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Riconciliarsi con la propria ex: il sistema La amo ancora

Durante le storie d’amore si commettono inevitabilmente degli errori, alcuni piccoli e insignificanti, altri più grandi con un peso maggiore. Tali errori, sfortunatamente, se ripetuti numerose volte possono portare ad una dolorosa rottura e separazione.
Dopo una rottura c’é chi pensa subito a come andare avanti con la propria vita lasciandosi alle spalle il passato, altri tendono a cercare metodi e soluzioni per riconciliarsi con la ex compagna. Non esiste una legge universale o un libro di istruzioni che porteranno al risultato desiderato. Esiste però il sistema La amo ancora di Teo Savin, l’argomento che verrà trattato in questo articolo.

L’ideatore del sistema La amo ancora: Teo Savin.

Teo Savin é un consulente di relazioni professionista che durante la sua carriera ha ideato un sistema per riconciliarsi con la ex fidanzata che prende il nome di “La amo ancora“. Si tratta di un esperto capace di comprendere a fondo i sentimenti e il rimorso provato durante una rottura, in quanto lui stesso si é ritrovato in tale posizione provando un profondo desiderio di riconquistare la sua compagna. Trovandosi solo e in una situazione disperata si é ritrovato a spendere innumerevoli cifre di soldi in articoli e programmi inutili che promettevano ottime soluzioni per una riconciliazione senza sforzi. Proprio grazie a questa sua esperienza é nato il suo sistema, un sistema ideato con cura e passione per evitare a chiunque si trovasse nella sua stessa posizione di cadere nelle trappole di internet, siti e articoli.
Lo scopo del suo poggetto, peró, ha un lato che va ben oltre la riconquista di un ex compagna. Il sistema, infatti, si concentra anche su tutti quegli uomini che desiderano mettersi in discussione e che vogliono investire quanto necessario nella propria crescita personale. Savin, dopo la sua rottura, ha iniziato a sviluppare una passione per la seduzione e per la crescita personale dedicando a questi due campi anni e anni di studio approfondito. Il suo duro lavoro lo ha portato a diventare il consulente numero uno in Italia per quanto riguarda la cosiddetta riconquista della ex. Al seguente link si avrà la possibilità di accedere al suo sito web dove sono anche disponibili i suoi podcast e video.

Il sistema La amo ancora.

Il processo di riconciliazione non é mai semplice, ed é assolutamente sbagliato pensare che non sono necessari impegno, tempo e dedizione. Risulta complicato convincere la persona che é possibile ricostruire la fiducia, che si é cambiati veramente e che tutto cambierà per il meglio nella relazione. Sicuramente é difficile, ma di certo non é impossibile. Il sistema dell’esperto Teo Savin é ideato appositamente per aiutare uomini determinati a rivivere una relazione con la loro ex compagna, proponendo un percorso delineato, costruito su delle solide competenze e su molta logica.
Una volta iscritti al programma, il percorso comincia con un video introduttivo di circa 40 minuti. Questo video fornisce sin dall’inizio le giuste direttive chiarendo subito le idee su quali siano i passi da compiere e quali errori evitare assolutamente. Il fatto che vengano sottolineati anche tutti gli errori più comuni da non commettere, rendono il sistema La amo ancora uno dei migliori e più affidabili, senza alcun dubbio. Si tratta dello strumento perfetto ed essenziale per rimettere in piedi una relazione ormai creduta perduta per sempre. Si tratta in fondo di una fase delicatissima, specialmente all’inizio, e anche un minimo errore può portare a rimpianti inimmaginabili.
Andando avanti nel percorso si avrà accesso a molti altri video che entreranno sempre più nello specifico, analizzando sia fattori relazionali che psicologici che si trovano alla base della riconquista.
Per riottenere ciò che si é perduto é assolutamente fondamentale avere bene in testa i presupposti da ricercare e fare in modo di evitare un qualsiasi minimo errore che possa compromettere il risultato di tutti gli sforzi compiuti, per rimettere in piedi la relazione che tanto ci é rimasta a cuore.

Come si rinnova la patente

La patente di guida scaduta potrebbe essere vista come una sorta di problema difficile da risolvere che crea non poca tensione, specialmente quando questa situazione non viene affrontata nel migliore dei modi. Ecco come procedere affinché sia possibile evitare che questo documento possa essere visto come sinonimo di grosse problematiche.

La patente scaduta, cosa succesde quando accade? Quando la patente scade il primo pensiero che si potrebbe avere consiste nel temere che si debbano ripetere tutti gli esami e quindi che si sia costretti a dover andare incontro a un lungo percorso come quello affrontato diverso tempo fa. Ecco quindi che molte persone, quando si ritrovano in tale situazione, tendono ad abbandonare la possibilità di rinnovare la loro licenza di guida, così come viene chiamato questo documento, terminando il loro periodo alla guida del veicolo.

Ebbene occorre necessariamente sapere che questo insieme di caratteristiche e situazioni tende a essere completamente errato, ovvero non è detto che quando la patente scade si debba nuovamente tornare a scuola guida o ripetere gli esami, in quanto esiste una semplice soluzione che prende il nome di rinnovo della patente.

Come funziona il rinnovo della patente

Il rinnovo della patente è una sorta di esame che deve essere svolto periodicamente, a seconda dell’età della persona che deve rinnovare il documento, il cui obiettivo finale è quello di valutare se quella persona possiede tutti i diversi requisiti fisici e mentali per poter stare alla guida di un mezzo di trasporto. Si tratta quindi di una verifica che deve essere svolta con estrema attenzione e che previene quindi una serie di situazioni negative.

Il rinnovo potrà essere prenotato in diversi luoghi, come per esempio presso un centro autorizzato oppure nella scuola guida, e in entrambi i casi occorre precisare come l’autista venga sottoposto a un semplice esame che offre la possibilità di evitare che la situazione possa essere complessa. Per esempio uno di questi riguarda il controllo della vista, che deve essere caratterizzata da un certo numero di gradi proprio per evitare che si possano verificare delle situazioni negative mentre si è alla guida del veicolo.

Ecco quindi che questo genere di controllo rappresenta un passaggio chiave che deve essere affrontato in maniera semplice e senza particolare tensione, visto che in questo caso si rischia solamente di complicare la situazione. Solamente con questo genere di controllo si ha la concreta opportunità di poter stare alla guida del mezzo di trasporto e avere la sicurezza del fatto che si possano evitare tante problematiche varie, quindi essere sempre sicuri che il veicolo possa essere usato senza riscontrare potenziali problematiche.

La guida del mezzo e il rinnovo

Per quanto riguarda il rinnovo occorre anche precisare come questo debba essere caratterizzato dal pagamento di diversi costi che permettono effettivamente di svolgere tale operazione senza riscontrare grossolani problemi.

In primo luogo occorre precisare come il rinnovo della patente a Firenze, che può essere prenotato al sito web https://www.rinnovopatenteonline.it/prenotazione/toscana/firenze/, deve essere accompagnato dall’analisi dei costi del medesimo tipo di operazione, affinché si possa avere l’occasione di affrontare nel migliore dei modi tale procedura e che, di conseguenza, si evitino situazioni complicate.

Inoltre bisogna sempre valutare un altro dettaglio, ovvero la possibilità di scegliere dove rinnovare la patente: in questo modo si potrà avere l’occasione di risparmiare anche del denaro, evitando quindi delle potenziali spese eccessive. Ecco quindi che la suddetta operazione deve essere svolta con estrema precisione, proprio per fare in modo che il risultato che si andrà a ottenere possa essere definito come perfetto per tutte le proprie esigenze.

Cassetta Pronto Soccorso: quali sono i giusti requisiti per il contenuto minimo obbligatorio

La Normativa 81/08 evidenzia l’obbligo della cassetta di pronto soccorso all’interno di tutte quelle attività che hanno almeno 1 dipendente in organico.

L’art. 45 completa tutto con le indicazioni specifiche sul contenuto minimo obbligatorio all’interno della cassetta di pronto soccorso.

Il contenuto Cassetta Pronto Soccorso è suddiviso in due allegati:

Cassetta Pronto Soccorso Allegato 1 AB, obbligatorio per tutte le attività con tre o più dipendenti in organico o che rientrano in attività di rischio medio alto.

Cassetta Pronto Soccorso Allegato 2 C, obbligatorio per tutte le attività con meno di due dipendenti in organico e che rientrano in attività di rischio basso.

Contenuto Allegato 1 AB

  • guanti sterili monouso (5 paia);
  • visiera paraschizzi (1Pezzo) ;
  • flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1 pezzo);
  • flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro – 0, 9%) da 500 ml (3 pezzi);
  • compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10 pezzi);
  • compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2 pezzi);
  • teli sterili monouso (2 pezzi);
  • pinzette da medicazione sterili monouso (2 pezzi );
  • confezione di rete elastica di misura media (1 pezzi );
  • confezione di cotone idrofilo (1 pezzi);
  • confezioni di cerotti di varie misure pronti all’uso (2 pezzi );
  • rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2 pezzi );
  • un paio di forbici (1 paio);
  • lacci emostatici (3 pezzi);
  • ghiaccio pronto uso (due confezioni);
  • sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2 pezzi);
  • termometro (1 pezzo);
  • apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa (1 pezzo).

Contenuto Allegato 2 C

  • Guanti sterili monouso (2 paia).
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1 pezzo)
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1 pezzo)
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1 pezzo)
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3 pezzi)
  • Pinzette da medicazione sterili monouso (1 pezzo)
  • Confezione di cotone idrofilo (1 pezzo)
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso (1 pezzo)
  • Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1 pezzo)
  • Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1 pezzo)
  • Un paio di forbici (1 pezzo)
  • Un laccio emostatico (1 pezzo)
  • Confezione di ghiaccio pronto uso (1 pezzo)
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1 pezzo)
  • Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza (1 pezzo).

La cassetta medica deve essere a norma al controllo da parte delle autorità competenti e deve contenere prodotti non scaduti e non aperti, altrimenti sono previste sanzioni tra  837,62 € e 4.467,30 € o arrivare anche alla detenzione da 2 a 4 mesi.

Il datore di lavoro è responsabile del controllo della cassetta del pronto soccorso ed è su di lui che grava l’onere di accertare che il contenuto minimo venga revisionato ogni sei mesi e manutentato secondo necessità.

Questa dimenticanza può portare gravi sanzioni alle aziende ed è per questo che è bene affidarsi ad aziende specializzate nella manutenzione della cassetta di pronto soccorso con anni di esperienza.

PINKLAB è tra le migliori aziende di questo settore e si distingue perché, oltre alla vendita on-line di cassette di pronto soccorso e dispositivi di medicazione e monouso, offre anche una garanzia di controllo semestrale per la corretta gestione del contenuto di primo soccorso aziendale.

È importante fornirsi per la Cassetta del Pronto Soccorso ad Aziende specializzate e di settore che forniscono consulenza sul controllo semestrale del contenuto previsto dalla normativa vigente.

Le lampade da tavolo secondo Oluce

Se in Italia parli di design della luce e soprattutto di lampade da tavolo non puoi non citare Oluce. Lo studio meneghino è stato fondato nel 1945, vincendo oggi il titolo di produttore italiano di lampade di design più longevo. Dopo ben 76 anni Oluce è conosciuta in tutto il mondo per le sue lampade e per il suo stile.

Il loro lavoro è sempre stato guidato da tre parole chiave:

  • Materiali. Di alta qualità ovviamente. Materie prime che non sono solo dei supporti, ma delle vere e proprie sostanze parlanti.
  • Tecnologia. Il design si fa anche con l’ingegno e la tecnologia in casa Oluce non è mai mancata. Essa cerca di trovare nuove possibilità espressive per la luce: la abilita, la arricchisce.
  • Talento. Oluce ha collaborato e collabora da sempre con i migliori talenti del light design. Mentre agli albori attirava il meglio che l’Italia poteva offrire, con l’inizio del XXI secolo è diventata punto di incontro di designer da tutto il mondo.

Da buoni materiali, tecnologia e talento sono nate le tre lampade da tavolo che descriviamo oggi. Si tratta di tre oggetti d’arte che raccontano la filosofia di Oluce e la sua estetica retrò e contemporanea allo stesso tempo.

Accendiamo 1953, una lampada razionale e diretta, adatta per uffici e scrivanie da lavoro. Analizziamo Zanuso e la sua anima retrò per poi scoprire Denq, la lampada da tavolo di Einstein.

1953: metallo e luce diretta

1953 è stata progettata da Ostuni & Forti per la prima volta nel 1950. Questa versione riedita la lampada, esaltando la sua eleganza evocata innanzitutto dai colori: oro satinato e nero opaco.

1953 è una lampada da tavolo diretta e razionale, per le sue forme decise e per il metallo che la compone da capo a piedi. Anche la luce che emana riflette queste sue caratteristiche, arrivando diritta sulla base circolare grazie al paralume piatto.

Utile, ma anche decorativa: 1953 è una lampada da tavolo funzionale e bella che, data la sua combinazione cromatica, riesce a integrarsi alla perfezione sia con arredi dai colori caldi sia con quelli dalla palette più fredda. 1953 è alta 48 cm, alimentata da 1 lampadina a 75 W dimmerabile.

Zanuso e l’anima retrò

Zanuso è una lampada da tavolo che porta il nome del suo creatore: Marco Zanuso. Dagli anni sessanta continua ad affascinare per la sua anima retrò.

Zanuso è composta da un grande paralume sferico in PMMA fissato ad una base tonda con un braccio curvo. Questo braccio permette alla lampada da tavolo di essere orientata a 360° in base a come si preferisce illuminare la superficie. Una tecnologia semplice dunque, che crea nuove possibilità di utilizzare la luce.

Negli anni Zanuso ha vinto moltissimi premi e ancora oggi è un oggetto retrò apprezzato che ricorda le radici di Oluce, la loro origine. Zanuso è alta 40 cm e il suo diametro è di 42 cm. Questa lampada da tavolo è alimentata da 1 lampadina da 105 W non dimmerabile.

Denq: la lampada da tavolo per idee brillanti

La magia del design giapponese contamina i progetti di Oluce e ciò che nasce non è nient’altro che un’idea brillante. Denq è una lampada da tavolo molto semplice all’apparenza: mima infatti la forma di una grande lampadina, il simbolo per eccellenza dell’ingegno dell’uomo.

Questa lampada è fatta di vetro opaco mentre la base è un piatto di metallo su cui la struttura appoggia delicatamente. La matita è di Toshiyuki Kita, un astro del light design che dal 1969 ha messo base anche in Italia.

Denq è ottima per gli ambienti da lavoro, dato che ha la possibilità di essere dimmerata in base alla quantità di luce necessaria. E’ alta 42 cm ed è alimentata da 1 lampadina da 120 W.

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Cosa rende “migliore” un prestito immediato?

Può capitare spesso, anche più di una volta nella nostra vita, di dover ricorrere alla richiesta di un prestito o di un finanziamento per far fronte ad una spesa imprevista oppure per l’acquisto di un bene o di un servizio particolare. Tuttavia, la richiesta di prestiti e finanziamenti oggi è legata a delle valutazioni da parte di banche e società di credito che sono spesso molto lunghe con le tempistiche. È questo uno dei motivi principali che spinge oggi molte persone che hanno bisogno di liquidità extra a richiedere dei prestiti e dei finanziamenti di tipo immediato.

I prestiti immediati sono dei prestiti che permettono infatti di risparmiare molto tempo e denaro. Tuttavia, ci possono essere anche altri aspetti da considerare di questi tipi di finanziamenti, soprattutto riguardo i tassi di interesse e le spese accessorie previste. Vediamo nello specifico di che cosa si tratta e quali sono i principali aspetti che rendono effettivamente migliori e più convenienti i prestiti immediati.

Caratteristiche salienti di un prestito immediato

I prestiti immediati sono dei finanziamenti che possono prevedere delle tempistiche abbastanza lunghe, soprattutto se prevedono l’erogazione di importi molto elevati. Chi ha la necessità di ottenere in tempi abbastanza brevi degli importi che possono essere più o meno elevati a seconda dei casi, la richiesta di un prestito immediato può essere certamente molto vantaggiosa. Oggi sono numerose le società di credito e le banche che mettono a disposizione dei prestiti con delle formule dedicate a chi ha questo tipo di necessità. I prestiti immediati sono dei finanziamenti che si differenziano da quelli di tipo tradizionale, dal momento che si possono ottenere più rapidamente e con minori tempi di attesa.

I tempi di attesa previsti per questi prestiti vanno dalle 24 alle 48 ore. Questi finanziamenti sono perfetti per chi ha bisogno di richiedere una liquidità in modo praticamente immediato. Di solito, con i prestiti immediati si possono ricevere solamente delle piccole somme di denaro. Tuttavia, ogni banca e ogni istituto di credito ha la libertà di stabilire in autonomia un tetto massimo. Sono molte le persone che oggi scelgono di fare richiesta di questi prestiti anche direttamente on-line per poter velocizzare la pratica di richiesta del finanziamento. Clicca su Prestitimmediati.it se vuoi conoscere più dettagli su questi prestiti. 

Come capire se un prestito immediato fa al caso nostro

Ci sono alcuni aspetti di cui tenere conto per poter capire se un certo tipo di prestito immediato può essere davvero di qualità e conveniente per noi. Naturalmente, ogni tipologia di prestito prevede delle spese ulteriori rispetto all’importo di denaro che è stato ricevuto in prestito. Questi costi rappresentano quella che viene definita quota degli interessi. È molto importante andare alla ricerca dell’offerta più conveniente per noi e più adatta alla nostra situazione finanziaria. La somma che si deve restituire alla finanziaria sarà naturalmente più alta rispetto alla cifra che abbiamo ricevuto in prestito. Questo è dovuto al fatto che occorre considerare le spese del servizio e i tassi di interesse, oltre che tutte le altre spese come le imposte che sono previste per la richiesta di questi prestiti.

La scelta di un certo tipo di prestito deve avvenire anche sulla base del calcolo dei costi aggiuntivi del servizio. Nel momento in cui si deve optare tra più soluzioni di finanziamento, occorre considerare le spese complessive che sono previste per i prestiti immediati, senza preoccuparsi solamente dell’importo della singola rata mensile. Bisogna quindi leggere con attenzione tutte le voci di spesa di un prestito immediato per capire se una certa tipologia di soluzione può essere davvero conveniente per noi oppure no. Le spese principali previste per qualsiasi tipo di prestito, tra cui anche per quelli immediati, sono davvero numerose. Scoprine qui alcune.

Popper: vendita e utilizzi del farmaco

Il popper viene utilizzato sia per curare alcune tipologie di malattie sia per il suo effetto afrodisiaco. Esistono numerosi siti e-commerce per la vendita popper (vedi qui https://www.justmary.fun), che permettono di acquistare questo prodotto in tutta tranquillità.

Che cos’è il popper?

Il nitrito di amile o di butile, meglio conosciuto come popper, è un medicinale vasodilatatore che viene utilizzato per la prima volta intorno alla metà dell’ottocento. Il suo scopo originario era esclusivamente medico, in quanto il farmaco ha la capacità di rilassare la muscolatura liscia degli organi. A partire dagli anni sessanta, però, il popper viene utilizzato anche in campo sessuale, visto che riesce a donare un effetto afrodisiaco. Questa sostanza, solitamente contenuta all’interno di un’ampolla, viene rilasciata sotto forma di gas e inalata direttamente da coloro che desiderano assumerla. L’effetto è immediato e ha una durata non molto elevata, che si attesta attorno ad un minuto. A causa della durata molte breve, questa sostanza viene anche definita rush.

Quali sono gli effetti del popper?

Le persone che assumono con regolarità il popper sostengono che questo farmaco aumenta in maniera significativa il desidero sessuale. Tale sostanza viene utilizzata soprattutto nei rapporti gay, in quanto il rilassamento della muscolatura coinvolge anche i muscoli rettali nonché quelli nell’immediata vicinanza dell’anno. Si può evincere facilmente che in questo modo la penetrazione risulta essere molto più facilitata. Inoltre, aumentando in maniera consistente anche il battito cardiaco, si ha anche la dilatazione a livello delle arterie, facendo in modo da far affluire più sangue al cervello. Tutto ciò provoca degli effetti anche dal punto di vista psicologico, che portano il consumatore ad essere più euforico e disinibito.

In definitiva, grazie alla sensazione di rilassatezza il rapporto sessuale risulta essere molto più soddisfacente. Trattandosi di una sostanza nata come un farmaco, risulta ovvio che l’assunzione continua e prolungata può portare a delle importanti conseguenze sullo stato di salute. In particolare, uno degli effetti collaterali maggiormente riscontrato è il mal di testa, che spesso si associa a vertigini, nausea e una forte sensazione di difficoltà respiratoria. Inoltre, a causa dell’abbasamento della pressione possono verificarsi dei casi in cui il soggetto che ha assunto il popper può avere della tachicardia e delle palpitazioni che possono portare anche allo svenimento.

Infine, visto che con l’assunzione di questa sostanza aumenta la pressione negli occhi si possono avere dei temporanei problemi di vista, oltre a riscontrare delle irritazioni della pelle. È estremamente sconsigliato l’uso di popper a tutti coloro che hanno delle patologie importanti o alle persone che solitamente assumono altri farmaci. Ad ogni modo, uno dei rischi più elevati, legati alla continua assunzione di popper, è il possibile sviluppo di una dipendenza psicologica. Infatti, sono sempre più le persone che credono di non poter avere un rapporto sessuale soddisfacente senza l’uso di questo farmaco.

Dove è possibile acquistare il popper?

Trattandosi di una sostanza che deve essere inalata, e quindi assorbita dal nostro corpo, è doveroso consigliare l’acquisto di solo prodotti certificati che riescano a garantire una produzione completamente naturale. Allo stesso tempo, per avere l’effetto desiderato, si devono comprare esclusivamente prodotti che abbiano una qualità biologica elevata. Su internet esistono vari siti che permettono di acquistare tale prodotto in maniera totalmente anonima, visto che la consegna viene effettuata in imballaggi che non presentano alcun tipo di logo. Inoltre, si può avere il prodotto direttamente al proprio indirizzo con tempi di consegna molto ridotti. Prova questo magnifico farmaco per cercare di soddisfare tutti i tuoi desideri sessuali, prestando particolare attenzione al benessere del tuo corpo.

Donne, integratori e fitness: cosa sapere e come agire

Si sente parlare spesso di integrazione e fitness, sotto ogni salsa e per ogni tipologia di risultato, ma molti tendono a cadere in errori grossolani quando si cimentano in questo topic, approssimando in modo sconsiderato sui consigli e sulle dosi degli integratori da assumere, finendo anche col mettere in pericolo la salute del soggetto in questione. Nel corso di questo articolo andremo a vedere quelli che sono le principali funzionalità degli integratori per la palestra per donne o semplicemente quelli che sono i migliori integratori per il fitness per le donne.

Uomo vs Donna: non siamo fatti allo stesso modo

Uno degli errori che spesso vengono fatti dai meno esperti è trattare il corpo di una donna come se fosse quello di un uomo. Niente di più sbagliato!
Uomini e donne presentano, a livello organico, delle differenze sostanziali, che richiedono un impiego di energie diverso. Partendo da questo punto anche l‘integrazione sarà prettamente diversa, soprattutto durante l’allenamento, momento in cui gli ormoni vengono rilasciati in circolo, determinando un consumo più o meno alto di macromolecole (glucidi, lipidi e proteine) diverso da persona a persona.
Soffermandoci sugli integratori in palestra per le donne, pensiamo per esempio all‘integrazione proteica, che normalmente è quella che spesso viene amplificata, in quanto grazie all’allenamento contro-resistenza (per esempio), si può avere un guadagno nella massa muscolare, ma affinché ciò avvenga abbiamo la necessità di integrare più proteine, in quanto rappresentano dei veri e propri mattoncini per i nostri muscoli.
Fatta questa premessa, l’integrazione proteica nell’uomo è molto più marcata rispetto alla donna, in quanto l’uomo deve sostenere una massa muscolare maggiore. Tuttavia molti PT inesperti non fanno questa distinzione, consigliando (illegalmente tra l’altro) dosi di proteine fin troppo alte, che minano la salute renale del soggetto in questione.
Per una donna viene consigliata l’assunzione di circa 1,2/1,5g di proteine per chiloframmo di peso corporeo durante l’allenamento, mentre nell’uomo si può giungere anche a valori di 2,3 g per chilogrammo di peso negli allenamenti di forza.

La lotta alla ritenzione idrica

Allontaniamoci dal topic prettamente sportivo per affrontare un discorso relativo agli integratori ditness per donne.
Quando si parla di allenamento e fitness al femminile, uno dei fantasmi principali è caratterizzato dalla ritenzione idrica, condizione nella quale il corpo fa fatica a drenare i liquidi in eccesso, che accumulandosi causano pesantezza, gonfiore agli arti e senso di malessere in alcuni casi.
Erroneamente si pensa che questa condizione sia totalmente un problema della popolazione femminile, ma in realtà colpisce anche molti uomini.
Il motivo per il quale colpisce principalmente le donne, si deve al fatto che le donne presentino in media un tasso di massa grassa maggiore ed un tasso di massa magra minore rispetto agli uomini.
Vi sono diversi metodi per cercare di combattere la ritenzione idrica, ma una cosa deve essere chiara: non esiste una formula magica, ma il cambiamento nello stile di vita.
Al fine di eliminare la ritenzione idrica, una donna deve limitare i comportamenti sedentari ed approcciare un programma di allenamento che unisca i benefici dell’allenamento aerobico a quelli dell’allenamento contro-resistenza. In particolar modo qust’ultimo è correlato ad ottimi risultati in termine di riduzione del fenomeno della ritenzione idrica.

