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Le migliori chiavette per lo scarico dati del tachigrafo digitale

La legge obbliga ogni azienda di trasporti e ogni conducente a fare lo scarico dati dal tachigrafo digitale. Sono due le tipologie di dati le imprese devono scaricare e archiviare: quelli dell’attività dei singoli guidatori e quelli della memoria di massa del tachigrafo digitale.

I primi vanno scaricati ogni 28 giorni tramite la Carta Conducente, i giorni partono dalla data di emissione della Carta, a prescindere dal fatto che venga utilizzata o meno. I secondi invece vanno scaricati almeno ogni 90 giorni a partire dalla data di calibrazione impostata dall’officina.

Tutti i guidatori, prima di iniziare a esercitare la professione, sono informati su queste e altre norme. Devono infatti partecipare a un corso sul corretto funzionamento del tachigrafo digitale. In questi corsi di formazione viene spiegato loro l’uso di questo strumento, le regole dei turni di guida e quelle per lo scarico dati.

Esistono diversi modi per effettuare dal tachigrafo digitale scarico dati e in questo articolo presentiamo quello più comodo e comune: l’uso delle chiavette Download Key Pro.

DLK Pro: scarico dati del tachigrafo digitale semplice e veloce

La chiavetta DLK Pro rappresenta lo strumento ideale per fare lo scarico dati dal tachigrafo digitale. Nella sua versione Pro S è pronta per operare con il Tachigrafo Intelligente DTCO 4.0 di nuova generazione.

Lo scarico avviene grazie all’interfaccia seriale a 6 pin compatibile con tutti i tachigrafi digitali. Oltre a questa, sulla DLK Pro S troviamo l’alloggiamento per la Carta Conducente e un’uscita USB che permette lo scarico e l’archiviazione verso il PC.

La chiavetta ha dimensioni tascabili e per questo è uno strumento molto pratico e facile da usare. Tuttavia bisogna prestare sempre molta attenzione per evitare di smarrirla. Onde evitare situazioni spiacevoli, consigliamo infatti di fare il più spesso possibile una copia di backup dei dati scaricati così da non incorrere in sanzioni da parte delle autorità.

La Download Key Pro S riesce ad archiviare circa 6.000 download trimestrali; non necessita di alimentatore esterno durante l’uso e compie lo scarico in meno di 30 secondi. Queste chiavette per lo scarico dati dal tachigrafo digitale hanno anche uno schermo da 2.2” su cui troviamo diverse informazioni utili tra cui:

  • Elenco degli ultimi scarichi
  • Promemoria per i download da effettuare
  • Livello di carica e di capacità di archiviazione
  • Impostazioni e lingua del dispositivo

Ad oggi, la DLK Pro S rappresenta lo strumento più comodo per lo scarico dati. Rende infatti autonomi i conducenti ed è comoda e facile da trasportare grazie alle sue dimensioni ridotte.

Completare lo scarico dati dal tachigrafo digitale: i terminali automatici

Una volta che il conducente scarica sulla sua DLK Pro S i dati della Carta Conducente e del tachigrafo è necessario che quei dati vengano archiviati correttamente, cosicché arrivino sui computer dell’azienda di trasporti. Questo avviene grazie a dei terminali automatici che possono essere installati in sede. Il dipendente può portare a termine in autonomia la procedura scaricando i dati inserendo direttamente la propria Carta Conducente o portando con sé la Donwload Key Pro S.

L’azienda in questo modo raccoglie tutti i file DDD assolvendo agli obblighi di legge e ottenendo dati utili a monitorare il lavoro dei propri dipendenti su ogni mezzo e in ogni momento. Periodicamente, essa dovrà anche generare dei report a partire proprio dai dati ottenuti con gli scarichi: l’obiettivo di questi report è quello di segnalare eventuali infrazioni da parte dei conducenti mantenendoli informati. I big data generati in questo modo permettono anche all’azienda di ottimizzare i tempi di lavoro dei dipendenti e di risparmiare sulle sanzioni.

Infine, salvare i dati dei guidatori e della memoria di massa del tachigrafo è molto utile anche a livello di sicurezza: mantenera una copia dei dati in sede permette di evitare eventuali data leak.

Leggi anche l’articolo: Milano inedita: un “monumento”

Aprire un sito WordPress: guida e consigli sulla scelta dell’hosting

La scelta dell’hosting ideale per aprire un sito WordPress

WordPress è una delle piattaforme software di “blog” più utilizzate sul web. Nel dettaglio, stiamo parlando di un servizio appartenente alla categoria del content management system. La piattaforma permette di creare e distribuire un sito internet in cui poter inserire contenuti testuali o multimediali, a seconda della propria volontà.

Il tutto può essere gestito in modo estremamente dinamico, aggiornando i singoli contenuti in base alle necessità. Affinché risulti possibile aprire un sito WordPress, l’utente è tenuto ad acquistare uno “spazio” su un server. Siamo nell’ambito dell’hosting, ossia l’attività, per l’appunto, relativa all’acquisto di una “fetta” della rete da… arredare come si desidera. Il concetto è piuttosto semplice. L’apertura di un sito web passa dall’acquisto di uno spazio online, un po’ come quando ci si industria per trovare una casa in affitto.

Una volta individuata, la si potrà arredare come meglio si crede, pagando il canone mensile e… vivendoci all’interno. In maniera analoga, l’apertura e la personalizzazione del proprio sito prevede l’uso di un hosting per ospitare i contenuti del sito stesso. Nel dettaglio, dunque, un hosting WordPress permetterà di aprire un portale con all’interno il CMS – WordPress, per l’appunto – già installato, pronto per l’utilizzo. Già, ma come scegliere l’hosting ideale per il proprio sito WordPress?

L’assistenza 24/7 e l’assenza di errori interni

La scelta del miglior hosting per sito WordPress (un esempio è dato dal link https://www.aziendeitalia.com/hosting-wordpress) passa innanzitutto dalla presenza di un supporto di qualità, che garantisca assistenza H24. La gestione di un sito richiede impegno, passione e serietà, e può capitare che, a causa di problemi o malfunzionamenti, sia necessario ottenere assistenza in qualsiasi orario della giornata, dal mattino alla notte. Al tempo stesso, un hosting di qualità deve disporre di un help desk pratico e attento alle esigenze degli utenti. Solo in questo modo è possibile fornire un aiuto reale ai proprietari dei siti web, garantendo un servizio ottimale e sempre puntuale.

Un altro aspetto da considerare, nell’ottica della scelta di un hosting WordPress, è la totale – o pressoché totale – assenza di errori interni. Un hosting di bassa lega, a un costo irrisorio ma contraddistinto da una qualità infima, non farà che peggiorare la fruizione del servizio, rendendo l’hosting stesso inaffidabile. Il proprietario di un sito web deve poter lavorare senza problemi, potendo contare sulla massima affidabilità possibile garantita dal suo hosting.

Velocità di caricamento, costi e servizi offerti

Altri fattori essenziali, ai fini della scelta di un hosting WordPress, sono la velocità di caricamento dei contenuti e i costi in proporzione ai servizi offerti. Per quanto riguarda la velocità, il proprietario di un portale online si aspetta quanto meno che, dopo aver pagato l’hosting, quest’ultimo gli garantisca una buona rapidità in termini di caricamento di pagine e contenuti vari. Se così non fosse, chi naviga sul web si terrebbe particolarmente alla larga da un sito lento, poco pratico e sostanzialmente inutile.

Perché un sito che carica lentamente i contenuti, o, peggio ancora, non li carica nemmeno, è un sito inutile. La velocità di caricamento, generalmente, è indicata direttamente dai fornitori dell’hosting. Per quanto riguarda i costi, invece, è essenziale che l’hosting prescelto detenga un prezzo direttamente proporzionato alle funzionalità e alla qualità del servizio offerto. Non ha senso, infatti, spendere denaro per un servizio di basso livello, privo di funzioni utili e di pregio.

Cos’è la fotogrammetria con droni?

Si sta diffondendo sempre più negli ultimi anni l’uso della fotogrammetria con droni per fare rilievi e foto al fine di creare mappe, realizzare planimetrie e fare misurazioni. Questo metodo di rilievo si chiama anche telerilevamento o aerofotogrammetria.

La fotografia aerea viene fatta utilizzando un drone e dalle immagini acquisite si può procedere con le varie misurazioni.

Un rilievo aerofotografico ha lo scopo di analizzare le caratteristiche morfologiche della superficie terrestre utilizzando immagini riprese in volo da un apparato di fotografia aerea.

La fotogrammetria aerea utilizza apparecchiature (drone camera) per monitorare larghe aree, effettuare riprese (rilevamenti fotogrammetrici di immagini) e ottenere dati elaborati e georeferenziati, che possono essere trasferiti su sistemi informatici all’interno di software di telerilevamento.

Un’azienda che opera in questo settore deve necessariamente possedere un drone, un programma informatico (con moduli specifici) e un’applicazione software specifica per il rilievo sul campo.

Tramite tecniche di visione remota come la fotogrammetria aerea e l’altimetria, è possibile realizzare un rilievo della scena, mappando il suolo, un’area marina o fluviale, lacustre o ambientale, qualsiasi tipologia di ambiente.

Che cos’è la fotogrammetria con droni?

Fotogrammetria e telerilevamento aerei sono strumenti complementari che, insieme, permettono di realizzare un rilievo, che è fondamentale per la progettazione architettonica.

Questa tecnica di costruzione di modelli digitali topografici e strutturali viene utilizzata principalmente in ingegneria civile, geologia, urbanistica ed architettura.

Il rilievo aerofotogrammetrico è una tecnica che viene realizzata con la fotografia aerea e ha il compito di ottenere dati idonei alla ricostruzione dell’immagine del terreno, per eseguire analisi cartografiche, progettare strade nautiche, territoriali, geomorfologiche, geologiche e anche forestali.

Ad oggi questo metodo è uno dei più moderni e veloci al mondo, per svolgere questa operazione.

L’intelligenza artificiale, droni e sensori sono gli strumenti che vengono utilizzati per fare fotogrammetria con un drone, ma come funziona? Che cos’è la fotogrammetria con i droni? La fotogrammetria è una tecnica di rilievo basata sulla misurazione della luce che si riflette sulla superficie del terreno.

Fotogrammetria con drone o aerofotogrammetria: le informazioni principali da sapere

La fotogrammetria con droni necessita di competenze tecniche ben specifiche in ambito aereo, fotografico e topografico. È un servizio che viene offerto principalmente ai privati e alle aziende. Questo rilievo consiste nella misurazione della posizione spaziale di tutti i punti di una superficie.

Si tratta di un servizio di rilievo di immagini aeree basate sull’uso di una camera fotografica installata su un velivolo aereo o da solo, impiegato principalmente in opere civili.

A cosa serve la fotogrammetria? Questo strumento di rilievo del territorio, viene utilizzato per studiare e inventariarne le proprietà attraverso gli infrarossi. In questo modo è possibile ottenere i valori esatti della temperatura della superficie terrestre e della velocità del vento.

La fotogrammetria con droni è uno strumento di georeferenziazione che, grazie al drone che la effettua, permette di ottenere dei rilievi in modo più rapido e preciso. Questa tecnica si caratterizza per l’utilizzo di un centinaio di immagini, un metodo di mappatura utilizzato per creare delle scansioni digitali precise, che consentono la realizzazione di modelli digitali tridimensionali. Il suo utilizzo può essere mirato a blocchi e complessi edilizi, fabbricati industriali, strade, terreni agricoli, laghi e fiumi e molto altro… Oggigiorno la mappatura aerea è l’unico metodo ottimale per effettuare la rilevazione puntuale di territori e singoli edifici.

Questa tecnica geomorfologica mette a disposizione un’altra risorsa per lo studio della realtà territoriale e di quei fenomeni che ne alterano (o ne migliorano) la qualità. L’aerofotogrammetria e il telerilevamento sono altre due tecniche fotogrammetriche utilizzate per misure di altra natura come l’irraggiamento solare, la temperatura, interventi umani o naturali. Serve per la determinazione del fondo di un canale navale, per la verifica delle condizioni degli argini, per lo studio di strutture in costruzione e per l’individuazione di oggetti flottanti.

Come avere un servizio clienti attivo 24/7

Tutti coloro che sono attivi su internet per promuovere prodotti e servizi sanno bene che a fare la differenza è anche la gestione del servizio clienti. Offrire un servizio di assistenza clienti sui social media è diventato oggi necessario e consentirà di assistere e aiutare i propri clienti in modo rapido ed efficace. Un’ottima soluzione e quella dei chatbot di Ediscom che permette di gestire le conversazioni con gli utenti in modo del tutto automatico utilizzando una chat virtuale. In sostanza con le soluzioni chatbot sarà possibile dotarsi di un sistema che funga da intermediario tra azienda e cliente. Al giorno d’oggi avere un servizio clienti sempre attivo è diventata un’esigenza importante e ci sono diverse soluzioni innovative che possono servire in questo senso. Con un sistema chatbot, come quello di hellofresh, le aziende potranno migliorare sensibilmente l’esperienza dell’utente con il servizio clienti, ottimizzare la gestione delle comunicazioni e avere uno strumento valido per quanto riguarda la lead generation.

Tutti vantaggi del servizio clienti attivo 24/7

Quello di avere un servizio clienti attivo 24/7 è un obiettivo assolutamente da perseguire per qualsiasi realtà aziendale che abbia una presenza su internet e sui social network. Il sistema chatbot consente di non lasciare mai i clienti o potenziali clienti senza assistenza e anche di godere di uno strumento di acquisizione di lead. Non solo, con la chatbot si potranno anche gestire le richieste degli utenti e fornire consulenza nella prenotazione di servizi. Infine, cosa meno importante, servirà a dare delle risposte concrete ai clienti in tempo reale. Insomma, un servizio di assistenza clienti sui social vuol dire utilizzare canali social per migliorare l’assistenza ai clienti. L’importante è essere pronti a dare risposte concrete in tempi brevi ogni qual volta i clienti ne avranno bisogno.

L’importanza di un servizio clienti social

Sono letteralmente milioni di persone quelle che, ogni anno, scrivono alle aziende utilizzando servizi chatbot sui social. Nella stragrande maggioranza dei casi le persone che scrivono a un’azienda lo fanno per richieste di supporto o assistenza. Inoltre per i clienti sembra essere molto meglio inviare dei messaggi alle aziende piuttosto che chiamare direttamente il servizio clienti telefonicamente. I social media attualmente rappresentano di sicuro il canale preferito per l’assistenza clienti under 25. Per offrire un servizio clienti realmente efficace dobbiamo essere in grado di garantire ai clienti delle risposte veloce. Come vedremo inoltre, migliorare l’assistenza clienti sui social media è anche il modo migliore per fidelizzare i clienti e rafforzare la fiducia nel brand. Sembra infatti assodato che gli utenti che sui social non ottengono risposte rapide dalle aziende difficilmente raccomanderanno quell’azienda ai propri contatti.

L’importanza di una gestione social dedicata

Molte aziende hanno deciso di utilizzare un account social a parte interamente dedicato a offrire assistenza ai clienti. In questo modo si potrà essere sempre sicuri che i messaggi dei clienti vengano sempre elaborati in modo tempestivo. Il servizio clienti deve saper dare delle risposte rapide e in grado di risolvere i problemi. Ad esempio qualora si decidesse di creare un canale dedicato all’assistenza sui social sarà importante renderlo noto anche negli altri profili aziendali. L’obiettivo dovrebbe essere quello di semplificare la vita dei clienti e quindi sarà importante inoltrare ciascuna richiesta per il servizio clienti al giusto team. Inoltre l’assistenza clienti sui social media dovrà rispondere a sfide differenti e si consiglia di stabilire delle linee guida che siano coerenti con i valori dell’azienda. Queste linee guida dovrebbero riguardare alcuni aspetti come tono di voce, tempo di risposta per canale e risposte alle domande più frequenti. Insomma, un servizio di customer service dovrebbe includere qualsiasi cosa che faccia sentire i clienti più vicini e legati al brand. Sarà poi essenziale dover rispondere a tutte le domande, sia di quelle dei clienti che dei potenziali clienti. Rispondere a queste domande consente di dimostrare in modo netto che si ha un servizio clienti attivo e questo non farà che rafforzare il brand. Da qui l’idea di utilizzare i chatbot, un modo perfetto per offrire un’assistenza sui social media 24/7. I chatbot possono dare al cliente subito le informazioni che cercano senza coinvolgere il customer service.

Promuoversi online: sito web o social network? Pro e contro

Nel momento in cui un’azienda sceglie di essere presente in rete e di sfruttare le enormi potenzialità di marketing che il web sa offrire, la domanda più canonica è la seguente: meglio un sito web o una pagina ufficiale in un social network? La risposta non è affatto scontata, anche perché a questo riguardo vigono, purtroppo, non pochi luoghi comuni, come ad esempio quello secondo cui il sito web aziendale sia diventato obsoleto, dal momento che i social network offrono la possibilità di gestire una pagina in maniera gratuita. Cerchiamo dunque di fare il punto sull’uno e sull’altro canale di comunicazione, specificando, per ognuno di essi, i principali pro e contro.

Sito web aziendale: pro e contro

Nel mondo del web si usa dire che il sito Internet sia, per le aziende, una sorta di biglietto da visita, e in effetti questa definizione è piuttosto calzante. Per le aziende, il sito Internet è il punto di partenza sulla base di cui impostare la propria comunicazione online, e si può assolutamente affermare che il semplice fatto di possedere un sito web sia indice di professionalità, anche perché sul medesimo sono specificate informazioni quali partita iva, indirizzo della sede e quant’altro sia utile per garantire al visitatore la massima trasparenza ed affidabilità.

Ovviamente, un sito web aziendale dev’essere ben realizzato e adeguatamente curato nei suoi contenuti, ecco perché per la sua creazione è fondamentale avvalersi del supporto di professionisti come www.davidenanni.com, specializzato in creazione di siti web a Bologna. Possedere un sito web assicura un altro importantissimo vantaggio alle aziende: grazie a questo strumento, infatti, è possibile captare molte delle ricerche che vengono effettuate online dagli utenti. Rispetto ai social network, infatti, i siti Internet sono estremamente più performanti a livello di indicizzazione tra i risultati dei motori, soprattutto laddove siano ottimizzati in ottica SEO, ecco perché possederne uno è davvero importantissimo. Per quanto riguarda gli aspetti negativi dei siti Internet, si può sottolineare come essi siano fondamentalmente uno strumento statico, a differenza dei social network che, per loro stessa natura, sono aggiornati continuamente; a questo problema, ad ogni modo, si può ovviare prevedendo un’area blog o altre sezioni da sottoporre ad aggiornamento costante. Rispetto ai social network, inoltre, l’interazione con il visitatore tende ad essere inferiore, dal momento che strumenti quali l’invio di email o la compilazione di un form sono considerati più formali rispetto a un commento o a un messaggio privato inviato in un social.

Pagina ufficiale in un social network: pro e contro

I social network sono senz’altro degli ottimi canali per le aziende che desiderano essere in rete nel modo più fruttuoso ed efficace possibile: essi infatti sono il luogo dell’interazione per eccellenza, di conseguenza in tali ambienti è possibile comunicare con clienti e potenziali clienti in maniera diretta, immediata e anche piuttosto informale. Allo stesso tempo, non si può trascurare il fatto che i social siano ormai diventati delle “istituzioni”, delle vere e proprie reti a sé stanti con dei motori di ricerca interni, di conseguenza essere presenti in questi spazi significa farsi trovare efficacemente da tantissimi utenti.

I social network, infine, sono considerati il canale ideale per reperire delle informazioni aggiornate, ecco perché le aziende non dovrebbero mai trascurarli. Quanto ai contro, va detto che nei social network sono presenti innumerevoli pagine gestite in maniera amatoriale, o comunque da aziende tutt’altro che affidabili, ecco perché la sola presenza nei social non può essere considerata indice di professionalità. Per via delle sue peculiarità, inoltre, una pagina social richiede un lavoro di aggiornamento e di interazione con gli utenti sicuramente superiore rispetto al sito web, e questo dev’essere preventivato nel momento in cui si sceglie di aprirne una, altrimenti la sua presenza può rivelarsi non solo inutile, ma perfino controproducente. È questo, dunque, ciò che è utile sapere circa siti web e social network: entrambi gli strumenti presentano, come visto, dei pro e dei contro, ecco perché possono integrarsi al meglio l’uno con l’altro, a condizione che vengano gestiti in maniera oculata e professionale.

5 strumenti per aumentare la tua produttività al lavoro

Che tu sia un libero professionista o il titolare di una piccola impresa, il successo del tuo business dipende dalla produttività dei tuoi impiegati collaboratori. Non si tratta di quanto ore lavorano, riguarda quanto duramente lavorano.

Tra i motivi per cui la produttività aziendale potrebbe essere bassa ci sono: la scarsa salute dei dipendenti, la poca formazione, l’ambiente di lavoro non adeguato (per esempio, una postazione scomoda), un clima aziendale conflittuale, team disorganizzati, dipendenti demotivati.

E allora come provare ad aumentare la produttività della tua azienda? In questo articolo vediamo i migliori strumenti utili, da quelli per ottimizzare la gestione di un progetto, a quelli che evitano le distrazioni, a quelli che migliorano la comunicazione con i clienti.

Ricordati comunque di rivolgerti a un consulente informatico specializzato in sistemi aziendali per scegliere il tool più adatto alle tue esigenze.

Trello

Trello è uno strumento di gestione dei progetti che permette ai collaboratori di svolgere i loro compiti in maniera più efficace.

Si tratta di una bacheca virtuale in cui vengono creati delle schede (progetti). Ogni progetto viene diviso in task, a cui vengono assegnati responsabili e priorità.

Il tutto seguendo la metodologia Agile degli sviluppatori di software, ma che si adatta a qualsiasi tipo di progetto.

Alternativa: Basecamp

HubSpot

HubSpot è un CRM, un software che concentra tutte le informazioni dei tuoi clienti e potenziali clienti in un unico posto.

Da cosa hanno acquistato a quale percorso di acquisto hanno seguito, da quante volte hanno contattato il tuo servizio clienti a tutti i loro dati (nome, cognome, email, telefono…), Un CRM è esiziale per incrementare la produttività di tutta l’azienda, non solo del reparto vendite.

