono sulla nostra salute fisica e mentale. Una dieta troppo ricca di zuccheri e grassi aumenta qualsiasi tipo di infiammazione in corso, quindi anche un’eventuale irritazione cervicale potrebbe essere causata o peggiorata da questo genere di alimenti. Il rimedio in questo caso è rispettare una dieta ricca di verdure e frutta (es: pomodori e verdure a foglia verde riducono le infiammazioni) e bere molta acqua durante il giorno, anche in inverno.

Ansia e stress

Lunghi periodi di ansia e stress accumulati possono portare ad improvvise e apparentemente inspiegabili contratture muscolari. Un periodo particolarmente intenso sul lavoro o un evento negativo in famiglia, possono essere tante le cause che portano ad accumulare stress e malessere che porta a vari patologie tra cui contratture, soprattutto nella zona cervicale, con conseguente confusione mentale, occhi pesanti e vertigini. Questo significa che la nostra mente ci sta mandando un segnale: attento, stai lavorando troppo! Prenditi una pausa prima che sia troppo tardi!
La soluzione in questo caso è individuare la fonte del problema (un trauma, un lutto, un incarico lavorativo insolvibile, ecc.) e eliminarlo alla radice. Non bisogna avere paura di prendersi una pausa quando il nostro corpo ce lo chiede, o rischiamo di incorrere in problemi peggiori.

Posture scorrette da seduti o coricati

Scommetto che mentre state leggendo questo contenuto, magari dal vostro smartphone, siete buttati sul divano o su una sedia da PC in maniera scomposta, con le ginocchia in gola e il collo molto piegato in avanti. Stare molte ore in questa posizione, per lavoro o per diletto, comporta sul lungo periodo senso di sbandamento, testa confusa e occhi pesanti.
Il punto qui è semplice da capire quanto difficile da attuare. La corretta posizione da tenere sulla sedia comporta tenere i piedi ben poggiati sul pavimento, le ginocchia dritte e distanti formano un angolo di 90°, la zona lombare è ben appoggiata sul sedile (utile l’acquisto di un cuscino lombare e uno cervicale), la schiena e il collo sono dritti, con gli occhi puntati davanti a sè. A questo proposito per chi lavora da PC esistono dei pratici supporti che alzano il livello del monitor (o del portatile) in modo da adeguarlo al nostro sguardo e non dover tenere sempre il collo leggermente piegato. È consigliato inoltre fare una pausa con stretching cervicale di 10 minuti ogni due ore di lavoro.

Sovraindebitamento: come tornare a vivere sereni

Come può una famiglia avere così troppi debiti e come fare per pagarli?

Quante volte ti è capitato di dire: “sono piena di debiti aiutatemi” oppure “non ho più soldi per pagare i debiti”?

Come fa una famiglia ad avere un entrata di 2.000 euro e doverne pagare tra finanziamenti vari e mutuo 2.500?

Sembrano situazioni irreali eppure moltissime persone sono in questa situazione e hanno urgente bisogno di aiuto per i debiti.

Molti diranno che dovevano pensarci prima di chiedere i finanziamenti oppure fermarsi prima, ma, da fuori è tutto facile, bisogna viverle certe situazioni per capirle fino in fondo.

La “sfortuna”, se così si può dire, di queste persone è quella di avere uno o due stipendi fissi dati da aziende medio-grandi. In questi casi infatti, le banche erogano finanziamenti senza domandarsi se il cliente riuscirà a pagare.

Inoltre non tengono conto della norma che prevede che la rata, di un finanziamento o mutuo, non dovrebbe superare il 35/40% delle entrate. In questo modo continuano a erogare nuovi prestiti, comprese le revolving, carte di credito con rimborsi rateali e tassi da usurai.

Ma nella vita tutto può succedere, anche di finire in cassa integrazione o di perdere il lavoro. In questi casi le entrate si riducono anche drasticamente, ma questo alle banche non interessa e continuano a pretendere i pagamenti. Ci si ritrova presto con troppi debiti: come fare per pagare tutto? Inizialmente si chiede aiuto ai parenti, in particolare ai genitori, ma anche loro non navigano nell’oro.

A che destino va incontro una famiglia in questa situazione? Sicuramente non bello e segnato dai debiti.

Prima avviene il pignoramento dello stipendio che di conseguenza si riduce, poi è il turno della casa, viene messa all’asta e venduta sottocosto in modo da non riuscire a coprire tutti i debiti.

La vita a questo punto diventa difficile, uno stipendio da fame, senza casa e con ancora una montagna di debiti, il futuro non appare certo sereno e si entra in un vortice di depressione dal quale, a volte, sembra impossibile uscire.

La soluzione c’è: si chiama legge 3/2012

La legge 3/2012 dopo molti anni di stallo comincia a vedere accolte diverse richieste come queste.

All’inizio del 2012 i giornali riportavano troppe notizie di persone che non sapendo come pagare i debiti si suicidavano. Sicuramente qualcuno c’è ancora, ma i TG preferiscono parlare d’altro.

Nello stesso anno però, su pressione dell’Europa, in Italia nasce la legge 3/2012, in Germania esiste da 50 anni, in Francia da 30 e negli Stati Uniti, Inghilterra, Canada e nei Paesi anglosassoni esiste da sempre.

Quali sono gli obiettivi della legge 3/2012

Chiamata anche legge anti suicidi, nasce per aiutare famiglie o persone in stato di sovraindebitamento a tirare una bella riga sui debiti e ripartire puliti.

Quello che era riservato solo ai grandi imprenditori, adesso è applicabile anche ad agricoltori, piccoli imprenditori, professionisti e ai consumatori con un lavoro da dipendente.

In questo modo, se si hanno i requisiti, il debito viene ridotto e si potranno pagare i propri debiti con una rata proporzionata alle entrate.

La legge dice che ogni persona, anche i debitori, devono poter vivere in modo dignitoso.

Sono tantissime le persone, o famiglie, che sono state costrette a indebitarsi per cause che non sono dipese da loro. Queste persone hanno bisogno di aiuto per i debiti che sono state obbligate a fare e adesso hanno una speranza.

Comincia quindi a vedersi una piccola luce in fondo al tunnel e, con un po’ di impegno e l’aiuto di un professionista serio e preparato adesso è possibile uscire da questa situazione.

Riprendi in mano la tua vita e quella della tua famiglia.

Materasso in lattice o memory foam: quale scegliere?

Un materasso è un oggetto il cui acquisto deve sempre essere pianificato con cura, un buon materasso infatti comporterà un certo livello di spesa e accompagnerà per molti anni le notti di coloro che lo hanno acquistato.

Oggi due dei materiali più innovativi e usati sono il lattice e il memory foam, questi due tipi di materiali hanno alcune caratteristiche simili e questo può disorientare da chi non è un esperto in materia, tuttavia hanno anche diverse differenze e si adattano a individui di tipo diverso. In questo articolo andremo a vedere le caratteristiche di ciascuno così che ogni utente possa avere ben chiare le caratteristiche di un materasso in lattice e di un materasso in memory foam.

Le caratteristiche simili

Entrambi i materassi in lattice e memory foam sono di grande qualità e scegliere tra di essi è un piccolo dilemma da risolvere per chiunque voglia dormire in maniera tranquilla e particolarmente comoda.

Per le principali caratteristiche del materasso memory foam si rimanda alla guida di dormire.net, comunque è possibile affermare che entrambi i materassi (sia lattice che memory foam) rispondono ai movimenti del corpo adattandosi a essi e facendo in modo di sostenere in maniera naturale il dormiente, sono ipoallergenici e presentano delle qualità anti-acaro, inoltre entrambi i dispositivi sono traspiranti, questo permette un sonno tranquillo e regolare a qualsiasi temperatura.

Le principali differenze

Dopo aver visto quali sono le caratteristiche in comune è bene tener conto anche di quali sono le differenze che intercorrono tra di loro. La prima differenza che è possibile mettere in luce è il materiale: i materassi in memory foam sono composti da due o più strati e il materiale utilizzato è sintetico mentre il lattice di un buon materasso è completamente di origine vegetale.

Un materasso in lattice risulterà avere ancor meno possibilità di procurare allergie rispetto al memory foam ma accumula più umidità e quindi avrà bisogno di una manutenzione superiore. Tuttavia un materasso in lattice può essere ruotato diverse volte durante l’anno mentre un memory foam perderebbe il suo valore di sostegno terapeutico se non si potesse dormire sulla parte in memory.

Tra le altre differenze quella maggiore è il modo in cui rispondono al peso del corpo di un individuo: il memory foam si adatta e sostiene in maniera più tranquilla, questo vuol dire che assorbirà maggiormente le vibrazioni quando si dorme e che il suo materiale formerà una cunetta adattativa sul corpo. Il lattice benché sostenga e si adatti ha una risposta più elastica e ritornerà in posizione in maniera molto più veloce, questo vuol dire che fornirà un sostegno nei movimenti notturni migliore.

Il prezzo migliore

Entrambi i materassi hanno caratteristiche simili e sono di alta qualità ed è per questo che quando si vuole scegliere è importante tener conto anche del prezzo. Con le nuove tecnologie e con i costi di produzione che si riducono il materasso in memory presenta oggi un prezzo più contenuto rispetto a un materasso in lattice naturale.

Tenendo conto delle esigenze di riposo e di ciò che si vuole è quindi opportuno che ogni utente scelga in base alle proprie specifiche esigenze il materasso migliore in rapporto alla qualità e al prezzo.

La durata dei materassi

Entrambi i materiali di cui sono fatti questi materassi hanno una durata simile e non è possibile prevedere a priori quale sarà la loro vita media. Tutto dipenderà dal livello di manutenzione e dalle attenzioni loro riservate. Se il materasso in lattice ha la possibilità di offrire un sostegno uguale anche girando il materasso per un consumo ottimale di entrambe le parti è anche vero che richiede maggiore attenzione per non rovinare un materiale di tipo naturale. Mentre un materasso in memory potrà veder cambiare la disposizione da capo a piedi, uno svantaggio in termini di consumo, ma sarà composto di un materiale più resistente all’usura e agli agenti esterni il che sarà un chiaro vantaggio.

Quale materasso scegliere tra lattice e memory foam

Partendo dal presupposto che la scelta dipende unicamente dalle esigenze di riposo che ogni utente può avere è possibile fare una stima. Se si è interessati a un ottimo materasso che abbia un buon rapporto -qualità-prezzo e che sostenga durante il sonno il memory foam è il materasso da scegliere.

Se si cerca un materasso capace di contrastare le allergie, naturale e che permette un ottimo riposo in qualsiasi condizione e non si ha paura di spendere allora un materasso in lattice naturale è la scelta più adatta.

Piegatrici per lamiera manuali: le tecniche principali

Cosa è la piegatura manuale della lamiera

Quando si ha a che fare con le lavorazioni industriali, uno dei processi capita più di sovente è la piegatura della lamiera. Questa può essere svolta in svariati modi, a seconda del tipo di piegatura richiesta e delle piegatrici manuali e automatiche per lamiere utilizzate.
Nello specifico si intende con il termine piegatura una determinata lavorazione che, tramite l’applicazione di una forza in un punto (per mezzo appunto di una piegatrice manuale per lamiera), prevede una deformazione permanente della lamiera mediante una flessione. Questo è possibile grazie alla proprietà di alcuni metalli di possedere al proprio interno una cosiddetta “fibra neutra”, in grado di permettere la deformazione senza determinare allungamenti o contrazioni della lamiera. Come detto, esistono piegatrici manuali e automatiche per lamiere, ovvero che devono essere guidate o meno nelle operazioni da un addetto. Come vedremo, esistono varie tipologie di piegatrici manuali per lamiera. A seconda della tecnica scelta delle piegatrici per lamiera manuali, si avranno dei vantaggi rispetto alle altre tecniche. Ovviamente, in base all’angolo desiderato ed alla conformazione della lamiera stessa, una tecnica sarà più indicata di un’altra, senza che una delle tecniche prevalga come efficacia sulle altre. Semplicemente, in base al tipo di lavorazione richiesto ed alla conformazione del materiale, una tecnica risulterà essere più efficiente delle altre. A seconda che si scelgano piegatrici manuali e automatiche per lamiere, poi, si otterranno ancora risultati diversi, ma allo stesso tempo tutti di assoluta qualità e precisione.