Integrazione per limitare la ritenzione idrica

Abbiamo visto quanto importante sia l’allenamento, ma tornando al tema principale, parliamo di alimentazione e integrazione.
Spesso un consumo elevato di sale, carboidrati e grassi, favorisce l’insorgere della ritenzione idrica.
Il consiglio principale è quello di bilanciare i macronutrienti e approcciare una dieta equilibrata che scongiuri ogni tipo di complicanza, a prescindere o meno da questo fenomeno.
Esistono alcuni alimenti in particolare che aiutano a placare questo fenomeno: il ribes, il ciliegio, l’ortosifo o la pilosella.
Questi alimenti, inseriti all’interno di un piano ben ponderato aiutano, non solo a ridurre la ritenzione idrica, ma anche la cellulite o le condizioni di stress ossidativo, dovuti ad accumulo di radicali liberi.
Oltre a questo esistono però diversi integratori, che riescono a massimizzare la funzionalità degli alimenti appena citati. In commercio abbiamo una serie di integratori drenanti, che accompagnati da un cambio radicale dello stile di vita del soggetto, permettono di raggiungere grandissimi risultati.
Non abbiate paura di dover affrontare il problema “ritenzione” e diffidate dai consigli di esperti improvvisati che consigliano in modo srpopositati integratori per la palestra e integratori fitness per donne. Il nostro corpo è dotato dei migliori sistemi per auto-curarsi, ma noi dobbiamo prenderci cura di lui, affinché possa funzionare nel migliore dei modi.

Come ottenere un fisico tonico grazie agli integratori

L’estate è finita e ora si è tornati alla vita di tutti i giorni; tornata dalle vacanze però ti sei resa conto di aver ripreso qualche kg o di aver perso tono muscolare.
Su internet e riviste girano migliaia di allenamenti total body o specifici per determinate zone che promettono risultati miracolosi; eppure non tutto ciò che viene detto poi si avvera realmente. Questo, a volte, perchè gli esercizi fisici vanno abbinati all’assunzione di integratori palestra per donne che riescono a donare più tonicità al corpo.

Allenarsi con i pesi e assumere integratori fitness per donna aiuta il tono muscolare

Molte donne sono convinte che fare tante ore di cardio su tapis roulant, sull’ellittica o fare aerobica possa portarle a tornare alla loro forma fisica desiderata, ma purtroppo questo è falso mito da sfatare.
Fare allenamenti che non prevedono l’uso di carichi pesanti sul muscolo, e non assumere integratori, non porterà mai un aspetto sodo e tonico al corpo femminile; aiuterà a perdere grasso corporeo ma nient’altro, a discapito di una silhouette scolpita.
Per molte donne però, passare all’allenamento con pesi risulta molto difficile perchè lo collegano prettamente ad un fisico maschile; le donne sono terrorizzate dal pensiero che allenarsi facendo carico sui muscoli le renda grosse e mascoline ma non cè niente di più falso.

Dimagrire e modellare il proprio corpo

Per pedere peso corporeo in modo sano è necessario eliminare massa grassa, purtroppo molte diete scorrette portano alla perdita di liquidi e massa magra; questo comporta un calo di peso sulla bilancia ma un effetto estetico non proprio come lo si immagina.
L’allenamento contro resistenza evita completamente questo problema facendo aumentare la massa magra e la massa muscolare e facendo diminuire la massa grassa donando così un fisico tonico e sexy. Alcune uniscono all’allenamento l’assunzione di integratori fintness donne che facilitano l’aumento della massa muscolare e donano energia durante le sessioni di allenamento.
Allenarsi con carico non fa ottenere solo benefici estetici ma anche sulla qualità della vita quotidiana rendendo più semplici azioni che prima portavano ad affaticarsi.

Trucchetti per ottenere ottimi risultati

Svolgere un allenamento fisico con costanza è il primo passo da fare per ottenere dei risultati visivamente belli e soprattutto duraturi nel tempo; bisogna sempre ricordare però che non ci si deve affidare ad un canone fisico specifico perchè ognuno ha la propria corporatura e anche i risultati variano in base ad essa.
Comunque è anche vero che è possibile sfruttare la natura per avere dei risultati più rapidi: come?
L’assunzione di alimenti che sono lavorati al minimo come proteine magre, carboidrati complessi, grassi e fibre aiutano la perdita di peso e l’aumento della massa muscolare.
Può tornare utile evitare all’interno della propria dieta l’assunzione di cibo in scatola che non sempre è lavorato a dovere; limitare il consumo di alcool che ci fa assumere zuccheri senza darci sensazione di pienezza e in ultimo bere tanta acqua per eliminare le tossine.

L’utilizzo dei giusti integratori

Alcune donne scelgono di rivolgersi anche all’utilizzo di vari tipi di integratori che possono essere un valido aiuto durante l’attività fisica.
Gli integratori non solo sono utili per riempire la massa magra favorendo lo sviluppo della muscolatutra, ma permettono anche di ridurre al minimo stanchezza e affaticamento dando una botta di energia durante l’allenamento. I siti dove sono rivenduti integratori palestra per donne sono davvero tanti, uno che offre ottimi prodotti è X woman nutrition usato e consigliato da tantissime donne.

Cerchi integratori per donne?

Quali integratori fitness acquistare?

In commercio si trovano oramai tanti prodotti ad azione drenante ma non tutti offrono i risultati che ti aspetti. Purtroppo molte soluzioni sono formulate con ingredienti che possono anche rivelarsi dannose per la salute, per questo devi essere molto cauta in fase di scelta.

Gli integratori per donne che vanno in palestra più apprezzati li riconosci per la qualità degli ingredienti, accuratamente selezionati e di origine naturale. Sono prodotti che non provocano alcun tipo di controindicazione e fanno bene all’organismo. Considera inoltre che questi integratori si rivolgono a donne di ogni età che desiderano rimettersi in forma, magari dopo un periodo di stress o sedentario.

In seguito al periodo di lockdown tante persone hanno dovuto fare i conti con i chili di troppo. Le restrizioni imposte hanno infatti costretto a restare più tempo in casa, quindi a svolgere una vita poco dinamica in cui non sono mancati i peccati di gola. Affrontare la prova costume o indossare vestiti attillati ora provoca un certo disagio. La buona notizia è che puoi fare qualcosa di concreto per lasciarti alle spalle il problema del ristagno dei liquidi. Basta solo scegliere i rimedi giusti.

Prova gli integratori fitness donne per rimetterti in forma

L’accerrimo nemico delle donne è sicuramente la ritenzione idrica, un problema sempre più diffuso che non riesci a superare solo facendo sport o mangiando bene a tavola. La tendenza ad accumulare i liquidi può essere combattuta acquistando integratori palestra per donne, prodotti veloci da assumere e da portare fuori casa, che ti fanno stare ogni giorno meglio.

In genere quando si soffre di ritenzione è facile notare un rigonfiamento sull’addome e anche le gambe sembrano pesanti. Glutei e cosce, altre zone critiche, sono spesso ricoperti da cuscinetti di grasso. Cosa fare per raggiungere il tanto desiderato peso forma? Esistono delle soluzioni efficaci nel breve e lungo termine?

Sai già che è molto importante bere tanto durante la giornata, praticare sport, evitare cibi grassi e ricchi di zucchero. Quando questo non basta, nonostante il tuo grande impegno, non resta che iniziare un programma finalizzato al benessere, quindi assumere integratori fitness per donne con elevata azione drenante, attraverso i quali potrai eliminare le scorie in eccesso.

Questi prodotti vantano una speciale formulazione messa a punto dopo anni di ricerche in campo medico e scientifico. La composizione racchiude erbe ed eccipienti naturali che favoriscono la circolazione e stimolano il tuo metabolismo. Per perdere peso, tuttavia, dovrai essere costante, quindi seguire le dosi giornaliere consigliate, senza eccedere.

Le donne che hanno già provato questi prodotti si ritengono abbastanza soddisfatte. Basta dare uno sguardo alle recensioni che si trovano online per avere un’idea sull’efficacia degli integratori che eliminano il ristagno dei liquidi. L’importante è non condurre una vita sedentaria, quindi cercare di andare in palestra, correre o fare anche delle semplici camminate giornaliere.

Conclusioni finali

Se la dieta e lo sport sembrano non funzionare come ti aspetti, vuol dire che è arrivato il momento di assumere integratori contro la ritenzione idrica, prodotti sicuri che ti garantiscono tutta una serie di vantaggi. Riuscirai a perdere peso senza stressare l’organismo e anche la tua pelle diventerà gradualmente più sana e morbida, senza i brutti segni tipici della cellulite.

Il consiglio è quello di concentrare la scelta solo su integratori di qualità, certificati, naturali e che non provocano effetti collaterali. Sul mercato oggi si trovano tante soluzioni, anche a prezzi piuttosto alti, ma che non sempre soddisfano le aspettative, per questo bisogna prestare la massima attenzione.

Smalto semipermanente: scopri la manicure facile e d’effetto con La Femme

Semipermanenti: unghie sempre perfette

Unghie forti che non si spezzano, smalto facile da stendere che resiste ai graffi e resta intatto e brillante anche dopo due settimane dall’applicazione: non è più un sogno, gli smalti semipermanenti professionali ti permetteranno di avere unghie sempre perfette in pochi semplici passi. Il risultato sarà sorprendente già dalle prime volte, ma con un po’ di esperienza e lo smalto per semipermanente adatto raggiungerai un livello professionale in brevissimo tempo.

Dimentica gli smalti tradizionali e scopri il mondo degli smalti per unghie semipermanenti sul sito aleascosmetics.com.

Più facili da stendere degli smalti tradizionali, gli smalti semipermanenti professionali asciugano anche più in fretta: bastano pochi secondi sotto le apposite lampade per la polimerizzazione e gli smalti semipermanenti formano sulle unghie uno strato solido e resistente, lucido e luminoso, che in più protegge le unghie. La durata di uno smalto per semipermanente è poi eccezionale! Possono trascorrere due settimane o più senza bisogno di intervenire per eliminare e ripristinare lo smalto semipermanente professionale.

Smalti per unghie semipermanenti colorati, glitter e perlati: la fantasia non ha limiti

Gli smalti per semipermanente daranno infinite possibilità alla tua fantasia e alle tue capacità di creare nell’ambito della nail art. Vuoi sbizzarrirti con il semipermanente? La Femme mette a disposizione sul suo sito di vendita online smalti semipermanenti professionali in infinite sfumature di colore, compresi smalti semipermanenti perlati o arricchiti da glitter luccicanti.

La Femme ha smalti semipermanenti in tante colorazioni che potrai abbinare tra loro, o che potrai variare ancora con la tecnica del “layering” sovrapponendo strati di smalto semipermanente di colori diversi. Divertiti a sfumare tra loro colori anche contrastanti di smalto per semipermanente: il semipermanente La Femme è così facile da stendere che sfumare un colore nell’altro sarà un gioco da ragazzi! Lo smalto semipermanente ha tra le sue caratteristiche peculiari il non asciugare all’aria; questo ti permetterà di intervenire a ritoccare l’unghia fino ad ottenere il risultato perfetto.

Ancora, tra i prodotti La Femme, smalti semipermanenti che puoi arricchire con perline e strass, ma soprattutto decorare in superficie con disegni di micropittura: piccoli capolavori da realizzare con gli appositi pennelli e uno smalto semipermanente professionale di colore in contrasto con quello della base.

La Femme, smalti e non solo! Tutto quello che occorre per la manicure fai da te

La cura delle unghie non è mai stata così facile e divertente. Con un kit pronto che contiene smalti per semipermanente ma anche tutto il necessario per la cura delle unghie prima dell’applicazione della rivoluzionaria vernice colorata, o acquistando i singoli prodotti in base alle esigenze di rimpiazzare quello che di cui hai bisogno per la tua manicure.

Tra i prodotti La Femme: smalti, ma anche una vasta gamma di prodotti per la cura delle unghie: bastoncini di legno di arancio per respingere le cuticole, lime per dare forma e buffer per levigare le unghie, primer e vernice top coat per la protezione finale del tuo smalto semipermanente, lampade UV e LED per la polimerizzazione e tutto l’occorrente per la nail art.

Acquistando sul sito La Femme smalti semipermanenti, troverai anche solventi e gli appositi piccoli attrezzi utili alla rimozione degli smalti per unghie semipermanenti. Non dimenticare, un solvente adatto ad asportare gli smalti semipermanenti professionali è fondamentale sia nella fase di stesura dello smalto, per eliminare piccole sbavature, sia per rinnovare la tua manicure eliminando lo smalto semipermanente vecchio per sostituirlo con il nuovo semipermanente La Femme… anche se probabilmente lo strato di smalto semipermanente professionale sarà ancora intatto quando avrai deciso di cambiare look!

La qualità dei monopattini elettrici leggeri

Una delle caratteristiche che fanno del monopattino elettrico un veicolo smart, e che ha assicurato il suo grande successo nella micromobilità urbana, è sicuramente la sua trasportabilità. Un monopattino leggero e pieghevole, infatti, assicura di ridurre al minimo il suo ingombro e di poterlo portare con sé ovunque si desideri, oppure di riporlo in piccoli spazi. In secondo luogo, un peso molto leggero del monopattino garantisce anche la maneggevolezza nella sua guida, oltre che prestazioni più elevate per quanto riguarda l’autonomia della batteria.

Quasi tutti i modelli di monopattini elettrici in commercio sono leggeri. Tuttavia, esistono anche i modelli ultraleggeri, che hanno la peculiarità di essere costruiti in un materiale molto speciale, la fibra di carbonio. L’ esigenza di un monopattino elettrico compatto e leggero è fondamentale nelle grandi città, dove spesso si rende necessaria l’alternanza dell’uso dei mezzi pubblici e del monopattino.

I fattori che determinano il peso

I fattori che determinano il peso complessivo di un monopattino elettrico sono:

  • i materiali di costruzione
  • il peso scocca
  • le dimensioni del monopattino
  • le ruote

Solitamente, i monopattini elettrici sono costruiti in lega di alluminio o in fibra di carbonio. La fibra di carbonio è tendenzialmente più leggera, più resistente agli urti e alle ammaccature, e sostiene meglio le vibrazioni.

La lega di allumino, invece, presenta il vantaggio di essere leggero e resistente ma è anche molto più economico del carbonio e quindi la quasi totalità della produzione di monopattini elettrici viene fatta in questo materiale.

Mediamente i monopattini elettrici per adulti hanno un peso che si aggira tra i 12 e i 15 kg e sono dotati di ruote tra gli 8 e gli 8,5 pollici. Il peso dei monopattini elettrici ultraleggeri varia, invece, dai 7,7 Kg agli 11 Kg al massimo. Tuttavia, nei monopattini super leggeri le dimensioni delle ruote diminuiscono, dai 5 agli 8,5 pollici.

I monopattini leggeri in fibra di carbonio

Una grande parte del peso del monopattino elettrico è assunta anche dal motore e dalle batterie, oltre che da tutti gli altri accessori aggiuntivi, primi fra tutti, le ruote. Questo spiega perché un monopattino elettrico pesi esattamente il doppio di un monopattino tradizionale a spinta. Quando si sceglie un monopattino, uno dei parametri da valutare attentamente è proprio il peso, che assumere una grande rilevanza, specialmente se lo si intende trasportare a mano o sui mezzi durante i propri spostamenti urbani quotidiani.

Innanzitutto, bisogna chiarire un aspetto: il monopattino leggero non è un prodotto fragile o di bassa qualità, anzi, molto spesso questa caratteristica assicura il massimo della qualità. La maggior parte dei monopattini ultraleggeri presenta una struttura fatta in fibra di carbonio, un materiale molto pregiato. La fibra di carbonio è definita come “un materiale avente una struttura filiforme, molto sottile, realizzato in carbonio, utilizzato in genere nella realizzazione di una grande varietà di materiali compositi”. I materiali compositi sono composti, appunto, da due o più materiali diversi, ovvero le fibre di carbonio associate ad altro tipo di materiale chiamato “matrice” e che ha il compito di tenere insieme le fibre, di mantenerle correttamente orientate e di proteggerle.

Le caratteristiche principali, che fanno della fibra di carbonio un materiale di pregio, sono la sua estrema leggerezza e resistenza. Inoltre, la fibra di carbonio è garantita ad un costo relativamente basso e offre un certo valore estetico. L’uso delle fibre è molto frequente in tutti quei prodotti (ad esempio di plastica) dove è richiesta una resistenza meccanica molto alta ad un peso molto leggero.

Questo spiega bene come mai un monopattino in fibra di carbonio sia in assoluto il più leggero. Il peso dei monopattini elettrici varia proprio a seconda dei materiali di costruzione:

  • peso di un monopattino elettrico in acciaio: dai 20 kg in su
  • peso di un monopattino elettrico in alluminio: dai 15 kg in su
  • peso di un monopattino elettrico in fibra di carbonio: tra i 9 e gli 11 kg.

Un monopattino elettrico leggero presenta anche molti altri vantaggi. Con una struttura dal peso irrisorio, infatti, anche il motore e le batterie garantiscono un’autonomia maggiore e riescono a raggiungere velocità più elevate. Tuttavia, i monopattini costruiti in fibra di carbonio appartengono alle fasce di prezzo più elevate, proprio perchè posseggono delle caratteristiche tecniche molto migliori.

Stampaggio a iniezione di materie plastiche: caratteristiche e vantaggi principali

Tra le tante tecniche utilizzate per creare oggetti in plastica la più diffusa, al giorno d’oggi, è lo stampaggio a iniezione di polimeri.

Lo stampaggio a iniezione è un processo particolarmente indicato per i cicli di produzione su richiesta del cliente, esistono infatti tantissime aziende che operano in questo settore ormai da svariati anni.

Il processo di stampaggio a iniezione di materiali plastica consiste nel fondere polimeri di materiale plastico, che una volta giunti a temperatura ottimale, vengono iniettati tramite un getto ad alta pressione nella cavità dello stampo.

In un secondo momento, una volta che il materiale si sia raffreddato, questo stampo viene aperto, rivelando l’oggetto al suo interno agli operatori, che ne verificano la qualità costruttiva.

Per cosa viene utilizzato lo stampaggio a iniezione di polimeri?

Questo metodo di stampaggio a iniezione di materiali plastici di Stamplast, è stato concepito al fine di riuscire a produrre grandi quantità di un singolo prodotto, tutti identici tra loro, praticamente sovrapponibili.

Ideale quindi per la produzione di apparecchiature mediche, come ad esempio i raccordi dei vari tubi utili alla respirazione assistita, alla realizzazione di giocattoli, cover per telefonini e telecomandi ed oggettistica comune in tutte le abitazioni come ad esempio bacinelle, vasi e sottovasi. Infine ultimo ma non meno importante, tramite questo processo si possono creare oggetti di elevata importanza, spesso utilizzata nell’industria delle automobili ed in quella aerospaziale.

Come avviene la creazione di oggetti tramite la stampa ad iniezione?

Lo stampaggio a iniezione di materiali plastici è un processo standard per quasi tutte le aziende, si utilizza uno stampo in alluminio, materiale che ha una dispersione del calore non troppo veloce, rendendo i tempi di creazione non troppo veloci. Così facendo, questo lasso di tempo permette agli operatori di controllare la quantità di materiale all’interno dello stampo, e che ogni pezzo realizzato rispetti gli standard di qualità.

I polimeri plastici vengono caricati all’interno di un cilindro, chiamato caricatore, dove saranno riscaldati fino alla loro fusione, successivamente tramite appositi canali, verranno iniettati ad alta pressione all’interno dello stampo. Una volta freddo, gli espulsori (piccole leve simili a crick) renderanno più semplice la rimozione del pezzo ultimato dallo stampo, senza rovinarlo ovviamente.

Anche se il ciclo di uno stampaggio a iniezioni di materie plastiche prevede diverse fasi, dall’inizio alla fine il processo di stampa può essere diviso in tre fasi ben diverse tra loro.

La prima fase avviene con l’introduzione dei granuli di plastica all’interno della cilindro della pressa, nella quale verrà scaldata ed iniettata nello stampo.

La seconda fase è quella di raffreddamento, in questo periodo occorrerà del tempo affinché il materiale plastico si raffreddi e solidifichi.

Infine la fase finale è quella del rilascio del prodotto, tramite estrattori l’oggetto ultimato viene staccato dallo stampo.

Per un’azienda ridurre al minimo questi tempi di produzione equivale ad aumentare il guadagno, poiché diventa fondamentale realizzare il maggior numero di pezzi nel minor tempo possibile, sempre rispettando gli alti standard di qualità.

Quali sono i vantaggi di questo tipo di stampa?

I vantaggi di questo tipo di stampa sono innumerevoli, ad esempio si ha un’elevata produttività unita a dei bassissimi costi di produzione vista l’alta presenza processi automatizzati grazie all’utilizzo di macchinari specifici.

Con questo metodo di stampaggio a iniezione di materie plastiche si possono produrre oggetti dalle forme più diverse, sia piccole che grandi, utilizzando diversi colori o materiali.

Ogni azienda dunque permette di avere diversi oggetti a disposizione, alcune aziende infatti si sono specializzate su alcuni prodotti utili ad esempio al giardinaggio (come ad esempio raccordi e tubi per innaffiare, innaffiatoi classici, fascette), in base alle vostre esigenze controllate quale stabilimento avete nelle vostre vicinanze, in ogni caso grazie a questo metodo di stampa rimarrete sicuramente soddisfatti al cento per cento.

Corso specializzato per fisioterapisti e l’approfondimento della professione fisioterapica

La fisioterapia in Italia è una professione riconosciuta e strettamente normata, per evitare che possano accedere soggetti privi delle necessarie competenze, visto che si tratta di una pratica affine a quella medicale e il rischio di danneggiare un paziente è significativo.

Per diventare fisioterapista necessario seguire un percorso universitario della durata di 3 anni che dà accesso al percorso per diventare per l’abilitazione. A questo punto però ogni fisioterapista, in base alle proprie competenze sviluppate in settore accademico è libero di scegliere le proprie metodologie e il proprio stile.

Formazione avanzata per fisioterapia

Ci sono moltissimi fattori da tenere in considerazione nell’approccio terapeutico, a esempio nel caso in cui ci si specializzi in sport, anziani recupero post traumatico o altri punto.

Per tutti queste categorie la soluzione migliore è quella di seguire un corso per fisioterapisti specifico, che consenta di passare dalla forma teorica, acquisita durante le lezioni universitarie a quella pratica, con approfondimenti sui singoli aspetti e sulle tecniche di massaggio, sulla ricerca dei punti trigger e sulle differenti scuole di pensiero.

Il corso online per fisioterapisti può essere seguito da chiunque, anche da chi non è professionista abilitato, perché contiene informazioni utili anche per i massaggi domestici. Per chi è già abilitato, si tratta di uno strumento potentissimo per offrire un servizio più avanzato, puntuale e adatto alle singole esigenze di pazienti.

Approfondendo gli aspetti più marginali, che molto spesso nei corsi universitari non vengono presi in considerazione per questioni di tempo e per non gravare sulla preparazione preliminare per gli studenti, nel corso delle lezioni avanzate si apprendono tecniche avanzate.

Sono anche trattati approcci derivanti dalla medicina oculistica e orientale, ma sempre in un’ottica di un rapporto professionale e di attendibilità assoluta, come qualsiasi esperto può confermare.

Più versatilità per la fisioterapia

La differenza tra l’approccio basilare e quello derivante dal corso è proprio nel fatto che si può riuscire a intervenire in maniera più versatile, avendo a disposizione una quantità maggiore di informazioni rispetto a quelle di partenza.

Sono approfondite le terapie per soggetti con pregressi particolari, devono fare riabilitazione post-traumatica e post-operatoria, recuperare capacità articolare e di movimento e su casi poco approfonditi in ambito teorico, ma che nella vita di un fisioterapeuta possono presentarsi di frequente.

I corsi sono strutturati per gradi e prevedono l’analisi delle singole casistiche e delle manovre sia dal punto di vista teorico, con le dispense approfondite e ricche di note a margine per proseguire ulteriormente l’autoapprendimento e lezioni in video con docenti esperti.

Esempi pratici e tecniche per l’addestramento e tecniche per l’allenamento senza paziente, oltre che approfondimenti su argomenti collaterali necessari per comprendere le motivazioni delle manovre proposte nel corso competano i contenuti.

Inoltre è sempre disponibile il ricevimento con i docenti on-line per risolvere ogni dubbio e porre domande dirette a professionisti che possono di proporre agli studenti spunti per l’approfondimento.

Vengono inoltre approfondite le posizioni per le mani e le tecniche per mettere il paziente a suo agio, oltre che tutte le informazioni necessarie per il supporto psicologico per casistiche particolari, come le operazioni di fisioterapia che risultano dolorose per il paziente.

Sono passaggi che hanno bisogno di essere supportati in ogni loro fase, per evitare che si crei un rapporto teso tra il professionista e chi ha un problema da risolvere.

Alla fine del corso viene tenuto un esame on-line scritto e orale con i docenti, in modo tale da verificare l’effettivo apprendimento delle tecniche e dei dettagli, comprendere il grado di comprensione delle lezioni e dei singoli aspetti.

In caso di superamento viene rilasciato un certificato di partecipazione per il corso con valenza legale in Italia, che può essere aggiunto ai diplomi e attestati presenti nello studio del fisioterapista, a dimostrazione degli ulteriori passi in carriera.

I certificati sono molto importanti anche dal punto di vista della comunicazione con il paziente per creare un rapporto in cui la figura del professionista risulta più attendibile e di conseguenza meglio percepita.

Dove e come opera un fisioterapista, qual è la sua formazione

Corsi di formazione per fisioterapisti

La figura sanitaria del fisioterapista è una figura molto importante in quanto si occupa della riabilitazione motoria e rieducazione posturale di una persona. Per ottenere la qualifica di fisioterapista bisogna essere in possesso del diploma di laurea triennale in Fisioterapia e il titolo che possa permettere l’abilitazione alla professione. Il Decreto 14 settembre 1994 , n. 741, a cura del Ministero della Sanità, disegna la figura del fisioterapista come quella figura a livello sanitario che può operare autonomamente oppure in team per interventi di prevenzione, cura e riabilitazione di aree della motricità, di funzioni corticali superiori e viscerali causati da eventi patologici. Grazie alla sua competenza di operare nelle zone dove il paziente necessita di intervento, il fisioterapista è in grado mediante corsi di formazione sempre più specifici e dettagliati di possedere capacità maggiori nel campo inerente la riabilitazione motoria funzionale e della rieducazione posturale.

