Canapa sativa e canapa indica: quali differenze?

Canapa indica e sativa presentano differenze sostanziali che rappresentano il motivo per cui si decide tra un prodotto e l’altro a seconda della pianta di derivazione. Le specifiche genetiche sono diverse da pianta a pianta, generando più benefici sul corpo, come naturalmente sono le piante di cannabis indica oppure benefici sulla mente, caratteristiche proprie della canapa sativa.

Canapa indica e sativa: classificazione

I due termini sono stati individuati nel ‘700 e rappresentano le due principali varietà all’epoca classificate: il botanico svedese Linneo fu il primo a parlare della Canapa Sativa con proprietà psicoattive all’interno della sua opera dedicata alle specie di vegetali. Una trentina d’anni dopo il biologo francese Lamarck ne aveva identificato una seconda famiglia, da lui rinominata Canapa Indica. Tale specie si era rivelata differente da quella individuata per la prima volta da Linneo per le sue caratteristiche fisiche e per la provenienza. Le prima diversità osservabili a occhio nudo risiedevano nel colore e nella forma delle foglie che nella indica sono verdi scuro e larghe mentre nella sativa presentano un colore più chiaro e una forma più stretta.

Oggi distinguiamo facilmente tra le due varietà principali di canapa anche dal punto di vista della coltivazione: la indica compie un ciclo di fioritura cosiddetto breve durante la stagione fredda mentre le piante sativa hanno cicli più lunghi che approfittano soprattutto dei climi caldi e delle giornate lunghe.

La canapa sativa, caratteristiche ed effetti

La varietà sativa è originaria di paesi con un clima caldo e secco, dato da lunghe giornate di sole come le regioni dell’Africa, dell’America centrale, del sud-est asiatico e alcune zone più a ovest dell’Asia. Queste piante di canapa possono raggiungere grandi dimensioni ma impiegano più tempo a maturare.

Per quanto riguarda la proporzione degli attivi presenti in natura è più facile trovare piante sative con dosi basse di CBD e più alte di THC. Tale rapporto determina anche gli effetti comunemente associati al suo utilizzo: la canapa sativa ha un impatto soprattutto energizzante, che contrasta gli stati ansiosi e stimola la creatività e la produttività piuttosto che un effetto rilassato. Grazie al suo impatto stimolante può essere utilizzata anche di giorno.

Caratteristiche ed effetti della canapa indica

La varietà indica ha origine in paesi come Pakistan, India, Turchia e Afghanistan: trattandosi di una canapa abituata a climi rigidi e secchi, le piante risultano più corte e spesse, con steli voluminosi e a crescita rapida (rispetto alla sativa) e ogni pianta produce più boccioli.

Il rapporto tipico tra gli attivi principali all’interno di queste piante indica livelli più alti di CBD e una presenza minore di THC. Di conseguenza gli effetti comunemente riscontrati in questa canapa indicano soprattutto un potenziale rilassante e la capacità di ridurre sintomi legati a nausea e dolori. Pare che la indica abbia la proprietà di favorire l’appetito, ma senza per questo necessariamente contribuire ad un aumento di peso: anzi secondo diversi studi sembra proprio che la presenza di CBD possa aiutare il metabolismo a lavorare meglio. Gli effetti di questa varietà di canapa prediligono un utilizzo soprattutto in orario notturno.

Altre varietà di canapa: ibrida e ruderalis

Esistono altre varietà di canapa come ad esempio la ibrida e la ruderalis. La ibrida è coltivata per raggiungere effetti e qualità specifiche, coltivata in azienda agricole attraverso la combinazione di cannabis sativa e indica con infiorescenze miste che prendono le caratteristiche delle piante madri e che hanno generalmente lo scopo di modulare la presenza dei vari cannabinoidi per ottenere una canapa con effetti diversi e aromi differenti.

La canapa ruderalis cresce originariamente in Siberia e nelle regioni himalayane: si tratta di una pianta che si adatta quindi a climi estremi e che raramente supera i 30 cm di altezza e presenta un ciclo breve e veloce che consente il raccolto dopo appena un mese dalla semina. Tendenzialmente queste piante hanno un rapporto di attivi vede prevalere il CBD rispetto al THC tuttavia spesso in concentrazioni tali da non sortire effetti. Usata da sola quindi è la varietà di canapa meno incisiva ma è comunque apprezzata dagli agronomi per il suo ciclo di crescita estremamente rapido, al fine di combinarla con altri ceppi più potenti e creare poi varietà diverse.

Pc industriali senza ventola: perché scegliere quelli italiani

Cos’è un pc industriale fanless? Si tratta di macchine altamente performanti che possono sopportare carichi di lavoro intensi e funzionare senza alcuna interruzione all’interno delle industrie che operano in svariati settori.

I computer fanless, più nello specifico, presentano delle particolari caratteristiche tecniche che li rendono abbastanza versatili e pensati per durare nel tempo, a beneficio del processo produttivo, che potrà svolgersi in maniera fluida e senza intoppi.

Vendita di pc fanless industriali: aspetti generali

Negli ultimi anni sono disponibili sul mercato i fanless computer che vengono impiegati con successo all’interno delle industrie. Si tratta di pc senza ventole, che diversamente da quelli tradizionali non si surriscaldano, così da ridurre in modo significativo i consumi energetici.

Oltre ad essere altamente efficienti, queste macchine sono progettate per assicurare massima affidabilità in qualsiasi contesto e condizione. Possono essere installate, ad esempio, in luoghi soggetti a sbalzi climatici o eccessivamente polverosi. Presentano infatti una robusta struttura che riesce a sopportare anche l’umidità e le continue sollecitazioni.

I moderni pc senza ventola comprendono i modelli 1U e 2U, equipaggiati con scocche in alluminio dotate di alette, in modo da consentire la dispersione delle temperature elevate. Le fessure sono in ogni caso ridotte al minimo e tale accorgimento costruttivo abbatte il rischio di infiltrazioni di liquidi e polveri. Un pc industriale fanless (per esempio questi https://www.kimera-computers.com/categoria/pc-fanless/) di nuova generazione offre prestazione elevate e infatti può restare in attività in maniera costante, aspetto che evita di interrompere i processi produttivi.

La vendita di pc fanless industriali: altre cose da sapare

L’assortimento dei computer fanless è oggi molto vasto e in grado di soddisfare al meglio esigenze produttive assai diversificate. Bisogna anche precisare che i pc senza ventole, diversamente da quello che si potrebbe pensare, garantiscono anche un buon comfort acustico.