Piegatura in aria

La piegatrice per lamiera manuale in aria sfrutta l’effetto di un punzone che, venendo abbassato manualmente da un operatore, pressa la lamiera in una matrice inferiore dalla caratteristica forma a V. Durante il processo, la lamiera viene a contatto con tre superfici della pressa: uno è in concomitanza con il punto di applicazione della forza del punzone, mentre gi altri due sono situati sulla matrice, precisamente alle estremità della V. Per contrastare il ritorno elastico del materiale, questo viene modulato mediante una maggior penetrazione del punzone rispetto all’angolo di piegatura desiderato. Dunque, la piegatrice per lamiera manuale effettuerà un angolo leggermente maggiore di piega rispetto a quello desiderato, cosicché si ottenga l’angolo corretto per effetto del ritorno elastico. Questo tipo di piegatrici per lamiera manuali consente di poter piegare lamiere molto spesse applicando una forza inferiore rispetto ad altre tipologie di piegatrici per lamiera manuali. Tale tipologia di piegatrice manuale per lamiera non è tuttavia idonea se si necessità una ripetitività della piegatura in serie, data la difficoltà di calcolare con estrema precisione il ritorno elastico di ogni singola lamiera.

Coniatura o piega a fondo cava

Un’altra metodologia di piegatrici manuali per lamiera è la cosiddetta coniatura, oppure detta piega a fondo cava. A differenza della pressa ad aria, in questo caso il punzone della piegatrice manuale per lamiera pressa completamente la lamiera fino a fondo cavo della matrice inferiore. Così facendo, data la completa adesione alla matrice inferiore, si annulla completamente il ritorno elastico. Questa tipologia di piegatrici manuali per lamiera è utilizzata prevalentemente nel caso di pieghe a 90 gradi, e nello specifico su lamiere con spessore minimo. Alcuni dei grossi vantaggi di questa tipologia di piegatura sono la possibilità di poter effettuare delle pieghe con angoli anche inferiori rispetto ad una piegatrice ad aria e la ripetibilità dello stesso angolo in modo costante, senza errori. Altro vantaggio è la precisione. Data la tecnica di piegatura e la sua precisione, è quasi paragonabile ad uno stampaggio.

5 cose da noleggiare per il compleanno in casa del tuo bambino

In tempi di pandemia e di lockdown, sembra quasi impossibile organizzare una tradizionale festa di compleanno come quelle a cui siamo abituati da sempre. A soffrirne in modo particolare saranno senz’altro i più piccoli. Per fortuna, esiste una soluzione per renderli ugualmente felici: ecco per te 5 cose da noleggiare per il compleanno in casa del tuo bambino!

Chioschi da buffet e carretti degustazione

Che festa sarebbe senza cibo? Per deliziare il palato del/la festeggiato/a e dei presenti, potrete decidere se preparare in casa il buffet o se affidarvi ad un buon servizio di catering che vi offra un menù di vostro gradimento. Oltre alle varie portate, non dimenticate l’immancabile torta di compleanno!

La prima proposta di noleggio che vogliamo suggerirvi per la vostra festa in casa è quella che riguarda chioschi da buffet e carretti degustazione: popcorn o zucchero filato, cioccolata calda o gelati, hot dog o crepes? Scegliete la vostra opzione preferita e delizierete proprio tutti!

Effetti speciali per feste di compleanno

Se vi piacerebbe accompagnare i momenti salienti del vostro party con degli spettacolari effetti speciali che lasceranno il/la festeggiato/a e tutti gli altri a bocca aperta, potrete affittare dei macchinari e delle attrezzature specifiche tra quelle disponibili in commercio. Ce n’è per tutti i gusti!

A seconda che desideriate una volata di bolle di sapone, una pioggia di coriandoli, un getto di fumo basso, degli scenografici giochi di luce o qualsiasi altro effetto speciale, l’azienda alla quale vi rivolgerete potrà accontentare tutte le vostre richieste e realizzare ogni vostro desiderio. Lo spettacolo sarà meraviglioso!

Noleggio giochi gonfiabili per bambini

Tra le attrazioni preferite dai più piccoli ci sono sicuramente quelle gonfiabili, delle strutture non solo colorate e allegre esteticamente, ma soprattutto funzionali al loro divertimento e svago. I vostri bambini ne saranno a dir poco entusiasti: ecco perché vi consigliamo il noleggio giochi gonfiabili per bambini come fonte di intrattenimento per la vostra festa di compleanno in casa.

In particolare, vi suggeriamo di optare per una o più strutture di piccole dimensioni, che possono essere facilmente collocate e gonfiate in casa vostra o nel vostro giardino. Tra i saltarelli, gli scivoli, i percorsi e molte altre attività, avrete solo l’imbarazzo della scelta! È possibile affittare un bellissimo gioco gonfiabile presso l’Agenzia di Gonfiabili Abruzzo con sede anche a Campobasso e Isernia con varie tipologie di prezzi.

Costumi, artisti e spettacoli di intrattenimento

Una terza proposta di noleggio che vi sarà utile per arricchire la vostra festa di compleanno in casa riguarda costumi, artisti e spettacoli. Per l’intrattenimento dei vostri bambini, potrete richiedere la loro mascotte preferita, che animerà la festa con la sua simpatia e la sua dinamicità. Ma non solo!

Con l’aiuto di artisti professionisti, potrete decidere di mettere in scena degli straordinari spettacoli di giocoleria, magia, teatro e tanto altro ancora. Anche in questo caso, l’agenzia di animazione potrà aiutarvi nella scelta della soluzione più adatta alle esigenze e ai gusti dei vostri piccoli.

Allestimenti e decorazioni per la tua festa

Perché alla vostra festa di compleanno in casa non manchi proprio nulla, sarà fondamentale acquistare o affittare tutto ciò che serve per abbellire la location dove avrà luogo il party, che probabilmente sarà la vostra casa o il vostro giardino. Ed ecco che in questo potrete liberare la vostra fantasia!

Il noleggio di allestimenti e decorazioni per compleanni, quindi, è l’ultima idea che vogliamo suggerirvi. Nello specifico, vi consigliamo di affittare gli addobbi a tema che il/la festeggiato/a preferisce, a seconda di quale sia la sua passione, il suo idolo o il suo cartone animato preferito.

Strategie di affilare marketing: come acquisire nuovi clienti.

Desideri vendere i tuoi prodotti online ma non sai come acquistarli? Per farlo puoi optare per le strategie di affiliate marketing. Ma cos’è questa tipologia di marketing? Approfondiamo l’argomento.

Affiliate Marketing: che cos’è?

Per affiliate marketing si intende quell’accordo commerciale che viene fatto tra l’inserzionista, come ad esempio un’azienda, e l’affiliato, ovvero, il proprietario di un sito web che ha un seguito discreto e che i contenuti che sono pubblicati sul sito sono proprio rivolti al pubblico che l’azienda intende raggiungere. 

Se un utente acquista un bene oppure un servizio, tramite questo sito web, l’azienda paga una percentuale all’inserzionista. 

A cosa serve l’affiliate marketing?

Questa tecnica serve per:

  • aumentare le vendite e il traffico del sito web;
  • migliorare la visibilità e raggiungere un nuovo pubblico;
  • creare nuove collaborazioni tra aziende.

Strutturare una strategia di successo

Il primo fatto che deve essere preso in considerazione quando si decide di fare una campagna di affiliate marketing è quello di dotarsi un metodo che serve per tracciare le vendite. Importante risulta essere anche la misurazione delle statiche e dei fati che sono forniti dall’affiliato. Ogni affiliato, infatti, deve tracciare i comportamenti degli utenti, dal momento in cui visualizzano il banner dell’azienda fino a quando completano il processo d’acquisto.

Ti stai chiedendo su quali network di affiliazione iniziare a lavorare? Vi sono diverse piattaforme di affiliate marketing che dispongono di sistemi di tracciamento avanzati e che consentono di individuare tutto il percorso di acquisizione.

Quando si attiva la campagna bisogna tracciare le acquisizioni con una determinata frequenza e quindi non solo al termine della stessa. Bisogna verificare i dati che sono forniti dall’affiliato e confrontarli con i sistemi di tracking propri.

Infine, risulta importante anche determinare il costo per lead. Non si tratta di comprendere la spesa di vendita, ma anche il costo della vendita del prodotto, la sottoscrizione ad un abbonamento oppure ad un servizio, il download di un’applicazione.

Tecniche per acquisire nuovi clienti

Vediamo quali sono le principali tecniche che permettono di acquisire clienti.

  • Creazione di un sito web oppure di una landing page – sia il sito web che la pagina devono essere costruiti rispettando determinate parametri. La user experience è fondamentale. In ogni pagina, inoltre, vi devono essere pagine di prodotti e di servizi, ma anche call to action.
  • Strategia di Content Marketing – studiando in anticipo i contenuti da pubblicare si riesce a gestire la comunicazione con gli utenti e quindi garantire lead.
  • Scelta dei canali giusti – dopo aver compreso chi è l’utente tipo bisogna comprendere dove intercettarlo, come ad esempio su tuo sito web oppure blog, sui social network.
  • Pubblicità mirata a pagamento – è necessario pianificare campagne pubblicitarie dopo aver identificato l’età, gli interessi, il luogo in cui vivono.
  • Costruzione di funnel – fondamentale è costruire il percorso di acquisizione, solo in questo modo, infatti, i lead si trasforma in veri e propri clienti.
  • Assistenza clienti efficiente – Sia nel processo di acquisto che nel post vendita, le persone necessitano di rivolgersi a qualcuno nel caso in cui abbiano dubbi. In tal caso è fondamentale l’assistenza clienti per rassicurare il cliente.

L’importanza di un gadget e magliette personalizzati

Quanto sono importanti i gadget personalizzati? Secondo i ragazzi di Burger Print, esperti in magliette personalizzate, questi semplici strumenti, specialmente per le fiere, assumono la massima importanza. Scopriamo ora cosa tutto occorre conoscere in merito a questa tipologia di oggetto.

Una maglietta e altri gadget personalizzati, uno strumento chiave

Gli articoli personalizzati assumono una grande importanza, specialmente per un’impresa che vuole iniziare a espandersi e fare in modo che il suo target possa essere ampliato. Generalmente si tende a mettere in secondo piano quanto una maglietta realizzata con uno stile particolare, con un logo unico oppure con altri dettagli particolari, sia fondamentale. Se si decide di far conoscere il proprio brand, infatti, basta organizzare un evento e rendere questo oggetto il protagonista dello stesso evento per poter fare in modo che il risultato finale possa essere realmente perfetto.

La maglietta e il gadget, il fattore originalità e la sua importanza

Ovviamente bisogna sempre prendere in considerazione il fatto che la personalizzazione deve essere un fattore sinonimo di originalità, proprio per fare in modo che quell’articolo possa essere facilmente notato dalla massa e sia appunto unico sotto ogni punto di vista. Occorre quindi precisare come studiare nel dettaglio ogni singolo aspetto che riguarda appunto questo tipo di articolo deve essere frutto di un’accurata analisi che ha uno scopo finale specifico, ovvero evitare che il cliente possa avere quella sensazione di già visto, dettaglio fondamentale da non ignorare. Solamente procedendo in questo modo è possibile evitare che la situazione possa divenire poco piacevole da fronteggiare e che, di conseguenza, si possano sviluppare delle problematiche gravi.