Dove opera un fisioterapista

Essere un fisioterapista significa essere in grado di lavorare su molte aree del corpo e conoscerne ogni singolo dettaglio e problematica che quella zona può incombere. I corsi di formazione fisioterapia permettono al fisioterapista di conoscere la parte inerente l’anatomia e la fisiologia dei sistemi muscolo-scheletrico, nervoso, respiratorio, cardio-circolatorio, urogenitale; biochimica, biologia e biomeccanica; patologia di interesse fisioterapico; sviluppo motorio; chinesiologia; tecniche fisioterapiche; metodologia delle riabilitazioni e della ricerca; psicologia; psichiatria; economia e diritto; medicina legale; organizzazione aziendale; statistica; inglese scientifico. Non esiste solo la parte pratica ma quando si va dal fisioterapista ci sono degli esercizi specifici che vengono prescritti per curare le zone dove si ha dolore e per migliorarne la mobilità e l’articolazione.

Corsi per fisioterapisti

I corsi per fisioterapisti prevedono un percorso universitario che sarà poi volto all’abilitazione alla professione mediante dei periodi di tirocinio dove si andrà ad applicare e conoscere in maniera più approfondita tutto quello appreso nelle aule universitarie. Il percorso ha durata variabile, può essere di tre, quattro oppure cinque anni senza contare eventuali plus quali specializzazioni e dottorati. Diventare fisioterapisti non è così semplice come si crede perché non basta avere solo un attestato in mano, se un fisioterapista vuole che il suo diploma possa essere riconosciuto all’interno di uno stato estero deve seguire differenti fasi che lo porteranno a spendere molto denaro. In Italia la figura sanitaria del fisioterapista è nata molto recentemente, in Olanda è presente già da ben 122 anni e nel Regno Unito da oltre 117 anni, in tutti questi paesi l’utente può usufruire dei servizi sanitari nazionali per cosiddetto accesso diretto alla sezione fisioterapia. Nel nostro paese i fisioterapisti riconosciuti sono all’incirca 50 mila, mentre, 100 mila sono quelli che non avendo nessun diploma e attestato si prendono gioco dei cittadini con servizi totalmente fasulli. Il corso fisioterapisti riconosciuto deve presentare contemporaneamente quattro condizioni, la prima è quella di prestare attenzione alla veridicità del titolo di laurea ottenuto presso una università italiana e se per caso il titolo è stato conseguito all’estero deve in maniera obbligatoria il riconoscimento dal Ministero della Salute. In secondo luogo si deve verificare che il fisioterapista sia iscritto in un’ associazione dei fisioterapisti che per decreto ministeriale devono esserci. Terzo puntoimprescindibile quando il fisioterapista vi visita deve per forza di cose chiedere tutta la documentazione medica di vostro contro. In ultimo, è doveroso e d’obbligo richiedere tassativamente la ricevuta fiscale se per caso andate da un fisioterapista che esercita la libera professione. Nel mondo dei fisioterapisti esiste una World Confederation for Physical Therapy (WCPT) altro non è che l’organizzazione internazionale dei fisioterapisti nel mondo. Questa confederazione fa parte della WHPA, ossia, l’alleanza mondiale delle professioni sanitarie. Inoltre è stata istituita in data 8 settembre la giornata mondiale della fisioterapia nel mondo.

A cosa serve e come scegliere un ottimo corso per fisioterapisti

Quando si vuole rivestire un ruolo importante come quello del fisioterapista, occorre necessariamente seguire un percorso formativo grazie al quale è possibile ottenere la migliore delle soluzioni possibili. Scopriamo quindi come bisogna valutare questo ramo di studi affinché sia possibile ottenere la migliore delle soluzioni possibili senza rischiare di andare incontro a problematiche di ogni genere.

A cosa serve questo percorso formativo

Quando si menziona il corso per fisioterapisti, occorre necessariamente fare riferimento a un percorso formativo che ha, come scopo finale, quello di offrire a chi vi partecipa tutte le informazioni necessarie per rivestire, in maniera adeguata, questo particolare ruolo.
Bisogna sempre andare alla ricerca di un percorso formativo che possa essere definito come preciso proprio per il semplice fatto che sbagliando la scelta, si potrebbe andare incontro a complicanze di ogni genere.
Ecco quindi che già sapendo questa informazione si ha l’occasione di evitare di recarsi presso un centro formativo che potrebbe non essere adeguato a tutte le proprie richieste e che potrebbe, di fatto, rendere la situazione molto meno semplice del previsto da affrontare.

L’aspetto chiave del percorso di studi

Nel momento in cui si decide di partecipare al corso per diventare fisioterapisti, occorre necessariamente prendere in considerazione il fatto che questo genere di centro che offre la possibilità di partecipare a tale corso deve essere necessariamente legale, ovvero fare in modo che i corsisti non vadano mai incontro a delle potenziali situazioni negative.
Con questo si intende che il percorso che viene offerto dal centro deve essere riconosciuto a livello nazionale, evitando quindi che ci possano essere potenziali situazioni negative che hanno delle cattive ripercussioni che possono essere particolarmente difficili da fronteggiare.
Ottenere un attestato senza valenza, infatti, potrebbe rendere il corso per fisioterapisti selezionato tutt’altro che adeguato alle proprie esigenze e rivelarsi essere solamente una colossale perdita di tempo.
Ecco quindi che informarsi e quindi capire se il corso tende a essere legale, o comunque realmente autorizzato, rappresenta il giusto modo di fare in quanto grazie a questo genere di analisi si potranno evitare diverse tipologie di situazioni al limite che devono essere assolutamente evitate.
Di conseguenza scegliere questo percorso necessita ovviamente della massima attenzione, in maniera tale che il risultato che si andrà a ottenere possa essere il migliore in assoluto.

Un percorso formativo ben strutturato

Il corso per divenire fisioterapisti deve essere anche focalizzato su tutte le varie tecniche che devono essere adottate per offrire ai propri clienti un servizio perfetto, quindi fare in modo che questi possano essere in grado di star bene nuovamente.
Ecco quindi che occorre necessariamente valutare anche questo particolare ambito, in maniera tale che il risultato che si andrà a ottenere possa essere definito come perfetto.
Solamente in questo modo si ha la concreta occasione di migliorare la propria ricerca ed essere certi che il corso per fisioterapisti scelto possa offrire tutte le diverse informazioni necessarie per poter effettivamente rivestire tale ruolo senza particolari difficoltà.
Inoltre è importante valutare il grado di preparazione dei docenti, che devono essere in grado di offrire un’analisi completa e soprattutto fare in modo che il risultato finale possa essere sinonimo di massima sicurezza e conoscenze acquisite senza alcun errore.
Solamente analizzando tutte queste diverse caratteristiche si potrà essere certi del fatto che il buon corso per diventare fisioterapisti possa essere scelto con estrema precisione, evitando delle potenziali situazioni che potrebbero essere tutt’altro che ottimali.
Ecco quindi come scegliere il percorso formativo perfetto e non commettere i soliti classici errori fastidiosi che devono essere sempre evitati.

Testa confusa e occhi pesanti? Cause e rimedi di un problema sempre più comune

Testa confusa e occhi pesanti? Qui cervicalevertigini.it puoi capire perché possono diventare un vero problema, impedire le azioni quotidiane anche le più semplice e rendere la vita piuttosto problematica. Quando anche fare i gesti più semplici, a casa, al lavoro, con le persone che amiamo, diventa un’impresa ardua e il senso di sbandamento prevale, è importante cogliere immediatamente questi sintomi e segnali e non prenderli sotto gamba, ma intervenire con celerità per capire le cause e eliminare il problema alla fonte affinché non si ripresenti.

Capire le fonti del problema

La testa confusa e gli occhi pesanti spesso sono accompagnati da dolore cervicale e confusione mentale e senso di sbandamento o di debolezza generalizzato (così come viene descritto da chi ne è affetto). Tutti sintomi che, con i metodi giusti e l’aiuto di un esperto, possono essere eliminati anche senza l’assunzione di farmaci, che sappiamo essere spesso utili ma troppo invasivi per l’organismo.
Innanzitutto, come accennato, questi segnali d’allarme possono derivare da un unico nemico: la cervicalgia. La zona del collo, comprendendo la parte bassa del capo e la parte alta delle spalle, è una zona molto delicata che incorre molto spesso in infortuni e dolori, non solo con l’avanzare dell’età, ma soprattutto con l’avanzare della sedentarietà e dei lavori informatizzati dove si passano molte ore seduti. Se sei incorso in questo problema, dunque, tranquillo/a che non sei solo, ma soprattutto c’è una soluzione!
Il dolore alla zona cervicale ha come conseguenza, di solito: pesantezza nella zona degli occhi, mal di testa, nebbia mentale, difficoltà a concentrarsi, vertigini e senso di sbandamento.
La causa principale, per farla breve, è l’aumento della contrazione dei muscoli di quella zona. Ma perché questa contrazione accade? Andiamo insieme a vedere una per una nel dettaglio quale potrebbe essere la causa del tuo malessere.

Dieta scorretta

L’alimentazione è uno dei fattori che più incidono sulla nostra salute fisica e mentale. Una dieta troppo ricca di zuccheri e grassi aumenta qualsiasi tipo di infiammazione in corso, quindi anche un’eventuale irritazione cervicale potrebbe essere causata o peggiorata da questo genere di alimenti. Il rimedio in questo caso è rispettare una dieta ricca di verdure e frutta (es: pomodori e verdure a foglia verde riducono le infiammazioni) e bere molta acqua durante il giorno, anche in inverno.

Ansia e stress

Lunghi periodi di ansia e stress accumulati possono portare ad improvvise e apparentemente inspiegabili contratture muscolari. Un periodo particolarmente intenso sul lavoro o un evento negativo in famiglia, possono essere tante le cause che portano ad accumulare stress e malessere che porta a vari patologie tra cui contratture, soprattutto nella zona cervicale, con conseguente confusione mentale, occhi pesanti e vertigini. Questo significa che la nostra mente ci sta mandando un segnale: attento, stai lavorando troppo! Prenditi una pausa prima che sia troppo tardi!
La soluzione in questo caso è individuare la fonte del problema (un trauma, un lutto, un incarico lavorativo insolvibile, ecc.) e eliminarlo alla radice. Non bisogna avere paura di prendersi una pausa quando il nostro corpo ce lo chiede, o rischiamo di incorrere in problemi peggiori.

Posture scorrette da seduti o coricati

Scommetto che mentre state leggendo questo contenuto, magari dal vostro smartphone, siete buttati sul divano o su una sedia da PC in maniera scomposta, con le ginocchia in gola e il collo molto piegato in avanti. Stare molte ore in questa posizione, per lavoro o per diletto, comporta sul lungo periodo senso di sbandamento, testa confusa e occhi pesanti.
Il punto qui è semplice da capire quanto difficile da attuare. La corretta posizione da tenere sulla sedia comporta tenere i piedi ben poggiati sul pavimento, le ginocchia dritte e distanti formano un angolo di 90°, la zona lombare è ben appoggiata sul sedile (utile l’acquisto di un cuscino lombare e uno cervicale), la schiena e il collo sono dritti, con gli occhi puntati davanti a sè. A questo proposito per chi lavora da PC esistono dei pratici supporti che alzano il livello del monitor (o del portatile) in modo da adeguarlo al nostro sguardo e non dover tenere sempre il collo leggermente piegato. È consigliato inoltre fare una pausa con stretching cervicale di 10 minuti ogni due ore di lavoro.

Sovraindebitamento: come tornare a vivere sereni

Come può una famiglia avere così troppi debiti e come fare per pagarli?

Quante volte ti è capitato di dire: “sono piena di debiti aiutatemi” oppure “non ho più soldi per pagare i debiti”?

Come fa una famiglia ad avere un entrata di 2.000 euro e doverne pagare tra finanziamenti vari e mutuo 2.500?

Sembrano situazioni irreali eppure moltissime persone sono in questa situazione e hanno urgente bisogno di aiuto per i debiti.

Molti diranno che dovevano pensarci prima di chiedere i finanziamenti oppure fermarsi prima, ma, da fuori è tutto facile, bisogna viverle certe situazioni per capirle fino in fondo.

La “sfortuna”, se così si può dire, di queste persone è quella di avere uno o due stipendi fissi dati da aziende medio-grandi. In questi casi infatti, le banche erogano finanziamenti senza domandarsi se il cliente riuscirà a pagare.

Inoltre non tengono conto della norma che prevede che la rata, di un finanziamento o mutuo, non dovrebbe superare il 35/40% delle entrate. In questo modo continuano a erogare nuovi prestiti, comprese le revolving, carte di credito con rimborsi rateali e tassi da usurai.

Ma nella vita tutto può succedere, anche di finire in cassa integrazione o di perdere il lavoro. In questi casi le entrate si riducono anche drasticamente, ma questo alle banche non interessa e continuano a pretendere i pagamenti. Ci si ritrova presto con troppi debiti: come fare per pagare tutto? Inizialmente si chiede aiuto ai parenti, in particolare ai genitori, ma anche loro non navigano nell’oro.

A che destino va incontro una famiglia in questa situazione? Sicuramente non bello e segnato dai debiti.

Prima avviene il pignoramento dello stipendio che di conseguenza si riduce, poi è il turno della casa, viene messa all’asta e venduta sottocosto in modo da non riuscire a coprire tutti i debiti.

La vita a questo punto diventa difficile, uno stipendio da fame, senza casa e con ancora una montagna di debiti, il futuro non appare certo sereno e si entra in un vortice di depressione dal quale, a volte, sembra impossibile uscire.

La soluzione c’è: si chiama legge 3/2012

La legge 3/2012 dopo molti anni di stallo comincia a vedere accolte diverse richieste come queste.

All’inizio del 2012 i giornali riportavano troppe notizie di persone che non sapendo come pagare i debiti si suicidavano. Sicuramente qualcuno c’è ancora, ma i TG preferiscono parlare d’altro.

Nello stesso anno però, su pressione dell’Europa, in Italia nasce la legge 3/2012, in Germania esiste da 50 anni, in Francia da 30 e negli Stati Uniti, Inghilterra, Canada e nei Paesi anglosassoni esiste da sempre.

Quali sono gli obiettivi della legge 3/2012

Chiamata anche legge anti suicidi, nasce per aiutare famiglie o persone in stato di sovraindebitamento a tirare una bella riga sui debiti e ripartire puliti.

Quello che era riservato solo ai grandi imprenditori, adesso è applicabile anche ad agricoltori, piccoli imprenditori, professionisti e ai consumatori con un lavoro da dipendente.

In questo modo, se si hanno i requisiti, il debito viene ridotto e si potranno pagare i propri debiti con una rata proporzionata alle entrate.

La legge dice che ogni persona, anche i debitori, devono poter vivere in modo dignitoso.

Sono tantissime le persone, o famiglie, che sono state costrette a indebitarsi per cause che non sono dipese da loro. Queste persone hanno bisogno di aiuto per i debiti che sono state obbligate a fare e adesso hanno una speranza.

Comincia quindi a vedersi una piccola luce in fondo al tunnel e, con un po’ di impegno e l’aiuto di un professionista serio e preparato adesso è possibile uscire da questa situazione.

Riprendi in mano la tua vita e quella della tua famiglia.

Piegatrici per lamiera manuali: le tecniche principali

Cosa è la piegatura manuale della lamiera

Quando si ha a che fare con le lavorazioni industriali, uno dei processi capita più di sovente è la piegatura della lamiera. Questa può essere svolta in svariati modi, a seconda del tipo di piegatura richiesta e delle piegatrici manuali e automatiche per lamiere utilizzate.
Nello specifico si intende con il termine piegatura una determinata lavorazione che, tramite l’applicazione di una forza in un punto (per mezzo appunto di una piegatrice manuale per lamiera), prevede una deformazione permanente della lamiera mediante una flessione. Questo è possibile grazie alla proprietà di alcuni metalli di possedere al proprio interno una cosiddetta “fibra neutra”, in grado di permettere la deformazione senza determinare allungamenti o contrazioni della lamiera. Come detto, esistono piegatrici manuali e automatiche per lamiere, ovvero che devono essere guidate o meno nelle operazioni da un addetto. Come vedremo, esistono varie tipologie di piegatrici manuali per lamiera. A seconda della tecnica scelta delle piegatrici per lamiera manuali, si avranno dei vantaggi rispetto alle altre tecniche. Ovviamente, in base all’angolo desiderato ed alla conformazione della lamiera stessa, una tecnica sarà più indicata di un’altra, senza che una delle tecniche prevalga come efficacia sulle altre. Semplicemente, in base al tipo di lavorazione richiesto ed alla conformazione del materiale, una tecnica risulterà essere più efficiente delle altre. A seconda che si scelgano piegatrici manuali e automatiche per lamiere, poi, si otterranno ancora risultati diversi, ma allo stesso tempo tutti di assoluta qualità e precisione.

Piegatura in aria

La piegatrice per lamiera manuale in aria sfrutta l’effetto di un punzone che, venendo abbassato manualmente da un operatore, pressa la lamiera in una matrice inferiore dalla caratteristica forma a V. Durante il processo, la lamiera viene a contatto con tre superfici della pressa: uno è in concomitanza con il punto di applicazione della forza del punzone, mentre gi altri due sono situati sulla matrice, precisamente alle estremità della V. Per contrastare il ritorno elastico del materiale, questo viene modulato mediante una maggior penetrazione del punzone rispetto all’angolo di piegatura desiderato. Dunque, la piegatrice per lamiera manuale effettuerà un angolo leggermente maggiore di piega rispetto a quello desiderato, cosicché si ottenga l’angolo corretto per effetto del ritorno elastico. Questo tipo di piegatrici per lamiera manuali consente di poter piegare lamiere molto spesse applicando una forza inferiore rispetto ad altre tipologie di piegatrici per lamiera manuali. Tale tipologia di piegatrice manuale per lamiera non è tuttavia idonea se si necessità una ripetitività della piegatura in serie, data la difficoltà di calcolare con estrema precisione il ritorno elastico di ogni singola lamiera.

Coniatura o piega a fondo cava

Un’altra metodologia di piegatrici manuali per lamiera è la cosiddetta coniatura, oppure detta piega a fondo cava. A differenza della pressa ad aria, in questo caso il punzone della piegatrice manuale per lamiera pressa completamente la lamiera fino a fondo cavo della matrice inferiore. Così facendo, data la completa adesione alla matrice inferiore, si annulla completamente il ritorno elastico. Questa tipologia di piegatrici manuali per lamiera è utilizzata prevalentemente nel caso di pieghe a 90 gradi, e nello specifico su lamiere con spessore minimo. Alcuni dei grossi vantaggi di questa tipologia di piegatura sono la possibilità di poter effettuare delle pieghe con angoli anche inferiori rispetto ad una piegatrice ad aria e la ripetibilità dello stesso angolo in modo costante, senza errori. Altro vantaggio è la precisione. Data la tecnica di piegatura e la sua precisione, è quasi paragonabile ad uno stampaggio.

5 cose da noleggiare per il compleanno in casa del tuo bambino

In tempi di pandemia e di lockdown, sembra quasi impossibile organizzare una tradizionale festa di compleanno come quelle a cui siamo abituati da sempre. A soffrirne in modo particolare saranno senz’altro i più piccoli. Per fortuna, esiste una soluzione per renderli ugualmente felici: ecco per te 5 cose da noleggiare per il compleanno in casa del tuo bambino!

Chioschi da buffet e carretti degustazione

Che festa sarebbe senza cibo? Per deliziare il palato del/la festeggiato/a e dei presenti, potrete decidere se preparare in casa il buffet o se affidarvi ad un buon servizio di catering che vi offra un menù di vostro gradimento. Oltre alle varie portate, non dimenticate l’immancabile torta di compleanno!

La prima proposta di noleggio che vogliamo suggerirvi per la vostra festa in casa è quella che riguarda chioschi da buffet e carretti degustazione: popcorn o zucchero filato, cioccolata calda o gelati, hot dog o crepes? Scegliete la vostra opzione preferita e delizierete proprio tutti!

Effetti speciali per feste di compleanno

Se vi piacerebbe accompagnare i momenti salienti del vostro party con degli spettacolari effetti speciali che lasceranno il/la festeggiato/a e tutti gli altri a bocca aperta, potrete affittare dei macchinari e delle attrezzature specifiche tra quelle disponibili in commercio. Ce n’è per tutti i gusti!

A seconda che desideriate una volata di bolle di sapone, una pioggia di coriandoli, un getto di fumo basso, degli scenografici giochi di luce o qualsiasi altro effetto speciale, l’azienda alla quale vi rivolgerete potrà accontentare tutte le vostre richieste e realizzare ogni vostro desiderio. Lo spettacolo sarà meraviglioso!

Noleggio giochi gonfiabili per bambini

Tra le attrazioni preferite dai più piccoli ci sono sicuramente quelle gonfiabili, delle strutture non solo colorate e allegre esteticamente, ma soprattutto funzionali al loro divertimento e svago. I vostri bambini ne saranno a dir poco entusiasti: ecco perché vi consigliamo il noleggio giochi gonfiabili per bambini come fonte di intrattenimento per la vostra festa di compleanno in casa.

In particolare, vi suggeriamo di optare per una o più strutture di piccole dimensioni, che possono essere facilmente collocate e gonfiate in casa vostra o nel vostro giardino. Tra i saltarelli, gli scivoli, i percorsi e molte altre attività, avrete solo l’imbarazzo della scelta! È possibile affittare un bellissimo gioco gonfiabile presso l’Agenzia di Gonfiabili Abruzzo con sede anche a Campobasso e Isernia con varie tipologie di prezzi.

Costumi, artisti e spettacoli di intrattenimento

Una terza proposta di noleggio che vi sarà utile per arricchire la vostra festa di compleanno in casa riguarda costumi, artisti e spettacoli. Per l’intrattenimento dei vostri bambini, potrete richiedere la loro mascotte preferita, che animerà la festa con la sua simpatia e la sua dinamicità. Ma non solo!

Con l’aiuto di artisti professionisti, potrete decidere di mettere in scena degli straordinari spettacoli di giocoleria, magia, teatro e tanto altro ancora. Anche in questo caso, l’agenzia di animazione potrà aiutarvi nella scelta della soluzione più adatta alle esigenze e ai gusti dei vostri piccoli.

Allestimenti e decorazioni per la tua festa

Perché alla vostra festa di compleanno in casa non manchi proprio nulla, sarà fondamentale acquistare o affittare tutto ciò che serve per abbellire la location dove avrà luogo il party, che probabilmente sarà la vostra casa o il vostro giardino. Ed ecco che in questo potrete liberare la vostra fantasia!

Il noleggio di allestimenti e decorazioni per compleanni, quindi, è l’ultima idea che vogliamo suggerirvi. Nello specifico, vi consigliamo di affittare gli addobbi a tema che il/la festeggiato/a preferisce, a seconda di quale sia la sua passione, il suo idolo o il suo cartone animato preferito.

L’importanza di un gadget e magliette personalizzati

Quanto sono importanti i gadget personalizzati? Secondo i ragazzi di Burger Print, esperti in magliette personalizzate, questi semplici strumenti, specialmente per le fiere, assumono la massima importanza. Scopriamo ora cosa tutto occorre conoscere in merito a questa tipologia di oggetto.

Una maglietta e altri gadget personalizzati, uno strumento chiave

Gli articoli personalizzati assumono una grande importanza, specialmente per un’impresa che vuole iniziare a espandersi e fare in modo che il suo target possa essere ampliato. Generalmente si tende a mettere in secondo piano quanto una maglietta realizzata con uno stile particolare, con un logo unico oppure con altri dettagli particolari, sia fondamentale. Se si decide di far conoscere il proprio brand, infatti, basta organizzare un evento e rendere questo oggetto il protagonista dello stesso evento per poter fare in modo che il risultato finale possa essere realmente perfetto.

La maglietta e il gadget, il fattore originalità e la sua importanza

Ovviamente bisogna sempre prendere in considerazione il fatto che la personalizzazione deve essere un fattore sinonimo di originalità, proprio per fare in modo che quell’articolo possa essere facilmente notato dalla massa e sia appunto unico sotto ogni punto di vista. Occorre quindi precisare come studiare nel dettaglio ogni singolo aspetto che riguarda appunto questo tipo di articolo deve essere frutto di un’accurata analisi che ha uno scopo finale specifico, ovvero evitare che il cliente possa avere quella sensazione di già visto, dettaglio fondamentale da non ignorare. Solamente procedendo in questo modo è possibile evitare che la situazione possa divenire poco piacevole da fronteggiare e che, di conseguenza, si possano sviluppare delle problematiche gravi.

La scelta di una buona personalizzazione e l’azienda che produce gli articoli

Quando si deve scegliere una ditta che sappia produrre degli oggetti personalizzati, bisogna sempre prendere in considerazione una serie di parametri chiave che devono essere necessariamente considerati per ottenere un risultato ottimale. In questo caso occorre assolutamente valutare come l’azienda che si intende contattare operi, proprio per avere la buona possibilità di capire come verranno creati i vari articoli ed essere certi del fatto che questi possano adattarsi a tutte le proprie richieste. Bisogna anche valutare un altro ulteriore dato chiave, ovvero la qualità dei materiali. Una buona maglietta personalizzata non deve essere solamente intravista come oggetto dalle qualità estetiche eccezionali ma, al contrario, i tessuti devono essere di prima fattura e facili da lavare, nonché resistenti. Si tratta quindi di analizzare una serie di dettagli nel complesso e fare in modo che ogni singolo aspetto possa essere realmente positivo: si dovrà quindi contattare un’azienda come Burge Print che, essendo appunto specializzata in questo campo, assicura ai clienti l’occasione di tramutare la propria voglia di originalità in un progetto perfetto che piace al proprio target e che lascia poco spazio ai dubbi di ogni natura.