I fanless computer non sono tutti uguali. Sul mercato si trovano macchine con caratteristiche differenti che potrebbero anche deludere le aspettative del clinete finale. Buona parte dei pc senza ventola sono inoltre di provenienza asiatica e prevedono tempi di realizzazione e spedizione abbastanza lunghi.

Acquistare un pc industriale fanless da un sito asiatico vuol dire anche dover rinunciare all’assistenza professionale in fase pre e post vendita, affrontare molto spesso lunghe procedure per il reso e non riuscire a reperire pezzi di ricambio compatibili. Per questa ragione è sempre meglio concentrare la scelta sulla vendita di pc fanless industriali realizzati in Italia, che vengono accompagnati dalla garanzia di 3 anni.

Questi computer fanless si possono anche personalizzare in base alle specifiche necessità. Su richieste si possono infatti modificare non soltanto le componenti interne, ma anche la scocca e le parti meccaniche. Basta contattare l’assistenza per ottenere tutto il supporto necessario e un preventivo di spesa personalizzato. Anche i tempi di realizzazione sono piuttosto brevi.

Pc senza ventole: considerazioni finali

I fanless computer prodotti interamente in Italia e garantiti 3 anni sono solidi, affidabili, silenziosi, offrono elevate performance ma non solo. Queste macchine riscuotono un crescente successo perché sfruttano un sistema di raffreddamento passivo che abbatte i consumi energetici, con evidenti vantaggi per ogni settore industriale. Dal punto di vista estetico si tratta di computer con un design compatto che non ingombra gli ambienti.

Oltre ad essere provvisto di certificazione CE, un pc senza ventola migliora quindi la produzione e offre inoltre bassa manutenzione. Non sarà quindi necessario richiedere costosi e continui interventi di ripristino che arrestano le lavorazioni, con tutti i conseguenti disagi economici e di perdita di fatturato. Un altro buon motivo che spinge sempre più persone a scegliere queste macchine, compatibili con qualsiasi modello di armadio rack, è sicuramente il buon rapporto qualità prezzo.

Cosa sapere sul corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Il corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza rappresenta un percorso formativo che deve essere intrapreso qualora si voglia avere la sicurezza che, all’interno della propria impresa, si possa operare senza riscontrare alcun tipo di problematica grave.

Un corso fondamentale

Un esempio di corso rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è visualizzabile sul sito di HS Formazione. L’obiettivo è tutelare tutti coloro che operano in un’impresa e che vorrebbero fare in modo che il fattore sicurezza possa essere una costante. Occorre sottolineare come questo percorso formativo nasce anche con l’obiettivo di garantire, a chi riveste questo ruolo, di sapere esattamente come procedere affinché sia possibile ottenere la migliore delle soluzioni possibili e apportare tutte le modifiche necessarie per evitare che l’ambiente di lavoro si possa tramutare in un luogo poco piacevole da praticare e che questo possa far scaturire delle potenziali situazioni negative.

Un corso studiato nel dettaglio

Il corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è un percorso formativo che prende in considerazione una serie di aspetti chiave che devono essere necessariamente studiati nel dettaglio e che fanno in modo che il suddetto tipo di ambiente di lavoro possa essere effettivamente perfetto. In questo caso bisogna sottolineare come il percorso formativo prenda in considerazione una serie di caratteristiche che identificano le svariate problematiche che si possono riscontrare all’interno di un’azienda, quindi cerca di analizzare come procedere per conoscere quelle che sono le svariate problematiche gravi e le situazioni che si possono sviluppare all’interno dell’impresa. Inoltre la conoscenza dei diversi metodi per tramutare quel luogo di lavoro in un posto accogliente e sicuro da praticare rientrano tra le tematiche che devono essere trattate e che fanno in modo che la soluzione finale adottata possa essere realmente perfetta. Grazie a tutti questi particolari aspetti, quindi, si ha la concreta occasione di sapere come operare e fare in modo che quell’ambiente di lavoro possa essere migliorato immediatamente senza alcuna perdita di tempo o difficoltà di vario genere.

A chi serve il corso

Il corso può essere seguito da tutti coloro che sono intenzionati a ripristinare una condizione di sicurezza all’interno della propria impresa e che vogliono fare in modo che il successo possa essere una costante presente. Operare in un cantiere sicuro, oppure in un capannone dove sono completamente assenti tutti gli strumenti che possono causare danni e pericoli ai dipendenti rappresenta appunto una soluzione ottimale che deve essere sempre seguita e che fa in modo che la sicurezza possa essere realmente quella costante sempre presente in azienda. Ecco quindi che proprio grazie a questo insieme di aspetti si ha l’occasione di trasformare un ambiente di lavoro in un luogo ottimale ed evitare che i propri colleghi e dipendenti possano essere a rischio. Sfruttando quindi il corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza si evitano delle situazioni anomale che occorre sempre cercare di prevenire senza che nascano problematiche di vario genere.

Come scegliere il migliore corso

Per scegliere il migliore corso per rappresentante dei lavoratori per la sicurezza occorre semplicemente prendere in considerazione la qualità dell’azienda che organizza il suddetto percorso formativo, affinché sia possibile ottenere un risultato finale perfetto, quindi evitare che la situazione possa essere tutt’altro che ottimale. Grazie a questo insieme di aspetti si ha la concreta opportunità di identificare il migliore percorso formativo per le proprie esigenze e fare in modo che questo possa essere sfruttato in maniera precisa e senza che le nozioni ottenute possano essere poco rilevanti. Grazie a questo mix di caratteristiche, quindi, si possono evitare tante complicanze che potrebbero rendere la situazione meno semplice del previsto e quindi avere a che fare con una serie di grosse problematiche all’interno della propria impresa una volta che questa diventa operativa.

Aumentare i seguaci su Instagram

Instagram, al giorno d’oggi, è il Social Network più popolare in assoluto, che consente di pubblicare video, foto e stories. Molto probabilmente ti interessa sapere come aumentare i seguaci su questo Social Network e come creare un profilo professionale.

Non esiste una regola unica e vincente che permette di ottenere migliaia di seguaci, ma vi sono alcune tecniche ed alcuni consigli pratici che consentono di aumentare il numero di follower su questo social.