Alternativa: Salesforce

Wrike

Come si dice, “il tempo è denaro”. Wrike è un software che traccia il tempo impiegato per gestire un task.

Con questo strumento potrai vedere quanto tu o un tuo collaboratore ha lavorato su un singolo compito o su un progetto.

Utile anche per la rendicontazione verso i clienti che pagano a ore.

Alternativa: Asana

Slack

Slack è uno strumento per comunicare più efficacemente con un gruppo di lavoro.

Oltre a inviare messaggi, Slack permette anche di inviare file, che si trovino nella tua postazione locale, nel cloud, oppure sul web.

Su Slack le comunicazioni vengono raggruppate in canali. I canali possono rappresentare i diversi progetti su cui si lavora o i diversi reparti aziendali, evitando così di comunicare tutto a tutti e ottenendo una migliore organizzazione.

Molto interessanti anche le integrazioni con altri strumenti, come il succitato Trello, e tantissimi altri.

Alternativa: Microsoft Teams

Evernote

Evernote è uno strumento per organizzare note di lavoro (e non solo).

Si tratta di uno strumento molto flessibile e potente per mantenere gli appunti in un unico ambiente. Evernote permette di scrivere non soltanto note testuali, ma anche pagine web, to-do list, immagini e vocali.

Inoltre ha un potente motore di ricerca e una app per i dispositivi mobili.

Alternativa: Microsoft OneNote

Come scegliere uno strumento per aumentare la produttività?

Quelli elencati sono solo alcuni dei principali tool che potresti usare, ma ne esistono migliaia.

Quali di questi strumenti utilizzare? Quando provi qualcuno di questi strumenti, questo va a incidere sul lavoro tuo e dei tuoi collaboratori. Per cui considera bene alcune caratteristiche che deve avere, come: il costo complessivo del tool, la sua facilità di utilizzo, la popolarità, il supporto clienti, la presenza di corsi di formazione anche non ufficiali per velocizzarne l’impiego ed eseguire una corretta configurazione.

Siti web, i 5 errori da evitare

Cercare di progettare un sito che possa essere davvero di successo, efficace ed efficiente, talvolta non è facile. In genere, chi vuole davvero avere successo deve rivolgersi a un’azienda specializzata in realizzazione siti web che sarà in grado di costruire un portale davvero utile per gli utenti del target di riferimento. Molte persone, non si rendono conto di quanta può essere anche la concorrenza sul web. Dunque se non si è in grado di governare l’uragano di novità in ambito digitale che escono il giorno in giorno, si rischia che la navigazione sul portale diventi poco piacevole. Senza il giusto supporto il sito finirà per essere inghiottito dal marasma e dalla confusione del web. Affinché un portale sia vincente, bisogna puntare molto sui contenuti e sulla sua struttura. Vediamo quali sono i 5 errori da evitare nella realizzazione di un sito web da un punto di vista strutturale, grafico e tecnico.

1 – Scegliere male colori e font

Scegliere i colori e il font in maniera superficiale e non approfondita potrebbe essere un boomerang per il vostro portale. Infatti, il sito deve rispondere a uno specifico piano di comunicazione fin dai primi passi. Bisogna fare in modo che il vostro marchio sia ben riconoscibile. Dovreste utilizzare di base i colori del brand istituzionale o del vostro marchio. Solo in questo modo l’utente fin dai primi click troverà le giuste risposte sul portale. In più, è bene strutturare la grafica in modo che sia ben visibile ogni titolo e ogni font. Gli stili di testo e i colori non devono essere troppo pesanti altrimenti finiranno per appesantire la navigazione dei vostri utenti.

2 – Non fare attenzione alla SEO

Un altro passo falso che si potrebbe commettere nella realizzazione di un sito web, è non fare particolare attenzione ai principi della Search Engine Optimization. Secondo gli esperti, il SEO è un insieme di procedure che aiuta un sito a essere più visibile sui motori di ricerca. Senza queste pratiche, il portale rischia di finire nelle pagine secondarie delle ricerche e questo quindi lo renderà meno raggiungibile dal traffico di utenti desiderati. Il consiglio, dunque, è di rivolgersi a un consulente SEO che saprà organizzare sia i contenuti che la struttura stessa del sito, secondo i parametri costruiti sulle vostre esigenze.

3 – Sottovalutare la user experience

Nella realizzazione di un sito web è anche da valutare con attenzione la user experience. Parliamo di tutte quelle caratteristiche che rendono l’esperienza dell’utente sul vostro portare piacevole. Quindi, un sito deve essere mobile friendly e pratico da utilizzare, nonché semplice e intuitivo, per avere successo.

4 – Abusare della tecnologia

Un errore abbastanza comune su molti siti web è il fatto che vi sono troppi elementi grafici, effetti e un uso sprecato della tecnologia. Inserendo troppe animazioni, video in background e immagini, si finisce per distogliere l’attenzione dei naviganti dai vostri contenuti che in realtà, devono essere l’elemento chiave del portale. Per tali motivi, è bene non abusare di tutti questi effetti che potrebbero anche rallentare il sito e rendere più facile la presenza di errori.

5 – Sottovalutare l’importanza della manutenzione

Un altro errore banale in cui incappa quando si apre un sito internet senza l’aiuto degli esperti, è non pensare alla manutenzione. Un portale infatti, va sempre seguito passo dopo passo, in modo tale da tenere i contenuti sotto controllo e anche eventuali errori. È importantissimo: un sito ricco di pagine con errori potrebbe scendere in visualizzazioni sui motori di ricerca. In più, è bene avere anche un supporto per gli utenti. Sul portale devono esserci dei percorsi che l’utente può fare anche qualora non riesca a svolgere alcuni passaggi sul sito. Parliamo ad esempio, di una sitemap, di una live chat o di un supporto mail per chi ha difficoltà a trovare la strada per quello che sta cercando!

Strategie di affilare marketing: come acquisire nuovi clienti.

Desideri vendere i tuoi prodotti online ma non sai come acquistarli? Per farlo puoi optare per le strategie di affiliate marketing. Ma cos’è questa tipologia di marketing? Approfondiamo l’argomento.

Affiliate Marketing: che cos’è?

Per affiliate marketing si intende quell’accordo commerciale che viene fatto tra l’inserzionista, come ad esempio un’azienda, e l’affiliato, ovvero, il proprietario di un sito web che ha un seguito discreto e che i contenuti che sono pubblicati sul sito sono proprio rivolti al pubblico che l’azienda intende raggiungere. 

Se un utente acquista un bene oppure un servizio, tramite questo sito web, l’azienda paga una percentuale all’inserzionista. 

A cosa serve l’affiliate marketing?

Questa tecnica serve per:

  • aumentare le vendite e il traffico del sito web;
  • migliorare la visibilità e raggiungere un nuovo pubblico;
  • creare nuove collaborazioni tra aziende.

Strutturare una strategia di successo

Il primo fatto che deve essere preso in considerazione quando si decide di fare una campagna di affiliate marketing è quello di dotarsi un metodo che serve per tracciare le vendite. Importante risulta essere anche la misurazione delle statiche e dei fati che sono forniti dall’affiliato. Ogni affiliato, infatti, deve tracciare i comportamenti degli utenti, dal momento in cui visualizzano il banner dell’azienda fino a quando completano il processo d’acquisto.

Ti stai chiedendo su quali network di affiliazione iniziare a lavorare? Vi sono diverse piattaforme di affiliate marketing che dispongono di sistemi di tracciamento avanzati e che consentono di individuare tutto il percorso di acquisizione.

Quando si attiva la campagna bisogna tracciare le acquisizioni con una determinata frequenza e quindi non solo al termine della stessa. Bisogna verificare i dati che sono forniti dall’affiliato e confrontarli con i sistemi di tracking propri.

Infine, risulta importante anche determinare il costo per lead. Non si tratta di comprendere la spesa di vendita, ma anche il costo della vendita del prodotto, la sottoscrizione ad un abbonamento oppure ad un servizio, il download di un’applicazione.

Tecniche per acquisire nuovi clienti

Vediamo quali sono le principali tecniche che permettono di acquisire clienti.

  • Creazione di un sito web oppure di una landing page – sia il sito web che la pagina devono essere costruiti rispettando determinate parametri. La user experience è fondamentale. In ogni pagina, inoltre, vi devono essere pagine di prodotti e di servizi, ma anche call to action.
  • Strategia di Content Marketing – studiando in anticipo i contenuti da pubblicare si riesce a gestire la comunicazione con gli utenti e quindi garantire lead.
  • Scelta dei canali giusti – dopo aver compreso chi è l’utente tipo bisogna comprendere dove intercettarlo, come ad esempio su tuo sito web oppure blog, sui social network.
  • Pubblicità mirata a pagamento – è necessario pianificare campagne pubblicitarie dopo aver identificato l’età, gli interessi, il luogo in cui vivono.
  • Costruzione di funnel – fondamentale è costruire il percorso di acquisizione, solo in questo modo, infatti, i lead si trasforma in veri e propri clienti.
  • Assistenza clienti efficiente – Sia nel processo di acquisto che nel post vendita, le persone necessitano di rivolgersi a qualcuno nel caso in cui abbiano dubbi. In tal caso è fondamentale l’assistenza clienti per rassicurare il cliente.

Pc industriali senza ventola: perché scegliere quelli italiani

Cos’è un pc industriale fanless? Si tratta di macchine altamente performanti che possono sopportare carichi di lavoro intensi e funzionare senza alcuna interruzione all’interno delle industrie che operano in svariati settori.

I computer fanless, più nello specifico, presentano delle particolari caratteristiche tecniche che li rendono abbastanza versatili e pensati per durare nel tempo, a beneficio del processo produttivo, che potrà svolgersi in maniera fluida e senza intoppi.

Vendita di pc fanless industriali: aspetti generali

Negli ultimi anni sono disponibili sul mercato i fanless computer che vengono impiegati con successo all’interno delle industrie. Si tratta di pc senza ventole, che diversamente da quelli tradizionali non si surriscaldano, così da ridurre in modo significativo i consumi energetici.

Oltre ad essere altamente efficienti, queste macchine sono progettate per assicurare massima affidabilità in qualsiasi contesto e condizione. Possono essere installate, ad esempio, in luoghi soggetti a sbalzi climatici o eccessivamente polverosi. Presentano infatti una robusta struttura che riesce a sopportare anche l’umidità e le continue sollecitazioni.

I moderni pc senza ventola comprendono i modelli 1U e 2U, equipaggiati con scocche in alluminio dotate di alette, in modo da consentire la dispersione delle temperature elevate. Le fessure sono in ogni caso ridotte al minimo e tale accorgimento costruttivo abbatte il rischio di infiltrazioni di liquidi e polveri. Un pc industriale fanless (per esempio questi https://www.kimera-computers.com/categoria/pc-fanless/) di nuova generazione offre prestazione elevate e infatti può restare in attività in maniera costante, aspetto che evita di interrompere i processi produttivi.

La vendita di pc fanless industriali: altre cose da sapare

L’assortimento dei computer fanless è oggi molto vasto e in grado di soddisfare al meglio esigenze produttive assai diversificate. Bisogna anche precisare che i pc senza ventole, diversamente da quello che si potrebbe pensare, garantiscono anche un buon comfort acustico.

I fanless computer non sono tutti uguali. Sul mercato si trovano macchine con caratteristiche differenti che potrebbero anche deludere le aspettative del clinete finale. Buona parte dei pc senza ventola sono inoltre di provenienza asiatica e prevedono tempi di realizzazione e spedizione abbastanza lunghi.

Acquistare un pc industriale fanless da un sito asiatico vuol dire anche dover rinunciare all’assistenza professionale in fase pre e post vendita, affrontare molto spesso lunghe procedure per il reso e non riuscire a reperire pezzi di ricambio compatibili. Per questa ragione è sempre meglio concentrare la scelta sulla vendita di pc fanless industriali realizzati in Italia, che vengono accompagnati dalla garanzia di 3 anni.

Questi computer fanless si possono anche personalizzare in base alle specifiche necessità. Su richieste si possono infatti modificare non soltanto le componenti interne, ma anche la scocca e le parti meccaniche. Basta contattare l’assistenza per ottenere tutto il supporto necessario e un preventivo di spesa personalizzato. Anche i tempi di realizzazione sono piuttosto brevi.

Pc senza ventole: considerazioni finali

I fanless computer prodotti interamente in Italia e garantiti 3 anni sono solidi, affidabili, silenziosi, offrono elevate performance ma non solo. Queste macchine riscuotono un crescente successo perché sfruttano un sistema di raffreddamento passivo che abbatte i consumi energetici, con evidenti vantaggi per ogni settore industriale. Dal punto di vista estetico si tratta di computer con un design compatto che non ingombra gli ambienti.

Oltre ad essere provvisto di certificazione CE, un pc senza ventola migliora quindi la produzione e offre inoltre bassa manutenzione. Non sarà quindi necessario richiedere costosi e continui interventi di ripristino che arrestano le lavorazioni, con tutti i conseguenti disagi economici e di perdita di fatturato. Un altro buon motivo che spinge sempre più persone a scegliere queste macchine, compatibili con qualsiasi modello di armadio rack, è sicuramente il buon rapporto qualità prezzo.

Aumentare i seguaci su Instagram

Instagram, al giorno d’oggi, è il Social Network più popolare in assoluto, che consente di pubblicare video, foto e stories. Molto probabilmente ti interessa sapere come aumentare i seguaci su questo Social Network e come creare un profilo professionale.

Non esiste una regola unica e vincente che permette di ottenere migliaia di seguaci, ma vi sono alcune tecniche ed alcuni consigli pratici che consentono di aumentare il numero di follower su questo social.

Se hai un profilo appena creato ed intendi incrementare il numero dei tuoi follower, in quanto hai delle precise finalità di marketing da perseguire, oppure vuoi migliorare la tua posizione per ottenere migliori profitti, puoi rivolgerti ad un’ agenzia per aumento followers Instagram. Solo in questo modo riuscirai ad ottenere sin da subito un numero considerevole di seguaci. Si precisa che solo questo non basta: bisogna, infatti, seguire alcune tecniche specifiche. Vediamo quali sono.

Aumentare i seguaci sul social Instagram: come farlo?

Oggi, l’influencer è una figura professionale innovativa, che permette a giovani appassionati del mondo digital e della moda, ma anche a professionisti e dilettanti che vogliono affermare la propria figura professionale o far conoscere un particolare brand di raggiungere un un numero potenzialmente infinito di persone, di età e professioni disparate, grazie all diffusione capillare che i social network riescono a garantire.

I social, tra i quali Instagram sono uno strumento altamente utilizzato per finalità di web marketing, per migliorare la propria reputation nel mondo digitale e per affermare un brand tra potenziali clienti anche in modo targettizzato.

Se intendi creare il profilo personale per diventare un influencer oppure se lo crei per la tua azienda, ecco alcuni semplici consigli che ti permettono di incrementare i follower.

Informazioni sul profilo

La prima cosa fondamentale da fare è creare la propria biografia, con una definizione chiara, sintetica, ma soprattutto esaustiva di sé stessi oppure del brand (considerando il numero di caratteri limitato che si possono inserire ma anche il tempo dedicato dagli utenti a leggerla, circa 2 o 3 secondi).

Anche l’immagine del profilo deve essere professionale: si consiglia si scegliere un’immagine in primo piano oppure il logo dell’azienda, se si tratta di un account business o professionale. E’ importante far in modo che il logo dell’azienda sia chiaro e riconoscibile e che fornisca al visualizzatore (essendo l’immagine del profilo ciò che si vede in anteprima) un esaustivo numero di informazioni senza la necessità di cliccare per venirne a conoscenza, in altre parole bisogna far in modo che l’immagini faccia bene intendere la tipologia di attività che il logo rappresenta. Infine, è anche possibile collegare il profilo Instagram alla pagina Facebook e ricondividere i post su entrambi i social.

Creare contenuti originali

Chi crea fotografie e video accattivanti ed originali riesce sempre ad emergere. Si precisa che alcune fotografie, con determinate caratteristiche (come ad esempio una determinata luminosità, con colori dominanti) sono più performanti di altre. Solo se si riesce ad incuriosire con i propri contenuti gli utenti ti seguiranno.

Anche le storie con i post, sono efficaci. Le storie, che sono dei video di circa 15 secondi visibili ai followes per un arco temporale di 24 ore, però riescono meglio a far fidelizzare il proprio pubblico. Si tratta di strumenti che riescono a migliorare l’engagement, in quanto risultano essere strumenti con elevato numero di visualizzazione.

Creare lo stile

È importante creare lo stile del proprio profilo. Solo in tal modo si riesce a dare un’identità precisa alla pagina. Si consiglia di creare contenuti di qualità ed ordinati, in modo da rendere il proprio professionale.

Utilizzare i filtri

I filtri non sempre sono necessari, soprattutto se la fotografia è professionale. In altri casi, invece, esso possono risultare utilissimi. Non vi è quindi una regola precisa, ma la scelta del loro utilizzo è personale.

Essere interattivi, essere social

Se hai migliaia di follower ma zero mi piace non ti porterà al successo. Per tale motivo l’engagement è importantissimo. Aumentare i like significa far crescere la visibilità del proprio profilo e quindi la possibilità che persone ti seguano. Instagram, infatti, non valuta solo il numero di like che si riceve ma anche la loro qualità.

Essere attivi su Instagram quindi non significa solo postare con frequenza, ma anche interagire con altri utenti. Bisogna essere social!

Social Media Manager: chi è e di cosa si occupa

È la professione del momento, spesso se ne parla, ma ancora non è ben chiaro di cosa si occupi. Il Social Media Manager non è colui che gestisce profili social da un telefono, come banalmente si crede, ma è una figura che svolge un ruolo ben più complesso.

In cosa consiste il lavoro di Social Media Manager?

Gestire le attività sui social network di un brand o di una persona fisica non si limita al pubblicare qualche post o storia di tanto in tanto. Il compito del Social Media Manager è quello di ottenere il massimo da ogni contributo reso pubblico. Ciò significa che fa crescere la presenza online, migliorando la reputazione e il coinvolgimento di una possibile clientela. Dal lato pratico una figura di questo tipo, gestisce i social come facebook, instagram, twitter, linkedin, ed in certi casi anche blog e siti personali. Inoltre si occupa anche di creare e gestire le pubblicità su Google, Facebook, Instagram, You tube.

Tutto questo, però, viene fatto nell’ottica di analizzare il riscontro sul pubblico, come? Utilizzando particolari strumenti che consentono di rilevare le parole chiave, gli hashtag più adatti al contesto o il target più idoneo sul quale puntare, il tutto ascoltando la rete. Curare questa parte di un business non è facile, per questo sono richieste delle soft skills, competenze che vanno al di là delle conoscenze tecniche (anch’esse necessarie allo svolgimento di questa mansione), ma più improntate allo studio e alla comprensione delle dinamiche sociali, come le interazioni umane.

Strategie e strumenti utilizzati

Un Social Media Manager deve sviluppare una strategia: prima di iniziare a pubblicare, deve capire quale sia la brand awareness del suo cliente. Ciò significa che deve comprendere come il prodotto o l’individuo sono conosciuti dal loro pubblico. Deve, in pratica, lavorare su associazioni e riconoscibilità del marchio, per poterne incrementarne il traffico. Questo significa che prima della parte pratica ed attiva, un Social Media Manager deve svolgere un’attenta analisi del mercato intrinseco, ma anche di quello che circonda l’oggetto di studio. Le persone, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nel successo di una campagna marketing. Dopo questi studi, è il momento di pianificare. Nulla va lasciato al caso e ogni attività, che essa sia una promozione, un post o una newsletter, andrà inserita all’interno di un calendario editoriale, per avere uno schema da seguire e fidelizzare il pubblico con contenuti cadenzati e regolari.

Altra parte fondamentale del lavoro del Social Media Manager, sta nell’assicurarsi di rispondere ad ogni messaggio o commento ricevuto. Questo si può fare impostando risposte programmate in un primo momento, per poi ritagliarsi degli spazi appositi per rispondere in modo personale. È un passo importante perché stabilisce un contatto diretto con i clienti. È possibile intraprendere anche campagne come contest o concorsi per aumentare il proprio spettro d’azione, ma ciò che conta è controllare e monitorare sempre i risultati dopo ogni attività svolta per capire se, effettivamente, ha avuto un riscontro positivo o serve aggiustare il tiro. Per intraprendere questo percorso lavorativo esiste una Laurea in Marketing e Comunicazione, oppure è possibile seguire dei corsi. Una carriera da Social Media Manager offre grandi opportunità in questi tempi ed è inoltre un lavoro stimolante e dinamico.

Quanto guadagna un Social Media Manager?

Il guadagno di un SMM dipende dalla propria esperienza, dagli anni di carriera, dalla quantità di contenuti pubblicati mensilmente e dal tipo di pubblicità che si effettuerà (pubblicità organica, a pagamento…). In genere un Social Media Manager (stagista) alle prime esperienze, guadagnerà  circa 300 euro al mese pubblicando 8 post al mese,  mentre un SMM con più anni di esperienza (Junior) ne può richiedere anche 800 . Un Social Media Manager Senjor invece può guadagnare cifre molto elevate, dai 3500/ 5000 euro al mese, in quanto grazie alle sue competenze di marketing e digitali può fare guadagnare mensilmente cifre da capogiro all ’azienda per cui lavora. Visita il sito DonneWeb per saperne di più sulla professione di Social Media Manager e su altre modalità di lavoro digitale.