Quando usare gli oggetti personalizzati

Sono diverse le circostanze durante le quali utilizzare questo tipo di articoli e una di queste è un evento promozionale durante il quale la conquista del proprio target avviene anche mediante il regalo di semplici oggetti, anche di utilizzo comune, che riescono a restare ben impressi nella mente del cliente. Durante le fiere, nei periodi di festa o per eventi particolari legati all’impresa, come la celebrazione di un anniversario, è possibile usare questi articoli di marketing che hanno il compito di conquistare i clienti e renderli incredibilmente felici e soddisfatti, evitando quindi di creare manifestazioni senza offrire nulla al target in questione. Ecco, quindi, che grazie a tutti questi particolari aspetti si ha l’occasione di raggiungere un ottimo risultato e fare in modo che la propria fama possa essere esponenzialmente incrementata.

Tunnel carpale in gravidanza: rimedi e pomate efficaci

La sindrome del tunnel carpale è, senza dubbio, una delle patologie alla mano con maggior diffusione ed incidenza rispetto alla popolazione complessiva. L’affezione colpisce in misura preponderante il sesso femminile rispetto a quello maschile.

Cosa è la sindrome del tunnel carpale

La patologia può essere tranquillamente definita una neuropatia periferica ed è causata dalla compressione del nervo mediano che trae origine dalla zona del cavo ascellare per arrivare fino alle prime tre dita della mano.

All’altezza del polso il nervo mediano transita in un canale (il cosiddetto tunnel carpale) che condivide con i tendini che muovono i muscoli flessori delle dita; quando il rivestimento esterno dei tendini (guaine) o il legamento tendineo aumentano di volume per un qualsiasi motivo, lo spazio all’interno del canale si riduce ed il nervo mediano viene compresso.

La patologia si manifesta in uno stadio iniziale con una perdita di sensibilità (formicolio) alle tre dita della mano ed una sensazione di gonfiore alla mano molto comune soprattutto al risveglio mattutino, mentre negli stati successivi può comparire dolore più o meno intenso che può irradiarsi dalla mano alla spalla.

Quando la malattia avanza il dolore si fa insopportabile e diminuisce la capacità prensile della mano e la sensibilità della stessa; nei casi più gravi risulta quasi impossibile esercitare le abilità motorie più fini.

La diagnosi della malattia può essere fatta attraverso la valutazione visiva dei sintomi durante una visita ortopedica, con l’esecuzione di test specifici o esami medici come l’elettromiografia che stima la compressione dei nervi attraverso una serie consecutiva di impulsi.

Vediamo cosa possiamo fare per il Tunnel carpale in gravidanza in questa guida offertaci dal noto sito di Vitaminanews.it

Perchè il tunnel carpale colpisce in gravidanza?

Tante donne incinte vengono colpite da questa sindrome, come mai?

La compressione del nervo mediano conseguente alla riduzione dello spazio all’interno del tunnel che lo contiene può essere determinata anche da scompensi ormonali che sono tipici del periodo di gestazione ( e anche in quello successivo dell’allattamento).

Gli squilibri funzionali possono determinare una vasta ritenzione idrica che può colpire, soprattutto nel secondo trimestre e verso la fine della gravidanza, anche i tessuti connettivali che attraversano il tunnel carpale con l’inevitabile compressione del nervo mediano.

In via generale la sintomatologia dolorosa associata tende a scomparire nel primo trimestre dopo il parto salvo casi più gravi che possono condurre addirittura all’intervento chirurgico.

Pomate efficaci e rimedi naturali contro il tunnel carpale in gravidanza

La sindrome del tunnel carpale può essere veramente fastidiosa e per prima cosa serve una†terapia contro il dolore; se il problema nasce durante il periodo della gestazione, naturalmente, è bene adottare qualche accorgimento in più.

Se la medicina tradizione prevede che, in prima battuta, sia necessario disinfiammare la zona dolente con una terapia farmacologica a base di medicinali anti infiammatori, durante la gestazione si tende a rivolgersi con maggior fiducia a rimedi naturali per allontanare il rischio di potenziali effetti collaterali.

Durante una fase acuta della sintomatologia è necessario diminuire il carico infiammatorio attraverso l’applicazione di ghiaccio o mediante impacchi con argilla e arnica montana.

L’assunzione regolare di integratori alimentari a base Omega 3 e di Vitamina B6, inoltre, aiuta un naturale processo disinfiammatorio.

Per calmare il dolore, invece, gli infusi a base di iperico sono perfetti.

Da un punto di vista funzionale, inoltre, è possibile adottare alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutare nella gestione della sindrome.
In prima battuta è necessario far riposare la mano ed eventualmente utilizzare un apposito tutore; alcuni esercizi rubati alla fisioterapia che consistono nella flessione e nella rotazione del polso possono sollevare il carico doloroso mentre sono sempre efficaci abluzioni in acqua tiepida con successivo lieve massaggio atto a stirare i tendini con lo scopo di decomprimere il nervo mediale.

Va ricordato, inoltre, che la posizione supina favorisce un peggioramento della sintomatologia per cui è bene alzarsi spesso per ripristinare una giusta circolazione venosa nella mano.

Esistono, infine, in commercio, alcune pomate naturali efficaci ( e quindi utilizzabili in gravidanza) che consentono di frizionare la zona dolente e alleviare la compressione del nervo. Sono realizzate sfruttando i principi attivi contenuti in modo particolare nell’arnica, nell’artiglio del diavolo, nella malva e nella spirea.

Canapa sativa e canapa indica: quali differenze?

Canapa indica e sativa presentano differenze sostanziali che rappresentano il motivo per cui si decide tra un prodotto e l’altro a seconda della pianta di derivazione. Le specifiche genetiche sono diverse da pianta a pianta, generando più benefici sul corpo, come naturalmente sono le piante di cannabis indica oppure benefici sulla mente, caratteristiche proprie della canapa sativa.

Canapa indica e sativa: classificazione

I due termini sono stati individuati nel ‘700 e rappresentano le due principali varietà all’epoca classificate: il botanico svedese Linneo fu il primo a parlare della Canapa Sativa con proprietà psicoattive all’interno della sua opera dedicata alle specie di vegetali. Una trentina d’anni dopo il biologo francese Lamarck ne aveva identificato una seconda famiglia, da lui rinominata Canapa Indica. Tale specie si era rivelata differente da quella individuata per la prima volta da Linneo per le sue caratteristiche fisiche e per la provenienza. Le prima diversità osservabili a occhio nudo risiedevano nel colore e nella forma delle foglie che nella indica sono verdi scuro e larghe mentre nella sativa presentano un colore più chiaro e una forma più stretta.

Oggi distinguiamo facilmente tra le due varietà principali di canapa anche dal punto di vista della coltivazione: la indica compie un ciclo di fioritura cosiddetto breve durante la stagione fredda mentre le piante sativa hanno cicli più lunghi che approfittano soprattutto dei climi caldi e delle giornate lunghe.

La canapa sativa, caratteristiche ed effetti

La varietà sativa è originaria di paesi con un clima caldo e secco, dato da lunghe giornate di sole come le regioni dell’Africa, dell’America centrale, del sud-est asiatico e alcune zone più a ovest dell’Asia. Queste piante di canapa possono raggiungere grandi dimensioni ma impiegano più tempo a maturare.

Per quanto riguarda la proporzione degli attivi presenti in natura è più facile trovare piante sative con dosi basse di CBD e più alte di THC. Tale rapporto determina anche gli effetti comunemente associati al suo utilizzo: la canapa sativa ha un impatto soprattutto energizzante, che contrasta gli stati ansiosi e stimola la creatività e la produttività piuttosto che un effetto rilassato. Grazie al suo impatto stimolante può essere utilizzata anche di giorno.

Caratteristiche ed effetti della canapa indica

La varietà indica ha origine in paesi come Pakistan, India, Turchia e Afghanistan: trattandosi di una canapa abituata a climi rigidi e secchi, le piante risultano più corte e spesse, con steli voluminosi e a crescita rapida (rispetto alla sativa) e ogni pianta produce più boccioli.

Il rapporto tipico tra gli attivi principali all’interno di queste piante indica livelli più alti di CBD e una presenza minore di THC. Di conseguenza gli effetti comunemente riscontrati in questa canapa indicano soprattutto un potenziale rilassante e la capacità di ridurre sintomi legati a nausea e dolori. Pare che la indica abbia la proprietà di favorire l’appetito, ma senza per questo necessariamente contribuire ad un aumento di peso: anzi secondo diversi studi sembra proprio che la presenza di CBD possa aiutare il metabolismo a lavorare meglio. Gli effetti di questa varietà di canapa prediligono un utilizzo soprattutto in orario notturno.

Altre varietà di canapa: ibrida e ruderalis

Esistono altre varietà di canapa come ad esempio la ibrida e la ruderalis. La ibrida è coltivata per raggiungere effetti e qualità specifiche, coltivata in azienda agricole attraverso la combinazione di cannabis sativa e indica con infiorescenze miste che prendono le caratteristiche delle piante madri e che hanno generalmente lo scopo di modulare la presenza dei vari cannabinoidi per ottenere una canapa con effetti diversi e aromi differenti.

La canapa ruderalis cresce originariamente in Siberia e nelle regioni himalayane: si tratta di una pianta che si adatta quindi a climi estremi e che raramente supera i 30 cm di altezza e presenta un ciclo breve e veloce che consente il raccolto dopo appena un mese dalla semina. Tendenzialmente queste piante hanno un rapporto di attivi vede prevalere il CBD rispetto al THC tuttavia spesso in concentrazioni tali da non sortire effetti. Usata da sola quindi è la varietà di canapa meno incisiva ma è comunque apprezzata dagli agronomi per il suo ciclo di crescita estremamente rapido, al fine di combinarla con altri ceppi più potenti e creare poi varietà diverse.

Bullismo a scuola, è possibile da prevenire?

Il bullismo è sempre esistito ma mai nessuno se ne era occupato a dovere. In tempi passati, non veniva dato il giusto sostegno a chi subiva atti del genere mentre ora, finalmente, è stata aperta una finestra su questi atteggiamenti prepotenti che sembrano aumentare sempre di più. Quindi, se non sai cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola puoi prima di tutto assumere informazioni presso professionisti competenti che possano consigliarti nel migliore dei modi, anche per comprendere esattamente cosa spinge il ragazzo ad avere atteggiamenti non idonei nei confronti dei coetanei.

Cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola?

Ammettere che il proprio figlio sia un bullo è devastante ma riconoscerlo è il primo passo per provare ad aiutare e quindi contrastare una condotta non impeccabile del ragazzo. Ma per parlare di bullismo, occorre sapere che cosa racchiude questo termine, onde evitare di allarmarsi e di creare situazioni che possano compromettere il rapporto con i figli. Pertanto, se si vive una circostanza enigmatica occorre, prima di procedere contro il ragazzo, chiedere indicazioni ad un professionista circa il metodo da seguire per affrontare e risolvere la situazione. Ad ogni modo, ci sono alcuni segnali che portano inequivocabilmente a classificare come bullo il bambino o il ragazzo che tendenzialmente manifesta atteggiamenti prepotenti mirati all’ottenimento di qualsiasi cosa desideri. Inoltre, un chiaro segno di questo comportamento da correggere viene manifestato quando manifesta strategie di domino su un suo coetaneo.

Il bullismo nell’ambiente scolastico

La competizione e le rivalità sfociano in maniera preponderante all’interno degli ambienti scolastici e da questi vengono trasportati all’esterno. La vittima di bullismo viene assoggettata e schernita dai suoi compagni i quali, in branco, tendono ad aggredirla e ad ostacolarla nella sua crescita scolastica ma anche psicologica. I caratteri che definiscono il bullismo possono essere espressi da tre pilatri: intenzionalità, sistematicità e asimmetria di potere. Quindi il comportamento che pone in essere il bullo oltre ad essere intenzionale e consapevole risulta reiterato nel tempo. La terza caratteristica, invece, rappresenta la differenza di potere tra la vittima e l’aggressore, questa può essere legata all’età, alla forza fisica o all’appartenenza ad un gruppo. Il bullismo viene praticato in diversi modi: indiretto, diretto, verbale o virtualmente. Il bullismo indiretto comporta l’isolamento della vittima la quale non viene attaccata direttamente dal bullo ma attraverso le loro amicizie comuni, attraverso critiche e pettegolezzi. Quello verbale, invece, si limita all’utilizzo della parola, quindi a minacce, offese e assoggettamenti pubblici. Il bullismo diretto è il più evidente in quanto lascia segni fisici sulla vittima che viene aggredita fisicamente dal bullo.

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

Il cyberbullismo è una forma di aggressione che avviene nel contesto virtuale, quindi sui social, attraverso messaggi sms o chat watsapp, mail e altre piattaforme di intrattenimento. Solitamente la vittima viene localizzata nell’ambiente scolastico e i maltrattamenti, che prima rimanevano limitati all’interno delle mura di scuola, vengono reiterati anche all’esterno attraverso dispositivi tecnologici come smartphone, tablet e computer. Praticare bullismo sui social non significa “solo” deridere e assoggettare la vittima ma in esso viene fatto rientrare anche la condivisione di materiale multimediale non autorizzato dalla persona bullizzata. Per approfondire il tema legato al cyberbullismo è possibile consultare il documento redatto dalla professoressa Annalisa Guarini per il Ministero dell’Istruzione (https://www.istruzioneer.gov.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-e-documenti-21_4.pdf).

Il bullismo e i ruoli ricoperti da chi ne è coinvolto

Solitamente si pensa che il bullismo avvenga solo tra due persone: la vittima e il bullo, ma non è così. All’interno di questo rapporto vi rientrano altre figure, come l’aiutante del bullo il quale agisce di riflesso rispetto al bullo, assecondandolo e ubbidendogli; il sostenitore che incita alla violenza il bullo nei confronti della vittima. Infine, possiamo trovare il difensore della vittima che oltre a consolarla cerca di suggerirle la strategia da adottare per contrastare gli atteggiamenti del bullo e del suo branco. Se desideri avere ulteriori informazioni su cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola dai uno sguardo a questo approfondimento della community blogger papà Super Papà e, fondamentale, confrontati con gli insegnanti di tuo figlio.

Scrivere una lettera: consigli utili per non sbagliare

Per quanto può sembrare un’operazione molto semplice, in fondo si tratta di mettere insieme “un po’ di parole”, scrivere una lettera è molto più complicato di quanto si possa pensare. La difficoltà emerge sia a coloro che devono inviare una mail che a tutti coloro che ancora amano scrivere a mano una lettera e spedirla tramite posta. Parliamo di due tipologie di comunicazioni differenti che richiedono accortezze specifiche, ma anche un’impostazione comune. Che è di quello di cui ci vogliamo occupare fornendo una serie di consigli pratici su come superare il “blocco del foglio bianco” e riuscire a completare una lettera.

Lettere personali e lettere formali

Quando bisogna scrivere una lettera bisogna distinguere tra le comunicazioni formali, quelle burocratiche, amministrative e di lavoro e quelle personali. In entrambi i casi c’è un mittente, un destinatario e un messaggio da esprimere, ma ci sono enormi differenze nello stile e anche nell’impostazione della lettera. Nelle lettere formali è importante essere essenziali e asciutti, andando dritti al sodo delle ragioni che hanno portato a redigere quella comunicazione. Nelle lettere personali, invece, quelle di auguri o congratulazioni, ma anche quelle per esprimere il proprio affetto verso una persona, ci si possono concedere molte più libertà. Sia in termini di lunghezza che di linguaggio.

I segreti per scrivere una lettera

Se dovessimo trovare la ricetta per una lettera perfetta, sia essa formale che personale, potremmo suddividerla in tre parti: introduzione, corpo e conclusione. Ognuna di queste parti, pur tra le differenze del caso, è essenziale in ogni tipo di lettera, sia essa digitale o cartacea. Analizzare le caratteristiche di ciascuna di queste parti può essere di grande aiuto per trovare le parole e riuscire a scrivere nel modo migliore la propria lettera.

Introduzione

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un noto detto popolare, valido anche per quel che riguarda la scrittura di qualsiasi documento, lettere comprese. L’introduzione è fondamentale non solo perché dà inizio alla lettera, ma perché le dà forma, facendo capire a chi la legge qual è il contenuto di quella missiva. Inoltre può rivelarsi strategica, specie nelle lettere personali, per recuperarla nella conclusione, creando una sorta di circolo perfetto. Per introdurre una lettera formale ci si può orientare verso le formule standard di “Egregio dottor”, “Egregio signor”, ma potrebbe essere preferibile un normale “Salve”, che evita tanti formalismi eccessivi. Per le lettere personali un “Caro”, “Amico mio” o “Amore mio” sono sicuramente sempre perfetti. Successivamente si può decidere se andare dritti al sodo con un “le scrivo per spiegarle/dirle/ricordarle” o aggiungere una premessa. Questa può essere quella in grado di fare la differenza. Soprattutto nelle lettere personali può essere ottima per esporre un aneddoto o raccontare il motivo che vi ha spinto a scrivere quella lettera. In casi di black-out potete cavarvela esordendo con una citazione: di un libro, di un autore o di una canzone; internet offre tantissimi spunti in questo senso.

Corpo della lettera

Una volta sistemata l’introduzione il contenuto viene di conseguenza e ci si scoprirà come la “sindrome del foglio bianco” sia sparita o ampiamente superata. Nelle lettere formali si espongono i dati essenziali (date, numeri di documenti, importi, eccetera) spiegando la segnalazione che si sta inviando. Nelle lettere personali, invece, bisogna trovare il modo per dire ciò che si vuole dire. Ci si possono concedere parafrasi e giochi di parole, ma è bene non perdersi troppo e trovare la formula per comunicare il proprio messaggio. Che sia un semplice, ma sempre dolcissimo, “ti amo” o “ti voglio bene” o un’alternativa più articolata e descrittiva poco importa, l’importante è che ci sia!

Conclusione e firma

Bisogna poi concludere la lettera. Le missive formali prevedono generalmente i vari “colgo l’occasione per porgere distinti saluti” o un meno freddo “cordiali saluti”. Nel dubbio si può optare per “saluti” e aggiungere la propria firma. A proposito di firma le lettere personali possono utilizzare un timbro, magari di quelli in cera lacca con l’iniziale del proprio nome. Un tocco vintage di grande eleganza capace di dare quel valore aggiunto alla lettera, anche fosse la più semplice e mal scritta del mondo.

Eurohatria, tutto per la prevenzione e la sicurezza antincendio negli ambienti di lavoro

Nei luoghi pubblici e negli ambienti di lavoro non è raro che si sviluppino e si propaghino fiamme e incendi più o meno significativi, con rischi notevoli per la salute e la sicurezza delle persone. Per questo motivo, la normativa prevede la presenza di dispositivi antincendio e prodotti che tutelino le persone dal diffondersi delle fiamme, dal rischio di esplosioni e di intossicazioni da fumo.

Grazie ad www.eurohatria.com è possibile scegliere e acquistare, direttamente online, tutti i dispositivi antincendio per rendere più sicuro l’ufficio o l’azienda, con la garanzia della qualità e dell’affidabilità. La normativa prevede la presenza di diversi dispositivi e attrezzi, da scegliere in base al tipo di contesto e al livello di rischio legato all’attività svolta.

La dotazione di base è un armadio antincendio all’interno del quale sono custoditi gli estintori. In riferimento al tipo di azienda, alle dimensioni e al settore, è possibile scegliere tra diversi modelli di armadio antincendio, attrezzati per affrontare rischi elevati o più contenuti. La struttura dell’armadio può essere quindi a uno o due battenti, secondo il livello di rischio a cui far fronte e la presenza di un determinato numero di persone.

Dispositivi antincendio da scegliere in base alle dimensioni dell’azienda

Alcuni ambienti non richiedono una grande dotazione di strumenti antincendio: è sufficiente un estintore, collocato nell’apposita cassetta. Naturalmente, per garantire l’efficacia, tutte le attrezzature antincendio devono essere realizzate sulla base della normativa di riferimento. Per garantirne la massima efficacia, si raccomanda naturalmente di scegliere solo attrezzature antincendio della migliore qualità, realizzate a norma di legge, e di sottoporle a regolari controlli, anche se non vengono utilizzate.

I prodotti antincendio che non devono mai mancare in un’azienda

I principali elementi antincendio con i quali è bene dotare la propria azienda sono l’armadietto destinato a contenere tutto il materiale di difesa e di protezione. In un armadio antincendio già pronto si trovano normalmente guanti e caschi di protezione, coperte antifiamma, maschere protettive per il viso, autorespiratori, tute e stivali antifiamma, mecafono, torcia, piccozze e corda di salvataggio.

Ogni articolo può comunque essere acquistato singolarmente, con la possibilità di rinnovare la propria attrezzatura o di implementarla.

La scelta dell’estintore ideale

In un programma di prevenzione antincendio, l’estintore è un elemento immancabile. Nella scelta è importante prestare la massima attenzione, poiché gli estintori non sono tutti uguali: ad ogni modello corrisponde un livello di rischio differente.

Esistono infatti estintori che funzionano con tecnologie diverse: a polvere, a schiuma, agli idrocarburi alogenati, a gas CO2. La scelta dipende dal tipo di incendio che potrebbe svilupparsi nell’ambiente di riferimento: le fiamme possono infatti essere originate da un corto circuito elettrico, dalla reazione di sostanze chimiche, dalla combustione di olii e sostanze grasse, e così via.

Anche per quanto riguarda l’uso dell’estintore, non è così semplice come potrebbe apparire. È molto importante apprendere con precisione la tecnica da utilizzare, per ottenere il risultato migliore e per evitare di danneggiare gli oggetti o di recare danno alle persone.

Quando servono i fertilizzanti

La passione per il giardinaggio accomuna molte persone. Per poter avere uno spazio verde ben coltivato in giardino, o un balcone bello da vedere, è necessario cercare di seguire quanto più possibile dei consigli semplici ma fondamentali, attraverso i quali sarà possibile avere un risultato finale bello da vedere. Tuttavia, affinché ciò sia possibile, è necessario utilizzare alcuni elementi come dei fertilizzanti Biobizz (https://www.grow-shop-italia.com/biobizz), grazie ai quali si potrà beneficiare di un ottimo rendimento. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, è di fondamentale importanza cercare di capire quando servono effettivamente i fertilizzanti e quando è consigliabile adoperarli, così da poter circoscrivere nella maniera migliore possibile questo tipo di prodotto. Ecco dunque la necessità di approfondire quanto più possibile questo argomento, elencando tutti i motivi per cui l’utilizzo dei fertilizzanti e consigliabile; è importante inoltre fare attenzione alla loro qualità, così da non inquinare l’ambiente.

Fertilizzanti Biobizz: cosa sono e a cosa servono?

Da un punto di vista meramente generale, i fertilizzanti sono dei particolari elementi chimici composti da calcio, zolfo, potassio e altre sostanze nutrienti. Lo scopo principale dei fertilizzanti è quello di fare in modo che il terreno sia sempre fertile, vale a dire che abbia sempre a disposizione tutte quelle che sono le sostanze nutrienti per far sì che possa aiutare la crescita della pianta. I fertilizzanti vengono adoperati anche per la concimazione, la correzione e l’ammendamento del terreno; è importante tenere a mente che i fertilizzanti devono essere utilizzati solo ed esclusivamente durante particolari periodi dell’anno, così da massimizzare quanto più possibile la resa delle piante. Tra le varie soluzioni presenti in commercio, è assolutamente imprescindibile fare in modo di acquistare dei prodotti che siano biologici, così da poter tutelare l’ambiente e il terreno senza aggiungere additivi nocivi che potrebbero compromettere la salubrità e l’integrità del terreno.

Quando utilizzare i fertilizzanti?

I fertilizzanti devono essere utilizzati in determinati periodi dell’anno: nello specifico, infatti, è consigliabile utilizzare questi elementi soprattutto durante il periodo primaverile, sebbene le modalità d’uso possano comportare alcune variazioni. I fertilizzanti liquidi, infatti, vengono assorbiti dal terreno: affinché questo possa godere sempre di un’adeguata presenza di sostanze nutritive, è fondamentale utilizzarlo ogni dieci giorni circa, così da fare in modo che il terreno sia sempre nutrito. I fertilizzanti in polvere, invece, devono essere diluiti in acqua, facendo però attenzione che non restino residui sul fondo; quelli in granuli o in pellet, invece, hanno un rilascio più lento e un’azione dilatata nel tempo, ragione per cui necessitano di tempistiche maggiori affinché facciano effetto. Tutti questi elementi, sommati tra loro, faranno in modo da dare tutte le informazioni necessarie per avere cura del terreno.

Quali sono le dosi consigliate?

Contrariamente a quanto si possa pensare, non esistono delle regole fisse da seguire per quanto riguarda il dosaggio: questo, infatti, dipende specificatamente dal tipo di prodotto utilizzato. La cosa più importante da fare, sicuramente, è quella di seguire pedissequamente le istruzioni riportate sulla confezione del prodotto, così da sapere con precisione come regolarsi e come adoperare questo valido aiuto per il giardinaggio. Grazie ad esso, infatti, la resa del terreno aumenterà in maniera sensibile, restituendo così delle piante rigogliose e forti oppure favorendo la corretta crescita dei frutti. Una volta compresa l’importanza che ricopre il fertilizzante, dunque, non resta altro che acquistare il prodotto biologico migliore, andando così a coniugare tutti quelli che sono i crismi imprescindibili di efficienza e funzionalità, utile e dilettevole, evitando di conseguenza degli sprechi inutili o di inquinare ulteriormente l’ambiente usando prodotti non idonei.

