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Chi ha inventato il termometro?

Il termometro è uno strumento ormai presente nella casa di tutti gli italiani. Amico/nemico dei bambini o spauracchio degli adulti, senza questo prezioso mezzo per misurare la temperatura del corpo, nessuno di noi potrebbe vivere. Quando ci si sente stanchi o infreddoliti, il primo pensiero è lui: sotto l’ascella o in bocca è pronto a darci la risposta sul nostro stato di salute. Mi sarò beccato l’influenza anche quest’anno?

Chi ha inventato il termometro?

Il nome termometro deriva dai termini greci “therme” e “metron”, ovvero “calore” e “misura”. Oggi, come detto, è lo strumento più utilizzato per misurare la temperatura del corpo e si basa sul principio secondo cui i corpi a contatto con una fonte di calore si dilatano. Questa definizione venne usata, per la prima volta, intorno al 1600, ma le sue radici affondano, appunto, nell’antica Grecia, quando Erone, nel primo secolo d.C., realizzò un primitivo modello di “termometro”, ossia un vaso riempito di acqua e poi esposto ai raggi del sole. L’esperimento prevedeva che quest’acqua, una volta riscaldata, venisse spinta attraverso un sifone, poi dentro un altro vaso e, infine, in un contenitore. Come detto, però, fu soltanto nel 1600 che la parola termometro divenne di uso comune, grazie soprattutto all’ingegnere romano Bartolomeo Telioux che, nel suo libro “Mathematica Maravigliosa” lo descrisse anche graficamente e lo definì “Instrumento composto da due fiale col quale si conosce il cambiamento del tempo in caldo o in freddo secondo gradi o minuti”. Inoltre, per la prima volta, Telioux definì una scala del termometro, divisa in otto gradi, ognuno dei quali, a sua volta, diviso in sei parti.

Il termometro di Galileo

Per molti, invece, l’invenzione del termometro come oggi lo conosciamo è dovuta al genio di Galileo Galilei che, partendo dall’esperimento di Erone, riuscì a perfezionarlo, costruendo uno strumento in grado di misurare il caldo e il freddo. Secondo alcune fonti, questa invenzione risalirebbe al 1603, ancora prima del libro di Telioux e, per alcuni dei più importanti biografi di Galilei, si trattò del primo termoscopio ad aria della storia. Dovettero, però, passare altri vent’anni prima che questo strumento cominciasse a essere utilizzato nell’ambito della medicina e ciò avvenne grazie al medico Santorio Santorio che, nel 1625, cominciò a usarlo proprio per misurare la temperatura umana, attraverso due operazioni: premendo la mano dell’ammalato sulla sfera contenente il liquido oppure facendogliela tenere in bocca. Nonostante le prime incoraggianti applicazioni, questo tipo di termometro aveva, però, un difetto di base, ovvero non era sigillato e quindi risultava eccessivamente sensibile alla pressione atmosferica che modificava il livello del liquido interno, oltre spesso la sua natura stessa. Inoltre, era talmente grande da non poter essere trasportato e non poteva determinare la temperatura dei liquidi.

Il termometro a liquidi

Dal bisogno di trovare una soluzione ai limiti imposti dai termometri ad aria, nacque il termometro a liquidi che, nel 1709, fu inventato dal fisico e ingegnere tedesco Daniel Gabriel Fahrenheit. All’inizio, per i primi modelli, come liquido fu scelto l’alcool, principalmente perché risultava più sensibile alla variazione termica e non lasciva residui. Successivamente, quasi vent’anni dopo, il mercurio lo soppiantò e divenne il modello più utilizzato per circa tre secoli, fino al 2009, quando è stato messo al bando per la tossicità del mercurio stesso. Rispetto ai precedenti termometri ad aria, i termometri a liquidi erano sigillati, cosicché i liquidi interni non potessero evaporare né essere alterati dal contatto con l’aria. In questo modo, la misurazione della temperatura divenne molto più precisa.

Principali tipologie di termometro

In commercio ne esistonodi  diversi tipi, ma quello oggi più utilizzato è il termometro digitale, il cui funzionamento si basa su un sensore alimentato dalla corrente elettrica. Ogniqualvolta si manifesta una variazione di temperatura, i sensori subiscono una variazione di resistenza elettrica, che viene trasformata nei classici numeretti che compaiono sul display e che indicano la temperatura. Inoltre, esistono i termometri a gas, che misurano la temperatura tramite il cambiamento della pressione o del volume del gas contenuto all’interno e sono talmente precisi da essere utilizzati quando si devono tarare altri termometri. Infine, il termometro a galinstano o a gallio, che è quel modello a liquidi che contiene il galinstano. Quando lo strumento segnala una variazione di temperatura, questo liquido aumenta di volume e sale nel tubo fino al punto in cui indica la temperatura raggiunta (secondo la scala termometrica). Viene utilizzato come sostituto del termometro a mercurio, perché funziona nella stessa maniera.