Computer fanless: cosa sono e caratteristiche

All’interno del commercio esistono svariate tipologie di computer, le cui caratteristiche differenziate mirano a soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Tra i vari, in commercio vi è anche la vendita pc industriali fanless: questi computer fanless sono particolari e hanno delle caratteristiche apposite per chi ricerca un sistema di ventilazione innovativo e che possa allungare la vita del proprio pc.
Nello specifico, i fanless pc sono dei dispositivi che differiscono notevolmente dai dispositivi tradizionali, in quanto questi ultimi accumulano facilmente sporcizia e polvere nel corso del tempo (che potrebbe eventualmente comprometterne le funzioni): al contrario, il pc industriale fanless è costituito da un sistema di ventilazione che favorisce la dispersione della polvere, affinché non si accumuli all’interno. Così facendo, i sistemi riescono a proteggere tutti gli elementi interni del computer fanless da polveri, umidità e temperature troppo elevate.
La vendita pc industriali fanless (come quelli Km Soltec) include svariate tipologie di modelli, finalizzate a garantire la soddisfazione del cliente.
In linea di massima, i computer fanless (nonostante possano differire per svariate caratteristiche o prestazione dei componenti interni), risultano al 100% affidabili per coloro che intendono avere un pc che richieda meno spazio e che abbia dei componenti interni perennemente protetti. Inoltre, il pc industriale fanless non possiede delle parti che si muovono e il suo sistema lo rende ideale per risparmiare ancor più spazio, evitando l’installazione di componenti esterni come delle ventole di raffreddamento.

Quali sono i vantaggi dei fanless pc

La vendita pc industriali fanless è garantita per una serie di benefici che spesso non vengono garantiti anche dai pc tradizionali. In particolar modo, il pc industriale fanless risulta molto piccolo grazie alla composizione dei suoi componenti rispetto ad un pc tradizionale e non necessita di alcuna ventola di raffreddamento, dato che questa è già integrata nella sua struttura: pertanto, è ideale per chiunque voglia risparmiare spazio.
Oltretutto, questi pc risultano affidabili in quanto eccellono nelle loro prestazioni e il loro sistema di raffreddamento consente di trasportare all’esterno sporcizia, detriti e polvere che a lungo andare potrebbero compromettere le funzionalità delle componenti interne del pc.
Oltre a ciò, questi risultano silenziosi e perfettamente adeguati per chi ha necessità di concentrarsi anche sul lavoro e consumano un livello di energia molto basso rispetto ai pc tradizionali. E’ necessario scegliere questo computer soprattutto negli ambiti professionali o in settori come quello industriale: solitamente questo richiede infatti dei computer più sicuri e all’avanguardia, così da poter resistere alla polvere, all’umidità e generalmente ad uno stress maggiore rispetto a un ambiente come la propria casa.
In tal modo si potrà essere sicuri del fatto che questi computer avranno una durata decisamente maggiore rispetto a dei pc tradizionali.

Come scegliere un fanless pc

Al fine di scegliere correttamente un pc fanless, è decisamente importante conoscere quali sono le loro caratteristiche e per cosa serve. Se ad esempio è necessario per il proprio lavoro, allora si consiglia di concentrarsi sulle prestazioni del computer, il quale deve essere performante per poter soddisfare le proprie esigenze.
E’ fondamentale conoscere anche generalmente le caratteristiche e prestazioni ideali del pc che si sta cercando in commercio, al fine di evitare di spendere troppo poco per un computer o un prezzo eccessivo per un dispositivo troppo performante.
Inoltre, bisogna stare attenti a quei prodotti che vengono venduti senza garanzia o che sono costituiti da materiali scadenti, che ne diminuiscono la vita.
Per questa ragione se non si conosce bene il settore è consigliabile consultare un apposito professionista, specializzato nel campo. Quest’ultimo sarà capace di consigliare un pc fanless dalle caratteristiche ideali, come una struttura più robusta, una sopportazione elevata delle temperature esterne e silenziosi.
Così facendo sarà possibile avere non solo un prodotto ottimale, ma che possa anche rispettare le proprie esigenze per qualsiasi settore lavorativo.

Pubblica Amministrazione: la trasformazione da analogico a digitale

Negli ultimi tempi si sente molto parlare di dematerializzazione nella pa. Questa espressione si riferisce alla trasformazione dei documenti da cartacei in digitali. Si tratta di un percorso molto importante e articolato, che permette anche di dare una concreta mano all’ambiente e di velocizzare le mansioni lavorative, abbattendo i rischi legati alla commissione degli errori.

La dematerializzazione della pubblica amministrazione e il passaggio da analogico a digitale (come spiegato su savinosolution.com) sono stati voluti dal nostro legislatore e a questo riguardo abbiamo assistito alla realizzazione delle reti telematiche che favoriscono il contatto con i soggetti privati. Vediamo quello che bisogna sapere sull’argomento.

La dematerializzazione della pubblica amministrazione, il passaggio da analogico a digitale

Oggi la diffusione del digitale all’interno delle pubbliche amministrazioni offre numerosi aspetti positivi. Il tempo necessario per redigere gli atti, classificarli, firmarli e archiviarli viene ridotto in maniera considerevole. In questa maniera le mansioni lavorative si possono portare a termine in modo fluido e veloce. L’interno apparato burocratico diventa molto snello e reperire un documento, anche di vecchia data, non diventa più un problema come in passato.

La dematerializzazione nella pa consente anche di trasformare interi archivi cartacei in formato digitale, in modo da consentire una maggiore e efficienza e rapidità, ma non solo. Questa rivoluzione permette anche di assicurare la corretta conservazione dei documenti nel lungo termine e quindi fare in modo che lo Stato si ponga al servizio del cittadino.

Occorre infatti precisare che la dematerializzazione della pubblica amministrazione e il passaggio da analogico a digitale, è stato appositamente regolato dalle norme di settore per fare in modo che documenti e le informazioni siano archiviati in modo integro, autentico, accessibile e leggibile.

Dematerializzazione nella pa: altre considerazioni

Per quanto concerne l’aspetto strettamente legale, è stato previsto che tutti gli atti dematerializzati acquistano pieno valore giuridico allo stesso modo di quelli cartacei. Questi documenti, quando vengono rilasciati da enti autorizzati e firmati digitalmente, hanno piena validità e possono essere anche prodotti all’interno di un giudizio, quindi fungere da prova legale per il Giudice.

Il nostro Governo ha messo a punto diverse iniziative e ha promulgato varie norme che promuovono la dematerializzazione nelle pubbliche amministrazioni. L’intento finale non è solo quello di incoraggiare la nascita di una società digitalizzata, ma anche velocizzare le mansioni lavorative, abbattere a monte gli errori, favorire un approccio etico, sostenibile e diffondere l’innovazione dei servizi.

Quando si parla di dematerializzazione non si deve far confusione con la digitalizzazione, sebbene i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi. Nel primo caso infatti, i singoli documenti cartacei sono trasformati in file digitali. Nel secondo, invece, i documenti sono già stati creati con software e applicazioni apposite, quindi non necessitano di alcuna trasformazione. I singoli documenti digitali vantano poi tutta una serie di peculiarità, quali la firma digitale, la registrazione e il protocollo su archivi informatici e la trasmissione a mezzo posta elettronica certificata.

Documenti digitali delle pubbliche amministrazioni

I documenti digitali prodotti, firmati e catalogati all’interno delle pubbliche amministrazioni vengono poi trasmessi attraverso gli indirizzi di posta elettronica certificata, un particolare e sofisticato sistema di comunicazione che consente di inoltrare e-mail che hanno valore giuridico. Questo tipo di trasmissione viene oggi equiparato alla raccomandata con ricevuta di ritorno. Il domicilio digitale, infatti, è oramai obbligatorio per tutte le imprese commerciali, i professionisti e i possessori di partita IVA. Viene ogni giorno usato dalle pubbliche amministrazioni per inoltrare comunicazioni ufficiali ai cittadini, oltre che per gestire le notifiche in maniera veloce e snella.
Infine si ricorda anche lo SPID, soluzione che consente ai cittadini di accedere tramite le personali credenziali ai numerosi servizi della pubblica amministrazione, senza più accedere fisicamente agli sportelli.

Timbrare il cartellino: storia e metodi di controllo

Quello che oggi è per noi scontato e quotidiano ha una sua precisa storia e un processo di evoluzione e cambiamento che lo ha portato a essere così come conosciamo. Un caso molto curioso è quello legato all’abitudine, per i dipendenti di molte aziende, di timbrare il cartellino. Una prassi di per sé molto semplice, ma così diffusa da essere diventata anche un modo di dire.

Cosa significa timbrare il cartellino

I marcatori di tempo, così come sono chiamati i dispositivi che permettono di timbrare il cartellino, sono strumenti che servono per registrare gli orari di lavoro. Gli impiegati e tutti coloro che hanno un contratto di lavoro con orari precisi da rispettare, accedono al posto di lavoro passando il badge personale in un apposito lettore o, come avveniva in passato, inserendo una scheda in un’apposita obliteratrice. Alla fine del mese il datore di lavoro (o chi si occupa della contabilità e della gestione del personale), non solo può emettere le buste paga in base alle ore di lavoro realmente effettuate da ogni collaboratore, ma può anche monitorare quanto quel lavoratore ha prodotto e quanto no.

Timbrare il cartellino, un’attività antica come il mondo

L’uso di timbrare il cartellino, secondo diverse ricerche archeologiche, risale al periodo dell’invenzione della scrittura cuneiforme, intorno al 4000 a.C. Anche all’epoca c’era l’esigenza di registrare gli orari di lavoro e, così come accadde per l’invenzione dei timbri, si svilupparono sistemi che consentissero non solo di curare dei primitivi registri di lavoro, ma anche di trovare sistemi per tenere il tempo. Oggi abbiamo software, orologi, smartphone e tantissimi altri dispositivi; all’epoca furono elaborati obelischi e meridiane che consentivano di avere una misura della giornata di lavoro.

Il pagamento del lavoro

Anche gli antichi avevano gli stessi problemi dei lavoratori di oggi, tanto che già intorno al 1700 a.C. furono elaborati dei “contratti di lavoro” nei quali erano stabilite le quote per il pagamento dello stipendio in base alla mansione svolta. Questo era un sistema che prevedeva un pagamento a giornata, ma è sicuramente l’antenato ufficiale del sistema che ha poi portato nei secoli successivi a progettare tutti quei sistemi che permettessero di timbrare il cartellino.

L’epoca moderna

Una sistemazione più simile a quella cui siamo abituati quotidianamente risale al XVIII secolo, quando le questioni tra dipendenti e datori di lavoro si fecero più sentite. In questa prospettiva molti datori di lavoro sentirono l’esigenza di fissare sistemi e condizioni che li tutelassero in modo da retribuire i propri dipendenti solamente per le ore effettive di lavoro. Un’esigenza che tutela anche i dipendenti che possono così avere uno strumento terzo che certificasse la loro presenza sul posto di lavoro e, quindi, il diritto a essere pagati.

I primi registri per timbrare il cartellino furono, ovviamente, cartacei, ma peccavano di complessità (specie per le aziende più numerose) e troppi fattori che potessero permettere l’errore e la malafede. Solo verso la fine del XIX secolo il metodo di registrazione del tempo di lavoro fu completamente stravolto grazie all’invenzione dell’orologio marcatempo. Da questa prima invenzione fu un proseguire di evoluzioni tecniche e tecnologiche che portarono alla consegna a ogni dipendente di un proprio cartellino personale che, all’entrata e all’uscita, lo inseriva nell’orologio marcatempo per segnare gli effettivi orari di inizio e fine del proprio turno di lavoro. L’interesse per la questione fu talmente elevato che nel 1894 nacque ufficialmente la prima azienda che si occupava dei sistemi di timbratura dei cartellini.

L’avvento di PC e software

Anche l’epoca contemporanea, con l’avvento dei PC e lo sviluppo delle reti digitali, ha portato a importanti cambiamenti nei sistemi di registrazione dell’orario di lavoro. Con i primi fogli di calcolo gli orari si trascrivevano manualmente, ma era pur sempre un processo lento e poco efficiente. Con il passare degli anni furono elaborati veri e propri software dedicati alla marcatura del tempo e al monitoraggio degli orari di lavoro. L’ultima evoluzione è quella dei software in cloud e dei dispositivi che rilevano le presenze anche utilizzando lo smartphone dei dipendenti, ottimizzando il processo di registrazione. Passano i millenni e i secoli e cambiano gli strumenti, ma timbrare il cartellino resta un’esigenza utile per tutti.

Firma digitale: cos’è e come funziona

Autenticare un documento è, da sempre, una delle principali esigenze dell’uomo. Tale necessità è andata nel tempo aumentando e perfezionandosi con l’evoluzione dei sistemi di contraffazione e duplicazione dei documenti. Oggi è il sistema della firma digitale, in passato quelli dei sigilli da apporre su pergamene e documenti cartacei. Come spesso capita i miglioramenti tecnologici sono frutto dell’urgenza di difendersi dai malfattori, a volte un passo più avanti di chi difende la legalità.

Una storia, quella del bisogno di difendere l’identità, che non è prettamente recente e associata alla firma digitale, ma che ha accompagnato l’intera storia dell’uomo. Tanto che le prime tracce di questo lavoro di autenticazione lo possiamo rintracciare nell’uso dei timbri che, via via sempre più precisi, venivano utilizzati per siglare documenti e chiudere comunicazioni importanti.

Cos’è la firma digitale

L’evoluzione tecnologica ha, quindi, portato allo sviluppo della cosiddetta firma digitale. Va innanzitutto chiarito che non si tratta di un semplice modo di apporre la propria firma a un documento elettronico. Parliamo infatti di un sistema di crittografia che permette di applicare un unico e irripetibile numero binario sui documenti che si intende siglare. In questo modo la firma è unica, generata utilizzando la chiave della persona che sta firmando e che permette di identificarla in caso di controversie o autenticazione di quel documento.

Come funziona

Come anticipato il funzionamento della firma digitale si avvale di un particolare sistema di crittografia che, fondamentalmente, utilizza due tipi di chiave: una pubblica e una privata. La chiave pubblica è quella che consente di individuare la provenienza del documento firmato, mentre la chiave privata è quella che permette di proteggere quel particolare documento, di impedire di modificarlo e di consentirne il controllo solamente al suo autore.

Perché la firma digitale

Lo sviluppo della tecnologia che ha reso possibile la firma digitale si è reso necessario non solo per una questione di protezione e difesa, ma anche in una prospettiva di digitalizzazione delle comunicazioni. Oggi più che in passato molte comunicazioni, tra privati ma anche con la pubblica amministrazione, avvengono online su piattaforme dedicate o tramite mail. Firmare contratti, progetti e pratiche edilizie, ma anche per emettere fatture elettroniche o pratiche aziendali è oggi possibile farlo direttamente dal proprio PC e, in alcuni casi, anche dallo smartphone. In questo contesto è stato definito un sistema che assicurasse a quella firma: autenticità, integrità, validità.

Autenticità

Perché un documento, di qualunque tipo, possa essere considerato autentico in sede di discussione della sua originalità, è fondamentale poterne dimostrare l’autenticità. In passato si confrontava la grafia della firma, oggi si può fare molto più semplicemente, rapidamente e senza possibilità di errore, proprio sfruttando il sistema di chiavi crittografiche della firma digitale.

Integrità

Allo stesso tempo un documento firmato in maniera digitale non è più modificabile e questa è una grande garanzia per tutti i soggetti coinvolti nella redazione di quel documento. Una volta firmato si accettano le condizioni presenti e non c’è modo di cambiarle.

Tutela legale

La validità di un documento è data proprio dalla sua integrità e autenticità e questo rende gli atti siglati con la firma digitale assolutamente legittimi e regolari per la legge.

Firma digitale e PEC: quali sono le differenze

Le possibilità tecnologiche sono tante e molto diverse tra loro e spesso si rischia di fare confusione. È il caso del sistema della firma digitale e della posta elettronica certificata (PEC). I due strumenti sono molto diversi tra loro e non vanno confusi. La firma digitale è l’equivalente della firma messa a mano, con un maggior grado di sicurezza e versatilità. La PEC, invece, è una comunicazione valida dal punto di vista legale che permette di inviare documenti e allegati, come fosse una raccomandata postale.

Trovare backlink: perché è importante?

E’ pacifico affermare che il desiderio primario di ogni proprietario di sito web, è sapere che lapropria creazione ed il proprio progetto raggiunga il successo desiderato.
Per fare in modo che questo avvenga, però, è assolutamente doveroso fare in modo che vi siano una serie di accorgimenti importanti, grazie ai quali è possibile raggiungere il risultato sperato.
Da un punto di vista meramente generale, trovare dei backlink si rivela essere di importanza fondamentale se si vuole ottenere successo.
I backlink sono strettamente collegati al concetto stesso di SEO, poiché si configurano quale veicolo principale attraverso cui far convogliare tutto il traffico dati verso il proprio sito.
Tuttavia, è importante comprendere che i link non sono tutti uguali tra di loro, e che ognuno di essi può assolvere a delle funzioni più o meno importanti.
La qualità, in questi casi, è assolutamente fondamentale, se si vogliono raggiungere dei risultati che siano positivi nel tempo.

Backlink: meglio la qualità o la quantità?

Se si desidera raggiungere un risultato che sia positivo nel tempo, è assolutamente necessario fare in modo di trovare dei backlink che siano pertinenti con il tema portante del proprio sito.
Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, in casi del genere non importa la quantità, e quindi il numero di link che adornano un sito web, ma è molto più importante fare in modo che si utilizzino dei backlink di qualità.
Il modo migliore per ottenere un risultato del genere, è fare in modo che si utilizzino backlink generati da siti web autorevoli, e che siano pertinenti con il proprio sito web.
Gli organi di controllo, ossia quelli deputati a verificare che i link utilizzati siano effettivamente di qualità, valutano una serie di parametri fondamentali per fare in modo che un dato sito web acquisisca l’importanza che merita.
Prediligere quindi la quantità piuttosto che la qualità, porta ad una serie di circostanze altamente negative, come ad esempio una cattiva valutazione del ranking del sito.

Come avvalersi di ottimi backlink

In via del tutto generale non esistono dei criteri univoci per trovare dei backlink qualitativamente ottimi, ma è comunque possibile seguire una sorta di linea guida generale.
Nello specifico, infatti, è possibile innanzitutto scrivere una serie di parole chiave su un qualsiasi motore di ricerca, così da vedere quali sono i primi siti che la ricerca restituisce. Una volta avviata questa indagine, diventa relativamente semplice poter scegliere quali possono essere gli elementi più congeniali per le proprie esigenze.
Identificati i portali che più corrispondono ai nostri parametri, è possibile aprire una trattativa: in molti casi, difatti, è possibile acquistare tramite un listino prezzi dei link dal web, che possono far accrescere in maniera significativa il proprio traffico dati.
Chiaramente più si prediligono siti autorevoli, più il ranking del proprio sito aumenterà. garantendo così un insieme di valutazioni positive essenziali per la propria crescita.

In definitiva, quindi, scegliere dei backlink che siano di qualità si configura come una faccenda semplice: è sufficiente fare in modo di rivolgersi a dei portali che mettano al centro della propria politica web dei valori come qualità e ottica SEO; in tal modo la crescita non può che essere assicurata, specialmente se i contenuti proposti nel proprio sito web non si discostano dagli stessi link, creando così un traffico di informazioni reale, puro e senza mistificazioni.

Come funziona il SEO?

Che cos’è la SEO e su quali principi si basa?

La SEO è diventata uno degli attori principali nell’arena del marketing digitale e difficilmente lascerà il suo posto a breve in favori e di qualche tecnica o strategia. Ogni volta che arriva un aggiornamento importante degli algoritmi dei motori di ricerca, Google in primis ma non solo, o emerge una nuova strategia digitale, molti sono i critici che sfidano la sostenibilità della SEO. Eppure, dopo tutti questi anni, la SEO è ancora qui tra noi ad aiutare chiunque abbia una qualsiasi attività sul web a scalare i risultati di ricerca per guadagnare lettori, abbonati, clienti o piu’ in generale traffico sul proprio sito web.

Per essere al passo con i cambiamenti degli algoritmi e con le più efficaci strategie il metodo migliore è quello di delegare il compito ad un esperto SEO che sia in grado di elaborare una strategia influente appositamente studiata per il tuo business. Usare un esperto e una strategia SEO ha degli indubbi vantaggi:

Come funziona il SEO?

In conclusione, SEO funziona. È una forma estremamente efficace di marketing digitale e può aiutare ad aumentare il traffico, il brand e le conversioni per le aziende. La sua capacità di produrre risultati ha suscitato molta attenzione nel settore e rimane un’importante strategia di marketing digitale specialmente se appositamente studiata e messa in atto di un esperto SEO

C’è una forte richiesta

La domanda di esperti SEO continua a crescere, in quanto professionisti che padroneggiano una strategia di marketing ampiamente adottata. La SEO è davvero maturata nel corso degli anni e le aziende comprendono il valore che può offrire alla propria attività. Finché c’è ancora una domanda, ci sarà ancora SEO.

È conveniente

La SEO è una delle strategie di marketing più efficaci in quanto si rivolge agli utenti che cercano specificamente i tuoi prodotti o servizi. Ciò si traduce in un traffico più qualificato e accorcia il ciclo di conversione, con un notevole risparmio sui costi per le aziende.

Fornisce un ROI

Poiché i risultati della SEO sono quantificabili, è facile vedere il ritorno sull’investimento. Che tu sia un sito e-commerce, un sito che offre servizi o contenuti in abbonamento, i risultati della tua campagna SEO sono completamente tracciabili in modo da poter giustificare la tua spesa.

Risultati di ricerca più accurati

I contenuti ben ottimizzati grazie all’aiuto di un esperto SEO, aiutano i motori di ricerca a identificare meglio ciò di cui tratta la pagina web in modo che possano posizionarla accuratamente. Quando i risultati della ricerca sono più precisi, gli utenti sono in grado di trovare più facilmente ciò che stanno cercando.

La SEO è adattabile

Questo è veramente un settore in cui l’unica costante è il cambiamento. I motori di ricerca migliorano e aggiornano continuamente i loro metodi e un buon esperto SEO si evolve e si aggiorna proprio insieme a loro.

Gli esperti SEO gestiscono le campagne PPC

Una delle maggiori fonti di entrate per i motori di ricerca è la loro rete pubblicitaria pay-per-click e display, e gli esperti SEO sono tra i principali clienti. Alla fine della giornata, i motori di ricerca si rendono conto che i professionisti della SEO sono fondamentali per il loro ciclo di entrate e mirano a mantenere in circolo le aziende etiche.