Se hai un profilo appena creato ed intendi incrementare il numero dei tuoi follower, in quanto hai delle precise finalità di marketing da perseguire, oppure vuoi migliorare la tua posizione per ottenere migliori profitti, puoi rivolgerti ad un’ agenzia per aumento followers Instagram. Solo in questo modo riuscirai ad ottenere sin da subito un numero considerevole di seguaci. Si precisa che solo questo non basta: bisogna, infatti, seguire alcune tecniche specifiche. Vediamo quali sono.

Aumentare i seguaci sul social Instagram: come farlo?

Oggi, l’influencer è una figura professionale innovativa, che permette a giovani appassionati del mondo digital e della moda, ma anche a professionisti e dilettanti che vogliono affermare la propria figura professionale o far conoscere un particolare brand di raggiungere un un numero potenzialmente infinito di persone, di età e professioni disparate, grazie all diffusione capillare che i social network riescono a garantire.

I social, tra i quali Instagram sono uno strumento altamente utilizzato per finalità di web marketing, per migliorare la propria reputation nel mondo digitale e per affermare un brand tra potenziali clienti anche in modo targettizzato.

Se intendi creare il profilo personale per diventare un influencer oppure se lo crei per la tua azienda, ecco alcuni semplici consigli che ti permettono di incrementare i follower.

Informazioni sul profilo

La prima cosa fondamentale da fare è creare la propria biografia, con una definizione chiara, sintetica, ma soprattutto esaustiva di sé stessi oppure del brand (considerando il numero di caratteri limitato che si possono inserire ma anche il tempo dedicato dagli utenti a leggerla, circa 2 o 3 secondi).

Anche l’immagine del profilo deve essere professionale: si consiglia si scegliere un’immagine in primo piano oppure il logo dell’azienda, se si tratta di un account business o professionale. E’ importante far in modo che il logo dell’azienda sia chiaro e riconoscibile e che fornisca al visualizzatore (essendo l’immagine del profilo ciò che si vede in anteprima) un esaustivo numero di informazioni senza la necessità di cliccare per venirne a conoscenza, in altre parole bisogna far in modo che l’immagini faccia bene intendere la tipologia di attività che il logo rappresenta. Infine, è anche possibile collegare il profilo Instagram alla pagina Facebook e ricondividere i post su entrambi i social.

Creare contenuti originali

Chi crea fotografie e video accattivanti ed originali riesce sempre ad emergere. Si precisa che alcune fotografie, con determinate caratteristiche (come ad esempio una determinata luminosità, con colori dominanti) sono più performanti di altre. Solo se si riesce ad incuriosire con i propri contenuti gli utenti ti seguiranno.

Anche le storie con i post, sono efficaci. Le storie, che sono dei video di circa 15 secondi visibili ai followes per un arco temporale di 24 ore, però riescono meglio a far fidelizzare il proprio pubblico. Si tratta di strumenti che riescono a migliorare l’engagement, in quanto risultano essere strumenti con elevato numero di visualizzazione.

Creare lo stile

È importante creare lo stile del proprio profilo. Solo in tal modo si riesce a dare un’identità precisa alla pagina. Si consiglia di creare contenuti di qualità ed ordinati, in modo da rendere il proprio professionale.

Utilizzare i filtri

I filtri non sempre sono necessari, soprattutto se la fotografia è professionale. In altri casi, invece, esso possono risultare utilissimi. Non vi è quindi una regola precisa, ma la scelta del loro utilizzo è personale.

Essere interattivi, essere social

Se hai migliaia di follower ma zero mi piace non ti porterà al successo. Per tale motivo l’engagement è importantissimo. Aumentare i like significa far crescere la visibilità del proprio profilo e quindi la possibilità che persone ti seguano. Instagram, infatti, non valuta solo il numero di like che si riceve ma anche la loro qualità.

Essere attivi su Instagram quindi non significa solo postare con frequenza, ma anche interagire con altri utenti. Bisogna essere social!

Agenzie di traduzioni: tanti servizi in un’unica azienda

Le agenzie di traduzioni sono delle società che offrono servizi linguistici, servizi che con il passare degli anni vengono sempre più richiesti: statisticamente il fatturato globale che riguarda questo settore è cresciuto negli anni di circa l’8%. A seconda della grandezza, vista in termini di fatturato e di collaboratori, si parla, in ordine crescente, di studio di traduzioni, agenzia di traduzioni o società di traduzioni, anche se in sostanza i servizi offerti rimangono gli stessi. Inoltre, le varie agenzie posso differire tra loro anche sulla base delle lingue di cui si occupano: possono specializzarsi su una sola lingua o su più di una. Ovviamente quando parliamo di una sola lingua, è più corretto parlare di due lingue: la lingua di partenza (L1) che è quella dello scritto da tradurre e la lingua d’arrivo(L2) che è la lingua nella quale il traduttore dovrà tradurre.

Oltre a servizi di traduzione, alcune agenzie offrono anche servizi di interpretariato che prevedono, invece della traduzione di documenti scritti, una traduzione orale che può variare a seconda dell’ambito in cui è richiesta (interpretariato a distanza, interpretariato in simultanea, interpretariato in consecutiva, chuchotage, respeaking, interpretariato di trattativa, interpretariato per corsi di formazione e così via).

Invece, per quanto riguarda la traduzione di testi scritti, i servizi offerti sono davvero tantissimi e, proprio per questo, ogni agenzia di traduzione sceglie di specializzarsi in uno specifico ambito in modo da risultare molto più competente e affidabile di chi vuole far tutto e non sa far niente. Possiamo trovare agenzie specializzate:

  • Nel campo assicurativo: si avvalgono di traduttori esperti nella terminologia linguistica utilizzata in questi settori, quindi adatti a svolgere traduzioni di contratti e polizze assicurative, traduzioni di reclami assicurativi, proofreading dei testi assicurativi.
  • Nel campo finanziario e bancario: con traduttori che sappiano gestire la terminologia specialistica e che sappiano interfacciarsi in modo chiaro e comprensibile in contesti complessi, aggiornandosi continuamente nelle loro aree di specializzazione. Si occupano di traduzioni di resoconti bancari, traduzioni per fusioni e acquisizioni, traduzioni di report e così via.
  • Nel campo medico-sanitario: i traduttori lavorano con il Servizio Sanitario Nazionale per supportare, da un punto di vista linguistico, le persone che non conoscono bene la lingua nazionale, lavorando in maniera professionale su traduzioni mediche come referti, cartelle cliniche, ricette o diagnosi mediche.
  • Nel campo industriale: la globalizzazione e i grandi sviluppi tecnologici hanno fatto sì che la catena di montaggio di un prodotto non avvenga più in un unico Paese, e questo ha costretto questo settore a doversi confrontare con le varie diversità linguistiche. I traduttori si occuperanno di manuali di uso e manutenzione, guide all’installazione, documentazione tecnica e molto altro.
  •  Nel campo legale: questo campo è molto delicato per motivi che vanno dalla terminologia e fraseologia specifica al contenuto molto delicato dei documenti. I traduttori, quindi, non solo devono essere esperti nella lingua richiesta per la traduzione ma devono conoscere bene anche i sistemi legali dei paesi in cui operano: si troveranno a dover tradurre atti legali e notarili, documenti di gara, certificati, permessi di soggiorno e tanto altro. Inoltre, si prendono carico anche di fare asseverazioni e legalizzazioni delle traduzioni presso tribunali e notai, passaggio fondamentale per tutti i documenti con valore legale.