A cosa servono i timbri: storia e utilizzi

Parlare di timbri può apparire, nell’epoca digitale nella quale siamo pienamente immersi, anacronistico e fuori luogo. In realtà, oltre a restituire una lettura di buona parte della nostra storia è utile anche per capire come questo strumento non sia del tutto sparito. Tanto che ancora oggi è utilizzato; anzi per molti aspetti anche più che in passato.

Che cosa sono i timbri

Quando si parla di timbro si fa riferimento a uno strumento che permette di validare e rendere ufficiale un documento o un altro oggetto. L’uso principale del timbro è quello nel settore della cancelleria per siglare bolle, pratiche e documenti di vario genere, ma esistono anche altri tipi di timbri. Anche all’interno della stessa categoria, per esempio i timbri per l’ufficio, ci sono grandi differenze tecnologiche che rendono questo strumento ancora oggi particolarmente utile e diffuso, motivo per cui sono in tanti a richiedere la realizzazione di un timbro personalizzato, in modo da poter contare su un dispositivo esclusivo ed efficace.

L’origine dei timbri: una storia antica quanto l’uomo

Fin dall’antichità l’uomo ha sentito l’esigenza di dare valore ai documenti che venivano emanati e trasmessi, soprattutto in epoche in cui gli spostamenti era duravano tanto tempo e i rischi di manomissione e contraffazione erano elevati. Il timbro ha quindi rappresentato fin da subito un modo per esprimere autenticità e autorevolezza e anche oggi a distanza di migliaia di anni il senso è rimasto lo stesso. Attraverso degli studi archeologici sono state individuate tracce di timbri che risalgono a più di diecimila anni fa, a dimostrazione di come questo strumento è da sempre connaturale con l’attività dell’uomo.

5 diversi usi del timbro

Come detto esistono tantissime tipologie di timbri, che abbracciano tutti gli usi possibili, da quelli amatoriali a quelli professionali. Questi sono solo alcune delle principali attività nelle quali è possibile utilizzare un timbro.

Timbri professionali

Quello professionale è probabilmente l’uso più noto e diffuso. È quello riservato agli uffici pubblici, ma anche ai tanti professionisti (si pensi per esempio al timbro degli architetti) e uffici che se ne avvalgono quotidianamente. È un modo semplice, rapido e indelebile per firmare un documento, ma anche per indicare i dati anagrafici e fiscali su un documento. Esistono timbri a inchiostro, autoinchiostranti, con la possibilità di modificare il giorno e la data, tascabili, a secco e tantissime altre tipologie capaci di soddisfare diverse esigenze.

Timbri personali

Anticamente i timbri venivano applicati sciogliendo la cera e applicando il logo con le iniziali o lo stemma del potente di turno. Oggi tale necessità è sparita o modificata e l’uso del timbro con la cera si è molto diffusa a livello amatoriale. C’è chi ancora ama scrivere lettere a mano, innamorati che si scambiano una fitta corrispondenza e amici che in occasioni speciali decidono di fare regali con questo sistema. Il risultato è semplicemente elegante e raffinato, perfetto per valorizzare quel messaggio.

Timbri decorativi

Una via di mezzo tra l’aspetto professionale e quello ludico è quella dei timbri decorativi, capaci di perfezionare un documento (un imballo o qualsiasi altro tipo di articolo) e dargli quel valore aggiunto che altrimenti non avrebbero. Possono essere usati dai maestri delle scuole inferiori per decorare i compiti dei bambini, ma anche dai genitori per realizzare gli inviti di compleanno o qualsiasi altro tipo di allestimento per le diverse occasioni dell’anno (compleanni, anniversari, feste, eccetera).

Timbri per cerimonie

Esiste poi un ampio settore che utilizza i timbri, specie quelli a secco, per le decorazioni di cerimonie ed eventi. Matrimoni soprattutto, ma anche feste di laurea, battesimi, comunioni e qualsiasi tipo di occasione meriti un allestimento e un tipo di decorazione che valorizzi i dettagli.

Timbri ludici

Nonostante il timbro sia uno strumento autorevole e di grande valore, nel corso del tempo ha assunto anche usi meno prestigiosi, ma non per questo meno belli. È il caso, per esempio, dei timbri per bambini, dei giochi che sfruttano questo sistema e di tutti quei dispositivi che permettono ai bambini di disegnare e colorare utilizzando dei piccoli timbri. Un modo particolare che dimostra la versatilità di questo semplice strumento.

Come richiedere un risarcimento legato al trading online

Molti si chiedono come richiedere un risarcimento legato al trading online e a quale professionista rivolgersi per essere sicuri di far valere i propri diritti in giudizio senza inutili perdite di tempo. Negli ultimi anni, come noto, il trading online ha riscosso un grande successo, in quanto facilmente accessibile e perché richiede investimenti anche modesti. Nonostante tutto non sono infrequenti le perdite economiche a cause di errori e varie negligenze da parte dell’intermediario finanziario. In realtà bisogna sapere che il trading online prevede le medesime garanzie di un investimento standard. A stabilire questo principio è stata proprio la Consob con una nota comunicazione num. DI/30396 del 2000.

Come richiedere un risarcimento legato al trading online?

Oggi gli intermediari finanziari possono sfruttare le grandi potenzialità di internet per offrire diversi servizi finanziari, ma sempre nel pieno rispetto della normativa vigente. I trader, in particolare, dovranno poter contare sulle stesse garanzie previste per gli investimenti tradizionali, ovvero per quelli che vengono sottoscritti presso le filiali fisiche delle banche e delle società di intermediazione. Il crescente successo delle piattaforme di trading online ha portato tuttavia anche alla diffusione di broker che applicano condizioni poco trasparenti, con conseguente aumento dei contenziosi dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob. L’organismo si occupa anche di decidere in merito alla gestione non corretta delle piattaforme di trading online e di home banking. Obbligo degli intermediari, così come chiarito dalla Consob, è quello di dotarsi innanzitutto di siti e sistemi informatici in grado di evadere, in tempi quanto più possibili veloci e tenuto conto anche di volumi d’affari, gli ordini che vengono impartiti in maniera continua dagli investitori. L’intermediario, inoltre, dovrà adottare adeguate procedure e risorse che possano far fronte a possibili malfunzionamenti, anche temporanei, del sistema automatizzato. Tutto questo per permettere la non interruzione dei servizi e fare in modo che la clientela possa operare in maniera fluida e senza intoppi che costerebbero cari. Le cautele prescritte dalla Consob non possono essere assolutamente trascurate, perché diversamente a pagarne le conseguenze sarebbero proprio gli investitori. A tutto questo bisogna aggiungere che l’art. 21 del Testo Unico della Finanza prevede, sempre a carico degli intermediari, anche precisi e rigorosi obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza.

Perdite da trading online: cosa è possibile fare?

Quando sussistono carenze di natura informativa, violazioni ai doveri di correttezza, trasparenza e diligenza, è sempre possibile richiedere il supporto di un professionista del settore, cioè di un avvocato con comprovata esperienza nel settore finanziario e del trading online. L’iter prevede anche l’inoltro di un reclamo all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, organismo competente anche a valutare l’efficienza e l’adeguatezza del servizio di esecuzione degli ordini. Quest’ultimi, a prescindere che vengano disposti da remoto, dovranno essere evasi nei tempi previsti e senza ingiustificati ritardi. Quando la piattaforma di trading online presenta blocchi che compromettono la posizione dell’investitore si possono verificare conseguenze spiacevoli e in definitiva anche grossi perdite finanziarie. La richiesta di risarcimento del danno in giudizio non può essere avanzata in maniera autonoma ma con l’assistenza di un avvocato specializzato in materia di trading online. Il supporto del professionista si rende necessario tutte le volte in cui l’istituto di credito o l’intermediario viene meno agli obblighi prescritti dalla normativa in vigore. Occorre ribadire che tali obblighi sono previsti nei riguardi di tutti gli investitori e quindi anche nei confronti di coloro che operano online sui mercati finanziari in maniera autonoma e per il tramite delle piattaforme di trading. I malfuzinonamenti di queste piattaforme sono molto ricorrenti ed è sempre consigliabile affidarsi ad un avvocato che si occupa di risarcimenti legati al trading online in grado di offrire la migliore tutela dei propri diritti.

Percorso terapeutico e centri specializzati per la cervicale

Tutti coloro che sono alla ricerca di centri di eccellenza per la cervicale (a Roma per esempio c’è il dottor Daniel di Segni) potranno progressivamente ristabilire le condizioni di salute e vivere meglio. Affidarsi a professionisti del settore permetterà di ridurre l’infiammazione a carico di questa delicata zona del corpo, attraverso metodologie e tecniche personalizzate. Intervenire in tempo consentirà inoltre di ottenere migliori risultati.

Centri specializzati per la cura della cervicale

Chi soffre di cervicale infiammata deve fare i conti con tutta una serie di sintomi più o meno gravi ed intesi che influenzano persino le normali attività quotidiane, così come la mobilità, la concentrazione e il regolare riposo.

I pazienti che hanno la cervicale infiammata non avvertono solo un dolore al collo, giramenti di testa, vertigini, mal di testa e un forte senso di spossatezza che accompagna la giornata, ma si ritroveranno anche a sentire un aumento complessivo della tensione muscolare.

Molto frequente è anche la fastidiosa sensazione di calore sulla nuca, dovuta proprio alla vasodilatazione, fenomeno che provoca un conseguente aumento della temperatura locale percepita dal cervello.

Il soggetto che soffre di cervicale infiammata tante volte potrà sentire lo scricchiolio al collo, come se all’interno delle vertebre fosse presente della sabbia. Questo sintomo diventa più evidente in caso di movimenti improvvisi del collo.

Molti pazienti commettono l’errore di sottovalutare il problema della cervicale infiammata e finiscono per convivere con i relativi sintomi. In realtà di fronte ad una eccessiva rigidità muscolare è importante chiedere immediatamente il supporto di centri di eccellenza per la cervicale.

Quali sono le terapie per curare l’infiammazione della cervicale?

Diversamente da quello che si possa pensare, la cervicale infiammata non viene curata soltanto con i farmaci, ma anche con tutta una serie di tecniche all’avanguardia.

Nello specifico, centri di eccellenza per la cervicale per prima cosa si occuperanno di compiere una valutazione posturale per comprendere quali sono le reali cause che scatenano l’infiammazione.

A questo punto, dopo un’accurata analisi, si potrà adottare il percorso terpeutico più adatto al caso specifico. In alcuni casi, ad esempio, il paziente affronterà delle sedute di fisioterapia, che comprendono anche manipolazioni vertebrali assolutamente sicure e che non andranno a peggiorare il problema o a stressare i tessuti già compromessi.

Altro approccio molto efficace è la mobilizzazione che prevede la partecipazione diretta dello stesso paziente, il quale non avvertirà alcun tipo di dolore.

I trattamenti terapeutici, fra cui la tecnica di pompage cervicale, l’inibizione del sistema nervoso autonomo, la fibrolisi meccanica e molti altri, aiutano a diminuire progressivamente l’infiammazione e ad allungare i tessuti. Il paziente potrà così avvertire un senso di benessere e di rilassamento immediato.

Occorre anche ricordare che quando si soffre di cervicale infiammata sarà possibile adottare alcune buone abitudini per velocizzare la guarigione. A questo proposito, il paziente potrebbe ad esempio dormire su guanciali adeguati, mantenere una corretta postura ed eseguire tutta una serie di esercizi fra le mura domestiche.

Talvolta anche le assunzioni di integratori alimentari naturali potrà offrire buoni risultati. Insieme al proprio specialista della cervicale si potrà inoltre valutare anche eventuali modifiche alla dieta che aiuteranno a diminuire un giorno dopo l’altro il numero delle cellule infiammate.

In conclusione

I casi di cervicale infiammata sono numerosi in Italia, ma purtroppo i soggetti che soffrono di questo problema non danno molta importanza ai sintomi che si presentano nell’arco della giornata. Tante volte un semplice farmaco con effetto antinfiammatorio non può bastare, perché risolverà il problema solo per un breve periodo.

I centri di eccellenza per la cervicale si preoccuperanno, invece, di valutare la condizione di ogni singolo paziente per pianificare un percorso terapeutico su misura. Talvolta, infatti, il problema reale non è da ricercare nella condizione infiammatoria del collo ma a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Consulenza psicologica: la consapevolezza che aiuta a migliorare

Il mondo del lavoro odierno si caratterizza per una concorrenzialità elevatissima. Per riuscire ad emergere e a fare carriera, è necessario far scendere in gioco costanza, dedizione, coraggio, lavorando molto più degli altri, alienandosi del tutto dalla propria vita sociale. Nonostante gli sforzi, non è detto che i successi arrivino, quantomeno non nell’immediato. Molte persone si sentono come schiacciate da questa situazione e iniziano a non riconoscere il proprio valore. Si chiudono in se stesse, senza farsi valere, senza riuscire a farsi ascoltare dagli altri, provando un senso di svalutazione praticamente totale che alla fine li porta ad essere le ombre di loro stessi.

Situazioni simili possono sorgere anche in altri ambiti, non solo nel mondo del lavoro. Anche nelle relazioni sociali, ad esempio, è possibile oggi come oggi sentirsi sempre più schiacciati dalle aspettative altrui, aspettative che si prova a soddisfare ma che spesso invece vengono deluse, o almeno così si crede. Simili situazioni possono sorgere addirittura in seno alla famiglia stessa, specialmente al momento della nascita di un figlio o del sorgere di qualche piccolo ostacolo che sembra minare la propria tranquillità. Se a tutto questo si aggiungono stanchezza e spossatezza causate da una routine quotidiana sempre più vorticosa, è semplice capire perché in molti cedano sotto al peso di ciò che la società contemporanea ha da offrire.

In situazioni di questa tipologia il sostegno psicologico è una scelta eccellente, così da riuscire a ritrovare la consapevolezza di sé, a migliorare, a ricominciare a vivere con estrema serenità.

Consulenza psicologica, per ritrovare la consapevolezza di sé

Lo psicologo è una figura professionale che permette di mettere in stop le autocritiche eccessive in cui molte persone purtroppo finisco irretite, autocritiche che oltre ad essere severe più del dovuto risultano anche del tutto non costruttive. Permette di capire quali sono le qualità personali, quelle qualità che meritano di essere valorizzate, di essere comprese appieno così che sia possibile comunicarle agli altri in modo efficace, qualità che permettono di capire che non si è inferiori agli altri e che ogni individuo è unico, bello e speciale in questa sua unicità. La consapevolezza di sè permette di accettarsi, di darsi un valore.

Quando si diventa consapevoli di se stessi, si ottiene finalmente la libertà, quella vera. Non si è più soggiogati infatti agli altri, ma liberi di prendere le proprie decisioni, liberi di mostrare il proprio valore, di vivere prendendo in mano le redini del proprio destino.

Consulenza psicologica, così da migliorare le relazioni con gli altri

Grazie ad una maggiore consapevolezza di sé e ad una rinnovata autostima è anche possibile migliorare il modo di rapportarsi alle altre persone, così da riuscire ad avere delle relazioni sociali, anche ovviamente sentimentali, più sane e soprattutto molto più soddisfacenti. Ogni relazione finalmente avrà la possibilità di basarsi su un rispetto reciproco e su sentimenti che vengono davvero dal cuore e che risultano genuini. Ogni relazione sul posto di lavoro, di amicizia, di amore sarà un valore aggiunto alla propria vita e non qualcosa che la rende invece spiacevole, come quasi sicuramente è stato fino a questo momento.

Milano inedita: un “monumento” curioso, un’eccellenza gastronomica e un cambio di prospettiva

Avete mai pensato di fare un Milan bike tour per scoprire tutti gli angoli nascosti di questa metropoli affascinante?

Milano è la capitale del design e della moda, il capoluogo della Lombardia è una delle aree più popolose d’Europa. La città ha un carattere cosmopolita ed ha tanto da offrire, specie per quanto riguarda l’arte e la cucina.

In particolare, pedalando su due ruote, possiamo incontrare: l’opera controversa di Cattelan in Piazza Affari e gustare il mitico panzerotto di Luini. Si tratta di due vere e prorie meraviglie da scoprire durante un bike tour a Milano.

La Storia e il significato dell’opera di Cattelan in Piazza Affari

Girovagando per le strade percorse dai pittoreschi tram, una delle opere fra le quali molto probabilmente vi imbatterete è quella di Maurizio Cattelan, un artista Padovano che ha fatto della provocazione e della dirompenza il suo modo di essere.

L’opera in questione è L.O.V.E. (acronimo di libertà, odio, vendetta, eternità), meglio nota come “Il Dito”: si tratta di una scultura di 11 metri (4.6 metri di scultura e 6.4 metri di basamento) in marmo di Carrara, raffigurante una mano intenta nel saluto romano con le dita mozzate, come se fossero state rovinate dal tempo, ad eccezione del dito medio eretto.

La statua è sita in Piazza degli Affari ed è una critica all’adiacente Palazzo Mezzanotte, in Piazza della Borsa. Questo edificio è stato costruito dall’omonimo architetto tra il 1927 ed il 1932, in pieno ventennio fascista.

In molti pensano che quel gesto sia rivolto al mondo della finanza ma Cattelan non ha mai dato spiegazioni in merito, dicendo semplicemente che era destinato “soprattutto all’immaginazione, all’immaginazione di tutti quanti, di quelli che ce l’hanno”.

Luini: il mitico e inimitabile panzerotto

Il tipico street food di Milano è sicuramente lui: il panzerotto.

Tutto nacque nel 1949 quando Giuseppina Luini, originaria di Bisceglie, arrivò dalla Puglia con la sua famiglia, e rilevò il Forno di Via Santa Radegonda 16 in centro, a due passi dal Duomo.

All’epoca i panettieri sfornavano per lo più michette e panettoni, nessuno sapeva dell’esistenza del panzerotto ad eccezione di Giuseppina. Infatti il suo forno si distingueva grazie ai prodotti tipici pugliesi ed ai trucchi presenti nel magico ricettario tramandato dal nonno: qui era custodita la la ricetta del panzerotto che conosciamo tutti.

“Inizialmente se ne friggevano pochi: i milanesi non conoscevano ancora il gusto di questo prodotto che però, nel giro di pochi anni, consacrarono alimento principe del loro pasto”, spiega Giuseppina. In breve tempo possiamo dire che è diventato un classico che resiste nonostante gli anni trascorsi.

Un cuore morbido e filante farcito con pomodoro e mozzarella, ricoperto da un guscio croccante di pasta, ha fatto breccia nel cuore dei Milanesi che fin da subito ne ha apprezzato le qualità e lo ha reso uno status symbol culinario meneghino.

Attualmente il locale è gestito dal figlio di Giuseppina, Luigi, che ha portato avanti la tradizione. Tutt’ora la ricetta del mitico panzerotto di Luini è segreta ed il gusto inimitabile è ancora quello di un tempo. Provare per credere magari tra una pedalata e l’altra!

Bike Tour a Milano: Vedere Milano su due ruote

Fare un bike tour a Milano può essere un’idea non solo per scoprire angoli nascosti della città, andare a vedere la simpatica statua di Cattelan o andare a mangiare un panzerotto da Luini, ma anche per stare all’aperto all’insegna del divertimento e della cultura. Un giro in bici tra i più suggestivi è quello che si svolge durante l’ora dell’aperitivo, al calar del sole.

Si tratta di una pedalata che culmina verso il tramonto dietro all’elegantissimo Arco Della Pace vicino parco Sempione.

L’itinerario comincia dall’antico Bohémien quartiere ticinese e da lì si raggiungono vari punti di interesse della città quali: il Duomo, Palazzo Reale, Galleria Vittorio Emanuele, il Teatro dell’Opera, La Scala, il quartiere degli artisti di Brera, il Castello Sforzesco ed il Parco del Sempione. Prima di tornare al punto di partenza, si passa anche attraverso le rovine romane dell’era imperiale, quando Milano era ancora la capitale dell’impero romano.

Traslochi, 10 pratici consigli per cambiare casa senza impazzire

Fare un trasloco capita a tutti, almeno una volta nella vita. Di solito costituisce un momento difficile da gestire, anche per chi ha già esperienza di traslochi. La fase della ricerca, lo spostamento, valigie e scatoloni di portare sono solo alcuni degli aspetti più temuti e stressanti. E’ importante avere più informazioni possibili per arrivarci preparati, in modo da evitare eventuali imprevisti o difficoltà. Così facendo, sarà più semplice procedere e capire da dove iniziare.

Ecco quindi dieci suggerimenti che potrebbero semplificarti la vita e farvi vivere il trasloco in maniera diversa.

1. Traslochi a Roma: più organizzazione e meno stress

Si sa, il trasloco è un momento che mette a dura prova le persone, soprattutto chi non ha un piano d’azione definito in una grande città. Un alleato molto importante, specie per i traslochi a Roma, è la pianificazione: agire quindi con largo anticipo, facendo una lista delle priorità. Sulle note del cellulare o su un foglio di carta, è un ottimo metodo per mettere nero su bianco le attività da svolgere. Il consiglio è quello di iniziare per tempo, in modo da selezionare subito gli oggetti da portare nella nuova casa.

2. Addio agli abiti inutili

E’ vero, sei affezionato a tanti capi d’abbigliamento, che però hai smesso di indossare da anni. Ecco un’ottima occasione per liberartene una volta per tutte! In cuor tuo sai che non li metterai mai più, ma continui a tenerli nell’armadio e a lavarli ad ogni cambio di stagione. Capita spesso di fare acquisti sbagliati: anche per questioni di peso, meglio liberarsene subito.

3. Procurati delle scatole

Una volta selezionato tutto l’indispensaible (e non), cerca delle scatole capienti. Sono più comode da trasportare e hanno una superficie maggiore da riempire. Puoi affidarti ad una ditta di traslochi, che ti fornirà tutto il materiale necessario, o fare da solo. In quest’ultimo caso, puoi anche utilizzare scatoloni di carta che avevi già in casa: assicurati però che siano resistenti.

4. Inizia a riporre tutto

Per chi inizia ad inscatolare, un ottimo consiglio è quello di partire dalle cose che si utilizzano di meno. In cima potrai così estrarre oggetti che ti serviranno subito e con maggiore frequenza, mentre in fondo potrai lasciare le cose che reputi meno indispensabili. Ti consigliamo di iniziare con largo anticipo e di appuntare all’esterno di ogni scatola il suo contenuto.

5. Ti serve una mano?

Alcuni decidono di non farsi aiutare ma, in generale, ti sconsigliamo di fare da solo. Esistono tante possibilità che ti eviteranno preoccupazioni e stress, soprattutto quando si tratta di una grande città. Un’ottima soluzione per i traslochi a Roma è Traslocare Roma (https://www.traslocareroma.com/), che vanta un’esperienza decennale e costituisce un ottimo supporto, soprattutto se hai bisogno di un servizio veloce ed efficiente.

6. Oggetti pesanti: come fare il trasloco

Se per gli oggetti di piccole dimensioni sei riuscito a trasportare tutto da solo, avrai qualche difficoltà in più con i mobili. A volte sono oggetti d’antiquariato, pesanti, ed è molto faticoso spostarli senza affidarsi ad una ditta. Anche in questo caso, si consiglia sempre il supporto di traslocatori esperti, che agevoleranno il tuo trasloco.

7. Evitare di rompere oggetti fragili? Si può!

Hai paura per la tua televisione o per il tuo computer? Imballa tutto con il pluriball, anche diversi strati se necessario. Così potrai stare tranquillo: è molto protettivo e garantirà la massima sicurezza durante i vari spostamenti.

8. Tutto finito? Quasi

Una volta trasportati gli oggetti, mancano solo le cose di prima necessità (lenzuola, spazzolini). Portali in una borsa a parte, così sarà più facile individuarla tra i vari scatoloni.

9. Controlla che sia tutto ok

Adesso che il più è fatto, non ti resta che fare un check veloce del nuovo appartamento, prima di iniziare ad abitarci. Se manca un determinato oggetto o se ti sei dimenticato qualcosa nella vecchia casa, è il momento giusto, perché sei ancora in tempo per portarlo!

10. Goditi la tua nuova casa

Ora che il trasloco è finito, puoi trasferirti ufficialmente. Dai importanza anche all’aspetto estetico nella disposizione di mobili e oggetti d’arredo: l’occhio vuole sempre la sua parte!

La scelta della scuola superiore ti spaventa? Non con questi consigli

Si avvicina il momento fatidico della scelta della scuola superiore, ma non hai ancora le idee abbastanza chiare su cosa vorresti fare da grande e quale percorso formativo possa aiutarti di più a raggiungere i tuoi obiettivi? La prima cosa che dovresti fare è non lasciarti prendere dal panico: la maggior parte dei tuoi coetanei si trova nella tua stessa situazione e anche chi dice di sapere da sempre di voler fare il medico o l’architetto potrebbe avere qualche dubbio rispetto a che istituto superiore frequentare. Ciò dipende in parte dal fatto che le alternative a disposizione sono oggi decisamente più numerose di un tempo, quando la scelta della scuola superiore si riduceva per lo più alla scelta tra un liceo classico, un liceo scientifico o un istituto tecnico. Tieni conto, però, che questa stessa varietà di percorsi formativi superiori è anche ciò che ti assicura di trovarne uno davvero su misura e che ti faccia arrivare pronto all’ingresso nel mondo del lavoro o universitario.

Guida (essenziale) alla scelta della scuola superiore

Una buona idea, comunque, è scegliere che scuola superiore frequentare partendo dalle proprie inclinazioni. Difficilmente del resto sognerai una carriera da architetto se proprio non ti riesce di tenere in mano squadre e matite, così come con ogni probabilità dovresti mettere da parte l’ipotesi di una carriera in medicina se sei anche vagamente ipocondriaco, non sopporti la vista del sangue e via di questo passo. I tuoi voti nelle diverse materie possono aiutarti a capire meglio quello per cui sei portato: non farti influenzare, però, eccessivamente da questi, tanto più se sai di non esserti impegnato abbastanza nello studio o di non aver fatto quanto nelle tue possibilità perché si alzassero. Meglio provare a farsi suggerire da professori e insegnanti di fiducia quale sia, secondo loro, il percorso di studi più adatto. Allo stesso scopo possono essere d’aiuto, tra l’altro, i percorsi d’orientamento alla scelta della scuola superiore che la maggior parte delle scuole medie offrono ai propri iscritti, spesso con la partecipazione di tutor o figure specializzate.