Mentre la SEO come settore è praticabile, e puoi anche studiarne le basi per diventare un esperto, ciò non significa che lo sia ogni professionista SEO. Nel lungo periodo prevarranno solo esperti SEO che adottano strategie sostenibili e senza i cosiddetti trucchi black hat. Finché ci saranno esperti SEO che lavorano onestamente, senza fare false promesse ai clienti, e quindi di conseguenza non adottano trucchi come il peggiore degli spammer o il più pasticcione degli hacker, la SEO è qui per restare.

La guida sicura per i tuoi acquisti on-line

Fare acquisti on-line, oggi, è più che mai semplice grazie ai numerosi siti che offrono la possibilità di comprare praticamente di tutto. Anche molti negozi fisici, oramai, hanno il loro e-store in modo tale da poter cosi aumentare le loro vendite, accrescere la clientela e favorire chi per un motivo o l’altro preferisce acquistare on-line.

Orientarsi tra le tante offerte proposte, cosi come tra i diversi siti, non è per niente facile e spesso si rischia di fare acquisti sbagliati o rivolgersi ad un sito poco professionale. Per ovviare a questo problema, possiamo fare riferimento alle numerose recensioni sia dei prodotti in vendita sia del sito stesso, quanto ad affidabilità, correttezza e semplicità nei pagamenti, serietà e velocità della consegna del prodotto scelto.

Orientarsi tra i siti di recensioni


In rete è possibile trovare diversi siti che offrono un servizio di recensione di prodotti e degli e-store. Alcuni tendono a mettere in risalto i migliori negozi on-line, soffermandosi su quelli più noti, altri descrivono i negozi meno conosciuti ed altri ancora evidenziano i siti che hanno le migliori offerte economiche.

Un sito molto affidabile dove poter trovare tutte le informazioni utili per gli acquisti on line è www.recensionando.it , piattaforma che offre la possibilità di trovare la recensione tanti prodotti, alcuni particolari, altri più comuni, altri ancora difficili da trovare sul mercato, sia sugli store commerciali che sui principali e più noti siti di e commerce virtuali.
La caratteristica del sito, è che oltre ad offrire una panoramica su prodotti di diverse categoria, mettendo in risalto le occasioni ed i prodotti che solitamente sono introvabili, propone anche i migliori prezzi disponibili sul mercato.

Se sei in cerca di prodotti di bellezza, accessori per l’arredamento della casa, prodotti per il benessere personale o degli animali domestici, o ancora se cerchi prodotti di elettronica, tecnologia, e tanto altro ancora, su Recensionando puoi trovare tutto ciò che desideri con in più l’occasione di fare il tuo acquisto scegliendo il miglior prezzo disponibile sul mercato.

Caratteristiche di Recensionando.it


Il sito Recensionando è strutturato in modo da garantirti una interfaccia dinamica ed intuitiva: già nella sezione Home del sito, puoi trovare tutte le migliori offerte a prezzi convenienti del momento per tutte le categorie di prodotti presenti sul sito, elencati in basi ai più ricercati e recensiti, i più popolari del momento, o ancora i migliori in base al rapporto qualità-prezzo.
Una volta cliccato sul prodotto in questione che ti interessa, troverai una breve ed esaustiva recensione, che mette in risalto tutte le caratteristiche e le qualità del prodotto, e le indicazioni su come acquistarlo con l’indicazione del prezzo, il migliore che tu possa trovare in rete!

Struttura del sito


Scorrendo nella Home Page del sito, in alto, possiamo trovare tutte le sezioni con le categorie di prodotti disponibili su Recensionando.it. Troviamo quindi la sezione relativa agli animali, bellezza e benessere, casa, perdere peso, tecnologia e gli imperdibili. Inoltre, a lato della pagina, c’è la funzione “cerca” che ci permette di trovare in maniera agevole e più veloce il prodotto che ci occorre senza scorrere tutte le categorie presenti nel sito. Per ogni sezione possiamo trovare decine di prodotti con la loro recensione ed il link dove acquistarli, sicuri di stare scegliendo il miglior prodotto al miglior prezzo sul mercato.

In conclusione, quindi se vogliamo acquistare in tutta sicurezza un prodotto, con la tranquillità di leggere una recensione affidabile e seria che metta in risalto le caratteristiche e le qualità del prodotto che desideriamo, evidenziando anche quelle che possono essere le note negative, e soprattutto se vogliamo acquistare al migliore prezzo in rete, dobbiamo per prima cosa controllare il sito di Recensionando.it, che ci offre la possibilità di informarci correttamente sul prodotto prima dell’acquisto. Inoltre, sempre controllando il sito nelle sue varie sezioni, possiamo accedere ad innumerevoli occasioni, offerte e proposte, introvabili su altri siti, e cogliere al volo l’occasione di acquistare un prodotto che magari è appena arrivato sul mercato.

Domain authority un parametro importantissimo per i siti web

Il parametro Domain Authority, solitamente abbreviato in DA, è un parametro importantissimo per quel che riguarda la SEO ovvero la Search Engine Optimization. Infatti se questo valore risulta elevato, il sito ha più probabilità di posizionarsi tra i primi risultati nelle SERP, influenzando di conseguenza il traffico organico.

Il modello di valutazione della DA è stato sviluppato dalla società Moz e riprende per certi versi, la struttura dell’algoritmo che regola(va) il PageRank di Google. Tuttavia oltre alle similitudini ci sono delle sostanziali differenze e delle peculiarità che sussistono:

  • Google raccoglie molte più informazioni sui siti rispetto alla DA.
  • DA non tiene in considerazione le penalizzazioni di Google: quindi può accadere che, paradossalmente, un sito con un’ottima DA non sia tra le prime pagine delle SERP.
  • Il punteggio DA non subisce variazioni immediate grazie a miglioramenti in ottica SEO. I cambiamenti si vedono nel tempo.
  • La DA funziona su scala logaritmica: più si arriva in alto nel punteggio, più è ostico progredire.

Andiamo ad approfondire gli altri aspetti della Domain Authority.

Quali dati contribuiscono alla Domain Authority?

Analizzando quanto dichiarato da Moz si scopre cosa è rilevante nella composizione del valore assegnato per la DA:

  • Link in ingresso: ovvero tutti quegli url che rimandano al sito.
  • Qualità e pertinenza link in ingresso: chiaramente avere dei link da parte di siti con un’ottima DA e che siano attinenti premia in misura maggiore.
  • Contenuti di qualità: avere dei post o degli articoli informativi ed esaustivi che trattengono l’utente per maggior tempo sul sito.
  • Social Media: interazioni positive e reali dei contenuti che rimandano al sito tramite la condivisione.
  • SEO: ottimizzazione di tutti gli aspetti del sito in questione.
  • Page Authority: se una singola pagina ha un ottimo punteggio e questa condizione si verifica per più pagine del medesimo sito, automaticamente la DA totale sarà elevata.

Passiamo adesso a vedere come possiamo migliorare la Domain Authority.

Come faccio a incrementare la DA?

Per incrementare la Domain Authority ci sono una serie di strategie da poter mettere in atto partendo dall’analisi del profilo link e dai guest post. Procedendo step by step occorre mettere sotto la lente d’ingrandimento tutti i backlink cercando di individuare quelli di scarsa qualità. Per questa operazione ci vengono in soccorso dei tool specifici come Link Detox o Kerboo. Una volta scovati dobbiamo richiedere ai proprietari dei siti di impostarli come “nofollow”.

Contemporaneamente è buona norma impostare degli interventi SEO per costruire una link building tramite guest posting: fondamentale analizzare prima il dominio di chi può ospitare contenuti che rimandano al nostro sito per evitare di riproporre la situazione appena descritta sopra di backlink “tossici”.

Un altro aspetto troppo spesso sottovalutato, ma che spinge i siti verso la vetta, è rappresentato dal corretto e puntuale lavoro di SEO che consiste in:

  • Impostare correttamente tag title e meta description
  • Inserire H1 e H2 seguendo le regole: un solo H1 a pagina o a contenuto per esempio.
  • Url SEO friendly.
  • Link building interna richiamando altre pagine e contenuti del sito.
  • Keyword non forzate all’interno dei testi e senza esagerare con la reiterazione.

Oltre agli accorgimenti formali della SEO ci sono anche quelli tecnici come la creazione e l’invio della Sitemap XML, la verifica del sito su Search Console, i settings del file robots.txt, l’adozione del protocollo di sicurezza https e l’ottimizzazione su dispositivi mobile.

In ultima istanza per incrementare la DA possiamo segnalare il tuning della velocità di caricamento delle pagine per rendere il sito ancora più user friendly. Questo procedimento può essere avviato tramite la rimozione dei plugin inutili o ridondanti se riproducono feature native del CMS, aggiornamento costante del tema e dei plugin, salvataggio in formato web per un’ottima compressione delle immagini.

Fiera CPEXPO, un evento importante per la sicurezza delle comunità

Tra il 29 e il 31 ottobre 2013, la città di Genova ha ospitato la prestigiosa fiera CPEXPO. È stata la prima edizione di una conferenza a livello internazionale, incentrata sulla massima sicurezza delle singole comunità. Ecco quali sono state le prerogative principali di un simile evento.

Tre giornate essenziali per la ricerca della massima sicurezza sul lavoro

La sicurezza in tutte le sue forma è stata un elemento essenziale in occasione della prima edizione di CPEXPO – Community Protection. Genova ha così ospitato un evento di assoluto rilievo per la comunità internazionale, con la chance di far dialogare tutte le parti in causa di un processo alquanto ricco di componenti. Dall’industria alla ricerca, passando per la pubblica amministrazione e le aziende faraoniche, ogni realtà ha potuto entrare in comunicazione diretta con varie delegazioni straniere. Sono stati, dunque, tre giorni molto importanti per sviluppare comparti dalla rilevanza indiscutibile.

Cosa c’è sapere sull’organizzazione di CPEXPO

CPEXPO 2013 è stata organizzata con il patrocinio del Parlamento, della Commissione dell’Unione Europea, del Ministero della Salute, della Regione, del Comune, della Camera di commercio e di Assindustria. Ha collaborato attivamente all’iniziativa l’Università di Genova, per l’allestimento di un’area demo da ben 800 metri quadri, in grado di rappresentare una zona di dimostrazione simile ad una vera e propria città. Tale opera d’arte è stata progettata dall’architetto Silvia Ascari e coordinata dall’ingegner Luca Ascari, con l’inserimento di una collina, un ponte ferroviario, una piazza, una strada e una banca. Il tutto con la partecipazione di oltre 200 esperti del settore della sicurezza, 30 espositori appartenenti ad aziende di alto rango, 7 delegazioni estere e la realizzazione di 32 seminari tecnici organizzati dall’Università di Genova.

Foto di genova24.it

Alcuni dei partecipanti di maggior rilievo alla Fiera

I numeri della Fiera CPEXPO 2013 di Genova sono dunque da considerare di assoluto rilievo. A tal proposito, le delegazioni estere occupano un ruolo di primo piano. Dalla rappresentanza cinese dalla regione di Yantai al governatore iracheno del Nineveh, dagli esponenti del Qatar molto interessati a start up dalla tecnologia molto avanzata, l’evento ha assunto una connotazione internazionale. Ci sono stati anche esperti provenienti da Emirati Arabi, Arabia Saudita, Tunisia e Russia, oltre ad espositori del calibro di Fincantieri, Henesis, Symantec, Italian Trade Agency, RINA Group e Finmeccanica. La manifestazione ha anche visto l’organizzazione di una tavola rotonda durante l’ultima giornata, guidata dal presidente dell’Osservatorio della Sicurezza e ICT di Eurispes e CPEXPO Roberto De Vita. Nell’occasione, erano presenti anche l’amministratore delegato di Reply Tatiana Rizzante, quello del RINA Ugo Salerno, la vicepresidente di Ansaldo Energia Daniela Gentile e tanti altri esperti autorevoli delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

I temi principali trattati durante i tre giorni

La tre giorni della Fiera CPEXPO 2013 ha trattato una serie di tematiche essenziali per la piena sicurezza aziendale. Un’elevata attenzione è stata attribuita al trattamento dei dati sensibili e alla loro conseguente diffusione. Un argomento del genere è molto sentito sia dai cittadini che dalle relative aziende. A tal proposito, è stato posto l’accento sul triste fenomeno dell’intrusione nei sistemi collegati ad Internet, con il furto di progetti e brevetti dall’alta rilevanza sociale. L’introduzione di possibili normative stringenti può fare in modo che gli utenti del web possano connettersi con maggiore tranquillità, senza il rischio che i loro dati sensibili possano essere utilizzati per eventi indipendenti dalla loro volontà.

Live social: fare marketing in radio è più attuale che mai

Sei un imprenditore e stai cercando un metodo attuale e sicuro per promuoversi in radio e dare voce alla tua azienda?

Hai trovato l’articolo che fa per te. Ti parleremo infatti della pubblicità in radio, servizio offerto da Live Social, pensato proprio per aiutarti ad ottenere visibilità e promuovere i tuoi servizi.

Live Social, il programma radio che viaggia (anche) online

La radio si è evoluta per seguire i nuovi mezzi, adattata alle piattaforme e alla tecnologia, mantenendo però sempre vivi i suoi ruoli e i suoi personaggi.

Il caso Live Social è emblematico di questa nuova tendenza. Si tratta di uno strumento che permette di creare podcast su qualsiasi argomento, come una storia da raccontare, una passione da condividere .

Parte da una via di mezzo fra il consolidato successo di YouTube, le vecchie radio libere e i social dando spazio e visibilità ai professionisti di tutta Italia.

Live Social: chi sono e cosa fanno

Presente sul mercato da più di 15 anni, Live Social (radiolivesocial.it). è un format pensato e strutturato proprio per la radio, che ogni giorno permette a tante imprese e imprenditori italiani di farsi conoscere e promuovere i loro prodotti e servizi. Soprattutto permette di promuoversi e di diffondere il brand, che poi è lo scopo principe di una pubblicità in radio fatta per bene. Le radio sulle quali viene trasmesso il format del resto garantiscono per esso. Stiamo parlando ad esempio, tra le altre, di:

  • Radio Roma Capitale
  • Radio News 24
  • Radio Punto Zero.

l format va in onda nel Lazio per il centro Italia, copre il sud con trasmissioni in Campania e Calabria, ed è ascoltabile anche sulle frequenze del nord con la diffusione in Lombardia e in Piemonte.

I numeri di Live Social

Live Social viene scelto ogni giorno da tantissime imprese, è il numero di interviste medie che vengono realizzate ogni mese. Più di 2.000. Hai capito bene. Più di 2.000 interviste ad imprenditori come te.

Questo perché Live Social non è solo una pubblicità in radio, ma un vero servizio studiato appositamente da chi fa business per chi fa il business. Live Social intervista ogni mese chiunque voglia far conoscere il proprio lavoro, che si tratti di un libero professionista o che si stia parlando di un’impresa commerciale.

Il tutto viene confezionato in un contenitore che dà voce agli imprenditori, concepito come un vero e proprio programma culturale e di ‘entertainment.’

Dalle frequenze radio ai social

Come si può intuire dal nome, Live Social prevede anche il passaggio delle interviste sui diversi social media. La visibilità che si ottiene in questo modo è senza dubbio maggiore e soprattutto più efficace.

Quello che le persone a casa cercano infatti sono le storie. Quante aziende come la tua esisteranno infatti in Italia? La particolarità di Live Social invece, che è anche il suo punto di forza e che può diventare il tuo vantaggio, è quella di raccontare chi c’è dietro una certa azienda e un certo marchio. I riscontri positivi in termini di stima ma soprattutto sui numeri sono sempre più numerosi, e questo attesta che il metodo scelto dal format, la sua mission, funziona perfettamente.

Gli imprenditori possono infatti farsi conoscere grazie al programma di intrattenimento, e non si limitano solo a parlare del proprio prodotto o del proprio lavoro. E il connubio, o meglio il passaggio, dalla radio ai social è ciò che in definitiva permette di ampliare la rete di contatti della tua impresa. Considera infatti che ogni social ha il suo linguaggio, e il format di Live Social è pensato proprio per adeguarsi a questi linguaggi.

Quindi, se volessimo riassumere cos’è Live Social, potremmo definirlo come un contenitore, perché contiene appunto tanti spunti di approfondimento. Ma nello stesso tempo è anche una vetrina, perché permette ai professionisti intervistati, di ottenere una grande visibilità mediatica. Infine si tratta di un vero e proprio network per le imprese che lo scelgono, proprio perché integra blog, radio e social media.

Quali caratteristiche deve avere una web agency

Ti stai chiedendo cosa contraddistingue una web agency di successo? Sono diversi i fattori che dovrai prendere in considerazione. Le aziende sulle quali puntare sono tante, così come variegati i prezzi dei servizi offerti. Districarsi fra le alternative potrebbe mandare in confusione e rendere la scelta complicata. Ecco, quindi, alcuni elementi che dovresti valutare per trovare la web agency più in linea con le tue esigenze.

Web agency come scegliere

Il primo fattore da non sottovalutare è l’esperienza vantata dalla web agency. Buona regola è puntare su quelle agenzie specializzate nel settore che ti riguarda e che hanno già realizzato i migliori contenuti, ovvero quelli con elevato numero di contatti e vendite.

Oggi una web agency non è solo chiamata a realizzare un semplice sito web, ma dovrà avere una certa dimestichezza con grafica, SEO, Social Media Marketing, ecc. Le competenze trasversali su tutte queste tematiche influenzeranno in modo positivo il tuo progetto web.

Un buon sistema per capire quando l’agenzia alla quale ti vuoi affidare è quella giusta consiste nel leggere le opinioni e i feedback rilasciati dai clienti che hanno già richiesto e provato i servizi. Verifica attentamente le recensioni direttamente dalla scheda google my business e scopri il gradimento riscontrato.

In questa fase, tuttavia, dovrai fare molta attenzione perché non sempre le recensioni sono attendibili o veritiere. Molte volte sono acquistate, scritte da parenti e amici e addirittura dagli stessi proprietari. In alcuni casi viene riportato il nome del sito web o del progetto realizzato, allora potrai chiedere ulteriori informazioni sulla qualità del lavoro per avere un quadro più chiaro sulla professionalità della web agency.

Scelta della web agency: altri suggerimenti

Ricorda che una web agency seria non riuscirà a completare il lavoro che desideri nell’arco di pochi giorni. Diffida, pertanto, da quelle agenzie che ti offrono servizi veloci.

Un progetto ben fatto richiede impegno e il compimento di tutta una serie di passaggi, a cominciare dall’analisi di quello che intendi concretamente realizzare. Le fasi preliminari, nello specifico, implicano diversi colloqui, la ricerca delle parole chiave, oltre che la progettazione grafica sia per desktop che mobile.

Ultimato lo sviluppo si passa alla pubblicazione, che comporta la risoluzione di varie problematiche connesse anche all’ottimizzazione e alla velocità sito, nonché al monitoraggio analytics e search console. Quest’ultimi, in particolare, servono per sottoporre a scansioni di google il sito web e ti danno informazioni sull’andamento di visite e ricerche. Dovresti, quindi, evitare web agency che non sono in grado di installare questi importanti strumenti o che addirittura usano software pirata.

Infine non dimenticare di concentrare la tua scelta su una web agency che opera sulla base di un metodo consolidato, quindi in grado di risolvere le varie problematiche della clientela in tempi celeri. La web agency a Milano, Nextre Digital, ad esempio, ti assiste con grande professionalità e competenza. Grazie al continuo aggiornamento e all’esperienza maturata, ti permette di realizzare progetti di qualità a prezzi anche piuttosto competitivi.

Questa web agency svolge i compiti che si rendono necessari in maniera strutturata, utilizzando i migliori tool oggi disponibili, quali ad esempio Adobe, Wrike, Trello, Project, Slake ecc, oltre che le più affidabili suite per la SEO.

Pellicola per imballo, Esconti acquisti online

La pellicola per imballo di Esconti viene impiegata nel settore dei trasporti e dei traslochi, nel commercio soprattutto a distanza, nei settori edilizi e di ristrutturazione che richiedono la protezione di elementi e materiale da costruzione fragili, nell’ambito domestico o fai da te.

La pellicola per imballaggio è avvolta in rotoli, può essere lunga e larga ricoprendo l’intero rotolo nella sua lunghezza. Esistono anche rotoli medi dove è presenta una maniglia per l’applicazione rapida nelle operazioni di avvolgimento. Una classico uso della pellicola per imballaggio la vediamo nel settore dei traslochi, quando all’interno di grossi camion o magazzini vediamo pedane con scatoloni ordinati e avvolti con presa stretta appunto dalla pellicola per imballaggi. Questo materiale è autobloccante perché aderisce molto bene alle superfici ma in qualche caso si può aumentare la resa applicando anche nastro adesivo o collanti specifici.

La pellicola per imballo utilizza il polietilene, una materia plastica che fa parte dei polimeri sintetici. Si tratta, quindi, di una resina termoplastica solida, trasparente e in genere bianca e cristallina a cui possono essere applicati dei colori, come nel caso delle pellicole scure. Il polietilene come altre materie plastiche è caratterizzato dalle forti proprietà isolanti, da una struttura elastica e non rigida che gli permette di aderire bene alle superfici o essere modellata, una stabilità chimica che lo rende perfetto per produzioni tecniche e specifiche ad esempio per l’isolamento dei cavi elettrici, film protettivi per l’industria e l’agricoltura, strati cristallini per tubi idraulici. Per l’ambito civile e domestico, il polietilene viene usato per creare borse, buste della spesa o per gli acquisti, contenitori e pellicoli alimentari. Nel nostro caso, la pellicola per imballo è destinato ad avvolgere scatoloni, prodotto fragili e articoli ad alta dispersione come il pellet, cenere, granito, polveri di legno e altre compotenti spesso contenuti in sacchi di cartone o plastica. La pellicola per imballaggi estensibile è facile da smaltire o riciclare, tutti i comuni hanno cassonetti adatti al suo recupero in quanto prodotto diffuso e maggiormente usato nel settore commerciale, industrale e artigianale.