Insomma, un’agenzia di traduzione non si occupa solo di tradurre testi, ma mette a disposizione dei suoi clienti una serie di servizi inerenti alle lingue che esaudisce tutte le esigenze di internazionalizzazione e di comunicazione multilingue delle aziende.

Social Media Manager: chi è e di cosa si occupa

È la professione del momento, spesso se ne parla, ma ancora non è ben chiaro di cosa si occupi. Il Social Media Manager non è colui che gestisce profili social da un telefono, come banalmente si crede, ma è una figura che svolge un ruolo ben più complesso.

In cosa consiste il lavoro di Social Media Manager?

Gestire le attività sui social network di un brand o di una persona fisica non si limita al pubblicare qualche post o storia di tanto in tanto. Il compito del Social Media Manager è quello di ottenere il massimo da ogni contributo reso pubblico. Ciò significa che fa crescere la presenza online, migliorando la reputazione e il coinvolgimento di una possibile clientela. Dal lato pratico una figura di questo tipo, gestisce i social come facebook, instagram, twitter, linkedin, ed in certi casi anche blog e siti personali. Inoltre si occupa anche di creare e gestire le pubblicità su Google, Facebook, Instagram, You tube.

Tutto questo, però, viene fatto nell’ottica di analizzare il riscontro sul pubblico, come? Utilizzando particolari strumenti che consentono di rilevare le parole chiave, gli hashtag più adatti al contesto o il target più idoneo sul quale puntare, il tutto ascoltando la rete. Curare questa parte di un business non è facile, per questo sono richieste delle soft skills, competenze che vanno al di là delle conoscenze tecniche (anch’esse necessarie allo svolgimento di questa mansione), ma più improntate allo studio e alla comprensione delle dinamiche sociali, come le interazioni umane.

Strategie e strumenti utilizzati

Un Social Media Manager deve sviluppare una strategia: prima di iniziare a pubblicare, deve capire quale sia la brand awareness del suo cliente. Ciò significa che deve comprendere come il prodotto o l’individuo sono conosciuti dal loro pubblico. Deve, in pratica, lavorare su associazioni e riconoscibilità del marchio, per poterne incrementarne il traffico. Questo significa che prima della parte pratica ed attiva, un Social Media Manager deve svolgere un’attenta analisi del mercato intrinseco, ma anche di quello che circonda l’oggetto di studio. Le persone, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nel successo di una campagna marketing. Dopo questi studi, è il momento di pianificare. Nulla va lasciato al caso e ogni attività, che essa sia una promozione, un post o una newsletter, andrà inserita all’interno di un calendario editoriale, per avere uno schema da seguire e fidelizzare il pubblico con contenuti cadenzati e regolari.

Altra parte fondamentale del lavoro del Social Media Manager, sta nell’assicurarsi di rispondere ad ogni messaggio o commento ricevuto. Questo si può fare impostando risposte programmate in un primo momento, per poi ritagliarsi degli spazi appositi per rispondere in modo personale. È un passo importante perché stabilisce un contatto diretto con i clienti. È possibile intraprendere anche campagne come contest o concorsi per aumentare il proprio spettro d’azione, ma ciò che conta è controllare e monitorare sempre i risultati dopo ogni attività svolta per capire se, effettivamente, ha avuto un riscontro positivo o serve aggiustare il tiro. Per intraprendere questo percorso lavorativo esiste una Laurea in Marketing e Comunicazione, oppure è possibile seguire dei corsi. Una carriera da Social Media Manager offre grandi opportunità in questi tempi ed è inoltre un lavoro stimolante e dinamico.

Quanto guadagna un Social Media Manager?

Il guadagno di un SMM dipende dalla propria esperienza, dagli anni di carriera, dalla quantità di contenuti pubblicati mensilmente e dal tipo di pubblicità che si effettuerà (pubblicità organica, a pagamento…). In genere un Social Media Manager (stagista) alle prime esperienze, guadagnerà  circa 300 euro al mese pubblicando 8 post al mese,  mentre un SMM con più anni di esperienza (Junior) ne può richiedere anche 800 . Un Social Media Manager Senjor invece può guadagnare cifre molto elevate, dai 3500/ 5000 euro al mese, in quanto grazie alle sue competenze di marketing e digitali può fare guadagnare mensilmente cifre da capogiro all ’azienda per cui lavora. Visita il sito DonneWeb per saperne di più sulla professione di Social Media Manager e su altre modalità di lavoro digitale.

Computer fanless: cosa sono e caratteristiche

All’interno del commercio esistono svariate tipologie di computer, le cui caratteristiche differenziate mirano a soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Tra i vari, in commercio vi è anche la vendita pc industriali fanless: questi computer fanless sono particolari e hanno delle caratteristiche apposite per chi ricerca un sistema di ventilazione innovativo e che possa allungare la vita del proprio pc.
Nello specifico, i fanless pc sono dei dispositivi che differiscono notevolmente dai dispositivi tradizionali, in quanto questi ultimi accumulano facilmente sporcizia e polvere nel corso del tempo (che potrebbe eventualmente comprometterne le funzioni): al contrario, il pc industriale fanless è costituito da un sistema di ventilazione che favorisce la dispersione della polvere, affinché non si accumuli all’interno. Così facendo, i sistemi riescono a proteggere tutti gli elementi interni del computer fanless da polveri, umidità e temperature troppo elevate.
La vendita pc industriali fanless (come quelli Km Soltec) include svariate tipologie di modelli, finalizzate a garantire la soddisfazione del cliente.
In linea di massima, i computer fanless (nonostante possano differire per svariate caratteristiche o prestazione dei componenti interni), risultano al 100% affidabili per coloro che intendono avere un pc che richieda meno spazio e che abbia dei componenti interni perennemente protetti. Inoltre, il pc industriale fanless non possiede delle parti che si muovono e il suo sistema lo rende ideale per risparmiare ancor più spazio, evitando l’installazione di componenti esterni come delle ventole di raffreddamento.