Naturalmente gli sbocchi professionali dovrebbero essere una discriminante chiave quando si tratta di scegliere come proseguire gli studi: se sai già di non voler optare per un percorso formativo troppo lungo e che richieda il passaggio dalle aule universitarie, per esempio, dovresti evitare i licei che – a meno di scegliere indirizzi piuttosto specialistici, come ce ne sono ormai in diverse città – offrono quasi sempre una formazione più teorica che pratica e optare per degli istituti tecnici, per esempio, o per conseguire in scuole ed enti formativi privati dei diplomi professionalizzanti (per estetista, eccetera). Il vantaggio di percorsi formativi come gli ultimi è immediatamente chiaro soprattutto nel caso in cui tu abbia un’attività già avviata e necessiti solo di un titolo di studio adatto per portarla avanti o stia provando, per esempio, a inserirti nella gestione di un’attività familiare.

Se un tempo la discriminante geografica era fondamentale – e, cioè, potevi essere condizionato nella scelta della scuola superiore dalla presenza solo di alcuni istituti nel tuo paese o in quelli limitrofi – oggi lo è molto meno, sia in virtù del fatto che è sempre più comune che si inizi la vita da fuori sede già per poter frequentare scuole superiori migliori o più pertinenti alla carriera che si intende portare avanti e sia in virtù del fatto che su www.scuolaonline.com e altri siti simili è oltremodo facile conseguire un diploma online dell’indirizzo che si desidera, anche se lo stesso non è presente in scuole e istituti superiori del territorio. Quella della formazione a distanza è, del resto, una realtà ormai piuttosto consolidata e non solo tra lavoratori o persone di una certa età che possono trovare i classici orari scolastici incompatibili con i propri impegni personali: tanti sono, infatti, i vantaggi anche se da studente si decide si frequentare una scuola superiore online e sono vantaggi che vanno da percorsi più personalizzabili a lezioni a qualsiasi orario, a un servizio di tutoraggio su misura e, naturalmente, la preparazione individuale all’esame di stato.

Maglie da calcio: i principali marchi ancora al fianco dei club

Il contagio da Coronavirus ha stravolto non solo le abitudini sociali e lavorative delle varie popolazioni del mondo, ma anche alcuni aspetti della vita sportiva imponendo protocolli di sicurezza e soprattutto tempistiche ben differenti a quelle del passato. In particolare la stagione calcistica 2019/2020 si è chiusa in forte ritardo imponendo ai club e ai vari sponsor di rivedere i propri programmi e ripartire in tutta fretta dopo soltanto poche settimane di stop. Fortunatamente tutti i principali marchi del settore sportivo come Nike, Puma, New Balance, Adidas, Kappa e Diadora hanno deciso di continuare a stare al fianco dei club italiani ed europei proponendo le nuove maglie da calcio (trova le migliori sul sito https://www.soccerhouse24.com). Infatti sono state presentate nuove divise di tutti i principali top club facendo così sognare tifosi e appassionati pronti ad effettuare gli acquisti presso gli store fisici oppure le piattaforme di e-commerce. Acquistare maglie da calcio originali realizzate da tutti i principali marchi del settore, non è soltanto un modo per dare un contributo tangibile alla propria squadra del cuore, ma anche e soprattutto un’opportunità di acquistare prodotti di qualità da tenere in casa o magari da utilizzare per il classico calcetto con gli amici.

Maglie da calcio: le novità in Italia e in Europa

Ogni anno le nuove maglie da calcio proposte da tutti i principali top club sia in Italia che in Europa stuzzicano la fantasia e la passione dei tanti tifosi dislocati sul territorio. Anche in questa nuova stagione sono state diverse le nuove proposte presentate da tutti i vari club con il supporto di sponsor tecnici di grande prestigio e tradizione. Ad esempio, l’Inter ha rivisto la propria maglia con il supporto della Nike prevedendo al posto delle classiche linee verticali una soluzione a zig zag. Anche per quanto riguarda la seconda maglia c’è stata una piccola rivoluzione nella società milanese con un design su sfondo bianco e righe nero e azzurre che ricordano un po’ quelle che era la moda degli anni 80. Anche la Roma ha voluto stuzzicare i suoi tifosi con maglie da calcio che sono state riviste sia per quanto riguarda la qualità dei materiali che per quanto concerne i colori. Ad esempio la seconda divisa si è ispirata a quella indossata dai giocatori durante la stagione calcistica 1979-80, l’anno in cui i giallorossi riuscirono a trionfare in Coppa Italia. Tra le chicche di questa versione c’è da rimarcare Il ritorno dello stemma del club , il famoso lupetto con occhi rossi.

Le migliori maglie da calcio in tutta Europa

Cosa c’è di più bello che poter sfoggiare una maglia da calcio particolarmente graziosa e soprattutto che trasudi di tradizione e di storia durante una classica partita con gli amici. Naturalmente le opzioni non mancano nel palcoscenico italiano tra le varie serie professionistiche, ma ci sono anche tanti altri utili spunti per chi è alla ricerca di maglie da calcio quasi da collezione come ad esempio la maglia del Barcellona oppure quella del Real Madrid senza dimenticare l’Atletico Madrid che ha previsto una versione un po’ retrò in cui il colletto è stato realizzato ricordando un po’ quello delle polo. Inoltre è indiscutibile ed intramontabile il fascino delle maglie da calcio dei club che partecipano alla Premier League inglese come nel caso del Manchester United che in questa stagione ha come sponsor tecnico Adidas oppure del Liverpool, campione d’Europa marchiato Nike. Ci sono tante altre maglie da calcio di club inglesi che solitamente stuzzicano la passione anche dei tifosi italiani come ad esempio il Tottenham Hotspurs, il Newcastle, l’Arsenal, il Manchester City, il Chelsea. Le proposte significative anche per stile e design non mancano neppure nel campionato francese con le maglie da calcio di club come ad esempio l’Olympique Lione in occasione dei 70 anni dalla sua fondazione ha deciso di rivedere la propria maglia ufficiale. Inoltre c’è il faraonico Paris Saint-Germain con i suoi tanti campioni e divise davvero interessanti sia per quanto riguarda la prima maglia che la seconda divisa. Completando il giro maglie da calcio più apprezzate in Europa non possono mancare divise altri club importanti come il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund in Germania o magari l’Ajax nel campionato olandese e il glorioso Celtic di Glasgow.

In che modo possono essere utili i prodotti ad alto contenuto di CBD?

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che utilizzare prodotti che prevedono un’alta percentuale di CBD possa portare a giovamenti per il benessere fisico e psichico di un soggetto. In particolare, il cannabidiolo ha un effetto positivo anche sui disturbi d’ansia, contribuendo a ridurre i livelli di stress e le problematiche sociali ed emotive ad essi legati. In questo articolo andremo ad analizzare come utilizzare i prodotti a base di CBD e quali sono gli effetti sull’ansia. Per ulteriori informazioni sull’argomento puoi leggere anche questo articolo.

Come utilizzare i prodotti a base di CBD: le proprietà e i vantaggi

Guarire il proprio corpo in modo naturale è una tematica che negli ultimi anni ha portato a una nuova consapevolezza nei confronti di tutti quei prodotti che sono privi di sostanze chimiche e i cui principi attivi agiscono con effetti positivi sul benessere di ogni individuo. In particolare l’attenzione si è posta sui prodotti a base di CBD, definiti in questo modo dato che sono articoli al cui interno è presente una percentuale molto elevata di una molecola come il cannabidiolo.

La composizione chimica di questa particolare sostanza la rende unica, un elemento che può contribuire a migliorare la vita delle persone che vogliono tutelare il proprio corpo in modo naturale e curare diverse tipologie di patologie, tra le quali quelle su cui la medicina tradizionale non riesce a intervenire. La prima volta che si è parlato del CBD è stato subito dopo la seconda guerra mondiale, quando questo composto è stato separato da un’altra molecola il THC.

Una scoperta molto importante per l’ideazione dei prodotti a base di CBD. Infatti il THC è l’acronimo che identifica il tetraidrocannabinolo, una molecola che interviene in maniera negativa sulle capacità celebrali di un soggetto. Le proprietà del CBD invece sono ben diverse, dato che la sua azione non porta alterazione della capacità cognitive, ma invece produce una sensazione di calma, di tranquillità e di benessere.

Grazie a questa distinzione si sono potuti realizzare una serie di prodotti che contengono solo il CBD e come tale poterli utilizzare al fine di ottenere benefici dal punto di vista dell’aspetto psicologico e fisico. Ma come si utilizzano i prodotti a base di cannabidiolo? È importante considerare che in commercio oggi sono presenti differenti tipologie di articoli che possono essere impiegati sotto forme differenti. In primo luogo tra i prodotti in CBD più impiegati vi sono quelli collegati all’alimentazione, che possono essere quindi integrati nella propria dieta, inoltre si potrà disporre anche di essenze a base di CBD come l’olio derivato, utile sia per un’assunzione orale sia per applicazioni settoriali per esempio sulla pelle. Infine i prodotti a base di cannabidiolo sono molto utilizzati in ambito cosmetico.

La possibilità di sviluppare diverse tipologie di articoli a base di CBD è dovuta alle ricerche che hanno dimostrato come l’assunzione di questa molecola genera una serie di conseguenze su un soggetto. Di seguito elenchiamo le principali:

  • Effetti sulla pelle: l’azione lenitiva e antinfiammatoria del CBD è molto utile per guarire disturbi collegati alla pelle, come dermatiti, infiammazioni e rossori, contribuendo anche a dare nuovo nutrimento e rigenerando la cute.
  • Effetti sulla salute: il CBD se assunto per via orale, con l’olio o attraverso l’alimentazione, stimola il sistema immunitario. Inoltre ha proprietà analgesiche e migliora lo stato di benessere generale del corpo, agendo sulle infiammazioni o su problematiche collegate ai singoli organi grazie alle sue proprietà antispasmodiche.
  • Effetti sulle malattie: sono moltissime le testimonianze che collegano l’utilizzo del CBD come elemento determinante nella cura di alcune malattie, in particolare in alternativa alle terapie di medicina tradizionale.
  • Effetti sugli stati psicofisici: infine l’azione di benessere dei prodotti ad alta percentuale di CBD interviene anche sull’aspetto psicologico, con conseguenze positive su alcuni disturbi che possono essere limitativi dal punto di vista sociale come l’ansia.

Si può guarire l’ansia con i prodotti a base di CBD?

Per rispondere a questa domanda è importante comprendere il concetto di disturbo d’ansia e inoltre valutare quale possano essere i vantaggi di utilizzare un prodotto a base di CBD nella cura.
L’ansia è definita come una condizione psicofisica che genera uno stato di paura e di preoccupazione che riesce a sopraffare completamente un soggetto limitando la sua capacità decisionale, emotiva e motoria. Un attacco d’ansia può essere lieve, con una semplice reazione fisica di stress, medio con effetti che prevedono diversi disturbi anche somatici, oppure grave con la conseguenza che l’individuo sarà completamente avvolto da una situazione di paura e terrore generato da una serie di eventi.

Perché è importante curare lo stato d’ansia? Ogni attacco genera una serie di effetti sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Infatti la paura e lo stress che viene generata anche se in forma lieve produce una reazione chimica con un aumento del battito, un respiro affannato ed eccessiva sudorazione. Nelle situazioni in cui l’attacco è di media o grave entità si aggiungono a questi segni anche una bocca secca, senso di vertigini, nasue e problemi di insonnia. Se si trasferiscono queste condizioni dal punto di vista psicologico, un disturbo d’ansia determina profonde limitazioni alla vita sociale di un soggetto, deteriorando i rapporti con il partner, amici e parenti, e portando la persona a uno stato depressivo che determina conseguenze dirette sulla sua vita quotidiana e sul suo lavoro.

Il CBD può essere una valida soluzione a questa tipologia di problematica, dato che le molecole del cannabidiolo interverranno a contrastare la situazione di difficoltà psicofisica. In particolare gli studi su questa molecola hanno dimostrato che tra le varie sostanze presenti, un effetto antiansia è dato dalla resina di CBD, la quale interviene sulle connessioni neuronali del cervello, contrastando la condizione di stress emotivo generato dalla paura.
Per rispondere alla domanda iniziale, il CBD è un fattore che può contribuire in maniera determinante alla cura dell’ansia grazie alle sue proprietà:

  • contrasta gli attacchi di panico: l’effetto rilassante e l’azione del CBD interviene limitando gli attacchi di panico, diradandoli e diminuendo gli effetti stressanti sul corpo.
  • Interviene sui traumi da stress: agisce anche sulle cause che sono alla base dello stress, contrastando la formazione di ormoni come il cortisolo e la neroadrenalina.
  • Contrasta la sensazione di ansia: l’azione sulla corteccia celebrale e sulle connessioni neuronali del cervello porta ad allontanare quella sensazione di pressione e di soffocamento che è tipica delle fasi preliminari dell’ansia, limitando gli eventuali attacchi e contribuendo a dare maggiore fiducia al soggetto.
  • Combatte la depressione: gli stati di benessere generale prodotto dal CBD agisce anche come antidepressivo naturale.


Come scegliere prodotti a base di CBD e dove acquistarli

Per chi vuole migliorare il proprio benessere fisico e al contempo contrastare il problema dell’ansia, utilizzare un prodotto a base di CBD può essere una valida alternativa per sentirsi meglio e poter affrontare la vita quotidiana e il lavoro con maggiore energia. Sarà però importante valutare quale sia l’articolo più adatto a questo fine.

Per questo diventa fondamentale scegliere un sito specializzato come Justbob.it il quale offre a ogni cliente una vasta gamma di articoli a base di CBD, comprensivi di schede tecniche con una specifica delle percentuali di cannobidiolo presenti e le proprietà di ogni prodotto.

Consigli utili per usare le frese toupie per legno

Le frese per toupie per legno (come queste https://www.fraisertools.com/it/frese-per-toupie-legno) sono utilizzate nella lavorazione di questo materiale e servono per scanalare, profilare battenti dei pannelli o fresare a incastro. Si tratta di uno strumento adatto alle falegnamerie professionali, ma anche per tutti coloro i quali desiderano utilizzarlo sebbene non siano esperti.
Se stai cercando di imparare a utilizzare una fresatrice professionale, in questo articolo potrai comprendere come realizzare incastri con frese per toupie per legno persino con un attacco da 8 millimetri.

Caratteristiche delle frese per toupie per legno

Le frese per toupie sono dei macchinari utilizzati nel campo del legno per profilare pannelli, truciolare, ricavare fresate sui pannelli (come quando si desidera inserire degli schienali).
QUesto strumento è fatto con un motore elettrico dotato di elevata potenza dove è innestata una fresa su un banco di lavoro; appoggiando il pezzo su quest’ultimo e spingendolo contro la fresa in movimento, attraverso l’aiuto delle guide il pannello è scavato e viene ricavato un profilo della forma della fresa stessa.
I modelli moderni sono automatici e possono essere usati senza l’intervento delle persone; è un fatto che ha ridotto gli incidenti sul lavoro.
Oggi si indicano con toupie anche i motori inseriti in macchinari bordatori e scorniciatori che fresano o proliferano un pannello.

Come usare le frese per toupie per legno

Le tipologie di frese sono tantissime e ognuna, oltre a essere dedicata a un determinato scopo, deve essere usata nel modo idoneo: quest’ultimo fattore ne determinerà la durata e la resistenza.
È fondamentale preparare al meglio la fresatrice, scegliere la fresa corretta e conoscere le basi d’uso.
La fresa per toupie per legno è il banco per realizzare la fresatura che è allestito montando la fresatrice al contrario; è usata per sagomare cornici, eseguire lavori di tipo professionale in piccola quantità. Su esso si montano frese più grandi di quelle per le fresatrici portatili e sono note come testine. Hanno diametro variabile e fino a 300 mm.
L’attacco non è conico, è invece una sorta di foro interno che deve essere inserito in un albero (come una lama circolare ma più grossa).
I pezzi oltrepassano la macchina ed escono fresati; talvolta richiedendo più passate.
Prima di fresa bisogna verificare che tutto sia a posto, ovvero:

  • che la sede sia pulita tramite getto d’aria compressa e spray ad hoc;
  • che gli anelli distanziatori, ovvero delle boccole utili a sollevare o abbassare la fresa siano a posto;
  • che la macchina, fresa e legno siano a posto;
  • essere certi di possedere una fresa resistente;
  • che il carrello, ossia la guida sulla quale batte il legno e dove scorre il pezzo non sia bloccato o danneggiato, perché il rischio sarebbe di compromettere la stabilità e il risultato una fresa storta.

Impostare i giri al minuto e valutare

I giri al minuto, per quanto concerne la fresa per toupie per legno, in linea di massima dovrebbero essere:

  • 7000 giri al minuto fino a un dm di 140 mm;
  • 5000 giri al minuto per un diametro tra i 140 e i 180 mm;
  • 4000 giri al minuto con un diametro tra i 200 mm e i 250 mm.

Inoltre, va da sè che occorre valutare bene durante il lavoro, infatti, nel caso si tratti di legno molto duro, l’avanzata della fresa deve avvenire con giri più lenti.
Saranno necessari più giri nel caso di avanzamento rapido: tuttavia questo non è sempre possibile e il rischio sarà di bruciare il pezzo.
Nel caso sia presente un numero minore di denti, probabilmente si verificherà un incremento dello scarico di truciolo, correndo tuttavia il rischio di perdere in finitura.

Compro oro Roma: rischi comuni del processo di vendita

Perché decidiamo di vendere il nostro oro ed i nostri gioielli usati nei negozi di compravendita di oro? Quali sono le motivazioni che più di frequente possono spingere una persona a vendere il proprio oro?

Rispondere a queste domande non è semplice, se non lo si fa in modo approfondito. La compravendita di oro è una scelta sicuramente difficile, per alcuni, perché alcune persone decidono di vendere i propri gioielli di famiglia solo quando sono costrette dalla crisi economica e finanziaria e quando, appunto, non sanno proprio cosa fare per continuare a vivere. D’altra parte, l’oro è da sempre considerato come un vero e proprio salvagente perché in effetti il suo valore non smette mai di esistere: per questo motivo, chi ha degli evidenti problemi economici, può scegliere di disfarsi dei propri gioielli di famiglia, anche a volte in modo costrittivo ma necessario, per fare fronte alle spese improvvise che nella vita possono sempre capitare.

Poi c’è anche chi, invece, si è semplicemente stufato di tenere nel cassetto orecchini spaiati, vecchi braccialetti regalati in occasione del battesimo o della prima comunione, regali mai graditi e quindi mai utilizzati, anello di fidanzamento dell’ex marito o dell’ex fidanzato, e sceglie di mettere in vendita questi gioielli per avere la possibilità di investire quei soldi ricavati in altre cose, come vestiti, oggetti elettronici, viaggi, o più semplicemente soldi da conservare.

Potremmo dire quindi che l’identikit del possibile venditore è questo e si divide in due tipologie possibili. Da un lato chi sceglie di vendere il proprio oro semplicemente perché ha bisogno immediato di soldi (e quindi magari vende i suoi gioielli un po’ a malincuore) e dall’altro lato c’è chi invece vende i propri gioielli usati non per soddisfare una necessità economica (o comunque non solo per questo) ma per lo più per disfarsi di oro di cui non gli interessa e che per lui sarebbe solo un ingombro.

Sappiamo che la compravendita di oro è un’attività che, se svolta all’interno di un compro oro di Roma qualificato, serio e competente, non comporta alcun rischio. Tuttavia, è sempre bene scegliere con cura il negozio a cui ci affidiamo, e prestare attenzione che si tratti di personale non solo competente e qualificato, ma anche serio ed affidabile per evitare rischi e conseguenze possibili (come truffe, ad esempio).

Chi è più a rischio nel processo di vendita di oro e gioielli usati

Quale delle due potenziali tipologie di venditore è più a rischio? Sicuramente la tipologia più a rischio è quella del venditore che decide di vendere il proprio oro per soddisfare un’immediata esigenza economica: infatti, quando si ha immediato bisogno di denaro per affrontare una spesa, c’è davvero il rischio che, pur di avere dei soldi in cambio del proprio oro, non si sia abbastanza lucidi nella scelta del negozio a cui ci si affida. Bisogna invece essere molto attenti, anche in questa fase, e prendersi del tempo per decidere a chi affidarsi: il rischio di essere truffati, purtroppo, è sempre dietro l’angolo e l’urgente esigenza economica no non deve essere vista come un elemento di disturbo, perché quando si agisce condotti dall’irrazionalità si rischia davvero di prendere un abbaglio. Questa situazione è difficile che possa capitare, invece, a chi sceglie di vendere il proprio oro per soddisfare un’esigenza economica meno urgente, e solo perché magari si è stancato di tenere gioielli in casa che non utilizza: in questo caso, infatti, mossi da una situazione meno urgente, si è più attenti ad evitare rischi e truffe.

Quali sono i rischi che si corrono

Il rischio più evidente ed importante è quello di non ricevere il compenso giusto per il quantitativo ed il peso di oro che viene portato all’interno del negozio.

In particolare, vi è il rischio sia che non venga seguita la quotazione ufficiale (cosa importantissima, la quotazione deve essere sempre aggiornata), sia che il negoziante cerchi di ingannare il cliente sul peso dei suoi gioielli. La bilancia deve essere tarata alla massima precisione, ma spesso il negoziante disonesto pensa che il cliente non abbia preventivamente pesato a casa i propri gioielli (cosa che spesso accade in realtà) e quindi inganna il cliente sostenendo che il peso dei gioielli sia più basso rispetto alla realtà.

Per questi motivi, occorre informarsi sempre molto bene e quindi:

  • Essere informati sull’effettiva quotazione ufficiale, aggiornata il più possibile;
  • Pesare il proprio oro a casa, prima di recarsi in negozio per la vendita.

In linea di massima, comunque, basta prestare attenzione ad alcuni aspetti che possono sicuramente aiutarci per evitare inganni e truffe. Quando ci si rivolge ad un negozio di compravendita di oro, infatti, bisogna prima di tutto considerare che il negozio dovrà agire seguendo la quotazione ufficiale, che deve essere anche ben visibile al cliente: se vi sono situazioni che non ci permettono di conoscerla, o se la quotazione viene in qualche modo distorta in favore del negozio, allora è bene rivolgersi altrove perché siamo di fronte sicuramente ad un negozio non qualificato, non professionale e soprattutto per nulla onesto.

Dormire bene, quali sono le migliori federe per cuscino?

Il sonno ha un ruolo molto importante per vivere tutte le attività quotidiane al meglio, per questo motivo possiamo glissare su tante scelte che diventano secondarie, ma non su quella del letto, del cuscino e del materasso. Ma non finisce qui, perché per dormire bene, quali sono le migliori federe per cuscino è un elemento spesso sottovalutato, come se gli accessori non meritassero la stessa cura e questo è un grave errore.

Per dormire bene, quali sono le migliori federe per cuscino

Al giorno d’oggi, il mercato offre cuscini adatti a tutte le esigenze: c’è chi ha bisogno di cuscini morbidissimi, chi è allergico e necessità di materiali appropriati, esistono dei cuscini per la cervicale (su Pillux.it puoi fare un semplice test per capire di quale cuscino ai bisogno). Se è vero che un cuscino confortevole e di qualità è fondamentale, non dobbiamo dimenticarci di un accessorio altrettanto importante: la federa.
Mentre tanto tempo fa era usanza utilizzare il corredo tramandato dalle nonne, fatto di ricami, pizzi e merletti, oggi abbiamo la possibilità di scegliere le nostre federe a iniziare dalle stoffe e proseguire con le cuciture, le cerniere, i botti, i lacci e la scelta dei colori più belli. Possiamo unire il comfort donato quando mettiamo le federe sui cuscini alla magia delle tinte più belle, adatte per colorare le nostre stanze da letto e renderle degli spazi da vivere in modo sereno e rilassante.

Oggi il Feng-Shui è diventato un vero e proprio lavoro e consiste nel rendere la casa confortevole nei piccoli dettagli; per questo motivo anche un elemento come la federa riveste un ruolo importantissimo. Questa scienza tende inoltre a dare spazio a tessuti naturali e morbidi come lino, seta e cotone, tinti, possibilmente, con metodologie ecologiche tali da ricorda un morbido abbraccio.
Quando la federa è pulita diventa piacevole, è in grado di custodire l’igiene, ma anche di decorare il nostro letto con colori concilianti e tranquillizzanti: diventa impossibile non percepire la differenza durante il sonno.

Tessuti migliori e misure ideali per le federe da cuscino

La scelta sul mercato di questi preziosi articoli oggi è davvero tanta; i materiali più diffusi sono cotone, sera, lino, flanella, microfibra e i vari materiali sintetici. Tra queste, la stoffa più diffusa è senza dubbio il cotone, adatto alle persone che soffrono di allergia, è un perfetto e morbido traspirante naturale e non è costoso. Alcune tipologie sono pregiate e garantiscono ulteriore morbidezza e leggerezza, oltre che eleganza e sofisticatezza: è il caso del percalle, il quale somiglia alla seta ma piuttosto costoso.

Le federe realizzate con materiali sintetici sono meno morbide, offrono tuttavia un prezzo basso e sono davvero facili da stirare; anche quelle in microfibra sono facili da trattare durante il processo di pulizia, alcuni tipi hanno prezzi abbordabili, altre un po’ meno.
Chi soffre il freddo, ad esempio, preferisce farsi avvolgere da federe in flanella.