Per acquistare la pellicola per imballo online è sufficiente connettersi al sito di esconti.it, un e-commerce specializzata nella vendita di prodotti tecnici professionali ma anche per la casa. Le pellicole per imballo si trovano nella voce Ferramenta, insieme a numerosi articoli utili non solo a professionisti e artigiani ma anche ad amanti del fai da te o negozianti. Ogni pellicola per imballo ha una scheda tecnica dove vengono descritte le caratteristiche essenziali del prodotto, le misure importanti come l’altezza in centimetri sia della pellicola che della bobina, lo spessore del film in micron, il clore e la consistenza. Esconti segnala sempre la quantità disponibile in magazzino, il nome o marca del produttore. Il costo è indicato per unità o quantità, si possono acquistare più rotoli di pellicola insieme e anche altri prodotti della stessa categoria merceologica o di altre sezione dell’e-commerce. Una volta scelti i prodotti e completato il carrello di acquisto, per procedere si dovrà creare una account e procedere con il pagamento che avviene con circuiti sicuri e immediati, ad esempio Paypal.

Qualche numero sui social network più famosi

Il “Global Digital Report” stilato da “Hootsuite” e “We Are Social” ha messo in luce attraverso i numeri relativi agli utenti che giornalmente utilizzano i principali social network. Nell’articolo vi mostreremo le tendenze principali del mondo di internet ed in particolare di quello relativo ai Social.

Le piattaforme Social più utilizzate

Facebook detiene sempre il primato su tutte le altre, rimanendo il social network più utilizzato dagli internauti. Il numero mensile di utenti attivi è cresciuto in maniera costante nell’ultimo anno, aumentando i guadagni della piattaforma del 10% rispetto al 2018.

YouTube, nella lista dei social network più famosi, si piazza subito dopo la piattaforma di Zuckerberg mostrando un aumento di nuovi utenti che sembra destinato ad aumentare e che promette di trasformare la piattaforma di condivisione video in un qualcosa che coinvolgerà oltre 2 miliardi di iscritti.

WhatsApp è in forte crescita così come WeChat (l’equivalente cinese) nell’elenco dei social network più usati. È ufficialmente nella cerchia delle piattaforme social da “billions users”. Anche Instagram è entrato a far parte di questo “club” quando ha raggiunto il miliardo di utenti attivi.

Come si approcciano gli utenti ai social media

La quantità di tempo dedicato ai social media ha visto un aumento nel 2019. In media un utente passa quotidianamente circa 2 ore e 16 minuti sulle piattaforme di condivisione e circa un terzo di tutto il tempo impiegato online a navigare e quasi un settimo della vita lavorativa. Il tempo trascorso online sui social cambia da un Paese all’altro. In Giappone, ad esempio, la media giornaliera è di appena 36 minuti, mentre nelle Filippine arriva addirittura ad oltre 4 ore.

La maggior parte degli utenti social visita costantemente le piattaforme ma, di questi, solo l’83% si muove attivamente su di esse pubblicando contenuti, condividendo ed interagendo con gli altro. In media ogni utente ha un account su diverse piattaforme social ma non si “impegna” nello stesso modo in tutte. Gran parte delle persone usano i social network per lavoro con circa 800 milioni di utenti che sfruttano il web per questa ragione.

Facebook

Facebook è senza dubbio al vertice dei social network della lista delle piattaforme più utilizzate. Il numero degli iscritti cresce costantemente e la piattaforma ha raggiunto 18 milioni di nuovi utenti a fine 2018. Tuttavia, è diminuito molto il pubblico (circa 10 milioni di utenti in meno) giovane di età compresa tra i 13 ed i 17 anni, compensato da altrettanti iscritti sopra i 55 anni. L’India si conferma essere il mercato più fertile per l’azienda a cui seguono le Filippine.

Entrambi gli stati hanno registrato un’impennata dei nuovi iscritti. A preoccupare il social di Zuckerberg è il numero medio dei post con “like”, diminuito di parecchio (10%) negli ultimi 6 mesi dell’anno passato, così come si è ridotto il numero delle persone che cliccano sugli annunci pubblicitari. I dati, infatti, affermano (cosa che sembra anche scontata) che gli utenti solitamente non vanno su Facebook per visionare contenuti pubblicitari ma per rimanere in contatto con conoscenti, parenti ed amici. Per i piccoli brand diventa sempre più complicato emergere all’interno della piattaforma ricca di pagine e gruppi di aziende ma anche per la riduzione del tempo trascorso dagli utenti sul social.

Instagram

Il “social delle immagini” è stata la scelta principale per la comunicazione dei brand.
A giugno la piattaforma ha raggiunto e superato il traguardo del “miliardo” di utenti attivi. Anche il pubblico del marketing è aumentato moltissimo (38 milioni di nuovi users soltanto negli ultimi 4 mesi del 2018). Il successo di questo social non dipende soltanto dalla capacità dei pubblicitari ma anche dalla varietà di pubblico che la popola. Gli utenti sono praticamente mediamente distribuiti in parti uguali tra donne e uomini, mentre l’età media parte dai 18 sino ai 34 anni, ossia una fetta di mercato ed un target molto più ampio rispetto a quello di Facebook.

LinkedIn

Si tratta di un social “lavorativo” che ha ottenuto un enorme successo nel 2018 e che ha visto consolidare la sua crescita anche nell’anno seguente. Il numero del pubblico pubblicitario è basato sul totale degli iscritti e non su quelli attivi. Attualmente un’inserzionista può riuscire a raggiungere ben 600 milioni di persone nel mondo. Nell’ultimo periodo LinkedIn è cresciuto anche in alcuni Paesi come la Birmania (80.000 iscritti nuovi) e in numerose parti dell’Africa ed altre zone in via di sviluppo. Si confermano la crescita in Paesi come il Giappone (+14%) e Corea del Sud (+13%).

Perché è importante strutturare un sito web ottimizzandolo per la SEO

La struttura di un sito web è fondamentale per una migliore ottimizzazione SEO perché semplifica l’esperienza utente, oltre a fornire un contributo importante in termini di indicizzazione e lettura da parte dei crawler e spider utilizzati dal motore di ricerca (Google o Bing). Insieme alla struttura, riveste un ruolo molto importante anche il menu di navigazione e l’architettura dei link interni, tutti fattori che influiscono sull’ottimizzazione SEO e su un migliore posizionamento.

Struttura di un sito web ad albero

La migliore struttura per un sito in ottica SEO è quella ad albero e gerarchica. Il cuore centrale è rappresentato dalla home page, a cui poi fanno seguito le categorie principali del portale, in base a ciò che si vuole comunicare (e dunque al proprio brand). A loro volta, le categorie principali – quelle cioè che rimangono sempre in primo piano – si suddividono in sottocategorie, con l’obiettivo di mantenere una struttura bilanciata e lineare. Infatti, non bisogna commettere l’errore di sbilanciare la struttura su una determinata area a discapito delle altre. Un’altra osservazione importante a riguardo è l’inserimento di link interconnessi tra loro, che danno modo all’utente di navigare tra le pagine del sito in maniera agevole, avendo inoltre la possibilità di tornare alla home page da qualunque posizione si trovi.

Il menu di navigazione

A determinare l’efficacia o meno della struttura di un sito per la SEO è anche l’ottimizzazione del menu di navigazione, l’area dove sono presenti le pagine e le categorie più importanti dell’intero progetto. Oltre alla home page, nel menu figurano le categorie di primo livello e le pagine chiave del sito, come ad esempio Chi siamo e Contatti. Il proprietario del portale web deve fare in modo che il menu di navigazione sia visibile per l’utente (o meglio, raggiungibile) da qualunque posizione/pagina.

Al giorno d’oggi CMS come WordPress, e i temi compatibili, hanno semplificato oltremodo la questione. Infatti, anche chi non ha conoscenze di programmazione può gestire un tema gratuito o a pagamento che dispone dello stesso menu di navigazione per tutte le pagine del sito, essendo inserito nella testata (header) del sito e modificabile direttamente dalle impostazioni del tema. Inoltre i link del menu devono avere nomi attinenti con i contenuti presenti all’interno della categoria o pagina.

La struttura dei link interni

La soluzione ideale è la creazione di una struttura piatta, con l’utilizzo di poche categorie in grado di ospitare la maggior parte del contenuto. Insieme alle categorie si segnala l’importanza dell’impiego dei tag, che permettono all’utente di navigare nel sito in maniera trasversale spostandosi di categoria in categoria attraverso articoli uniti sotto una medesima etichetta.

Un esempio: i travel blog presentano spesso la categoria Destinazioni e sottocategorie quali Italia, Europa, America, ecc; se si pubblica la descrizione di una spiaggia della Sardegna (dunque categoria Italia) di solito si utilizza il tag spiagge, il quale rimanda a tutti gli articoli relativi a spiagge presenti in categorie diverse (un esempio su tutti la Spagna, se si parla ad esempio della spiaggia di Corralejo nell’isola di Fuerteventura).

Ciascun articolo dovrebbe poi contenere un collegamento a un post correlato, di reale interesse per l’utente che può così approfondire l’argomento. Un altro strumento utile per ottimizzare la struttura dei link interni è la breadcrumb (letteralmente briciole di pane), di solito posizionata sopra il titolo dell’articolo e che mostra all’utente la posizione esatta in cui si trova in quel momento.

Per ricevere l’aiuto di un esperto consigliamo di rivolgervi al sito www.alessandrogiovanazzi.it, specializzato nella realizzazione di siti web per aziende e professionisti a Trento e Rovereto.

Pc da gaming vs console: quale scegliere

Il mondo dei videogiochi è davvero molto amato ma se c’è una guerra che da decenni esiste in questo settore è proprio quella tra: pc da gaming vs console.

Da decenni esiste questa grande sfida silenziosa, ma forse nemmeno così tanto silenziosa, tra il pc da gaming e le diverse console. Una competizione che porta entrambi i due mondi a migliorarsi sempre di più ed a sfidarsi a suon di progressi e nuove funzionalità.

È davvero difficile dire qualche sia la tipologia migliore tra le due, ma noi cercheremo di scavare fino in fondo per poter capire quale potrebbe essere la migliore scelta per te che sei un vero appassionato di videogames.

Sono davvero tanti i siti internet in cui puoi trovare console e pc da gaming divisi per fasce di prezzo,ma pochi quelli in cui puoi davvero riflettere su pro e contro.

Ma bando alle ciance e cominciamo davvero ad entrare nel vivo di questi due mondi.

Pc da gaming vs console: tutta la verità

Le cose da dire in merito sono davvero a milioni e se sei nel mondo del gaming già da un po’ sicuramente te ne sarai già reso conto.

Inutile dire che quello che puoi trovare in commercio è davvero moltissimo.

Console sempre più funzionali e tecnologiche, configurazione per pc da gaming sempre più spettacolari. Insomma, capire quale sia la scelta migliore diventa sempre più difficile, ma forse è proprio questo il bello.

Cerchiamo di esaminare i punti più salienti in maniera approfondita ed in modo totalmente imparziale così da arrivare, forse, ad una risposta concreta.

Pc da gaming vs console: il costo

Partiamo dalla prima cosa che va subito all’occhio, ovvero il prezzo.

Qui c’è poco da dire:

  • una console ha un costo fisso che per quanto sia anche altissimo poi con il tempo tende un po’ a diminuire od ad andare in grandiose offerte;
  • il pc da gaming, invece, ha un costo che, a dire il vero, può variare di molto in base a quello che desideri. Ci sono configurazioni molto economiche, ma anche configurazioni gaming piuttosto costose.

Se dovessimo guardare il fattore prezzo ecco che probabilmente la console vincerebbe di gran lunga ma non possiamo fermarci solo a questo punto.

Pc da gaming vs console: la personalizzazione

Eccoci ora ad un punto fondamentale che dovrebbe farti riflettere moltissimo.

La console difficilmente può essere modificata o resa più performante. Se desideri funzioni più avanzate devi aspettare la versione successiva.

Il pc da gaming, invece, può essere personalizzato e reso sempre più avanzato a livello tecnologico in ogni momento che desideri.

Se ci sai fare, o se conosci qualcuno che se ne intende, ecco che cambiando dei piccoli componenti qua e là puoi avere sempre un pc da gaming aggiornato ed all’avanguardia.

Questo è un vantaggio sicuramente grande pensando a come il progresso viaggia ad una velocità elevata in questo settore.

Pc da gaming vs console: il costo dei giochi

Eccoci ora ad un altro punto dolente. O meglio, dolente più che altro per la console.

Il costo dei singoli giochi solitamente è molto più per le console rispetto al pc da gaming ed anche questo è un vantaggio non da poco che porta la lancetta ancora di più verso il pc da gaming.

Pc da gaming vs console: l’opzione gioca online

È arrivato il momento di dare un pò di forza anche alla console perchè bisogna ammettere che per quanto riguarda la modalità di gioco online è sicuramente migliore rispetto al pc da gaming.

Ci spieghiamo meglio però.

La console è sicuramente più diffusa rispetto al pc. Ecco, quindi, che per giocare online con i tuoi amici devi avere necessariamente la stesso tipologia di console.

Ed ecco che quindi la lancetta comincia ad andare verso alla console.

Anche se a dire il vero tutto dipende dalla situazione.

In conclusione non è così facile dire cosa sia migliore o peggiore.

Entrambe sono ormai di alta qualità e tutto dipende da ogni singolo caso.

Analizza parametro per parametro e poi fai la tua scelta consapevole.

Come ottenere un risarcimento PayPal

Il metodo di pagamento on-line più utilizzato ed apprezzato in assoluto è sicuramente quello che sfrutta l’operatività del circuito PayPal. Il primo punto di vantaggio che questo metodo consente id ottenere è innanzitutto la protezione e tutela della propria privacy ogni volta che si effettua un pagamento on-line. Pagare con PayPal inoltre è semplice e veloce, basta inserire la propria e-mail e la password collegata al proprio account per concludere qualsiasi ordine. Cosa che molti non sanno però è che PayPal consente anche di ottenere un rimborso immediato quando le transazioni non vanno a buon fine, senza dover contattare il rivenditore.

Risarcimento PayPal: a chi chiedere

Per utilizzare Pay Pal basta creare un account e collegarvi o meno la propria carta virtuale, un conto corrente o ancora una carta prepagata. Questo è sufficiente per poter procedere agli acquisti e nella maggior parte non serve nemmeno avere il credito. Nel caso in cui la transazione oppure la consegna della merce non va a buon fine è possibile chiedere direttamente a Payl pal il risarcimento, la piattaforma infatti si impegna ad offrire al cliente il massimo appoggio. Si procede quindi ad avviare una contestazione o un reclamo e Pay Pal penserà al resto fornendo ai propri clienti tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Questo servizio è molto utile per proteggersi da eventuali truffe on-line in cui non è insolito incorrere, i pericoli in rete si trovano ovunque. In genere riscontrano dei problemi solamente coloro che sono alle prime armi con gli acquisti on-line oppure quando ci si imbatte in qualche sito non proprio affidabile. Esistono poi degli e-commerce sicuri dove acquistare è molto semplice, facile e veloce. On-line è possibile sfruttare tutta la convenienza di un servizio veloce, che consente ai clienti di trovare ciò che necessitano in tempi brevi e ad un prezzo accessibile. Dato però che incorrere in insidie e pericoli è comune Pay Pal ed altre piattaforme hanno messo a disposizione dei propri clienti un servizio di difesa maggiore e funzionale.

Come si apre una contestazione

Per procedere alla contestazione dopo essere incorsi in una transazione riuscita male oppure in una mancata consegna bisogna quindi collegarsi sul sito di Pay Pal e cliccare sulla dicitura Centro Risoluzioni. Inizialmente si apre un reclamo formale ove non fosse possibile trovare una soluzione o comunque un accordo che soddisfi entrambe le parti, partirà la contestazione. La contestazione può essere richiesta solo dopo che sia trascorsa una settimana dal pagamento, avviata la fase del reclamo le parti avranno venti giorni per mettersi d’accordo, non trovando un punto in comune, qualsiasi delle due parti può aprire la contestazione e poi Pay Pal si occuperà del resto valutando le ragioni di entrambi. Ai fini dell’ottenimento del rimborso è necessario ovviamente restituire il bene acquistato ove fosse stato consegnato e attenersi alle indicazioni che sono contenute all’interno delle Condizioni d’uso del sito web. Nel caso Pay Pal verificasse la commissione di violazioni del regolamento o comunque comportamenti fraudolenti di una delle parti, la procedura viene risolta a favore dell’altra.

Le caratteristiche del rimborso

Il rimborso che è possibile richiedere a Pay Pal è soggetto a dei limiti, non si può richiedere infatti più di 30 euro. Il rimborso che è possibile richiedere è solo uno per una transazione, inoltre, non si possono chiedere più di 1 rimborsi lungo tutto il corso dell’anno. Qualora non fossero chiare le modalità, è possibile cliccare sull’apposito spazio ed ottenere l’assistenza direttamente dal personale, è disponibile inoltre anche una mail cui scrivere per ottenere chiarimenti ulteriori. La richiesta di rimborso è gratuita e dunque non bisogna pagare un aggravio per l’avvio della procedura in questione. L’unica avvertenza però è quella che riguarda l’acquisto di coupon o comunque beni di natura digitale per i quali non si può avviare la procedura in quanto il rimborso ed il reso è impossibile.

Registro elettronico a scuola: Quando la tecnologia è al servizio della cultura

Dopo le iscrizioni via web e la temuta pagella elettronica, che rende ancora piu’ difficcile la possibilità di “mentire” sul rendimento degli studenti in nome di una trasparenza che vada incontro ai genitori, spunta un’altro strumento tecnologico che migliorerà la vita scolastica italiana: il registro elettronico.

La scuola italiana e la digitalizzazione:
La scuola va sempre piu’ rinnovandosi, cercando di stare al passo con i cambiamenti tecnologici, che ormai si manifestano in ogni ambito.
Un cambiamento che non sempre trova preparati le vecchie generazioni d’insegnati che proprio non accettano l’abbandono del cartaceo, in vista di una scuola moderna e che sappia dialogare anche strumentalmente con le nuove generazioni. Uno dei cambiamenti piu’ sostanziali è stato il registro elettronico (Nuvola è uno dei più famosi).

Caratteristiche del registro elettronico:
Secondo alcuni studi fatti sulle scuole europee, risulta che l’Italia sia l’ultima in tema di rinnovamento tecnologico a scuola.
A risentirne sarebbe soprattutto la preparazione dei giovani confrontata agli standard degli altri paesi. Gli altri paesi forniscono una strumentistica scolastica piu’ moderna e tecnologica, offrendo un insegnamento a tutto tondo, piu’ adeguato ai tempi.
Per questo, il decreto scuola 2013 del Governo Monti, ha provato a fornire una risposta degna di questi obiettivi. Garantendo in primis una formazione digitale informatica per le vecchia e nuova guardia d’insegnanti e in secundis fornendo una strumentistica adeguata come il Wi-fi per ogni edificio scolastico.
Il problema dei fondi tagliati alla scuola, che sarebbe per molti, la causa scatenante del ritardo della digitalizzazione scolastica italiana, sarebbe un aspetto risolvibile, cercando di arginare le spese inutili del cartaceo e ottimizzando il tutto grazie all’utilizzo del digitale che renderebbe tutto piu’ immediato.

Come funziona il registro digitale:
Per tutti quelli che non masticano bene la lingua digitale, basta sapere che il registro elettronico, è ormai in uso, per fortuna, da qualche anno e l’utilizzo è molto piu’ semplice di quanto si prospettasse nel 2013. Infatti tutto si basa sull’utilizzo di un software acquistabile dalla scuola. Per software s’intende un programma digitale on line, che mediante l’utilizzo di credenziali d’accesso legate all’identità dell’alunno e assegnate dalla scuola al ragazzo(user e password, per intenderci), permette di poter costantemende monitorare l’andamento del figlio. Ovviamente solo le informazioni collettive della classe saranno pubbliche a tutti i genitori, mentre il rendimento, e quindi i voti e le note dei propri figli saranno private e legate solo al nominativo del ragazzo.
In sostanza il registro elettronico non fa altro che potenziare al massimo le caratteristiche base di un registro cartaceo, non lasciando così via di scampo ad eventuali incomprensioni tra scuola e famiglia, perchè è tutto immediato e alla luce del monitor.
Anche le assenze e gli eventuali ritardi saranno comunicati ai genitori, garnatendo quindi un controllo maggiore sugli elemenenti piu’ indisciplinati.

A goderne sono gli insegnati:
I vantaggi del registro elettronico, sono ad appannaggio soprattutto dei docenti, che per ogni alunno formulano una cartella che potranno consultare anno per anno e valutarne i miglioramenti del rendimento. In questo modo si va anche incontro all’esigenze dei nuovi docenti che spesso si trovavano a valutare alunni di cui non sanno nulla. Si può considerare la formazione collettiva della classe e valutare gli argomenti sui quali ha avuto piu’ difficoltà.
Con lo strumento del registro elettronico si è potuta facilitare anche la fase di scrutinio perchè compare nell’immediato la meda per ogni singolo alunno, accentuando la trasparenza nelle valutazioni dei docenti.

Vantaggi per la scuola:
Le comunicazioni scuola-famiglia saranno facilitate. Nelle applicazioni software c’è infatti la possibilità d’inviare nell’immediato SMS o e-mail ai genitori per trasmettere comunicazioni e avvisi come giorni di ricevimento, assemblee scuola famiglia, il calendario dei giorni di chiusura o apertura della scuola, i giorni dei compiti in classe e gli argomenti spiegati in classe. Insomma tutto ciò che prima era consultabile soltanto recandosi a scuola o negli orari di ricevimento ora è accessibile in un attimo.

In conclusione sembra ovvio che la tecnologia debba migliorare la vita delle persone, cercando di limitare ogni tipo di difficlotà, e la lavagna elettronica ha avuto il merito in gran parte di ridurre la distanza tra scuola e famiglie, il tutto a vantaggio del rendimento dei giovani. Uno strumento quindi che permette unq sinergia fondamentale tra i due pilastri alla base della crescita dei giovani italiani. Quindi che ben venga una completa digitalizzazione della scuola anche se spesso le novità spaventano, ma se come quete sono necessarie.

Conviene davvero stipulare un’assicurazione per smartphone?

Lo smartphone è ormai diventato un oggetto prezioso che ci accompagna in diverse fasi della vita quotidiana.