Quali sono i vantaggi dei fanless pc

La vendita pc industriali fanless è garantita per una serie di benefici che spesso non vengono garantiti anche dai pc tradizionali. In particolar modo, il pc industriale fanless risulta molto piccolo grazie alla composizione dei suoi componenti rispetto ad un pc tradizionale e non necessita di alcuna ventola di raffreddamento, dato che questa è già integrata nella sua struttura: pertanto, è ideale per chiunque voglia risparmiare spazio.
Oltretutto, questi pc risultano affidabili in quanto eccellono nelle loro prestazioni e il loro sistema di raffreddamento consente di trasportare all’esterno sporcizia, detriti e polvere che a lungo andare potrebbero compromettere le funzionalità delle componenti interne del pc.
Oltre a ciò, questi risultano silenziosi e perfettamente adeguati per chi ha necessità di concentrarsi anche sul lavoro e consumano un livello di energia molto basso rispetto ai pc tradizionali. E’ necessario scegliere questo computer soprattutto negli ambiti professionali o in settori come quello industriale: solitamente questo richiede infatti dei computer più sicuri e all’avanguardia, così da poter resistere alla polvere, all’umidità e generalmente ad uno stress maggiore rispetto a un ambiente come la propria casa.
In tal modo si potrà essere sicuri del fatto che questi computer avranno una durata decisamente maggiore rispetto a dei pc tradizionali.

Come scegliere un fanless pc

Al fine di scegliere correttamente un pc fanless, è decisamente importante conoscere quali sono le loro caratteristiche e per cosa serve. Se ad esempio è necessario per il proprio lavoro, allora si consiglia di concentrarsi sulle prestazioni del computer, il quale deve essere performante per poter soddisfare le proprie esigenze.
E’ fondamentale conoscere anche generalmente le caratteristiche e prestazioni ideali del pc che si sta cercando in commercio, al fine di evitare di spendere troppo poco per un computer o un prezzo eccessivo per un dispositivo troppo performante.
Inoltre, bisogna stare attenti a quei prodotti che vengono venduti senza garanzia o che sono costituiti da materiali scadenti, che ne diminuiscono la vita.
Per questa ragione se non si conosce bene il settore è consigliabile consultare un apposito professionista, specializzato nel campo. Quest’ultimo sarà capace di consigliare un pc fanless dalle caratteristiche ideali, come una struttura più robusta, una sopportazione elevata delle temperature esterne e silenziosi.
Così facendo sarà possibile avere non solo un prodotto ottimale, ma che possa anche rispettare le proprie esigenze per qualsiasi settore lavorativo.

Pubblica Amministrazione: la trasformazione da analogico a digitale

Negli ultimi tempi si sente molto parlare di dematerializzazione nella pa. Questa espressione si riferisce alla trasformazione dei documenti da cartacei in digitali. Si tratta di un percorso molto importante e articolato, che permette anche di dare una concreta mano all’ambiente e di velocizzare le mansioni lavorative, abbattendo i rischi legati alla commissione degli errori.

La dematerializzazione della pubblica amministrazione e il passaggio da analogico a digitale (come spiegato su savinosolution.com) sono stati voluti dal nostro legislatore e a questo riguardo abbiamo assistito alla realizzazione delle reti telematiche che favoriscono il contatto con i soggetti privati. Vediamo quello che bisogna sapere sull’argomento.

La dematerializzazione della pubblica amministrazione, il passaggio da analogico a digitale

Oggi la diffusione del digitale all’interno delle pubbliche amministrazioni offre numerosi aspetti positivi. Il tempo necessario per redigere gli atti, classificarli, firmarli e archiviarli viene ridotto in maniera considerevole. In questa maniera le mansioni lavorative si possono portare a termine in modo fluido e veloce. L’interno apparato burocratico diventa molto snello e reperire un documento, anche di vecchia data, non diventa più un problema come in passato.

La dematerializzazione nella pa consente anche di trasformare interi archivi cartacei in formato digitale, in modo da consentire una maggiore e efficienza e rapidità, ma non solo. Questa rivoluzione permette anche di assicurare la corretta conservazione dei documenti nel lungo termine e quindi fare in modo che lo Stato si ponga al servizio del cittadino.

Occorre infatti precisare che la dematerializzazione della pubblica amministrazione e il passaggio da analogico a digitale, è stato appositamente regolato dalle norme di settore per fare in modo che documenti e le informazioni siano archiviati in modo integro, autentico, accessibile e leggibile.

Dematerializzazione nella pa: altre considerazioni

Per quanto concerne l’aspetto strettamente legale, è stato previsto che tutti gli atti dematerializzati acquistano pieno valore giuridico allo stesso modo di quelli cartacei. Questi documenti, quando vengono rilasciati da enti autorizzati e firmati digitalmente, hanno piena validità e possono essere anche prodotti all’interno di un giudizio, quindi fungere da prova legale per il Giudice.

Il nostro Governo ha messo a punto diverse iniziative e ha promulgato varie norme che promuovono la dematerializzazione nelle pubbliche amministrazioni. L’intento finale non è solo quello di incoraggiare la nascita di una società digitalizzata, ma anche velocizzare le mansioni lavorative, abbattere a monte gli errori, favorire un approccio etico, sostenibile e diffondere l’innovazione dei servizi.

Quando si parla di dematerializzazione non si deve far confusione con la digitalizzazione, sebbene i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi. Nel primo caso infatti, i singoli documenti cartacei sono trasformati in file digitali. Nel secondo, invece, i documenti sono già stati creati con software e applicazioni apposite, quindi non necessitano di alcuna trasformazione. I singoli documenti digitali vantano poi tutta una serie di peculiarità, quali la firma digitale, la registrazione e il protocollo su archivi informatici e la trasmissione a mezzo posta elettronica certificata.

