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Inquinamento dell’aria e Particolato PM10 e PM2,5

I periodi di siccità e di scarsa pioggia in generale rendono l’atmosfera una vera e propria cappa, piena di smog e residui ambientali tremendi per la nostra salute.

Cause dell’inquinamento 

Tra le varie cause dell’inquinamento ambientale ce ne sono alcune più evidenti e problematiche delle altre, tra le quali segnaliamo:

  • Effetto Serra: Fenomeno di riscaldamento globale che sta interessando il nostro pianeta, dovuto diversi gas inquinanti presenti chiamati “gas serra” che stravolgono la naturale successione di stagioni calde e fredde. L’effetto serra ha modifica l’equilibrio climatico a livello globale, con tutti i rischi che ne sono conseguiti
  • Buco dell’Ozono: L’ozono è di vitale importanza per la superficie terrestre in quanto funge da schermo per la protezione dalle radiazioni ultraviolette (Raggi UV) che provengono dai raggi solari. La quantità di Ozono negli ultimi anni però sembra essersi ridotta in maniera drastica.
  • Piogge acide: Le piogge acide invece sono un deposito nell’aria di inquinanti che si combinano con le particelle d’acqua e cadono sotto forma di gocce acide sul terreno.

PM10 e PM2,5: dobbiamo preoccuparci?

Ci sono molti indici che ci segnalano e fanno da spia su quali inquinanti dell’aria sono preoccupanti e quali no. Uno tra questi è il PM10 o Particulate Matter ≤ 10 µm, un materiale particolato inferiore o uguale ai 10 micrometri.

Con la stessa modalità seppure di dimensioni modeste esiste anche il PM2,5, solitamente sono entrambi dei gas inquinanti che si trovano o allo stato liquido o allo stato solido.

Sebbene esistano dei casi nei quali il PM10 venga prodotto in maniera naturale: combustione di legno, eruzioni vulcaniche o tra i pollini vegetali nei periodi primaverili, la vera preoccupazione sono quelli provenienti dalle fabbriche inquinanti o dai gas di scarico.

L’energia contaminante di queste sostanze è ancora importante, ed è una quesito serio da porsi se si vorrà in futuro diminuire l’inquinamento.

L’AIRC (Agenzia internazionale sulla ricerca dei carcinomi) ha scoperto che il PM10 ed il PM2,5 sono tra gli agenti inquinanti peggiori tra tutti quelli appartenenti al Gruppo1.

Le molecole d’aria dell’ambiente inquinato da questa tipologia di particolato possono causare diversi problemi a livello dell’apparto circolatorio e respiratorio. Più piccolo ed impercettibile è l’inquinante è più è devastante e si insedia nel corpo umano, a tutti i livelli.

Nei casi del particolato tossico ambientale arriva fino ai bronchi ed ai bronchioli, ed infine negli alveoli, provocando seri problemi quali tumori a livello polmonare, del colon ed intestinale.

Qualità dell’aria in Europa

Invece per un’indagine dell’EEA (European Environmental Agency) ha evidenziato che solamente a causa dell’inquinante dell’aria PM2,5 ci sono stati all’incirca 430.000 morti premature solamente nel 2012.

Questo perché una lunga esposizione a questo contaminante atmosferico genera malattie relative all’apparto respiratorio- cardiocircolatorio notevoli, quasi sempre fatali.

In Italia invece la situazione sembra essere migliorata rispetto al 2005, quando c’è stato un picco massimo per gli inquinanti dell’aria: infatti i decessi riconducibili ad esempio all’inquinante PM2,5 sembrano essere davvero ridotti, con delle ottime prospettive per il futuro.

Tuttavia i casi di maggior presenza di contaminanti negli ambienti si registrano tutti nel Nord Italia, con un occhio di riguardo alla zona della Pianura Padana.

Rimedi per l’inquinamento ambientale 

Molte città e comuni si sono organizzati a livello internazionale su scala globale per dare un segnale forte in risposta alla sensibilizzazione del cittadino medio in merito all’argomento inquinamento ambientale.

Anche se, nonostante il rimedio attenuante, rappresentato ai giorni di blocco del traffico, dove è vietata la circolazione di autoveicoli e ciclomotori per ridurre l’impatto ambientale, la verità di fondo è che questi rappresentano soltanto un escamotage che svia il problema e non lo affronta di netto.

E’ comunque apprezzare notare come la cittadinanza, durante gli anni, si sia resa conto che è importante ridurre l’inquinamento globale partendo da quei piccoli gesti quotidiani, che, se sommati e seguiti da tutti porterebbero a risultati sensazionali.

In realtà per ridurre sensibilmente le emissioni atmosferiche bisognerebbe attuare delle strategie a livello politico mirate, volte a trasformare i gas presenti nell’aria e le sostanze quali benzene ed idrocarburi aromatici ed alifatici in energia rinnovabile e che potrebbe essere canalizzata in maniera saggia ed intelligente.

Prima di tutto bisognerebbe ridurre l’inquinamento ambientale con delle bonifiche ambientali mirate, che vadano a mitigare l’effetto dell’inquinamento nell’ecosistema, e successivamente a riconvertire quelle aree in zone ad impatto energetico zero, ossia prive di produzione di sostanze nocive.

Il settore non è solamente quello delle automobili, con il passaggio sempre più imminente a mezzi full-electric, ma deve interessare l’intero panorama socio-economica, che spazia dai mezzi e dalla produzione agricola con l’interessamento degli allevamenti intensivi fino ad arrivare all’industria della climatizzazione.