Per quanto riguarda le misure, è importante che quelle italiane sono diverse da molti altri paesi, quindi occorre avere un occhio di riguardo. Prima di comprarle, è sempre bene avere a mente come sono i cuscini di casa, per evitare di acquistare federe, soprattutto, troppo strette.
Le federe, inoltre, possono essere comprate in coppia e separatamente dalle lenzuola, consentendo abbinamenti fantasiosi, ma anche, la possibilità di prediligere tessuti più delicati a contatto con il viso, spesso una parte sottoposta a sfoghi cutanei anche legati alle stoffe usate.

L’importanza degli strumenti di misurazione

Fin dall’antichità, il concetto di misurazione è sempre stato fondamentale nella vita quotidiana, che sia per un acquisto o per un calcolo in distanza.
Al giorno d’oggi la precisione nella misurazione è fondamentale, per questo esistono da tanti anni aziende adibite nella progettazione e costruzione di elementi misurativi da utilizzare in qualunque ambito.
Alcune di queste attività si specializzano nella realizzazione di prodotti industriali, i quali misurano con impeccabilità ed efficienza in qualunque ambito richiesto dal cliente.

Controllo dimensionale

Il termine indica proprio tutti gli strumenti capaci di misurare un determinato dato, funzione fondamentale ad esempio nell’ambito industriale. Società come ad esempio Rotondi.it forniscono innumerevoli servizi e prodotti per la più ampia clientela possibile.
L’azienda citata agisce fin dal 1943, partendo da strumenti basilari come squadre, righe e calibri.
Già dagli anni 50 la situazione prese un’impennata produttiva grazie all’introduzione di strumenti ottici, che portarono maggior precisione nelle misurazioni.

Successivamente arrivarono strumenti bidimensionali e tridimensionali.
La fama acquisita dalla loro produttività porta la società a progettare strumenti di misura in ambiti automobilistici, meccanici, elettronici e aerospaziali, con distribuzione sia nel paese d’origine che all’estero.
Il successo le ha permesso una sempre maggior ricerca di precisione e affidabilità, acquistando materiali di prima fattura e di innovativa qualità.
Il tutto sempre nel rispetto dell’ambiente, culminato dall’installazione di pannelli fotovoltaici nel 2011, ottenendo da essi il 40% dell’energia totale richiesta dalla struttura.
Le aziende che operano in questo settore devono introdurre tecnologie sempre più innovative ed efficienti, data la sempre più accurata richiesta della clientela. La ricerca di nuove funzionalità nelle macchine non si ferma mai, permettendo al cliente non solo sicurezza e qualità, bensì anche una vasta scelta sui tanti prodotti che un’azienda deve offrire al giorno d’oggi.

Alcune di queste società non si fermano solo alla produzione di strumenti di misurazione, occupandosi anche di manutenzione, calibrazione e trasporto di esse, formando giovani ed esperti sulle nuove tecnologie in questo campo.
Il loro lavoro inizia dalla specifica richiesta di un cliente, che passerà poi dall’ideazione e realizzazione di un progetto, il quale verrà rappresentato da un prototipo. Esso subirà numerosi test di efficienza e qualità, che se superati permetteranno la produzione all’ingrosso di quello specifico elemento nato dal prototipo. Ne seguirà l’impacchettamento e la spedizione.

Prodotti

La produzione di strumenti di misurazione in questo settore deve soddisfare la richiesta del cliente e deve garantirgli un’ampia scelta. Scopriamo alcuni dei tanti strumenti che vengono realizzati.

Divisione di precisione

Questa branca di strumenti comprende solitamente 3 tipologie di elementi di misurazione.

 

  • Righe ottiche: esse non sono altro che attrezzi lineari equamente segnati da tacche di misurazione lungo la loro lunghezza. La misurazione avviene tramite la lettura di una lente ottica che segna quante tacche le sono passate sopra, garantendo una taratura sempre precisa e affidabile. I materiali di queste barre possono essere acciaio inox o float glass

 

  • Reticoli di calibrazione, fotomaschere, target di test e collimatori: la foto alta precisione viene sfruttata nella calibrazione degli strumenti di misurazione, rispettando l’efficienza richiesta oggigiorno. Le varietà di calibrazione sono tante, ogni industria può richiederne una versione diversa. Per questo bisogna offrire la più ampia personalizzazione possibile al cliente

 

  • Righe e strumenti simili: trattandosi di una collezione di elementi presenti fin dagli albori, molte società dispongono di un’enorme quantità di versioni diverse. A questo ambito appartengono le due categorie di strumenti citati precedentemente.

 

Molte aziende dispongono di portale internet, attraverso il quale è possibile visualizzare sempre nuovi prodotti, nell’ambito di una specificità d’utilizzo non eccessivamente approfondito.
Gli elementi pubblicizzati in rete potranno essere sia strumenti nuovi che singoli pezzi necessari per il ricambio.

La Cellulite : cause e rimedi, come affrontarla

Uno dei problemi estetici più ricorrenti nelle donne è certamente legato alla cellulite, che impone un concreto cambiamento di rotta nella vita e nelle abitudini alimentari ed in quelle legate all’attività fisica delle persone interessate.

Senza entrare nel merito delle strategie legate all’attività fisica, cerchiamo qui di fornire una serie di indicazioni alimentari per combattere quello che è un vero e proprio disturbo, l’incubo di ogni donna.

Cause della cellulite

La prima causa della cellulite è una circolazione faticosa e quindi un rallentamento dell’afflusso di sangue ai tessuti più superficiali; sottoposti ad uno sforzo maggiore, i capillari lasciano fuoriuscire la parte liquida del sangue, che si va a depositare tra una cellula e l’altra. Un altro fattore che contribuisce alla ritenzione di liquidi è l’azione degli ormoni femminili, che modificano il corpo delle donne sin dalla pubertà; anche per questo in genere si dice che sono le donne i soggetti più a rischio-cellulite (ben il 90% ).

Con il tempo il ristagno di liquidi intercellulari tende ad aumentare ed i liquidi a loro volta tendono ad indurirsi ed a trasformarsi in una sostanza densa e fibrosa: la cellulite è esattamente questo ammasso di grasso e liquido, che assume forma di noduli destinati a diventare sempre più grossi.

Le aree cellulitiche non vengono irrorate adeguatamente dal sangue perché i capillari sono schiacciati dai noduli e quindi non ricevono alcun nutrimento; la pelle, che si presenta sotto forma di buccia d’arancia, rivela rigonfiamenti e buchi fastidiosi ed antiestetici, mentre i noduli cellulitici evidenti al tatto possono essere anche dolorosi.

Cellulite ed alimentazione

Curare la cellulite richiede un’azione combinata di attività fisica personalizzata, massaggi e naturalmente alimentazione. Quali allora i comportamenti alimentari da adottare, che non si possono limitare al periodo della dieta, ma devono diventare una sana e regolare abitudine?

In una dieta anticellulite che si rispetti è fondamentale l’apporto di frutta e verdura perchè contengono fibre, le quali favoriscono le funzioni intestinali ed aiutano a purificare l’organismo da tutte le sostanze tossiche accumulatesi nel liquido intercellulare.

Vanno quindi privilegiati ortaggi e frutta ricchi di potassio (patate, prugne, pomodori, melone) per combattere la ritenzione idrica, poi carote, cavoli e prezzemolo per l’apporto di Vit.A che rinforza le cellule; vit.C (agrumi, ananas, kiwi e fragole) a protezione dei capillari; vit E e K (spinaci, lattuga, broccoli) per favorire la circolazione.

Siccome la cellulite si accompagna ad una eccessiva quantità di grassi, è importante seguire un regime dietetico ipocalorico, che comporti l’assunzione di non più di 1200 calorie al giorno e che favorisca una perdita di peso di almeno 0,5 kg a settimana.

Alcuni consigli

Termini di cottura degli alimenti: da privilegiare quella al vapore, alla griglia o al forno a microonde, in quanto non richiedono molti condimenti cotti.

Condimenti: oltre ai condimenti cotti, occorre limitare quelli a crudo; in ogni caso, privilegiare i grassi vegetali (olio d’oliva) e scartare quelli di origine animale. Attenzione al sale da cucina, che favorisce la ritenzione di liquidi.

Acqua: l’acqua, tramite l’urina, contribuisce ad eliminare i liquidi stagnanti, perciò bisogna bere molto nel corso della giornata, almeno due litri.

Il calo del desiderio è una faccenda che colpisce numerosi uomini

A causa dello stress, di pensieri negativi e di tante altre circostanze, sono sempre di più gli uomini che si trovano in condizioni di disagio quando devono consumare un rapporto sessuale con la propria partner.
La libido, infatti, costituisce il motore principale attraverso il quale si innesca tutto il meccanismo necessario per fare in modo che nasca la passione; senza di essa, non è possibile sperare in un rapporto sessuale completo e soddisfacente.
In altri casi, invece, il calo del desiderio può avere il suo esordio a causa di circostanze diverse, come per esempio stress, ansia, alcolismo e tabagismo.
E’ bene non sottovalutare quelle che possono essere le eventuali ripercussioni che possono verificarsi sulla sfera psicologica: una disfunzione erettile prolungata, infatti, può andare a ledere in maniera più o meno grave su quella che è l’emotività delle persone.
Se non trattata in maniera adeguata, la disfunzione erettile può fare in modo che venga coinvolta l’autostima dell’uomo in questione, provocandone così una perdita graduale.

Le cause che portano a tale condizione I motivi per i quali esordisce la disfunzione erettile sono vari, e ciascuno di essi ha una sua precisa motivazione.
Come detto, questa può insorgere a causa di alcolismo, tabagismo e tante altre circostanze; a differenza, quindi, di una comune tosse, i sintomi non sono circoscritti, trovando quindi un raggio d’azione più ampio e ramificato.
Grazie agli innumerevoli passi da gigante che la medicina ha fatto negli ultimi tempi, oggi è possibile utilizzare dei medicinali, sia chimici che naturali, per poter risolvere in tutto o in parte il problema legato all’erezione.
Il loro funzionamento è semplice: questi, infatti, si occupano di richiamare il sangue al pene, aumentando così l’afflusso che arriva ad esso.
In tal modo, il corpo cavernoso si ingrossa e si garantisce un’erezione da mantenere durante tutto il rapporto sessuale con il proprio partner.

I farmaci più utilizzati

Tra i farmaci per la disfunzione erettile online più interessanti, c’è sicuramente il Viagra Generico (altresì noto come Sildenafil Citrate).
Il viagra, sostanzialmente, funge da vasodilatatore: fa in modo che venga richiamato il sangue al pene, così da garantirne l’erezione.
Tuttavia, è assolutamente indispensabile che prima di assumere qualsiasi tipo di medicinale si tenga conto del parere del proprio medico.
Qualora, infatti, si sia avuta una storia di ictus o di altre patologie cardiache, assumere dei farmaci che agiscono sul sistema cardiocircolatorio potrebbe rivelarsi fatale.

I miglioramenti tangibili

Contrariamente a quanto si possa pensare, risolvere i problemi inerenti la sfera sessuale comporta una serie di vantaggi non da poco dal punto di vista privato.
I rapporti con la propria partner, infatti, non farebbero che migliorare in maniera sensibile, potendo così garantire sul funzionamento del rapporto a trecentosessanta gradi.
Ma è necessario assumere solo dei farmaci? La risposta è si e no.
Nonostante, infatti, i farmaci contribuiscano in maniera interessante e solenne alla risoluzione di tutti i problemi legati alla disfunzione erettile, è fondamentale tenere a mente che non è possibile ottenere un calo definitivo se non si ha anche un valido supporto psicologico.
Credere nella cura e nel miglioramento, infatti, sono elementi necessari per fare in modo che si possa beneficiare pienamente dell’azione dei farmaci.
Oltre alla terapia farmacologica, è possibile intervenire prima di tutto dal punto di vista psicologico, cercando di risolvere il problema con un approccio non immediatamente farmacologico.

Pacco Bartolini non arriva: cosa fare

Bartolini è un’azienda italiana leader nella consegna di molte categorie di spedizioni e nella fornitura di materiale e distribuzione delle merci.

Viene utilizzato dalla maggior parte di aziende e-commerce online, ma non da Amazon che ha i suoi corrieri per lo spostamento dai suoi magazzini e quindi Poste Italiane o SDA per consegnare in tutta Italia la merce acquistata.

Se la consegna di un pacco affidata a Bartolini BRT risulta essere in ritardo o non è consegnata, sarà necessario mettersi in contatto con l’assistenza clienti per chiedere maggiori informazioni.

Tuttavia, prima di contattare il servizio clienti è meglio controllare se davvero ci sono delle problematiche o è solo ansia da attesa di pacco acquistato online.

Tracking Bartolini

La prima cosa da fare quando si attende un pacco Bartolini è quello di farsi consegnare dall’azienda (o dal mittente se è un pacco che si deve ricevere) il numero di tracking.

Infatti è solamente tramite il codice di tracking che si potranno avere le informazioni riguardanti la relativa spedizione, e capire se essa è realmente in ritardo, il motivo e dove è il pacco in quel determinato momento. La pagina per eseguire il tracking BRT è raggiungibile a questo link.

Gli orari di consegna

E’ possibile che per un problema non identificato, la consegna di un pacco sia in ritardo oppure che sia nei tempi previsti ma il corriere non abbia trovato nessuno a casa del destinatario e quindi non è stato possibile completare la consegna. Quando si hanno questo tipo di problematiche ed il pacco va in giacenza, sarà necessario contattare l’assistenza clienti BRT.

Da notare che la tempistica di consegna di spedizioni Bartolini varia per zona di partenza e di destinazione, della merce o dimensioni pacco. Esiste un tool sul sito raggiungibile a questo link, che permette di calcolare i tempi di consegna di una qualsiasi spedizione, inserendo i dati di consegna.

L’assistenza clienti

L’assistenza Bartolini clienti è offerta al cliente in modalità locale. Quindi per problemi di consegna o assistenza dopo la vendita bisogna contattare la sede di appartenenza, perchè ogni filiale gestice direttamente la fase operativa e commerciale.

Questa scelta da parte di Bartolini permette che il servizio clienti diviso in modo locale sia in grado di risolvere le esigenze e i problemi del cliente e fornire un servizio di assistenza adeguato e che possa risolvere i problemi.

In caso di disguidi con la consegna per prima cosa bisogna quindi telefonare alla filiale Bartolini di zona o quella più vicina alla zona del cliente. Per conoscere il numero della filiale BRT più vicina si può far riferimento a questo articolo di parlareconoperatore.com, dove sono listati i numeri di tutte le sedi Bartolini d’Italia.

Per inviare invece un reclamo o ricevere una documentazione del pacco bisogna invece inviare la richiesta, compilando l’apposito modulo online sul sito, alla sezione contattaci.

Servizio online

I clienti Bartolini possono usufruire del servizio online disponibile sito ufficiale dell’azienda, tramite il quale sarà possibile utilizzare maggiori strumenti che permettono di conoscere più info sulla propria spedizione. Nel dettaglio, con in servizi online si può:

  • conoscere in anticipo il costo di una spedizione;
  • utilizzare il live tracking;
  • modificare data e luogo di consegna di una spedizione;
  • richiedere un ritiro;
  • utilizzare EasySped Web per gestire autonomamente le spedizioni.

Per usufruire del servizio online e allo stesso tempo avere la massima privacy bisogna iscriversi in modo da ricevere una password, che permetterà di utilizzare tutti i servizi online.

Per richiedere la password si deve scaricare il relativo modulo presente sul sito, stamparlo, compilarlo in ogni parte, firmarlo ed inviarlo tramite fax alla filiale più vicina, all’attenzione dell’ufficio commerciale.

Una volta ricevuto il modulo, Bartolini invierà una password tramite indirizzo e-mail indicato sul modulo di richiesta.

Siti di incontri gratis, tutto quello che c’è sapere

Esistono chat per single gratuite? E, soprattutto, sono sicuri? Se navighi in rete con l’obiettivo di cercare l’anima gemella o un amante, di certo ti sarai posto questi ed altri quesiti in merito. La naturale diffidenza verso tutto ciò che è gratis è ovvia e forse scontata, perché viene da chiedersi se un servizio gratis non nasconda poi dei costi occulti oppure sia una completa fregatura.

In tal senso, ciò che preoccupa molto è la privacy, ovvero la possibilità che qualcuno possa vendersi i tuoi dati o addirittura compiere degli illeciti utilizzando il tuo nome e così via.

In tal senso, ciò che preoccupa molto è la privacy, ovvero la possibilità che qualcuno possa vendersi i tuoi dati o addirittura compiere degli illeciti utilizzando il tuo nome e così via.

Dunque, cerchiamo di avere un quadro più chiaro di tutta la situazione e rispondendo alle seguenti domande:

  • Esistono o meno i siti di incontri gratis?
               
  • I siti di incontri gratis usano pubblicità?
               
  • Sono totalmente gratis?
               
  • Funzionano bene?
               
  • Si vendono i tuoi dati?

Esistono o meno i siti di incontri gratis?

La prima e la più ovvia delle domande è proprio questa. Infatti, tornando al discorso di prima, si è sempre preoccupati quando qualcuno offre un servizio o un prodotto gratis, temendo la fregatura dietro l’angolo.

In realtà, le chat gratis per single esistono e sono diverse, ma non tutti hanno la medesima politica. Questa, infatti, dipende dalla proprietà del sito, che gestisce il servizio a propria discrezione, ma che dovrebbe esplicitare fin dall’iscrizione dell’utente quali sono le sue condizioni.

Solitamente, puoi trovare tutte le indicazioni del caso nelle FAQ del sito di dating o sulla pagina dedicata alle condizioni di fruizione del servizio.

I siti di incontri gratis usano la pubblicità?

Sì, la usano. Qualunque tipo di business ha la necessità di sostenersi e quelli online non fanno eccezione. La pubblicità è una fonte di sostentamento universale per i canali digitali, così come lo è – ad esempio – per la televisione o i giornali: rinunceresti mai al tuo programma preferito solo perché passano le pubblicità ogni tot di tempo? No, ovviamente.

Dunque, anche le chat non a pagamento usano la pubblicità ma, spesso, c’è la possibilità di eliminarla del tutto. Tanti portali, infatti, consentono agli utenti di navigare senza vedere la pubblicità semplicemente pagando una piccola cifra una tantum.

Sono completamente gratis?

Non sempre, in verità. Trattandosi di un servizio, è ovvio che deve esserci un ritorno economico per chi gestisce il portale e dunque, se sarà tutto completamente gratis, vuol dire che ci saranno molte pubblicità all’interno del portale.

Ciascuno ha una propria indiscutibile politica, naturalmente. In genere, però, potremmo definire tre diverse tipologie di siti di incontri gratuiti in base alla loro politica: completamente gratuiti, gratuiti in parte; gratuiti per le donne.

1# Siti di incontri completamente gratis

Si tratta di quei siti di incontri davvero gratis che consentono agli utenti di usufruire appieno di ogni funzionalità, senza sborsare una lira. Ovviamente, sul portale ci saranno delle pubblicità, ma spesso viene concesso di eliminarle semplicemente pagando una fee irrisoria. Poi, si potrà navigare e fare conoscenze in maniera del tutto tranquilla, senza banner, video e pop up vari che sfrecciano ovunque sul display.

Non pagare non implica nulla all’utente, ovvero si continua ad usufruire del servizio gratis con la scocciatura di dover per forza vedere un tot di banner e video pubblicitari, prima di compiere determinate azioni.

2# Siti di incontri gratis solo a metà

In questa categoria vanno quei portali che consentono di accedere a tutti i propri servizi dietro il pagamento di un obolo una tantum oppure di un abbonamento. Anche qui, ciascuno può adottare la propria politica in merito, ovvero:

  • far pagare solo l’iscrizione e consentire di accedere a tutti i servizi gratis
               
  • non far pagare l’iscrizione, ma limitare le funzioni disponibili oppure non renderle accessibili: ad             esempio, si può consentire solo un tot di invii di messaggi privati al mese, se non si paga
               
  • chiedere un pagamento solo per i servizi cosiddetti premium, come l’accesso a video, album di foto, ecc.    

Da ciò, si evince che possono esserci differenze anche sostanziali fra un sito di incontri gratis ed un altro e che occorre scegliere con particolare attenzione il proprio, così da non trovarsi in una situazione ostica in base alle proprie attese.

3# Siti di incontri gratis per le donne

Com’è facile immaginare, sui siti di incontri si trovano molti più profili maschili che femminili. Per ovviare a ciò, molti portali di dating online hanno adottato una speciale politica nei confronti delle donne, concedendo loro di iscriversi gratis oppure di acquistare un abbonamento o dei servizi ad un prezzo fortemente scontato.

In questo modo, si intende favorire l’iscrizione del gentil sesso, così da equilibrare gli utenti. Per altro, per le donne ciò vuol dire avere la possibilità di iscriversi a più siti di dating e dunque conoscere più persone, in base alle proprie esigenze.

Funzionano bene i siti di incontri gratis?

Certo che sì, perché non dovrebbero? Esattamente come quelli a pagamento, anche i siti di incontri gratis funzionano a dovere, garantendo la possibilità di conoscere persone sempre nuove, interessate ad una relazione amorosa o solo al sesso.

In linea generale, consigliamo di dare sempre uno sguardo anche alle recensioni dei siti di incontri gratis che trovate sul portale specializzato https://lanottedivenere.it/, così da farsi un’idea della tipologia di servizi offerti e se questi sono aderenti o meno alle proprie esigenze.

I siti di incontri si vendono i tuoi dati?

La normativa europea sulla protezione dei dati personali è molto severa e stringente, dunque non è possibile che un sito di incontri venda i tuoi dati. O, almeno, non può farlo se non autorizzato da te. Infatti, all’atto dell’iscrizione su di un qualunque sito, troverai sempre delle caselle da spuntare, che indicano come verranno gestiti i tuoi dati, se solo a livello aziendale; se anche dal comparto marketing interno oppure se per uso di terzi esterni.

Hai tu la piena scelta su come verranno utilizzati i tuoi dati, non temere!

Sistemi di sicurezza e lame a nastro per segatronchi

Lavorare i tronchi in sicurezza è molto importante e l’INAIL ha prodotto un documento apposito per chi opera con macchine segatronchi e che prende in considerazione fattori rilevanti, come le cabine di sicurezza e i dispositivi per gli operatori.

Le macchine da taglio fatti sono fra le più pericolose, anche per chi ci lavora da tempo. Quindi possedere un’accurata formazione in materia è assolutamente indispensabile per garantire agli operatori di poter lavorare in tutta sicurezza con le lame a nastro per segatronchi (vedi quelle di Crocoblade).

In “Segheria Sicura – Opuscolo informativo per Lavoratori delle aziende di prima lavorazione del legno”, che è l’opuscolo informativo prodotto dal ministero ,si trovano molte indicazioni interessanti per i vari ruoli ricoperti degli operatori in segheria e contemplano operazioni come intestazione, scorniciatura, taglio dei tronchi e delle tavole, movimentazione accatastamento e tutti gli altri elementi che coinvolgono questo tipo di lavoro.

L’intestatrice è una grossa macchina per il lavoro del legno e quando è in movimento, secondo l’opuscolo informativo, la sua lama non deve essere raggiungibile dai lavoratori. Quindi è necessario che si trovi all’interno di una recinzione dotata di un cancello che svolge anche il ruolo di interruttore, in modo tale che non sia possibile attivare il taglio a varco aperto.

Bisogna però tenere presente che la lama dell’intestatrice ha una certa inerzia e che quindi è pericolosa anche per parecchi secondi dopo lo spegnimento. Molte macchine, infatti, non sono dotate di un sistema frenante per il motore e non è possibile o molto difficile modificarle per introdurre questa soluzione. Nel documento si riportano comunque alcune soluzioni alternative in grado di rendere meno pericolosa la situazione.

Altri obblighi

La presenza di interruttore di sicurezza al cancello però non è l’unico dispositivo di sicurezza da implementare, perché le macchine devono essere dotate di interruttori di arresto di emergenza a fungo, installati in una posizione facile da raggiungere per l’operatore e di colore rosso. Serve anche una bobina di minima tensione che impedisce il riavvio automatico dell’impianto in caso di arresto di emergenza.

La macchina si deve trovare all’interno di una recensione,accedendo alla quale si interrompe la corrente elettrica. Infine una cuffia metallica di protezione deve essere installata sulla parte superiore dell’intestatrice in modo tale da intercettare le schegge prodotte, lasciando libera soltanto la parte di lama indispensabile al taglio.

Nel documento si riportano anche tutte le informative necessarie per la gestione di situazioni ordinarie e non, come per esempio il caso in cui il tronco si inceppi nella macchina, la cabinatura e i DPI.

Sistemi di sicurezza

Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, in caso in cui l’operatore esca dalla cabina di comando e si avvicini alla zona di lavoro della macchina movimento è necessario che indossi una visiera di protezione. L’intestatrice pur essendo recintata dovrà essere dotata di cartelli per la segnalazione del rischio di schegge e dell’obbligo di indossare la visiera.

I tronchi devono essere spostati su un carro porta tronchi che si muova su rotaie apposite e tutta la corsa dovrei essere delimitata da una recinzione, che abbia come unico accesso un cancello con interruttore di sicurezza che interrompa la macchina in caso di apertura. La recensione dovrà trovarsi ad una distanza dalla macchina tale da rendere impossibile all’operatore di raggiungere le parti in movimento e del corpo.

Inoltre deve essere alta a sufficienza perché si impossibile anche tentare mosse azzardate. Il cancello di accesso della recisione deve essere largo abbastanza da permettere il passaggio delle lame a nastro in modo tale da portarle in un locale di affilatura separato e distinto rispetto all’area di taglio.

Sono riportate indicazioni relative alla cabinatura ed in particolare alla presenza degli elementi per la riduzione del rumore della macchina in funzionamento, perché si tratta di un dispositivo che produce alti livelli sonori, in grado di danneggiare l’udito, non solo nel breve ma anche nel lungo periodo, agendo in maniera subdola.