Documenti digitali delle pubbliche amministrazioni

I documenti digitali prodotti, firmati e catalogati all’interno delle pubbliche amministrazioni vengono poi trasmessi attraverso gli indirizzi di posta elettronica certificata, un particolare e sofisticato sistema di comunicazione che consente di inoltrare e-mail che hanno valore giuridico. Questo tipo di trasmissione viene oggi equiparato alla raccomandata con ricevuta di ritorno. Il domicilio digitale, infatti, è oramai obbligatorio per tutte le imprese commerciali, i professionisti e i possessori di partita IVA. Viene ogni giorno usato dalle pubbliche amministrazioni per inoltrare comunicazioni ufficiali ai cittadini, oltre che per gestire le notifiche in maniera veloce e snella.
Infine si ricorda anche lo SPID, soluzione che consente ai cittadini di accedere tramite le personali credenziali ai numerosi servizi della pubblica amministrazione, senza più accedere fisicamente agli sportelli.

Consigli di viaggio: imprevisti e rimborsi per cancellazione volo

Come organizzare un viaggio, cosa fare prima di prenotare un volo aereo e come districarsi fra i diversi passaggi da compiere per evitare spiacevoli sorprese

Chi viaggia spesso, per piacere o per lavoro avrà fatto l’abitudine a tutte le operazioni che precedono il giorno della partenza, eppure, c’è sempre qualcosa che può sfuggire. Infatti, quando si organizza una partenza, non può essere lasciato nulla al caso, per diversi motivi. La prima azione che un viaggiatore compie è quella di prenotare il volo; è abbastanza semplice trovarne uno conveniente attraverso i numerosi siti di comparazione prezzi esistenti sul web. Questi portali indicano le migliori offerte, e il viaggiatore potrà stampare il biglietto, e perfino di prenotare il check-in on line.

In questo periodo, l’emergenza sanitaria Covid ci ha costretto a limitare i viaggi , ma là dove esistessero motivi di necessità o urgenza, bisognerà, consultare prima di tutto gli aggiornamenti riguardanti gli spostamenti consentiti, le regole da rispettare per evitare i contagi e così via.

L’emergenza Covid ha imposto ai vari paesi del mondo di introdurre divieti e restrizioni, che possono cambiare, in base al paese nel quale ci si reca. Essere nervosi prima della partenza può essere normale, anche se oggi ci sono dei motivi in più per esserlo, però, tutto ciò non deve distrarci dall’obiettivo e soprattutto, non bisogna permettere all’ansia di prendere il sopravvento. Le regole concernenti la sicurezza sui voli e sui viaggi in generale si conoscono quasi a memoria e riguardano il bagaglio a mano, il peso della valigia, che varia in base alla compagnia aerea scelta, inoltre, avere a portata di mano i contatti che possono risolverci problemi, anche se siamo all’estero è fondamentale.

Viaggiare è un’esperienza meravigliosa, anche se lo facciamo per lavoro, e spostarsi in modo sicuro è d’obbligo. Pianificare il viaggio in aereo, vuol dire pensare all’imbarco, al contenuto della valigia, e significa anche prevedere, per quanto possibile, ogni tipo di imprevisto. Basta davvero poco per godersi in pieno ogni singolo momento di un viaggio; basti pensare agli aeroporti che sono delle vere e proprie metropoli in miniatura, dove i passeggeri possono mangiare, dormire e farsi la doccia. Negli aeroporti, infatti, oltre a negozi di ogni genere, si possono trovare personal shopper e servizi dedicati, sale per conferenze adeguatamente attrezzate. Che cosa faremo prima di partire o almeno quando i tempi lo permetteranno? Ci presenteremo in perfetto orario all’aeroporto (almeno un’ora prima), consulteremo gli aggiornamenti sul Covid, su eventuali ritardi, raccoglieremo tutte le informazioni sul paese estero in cui atterreremo. Chi viaggia frequentemente sa che un abbigliamento comodo è la scelta migliore, che in valigia vanno le cose essenziali, e che potrà aspettarsi virate in volo, vuoti d’aria o perturbazioni. Nulla di cui preoccuparsi, d’altra parte, qualche brivido d’avventura (o di paura) non ha mai fatto male a nessuno!

E dopo tutti i preparativi, l’ansia tenuta a bada, cosa succede se il volo è annullato o subisce un ritardo considerevole?

Oltre a poterci intrattenere in aeroporto fra shopping e una piacevole tazza di caffè, dobbiamo anche sapere che per fortuna, la normativa europea prevede il rimborso per un volo annullato o che comunque abbia un ritardo di almeno tre ore.

I rimborsi e i risarcimenti sono previsti quando un disservizio può essere causato dalla Compagnia aerea, dalla perdita del bagaglio al negato imbarco per overbooking fino al pagamento di eventuali spese extra sostenute in seguito al disservizio derivante dalla compagnia aerea inadempiente. I risarcimenti arrivano fino a un massimo di 600 euro in caso aereo in ritardo o volo cancellato e fino a 1200 euro in caso di problemi al bagaglio aereo. Per questi tipi di prestazioni, alcuni portali offrono assistenza gratuita come ad esempio il servizio offerto da Il Mio Volo Cancellato  che si occupa delle pratiche di risarcimento senza alcun costo aggiuntivo per il passeggero che ha subìto il danno.

Come funziona questo tipo di servizio? Si tratta di assistenza legale interamente gratuita per i viaggiatori, poiché i professionisti riceveranno il loro eventuale compenso direttamente dalla compagnia aerea inadempiente. Sono tanti gli imprevisti nei quali un viaggiatore può incappare: ritardo o cancellazione del volo, overbooking, smarrimento o danneggiamento del bagaglio. Per fortuna la Comunità europea tutela i diritti di chi vola nei confronti delle Compagnie aeree, che in molti casi si vedono costrette a risarcire per i più diversi danni causati ai passeggeri. A più riprese, la comunità europea ha introdotto regole più stringenti per la sicurezza in volo e per tutelare i diritti dei passeggeri. La materia legale viene, dunque, in nostro aiuto, come anche tanti servizi aggiuntivi che si possono attivare in fase di acquisto del biglietto aereo. La sicurezza dei voli e la certezza che i nostri diritti sono ampiamente tutelati dalla legge, sono motivi in più per decidere di programmare viaggi. Si spera di poterlo fare presto con più libertà, trasformando ogni viaggio in un’esperienza indimenticabile.

Manutenzione periodica auto: piani Volkswagen e pezzi sostitutivi

Manutenzione periodica auto: un argomento che può entusiasmare gli appassionati di motori ma intimidire qualche altro guidatore. Più che gli interventi in sé, può essere soprattutto la loro gestione a confondere. Ci pensa allora Volkswagen, per offrire tranquillità proprio a tutti con i suoi Piani di Manutenzione We Care sviluppati per diverse esigenze.