La scelta di una buona personalizzazione e l’azienda che produce gli articoli

Quando si deve scegliere una ditta che sappia produrre degli oggetti personalizzati, bisogna sempre prendere in considerazione una serie di parametri chiave che devono essere necessariamente considerati per ottenere un risultato ottimale. In questo caso occorre assolutamente valutare come l’azienda che si intende contattare operi, proprio per avere la buona possibilità di capire come verranno creati i vari articoli ed essere certi del fatto che questi possano adattarsi a tutte le proprie richieste. Bisogna anche valutare un altro ulteriore dato chiave, ovvero la qualità dei materiali. Una buona maglietta personalizzata non deve essere solamente intravista come oggetto dalle qualità estetiche eccezionali ma, al contrario, i tessuti devono essere di prima fattura e facili da lavare, nonché resistenti. Si tratta quindi di analizzare una serie di dettagli nel complesso e fare in modo che ogni singolo aspetto possa essere realmente positivo: si dovrà quindi contattare un’azienda come Burge Print che, essendo appunto specializzata in questo campo, assicura ai clienti l’occasione di tramutare la propria voglia di originalità in un progetto perfetto che piace al proprio target e che lascia poco spazio ai dubbi di ogni natura.

Quando usare gli oggetti personalizzati

Sono diverse le circostanze durante le quali utilizzare questo tipo di articoli e una di queste è un evento promozionale durante il quale la conquista del proprio target avviene anche mediante il regalo di semplici oggetti, anche di utilizzo comune, che riescono a restare ben impressi nella mente del cliente. Durante le fiere, nei periodi di festa o per eventi particolari legati all’impresa, come la celebrazione di un anniversario, è possibile usare questi articoli di marketing che hanno il compito di conquistare i clienti e renderli incredibilmente felici e soddisfatti, evitando quindi di creare manifestazioni senza offrire nulla al target in questione. Ecco, quindi, che grazie a tutti questi particolari aspetti si ha l’occasione di raggiungere un ottimo risultato e fare in modo che la propria fama possa essere esponenzialmente incrementata.

Tunnel carpale in gravidanza: rimedi e pomate efficaci

La sindrome del tunnel carpale è, senza dubbio, una delle patologie alla mano con maggior diffusione ed incidenza rispetto alla popolazione complessiva. L’affezione colpisce in misura preponderante il sesso femminile rispetto a quello maschile.

Cosa è la sindrome del tunnel carpale

La patologia può essere tranquillamente definita una neuropatia periferica ed è causata dalla compressione del nervo mediano che trae origine dalla zona del cavo ascellare per arrivare fino alle prime tre dita della mano.

All’altezza del polso il nervo mediano transita in un canale (il cosiddetto tunnel carpale) che condivide con i tendini che muovono i muscoli flessori delle dita; quando il rivestimento esterno dei tendini (guaine) o il legamento tendineo aumentano di volume per un qualsiasi motivo, lo spazio all’interno del canale si riduce ed il nervo mediano viene compresso.

La patologia si manifesta in uno stadio iniziale con una perdita di sensibilità (formicolio) alle tre dita della mano ed una sensazione di gonfiore alla mano molto comune soprattutto al risveglio mattutino, mentre negli stati successivi può comparire dolore più o meno intenso che può irradiarsi dalla mano alla spalla.

Quando la malattia avanza il dolore si fa insopportabile e diminuisce la capacità prensile della mano e la sensibilità della stessa; nei casi più gravi risulta quasi impossibile esercitare le abilità motorie più fini.

La diagnosi della malattia può essere fatta attraverso la valutazione visiva dei sintomi durante una visita ortopedica, con l’esecuzione di test specifici o esami medici come l’elettromiografia che stima la compressione dei nervi attraverso una serie consecutiva di impulsi.

Vediamo cosa possiamo fare per il Tunnel carpale in gravidanza in questa guida offertaci dal noto sito di Vitaminanews.it

Perchè il tunnel carpale colpisce in gravidanza?

Tante donne incinte vengono colpite da questa sindrome, come mai?

La compressione del nervo mediano conseguente alla riduzione dello spazio all’interno del tunnel che lo contiene può essere determinata anche da scompensi ormonali che sono tipici del periodo di gestazione ( e anche in quello successivo dell’allattamento).

Gli squilibri funzionali possono determinare una vasta ritenzione idrica che può colpire, soprattutto nel secondo trimestre e verso la fine della gravidanza, anche i tessuti connettivali che attraversano il tunnel carpale con l’inevitabile compressione del nervo mediano.

In via generale la sintomatologia dolorosa associata tende a scomparire nel primo trimestre dopo il parto salvo casi più gravi che possono condurre addirittura all’intervento chirurgico.

Pomate efficaci e rimedi naturali contro il tunnel carpale in gravidanza

La sindrome del tunnel carpale può essere veramente fastidiosa e per prima cosa serve una†terapia contro il dolore; se il problema nasce durante il periodo della gestazione, naturalmente, è bene adottare qualche accorgimento in più.

Se la medicina tradizione prevede che, in prima battuta, sia necessario disinfiammare la zona dolente con una terapia farmacologica a base di medicinali anti infiammatori, durante la gestazione si tende a rivolgersi con maggior fiducia a rimedi naturali per allontanare il rischio di potenziali effetti collaterali.

Durante una fase acuta della sintomatologia è necessario diminuire il carico infiammatorio attraverso l’applicazione di ghiaccio o mediante impacchi con argilla e arnica montana.

L’assunzione regolare di integratori alimentari a base Omega 3 e di Vitamina B6, inoltre, aiuta un naturale processo disinfiammatorio.

Per calmare il dolore, invece, gli infusi a base di iperico sono perfetti.

Da un punto di vista funzionale, inoltre, è possibile adottare alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutare nella gestione della sindrome.
In prima battuta è necessario far riposare la mano ed eventualmente utilizzare un apposito tutore; alcuni esercizi rubati alla fisioterapia che consistono nella flessione e nella rotazione del polso possono sollevare il carico doloroso mentre sono sempre efficaci abluzioni in acqua tiepida con successivo lieve massaggio atto a stirare i tendini con lo scopo di decomprimere il nervo mediale.

Va ricordato, inoltre, che la posizione supina favorisce un peggioramento della sintomatologia per cui è bene alzarsi spesso per ripristinare una giusta circolazione venosa nella mano.

Esistono, infine, in commercio, alcune pomate naturali efficaci ( e quindi utilizzabili in gravidanza) che consentono di frizionare la zona dolente e alleviare la compressione del nervo. Sono realizzate sfruttando i principi attivi contenuti in modo particolare nell’arnica, nell’artiglio del diavolo, nella malva e nella spirea.

Cosa bisogna conoscere sull’assicurazione annullamento viaggio

Spesso e volentieri accade che un viaggio possa essere caratterizzato da una situazione tutt’altro che ottimale e che questo debba, quindi, essere improvvisamente interrotto, generando pertanto una condizione di disagio generale. Scopriamo ora in cosa consiste questo tipo di situazione e come, grazie all’assicurazione annullamento viaggio, sia possibile evitare che la situazione possa in qualche modo peggiorare.

Gli incidenti in vacanza o prima

Nella vita di tutti i giorni le situazioni che tendono a essere improvvise si possono palesare da un momento all’altro e quindi avere delle leggere ripercussioni in diversi ambiti. Occorre precisare come, questa situazione, debba essere necessariamente tenuta sotto controllo in maniera tale che il risultato finale possa essere sempre ottimale. L’assicurazione annullamento viaggio nasce proprio con l’obiettivo di prevenire che un incidente possa avere delle cattive ripercussioni sulla qualità della propria vacanza, quindi che si possano palesare una serie di complicanze talmente gravi da rendere la stessa assai meno piacevole del previsto.

Cosa accade quando la vacanza viene interrotta o annullata

In alcune occasioni la sola delusione per non aver concluso perfettamente la propria vacanza non è la sola conseguenza alla quale si va incontro. Ebbene bisogna sapere che, in alcune occasioni, capita anche che nascano delle potenziali situazioni negative che possono rendere la situazione maggiormente complicata, quindi che potrebbero avere delle grosse ripercussioni sia nel breve che nel lungo periodo. Una di queste riguarda la penale che si deve pagare nel momento in cui si rinuncia a una delle gite oppure agli altri servizi che si volevano sfruttare nel momento in cui ci si reca in vacanza. Ecco che occorre precisare come un infortunio mentre si viaggia potrebbe rendere vacante un posto e quindi impedire agli altri di prenderne parte. Per l’azienda che organizza un’escursione, per esempio, quel mancato posto vorrebbe dire un mancato incasso quindi si applica una penale a coloro che non possono prendere parte a quel tipo di attività. Ecco quindi che grazie all’assicurazione annullamento viaggio è possibile avere l’occasione di evitare che la suddetta penale possa essere applicata e che la situazione possa diventare tutt’altro che ottimale da fronteggiare.

Come scegliere una buona assicurazione

Nel momento in cui si deve chiedere una buona assicurazione annullamento viaggio, occorre prendere in considerazione diversi fattori che rendono la decisione finale piacevole e priva di ogni potenziale difetto. In questo caso occorre prendere in considerazione il fatto che bisogna sempre valutare a quanto ammontano gli eventuali massimali coperti e quali siano gli aspetti che possono essere sottoposti a questo tipo di revisione, ovvero cosa copre la suddetta assicurazione, facendo quindi in modo che il risultato finale possa essere realmente piacevole e si possano evitare delle situazioni complesse. Occorre ovviamente prendere in considerazione anche i costi dell’assicurazione, che assume un aspetto importante e che previene, appunto, che la situazione possa diventare tutt’altro che semplice da fronteggiare.

Ecco, quindi, che grazie a questo insieme di caratteristiche è possibile ottenere un grande risultato, ovvero scegliere il pacchetto ideale per tutte le proprie esigenze. Qualora si voglia fare una buona scelta, l’assicurazione annullamento viaggio di ERGO rappresenta una buona decisione visto che questa permette a tutti gli effetti di ottenere un grande successo e fare in modo che il risultato finale possa essere definito come ottimale. Grazie alle varie coperture si ha quindi l’occasione di ottenere la migliore delle soluzioni possibili senza che possano nascere delle potenziali complicanze e quindi rendere la situazione impossibile da sostenere. Così facendo, quindi, si ha la concreta opportunità di migliorare la propria condizione ed evitare che una vacanza possa divenire tutt’altro che piacevole da affrontare, dettaglio chiave da non sottovalutare.

Canapa sativa e canapa indica: quali differenze?

Canapa indica e sativa presentano differenze sostanziali che rappresentano il motivo per cui si decide tra un prodotto e l’altro a seconda della pianta di derivazione. Le specifiche genetiche sono diverse da pianta a pianta, generando più benefici sul corpo, come naturalmente sono le piante di cannabis indica oppure benefici sulla mente, caratteristiche proprie della canapa sativa.

Canapa indica e sativa: classificazione

I due termini sono stati individuati nel ‘700 e rappresentano le due principali varietà all’epoca classificate: il botanico svedese Linneo fu il primo a parlare della Canapa Sativa con proprietà psicoattive all’interno della sua opera dedicata alle specie di vegetali. Una trentina d’anni dopo il biologo francese Lamarck ne aveva identificato una seconda famiglia, da lui rinominata Canapa Indica. Tale specie si era rivelata differente da quella individuata per la prima volta da Linneo per le sue caratteristiche fisiche e per la provenienza. Le prima diversità osservabili a occhio nudo risiedevano nel colore e nella forma delle foglie che nella indica sono verdi scuro e larghe mentre nella sativa presentano un colore più chiaro e una forma più stretta.

Oggi distinguiamo facilmente tra le due varietà principali di canapa anche dal punto di vista della coltivazione: la indica compie un ciclo di fioritura cosiddetto breve durante la stagione fredda mentre le piante sativa hanno cicli più lunghi che approfittano soprattutto dei climi caldi e delle giornate lunghe.

La canapa sativa, caratteristiche ed effetti

La varietà sativa è originaria di paesi con un clima caldo e secco, dato da lunghe giornate di sole come le regioni dell’Africa, dell’America centrale, del sud-est asiatico e alcune zone più a ovest dell’Asia. Queste piante di canapa possono raggiungere grandi dimensioni ma impiegano più tempo a maturare.