Infatti, non serve solo per assolvere alla sua funzione principale di telefonare o ricevere chiamate, in quanto ci permette di collegarci ad Internet per connetterci ai social network, fare ricerche e tanto altro.

Il più delle volte poi il suo costo raggiunge cifre considerevoli che può superare anche i 500 euro.

Alla luce di tutto questo, assicurare uno smartphone, per eventuali danni accidentali che potrebbero interessare l’apparecchio, è di fondamentale importanza al fine di salvaguardare un investimento di diverse centinaia di euro.

Come assicurare uno smartphone

Accanto alla classica garanzia legale della durata di due anni, che accompagna normalmente gli smartphone, è molto importante stipulare un’assicurazione che protegga il cellulare al verificarsi di differenti tipologie di danno.

Nei prossimi paragrafi, scopriremo proprio quali sono i casi in cui uno smartphone assicurato può essere inviato in assistenza, senza sostenere nessun costo aggiuntivo dalla compagna assicurativa a cui hai deciso di affidarti.

Nei casi in cui il danno dovesse apparire irreparabile, l’assicurazione provvede a risarcirti con una somma di denaro pari al valore attuale di mercato del cellulare.

Leggi quest’approfondimento di finanza facile per capire qual è l’assicurazione per cellulare migliore per te.

Quanto costa un’assicurazione per cellulare?

Il prezzo dell’assicurazione del cellulare può variare a seconda delle clausole che intendi aggiungere e soprattutto in base al valore dello smartphone stesso.

È ovvio che assicurare un iPhone, il cui prezzo supera le €800 costerà di più rispetto ad una cellulare di fascia medio bassa.

Indicativamente il prezzo di una polizza annuale parte dai €35.

Se poi si decide di aggiungere anche la clausola a protezione di eventuali furti e rapine il prezzo potrebbe aumentare sensibilmente.

Ma cerchiamo di capire quali danni accidentali vengono coperti dall’assicurazione per smartphone.

Quali sono i danni accidentali protetti dall’assicurazione per cellulare?

Il cellulare può essere soggetto a una molteplicità di danni che possono mettere a repentaglio la sua integrità.

Display danneggiato

Lo schermo degli smartphone di ultima generazione è facilmente danneggiabile. Basta infatti una caduta per rendere il display ed il cellulare praticamente inutilizzabili.

Alcune assicurazioni permettono di inviare in assistenza il tuo smartphone anche in presenza di piccoli difetti tecnici del display che possono compromettere il normale utilizzo dell’apparecchio.

Ovviamente anche in questo caso è necessario che il danno sia stato provocato da una caduta.

Danneggiamento da liquidi

Se nel corso di una giornata di pioggia il tuo cellulare dovesse incamerare una quantità eccessiva d’acqua o, in qualsiasi altra situazione, dovesse entrare in contatto con dei liquidi che ne compromettono il funzionamento, anche in questo caso puoi usufruire dell’assicurazione.

In tal senso si parla di clausola per danni da liquidi.

Danni da fonti di calore

Se lo smartphone si trova nelle vicinanze di una forte fonte di calore, pensa ad esempio un incendio, anche in questo caso puoi ricorrere alla polizza.

Rientrano in questa fattispecie anche i danni legati ad un corto circuito.

Clausola antirapina e furto

Spesso la clausola a protezione di rapina e furto non è inclusa nella polizza base ma devi attivarla tu direttamente.

Se hai acquistato da poco un cellulare nuovo di ultima generazione, che hai pagato diverse centinaia di euro, è certamente consigliabile inserire questa clausola.

La polizza aumenterà di qualche decina di euro ma dormirai sogni più tranquilli.

Cosa devi fare se il cellulare subisce un danno?

Ora che conosci a grandi linee quali sono i danni da cui solitamente le polizze per smartphone ti tutelano, ti starai chiedendo come è possibile attivare l’assicurazione nel momento in cui dovesse verificarsi effettivamente un danno.

Come accade anche per le normali assicurazione auto, dovrai fornire alla compagnia assicurativa tutti i dati e le informazioni che attestino l’avvenuto danno ed inviare il cellulare in assistenza.

Solitamente le spese di spedizione sono a carico dell’assicurazione mentre le tempistiche relative all’assistenza possono variare in base all’entità del danno.

Si può trovare l’amore sui siti d’incontri? Le regole per non sbagliare

Trovare l’amore sui siti di incontro on-line è davvero possibile?

Le testimonianze di coppie la cui conoscenza è nata proprio in una chat online sembrano dare una risposta più che affermativa a questa domanda.

A pensarci bene cercare l’amore su internet non è poi tanto diverso dal cercarlo quotidianamente nella vita di tutti i giorni.

Anzi si tratta di una chance in più perché on-line hai l’opportunità entrare in contatto con persone che non avresti mai conosciuto.

Se provi ancora una sensazione di scetticismo verso il mondo degli incontri online, sappi che negli ultimi 7 anni in giro, sono nate ben 19.000 coppie in chat, convolate poi a nozze.

Le regole da seguire per trovare l’amore vero su internet

Così come non è semplice trovare l’anima gemella nel mondo reale non è un’impresa facile anche sui siti di incontri.

In realtà però le piattaforme di dating presentano un paio di vantaggi che molti sottovalutano.

Quando incontri una persona dal vivo per la prima volta non puoi comunicare nel giro di pochi secondi tutte le informazioni sulla tua persona che sei pronto a condividere, come ad esempio hobby, passioni, situazione sentimentale, età e tanto altro.

Anzi, il più delle volte, il primo incontro porta con sé tanto imbarazzo e spesso si finisce per non presentare al meglio se stessi all’altra persona.

Sui siti di incontro, invece, hai la possibilità di completare il tuo profilo personale con tutte le informazioni che hai voglia di condividere con gli altri.

Se sei appassionato di sport, oppure di serie tv, cinema, cucina o di qualsiasi altra cosa, puoi inserirlo nelle informazioni a corredo del tuo account.

In questo modo chi ti contatterà conoscerà già una piccola parte di te che in incontro reale magari non avresti esternato fin da subito.

L’importanza del profilo personale se cerchi l’amore online

Come ricordato nella guida su come trovare l’anima gemella presente sul sito www.migliorisitidincontri.it/, completare il proprio profilo in maniera sincera è essenziale per portare a termine il proprio obiettivo, soprattutto se si utilizzano i siti incontri per cercare una storia d’amore seria.

Sì perché se invece il tuo obiettivo è diverso, perché magari desideri trovare persone disposte a instaurare relazioni occasionali, non sarà così importante far conoscere i tuoi interessi

Fissa l’obiettivo in mente e chatta solo con persone affini al tuo scopo

Il popolo dei siti di incontri è variegato così come accade nella vita quotidiana.

Ogni giorno ci interfacciamo con persone single che sono pronte a iniziare una storia d’amore seria e altre che invece vogliono solo divertirsi e non hanno intenzione di impegnarsi.

La stessa cosa succede online.

Per evitare di perdere tempo e rimanere delusi è importantissimo essere in grado di comprendere in maniera rapida il tipo di persona con cui ci si interfaccia via chat.

Se stai cercando una storia seria e capisci che l’utente con cui stai parlando ha tutt’altro intenzione, lascia perdere e chatta con qualcun altro.

In questo modo non perderete tempo entrambi.

Questo discorso non è poi così tanto scontato perché la maggior parte delle persone che si iscrivono ad un sito per incontrare persone nuove in realtà non hanno bene in mente il loro obiettivo.

Quindi non commettere questo errore.

Alcuni dati statistici sui siti d’incontri e l’amore

Dopo averti fornito alcuni consigli preziosi per aiutarti a sfruttare l’opportunità offerta dai siti incontri per iniziare una storia d’amore, cerchiamo di analizzare alcuni dati statistici sui siti d’incontri e l’amore.

Secondo una ricerca condotta dal Pew Research Center, il 19% delle coppie intervistate si è proprio conosciute grazie siti incontri.

Eppure, nel 2019 ancora tantissime persone pensano ancora che i siti d’incontri siano adatti solo a chi è in cerca di incontri occasionali.

Complice anche la fretta che attanaglia, ormai le nostre vite frenetiche, sempre più persone sono costrette a cercare su internet una nuova relazione, perché impossibilitati a farlo nella vita reale per via dei troppi impegni.

Essere primi su Google è sempre importante?

Essere primi su Google (come dice Gianpaolo Antonante) non è affatto una passeggiata. Bisogna svolgere un lavoro complesso: può regalare grandi soddisfazioni, così come grandi frustrazioni, soprattutto se ci si illude che sia la risposta a tutti i problemi.

Lo so che molti saranno confusi. L’importanza del posizionamento SEO su Google è stata sottolineata in tutte le salse. Ora invece viene messa in discussione. Sulla questione c’è una certa confusione, ma è normale. Non per nulla esistono aziende che si occupano di web marketing. Vediamo di analizzare i motivi per cui essere primi su Google può non essere fondamentale.

Pensare all’utente prima di essere primi su Google

Spesso posizionarsi come primi su Google è utile in maniera relativa. Ci sono diversi elementi da tenere in considerazione:

• dimensioni dell’azienda;
• tipologia di utente a cui l’azienda si rivolge;
• tipo di prodotto/servizio venduto dall’azienda.

Il primo punto è molto semplice, anche se banale: le dimensioni contano e a volte fanno la differenza. Una piccola azienda, con un bacino d’utenza comunale o al massimo provinciale, non avrà necessità di essere prima su Google, se non in modo circoscritto alla propria realtà.

Investire risorse per risultare primi in ogni caso, senza seguire un criterio logico, può risultare logorante e persino controproducente.

Quello che riesce a poche aziende è l’immedesimazione nell’utente che effettua ricerche sul web.  Quest’operazione, che dovrebbe essere preliminare, andrebbe effettuata per cercare di comprendere e prevedere il comportamento di potenziali clienti nei confronti del proprio prodotto/servizio.

Vediamo alcune delle principali ragioni che spingono gli utenti ad effettuare ricerche su Google:

• informazioni;
• risoluzione di un problema;
• stupore in seguito ad una scoperta.

Gli utenti in cerca di informazioni riguardo ad un servizio o un prodotto difficilmente faranno caso al ranking dei siti visitati. La loro ricerca sarà approfondita e non si fionderanno sulla prima opzione disponibile. Molto diverso il caso di un utente che sia in cerca della soluzione ad un problema. Stando alle statistiche, generalmente le digitazioni su Google che nascano per risolvere un problema tengono conto delle primissime posizioni.

La risposta va trovata in fretta, non c’è tempo di approfondire. Ci sono tuttavia delle variabili che vanno tenute in considerazione, ma le vedremo in seguito.

L’ultimo caso è quello dell’utente che effettua le sue ricerche dopo aver scoperto un prodotto o un servizio. Parliamo di casi in cui si sono effettuate delle ricerche collaterali, che hanno condotto al prodotto tramite vie indirette (passaparola, ricerche consigliate da amici, contingenza casuale negli termini di ricerca).

Pensare al proprio prodotto prima di essere primi su Google

Dopo aver analizzato le diverse tipologie di utente, è utile riflettere sul tipo di prodotto o servizio che la propria azienda offre. Solo così facendo si capirà se, effettivamente, essere primi su Google si rivelerà una strategia vincente.

Iniziamo con il caso dei prodotti/servizi che risolvono problemi. Abbiamo detto che, se la propria attività offre delle soluzioni, allora un buon piazzamento SEO potrebbe effettivamente pagare, ma bisogna fare attenzione:

• bisogna essere leader nel proprio ambito o, per lo meno, l’alternativa meno cara;
• se si vendono commodity gli utenti daranno maggior credito a interlocutori dal brand forte e conveniente (es. Amazon).

Proporre una soluzione ad un problema paga in due occasioni:

• per le ricerche con carattere di urgenza;
• per le ricerche locali (geolocalizzate).

Nel primo caso essere primi su Google sarà una sorta di garanzia di nuovi clienti in entrata (funziona spesso per siti in ambito medico o servizi di pronto intervento, come elettricisti, meccanici ecc…). Nel secondo caso verrà premiata la presenza tra le prime proposte sulle mappe (frequente nelle attività di ristorazione).

Ritagliarsi sulle necessità del cliente è più importante che risultare primi su Google

Ciò che emerge dal nostro discorso è che essere primi su Google non paga se la propria attività non ne può trarre giovamento. Ogni azienda offre prodotti e servizi in maniera diversa. Ci sono brand storici e altri che si propongono come novità sul mercato.

Ciò che conta è saper identificare il proprio pubblico di riferimento, altrimenti si rischia di lanciarsi alla caccia della balena bianca armati unicamente di amo e lenza. Il web è un’oceano di possibilità, ma bisogna identificare le proprie “prede”.

Per essere più chiari torniamo per un attimo al ricercatore di informazioni. Questi utenti hanno spesso bisogno di essere cercati, tramite newsletter o operazioni di remarketing mirate. Sono strategie consigliate soprattutto per chi offre servizi complessi e articolati, o chi attira un pubblico interessato ma non immediatamente disposto all’acquisto.

Ricordate sempre: Google è un’utile alleato ma va sfruttato con intelligenza e strategie mirate. Solo così risultare primi in ottica SEO risulterà efficace.

E-sports: che cosa significa? Che cosa sono?

Sempre più spesso si sente parlare di E-sports, ma non a tutti è chiaro di cosa si tratta. È diventato un trend in particolare da quando il comitato internazionale dei giochi olimpici ha dimostrato interesse appunto per questi E-Sports. La parola è un’abbreviazione di Elettronic Sports, ovvero sono degli sport elettronici online a cui si gioca a livello professionistico e competitivo. Si tratta di videogiochi destinati ad un pubblico compreso tra i sedici e trentacinque anni. I generi più comuni sono i giochi RTS, ovvero giochi strategici in tempo reale, simulazioni calcistiche, giochi di logica, sparatutto e picchiaduro, multiplayer massivi e multiplayer su arena, ed infine giochi di guida.

I campionati mondiali di E-Sports

Ciò ce li fa rientrare davvero nella categoria degli sport è il fatto che si gioca sia a livello amatoriale, che professionale. Inoltre, di questi giochi vengono realizzati anche campionati mondiali. Per esempio, ogni anno si realizzano campionati mondiali di tetris a cui partecipano tantissimi appassionati del genere, oppure semplici campionati mondiali di simulazioni calcistiche. I campionati solitamente durano tutto l’anno e finiscono con un evento finale celebrativo.

Ovviamente, se i partecipanti sono pochi il campionato sarà breve, ma se l’adesione è alta vi sarà un miglior supporto organizzativo, nonché una maggiore durata. Inoltre, la competizione raggiunge livelli olimpici, attirando anche chi vuole semplicemente assistere al torneo. È per questo motivo che gli E-sports sono entrati a far parte anche del Mercato, poiché intorno ad essi si muove una quantità di denaro simile a quella del Calcio tradizionale. Gli analisti del mercato, infatti, prevedono che a partire dal 2020 questi giochi occuperanno una grossa fetta di mercato.

I tornei sono realizzati in modo classico, con arbitri e commentatori, proprio come succede in un torneo sportivo.

La storia degli E-Sports

Il 19 ottobre del 1972 si svolse il primo torneo ufficiale di Spacewar. Ovviamente la tecnologia utilizzata era quella degli anni Settanta. La competizione fu sponsorizzata dalla rivista Rolling Stones, e al vincitore fu assegnato come premio un abbonamento annuale a questo Magazine. Parteciparono in tutto venti persone, ma fu molto apprezzato anche dagli spettatori. Fu brevissimo, ma segnò la nascita di questo tipo di competizioni.

Negli anni Ottanta, invece, fu organizzato un campionato sponsorizzato da Atari di Space Invaders. Attirò circa diecimila partecipanti, e durò in tutto sei mesi. Fu uno delle prime competizioni di maggior successo, anche se le grandi competizione a livello mondiale cominciarono solo negli anni Novanta.

Nel 2002 i giocatori professionisti cominciarono ad organizzarsi in Team, e a farsi sponsorizzare dalle aziende.

Soltanto nel 2014, Rob Pardo avanzò la proposta di far diventare gli sport elettronici una disciplina olimpica. La sua iniziativa si basava sia sull’esercizio richiesto nel gioco, che sulla mole di spettatori interessati ai diversi tornei. Da questo anno crebbero quindi i giocatori, e gli E-sports cominciarono ad entrare nel Mercato.

I requisiti per giocare

Agli E-sports si partecipa da casa con il proprio computer. Tuttavia, per poter videogiocare è necessario avere un buon processore sul proprio Pc in modo che non sia lento, in alternativa potrebbe essere perfetto anche un buon portatile da gaming. Ovviamente è necessaria la connessione internet, uno schermo di medie dimensioni, anche se più è grande, più aumenta il divertimento. Ovviamente è bene avere anche una buona scheda video per una grafica fluida e definita. I giochi di logica come tetris non richiedono Joystick, ma magari sarebbe opportuno avere un tappetino del mouse per poter giocare meglio. Ovviamente, se il torneo è di FIFA, Call of Duty, Overwatch, o altri simili, è necessario avere anche il Joypad per giocare meglio.

Oltre a questo, è sufficiente avere passione per questi giochi e tanta, ma proprio tanta, competitività.

 

 

Come usare PayPal per gli acquisti online in modo sicuro

PayPal è il sito di transazioni più famoso al mondo e attualmente fornisce assistenza a oltre 225 milioni di persone in 200 paesi diversi. Se ritieni che il servizio sia adatto a te, puoi creare un account gratuito in pochi minuti visitando il sito Web ufficiale di PayPal https://www.paypal.com/. Continua a leggere per capire come fare.

Iscrizione a PayPal

Per creare il tuo conto paypal, vai alla home page di PayPal. Fai clic sul pulsante “Iscriviti” nell’angolo in alto a destra dello schermo.

PayPal ti chiederà immediatamente di scegliere tra un account personale e aziendale. Un account personale è il migliore per lo shopping online e lo scambio di denaro con amici e familiari. Un account aziendale è l’opzione migliore se si utilizza PayPal per trasferire denaro per servizi professionali, in particolare se si sta configurando un account per più persone di una singola azienda. Imposta la tua email e password. PayPal non richiede di creare un nome utente, ma è necessario collegare un indirizzo e-mail al proprio conto PayPal. Dovrai anche impostare una password sicura. L’indirizzo e-mail che usi dipende da te. Assicurati solo che sia un indirizzo che usi spesso e che possa accedere facilmente per ricevere notifiche su quando arrivano i tuoi soldi.

Fornirai a PayPal molte informazioni riservate, quindi assicurati che la tua password sia sicura. Utilizzare una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, nonché numeri e caratteri speciali (come #,!, @, Ecc.). Una stringa casuale di numeri, lettere e caratteri speciali (ovvero, 13b% E56s $ T89!) è generalmente migliore di una parola riconoscibile (cioè, HaPPy123!).

Dopo aver impostato la password, verrai reindirizzato a una pagina che richiede informazioni di base. Fornisci a PayPal informazioni come nome, data di nascita, indirizzo e numero di telefono. Collega il tuo PayPal con la tua banca o carta. Fai clic sul link Portafoglio nella parte superiore della pagina, quindi fai clic su Collega una carta o una banca. Da lì, puoi scegliere di collegare una carta di credito o di debito o di collegare il tuo PayPal direttamente al tuo conto bancario. Devi inserire il numero per la tua carta o il numero di conto e il numero di instradamento per il tuo conto.

Conferma la tua carta o il tuo account se richiesto. Per motivi di sicurezza, a volte PayPal ti richiederà di confermare di essere il proprietario della tua carta o del tuo account collegato. Vai al tuo Portafoglio PayPal e fai clic sul collegamento “Conferma carta di credito”. PayPal confermerà il metodo di pagamento collegato addebitando una piccola commissione sulla tua carta.

Una volta confermato l’account o la carta, ti verrà immediatamente rimborsato. Quando ti viene chiesto di inserire un codice di 4 cifre, cerca l’addebito PayPal sull’estratto conto della tua carta di debito o di credito. Assomiglierà a qualcosa tipo PayPal * 1234 CODICE o PP * 1234 CODICE. Sul tuo conto PayPal, fai clic su Portafoglio, quindi fai clic sulla carta che desideri confermare. Immetti le 4 cifre (in questo caso, 1234) e invia.

Inviare denaro tramite PayPal

Anche se il tuo conto PayPal è vuoto, PayPal può prelevare dalla tua banca denaro per effettuare pagamenti. Tuttavia, alcune persone preferiscono avere denaro sul proprio conto PayPal. Per inserire denaro nel tuo conto PayPal, accedi al tuo account e fai clic su “Trasferisci denaro”. È quindi possibile trasferire denaro sul proprio conto PayPal tramite il conto bancario collegato al proprio conto PayPal.

Se devi dei soldi a qualcuno, è facile inviarli tramite PayPal. Basta fare clic sull’opzione “Trasferisci denaro”, inserire l’importo e l’indirizzo e-mail della persona che deve ricevere i soldi e premere “Invia”. Assicurati di utilizzare l’indirizzo e-mail corretto. L’indirizzo e-mail che usi deve essere l’e-mail che l’altra persona utilizza per PayPal.

Molti siti hanno un pulsante “Paga con PayPal” al check out. Se scegli questo pulsante, di solito devi solo inserire l’indirizzo e-mail associato al tuo account per pagare. Questo può essere molto più veloce dell’inserimento delle informazioni della carta di credito.

Una volta che il denaro è nel tuo conto PayPal, puoi prelevarlo in qualsiasi momento premendo il pulsante “Trasferisci”, quindi trasferisci i tuoi soldi direttamente sul conto bancario collegato a PayPal. Questa operazione richiede circa un 2-3 giorni lavorativi.

Puoi anche scegliere di trasferire i tuoi soldi usando una carta di debito collegata per una piccola commissione. Questa forma di trasferimento viene in genere completata entro 30 minuti.Puoi anche ottenere una carta di debito PayPal se usi PayPal frequentemente. Per ulteriori informazioni in merito puoi leggere questo articolo sulla prepagata paypal. Se hai commesso un errore nel pagamento a un altro utente, vai sul tuo conto PayPal e fai clic sulla pagina Riepilogo. Trova il pagamento in sospeso e fai clic su “Annulla” sotto al pagamento, quindi su “Annulla pagamento”. Se il pagamento è già stato accettato, contattare il destinatario per richiedere un rimborso.