La cabina dovrei essere quindi dotata di pannelli fonoassorbenti e dove necessario trasparenti, stratificati, con camera d’aria interna per isolare in maniera efficiente del rumore. Infine la cabina deve essere dotata di sistemi per rendere confortevole la permanenza dell’operatore, come il riscaldamento e condizionamento, un sedile regolabile è una porta d’accesso, disposta in modo tale da rendere minimo il percorso di fuga in caso di emergenza.

Infine occorre una luce in grado di restare attiva anche in caso di interruzione della corrente elettrica e di mantenere il suo funzionamento per parecchie ore, oltre ad un estintore ben segnalato.

Termometro digitale: guida all’uso

Il termometro digitale è un accessorio indispensabile per controllare le variazioni di temperatura corporea. Si tratta in particolare del termometro utilizzato per i controlli medici che riguardano la misurazione della febbre, questo accessorio è presente nella maggior parte delle case e viene utilizzato per la sua praticità e semplicità d’uso da uomini e donne di ogni età. Rispetto al termometro classico quello digitale assicura una maggiore accuratezza nella misurazione della temperatura e consente inoltre il display è molto più semplice da leggere rispetto a quello del termometro tradizionale. Non tutti sanno che il primo termometro risale al 1607, nel 1709 nasce invece quello all’alcool di Fahrenheit e solo 30 anni dopo si avrà quello al mercurio antecedente alla versione digitale. Per quanto riguarda la misurazione della temperatura attraverso la scala Celsius questa si avrà solamente nel 1742. Sul mercato attuale è possibile acquistare diversi generi di termometri ognuno con caratteristiche differenti che rendono la scelta del più adatto abbastanza difficile. Per orientarsi al meglio infatti è necessario conoscere il funzionamento dei singoli modelli.

Termometro digitale come funziona?

Il termometro digitale è uno dei modelli più recenti e precisi, il suo funzionamento si basa su di un sensore che varia la misurazione in base alla temperatura corporea e per mezzo di un circuito elettrico questa viene tradotta in numero sul display presente. La maggior parte degli utenti lamenta la scarsa affidabilità di questo modello di termometro in realtà però secondo gli esperti si tratta del modello più preciso, l’incapacità di utilizzarlo o il fatto di utilizzarlo in modo sbagliato porta poi ad una misurazione non precisa. Il bulbo di questo modello di termometro, a differenza di quello montato sulla versione in vetro, è molto più piccolo, per questo motivo si consiglia di preferire un modello con la base dell’attaccatura del bulbo flessibile così che questo possa adattarsi alle forme del corpo. In questo modo sarà possibile ottenere una misurazione veloce e precisa in poco tempo.

Termometri moderni

Tra i termometri di ultima generazione ci sono quelli ad infrarossi che consentono una misurazione immediata della temperatura attraverso la proiezione del calore da parte del canale auricolare o della parte anteriore della fronte. Questo modello viene considerato anche abbastanza preciso ma anche in questo caso le modalità con cui viene utilizzato sono fondamentali per ottenere un risultato ottimale. Per ultimo, c’è anche il termometro a striscia reattiva che è composto da una fascia da applicare sulla fronte che consente di ottenere la misurazione richiesta, quest’utlima infatti cambia colore in base alla temperatura del corpo, ma non vi è certezza sull’affidabilità di questo modello.

Il termometro di vetro

Il termometro a galinstao sfrutta la dilatazione termica del liquido contenuto all’interno del termometro in vetro. Questo modello infatti presenta un liquido che tende ad espandersi dal bulbo e risalire sul tubicino per indicare la temperatura corretta. L’utilizzo di questo modello è abbastanza semplice e sbrigativo, anche se è consigliabile posizionarlo in modo stabile e tenerlo ben fermo in sede per qualche minuto in più piuttosto che in meno. Il galinstao è un materiale atossico e non inquinante perciò la scelta di questo termometro viene considerata ecologica, da prendere però in considerazione il fatto che la struttura in vetro può risultare molto fragile. Infine, non si può non citare il termometro a mercurio che funziona nella stessa identica maniera di quello a galinstao anche se consente di ottenere una misurazione della temperatura corporea ancora più precisa, anche se, vi è l’inconveniente che il mercurio è altamente tossico motivo per cui da quasi dieci anni è impossibile trovarlo sul mercato ed è perciò stato sostituito dai modelli più recenti.

Quale termometro scegliere

La scelta del termometro, soprattutto se si hanno bambini in casa dovrebbe ricadere sul modello digitale questo perché garantisce correttezza e precisione nella misurazione ed assicura resistenza maggiore rispetto al modello in vetro che al contrario è molto fragile. Il termometro digitale è più semplice a utilizzare rispetto ad alti modelli ed emette un suono alla fine della misurazione che può essere utile er tranquillizzare il bambino.

Bambini sordi: qual è l’approccio comunicativo da adottare?

Il fenomeno della sordità infantile rappresenta una condizione patologica non trascurabile; si stima che su 1000 pazienti nati, circa 1-3 siano affetti da una forma di riduzione dell’udito che rende difficile la comunicazione nel momento dello sviluppo pediatrico. Il dato aumenta se si tengono in considerazione anche le tipologie disfunzionali acquisite e progressive, che finiscono per complicare il quadro statistico che emerge dalle recenti iniziative ospedaliere di sensibilizzazione. In questo articolo abbiamo scelto di approfondire la delicata questione dei bambini sordi allo scopo di guidare il lettore step-by-step alla scoperta delle varie patologie esistenti e di come esse possono essere normalizzate per il paziente che ne è affetto: ecco cosa sapere.

Patologie che colpiscono i bambini sordi: quali sono e come trattarle?

Da cosa dipende la sordità? Sono molti i genitori che cercano di trovare una risposta a tale quesito allo scopo di adottare un sistema di comunicazione vincente con il proprio bambino. In primo luogo, è bene sapere che mediante i moderni programmi di screening neonatale è possibile conoscere con largo anticipo le diagnosi più accurate in merito alla grave patologia di riduzione uditiva infantile. Indipendentemente dalle origini, infatti, la sordità consiste in un funzionamento difettoso della coclea, il cui scopo è quello di convertire le onde sonore che provengono dal mondo esterno in impulsi elettrici che arrivano al cervello per essere decodificati.

Il processo di significazione cerebrale, di conseguenza, viene irrimediabilmente danneggiato nel momento in cui il bimbo non è in grado di recepire correttamente gli stimoli sonori, anche se di alta intensità. A seconda dei casi patologici, inoltre, è bene considerare che le cause della sordità infantile possono essere trasmissive – ovvero transitorie – o neurosensoriali, del tutto irreversibili. Delineare il quadro diagnostico del soggetto è il primo passo con cui il genitore può sviluppare una forma comunicativa che tenga conto delle difficoltà linguistiche e sociali che spesso derivano dalla malattia in questione.

Comunicazione con pazienti pediatrici affetti da sordità: cosa sapere?

Dal momento che la lingua utilizzata per la comunicazione in tutti i principali ambienti sociali è quella acustico-vocale, è importante che il genitore e l’operatore sanitario compiano uno sforzo di grado superiore per entrare in contatto con il paziente. Accade inevitabilmente che il mondo della maggior parte dei bimbi sordi sia inferiore per ricchezza di contenuti a quello che viene esperito dai coetanei privi di patologie tanto invalidanti. In ogni caso, l’adulto è tenuto a:

  • cercare una via privilegiata di comunicazione, sia mediante la lingua dei segni sia mediante gli approcci terapeutici moderni;
  • ottenere l’attenzione del paziente sfruttando la corporeità in misura positiva e inclusiva. Prestare attenzione al body-language permette di usare un sistema segnico delicato e sempre attento alle esigenze altrui;
  • impiegare il contatto visivo come via di comunicazione privilegiata;
  • usare un vocabolario verbale che tenga conto di parole chiare e scandire correttamente, senza fretta. In ogni caso, il dialetto regionale andrebbe bandito dalla comunicazione così da non interferire ulteriormente con il sistema segnico adottato;
  • ridurre i rumori di background: per non lasciare che lo spazio circostante possa negativamente interferire, è bene scegliere un luogo in cui il bimbo può sentirsi a suo agio, circondato da suoni bianchi e ovattati;
  • dare importanza al bambino permette di trovare una via di accesso privilegiata con cui rendere partecipi sia i genitori, sia gli infermieri che si occupano del piccolo paziente, sia il diretto interessato. Ogni bambino ha la sua storia e la sua capacità di cogliere intuitivamente cosa gli sta accadendo intorno, è bene non dimenticarlo!

Insomma, trattare il paziente come se fosse perfettamente capace di intendere e di volere è il primo passo con cui massimizzare una terapia che sia in grado di lasciare libero sfogo alle esigenze del soggetto pediatrico.

Comunicazione con i pazienti pediatrici affetti da sordità: conclusioni

I bambini sordi di cui abbiamo parlato nel nostro breve articolo richiedono cure e attenzioni aggiuntive nel periodo di crescita pediatrica. L’obiettivo è quello di creare una fase di normalizzazione in cui il soggetto possa avere modo di sperimentare il deficit uditivo in una ricca gamma di casi, sia in presenza dei genitori sia con l’aiuto degli operatori sanitari o degli interpreti della LIS (Lingua dei Segni Italiana.) Lo scopo è quello di chiarire costantemente al paziente le variabili di un mondo che – nella sua complessità – rischia di spaventare e di far paura. L’aiuto terapeutico è il primo passo con cui lavorare inclusivamente in modo tale da seguire il bimbo nella sua evoluzione sia personale che caratteriale.

Come riconoscere un sensore fotografico di qualità

Ogni fotocamera digitale ha al suo interno un dispositivo a stato solido che, come una pellicola, cattura la luce che penetra attraverso l’obiettivo per formare un’immagine. Questo dispositivo si chiama sensore.

I consumatori hanno ora la possibilità di un numero di telecamere diverse con sensori di dimensioni diverse, tutte allo stesso prezzo. Ogni tipo di sensore presenta sia vantaggi che svantaggi: con una tale scelta in offerta, vale la pena capire cosa sono, quindi cos’è esattamente un sensore?

Cos’è un sensore di una fotocamera

Un sensore è un dispositivo a stato solido che cattura la luce necessaria per formare un’immagine digitale. Mentre il processo di produzione di un sensore è ben al di fuori dell’ambito di questa funzione, ciò che accade essenzialmente è che i wafer di silicio sono usati come base per il circuito integrato, che sono costruiti attraverso un processo noto come fotolitografia. Qui è dove i pattern dei circuiti vengono proiettati ripetutamente sul wafer (sensibilizzato), prima di essere trattati in modo che rimanga solo il pattern. Stranamente, questo ha molte somiglianze con i processi fotografici tradizionali, come quelli usati in una camera oscura durante lo sviluppo di film e stampa.

Questo processo crea milioni di minuscoli quadratini noti come pixel e in ogni pixel ci sarà un elemento sensibile alla luce che può rilevare quanti fotoni sono arrivati in quella particolare posizione. Poiché la carica prodotta da ciascuna posizione è proporzionale all’intensità della luce che cade su di essa, diventa possibile riprodurre la scena come la vedeva originariamente il fotografo, ma prima che ciò sia possibile devono avvenire diversi processi.

Poiché il sensore è un dispositivo analogico, questa carica deve prima essere convertita in un segnale, che viene amplificato prima di essere convertito in una forma digitale. Quindi, un’immagine può eventualmente apparire come una raccolta di oggetti e colori diversi, ma a un livello più elementare a ciascun pixel viene semplicemente assegnato un numero in modo che possa essere compreso da un computer (se ingrandisci un’immagine digitale abbastanza lontano, lo farai essere in grado di vedere che ogni pixel è semplicemente un singolo quadrato colorato).

Oltre ad essere un dispositivo analogico, un sensore è anche colorato. Affinché possa percepire colori diversi, un sensore di filtri colorati viene posizionato sul sensore, con il doppio dei filtri verdi rispetto a quelli di ciascun rosso e blu, per abbinare la maggiore sensibilità del sistema visivo umano verso il colore verde. Questo sistema significa che ogni pixel riceve informazioni sul colore solo per il rosso, il verde o il blu – come tale, i valori per gli altri due colori devono essere indovinati da un processo noto come demosaicing. L’alternativa a questo sistema è il sensore Foveon, che utilizza strati di silicio per assorbire diverse lunghezze d’onda, con il risultato che ogni posizione riceve informazioni di colore completo.

Sensore CCD

Utilizzati per diversi anni nelle videocamere e nelle foto, i CCD offrono da tempo una qualità d’immagine superiore ai sensori CMOS, con una migliore gamma dinamica e controllo del rumore.

Fino ad oggi sono utilizzati nelle compatte di bilancio, ma il loro maggiore consumo energetico e la costruzione di base hanno significato che sono stati ampiamente sostituiti da alternative CMOS. Tuttavia, sono ancora utilizzati nei dorsi di medio formato in cui i vantaggi della tecnologia CMOS non sono necessari.

Sensore CMOS

Da tempo considerato un concorrente inferiore al CCD, i sensori CMOS hanno progredito per adeguarsi o migliorare lo standard CCD.

Con più funzionalità integrate su chip rispetto ai CCD, i sensori CMOS sono in grado di funzionare in modo più efficiente e richiedono meno energia per farlo, e sono più adatti per l’acquisizione ad alta velocità.

Come tali, sono richiesti nelle fotocamere in cui la ripresa a raffica è fondamentale, come la serie 1D di fotocamere DSLR Canon.

Sfortunatamente, anche Java è un po ‘complicato e non è un ottimo “primo linguaggio”. Questo è ciò che costituirà la più grande barriera per molte persone che vogliono iniziare con lo sviluppo di Android, in effetti. Android è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti con argomenti confusi come costruttori, eccezioni puntatore nullo, eccezioni controllate e altro. Non è terribilmente leggibile e userai molto codice “piastra della caldaia” per fare cose semplici. Aggiungete l’SDK Java e le cose si complicano ancora: un programmatore per la prima volta può fare fatica a sapere cos’è Java e cos’è Android. Lo sviluppo che utilizza questo percorso richiede anche una comprensione di base di concetti come Gradle, come Android Manifest e il linguaggio di markup XML.

Come scegliere gli integratori per la pelle

Ogni donna si dedica da sempre alla cura della pelle con dedizione e amore. È da tempi più antichi che si cerca di farla risplendere, renderla più sana e luminosa eliminando tutte le impurità e contrastando le così tanto odiate rughe che rappresentano l’invecchiamento. Ogni donna ha però una pelle differente che si contraddistingue dalle altre, possiamo però identificare in linea di massima tre tipologie di pelle:

  • Secca
  • Mista
  • Grassa

In base alla pelle che si ha è possibile trovare l’integratore giusto per la propria pelle. Ed è per questo che abbiamo scelto di scrivere questo articolo e di concentrarci sulla domanda che si pongono in molte: come scegliere gli integratori per la pelle.

Cosa sono gli integratori?

Quando parliamo di integratori non parliamo di creme o lozioni ma di integratori alimentati che possiamo trovare sotto forma di compresse, capsule o bustine in polvere che possiamo assumere periodicamente per migliorare un aspetto del nostro corpo. In questo caso andremo a trattare gli integratori per la pelle che negli ultimi anni stanno riscuotendo un successo incredibile, grazie anche alle tante celebrità che ne decantano i grandi risultati. Assumendo un integratore non si agisce esternamente ma si agisce dall’interno permettendo alla pelle di ritrovare il suo equilibrio e soprattutto di nutrirsi di ciò di cui è carente. Ogni pelle però ha delle problematiche differenti e va perciò trattata differentemente. Prima perciò di iniziare ad assumere un integratore per la pelle assicurati che sia il prodotto giusto per te. Vediamo quali sono i prodotti più utilizzati al momento.

Integratori all’acido ialuronico

Questo genere di prodotto è altamente consigliato a chi è alla ricerca di una pelle più tonica e sana. L’acido ialuronico può essere assunto grazie a degli integratori alimentari che troviamo in tutte le forme, è in grado di portare numerosi benefici al nostro corpo. Tra questi troviamo la possibilità di rimpolpare il nostro viso rendendolo più giovane e sano. Agisce come una rete sulla pelle bloccando il diffondersi di batteri e agenti infettivi, garantisce tonicità alla pelle.

Integratori di collagene

Questi sono sicuramente tra i prodotti preferiti delle donne. Il collagene ha un effetto ringiovanente. Il collagene è una proteina che già troviamo all’interno del nostro organismo ma che con l’invecchiamento tende man mano a scomparire perché il nostro corpo ne rallenta la produzione. La conseguenza è una pelle meno tonica e quindi la comparsa di rughe. Grazie agli integratori di collagene possiamo rimettere in corpo la proteina e bloccare il processo di invecchiamento. Quindi la nostra pelle risulterà più sana, più giovane e priva dei segni dell’invecchiamento come le rughe e le macchie sulla pelle.

Integratore a base di vitamine

Altri integratori molto diffusi sono quelli a base di vitamine che fungono da antiossidanti e quindi contrastano l’invecchiamento della pelle ma non solo. Sono infatti in grado di eliminare le tossine, stimolare il rinnovo cellulare e tonificare il viso. Alcune vitamine sono anche in grado di contrastare l’acne permettendo all’organismo di ritrovare il suo equilibrio contrastando l’eccessiva produzione di sebo.

Sono molti gli integratori che possiamo assumere che porteranno sicuramente delle conseguenze positive al nostro corpo. Assumere però questi prodotti continuando il nostro stile di vita non ci permetterà di eliminare il problema definitivamente. E a tal proposito oltre all’integratore sarà bene scegliere un’alimentazione sana e regolare accompagnata da uno stile di vita non sedentario magari con qualche attività fisica da svolgere un paio di volte alla settimana. Un altro importante alleato è l’acqua, una perfetta idratazione quotidiana ci permette di eliminare le tossine nel nostro corpo e di avere una pelle più sana e libera dalle impurità.

Come diventare un mago professionista con i corsi online

Quello di diventare un mago professionista è un sogno che accomuna tantissime persone. soprattutto giovani affascinati dai grandi spettacoli di magia che molto spesso vengono trasmessi in tv.

Ma quella del mago può diventare una vera professione e se sì, com’è possibile apprendere le competenze necessarie per fare questo lavoro?

In questo articolo scoprirai che online puoi davvero imparare tutto quello che vuoi, anche i trucchi e le competenze necessarie per imparare a realizzare spettacoli di magia e diventare così un mago di professione.

Come imparare a fare il mago online

Di corsi online per imparare a realizzare uno spettacolo di magia ne esistono davvero tanti.

I principali strumenti del mestiere che dovrai imparare a maneggiare con grande destrezza sono ovviamente le carte e le monete.

La cartomagia ed i giochi di magia con le carte sono infatti i numeri più richiesti e più diffusi nei principali spettacoli di illusionismo e giochi di prestigio.

Ma la formazione richiesta per svolgere con successo la professione di mago non si ferma qui.

È necessario infatti apprendere tutta una serie di abilità e competenze che ruotano attorno alla capacità di riuscire a catturare l’attenzione del pubblico.

I maghi più famosi sono in grado di catapultare l’attenzione di migliaia di spettatori immediatamente, anche con le semplici movenze del corpo e le espressioni del viso.

Si tratta ovviamente di abilità che richiedono allenamento, costanza e pratica.

Il primo passo per avvicinarsi al mondo delle arti magiche, se davvero si desidera intraprendere seriamente questa carriera professionale, è senza dubbio quella di seguire un corso online.

Questo perché, in realtà, di scuole vere e proprie di magia e illusionismo in Italia ne esistono davvero poche e se non si ha la fortuna di vivere in grandi centri come Milano o Torino, le possibilità di formazione sono quasi nulle.

A Torino, infatti, esiste una delle più importanti accademie specializzate nella formazione di prestigiatori e illusionisti ovvero la Wizard Academy.

Tuttavia seguire un corso online è decisamente più comodo e ti permette, soprattutto se sei alle prime armi, di acquisire le basi fondamentali di questa professione per poi poter pensare, in un secondo momento, di specializzarti seguendo corsi dal vivo in aula, magari anche all’estero.

Consigli per diventare un mago di professione

Dopo aver seguito un corso di magia online la strada per trasformare la tua passione in un vero e proprio lavoro, che possa sostenerti economicamente, è ancora lunga.

Oltre a doverti allenare il più possibile a strutturare ed organizzare spettacoli di magia per migliorare le tue capacità comunicative e di intrattenimento, l’ostacolo più grande che dovrai superare darà farti conoscere e promuovere la tua attività di mago per esibirti ed organizzare quanti più spettacolo possibili.

All’inizio, ovviamente, nessuno ti conoscerà e quindi dovrai attivarti in prima persona per far apprezzare la tua arte.

In questa fase sfruttare al massimo i social network potrebbe essere di vitale importanza.

Inizia creando e pubblicando video dei tuoi spettacoli.

Quanto guadagna un mago?

Ovviamente stiamo parlando di una professione in proprio.

Di conseguenza se decidi di intraprendere questa carriera lavorativa, legata fondamentalmente al mondo dell’intrattenimento dello spettacolo, non esiste un guadagno fisso.

La tua remunerazione dipenderà dalla tua bravura e dalla tua capacità di farti commissionare lavori e spettacoli.

Questa è una delle difficoltà più grandi di qualsiasi attività intrapresa in modo autonomo, in quanto non hai la certezza di ricevere una remunerazione certa ogni mese.

Ma non scoraggiarti perché ti basti sapere che le persone che sono riuscite a trasformare la passione per la magia in un bel proprio lavoro, riescono a farsi pagare per un singolo spettacolo anche 800 euro.

Per non parlare poi dei maghi famosi a livello internazionale il cui cachet può raggiungere cifre che superano tranquillamente le €2000.

Ovviamente, se sei agli inizi, il tuo primo obiettivo deve essere quello di farti conoscere.

Quindi cerca di praticare prezzi commisurati alle tue capacità e punta soprattutto a far bella figura per innescare il meccanismo del passaparola.

Più le persone ti conosceranno, più possibilità avrai di organizzare spettacoli e col passare del tempo potrai aumentare anche i prezzi dei tuoi show.

L’importante è partire da delle solide basi di formazione seguendo dei corsi di magia che puoi trovare online e fare poi tanta pratica.

Come scegliere un buon e duraturo ventilatore industriale

Il ventilatore ha la funzione di arieggiare con vento freddo o caldo determinati ambienti in cui è collocato, a seconda della sua grandezza e del suo impiego si distinguono diverse tipologie di ventilatori. I ventilatori industriali (Ventilazione Sicura supporta le aziende in questa difficile scelta) riguardano gli ambienti non domestici, il loro impiego riguarda aree di grandi dimensioni per cui si necessita di apparecchiature più ingombranti e con maggior potenza al fine di spostare grandi quantità di area.
Ad oggi, è complesso riuscire ad acquistare un ventilatore industriale capace di durare nel tempo, forse il problema principale è che le tecniche usate oggi per l’assemblamento non rispecchiano le strutture del passato, ragion per cui queste macchine non riescano a resistere nel tempo e spesso vengono denominati come ventilatori industriali macchine che non sono adatte ad ambienti ampia metroquadratura.

Ventilatori industriali ieri ed oggi

Se si volge lo sguardo al decennio tra gli anni 8 e 90 era possibile acquistare ventilatori industriali creati con particolari ingranaggi ed accessori tali da garantirgli la robustezza necessaria per poter essere impiegati in ambienti industriali e rispondere alle esigenze di lavoro continue 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. La ragione sta nel fatto che fino al primo decennio degli anni 2000 coloro che si occupavano della produzione di ventilatori industriali erano abilitati sono ed esclusivamente ala produzione di tali macchine.

La crisi economia ha, poi, eliminato tale distinzione, dando accesso al mondo dei ventilatori industriali a tutti, ragion per cui ad oggi è possibile veder catalogato come industriale un ventilatore che non ha le esatte caratteristiche di robustezza che un tempo caratterizzavano le macchine impiegate in ambienti quali fabbriche ecc… Questo ha comportato che un problema odierno è la manutenzione continua a cui sono sottoposti i ventilatori industriali, i quali spesso, risultano avere problemi di funzionamento.

Come scegliere un buon e duraturo ventilatore industriale

Purtroppo chi acquista un ventilatore industriale non può fidarsi solo di quanto scritto sulle caratteristiche tecniche della scatola o del rivenditore, in quanto attualmente, vengono spacciati per industriali ventilatore poco robusti e con ventole inadeguate, ragion per cui si deve rivolgere particolare attenzione ad altri particolari. Servendosi di mappe con indicatori le curve che i ventilatori industriali devono avere per risultare durevoli e resistenti, vanno apposte a quelle presenti sulla macchina per verificarne stato e livello di inclinazione.

Le ventole sono importanti, in quanto le stesse devono essere capaci di spostare un quantitativo di aria costante e maggiore, per cui è necessario che siano realizzate con materiali ad hoc se non si vuole che si sbriciolino come carta. La ventola determina la pressione di un ventilatore, ecco perché rappresentano un aspetto importantissimo nell’acquisto di un ventilatore industriale ben funzionante.

Altro aspetto da considerare sono i materiali impiegati per i giranti, i quali devono risultare solidi al fine di garantire un funzionamento continuo della macchina. In ogni caso, a seconda che il ventilatore industriale debba servire per arieggiare o aspirare le polveri bisognerà prestare attenzione a diverse caratteristiche.

Nel caso delle polveri sarà necessario verificare che i filtri siano capaci di smaltire le stese, e che non si vadano ad accumulare bloccando l’aspirazione e le ventole stesse al fine di limitare le vibrazioni della macchina e di conseguenza rumori che possano infastidire le persone in transito nell’aria. Nel caso si debbano acquistare ventilatori industriali da sottoporre a temperature elevate è importante che gli stessi siano realizzati in materiale non deformante, quindi controllare se si tratta di acciaio o nikel.