Per quanto riguarda la proporzione degli attivi presenti in natura è più facile trovare piante sative con dosi basse di CBD e più alte di THC. Tale rapporto determina anche gli effetti comunemente associati al suo utilizzo: la canapa sativa ha un impatto soprattutto energizzante, che contrasta gli stati ansiosi e stimola la creatività e la produttività piuttosto che un effetto rilassato. Grazie al suo impatto stimolante può essere utilizzata anche di giorno.

Caratteristiche ed effetti della canapa indica

La varietà indica ha origine in paesi come Pakistan, India, Turchia e Afghanistan: trattandosi di una canapa abituata a climi rigidi e secchi, le piante risultano più corte e spesse, con steli voluminosi e a crescita rapida (rispetto alla sativa) e ogni pianta produce più boccioli.

Il rapporto tipico tra gli attivi principali all’interno di queste piante indica livelli più alti di CBD e una presenza minore di THC. Di conseguenza gli effetti comunemente riscontrati in questa canapa indicano soprattutto un potenziale rilassante e la capacità di ridurre sintomi legati a nausea e dolori. Pare che la indica abbia la proprietà di favorire l’appetito, ma senza per questo necessariamente contribuire ad un aumento di peso: anzi secondo diversi studi sembra proprio che la presenza di CBD possa aiutare il metabolismo a lavorare meglio. Gli effetti di questa varietà di canapa prediligono un utilizzo soprattutto in orario notturno.

Altre varietà di canapa: ibrida e ruderalis

Esistono altre varietà di canapa come ad esempio la ibrida e la ruderalis. La ibrida è coltivata per raggiungere effetti e qualità specifiche, coltivata in azienda agricole attraverso la combinazione di cannabis sativa e indica con infiorescenze miste che prendono le caratteristiche delle piante madri e che hanno generalmente lo scopo di modulare la presenza dei vari cannabinoidi per ottenere una canapa con effetti diversi e aromi differenti.

La canapa ruderalis cresce originariamente in Siberia e nelle regioni himalayane: si tratta di una pianta che si adatta quindi a climi estremi e che raramente supera i 30 cm di altezza e presenta un ciclo breve e veloce che consente il raccolto dopo appena un mese dalla semina. Tendenzialmente queste piante hanno un rapporto di attivi vede prevalere il CBD rispetto al THC tuttavia spesso in concentrazioni tali da non sortire effetti. Usata da sola quindi è la varietà di canapa meno incisiva ma è comunque apprezzata dagli agronomi per il suo ciclo di crescita estremamente rapido, al fine di combinarla con altri ceppi più potenti e creare poi varietà diverse.

Pc industriali senza ventola: perché scegliere quelli italiani

Cos’è un pc industriale fanless? Si tratta di macchine altamente performanti che possono sopportare carichi di lavoro intensi e funzionare senza alcuna interruzione all’interno delle industrie che operano in svariati settori.

I computer fanless, più nello specifico, presentano delle particolari caratteristiche tecniche che li rendono abbastanza versatili e pensati per durare nel tempo, a beneficio del processo produttivo, che potrà svolgersi in maniera fluida e senza intoppi.

Vendita di pc fanless industriali: aspetti generali

Negli ultimi anni sono disponibili sul mercato i fanless computer che vengono impiegati con successo all’interno delle industrie. Si tratta di pc senza ventole, che diversamente da quelli tradizionali non si surriscaldano, così da ridurre in modo significativo i consumi energetici.

Oltre ad essere altamente efficienti, queste macchine sono progettate per assicurare massima affidabilità in qualsiasi contesto e condizione. Possono essere installate, ad esempio, in luoghi soggetti a sbalzi climatici o eccessivamente polverosi. Presentano infatti una robusta struttura che riesce a sopportare anche l’umidità e le continue sollecitazioni.

I moderni pc senza ventola comprendono i modelli 1U e 2U, equipaggiati con scocche in alluminio dotate di alette, in modo da consentire la dispersione delle temperature elevate. Le fessure sono in ogni caso ridotte al minimo e tale accorgimento costruttivo abbatte il rischio di infiltrazioni di liquidi e polveri. Un pc industriale fanless (per esempio questi https://www.kimera-computers.com/categoria/pc-fanless/) di nuova generazione offre prestazione elevate e infatti può restare in attività in maniera costante, aspetto che evita di interrompere i processi produttivi.

La vendita di pc fanless industriali: altre cose da sapare

L’assortimento dei computer fanless è oggi molto vasto e in grado di soddisfare al meglio esigenze produttive assai diversificate. Bisogna anche precisare che i pc senza ventole, diversamente da quello che si potrebbe pensare, garantiscono anche un buon comfort acustico.

I fanless computer non sono tutti uguali. Sul mercato si trovano macchine con caratteristiche differenti che potrebbero anche deludere le aspettative del clinete finale. Buona parte dei pc senza ventola sono inoltre di provenienza asiatica e prevedono tempi di realizzazione e spedizione abbastanza lunghi.

Acquistare un pc industriale fanless da un sito asiatico vuol dire anche dover rinunciare all’assistenza professionale in fase pre e post vendita, affrontare molto spesso lunghe procedure per il reso e non riuscire a reperire pezzi di ricambio compatibili. Per questa ragione è sempre meglio concentrare la scelta sulla vendita di pc fanless industriali realizzati in Italia, che vengono accompagnati dalla garanzia di 3 anni.

Questi computer fanless si possono anche personalizzare in base alle specifiche necessità. Su richieste si possono infatti modificare non soltanto le componenti interne, ma anche la scocca e le parti meccaniche. Basta contattare l’assistenza per ottenere tutto il supporto necessario e un preventivo di spesa personalizzato. Anche i tempi di realizzazione sono piuttosto brevi.

Pc senza ventole: considerazioni finali

I fanless computer prodotti interamente in Italia e garantiti 3 anni sono solidi, affidabili, silenziosi, offrono elevate performance ma non solo. Queste macchine riscuotono un crescente successo perché sfruttano un sistema di raffreddamento passivo che abbatte i consumi energetici, con evidenti vantaggi per ogni settore industriale. Dal punto di vista estetico si tratta di computer con un design compatto che non ingombra gli ambienti.

Oltre ad essere provvisto di certificazione CE, un pc senza ventola migliora quindi la produzione e offre inoltre bassa manutenzione. Non sarà quindi necessario richiedere costosi e continui interventi di ripristino che arrestano le lavorazioni, con tutti i conseguenti disagi economici e di perdita di fatturato. Un altro buon motivo che spinge sempre più persone a scegliere queste macchine, compatibili con qualsiasi modello di armadio rack, è sicuramente il buon rapporto qualità prezzo.

Cosa sapere sul corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Il corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza rappresenta un percorso formativo che deve essere intrapreso qualora si voglia avere la sicurezza che, all’interno della propria impresa, si possa operare senza riscontrare alcun tipo di problematica grave.

Un corso fondamentale

Un esempio di corso rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è visualizzabile sul sito di HS Formazione. L’obiettivo è tutelare tutti coloro che operano in un’impresa e che vorrebbero fare in modo che il fattore sicurezza possa essere una costante. Occorre sottolineare come questo percorso formativo nasce anche con l’obiettivo di garantire, a chi riveste questo ruolo, di sapere esattamente come procedere affinché sia possibile ottenere la migliore delle soluzioni possibili e apportare tutte le modifiche necessarie per evitare che l’ambiente di lavoro si possa tramutare in un luogo poco piacevole da praticare e che questo possa far scaturire delle potenziali situazioni negative.

Un corso studiato nel dettaglio

Il corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è un percorso formativo che prende in considerazione una serie di aspetti chiave che devono essere necessariamente studiati nel dettaglio e che fanno in modo che il suddetto tipo di ambiente di lavoro possa essere effettivamente perfetto. In questo caso bisogna sottolineare come il percorso formativo prenda in considerazione una serie di caratteristiche che identificano le svariate problematiche che si possono riscontrare all’interno di un’azienda, quindi cerca di analizzare come procedere per conoscere quelle che sono le svariate problematiche gravi e le situazioni che si possono sviluppare all’interno dell’impresa. Inoltre la conoscenza dei diversi metodi per tramutare quel luogo di lavoro in un posto accogliente e sicuro da praticare rientrano tra le tematiche che devono essere trattate e che fanno in modo che la soluzione finale adottata possa essere realmente perfetta. Grazie a tutti questi particolari aspetti, quindi, si ha la concreta occasione di sapere come operare e fare in modo che quell’ambiente di lavoro possa essere migliorato immediatamente senza alcuna perdita di tempo o difficoltà di vario genere.

A chi serve il corso

Il corso può essere seguito da tutti coloro che sono intenzionati a ripristinare una condizione di sicurezza all’interno della propria impresa e che vogliono fare in modo che il successo possa essere una costante presente. Operare in un cantiere sicuro, oppure in un capannone dove sono completamente assenti tutti gli strumenti che possono causare danni e pericoli ai dipendenti rappresenta appunto una soluzione ottimale che deve essere sempre seguita e che fa in modo che la sicurezza possa essere realmente quella costante sempre presente in azienda. Ecco quindi che proprio grazie a questo insieme di aspetti si ha l’occasione di trasformare un ambiente di lavoro in un luogo ottimale ed evitare che i propri colleghi e dipendenti possano essere a rischio. Sfruttando quindi il corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza si evitano delle situazioni anomale che occorre sempre cercare di prevenire senza che nascano problematiche di vario genere.

Come scegliere il migliore corso

Per scegliere il migliore corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza occorre semplicemente prendere in considerazione la qualità dell’azienda che organizza il suddetto percorso formativo, affinché sia possibile ottenere un risultato finale perfetto, quindi evitare che la situazione possa essere tutt’altro che ottimale. Grazie a questo insieme di aspetti si ha la concreta opportunità di identificare il migliore percorso formativo per le proprie esigenze e fare in modo che questo possa essere sfruttato in maniera precisa e senza che le nozioni ottenute possano essere poco rilevanti. Grazie a questo mix di caratteristiche, quindi, si possono evitare tante complicanze che potrebbero rendere la situazione meno semplice del previsto e quindi avere a che fare con una serie di grosse problematiche all’interno della propria impresa una volta che questa diventa operativa.

Aumentare i seguaci su Instagram

Instagram, al giorno d’oggi, è il Social Network più popolare in assoluto, che consente di pubblicare video, foto e stories. Molto probabilmente ti interessa sapere come aumentare i seguaci su questo Social Network e come creare un profilo professionale.

Non esiste una regola unica e vincente che permette di ottenere migliaia di seguaci, ma vi sono alcune tecniche ed alcuni consigli pratici che consentono di aumentare il numero di follower su questo social.

Se hai un profilo appena creato ed intendi incrementare il numero dei tuoi follower, in quanto hai delle precise finalità di marketing da perseguire, oppure vuoi migliorare la tua posizione per ottenere migliori profitti, puoi rivolgerti ad un’ agenzia per aumento followers Instagram. Solo in questo modo riuscirai ad ottenere sin da subito un numero considerevole di seguaci. Si precisa che solo questo non basta: bisogna, infatti, seguire alcune tecniche specifiche. Vediamo quali sono.

Aumentare i seguaci sul social Instagram: come farlo?

Oggi, l’influencer è una figura professionale innovativa, che permette a giovani appassionati del mondo digital e della moda, ma anche a professionisti e dilettanti che vogliono affermare la propria figura professionale o far conoscere un particolare brand di raggiungere un un numero potenzialmente infinito di persone, di età e professioni disparate, grazie all diffusione capillare che i social network riescono a garantire.

I social, tra i quali Instagram sono uno strumento altamente utilizzato per finalità di web marketing, per migliorare la propria reputation nel mondo digitale e per affermare un brand tra potenziali clienti anche in modo targettizzato.

Se intendi creare il profilo personale per diventare un influencer oppure se lo crei per la tua azienda, ecco alcuni semplici consigli che ti permettono di incrementare i follower.