Ricevere denaro tramite PayPal

Se ricevere denaro tramite PayPal, avranno bisogno del tuo indirizzo e-mail. Assicurati, quando richiedi di ricevere denaro tramite PayPal, di dare alle persone l’indirizzo e-mail associato al tuo account PayPal e non un indirizzo diverso.

Puoi inviare richieste di denaro tramite PayPal accedendo al tuo account. Fai clic su “Strumenti”, quindi su “Richiedi denaro”. Inserisci la quantità di denaro che desideri ricevere e l’e-mail o il numero di telefono della persona da cui lo richiedi. Quindi fai clic su “Richiedi denaro”. Questo è un buono strumento se hai bisogno di inviare a qualcuno un gentile promemoria che ti devono dei soldi. Ad esempio, se un amico ha preso in prestito denaro da te per qualcosa, puoi inviare loro un promemoria dell’importo tramite PayPal.

Se fai qualsiasi tipo di lavoro freelance, puoi facilmente fatturare le tue ore usando PayPal. Dopo aver cliccato sulla scheda “Richiedi denaro”, puoi selezionare “Fattura” dal menu nella parte superiore della pagina. Compila quindi il modulo in cui fornisci i dettagli dei servizi erogati, le ore, le tariffe e l’importo totale dovuto.

Se vendi oggetti online, su siti come eBay, la maggior parte dei siti ti permetterà di collegare il tuo account al tuo PayPal. In questo modo, quando i clienti effettuano acquisti, i loro soldi verranno automaticamente inviati sul tuo conto PayPal. Ogni sito ha una procedura diversa per collegare il tuo conto PayPal, ma di solito devi solo inserire l’e-mail associata al tuo PayPal e possibilmente alcune informazioni personali.

Se usi PayPal come commerciante online o come metodo per fatturare un datore di lavoro, una commissione del 2,9% + 0,30€ verrà detratta dal pagamento finale. Per aggirare questa commissione, calcola nel tuo prezzo o fattura moltiplicando il prezzo desiderato per 0,029 e aggiungendo 0,30€. Se trasferisci denaro tra amici e familiari con una carta di credito collegata, ti verrà addebitata la stessa tariffa. Se stai utilizzando un conto bancario collegato, non ti verrà addebitata una commissione.

Un servizio meteo alternativo per seguire il tempo che fa

I cambiamenti climatici sono la causa degli eventi meteorologici estremi. Tutti noi, chi più chi meno, siamo costantemente alla ricerca di informazioni sul meteo, che ci consentono una miglior pianificazione di lavoro e tempo libero. L’offerta di informazioni meteo è tanta, ed anche noi possiamo contribuire alla sua distribuzione, traendone vantaggio per la nostra attività od organizzazione.

Cambiamenti climatici e Meteo.

I centri di ricerca di tutto il mondo, coadiuvati da calcolatori sempre più potenti con algoritmi e modelli matematici continuamente migliorati, concordano sul fatto che, le emissioni inquinanti di gas serra, contribuiscano in maniera evidente al riscaldamento globale, e come prima conseguenza, alla proliferazione di eventi atmosferici estremi. In termini pratici, viviamo in clima sempre più incerto e rapidamente mutevole, e questo porta tutti noi, alla continua e frenetica consultazione di previsioni meteo, che su tutti i media quali radio, tv ed internet, troviamo in grande quantità. Ci sono anche molti appassionati che, sfruttando le immagini satellitari meteo, presenti su internet, si mettono alla prova come meteorologi. Osserviamo continuamente alla nascita di gruppi tematici riguardanti il meteo sui social media, in particolare su Facebook.

Media e Meteo.

Dopo il celebre Colonnello Bernacca, che ha scandito in TV il susseguirsi delle stagioni per tanti anni, abbiamo assistito alla formazione di siti, aziende, esperti meteorologi, meteorine e quant’altro, tutti con il focus sulla meteorologia. Visitare siti come Ilmeteo.it, Meteo.it, 3bmeteo.it, Meteoam.it o Nimbus, è ormai una consuetudine giornaliera, così come avere tools o app installate sul nostro smartphone, che ci aggiornano continuamente sulle condizioni del tempo. Esiste però un software di nicchia, nato da un gruppo di appassionati per il meteo (l’associazione RealMeteo), che consente di creare un “punto meteo automatico”, utilissimo in ambienti profit quali hotels, eliporti, piccoli aeroporti, rifugi alpini, camping, oltre che in ambienti no-profit, quali centrali operative della protezione civile, di ambulanze e di vigili del fuoco; il suo nome è RealMeteo, ed è scaricabile dall’omonimo sito.

Distribuire informazioni Meteo.

Il software RealMeteo può essere installato su computers con Microsoft Windows, ma anche essere usato senza installazione nella sua versione Portable, ed è gratuito per uso personale e no-profit; una volta configurato non necessita di alcun intervento per avviarsi e funzionare. RealMeteo proietta in sequenza continua, immagini normalmente disponibili sul web (animate e non), trasmesse dai vari satelliti quali  Meteosat, Eumetsat, Noaa, ecc, oltre a previsioni del tempo elaborate da sat24, 3bmeteo, ilmeteo.it ecc., ed anche immagini provenienti da svariate webcam. Lo slide show viene programmato una sola volta durante la configurazione, direttamente dall’utente, selezionando le risorse meteo a disposizione su un nutrito database; qualora ci fosse una webcam o un’altra risorsa meteo di nostro interesse, e non presente sul database, è possibile richiederne l’aggiunta senza costo alcuno. Una caratteristica interessante di questo software consiste nella possibilità di inserire nello slide-show delle immagini meteo, anche alcune (fino a 10) immagini proprie, e questo trasforma il media di pubblica utilità, in uno strumento utile a mostrare contenuti che pubblicizzano la nostra attività.  Un esempio: un turista che transita nella Hall di un Hotel ed osserva il display con RealMeteo, in pochi istanti si rende conto della situazione meteorologica, e di seguito vede anche alcune immagini relative alle sale conferenze, disponibili come servizio aggiuntivo di quell’hotel.

RealMeteo, pur essendo un prodotto di nicchia, presenta delle potenzialità elevate che possono tornare utili ad aziende legate al turismo e al tempo libero, ad alle organizzazioni connesse con la sicurezza.

Backup foto: quali sistemi scegliere per non rischiare di perdere tutto?

La fotografia digitale ha aumentato in modo esponenziale il numero di foto (e fotografi) esistenti, grazie ad un abbassamento dei prezzi e ad un’esplosione dell’offerta.
Smartphone, mirrorless, reflex, action camera: ogni mese nascono nuovi supporti per un trend che non sembra avere fine.

Sembrano così lontani i tempi in cui in casa si conservavano rullini e stampe dentro scatoloni e pesanti album. A ben vedere, fino all’avvento della fotografia digitale di massa, la quantità media di fotografie che una persona conservava nella sua vita era pari a quella che, al giorno d’oggi, scatta o riceve in meno di un mese. Ecco quindi che il problema dell’archiviazione di queste foto, e del loro salvataggio in un posto sicuro, diventa di cruciale importanza.

Chi meglio dei fotografi professionisti può capire questa esigenza? Tra file raw del peso di centinaia di megabyte e psd da svariati gigabyte, il margine di errore nel backup delle foto deve essere praticamente inesistente. Soprattutto se le foto non sono più replicabili, perché legate a momenti particolari come quelle di matrimonio o di servizi come DaddyCool.

Ogni fotografo ha la sua personale strategia di salvataggio. Abbiamo provato ad analizzarne alcune e a trovare i più efficaci tratti in comune.


Backup fotografico su due step

“Se una cosa può andar male, lo farà”. Anche nel caso del backup della propria produzione fotografica, la legge di Murphy è azzeccatissima e non bisogna mai sottovalutare la possibilità di un errore, un guasto o un evento atmosferico/fortuito, che metta a repentaglio i dati. Chi pensa che gli hard disk meccanici siano eterni, potrebbe avere amare sorprese. Lo stesso dicasi per i fan delle penne usb o dei dischi a stato solido (detti comunemente “ssd”), che a causa del loro limitato numero di possibili scritture sono delle vere e proprie bombe ad orologeria per i dati in essi contenuti. E non dimentichiamo cd-rom, dvd e blu-ray, che dopo una decina d’anni mostrano impietosamente i segni del tempo.

C’è anche chi affida tutte le sue memorie fotografiche ai servizi in cloud, come i famosi Google Drive o Dropbox, che dovrebbero garantire maggiore sicurezza. Ma cosa accade se la password viene trafugata durante un data breach e il contenuto svuotato? O se il servizio chiude o riduce gli spazi disponibili e non ce ne accorgiamo in tempo?

Per questo, per dormire sonni tranquilli, è essenziale avere un doppio livello di backup, fondamentale nel caso in cui quello principale si guastasse o venissero cancellati accidentalmente degli scatti. È il principio della ridondanza e per applicarlo al meglio va considerato anche il luogo fisico di stoccaggio. Per la massima sicurezza, è inutile infatti avere 5 copie dei file tutte nella stessa stanza: in caso di furto, incendio o latre episodi spiacevoli (ad esempio, un forte sbalzo di corrente), tutti i sistemi verranno irrimediabilmente compromessi.

 Come dice il famoso fotografo statunitense Jim Jordan: “Non devi chiederti se il disco di salvataggio si può rompere, devi chiederti quando succederà”.

Nas raid o Unità raid semplice?

Veniamo quindi al consiglio di quale sistema scegliere per una configurazione a prova di tsunami. Come abbiamo scritto sopra, il doppio step di protezione garantisce di minimizzare la possibilità di perdita dei dati, pertanto andremo ad implementare un primo livello locale e un secondo livello in remoto.

Nel dettaglio, il primo step potrà essere una semplice unità raid, settata in mirroring, affinché i dischi al suo interno siano copie perfette l’uno dell’altro. Questo permetterà, in caso di errore o guasto di uno dei due, di poter accedere all’altro e mettere in salvo il lavoro. L’unità raid locale può anche essere Nas, cioè collegata alla rete, ma è una scelta personale, che non crea particolari benefici.

Diverso invece è il sistema di backup da remoto, che sarà preferibilmente basato su Nas Raid, per permettere l’accesso e la sincronizzazione via internet.
Per questo secondo step, si possono anche scegliere soluzioni cloud, se la quantità di dati non supera un certo numero di Gb. Altrimenti, il costo annuale da corrispondere ai vari Google & Co. diventa troppo dispendioso rispetto a un sistema dedicato.

I migliori 5 antivirus gratis per Windows

Alcuni antivirus gratuiti là fuori sono in realtà malware progettati per rubare le tue informazioni private. Ciò è particolarmente vero per Windows perché con così tanti utenti in tutto il mondo, è l’obiettivo più bersagliato da  virus e altri malware pericolosi. Ecco perché è importante non cadere vittima di una di queste truffe comuni e scaricare solo programmi legittimi con prestazioni di alta qualità. Ma con i tassi di criminalità informatica in aumento, ci sono solo poche applicazioni antivirus gratuite per Windows che offrono in realtà una buona protezione del PC. Nella mia carriera lavorativa di sistemista ho testato tantissime soluzioni antivirus gratis e in questo articolo riassumerò tutti gli anni di esperienza creando una classifica.

Sebbene non esista un antivirus gratuito con “limiti zero”, questi 5 marchi offrono ciascuno un piano gratuito che aiuterà a proteggere il tuo PC. Spesso sono piuttosto semplici, ma molti meritano di essere provati e alcuni sono molto meglio di Windows Defender , la protezione predefinita inclusa in Windows.

Per un approfondimento sull’argomento puoi leggere questo articolo sugli antivirus gratis.

Sì, hai già un antivirus gratuito sul tuo PC, ma non è abbastanza buono

Il tuo computer Windows è già dotato di Windows Defender, che, è un antivirus gratuito decente. Ma il problema con Windows Defender è che non fa abbastanza per la sicurezza informatica e la protezione online e Microsoft raramente lo aggiorna. Per mantenere il tuo PC effettivamente sicuro, hai bisogno del tipo di protezione che puoi ottenere solo da un software antivirus dedicato.

Ci sono alcuni eccezionali antivirus gratuiti là fuori – ma ricorda che nessuna di queste versioni gratuite offre una protezione completa. Non è del tutto sicuro fare affidamento sulla versione gratuita di un prodotto a pagamento. Queste versioni gratuite non limitano solo le funzionalità speciali. In effetti, molti marchi riservano il massimo livello di sicurezza agli utenti paganti:  Malwarebytes e TotalAV sono un paio di questi marchi.

Ad esempio, la protezione avanzata contro il ransomware è spesso una funzionalità antivirus premium. Il ransomware funziona bloccando il tuo computer o file personali ed esigendo che tu effettui un pagamento per rilasciarli. È rischioso restare esposti a questo tipo di attacco, ma un antivirus premium include quasi sempre una protezione ransomware garantita.

La mia applicazione antivirus gratuita per Windows numero 1, Avira Free Antivirus , è particolarmente generosa con le sue offerte gratuite. Avira offre un accesso senza pari al suo motore antimalware di livello mondiale, inclusa la protezione gratuita da ransomware.

Come ho valutato il miglior software antivirus gratuito per Windows

Mentre molti marchi offrono qualcosa gratuitamente, c’è una grande differenza in termini di qualità e sicurezza. La maggior parte dei cosiddetti “programmi antivirus gratuiti” risulta essere solo una scansione antivirus: alcuni programmi rileveranno malware gratuitamente, ma richiedono il pagamento per rimuoverlo.

Per guadagnare un posto nella mia top 5, un software antivirus Windows gratuito deve offrire quanto segue:

  • Essere veramente gratuito. I marchi di solito cercano di indurti a rimanere con loro offrendo una prova gratuita e quindi facendoti pagare per continuare a utilizzare il prodotto. Ho controllato per accertarmi che ciascuno di questi programmi fosse effettivamente gratuito e non offrisse solo una “prova gratuita”.
  • Niente sorprese. Non tollero sorprese quando si tratta di sicurezza online. Ogni antivirus qui fa ciò che dice di fare e non nasconde nulla o induce in errore nel pagare denaro.
  • Forte protezione. Posso affermare con certezza che ciascuno di questi programmi antivirus gratuiti offre un livello di sicurezza relativamente sicuro per te e i tuoi dispositivi.
  • Risultati dei test eccellenti. Esistono programmi antivirus fasulli là fuori, ma ho testato personalmente ognuno dei nostri 5 migliori antivirus gratis su una vasta gamma di criteri e mi sento sicuro al 100% nel raccomandarteli.
  • Caratteristiche aggiuntive. Non otterrai il top delle funzionalità del marchio senza pagare, ma ho prestato particolare attenzione ai marchi che offrono alcune funzionalità extra senza costi aggiuntivi

 

I migliori 5 antivirus gratuiti

Ecco i migliori antivirus gratuiti per Windows per dicembre 2019:

  1. Avira: antivirus gratuito n. 1 per Windows per la maggior parte degli utenti. Ottima tecnologia che fornisce protezione antivirus e antimalware affidabile.
  2. Panda: eccezionale tecnologia antivirus, ci sono alcune belle funzioni extra e viene fornito con una VPN gratuita!
  3. Sophos: il miglior piano gratuito per le famiglie. Ottima interfaccia con il controllo genitori (fino a 3 dispositivi).
  4. AVG: protezione antivirus decente con estensione di navigazione sicura.
  5. Avast :  viene fornito con molte funzionalità extra. Ma ha molta pubblicità.

 

Adolescenti e smartphone: come prevenire ed evitare la dipendenza

Al giorno d’oggi è praticamente impossibile non notare il grande connubio che esiste tra adolescenti e smartphone. Non esiste giovane che non abbia sempre con sé il suo telefono. Foto, selfie, social, musica, chat, video chiamate. Ogni scusa è buona per poterlo utilizzare. Pensa che si conta che ben l’85% dei giovani tra gli 11 ed i 17 anni hanno uno smartphone e ben il 60% di questi lo controllano ancora prima di alzarsi dal letto al mattino. Purtroppo, però, esiste un filo sottile che separa l’utilità dalla dipendenza ed in molti casi vi sono dei campanelli d’allarme che possono davvero dare la svolta in questo rapporto tecnologico a volte troppo morboso. Si conta che, gli adolescenti di oggi passino addirittura più di 6 ore al giorno davanti ad uno schermo. Un lasso di tempo davvero elevato se si pensa a come il cervello a quell’età sia tanto reattivo e pronto a catturare tutti i diversi stimoli esterni. Il progresso ha portato ad un netto cambiamento in questo senso. Scuole sempre più tecnologiche, smartphone economici con alte prestazioni, social sempre più interattivi ed un’infinità di applicazioni e giochi. La tecnologia è sicuramente un valido aiuto, ma deve essere utilizzata nel modo corretto e questo buon rapporto deve essere instaurato fin da subito.

Adolescenti e smartphone: l’educazione ad un uso consapevole

Gli smartphone facilitano di gran lunga la vita. Con un solo click puoi avere praticamente risposta a qualsiasi domanda e necessità. Vuoi trovare il biglietto per il concerto del tuo cantante preferito? Vuoi acquistare il biglietto per andare a tifare la tua squadra del cuore? Vuoi trovare la frase giusta da scrivere nel bigliettino d’auguri di chi ti piace? Internet ha tutte le risposte. Certo è una vera comodità, ma bisogna ammettere che in alcuni casi si perde un po’ di magia La tecnologia è una vera risorsa, ma va utilizzata con testa perché le emozioni devono venire prima di tutto. I giovani hanno una capacità di apprendimento davvero incredibile ed è importante educarli fin da subito ad un uso responsabile del telefonino e di tutti i diversi apparecchi tecnologici in generale. Come fare? Ecco per te qualche consiglio che potrebbe esserti utile.

L’importanza del dialogo

La prima cosa che ci teniamo a dire è che il dialogo deve sempre essere alla base di tutto. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati e di essere guidati ma senza un’intromissione che sia troppo invadente. Certo, non è facile trovare l’equilibrio giusto, ma non è facile nemmeno crescere e trovarsi a dover fare gli adulti da un giorno all’altro. L’adolescenza è un periodo molto particolare, e forse è il momento in cui i figli hanno più bisogno in assoluto di sostegno. Prima ancora di creare le giuste regole riguardo all’utilizzo dei dispositivi tecnologici, si deve creare un buon dialogo di base. Se c’è quello ecco che tutto può diventare più semplice.

Poche ma precise regole

Per gestire il delicato rapporto tra adolescenti e smartphone devono esserci delle regole chiare e precise fin dal primo momento. È importante, ad esempio, definire dei momenti in cui non è ammesso l’utilizzo di nessun dispositivo tecnologico. I pasti, le riunioni di famiglia, i momenti di gioco, ecc. Stabilisci dei paletti ben precisi per far capire come il contatto reale sia sempre la miglior scelta rispetto al contatto virtuale. Altra cosa fondamentale, poi, è il buon esempio. Non si può imporre all’adolescente un uso troppo limitato e poi avere noi per primi lo smartphone sempre in mano. Insomma, predicare bene ma razzolare male è davvero controproducente.

Come riconoscere la dipendenza dallo smartphone?

Prima di lasciarti vogliamo darti alcune informazioni utili affinché tu possa capire se vi è o meno una dipendenza dal telefonino. I campanelli d’allarme possono essere molteplici ed è bene osservarli e valutarli con attenzione:
  • uso troppo prolungato
  • fatica a staccarsi dallo schermo
  • irritabilità ed ansia quando non si usa lo smartphone
  • poca voglia a socializzare
  • poca attrazione verso tutte le attività che non implicano l’uso del telefono
  • calo netto del rendimento scolastico
  • mal di testa frequenti
  • affaticamento della vista od addirittura disturbi visivi
  • insonnia
  • calo dell’appetito
Quando è presente più di uno di questi segnali allora è bene prendere in mano la situazione e cambiare qualcosa nella gestione dell’utilizzo degli apparecchi tecnologici. L’adolescenza è un periodo meraviglioso pieno di cambiamenti e scoperte, ma allo stesso tempo ricco di paure e difficoltà. Sta a noi genitori saper guidare i ragazzi nel modo giusto affinché capiscano qual è la loro strada certi che avranno comunque sempre un sostegno ed una grande comprensione.

Come stampare etichette con Word

Word, il software appartenente al pacchetto Microsoft Office, dispone di una gamma particolarmente vasta di funzioni accessorie. Un esempio è dato dalla funzione che consente all’utente di creare etichette personalizzate, da poter stampare direttamente su fogli adesivi.

Cosa sono le etichette di Word

Prima di passare alla delineazione delle varie modalità di creazione e di stampa di un’etichetta con Word, scopriamo più nel dettaglio quali sono le caratteristiche degli oggetti in questione, da creare in tutta facilità mediante il programma di videoscrittura più famoso del mondo. In primo luogo, un’etichetta non è altro che un adesivo da incollare su una qualsiasi superficie (orizzontale o verticale che sia).

Le particolarità di un’etichetta generica riguardano la capacità dell’adesivo di aderire con estrema semplicità a una una vasta gamma di ripiani, il tutto senza sforzo alcuno. Un tempo le etichette adesive venivano realizzate quasi esclusivamente in maniera manuale o industriale, con i macchinari che consentivano di produrre materiale in serie a seconda delle necessità della committenza.

Cosa ci occorre per stampare le etichette?

Per poterle stampare ci occore un programma di scrittura, come Word (di Microsoft) e Writer (di OpenOffice) a garantire la concezione e la realizzazione stessa delle etichette adesive, operazioni rese possibili a fronte di un eccezionale livello di personalizzazione del prodotto finale e con costi complessivi che, di fatto, saranno praticamente pari a zero.

Ci occorrà ovviamente anche una stampante multifunzione, laser o a getto d’inchiostro, in base alla quantità di etichette da stampare. Se vuoi farti una idea dei vari modelli confrontandone le caratteristiche di stampa, puoi leggere questo articolo pubblicato su s-m-webblog.com.

