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Canapa sativa e canapa indica: quali differenze?

Canapa indica e sativa presentano differenze sostanziali che rappresentano il motivo per cui si decide tra un prodotto e l’altro a seconda della pianta di derivazione. Le specifiche genetiche sono diverse da pianta a pianta, generando più benefici sul corpo, come naturalmente sono le piante di cannabis indica oppure benefici sulla mente, caratteristiche proprie della canapa sativa.

Canapa indica e sativa: classificazione

I due termini sono stati individuati nel ‘700 e rappresentano le due principali varietà all’epoca classificate: il botanico svedese Linneo fu il primo a parlare della Canapa Sativa con proprietà psicoattive all’interno della sua opera dedicata alle specie di vegetali. Una trentina d’anni dopo il biologo francese Lamarck ne aveva identificato una seconda famiglia, da lui rinominata Canapa Indica. Tale specie si era rivelata differente da quella individuata per la prima volta da Linneo per le sue caratteristiche fisiche e per la provenienza. Le prima diversità osservabili a occhio nudo risiedevano nel colore e nella forma delle foglie che nella indica sono verdi scuro e larghe mentre nella sativa presentano un colore più chiaro e una forma più stretta.

Oggi distinguiamo facilmente tra le due varietà principali di canapa anche dal punto di vista della coltivazione: la indica compie un ciclo di fioritura cosiddetto breve durante la stagione fredda mentre le piante sativa hanno cicli più lunghi che approfittano soprattutto dei climi caldi e delle giornate lunghe.

La canapa sativa, caratteristiche ed effetti

La varietà sativa è originaria di paesi con un clima caldo e secco, dato da lunghe giornate di sole come le regioni dell’Africa, dell’America centrale, del sud-est asiatico e alcune zone più a ovest dell’Asia. Queste piante di canapa possono raggiungere grandi dimensioni ma impiegano più tempo a maturare.

Per quanto riguarda la proporzione degli attivi presenti in natura è più facile trovare piante sative con dosi basse di CBD e più alte di THC. Tale rapporto determina anche gli effetti comunemente associati al suo utilizzo: la canapa sativa ha un impatto soprattutto energizzante, che contrasta gli stati ansiosi e stimola la creatività e la produttività piuttosto che un effetto rilassato. Grazie al suo impatto stimolante può essere utilizzata anche di giorno.

Caratteristiche ed effetti della canapa indica

La varietà indica ha origine in paesi come Pakistan, India, Turchia e Afghanistan: trattandosi di una canapa abituata a climi rigidi e secchi, le piante risultano più corte e spesse, con steli voluminosi e a crescita rapida (rispetto alla sativa) e ogni pianta produce più boccioli.

Il rapporto tipico tra gli attivi principali all’interno di queste piante indica livelli più alti di CBD e una presenza minore di THC. Di conseguenza gli effetti comunemente riscontrati in questa canapa indicano soprattutto un potenziale rilassante e la capacità di ridurre sintomi legati a nausea e dolori. Pare che la indica abbia la proprietà di favorire l’appetito, ma senza per questo necessariamente contribuire ad un aumento di peso: anzi secondo diversi studi sembra proprio che la presenza di CBD possa aiutare il metabolismo a lavorare meglio. Gli effetti di questa varietà di canapa prediligono un utilizzo soprattutto in orario notturno.

Altre varietà di canapa: ibrida e ruderalis

Esistono altre varietà di canapa come ad esempio la ibrida e la ruderalis. La ibrida è coltivata per raggiungere effetti e qualità specifiche, coltivata in azienda agricole attraverso la combinazione di cannabis sativa e indica con infiorescenze miste che prendono le caratteristiche delle piante madri e che hanno generalmente lo scopo di modulare la presenza dei vari cannabinoidi per ottenere una canapa con effetti diversi e aromi differenti.

La canapa ruderalis cresce originariamente in Siberia e nelle regioni himalayane: si tratta di una pianta che si adatta quindi a climi estremi e che raramente supera i 30 cm di altezza e presenta un ciclo breve e veloce che consente il raccolto dopo appena un mese dalla semina. Tendenzialmente queste piante hanno un rapporto di attivi vede prevalere il CBD rispetto al THC tuttavia spesso in concentrazioni tali da non sortire effetti. Usata da sola quindi è la varietà di canapa meno incisiva ma è comunque apprezzata dagli agronomi per il suo ciclo di crescita estremamente rapido, al fine di combinarla con altri ceppi più potenti e creare poi varietà diverse.