Informazioni sul profilo

La prima cosa fondamentale da fare è creare la propria biografia, con una definizione chiara, sintetica, ma soprattutto esaustiva di sé stessi oppure del brand (considerando il numero di caratteri limitato che si possono inserire ma anche il tempo dedicato dagli utenti a leggerla, circa 2 o 3 secondi).

Anche l’immagine del profilo deve essere professionale: si consiglia si scegliere un’immagine in primo piano oppure il logo dell’azienda, se si tratta di un account business o professionale. E’ importante far in modo che il logo dell’azienda sia chiaro e riconoscibile e che fornisca al visualizzatore (essendo l’immagine del profilo ciò che si vede in anteprima) un esaustivo numero di informazioni senza la necessità di cliccare per venirne a conoscenza, in altre parole bisogna far in modo che l’immagini faccia bene intendere la tipologia di attività che il logo rappresenta. Infine, è anche possibile collegare il profilo Instagram alla pagina Facebook e ricondividere i post su entrambi i social.

Creare contenuti originali

Chi crea fotografie e video accattivanti ed originali riesce sempre ad emergere. Si precisa che alcune fotografie, con determinate caratteristiche (come ad esempio una determinata luminosità, con colori dominanti) sono più performanti di altre. Solo se si riesce ad incuriosire con i propri contenuti gli utenti ti seguiranno.

Anche le storie con i post, sono efficaci. Le storie, che sono dei video di circa 15 secondi visibili ai followes per un arco temporale di 24 ore, però riescono meglio a far fidelizzare il proprio pubblico. Si tratta di strumenti che riescono a migliorare l’engagement, in quanto risultano essere strumenti con elevato numero di visualizzazione.

Creare lo stile

È importante creare lo stile del proprio profilo. Solo in tal modo si riesce a dare un’identità precisa alla pagina. Si consiglia di creare contenuti di qualità ed ordinati, in modo da rendere il proprio professionale.

Utilizzare i filtri

I filtri non sempre sono necessari, soprattutto se la fotografia è professionale. In altri casi, invece, esso possono risultare utilissimi. Non vi è quindi una regola precisa, ma la scelta del loro utilizzo è personale.

Essere interattivi, essere social

Se hai migliaia di follower ma zero mi piace non ti porterà al successo. Per tale motivo l’engagement è importantissimo. Aumentare i like significa far crescere la visibilità del proprio profilo e quindi la possibilità che persone ti seguano. Instagram, infatti, non valuta solo il numero di like che si riceve ma anche la loro qualità.

Essere attivi su Instagram quindi non significa solo postare con frequenza, ma anche interagire con altri utenti. Bisogna essere social!

Agenzie di traduzioni: tanti servizi in un’unica azienda

Le agenzie di traduzioni sono delle società che offrono servizi linguistici, servizi che con il passare degli anni vengono sempre più richiesti: statisticamente il fatturato globale che riguarda questo settore è cresciuto negli anni di circa l’8%. A seconda della grandezza, vista in termini di fatturato e di collaboratori, si parla, in ordine crescente, di studio di traduzioni, agenzia di traduzioni o società di traduzioni, anche se in sostanza i servizi offerti rimangono gli stessi. Inoltre, le varie agenzie posso differire tra loro anche sulla base delle lingue di cui si occupano: possono specializzarsi su una sola lingua o su più di una. Ovviamente quando parliamo di una sola lingua, è più corretto parlare di due lingue: la lingua di partenza (L1) che è quella dello scritto da tradurre e la lingua d’arrivo(L2) che è la lingua nella quale il traduttore dovrà tradurre.

Oltre a servizi di traduzione, alcune agenzie offrono anche servizi di interpretariato che prevedono, invece della traduzione di documenti scritti, una traduzione orale che può variare a seconda dell’ambito in cui è richiesta (interpretariato a distanza, interpretariato in simultanea, interpretariato in consecutiva, chuchotage, respeaking, interpretariato di trattativa, interpretariato per corsi di formazione e così via).

Invece, per quanto riguarda la traduzione di testi scritti, i servizi offerti sono davvero tantissimi e, proprio per questo, ogni agenzia di traduzione sceglie di specializzarsi in uno specifico ambito in modo da risultare molto più competente e affidabile di chi vuole far tutto e non sa far niente. Possiamo trovare agenzie specializzate:

  • Nel campo assicurativo: si avvalgono di traduttori esperti nella terminologia linguistica utilizzata in questi settori, quindi adatti a svolgere traduzioni di contratti e polizze assicurative, traduzioni di reclami assicurativi, proofreading dei testi assicurativi.
  • Nel campo finanziario e bancario: con traduttori che sappiano gestire la terminologia specialistica e che sappiano interfacciarsi in modo chiaro e comprensibile in contesti complessi, aggiornandosi continuamente nelle loro aree di specializzazione. Si occupano di traduzioni di resoconti bancari, traduzioni per fusioni e acquisizioni, traduzioni di report e così via.
  • Nel campo medico-sanitario: i traduttori lavorano con il Servizio Sanitario Nazionale per supportare, da un punto di vista linguistico, le persone che non conoscono bene la lingua nazionale, lavorando in maniera professionale su traduzioni mediche come referti, cartelle cliniche, ricette o diagnosi mediche.
  • Nel campo industriale: la globalizzazione e i grandi sviluppi tecnologici hanno fatto sì che la catena di montaggio di un prodotto non avvenga più in un unico Paese, e questo ha costretto questo settore a doversi confrontare con le varie diversità linguistiche. I traduttori si occuperanno di manuali di uso e manutenzione, guide all’installazione, documentazione tecnica e molto altro.
  •  Nel campo legale: questo campo è molto delicato per motivi che vanno dalla terminologia e fraseologia specifica al contenuto molto delicato dei documenti. I traduttori, quindi, non solo devono essere esperti nella lingua richiesta per la traduzione ma devono conoscere bene anche i sistemi legali dei paesi in cui operano: si troveranno a dover tradurre atti legali e notarili, documenti di gara, certificati, permessi di soggiorno e tanto altro. Inoltre, si prendono carico anche di fare asseverazioni e legalizzazioni delle traduzioni presso tribunali e notai, passaggio fondamentale per tutti i documenti con valore legale.

Insomma, un’agenzia di traduzione non si occupa solo di tradurre testi, ma mette a disposizione dei suoi clienti una serie di servizi inerenti alle lingue che esaudisce tutte le esigenze di internazionalizzazione e di comunicazione multilingue delle aziende.

Social Media Manager: chi è e di cosa si occupa

È la professione del momento, spesso se ne parla, ma ancora non è ben chiaro di cosa si occupi. Il Social Media Manager non è colui che gestisce profili social da un telefono, come banalmente si crede, ma è una figura che svolge un ruolo ben più complesso.

In cosa consiste il lavoro di Social Media Manager?

Gestire le attività sui social network di un brand o di una persona fisica non si limita al pubblicare qualche post o storia di tanto in tanto. Il compito del Social Media Manager è quello di ottenere il massimo da ogni contributo reso pubblico. Ciò significa che fa crescere la presenza online, migliorando la reputazione e il coinvolgimento di una possibile clientela. Dal lato pratico una figura di questo tipo, gestisce i social come facebook, instagram, twitter, linkedin, ed in certi casi anche blog e siti personali. Inoltre si occupa anche di creare e gestire le pubblicità su Google, Facebook, Instagram, You tube.

Tutto questo, però, viene fatto nell’ottica di analizzare il riscontro sul pubblico, come? Utilizzando particolari strumenti che consentono di rilevare le parole chiave, gli hashtag più adatti al contesto o il target più idoneo sul quale puntare, il tutto ascoltando la rete. Curare questa parte di un business non è facile, per questo sono richieste delle soft skills, competenze che vanno al di là delle conoscenze tecniche (anch’esse necessarie allo svolgimento di questa mansione), ma più improntate allo studio e alla comprensione delle dinamiche sociali, come le interazioni umane.

Strategie e strumenti utilizzati

Un Social Media Manager deve sviluppare una strategia: prima di iniziare a pubblicare, deve capire quale sia la brand awareness del suo cliente. Ciò significa che deve comprendere come il prodotto o l’individuo sono conosciuti dal loro pubblico. Deve, in pratica, lavorare su associazioni e riconoscibilità del marchio, per poterne incrementarne il traffico. Questo significa che prima della parte pratica ed attiva, un Social Media Manager deve svolgere un’attenta analisi del mercato intrinseco, ma anche di quello che circonda l’oggetto di studio. Le persone, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nel successo di una campagna marketing. Dopo questi studi, è il momento di pianificare. Nulla va lasciato al caso e ogni attività, che essa sia una promozione, un post o una newsletter, andrà inserita all’interno di un calendario editoriale, per avere uno schema da seguire e fidelizzare il pubblico con contenuti cadenzati e regolari.

Altra parte fondamentale del lavoro del Social Media Manager, sta nell’assicurarsi di rispondere ad ogni messaggio o commento ricevuto. Questo si può fare impostando risposte programmate in un primo momento, per poi ritagliarsi degli spazi appositi per rispondere in modo personale. È un passo importante perché stabilisce un contatto diretto con i clienti. È possibile intraprendere anche campagne come contest o concorsi per aumentare il proprio spettro d’azione, ma ciò che conta è controllare e monitorare sempre i risultati dopo ogni attività svolta per capire se, effettivamente, ha avuto un riscontro positivo o serve aggiustare il tiro. Per intraprendere questo percorso lavorativo esiste una Laurea in Marketing e Comunicazione, oppure è possibile seguire dei corsi. Una carriera da Social Media Manager offre grandi opportunità in questi tempi ed è inoltre un lavoro stimolante e dinamico.

Quanto guadagna un Social Media Manager?

Il guadagno di un SMM dipende dalla propria esperienza, dagli anni di carriera, dalla quantità di contenuti pubblicati mensilmente e dal tipo di pubblicità che si effettuerà (pubblicità organica, a pagamento…). In genere un Social Media Manager (stagista) alle prime esperienze, guadagnerà  circa 300 euro al mese pubblicando 8 post al mese,  mentre un SMM con più anni di esperienza (Junior) ne può richiedere anche 800 . Un Social Media Manager Senjor invece può guadagnare cifre molto elevate, dai 3500/ 5000 euro al mese, in quanto grazie alle sue competenze di marketing e digitali può fare guadagnare mensilmente cifre da capogiro all ’azienda per cui lavora. Visita il sito DonneWeb per saperne di più sulla professione di Social Media Manager e su altre modalità di lavoro digitale.

Computer fanless: cosa sono e caratteristiche

All’interno del commercio esistono svariate tipologie di computer, le cui caratteristiche differenziate mirano a soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Tra i vari, in commercio vi è anche la vendita pc industriali fanless: questi computer fanless sono particolari e hanno delle caratteristiche apposite per chi ricerca un sistema di ventilazione innovativo e che possa allungare la vita del proprio pc.
Nello specifico, i fanless pc sono dei dispositivi che differiscono notevolmente dai dispositivi tradizionali, in quanto questi ultimi accumulano facilmente sporcizia e polvere nel corso del tempo (che potrebbe eventualmente comprometterne le funzioni): al contrario, il pc industriale fanless è costituito da un sistema di ventilazione che favorisce la dispersione della polvere, affinché non si accumuli all’interno. Così facendo, i sistemi riescono a proteggere tutti gli elementi interni del computer fanless da polveri, umidità e temperature troppo elevate.
La vendita pc industriali fanless (come quelli Km Soltec) include svariate tipologie di modelli, finalizzate a garantire la soddisfazione del cliente.
In linea di massima, i computer fanless (nonostante possano differire per svariate caratteristiche o prestazione dei componenti interni), risultano al 100% affidabili per coloro che intendono avere un pc che richieda meno spazio e che abbia dei componenti interni perennemente protetti. Inoltre, il pc industriale fanless non possiede delle parti che si muovono e il suo sistema lo rende ideale per risparmiare ancor più spazio, evitando l’installazione di componenti esterni come delle ventole di raffreddamento.