Proposti in collaborazione con Volkswagen Financial Services, i Piani garantiscono la certezza di pagamenti decisi in anticipo e senza costi nascosti. Qualunque tu scelga, avrai sempre al tuo fianco la professionalità e l’affidabilità del personale Volkswagen, pronto ad assisterti con passione ed esperienza in ogni momento.

Tutto sui piani We Care di manutenzione periodica auto

Tre categorie di piani di manutenzione periodica auto ti aspettano. Gli interventi sono da intendersi eseguiti sempre nei centri specializzati Volkswagen. Solo il meglio.

Con i piani Volkswagen inoltre aggiungi valore alla tua auto nel caso in cui un domani tu voglia rivenderla. E in caso di furto, incendio o rottamazione, non preoccuparti: verrai rimborsato del valore non goduto del tuo pacchetto.

We Care Easy

È il piano più semplice, per veicoli fino a 10 anni di età già immatricolati, senza limiti di chilometraggio per l’attivazione. La tua manutenzione periodica auto è prevista per due volte e riguarda: sostituzione olio, filtro olio e filtro antipolline (e controlli inerenti). Scegli tra una validità di 24 mesi (30.000 km) per le vetture a scadenze di manutenzione fisse, o 48 mesi (60.000 km) per le scadenze variabili.

We Care Easy si trova attualmente in promozione, con il secondo tagliando a metà prezzo. Per comodità puoi calcolare direttamente dalla pagina web di Volkswagen We Care il costo specifico per il tuo modello di auto. Puoi pagare in unico versamento oppure frazionarlo.

E quando ti rechi nel Service per il tuo appuntamento, la fattura è trasmessa direttamente a Volkswagen affinché se ne occupi.

We Care Essential e Additional, la manutenzione periodica auto senza limiti

We Care Essential è il piano da sottoscrivere nel momento in cui compri la tua auto, e si attiva nel giorno del ritiro nel tuo Salone. È disponibile per tutti i modelli attualmente in commercio e il suo principale vantaggio è che puoi personalizzarlo come vuoi, secondo una durata nel tempo o nei chilometri (a scelta tra 7 fasce). Comprende:

We Care Additional, oltre a quanto elencato per il piano Essential, include in aggiunta il cambio di pastiglie/dischi freni e delle spazzole tergicristalli. Entrambi i piani possono essere soggetti a un finanziamento agevolato. Scopri sul sito a quanto ammonta il costo per la tua macchina, in pochi clic.

Manutenzione periodica auto: ricambi e accessori

Molti guidatori approfittano della manutenzione periodica auto per sostituire anche pezzi diversi da quelli più essenziali e urgenti. Qualunque sia il tuo caso e la tua scelta, il mondo dei Ricambi e degli Accessori Originali Volkswagen è sempre la scelta migliore e che ti consente un risparmio maggiore nella durata.

Che si tratti di carrozzeria e vernici, vetri, luci o altro, richiedi senza esitare quelli a marchio originale Volkswagen. E per un risparmio ancora maggiore ci sono i Ricambi 4+, per vetture di più di 4 anni di vita.

Bullismo a scuola, è possibile da prevenire?

Il bullismo è sempre esistito ma mai nessuno se ne era occupato a dovere. In tempi passati, non veniva dato il giusto sostegno a chi subiva atti del genere mentre ora, finalmente, è stata aperta una finestra su questi atteggiamenti prepotenti che sembrano aumentare sempre di più. Quindi, se non sai cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola puoi prima di tutto assumere informazioni presso professionisti competenti che possano consigliarti nel migliore dei modi, anche per comprendere esattamente cosa spinge il ragazzo ad avere atteggiamenti non idonei nei confronti dei coetanei.

Cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola?

Ammettere che il proprio figlio sia un bullo è devastante ma riconoscerlo è il primo passo per provare ad aiutare e quindi contrastare una condotta non impeccabile del ragazzo. Ma per parlare di bullismo, occorre sapere che cosa racchiude questo termine, onde evitare di allarmarsi e di creare situazioni che possano compromettere il rapporto con i figli. Pertanto, se si vive una circostanza enigmatica occorre, prima di procedere contro il ragazzo, chiedere indicazioni ad un professionista circa il metodo da seguire per affrontare e risolvere la situazione. Ad ogni modo, ci sono alcuni segnali che portano inequivocabilmente a classificare come bullo il bambino o il ragazzo che tendenzialmente manifesta atteggiamenti prepotenti mirati all’ottenimento di qualsiasi cosa desideri. Inoltre, un chiaro segno di questo comportamento da correggere viene manifestato quando manifesta strategie di domino su un suo coetaneo.

Il bullismo nell’ambiente scolastico

La competizione e le rivalità sfociano in maniera preponderante all’interno degli ambienti scolastici e da questi vengono trasportati all’esterno. La vittima di bullismo viene assoggettata e schernita dai suoi compagni i quali, in branco, tendono ad aggredirla e ad ostacolarla nella sua crescita scolastica ma anche psicologica. I caratteri che definiscono il bullismo possono essere espressi da tre pilatri: intenzionalità, sistematicità e asimmetria di potere. Quindi il comportamento che pone in essere il bullo oltre ad essere intenzionale e consapevole risulta reiterato nel tempo. La terza caratteristica, invece, rappresenta la differenza di potere tra la vittima e l’aggressore, questa può essere legata all’età, alla forza fisica o all’appartenenza ad un gruppo. Il bullismo viene praticato in diversi modi: indiretto, diretto, verbale o virtualmente. Il bullismo indiretto comporta l’isolamento della vittima la quale non viene attaccata direttamente dal bullo ma attraverso le loro amicizie comuni, attraverso critiche e pettegolezzi. Quello verbale, invece, si limita all’utilizzo della parola, quindi a minacce, offese e assoggettamenti pubblici. Il bullismo diretto è il più evidente in quanto lascia segni fisici sulla vittima che viene aggredita fisicamente dal bullo.

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

Il cyberbullismo è una forma di aggressione che avviene nel contesto virtuale, quindi sui social, attraverso messaggi sms o chat watsapp, mail e altre piattaforme di intrattenimento. Solitamente la vittima viene localizzata nell’ambiente scolastico e i maltrattamenti, che prima rimanevano limitati all’interno delle mura di scuola, vengono reiterati anche all’esterno attraverso dispositivi tecnologici come smartphone, tablet e computer. Praticare bullismo sui social non significa “solo” deridere e assoggettare la vittima ma in esso viene fatto rientrare anche la condivisione di materiale multimediale non autorizzato dalla persona bullizzata. Per approfondire il tema legato al cyberbullismo è possibile consultare il documento redatto dalla professoressa Annalisa Guarini per il Ministero dell’Istruzione (https://www.istruzioneer.gov.it/wp-content/uploads/2018/10/Studi-e-documenti-21_4.pdf).