Creare etichette Word identiche tra loro

In linea di massima, su Word è possibile creare due macrocategorie di etichette: quelle identiche tra loro, uguali e realizzate in forma di matrice, e quelle una diversa dall’altra, anch’esse disposte in uno schema a matrice. Partiamo proprio dalla creazione di etichette Word identiche l’una all’altra, per poi osservare il procedimento relativo alla realizzazione di etichette differenti.

Per quanto riguarda la creazione di etichette uguali tra loro, apri Word. Lungo il menù principale del programma, che parte da “File” (o “Home” nelle versioni meno recenti del software) e arriva sino a “Visualizza”, potrai notare la presenza della tabella “Lettere”. Cliccaci sopra. Vedrai comparire un nuovo riquadro contenente una serie di voci e icone differenti.

Da qui, clicca sulla voce “Etichette”. Di fronte a te si aprirà una nuova finestra con una serie di alternative da scegliere. Individua la voce “Opzioni“, dopodiché cliccaci sopra. All’interno della voce in questione avrai la possibilità di trovare la tipologia di etichette da stampare facendo fede su un catalogo precaricato da Word ma pur sempre ricco e vario.

Per facilitare la tua scelta, Word dispone anche di un pratico menù a tendina denominato “Fornitore etichette”, dal quale potrai selezionare in maniera del tutto indipendente la qualità delle etichette da stampare. Durante l’operazione potrai visionare sulla destra le informazioni relative all’etichetta da stampare, con riferimento alle dimensioni del prodotto finale e al numero delle etichette.

La personalizzazione e la stampa delle etichette

I modelli precaricati di Word sono graficamente validi, ma l’utente potrebbe avere il desiderio di procedere con una personalizzazione delle etichette stesse. Per far ciò, dal menù relativo al catalogo delle etichette clicca sulla voce “Dettagli”. Si aprirà una nuova finestra dalla quale procedere con la creazione di etichette personalizzate e modificabili a seconda delle proprie preferenze.

Come noterai, in questo caso Word consente di modificare praticamente qualsiasi parametro inerente alla qualità delle nuove etichette: è il caso, ad esempio, delle dimensioni della pagina complessiva nella quale troveranno spazio le etichette, o anche dell’altezza delle stesse, dei loro margini e via dicendo. Quando avrai terminato con le operazioni di modifica clicca su “OK”.

Così facendo tornerai immediatamente alla finestra principale, ossia il classico foglio bianco di Word. Da qui potrai personalizzare anche il testo che verrà posto all’interno delle etichette, facendo affidamento sul campo denominato “Indirizzo”. Una volta conclusa anche questa operazione, clicca su “Stampa” per procedere con la produzione delle etichette in formato cartaceo.

Per quanto riguarda la creazione di etichette Word l’una diversa dall’altra, ritorna nella scheda “Lettere” del menù principale e clicca su “Inizia stampa unione”. Da qui, fai click su “Etichette”: si aprirà una finestra contenente informazioni sulla tipologia e sul numero delle etichette da stampare. Seleziona le etichette che desideri mandare in stampa, dopodiché clicca su “OK”.

Infine, clicca sulla scheda “Layout” collocata in alto a destra. Fatto ciò, apri la scheda “Visaluzza griglia“. Ti troverai di fronte la matrice con tutte le varie etichette da personalizzare a seconda delle tue esigenze, compilandole a piacere. Terminata anche questa operazione, avrai finalmente la possibilità di mandare in stampa il file definitivo.

Cos’è la conservazione sostitutiva. Tutto ciò che devi sapere

Con il progresso dell’informatica e del digitale, gran parte delle operazioni amministrative e burocratiche che in passato erano svolte su carta vengono oggi portate a termine in formato elettronico. Esempio di tale rivoluzione è dato dall’eccezionale utilità della conservazione sostitutiva.

Conservazione sostitutiva: generalità

La conservazione sostitutiva consiste in una particolare procedura informatica volta a conservare in formato elettronico uno o più documenti burocratici. E non solo. Cos’è la conservazione sostitutiva e qual è la sua finalità puoi approfondirlo qui https://www.savinosolution.com/2014/05/03/cose-conservazione-sostitutiva/.

Soprattutto è necessario sapere che ha nache l’utilità di fare in modo che il documento stesso, registrato elettronicamente all’interno del sistema al quale si fa riferimento, possa avere validità certa e duratura nel tempo.

Il presupposto della “conversione” di un documento in digitale è proprio quello di fare in modo che lo stesso non possa risultare eliminabile, tranne quei casi in cui, per un motivo o per l’altro, ci si trovi di fronte alla necessità stessa di procedere con la cancellazione del file interessato.

In virtù dei suoi straordinari vantaggi, la conservazione sostitutiva sta prendendo sempre più piede all’interno degli uffici e delle aziende. Stiamo parlando di un procedimento normato a tutti gli effetti, regolamentato a partire dalla delibera CNIPA n. 11 del 2004. Ma entriamo più nel dettaglio, analizzando le caratteristiche specifiche della conservazione sostitutiva.

Caratteristiche del procedimento di conservazione sostitutiva

La conservazione sostitutiva è un procedimento informatico finalizzato alla conservazione di documenti cartacei in formato digitale. Il procedimento può essere portato a termine mediante una serie di software scaricabili (gratuitamente o a pagamento) da siti specializzati.

La particolarità della conservazione sostitutiva è quella di garantire al documento preso in considerazione una validità duratura nel tempo, sia nella forma che nel contenuto. Oltre a tutto ciò, un’altra caratteristica degna di nota relativa alla conservazione sostitutiva è il suo valore sul piano legale.

Il documento che viene conservato mediante il procedimento qui descritto vanta la cosiddetta firma digitale, vale a dire l’equivalente di una firma scritta in formato elettronico, così da poter risalire con estrema facilità a colui che ha consentito l’apposizione in calce della propria firma sul documento prescelto.

Va inoltre sottolineato come sia proprio la firma digitale a evitare qualsiasi possibilità di modifica del documento, il quale, una volta contrassegnato dal firmatario dello stesso, non può essere modificato da terze parti. Infine, un’altra peculiarità degna di nota in merito alla conservazione sostitutiva è la presenza della marca temporale.

La marca temporale consente al legislatore, così come a chiunque altro intenda prendere visione del documento, di risalire alla datazione effettiva del file, nell’esatto momento in cui questo è stato prodotto.

I vantaggi relativi al procedimento della conservazione sostitutiva

Sfruttare la conservazione sostitutiva porta con sé una serie di vantaggi considerevoli. Innanzitutto, trasformare un documento cartaceo nel suo analogo in versione elettronica consente di evitare che il foglio (o i fogli) di carta possano essere soggetti a danneggiamenti legati all’usura o ad agenti esterni (es.: batteri, microrganismi ecc…).

Qualsiasi documento in carta, infatti, qualora non venisse tutelato e salvaguardato nella maniera corretta (in magazzini a tenuta stagna, ad esempio) è soggetto assai più facilmente a danni di varia tipologia. Ciò non avviene nel caso di una conversione dei documenti stessi in formato elettronico.

I file digitali, infatti, per loro natura risultano assai più protetti, essendo localizzati all’interno di una memoria elettronica come quella di un disco rigido. Allo stesso tempo, un vantaggio non indifferente derivante dalla scelta della conservazione sostitutiva riguarda la possibilità di contare su una più rapida consultazione dei documenti convertiti.

Per consultare un qualsiasi documento cartaceo, infatti, potrebbe essere necessario recarsi presso la sede o il magazzino nella quale il documento stesso (o i documenti) sono localizzati. E il magazzino potrebbe addirittura distare chilometri! Con la conservazione sostitutiva, invece, il problema non sussiste: è sufficiente utilizzare un PC o un qualsiasi altro dispositivo elettronico per accedere al documento in digitale.

Altri vantaggi conseguenti alla conservazione sostitutiva

Proseguendo nella disamina dei diversi vantaggi che la conservazione sostitutiva porta con sé, si evince che il procedimento in questione consente alle aziende e ai privati di risparmiare in maniera non indifferente dal punto di vista della gestione dei documenti.

Oltre alla possibilità di risparmiare spazio, infatti, i file elettronici evitano l’acquisto di carta e inchiostro per la produzione dei documenti in formato cartaceo. Il che, ovviamente, coincide anche con un vantaggio per l’ambiente, in virtù del fatto che la carta, ad eccezione di quella riciclata, proviene direttamente dal disastroso abbattimento degli alberi.

Il fenomeno di Blastingnews: il giornalismo sta cambiando?

Internet è davvero una grande risorsa, se usata correttamente. Bisogna anche ammettere che, il grande progresso fatto in questo campo ha portato a non pochi cambiamenti in molti settori. Pubblicità, servizi, informazioni, acquisti, notizie. Tutto gira ormai attorno al mondo digitale.

Tutto questo ha portato a notevoli cambiamenti è vero, ma anche a tante opportunità. Basta pensare ai tanti lavori nati proprio nel mondo online: blogger, influencer, coach online, consulenti SEO e chi più ne ha più ne metta.

Ma il giornalismo come sta vivendo tutto questo?

Non possiamo non citare anche il famoso Blastingnews, un sito di informazione che ha destato non poche polemiche. Tra le tante polemiche, però, sta portando alla luce numeri da capogiro con una crescita di visualizzazioni al giorno sempre più alto che, per chi è del mestiere, significa un grande ritorno economico.

Ma Blastingnews sarà il futuro del giornalismo? O è solo un caso tra milioni? Esaminiamo insieme la questione.

Blastingnews: innovazione o suicidio dell’informazione?

Blastingnews è un sito d’informazione creato da Andrea Manfredi. La sua particolarità è quella di permettere a qualsiasi utente di pubblicare la sua notizia in cambio di un guadagno che varia a seconda del numero di visualizzazioni.

In pratica, qualsiasi persona può prendere e scrivere la sua news e poi, in base al numero di click ecco che si vedrà addebitato un guadagno. Detta così sembra una vera occasione da acchiappare al volo. In realtà, sono tante le cose da esaminare.

Nel mondo di internet, e nello specifico del giornalismo online, sono tante le polemiche che sono nate da questo fenomeno. Perché di fenomeno si parla in realtà. Mettiti comodo perchè è arrivato il momento di fare chiarezza.

Come funziona Blastingnews?

In pratica, tu puoi iscriverti a Blastingnews e cominciare a pubblicare le tue notizie in piena libertà editoriale. Non vi sono regole, non vi sono indicazioni da rispettare. Hai piena libertà di espressione. Ovviamente, però, vi è un controllo prima della pubblicazione da parte dei “blaster senior” che verificano l’attendibilità della notizia scritta.

La cosa sicuramente è molto interessante ed anche attraente per una persona che magari ama scrivere e desidera farlo diventare un lavoro. Prima di tutto, però, devi capire che per cominciare a vedere un po’ di guadagno devi arrivare ad un numero di visualizzazioni davvero alto.

Mille visualizzazioni, infatti, significano 4 euro di guadagno e si può arrivare ad un massimo di 150 euro per ogni articolo. Inoltre, il guadagno varia anche in base da dove arrivano le visualizzazioni. I click fatta dai social network valgono nettamente di più.

Ma cosa comporta tutto questo?

Porta al fatto che, oltre a dover scrivere senza un guadagno fisso e certo, dovrai anche preoccuparti del pubblicizzare, condividere e far conoscere i tuoi articoli in modo da alzare il numero delle visualizzazioni.

Un lavoro possibile, ma sicuramente non facile.

Davvero esiste la meritocrazia in Blastingnews?

Uno dei pilastri su cui è fondato il sito Blastingnews sembra essere la meritocrazia. Più una persona si impegna, più una persona ottiene visualizzazioni, più una persona scrive, più guadagna. Tra l’altro, Blastingnews assicura la possibilità di ottenere il Tesserino da giornalista pubblicista. Anche se è ancora poco chiaro come è possibile riuscirci.

La meritocrazia è un concetto importante che nasconde dietro a sè un grande lavoro ed un grande insieme di valori. Impegno, costanza, professionalità, passione. Davvero si può ridurre tutto questo a qualche centesimo in più?

Il lavoro del giornalismo è un lavoro serio per cui persone studiano anni ed anni.

Sicuramente è molto positivo che le persone possano esprimersi e possano avere la possibilità di poter scrivere le loro notizie, le loro idee ed i loro pensieri. Il fenomeno di Blastingnews, però, come dovrebbe essere visto in tal senso?

Le polemiche a riguardo sono davvero tantissime, ma con i dati alla mano si può notare come Blastingnews abbia ben oltre 12 milioni di lettori unici al mese. Un numero impressionante.

Forse, è il segno di come il giornalismo stia radicalmente cambiando andando verso ad un’era più partecipativa. Tuttavia, il lavoro del giornalista merita sicuramente più valorizzazione e su questo non c’è ombra di dubbio.

Nuvola registri elettronici: cos’è e come funziona

Nell’ultimo periodo si parla sempre più spesso di tutto ciò che riguarda la nuvola registri elettronici eppure ancor oggi non sono affatto in molti a sapere esattamente di cosa si tratta. Se sei fra coloro che vogliono capirne di più, allora prova a leggere la nostra guida in merito. Troverai sicuramente tutte le informazioni di cui potresti aver bisogno!

Nuvola Registro Elettronico: ecco cos’è

Si tratta di un programma che offre ai docenti la possibilità di gestire in una maniera semplice, chiara e trasparente tutto il proprio lavoro. Su di questa, difatti, si possono salvare le valutazioni, inserire delle note didattiche oppure delle assenze, scrivere degli argomenti di lezione, dei colloqui e svolgere numerose altre operazioni. Ovviamente, il modo di lavorare del Docente non cambia: è la Nuvola stessa ad adattarsi alle nuove esigenze scolastiche.

Di base, dunque, si tratta di una valida alternativa al registro nel suo formato classico che permette ai docenti di eseguire tutte le operazioni sul computer. In aggiunta a tutto questo, la Nuvola Registri Elettronici ha anche un elevatissimo grado di personalizzazione. Ogni docente, difatti, può renderla maggiormente adatta alle proprie esigenze in merito. Considerando poi anche l’alta semplicità d’utilizzo, la Nuvola è a dir poco indispensabile per gestire tutte le esigenze didattiche di una classe.

Ovviamente, la Nuvola Registri Elettronici e il tradizionale registro di classe sono due oggetti distinti e differenti, ma comunque strettamente collegati. Il Docente non dovrà comunque inserire le varie informazioni per ben due volte, ma limitarsi soltanto a nuvola Registri Elettronici.

Visualizzare le informazioni su nuvola registro elettronico

 

Ogni Docente, difatti, può visualizzare unicamente quelle informazioni che sono di sua competenza, sia per quanto riguarda il suo registro personale che in relazione al registro di classe. Non può visionare le informazioni relative al lavoro di altri docenti. Ovviamente, le informazioni possono comunque essere condivise se vi è la volontà stessa del docente stesso che gestisce il registro elettronico nella nuvola.

La Nuvola Registri Elettronici serve per gestire al 100% tutta la vita scolastica di una classe. Qui si potrà inserire la firma della lezione, assegnare i compiti, fare l’appello, gestire il calendario didattico e così via. Per questo si tratta di un registro estremamente completo, che include tutto il necessario per un corretto svolgimento delle varie operazioni.

Le sezioni del registro elettronico

La Nuvola Registri Elettronici si compone di 3 sezioni fondamentali: l’Appello, il Calendario e gli Argomenti di lezione. Ogni singola sezione fra quelle elencate ha una propria specifica funzione.

Sezione argomenti di lezione

Per esempio, la sezione dedicata agli Argomenti di lezione è pensata in toto per tutto ciò che concerne la velocizzazione del lavoro di classe. Qui si può mettere la firma, inserire la descrizione della lezione, assegnare i compiti a casa per gli alunni, impostare le date differenti in cui tali compiti devono essere consegnati, gestire una o più competenze, inserirci degli allegati che si possono scaricare, specificare l’orario delle lezioni e così via. Sicuramente si tratta di una delle sezioni maggiormente utili per gli scopi puramente didattici.

Sezione dell’appello

La sezione dell’Appello è, ovviamente, dedicata a tutto ciò che concerne l’appello degli studenti alla prima ora di lezione. Una volta che vengono prese le presenze, i docenti delle lezioni successive alla prima sapranno esattamente chi è presente a lezione e chi non lo è, senza il bisogno di svolgere altri appelli. Qui, inoltre, si possono gestire le giustificazioni degli alunni a partire da un qualsiasi dispositivo. Tali giustificazioni si possono inserire in classe direttamente dal docente oppure da chiunque altri sia abilitato.

Infine, sempre nella sezione dedicata all’appello si possono anche gestire le Giustificazioni. Anche queste possono venire messe da un Docente oppure da chiunque altri sia in grado di farlo. I permessi possono essere di tipologie differenti: sport, salute, gite e così via. I documenti a sostegno dei permessi possono essere automaticamente immessi nel sistema.

Sezione calendario eventi

Infine, la sezione del Calendario Eventi include tutti gli avvisi e le varie circolari cartacee. Qui si possono inserire i vari appuntamenti o un qualsiasi tipo di evento. Tutti i docenti vengono informati in tempo reale qualora nel registro elettronico venisse inserito un nuovo evento. Inoltre, i docenti hanno anche il pieno accesso alle varie informazioni legate all’evento in questione.

Photoshop, 5 alternative completamente gratuite

In fatto di editing fotografico, Adobe Photoshop è sicuramente un punto di riferimento per i professionisti. Si tratta di un software complesso e ricco di funzioni grado di permetterti tutto ciò la tua mente è in grado di immaginare. Puoi disegnare partendo da zero, restaurare vecchie fotografie oppure creare l’anteprima di oggetti customizzati di ogni tipo, per esempio le spille personalizzate (vedi su professionalpins.com come gestire la grafica).

Il problema è acquisire manualità con Photoshop non è immediato, soprattutto se si è alle prime armi. Poi, c’è la questione del prezzo. Per usare questo software, occorre essere abbonati: un costo decisamente importante che non tutti sono in grado di sostenere.

Non disperare! Abbiamo la soluzione che fa al caso tuo. Ecco 5 alternative gratuite a Photoshop:

  • Gimp
  • Krita
  • NETTO
  • Pixlr Editor
  • Photo Pos Pro

1. Gimp

Quando si parla di alternative gratuite a Photoshop, non si può che partire da Gimp, il photo editor free per eccellenza. Costo zero ma ricco di funzionalità per fotografi e dilettanti. Gimp è in grado di fare quasi tutto ciò che potresti fare con il fratellastro prodotto da Adobe. Tuttavia, i problemi non mancano. Ad esempio, i tanti pennelli preimpostati che hanno le stesse impostazioni. E per quanto riguarda il disegno? Molto carente.

PRO:

  • Molte funzioni
  • Supporto per il ritaglio delle immagini
  • Barra degli strumenti Cronologia
  • Modalità di fusione e supporto livelli

CONTRO:

  • Interfaccia utente complicata
  • Strumento di testo da migliorare
  • Nessun filtro RAW

2. Krita

Un’altra popolare alternativa gratuita a Photoshop è Krita. Consigliatissima dai fotografi all’interno di forum dedicati al photo editing, questo programma è incredibilmente simile a Photoshop. Peccato che a volte si dimostri un po’ lento e che non sia stato inserito il filtro RAW.

PRO:

  • Tanti effetti tra cui scegliere
  • Diversi template pre-installati
  • Guide e righelli supportati
  • Supporto per penne e tavole da disegno

CONTRO:

  • Assente barra degli strumenti con la cronologia
  • Funzionalità di testo limitate
  • Lento a volte
  • Nessun filtro RAW

3. Paint.NET

Se osservando Paint.NET hai come l’impressione di averlo già visto, probabilmente non ti stai sbagliando molto. Si tratta, per l’appunto, del fratello del famoso strumento di disegno di Windows. In origine, fu sviluppato da Microsoft perché fosse la versione migliorata di MS Pant.

Paint.NET non è uno strumento potente come Photoshop tuttavia offre molte funzionalità in grado di renderlo un’ottima alternativa per i principianti. All’interno del programma sono presenti strumenti come livelli e metodi di fusione tuttavia si fa sentire la mancanza di uno strumento di cronologia.

PRO:

  • Strumento di modifica ben sviluppato
  • Tanti formati supportati
  • Supporto per livelli e metodi di fusione

CONTRO:

  • Interfaccia utente obsoleta
  • Guida di supporto assente
  • Non compatibile con il formato RAW
  • Compatibile solo con Windows

4. Pixlr Editor

Vuoi uno strumento di editing potente senza installare nulla? Pixlr Editor fa al caso tuo. A differenza dei precedenti, questo potente strumento si usa direttamente nel browser. L’Editor presenta una vasta gamma di strumenti, come quello per la sfocatura, la nitidezza, il rumore. Potrai anche gestire le curve e i livelli. Sono disponibili tanti tool simili a quelli di Gimp, come i timbri, il correttore, i pennelli, ecc.

Se sei alla ricerca di un modo semplice e veloce per dare un tocco in più alle tue immagini, Pixlr è un’ottima soluzione.

PRO:

  • Accesso su qualsiasi piattaforma (è un software online)
  • Livelli e metodi di fusione supportati
  • Interfaccia personalizzabile
  • Strumenti di correzione e cronologia

CONTRO:

  • Flash richiesto
  • Strumento penna non supportato
  • Supporto file inferiore a Photoshop

5. Photo Pos Pro

La nostra classifica con le migliori alternative gratuite a Photoshop, si conclude con Photo Pos Pro. Si tratta di un software di editing avanzato pensato per tutti coloro che sono alla ricerca di uno strumento potente ma non possono permettersi un costo abbonamento a Photoshop. Photo Pos Pro è un programma ricco di imperdibili funzioni. Ci sono i livelli, le maschere, i pennelli di correggere e clonare parti dell’immagine. Per arricchire la tua esperienza di editing, puoi creare e salvare i filtri che desideri utilizzare in futuro. Inoltre, sono disponibili plugin per integrare le funzioni di cui hai più bisogno.

PRO:

  • Interfaccia personalizzabile per principianti ed esperti
  • Livelli e maschere supportati
  • Scelta delle funzioni intuitiva
  • Molto simile a Photoshop

CONTRO:

  • Può essere difficile da imparare
  • A volte il software agisce in modo strano
  • Limite alla dimensione dei file esportati