Quali sono i vantaggi dei fanless pc

La vendita pc industriali fanless è garantita per una serie di benefici che spesso non vengono garantiti anche dai pc tradizionali. In particolar modo, il pc industriale fanless risulta molto piccolo grazie alla composizione dei suoi componenti rispetto ad un pc tradizionale e non necessita di alcuna ventola di raffreddamento, dato che questa è già integrata nella sua struttura: pertanto, è ideale per chiunque voglia risparmiare spazio.
Oltretutto, questi pc risultano affidabili in quanto eccellono nelle loro prestazioni e il loro sistema di raffreddamento consente di trasportare all’esterno sporcizia, detriti e polvere che a lungo andare potrebbero compromettere le funzionalità delle componenti interne del pc.
Oltre a ciò, questi risultano silenziosi e perfettamente adeguati per chi ha necessità di concentrarsi anche sul lavoro e consumano un livello di energia molto basso rispetto ai pc tradizionali. E’ necessario scegliere questo computer soprattutto negli ambiti professionali o in settori come quello industriale: solitamente questo richiede infatti dei computer più sicuri e all’avanguardia, così da poter resistere alla polvere, all’umidità e generalmente ad uno stress maggiore rispetto a un ambiente come la propria casa.
In tal modo si potrà essere sicuri del fatto che questi computer avranno una durata decisamente maggiore rispetto a dei pc tradizionali.

Come scegliere un fanless pc

Al fine di scegliere correttamente un pc fanless, è decisamente importante conoscere quali sono le loro caratteristiche e per cosa serve. Se ad esempio è necessario per il proprio lavoro, allora si consiglia di concentrarsi sulle prestazioni del computer, il quale deve essere performante per poter soddisfare le proprie esigenze.
E’ fondamentale conoscere anche generalmente le caratteristiche e prestazioni ideali del pc che si sta cercando in commercio, al fine di evitare di spendere troppo poco per un computer o un prezzo eccessivo per un dispositivo troppo performante.
Inoltre, bisogna stare attenti a quei prodotti che vengono venduti senza garanzia o che sono costituiti da materiali scadenti, che ne diminuiscono la vita.
Per questa ragione se non si conosce bene il settore è consigliabile consultare un apposito professionista, specializzato nel campo. Quest’ultimo sarà capace di consigliare un pc fanless dalle caratteristiche ideali, come una struttura più robusta, una sopportazione elevata delle temperature esterne e silenziosi.
Così facendo sarà possibile avere non solo un prodotto ottimale, ma che possa anche rispettare le proprie esigenze per qualsiasi settore lavorativo.

Pubblica Amministrazione: la trasformazione da analogico a digitale

Negli ultimi tempi si sente molto parlare di dematerializzazione nella pa. Questa espressione si riferisce alla trasformazione dei documenti da cartacei in digitali. Si tratta di un percorso molto importante e articolato, che permette anche di dare una concreta mano all’ambiente e di velocizzare le mansioni lavorative, abbattendo i rischi legati alla commissione degli errori.

La dematerializzazione della pubblica amministrazione e il passaggio da analogico a digitale (come spiegato su savinosolution.com) sono stati voluti dal nostro legislatore e a questo riguardo abbiamo assistito alla realizzazione delle reti telematiche che favoriscono il contatto con i soggetti privati. Vediamo quello che bisogna sapere sull’argomento.

La dematerializzazione della pubblica amministrazione, il passaggio da analogico a digitale

Oggi la diffusione del digitale all’interno delle pubbliche amministrazioni offre numerosi aspetti positivi. Il tempo necessario per redigere gli atti, classificarli, firmarli e archiviarli viene ridotto in maniera considerevole. In questa maniera le mansioni lavorative si possono portare a termine in modo fluido e veloce. L’interno apparato burocratico diventa molto snello e reperire un documento, anche di vecchia data, non diventa più un problema come in passato.

La dematerializzazione nella pa consente anche di trasformare interi archivi cartacei in formato digitale, in modo da consentire una maggiore e efficienza e rapidità, ma non solo. Questa rivoluzione permette anche di assicurare la corretta conservazione dei documenti nel lungo termine e quindi fare in modo che lo Stato si ponga al servizio del cittadino.

Occorre infatti precisare che la dematerializzazione della pubblica amministrazione e il passaggio da analogico a digitale, è stato appositamente regolato dalle norme di settore per fare in modo che documenti e le informazioni siano archiviati in modo integro, autentico, accessibile e leggibile.

Dematerializzazione nella pa: altre considerazioni

Per quanto concerne l’aspetto strettamente legale, è stato previsto che tutti gli atti dematerializzati acquistano pieno valore giuridico allo stesso modo di quelli cartacei. Questi documenti, quando vengono rilasciati da enti autorizzati e firmati digitalmente, hanno piena validità e possono essere anche prodotti all’interno di un giudizio, quindi fungere da prova legale per il Giudice.

Il nostro Governo ha messo a punto diverse iniziative e ha promulgato varie norme che promuovono la dematerializzazione nelle pubbliche amministrazioni. L’intento finale non è solo quello di incoraggiare la nascita di una società digitalizzata, ma anche velocizzare le mansioni lavorative, abbattere a monte gli errori, favorire un approccio etico, sostenibile e diffondere l’innovazione dei servizi.

Quando si parla di dematerializzazione non si deve far confusione con la digitalizzazione, sebbene i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi. Nel primo caso infatti, i singoli documenti cartacei sono trasformati in file digitali. Nel secondo, invece, i documenti sono già stati creati con software e applicazioni apposite, quindi non necessitano di alcuna trasformazione. I singoli documenti digitali vantano poi tutta una serie di peculiarità, quali la firma digitale, la registrazione e il protocollo su archivi informatici e la trasmissione a mezzo posta elettronica certificata.

Documenti digitali delle pubbliche amministrazioni

I documenti digitali prodotti, firmati e catalogati all’interno delle pubbliche amministrazioni vengono poi trasmessi attraverso gli indirizzi di posta elettronica certificata, un particolare e sofisticato sistema di comunicazione che consente di inoltrare e-mail che hanno valore giuridico. Questo tipo di trasmissione viene oggi equiparato alla raccomandata con ricevuta di ritorno. Il domicilio digitale, infatti, è oramai obbligatorio per tutte le imprese commerciali, i professionisti e i possessori di partita IVA. Viene ogni giorno usato dalle pubbliche amministrazioni per inoltrare comunicazioni ufficiali ai cittadini, oltre che per gestire le notifiche in maniera veloce e snella.
Infine si ricorda anche lo SPID, soluzione che consente ai cittadini di accedere tramite le personali credenziali ai numerosi servizi della pubblica amministrazione, senza più accedere fisicamente agli sportelli.

Consigli di viaggio: imprevisti e rimborsi per cancellazione volo

Come organizzare un viaggio, cosa fare prima di prenotare un volo aereo e come districarsi fra i diversi passaggi da compiere per evitare spiacevoli sorprese

Chi viaggia spesso, per piacere o per lavoro avrà fatto l’abitudine a tutte le operazioni che precedono il giorno della partenza, eppure, c’è sempre qualcosa che può sfuggire. Infatti, quando si organizza una partenza, non può essere lasciato nulla al caso, per diversi motivi. La prima azione che un viaggiatore compie è quella di prenotare il volo; è abbastanza semplice trovarne uno conveniente attraverso i numerosi siti di comparazione prezzi esistenti sul web. Questi portali indicano le migliori offerte, e il viaggiatore potrà stampare il biglietto, e perfino di prenotare il check-in on line.

In questo periodo, l’emergenza sanitaria Covid ci ha costretto a limitare i viaggi , ma là dove esistessero motivi di necessità o urgenza, bisognerà, consultare prima di tutto gli aggiornamenti riguardanti gli spostamenti consentiti, le regole da rispettare per evitare i contagi e così via.

L’emergenza Covid ha imposto ai vari paesi del mondo di introdurre divieti e restrizioni, che possono cambiare, in base al paese nel quale ci si reca. Essere nervosi prima della partenza può essere normale, anche se oggi ci sono dei motivi in più per esserlo, però, tutto ciò non deve distrarci dall’obiettivo e soprattutto, non bisogna permettere all’ansia di prendere il sopravvento. Le regole concernenti la sicurezza sui voli e sui viaggi in generale si conoscono quasi a memoria e riguardano il bagaglio a mano, il peso della valigia, che varia in base alla compagnia aerea scelta, inoltre, avere a portata di mano i contatti che possono risolverci problemi, anche se siamo all’estero è fondamentale.

Viaggiare è un’esperienza meravigliosa, anche se lo facciamo per lavoro, e spostarsi in modo sicuro è d’obbligo. Pianificare il viaggio in aereo, vuol dire pensare all’imbarco, al contenuto della valigia, e significa anche prevedere, per quanto possibile, ogni tipo di imprevisto. Basta davvero poco per godersi in pieno ogni singolo momento di un viaggio; basti pensare agli aeroporti che sono delle vere e proprie metropoli in miniatura, dove i passeggeri possono mangiare, dormire e farsi la doccia. Negli aeroporti, infatti, oltre a negozi di ogni genere, si possono trovare personal shopper e servizi dedicati, sale per conferenze adeguatamente attrezzate. Che cosa faremo prima di partire o almeno quando i tempi lo permetteranno? Ci presenteremo in perfetto orario all’aeroporto (almeno un’ora prima), consulteremo gli aggiornamenti sul Covid, su eventuali ritardi, raccoglieremo tutte le informazioni sul paese estero in cui atterreremo. Chi viaggia frequentemente sa che un abbigliamento comodo è la scelta migliore, che in valigia vanno le cose essenziali, e che potrà aspettarsi virate in volo, vuoti d’aria o perturbazioni. Nulla di cui preoccuparsi, d’altra parte, qualche brivido d’avventura (o di paura) non ha mai fatto male a nessuno!

E dopo tutti i preparativi, l’ansia tenuta a bada, cosa succede se il volo è annullato o subisce un ritardo considerevole?

Oltre a poterci intrattenere in aeroporto fra shopping e una piacevole tazza di caffè, dobbiamo anche sapere che per fortuna, la normativa europea prevede il rimborso per un volo annullato o che comunque abbia un ritardo di almeno tre ore.

I rimborsi e i risarcimenti sono previsti quando un disservizio può essere causato dalla Compagnia aerea, dalla perdita del bagaglio al negato imbarco per overbooking fino al pagamento di eventuali spese extra sostenute in seguito al disservizio derivante dalla compagnia aerea inadempiente. I risarcimenti arrivano fino a un massimo di 600 euro in caso aereo in ritardo o volo cancellato e fino a 1200 euro in caso di problemi al bagaglio aereo. Per questi tipi di prestazioni, alcuni portali offrono assistenza gratuita come ad esempio il servizio offerto da Il Mio Volo Cancellato  che si occupa delle pratiche di risarcimento senza alcun costo aggiuntivo per il passeggero che ha subìto il danno.

Come funziona questo tipo di servizio? Si tratta di assistenza legale interamente gratuita per i viaggiatori, poiché i professionisti riceveranno il loro eventuale compenso direttamente dalla compagnia aerea inadempiente. Sono tanti gli imprevisti nei quali un viaggiatore può incappare: ritardo o cancellazione del volo, overbooking, smarrimento o danneggiamento del bagaglio. Per fortuna la Comunità europea tutela i diritti di chi vola nei confronti delle Compagnie aeree, che in molti casi si vedono costrette a risarcire per i più diversi danni causati ai passeggeri. A più riprese, la comunità europea ha introdotto regole più stringenti per la sicurezza in volo e per tutelare i diritti dei passeggeri. La materia legale viene, dunque, in nostro aiuto, come anche tanti servizi aggiuntivi che si possono attivare in fase di acquisto del biglietto aereo. La sicurezza dei voli e la certezza che i nostri diritti sono ampiamente tutelati dalla legge, sono motivi in più per decidere di programmare viaggi. Si spera di poterlo fare presto con più libertà, trasformando ogni viaggio in un’esperienza indimenticabile.

