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E-sports: che cosa significa? Che cosa sono?

Sempre più spesso si sente parlare di E-sports, ma non a tutti è chiaro di cosa si tratta. È diventato un trend in particolare da quando il comitato internazionale dei giochi olimpici ha dimostrato interesse appunto per questi E-Sports. La parola è un’abbreviazione di Elettronic Sports, ovvero sono degli sport elettronici online a cui si gioca a livello professionistico e competitivo. Si tratta di videogiochi destinati ad un pubblico compreso tra i sedici e trentacinque anni. I generi più comuni sono i giochi RTS, ovvero giochi strategici in tempo reale, simulazioni calcistiche, giochi di logica, sparatutto e picchiaduro, multiplayer massivi e multiplayer su arena, ed infine giochi di guida.

I campionati mondiali di E-Sports

Ciò ce li fa rientrare davvero nella categoria degli sport è il fatto che si gioca sia a livello amatoriale, che professionale. Inoltre, di questi giochi vengono realizzati anche campionati mondiali. Per esempio, ogni anno si realizzano campionati mondiali di tetris a cui partecipano tantissimi appassionati del genere, oppure semplici campionati mondiali di simulazioni calcistiche. I campionati solitamente durano tutto l’anno e finiscono con un evento finale celebrativo.

Ovviamente, se i partecipanti sono pochi il campionato sarà breve, ma se l’adesione è alta vi sarà un miglior supporto organizzativo, nonché una maggiore durata. Inoltre, la competizione raggiunge livelli olimpici, attirando anche chi vuole semplicemente assistere al torneo. È per questo motivo che gli E-sports sono entrati a far parte anche del Mercato, poiché intorno ad essi si muove una quantità di denaro simile a quella del Calcio tradizionale. Gli analisti del mercato, infatti, prevedono che a partire dal 2020 questi giochi occuperanno una grossa fetta di mercato.

I tornei sono realizzati in modo classico, con arbitri e commentatori, proprio come succede in un torneo sportivo.

La storia degli E-Sports

Il 19 ottobre del 1972 si svolse il primo torneo ufficiale di Spacewar. Ovviamente la tecnologia utilizzata era quella degli anni Settanta. La competizione fu sponsorizzata dalla rivista Rolling Stones, e al vincitore fu assegnato come premio un abbonamento annuale a questo Magazine. Parteciparono in tutto venti persone, ma fu molto apprezzato anche dagli spettatori. Fu brevissimo, ma segnò la nascita di questo tipo di competizioni.

Negli anni Ottanta, invece, fu organizzato un campionato sponsorizzato da Atari di Space Invaders. Attirò circa diecimila partecipanti, e durò in tutto sei mesi. Fu uno delle prime competizioni di maggior successo, anche se le grandi competizione a livello mondiale cominciarono solo negli anni Novanta.

Nel 2002 i giocatori professionisti cominciarono ad organizzarsi in Team, e a farsi sponsorizzare dalle aziende.

Soltanto nel 2014, Rob Pardo avanzò la proposta di far diventare gli sport elettronici una disciplina olimpica. La sua iniziativa si basava sia sull’esercizio richiesto nel gioco, che sulla mole di spettatori interessati ai diversi tornei. Da questo anno crebbero quindi i giocatori, e gli E-sports cominciarono ad entrare nel Mercato.

I requisiti per giocare

Agli E-sports si partecipa da casa con il proprio computer. Tuttavia, per poter videogiocare è necessario avere un buon processore sul proprio Pc in modo che non sia lento, in alternativa potrebbe essere perfetto anche un buon portatile da gaming. Ovviamente è necessaria la connessione internet, uno schermo di medie dimensioni, anche se più è grande, più aumenta il divertimento. Ovviamente è bene avere anche una buona scheda video per una grafica fluida e definita. I giochi di logica come tetris non richiedono Joystick, ma magari sarebbe opportuno avere un tappetino del mouse per poter giocare meglio. Ovviamente, se il torneo è di FIFA, Call of Duty, Overwatch, o altri simili, è necessario avere anche il Joypad per giocare meglio.

Oltre a questo, è sufficiente avere passione per questi giochi e tanta, ma proprio tanta, competitività.