Manutenzione periodica auto: piani Volkswagen e pezzi sostitutivi

Manutenzione periodica auto: un argomento che può entusiasmare gli appassionati di motori ma intimidire qualche altro guidatore. Più che gli interventi in sé, può essere soprattutto la loro gestione a confondere. Ci pensa allora Volkswagen, per offrire tranquillità proprio a tutti con i suoi Piani di Manutenzione We Care sviluppati per diverse esigenze.

Proposti in collaborazione con Volkswagen Financial Services, i Piani garantiscono la certezza di pagamenti decisi in anticipo e senza costi nascosti. Qualunque tu scelga, avrai sempre al tuo fianco la professionalità e l’affidabilità del personale Volkswagen, pronto ad assisterti con passione ed esperienza in ogni momento.

Tutto sui piani We Care di manutenzione periodica auto

Tre categorie di piani di manutenzione periodica auto ti aspettano. Gli interventi sono da intendersi eseguiti sempre nei centri specializzati Volkswagen. Solo il meglio.

Con i piani Volkswagen inoltre aggiungi valore alla tua auto nel caso in cui un domani tu voglia rivenderla. E in caso di furto, incendio o rottamazione, non preoccuparti: verrai rimborsato del valore non goduto del tuo pacchetto.

We Care Easy

È il piano più semplice, per veicoli fino a 10 anni di età già immatricolati, senza limiti di chilometraggio per l’attivazione. La tua manutenzione periodica auto è prevista per due volte e riguarda: sostituzione olio, filtro olio e filtro antipolline (e controlli inerenti). Scegli tra una validità di 24 mesi (30.000 km) per le vetture a scadenze di manutenzione fisse, o 48 mesi (60.000 km) per le scadenze variabili.

We Care Easy si trova attualmente in promozione, con il secondo tagliando a metà prezzo. Per comodità puoi calcolare direttamente dalla pagina web di Volkswagen We Care il costo specifico per il tuo modello di auto. Puoi pagare in unico versamento oppure frazionarlo.

E quando ti rechi nel Service per il tuo appuntamento, la fattura è trasmessa direttamente a Volkswagen affinché se ne occupi.

We Care Essential e Additional, la manutenzione periodica auto senza limiti

We Care Essential è il piano da sottoscrivere nel momento in cui compri la tua auto, e si attiva nel giorno del ritiro nel tuo Salone. È disponibile per tutti i modelli attualmente in commercio e il suo principale vantaggio è che puoi personalizzarlo come vuoi, secondo una durata nel tempo o nei chilometri (a scelta tra 7 fasce). Comprende:

We Care Additional, oltre a quanto elencato per il piano Essential, include in aggiunta il cambio di pastiglie/dischi freni e delle spazzole tergicristalli. Entrambi i piani possono essere soggetti a un finanziamento agevolato. Scopri sul sito a quanto ammonta il costo per la tua macchina, in pochi clic.

Manutenzione periodica auto: ricambi e accessori

Molti guidatori approfittano della manutenzione periodica auto per sostituire anche pezzi diversi da quelli più essenziali e urgenti. Qualunque sia il tuo caso e la tua scelta, il mondo dei Ricambi e degli Accessori Originali Volkswagen è sempre la scelta migliore e che ti consente un risparmio maggiore nella durata.

Che si tratti di carrozzeria e vernici, vetri, luci o altro, richiedi senza esitare quelli a marchio originale Volkswagen. E per un risparmio ancora maggiore ci sono i Ricambi 4+, per vetture di più di 4 anni di vita.

Bullismo a scuola, è possibile da prevenire?

Il bullismo è sempre esistito ma mai nessuno se ne era occupato a dovere. In tempi passati, non veniva dato il giusto sostegno a chi subiva atti del genere mentre ora, finalmente, è stata aperta una finestra su questi atteggiamenti prepotenti che sembrano aumentare sempre di più. Quindi, se non sai cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola puoi prima di tutto assumere informazioni presso professionisti competenti che possano consigliarti nel migliore dei modi, anche per comprendere esattamente cosa spinge il ragazzo ad avere atteggiamenti non idonei nei confronti dei coetanei.

Cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola?

Ammettere che il proprio figlio sia un bullo è devastante ma riconoscerlo è il primo passo per provare ad aiutare e quindi contrastare una condotta non impeccabile del ragazzo. Ma per parlare di bullismo, occorre sapere che cosa racchiude questo termine, onde evitare di allarmarsi e di creare situazioni che possano compromettere il rapporto con i figli. Pertanto, se si vive una circostanza enigmatica occorre, prima di procedere contro il ragazzo, chiedere indicazioni ad un professionista circa il metodo da seguire per affrontare e risolvere la situazione. Ad ogni modo, ci sono alcuni segnali che portano inequivocabilmente a classificare come bullo il bambino o il ragazzo che tendenzialmente manifesta atteggiamenti prepotenti mirati all’ottenimento di qualsiasi cosa desideri. Inoltre, un chiaro segno di questo comportamento da correggere viene manifestato quando manifesta strategie di domino su un suo coetaneo.

Il bullismo nell’ambiente scolastico

La competizione e le rivalità sfociano in maniera preponderante all’interno degli ambienti scolastici e da questi vengono trasportati all’esterno. La vittima di bullismo viene assoggettata e schernita dai suoi compagni i quali, in branco, tendono ad aggredirla e ad ostacolarla nella sua crescita scolastica ma anche psicologica. I caratteri che definiscono il bullismo possono essere espressi da tre pilatri: intenzionalità, sistematicità e asimmetria di potere. Quindi il comportamento che pone in essere il bullo oltre ad essere intenzionale e consapevole risulta reiterato nel tempo. La terza caratteristica, invece, rappresenta la differenza di potere tra la vittima e l’aggressore, questa può essere legata all’età, alla forza fisica o all’appartenenza ad un gruppo. Il bullismo viene praticato in diversi modi: indiretto, diretto, verbale o virtualmente. Il bullismo indiretto comporta l’isolamento della vittima la quale non viene attaccata direttamente dal bullo ma attraverso le loro amicizie comuni, attraverso critiche e pettegolezzi. Quello verbale, invece, si limita all’utilizzo della parola, quindi a minacce, offese e assoggettamenti pubblici. Il bullismo diretto è il più evidente in quanto lascia segni fisici sulla vittima che viene aggredita fisicamente dal bullo.

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

Il cyberbullismo è una forma di aggressione che avviene nel contesto virtuale, quindi sui social, attraverso messaggi sms o chat watsapp, mail e altre piattaforme di intrattenimento. Solitamente la vittima viene localizzata nell’ambiente scolastico e i maltrattamenti, che prima rimanevano limitati all’interno delle mura di scuola, vengono reiterati anche all’esterno attraverso dispositivi tecnologici come smartphone, tablet e computer. Praticare bullismo sui social non significa “solo” deridere e assoggettare la vittima ma in esso viene fatto rientrare anche la condivisione di materiale multimediale non autorizzato dalla persona bullizzata. Per approfondire il tema legato al cyberbullismo è possibile consultare il documento redatto dalla professoressa Annalisa Guarini per il Ministero dell’Istruzione (https://www.istruzioneer.gov.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-e-documenti-21_4.pdf).

Il bullismo e i ruoli ricoperti da chi ne è coinvolto

Solitamente si pensa che il bullismo avvenga solo tra due persone: la vittima e il bullo, ma non è così. All’interno di questo rapporto vi rientrano altre figure, come l’aiutante del bullo il quale agisce di riflesso rispetto al bullo, assecondandolo e ubbidendogli; il sostenitore che incita alla violenza il bullo nei confronti della vittima. Infine, possiamo trovare il difensore della vittima che oltre a consolarla cerca di suggerirle la strategia da adottare per contrastare gli atteggiamenti del bullo e del suo branco. Se desideri avere ulteriori informazioni su cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola dai uno sguardo a questo approfondimento della community blogger papà Super Papà e, fondamentale, confrontati con gli insegnanti di tuo figlio.

Scrivere una lettera: consigli utili per non sbagliare

Per quanto può sembrare un’operazione molto semplice, in fondo si tratta di mettere insieme “un po’ di parole”, scrivere una lettera è molto più complicato di quanto si possa pensare. La difficoltà emerge sia a coloro che devono inviare una mail che a tutti coloro che ancora amano scrivere a mano una lettera e spedirla tramite posta. Parliamo di due tipologie di comunicazioni differenti che richiedono accortezze specifiche, ma anche un’impostazione comune. Che è di quello di cui ci vogliamo occupare fornendo una serie di consigli pratici su come superare il “blocco del foglio bianco” e riuscire a completare una lettera.

Lettere personali e lettere formali

Quando bisogna scrivere una lettera bisogna distinguere tra le comunicazioni formali, quelle burocratiche, amministrative e di lavoro e quelle personali. In entrambi i casi c’è un mittente, un destinatario e un messaggio da esprimere, ma ci sono enormi differenze nello stile e anche nell’impostazione della lettera. Nelle lettere formali è importante essere essenziali e asciutti, andando dritti al sodo delle ragioni che hanno portato a redigere quella comunicazione. Nelle lettere personali, invece, quelle di auguri o congratulazioni, ma anche quelle per esprimere il proprio affetto verso una persona, ci si possono concedere molte più libertà. Sia in termini di lunghezza che di linguaggio.

I segreti per scrivere una lettera

Se dovessimo trovare la ricetta per una lettera perfetta, sia essa formale che personale, potremmo suddividerla in tre parti: introduzione, corpo e conclusione. Ognuna di queste parti, pur tra le differenze del caso, è essenziale in ogni tipo di lettera, sia essa digitale o cartacea. Analizzare le caratteristiche di ciascuna di queste parti può essere di grande aiuto per trovare le parole e riuscire a scrivere nel modo migliore la propria lettera.

Introduzione

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un noto detto popolare, valido anche per quel che riguarda la scrittura di qualsiasi documento, lettere comprese. L’introduzione è fondamentale non solo perché dà inizio alla lettera, ma perché le dà forma, facendo capire a chi la legge qual è il contenuto di quella missiva. Inoltre può rivelarsi strategica, specie nelle lettere personali, per recuperarla nella conclusione, creando una sorta di circolo perfetto. Per introdurre una lettera formale ci si può orientare verso le formule standard di “Egregio dottor”, “Egregio signor”, ma potrebbe essere preferibile un normale “Salve”, che evita tanti formalismi eccessivi. Per le lettere personali un “Caro”, “Amico mio” o “Amore mio” sono sicuramente sempre perfetti. Successivamente si può decidere se andare dritti al sodo con un “le scrivo per spiegarle/dirle/ricordarle” o aggiungere una premessa. Questa può essere quella in grado di fare la differenza. Soprattutto nelle lettere personali può essere ottima per esporre un aneddoto o raccontare il motivo che vi ha spinto a scrivere quella lettera. In casi di black-out potete cavarvela esordendo con una citazione: di un libro, di un autore o di una canzone; internet offre tantissimi spunti in questo senso.

Corpo della lettera

Una volta sistemata l’introduzione il contenuto viene di conseguenza e ci si scoprirà come la “sindrome del foglio bianco” sia sparita o ampiamente superata. Nelle lettere formali si espongono i dati essenziali (date, numeri di documenti, importi, eccetera) spiegando la segnalazione che si sta inviando. Nelle lettere personali, invece, bisogna trovare il modo per dire ciò che si vuole dire. Ci si possono concedere parafrasi e giochi di parole, ma è bene non perdersi troppo e trovare la formula per comunicare il proprio messaggio. Che sia un semplice, ma sempre dolcissimo, “ti amo” o “ti voglio bene” o un’alternativa più articolata e descrittiva poco importa, l’importante è che ci sia!

Conclusione e firma

Bisogna poi concludere la lettera. Le missive formali prevedono generalmente i vari “colgo l’occasione per porgere distinti saluti” o un meno freddo “cordiali saluti”. Nel dubbio si può optare per “saluti” e aggiungere la propria firma. A proposito di firma le lettere personali possono utilizzare un timbro, magari di quelli in cera lacca con l’iniziale del proprio nome. Un tocco vintage di grande eleganza capace di dare quel valore aggiunto alla lettera, anche fosse la più semplice e mal scritta del mondo.

Eurohatria, tutto per la prevenzione e la sicurezza antincendio negli ambienti di lavoro

Nei luoghi pubblici e negli ambienti di lavoro non è raro che si sviluppino e si propaghino fiamme e incendi più o meno significativi, con rischi notevoli per la salute e la sicurezza delle persone. Per questo motivo, la normativa prevede la presenza di dispositivi antincendio e prodotti che tutelino le persone dal diffondersi delle fiamme, dal rischio di esplosioni e di intossicazioni da fumo.

Grazie ad www.eurohatria.com è possibile scegliere e acquistare, direttamente online, tutti i dispositivi antincendio per rendere più sicuro l’ufficio o l’azienda, con la garanzia della qualità e dell’affidabilità. La normativa prevede la presenza di diversi dispositivi e attrezzi, da scegliere in base al tipo di contesto e al livello di rischio legato all’attività svolta.

La dotazione di base è un armadio antincendio all’interno del quale sono custoditi gli estintori. In riferimento al tipo di azienda, alle dimensioni e al settore, è possibile scegliere tra diversi modelli di armadio antincendio, attrezzati per affrontare rischi elevati o più contenuti. La struttura dell’armadio può essere quindi a uno o due battenti, secondo il livello di rischio a cui far fronte e la presenza di un determinato numero di persone.

Dispositivi antincendio da scegliere in base alle dimensioni dell’azienda

Alcuni ambienti non richiedono una grande dotazione di strumenti antincendio: è sufficiente un estintore, collocato nell’apposita cassetta. Naturalmente, per garantire l’efficacia, tutte le attrezzature antincendio devono essere realizzate sulla base della normativa di riferimento. Per garantirne la massima efficacia, si raccomanda naturalmente di scegliere solo attrezzature antincendio della migliore qualità, realizzate a norma di legge, e di sottoporle a regolari controlli, anche se non vengono utilizzate.

I prodotti antincendio che non devono mai mancare in un’azienda

I principali elementi antincendio con i quali è bene dotare la propria azienda sono l’armadietto destinato a contenere tutto il materiale di difesa e di protezione. In un armadio antincendio già pronto si trovano normalmente guanti e caschi di protezione, coperte antifiamma, maschere protettive per il viso, autorespiratori, tute e stivali antifiamma, mecafono, torcia, piccozze e corda di salvataggio.

Ogni articolo può comunque essere acquistato singolarmente, con la possibilità di rinnovare la propria attrezzatura o di implementarla.

La scelta dell’estintore ideale

In un programma di prevenzione antincendio, l’estintore è un elemento immancabile. Nella scelta è importante prestare la massima attenzione, poiché gli estintori non sono tutti uguali: ad ogni modello corrisponde un livello di rischio differente.

Esistono infatti estintori che funzionano con tecnologie diverse: a polvere, a schiuma, agli idrocarburi alogenati, a gas CO2. La scelta dipende dal tipo di incendio che potrebbe svilupparsi nell’ambiente di riferimento: le fiamme possono infatti essere originate da un corto circuito elettrico, dalla reazione di sostanze chimiche, dalla combustione di olii e sostanze grasse, e così via.

Anche per quanto riguarda l’uso dell’estintore, non è così semplice come potrebbe apparire. È molto importante apprendere con precisione la tecnica da utilizzare, per ottenere il risultato migliore e per evitare di danneggiare gli oggetti o di recare danno alle persone.

Timbrare il cartellino: storia e metodi di controllo

Quello che oggi è per noi scontato e quotidiano ha una sua precisa storia e un processo di evoluzione e cambiamento che lo ha portato a essere così come conosciamo. Un caso molto curioso è quello legato all’abitudine, per i dipendenti di molte aziende, di timbrare il cartellino. Una prassi di per sé molto semplice, ma così diffusa da essere diventata anche un modo di dire.

Cosa significa timbrare il cartellino

I marcatori di tempo, così come sono chiamati i dispositivi che permettono di timbrare il cartellino, sono strumenti che servono per registrare gli orari di lavoro. Gli impiegati e tutti coloro che hanno un contratto di lavoro con orari precisi da rispettare, accedono al posto di lavoro passando il badge personale in un apposito lettore o, come avveniva in passato, inserendo una scheda in un’apposita obliteratrice. Alla fine del mese il datore di lavoro (o chi si occupa della contabilità e della gestione del personale), non solo può emettere le buste paga in base alle ore di lavoro realmente effettuate da ogni collaboratore, ma può anche monitorare quanto quel lavoratore ha prodotto e quanto no.

Timbrare il cartellino, un’attività antica come il mondo

L’uso di timbrare il cartellino, secondo diverse ricerche archeologiche, risale al periodo dell’invenzione della scrittura cuneiforme, intorno al 4000 a.C. Anche all’epoca c’era l’esigenza di registrare gli orari di lavoro e, così come accadde per l’invenzione dei timbri, si svilupparono sistemi che consentissero non solo di curare dei primitivi registri di lavoro, ma anche di trovare sistemi per tenere il tempo. Oggi abbiamo software, orologi, smartphone e tantissimi altri dispositivi; all’epoca furono elaborati obelischi e meridiane che consentivano di avere una misura della giornata di lavoro.

Il pagamento del lavoro

Anche gli antichi avevano gli stessi problemi dei lavoratori di oggi, tanto che già intorno al 1700 a.C. furono elaborati dei “contratti di lavoro” nei quali erano stabilite le quote per il pagamento dello stipendio in base alla mansione svolta. Questo era un sistema che prevedeva un pagamento a giornata, ma è sicuramente l’antenato ufficiale del sistema che ha poi portato nei secoli successivi a progettare tutti quei sistemi che permettessero di timbrare il cartellino.

L’epoca moderna

Una sistemazione più simile a quella cui siamo abituati quotidianamente risale al XVIII secolo, quando le questioni tra dipendenti e datori di lavoro si fecero più sentite. In questa prospettiva molti datori di lavoro sentirono l’esigenza di fissare sistemi e condizioni che li tutelassero in modo da retribuire i propri dipendenti solamente per le ore effettive di lavoro. Un’esigenza che tutela anche i dipendenti che possono così avere uno strumento terzo che certificasse la loro presenza sul posto di lavoro e, quindi, il diritto a essere pagati.

I primi registri per timbrare il cartellino furono, ovviamente, cartacei, ma peccavano di complessità (specie per le aziende più numerose) e troppi fattori che potessero permettere l’errore e la malafede. Solo verso la fine del XIX secolo il metodo di registrazione del tempo di lavoro fu completamente stravolto grazie all’invenzione dell’orologio marcatempo. Da questa prima invenzione fu un proseguire di evoluzioni tecniche e tecnologiche che portarono alla consegna a ogni dipendente di un proprio cartellino personale che, all’entrata e all’uscita, lo inseriva nell’orologio marcatempo per segnare gli effettivi orari di inizio e fine del proprio turno di lavoro. L’interesse per la questione fu talmente elevato che nel 1894 nacque ufficialmente la prima azienda che si occupava dei sistemi di timbratura dei cartellini.

L’avvento di PC e software

Anche l’epoca contemporanea, con l’avvento dei PC e lo sviluppo delle reti digitali, ha portato a importanti cambiamenti nei sistemi di registrazione dell’orario di lavoro. Con i primi fogli di calcolo gli orari si trascrivevano manualmente, ma era pur sempre un processo lento e poco efficiente. Con il passare degli anni furono elaborati veri e propri software dedicati alla marcatura del tempo e al monitoraggio degli orari di lavoro. L’ultima evoluzione è quella dei software in cloud e dei dispositivi che rilevano le presenze anche utilizzando lo smartphone dei dipendenti, ottimizzando il processo di registrazione. Passano i millenni e i secoli e cambiano gli strumenti, ma timbrare il cartellino resta un’esigenza utile per tutti.

Quando servono i fertilizzanti

La passione per il giardinaggio accomuna molte persone. Per poter avere uno spazio verde ben coltivato in giardino, o un balcone bello da vedere, è necessario cercare di seguire quanto più possibile dei consigli semplici ma fondamentali, attraverso i quali sarà possibile avere un risultato finale bello da vedere. Tuttavia, affinché ciò sia possibile, è necessario utilizzare alcuni elementi come dei fertilizzanti Biobizz (https://www.grow-shop-italia.com/biobizz), grazie ai quali si potrà beneficiare di un ottimo rendimento. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, è di fondamentale importanza cercare di capire quando servono effettivamente i fertilizzanti e quando è consigliabile adoperarli, così da poter circoscrivere nella maniera migliore possibile questo tipo di prodotto. Ecco dunque la necessità di approfondire quanto più possibile questo argomento, elencando tutti i motivi per cui l’utilizzo dei fertilizzanti e consigliabile; è importante inoltre fare attenzione alla loro qualità, così da non inquinare l’ambiente.

Fertilizzanti Biobizz: cosa sono e a cosa servono?

Da un punto di vista meramente generale, i fertilizzanti sono dei particolari elementi chimici composti da calcio, zolfo, potassio e altre sostanze nutrienti. Lo scopo principale dei fertilizzanti è quello di fare in modo che il terreno sia sempre fertile, vale a dire che abbia sempre a disposizione tutte quelle che sono le sostanze nutrienti per far sì che possa aiutare la crescita della pianta. I fertilizzanti vengono adoperati anche per la concimazione, la correzione e l’ammendamento del terreno; è importante tenere a mente che i fertilizzanti devono essere utilizzati solo ed esclusivamente durante particolari periodi dell’anno, così da massimizzare quanto più possibile la resa delle piante. Tra le varie soluzioni presenti in commercio, è assolutamente imprescindibile fare in modo di acquistare dei prodotti che siano biologici, così da poter tutelare l’ambiente e il terreno senza aggiungere additivi nocivi che potrebbero compromettere la salubrità e l’integrità del terreno.

Quando utilizzare i fertilizzanti?

I fertilizzanti devono essere utilizzati in determinati periodi dell’anno: nello specifico, infatti, è consigliabile utilizzare questi elementi soprattutto durante il periodo primaverile, sebbene le modalità d’uso possano comportare alcune variazioni. I fertilizzanti liquidi, infatti, vengono assorbiti dal terreno: affinché questo possa godere sempre di un’adeguata presenza di sostanze nutritive, è fondamentale utilizzarlo ogni dieci giorni circa, così da fare in modo che il terreno sia sempre nutrito. I fertilizzanti in polvere, invece, devono essere diluiti in acqua, facendo però attenzione che non restino residui sul fondo; quelli in granuli o in pellet, invece, hanno un rilascio più lento e un’azione dilatata nel tempo, ragione per cui necessitano di tempistiche maggiori affinché facciano effetto. Tutti questi elementi, sommati tra loro, faranno in modo da dare tutte le informazioni necessarie per avere cura del terreno.

Quali sono le dosi consigliate?

Contrariamente a quanto si possa pensare, non esistono delle regole fisse da seguire per quanto riguarda il dosaggio: questo, infatti, dipende specificatamente dal tipo di prodotto utilizzato. La cosa più importante da fare, sicuramente, è quella di seguire pedissequamente le istruzioni riportate sulla confezione del prodotto, così da sapere con precisione come regolarsi e come adoperare questo valido aiuto per il giardinaggio. Grazie ad esso, infatti, la resa del terreno aumenterà in maniera sensibile, restituendo così delle piante rigogliose e forti oppure favorendo la corretta crescita dei frutti. Una volta compresa l’importanza che ricopre il fertilizzante, dunque, non resta altro che acquistare il prodotto biologico migliore, andando così a coniugare tutti quelli che sono i crismi imprescindibili di efficienza e funzionalità, utile e dilettevole, evitando di conseguenza degli sprechi inutili o di inquinare ulteriormente l’ambiente usando prodotti non idonei.