Il bullismo e i ruoli ricoperti da chi ne è coinvolto

Solitamente si pensa che il bullismo avvenga solo tra due persone: la vittima e il bullo, ma non è così. All’interno di questo rapporto vi rientrano altre figure, come l’aiutante del bullo il quale agisce di riflesso rispetto al bullo, assecondandolo e ubbidendogli; il sostenitore che incita alla violenza il bullo nei confronti della vittima. Infine, possiamo trovare il difensore della vittima che oltre a consolarla cerca di suggerirle la strategia da adottare per contrastare gli atteggiamenti del bullo e del suo branco. Se desideri avere ulteriori informazioni su cosa fare se tuo figlio fa il bullo a scuola dai uno sguardo a questo approfondimento della community blogger papà Super Papà e, fondamentale, confrontati con gli insegnanti di tuo figlio.

Scrivere una lettera: consigli utili per non sbagliare

Per quanto può sembrare un’operazione molto semplice, in fondo si tratta di mettere insieme “un po’ di parole”, scrivere una lettera è molto più complicato di quanto si possa pensare. La difficoltà emerge sia a coloro che devono inviare una mail che a tutti coloro che ancora amano scrivere a mano una lettera e spedirla tramite posta. Parliamo di due tipologie di comunicazioni differenti che richiedono accortezze specifiche, ma anche un’impostazione comune. Che è di quello di cui ci vogliamo occupare fornendo una serie di consigli pratici su come superare il “blocco del foglio bianco” e riuscire a completare una lettera.

Lettere personali e lettere formali

Quando bisogna scrivere una lettera bisogna distinguere tra le comunicazioni formali, quelle burocratiche, amministrative e di lavoro e quelle personali. In entrambi i casi c’è un mittente, un destinatario e un messaggio da esprimere, ma ci sono enormi differenze nello stile e anche nell’impostazione della lettera. Nelle lettere formali è importante essere essenziali e asciutti, andando dritti al sodo delle ragioni che hanno portato a redigere quella comunicazione. Nelle lettere personali, invece, quelle di auguri o congratulazioni, ma anche quelle per esprimere il proprio affetto verso una persona, ci si possono concedere molte più libertà. Sia in termini di lunghezza che di linguaggio.

I segreti per scrivere una lettera

Se dovessimo trovare la ricetta per una lettera perfetta, sia essa formale che personale, potremmo suddividerla in tre parti: introduzione, corpo e conclusione. Ognuna di queste parti, pur tra le differenze del caso, è essenziale in ogni tipo di lettera, sia essa digitale o cartacea. Analizzare le caratteristiche di ciascuna di queste parti può essere di grande aiuto per trovare le parole e riuscire a scrivere nel modo migliore la propria lettera.

Introduzione

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un noto detto popolare, valido anche per quel che riguarda la scrittura di qualsiasi documento, lettere comprese. L’introduzione è fondamentale non solo perché dà inizio alla lettera, ma perché le dà forma, facendo capire a chi la legge qual è il contenuto di quella missiva. Inoltre può rivelarsi strategica, specie nelle lettere personali, per recuperarla nella conclusione, creando una sorta di circolo perfetto. Per introdurre una lettera formale ci si può orientare verso le formule standard di “Egregio dottor”, “Egregio signor”, ma potrebbe essere preferibile un normale “Salve”, che evita tanti formalismi eccessivi. Per le lettere personali un “Caro”, “Amico mio” o “Amore mio” sono sicuramente sempre perfetti. Successivamente si può decidere se andare dritti al sodo con un “le scrivo per spiegarle/dirle/ricordarle” o aggiungere una premessa. Questa può essere quella in grado di fare la differenza. Soprattutto nelle lettere personali può essere ottima per esporre un aneddoto o raccontare il motivo che vi ha spinto a scrivere quella lettera. In casi di black-out potete cavarvela esordendo con una citazione: di un libro, di un autore o di una canzone; internet offre tantissimi spunti in questo senso.

Corpo della lettera

Una volta sistemata l’introduzione il contenuto viene di conseguenza e ci si scoprirà come la “sindrome del foglio bianco” sia sparita o ampiamente superata. Nelle lettere formali si espongono i dati essenziali (date, numeri di documenti, importi, eccetera) spiegando la segnalazione che si sta inviando. Nelle lettere personali, invece, bisogna trovare il modo per dire ciò che si vuole dire. Ci si possono concedere parafrasi e giochi di parole, ma è bene non perdersi troppo e trovare la formula per comunicare il proprio messaggio. Che sia un semplice, ma sempre dolcissimo, “ti amo” o “ti voglio bene” o un’alternativa più articolata e descrittiva poco importa, l’importante è che ci sia!

Conclusione e firma

Bisogna poi concludere la lettera. Le missive formali prevedono generalmente i vari “colgo l’occasione per porgere distinti saluti” o un meno freddo “cordiali saluti”. Nel dubbio si può optare per “saluti” e aggiungere la propria firma. A proposito di firma le lettere personali possono utilizzare un timbro, magari di quelli in cera lacca con l’iniziale del proprio nome. Un tocco vintage di grande eleganza capace di dare quel valore aggiunto alla lettera, anche fosse la più semplice e mal scritta del mondo.

Eurohatria, tutto per la prevenzione e la sicurezza antincendio negli ambienti di lavoro

Nei luoghi pubblici e negli ambienti di lavoro non è raro che si sviluppino e si propaghino fiamme e incendi più o meno significativi, con rischi notevoli per la salute e la sicurezza delle persone. Per questo motivo, la normativa prevede la presenza di dispositivi antincendio e prodotti che tutelino le persone dal diffondersi delle fiamme, dal rischio di esplosioni e di intossicazioni da fumo.

Grazie ad www.eurohatria.com è possibile scegliere e acquistare, direttamente online, tutti i dispositivi antincendio per rendere più sicuro l’ufficio o l’azienda, con la garanzia della qualità e dell’affidabilità. La normativa prevede la presenza di diversi dispositivi e attrezzi, da scegliere in base al tipo di contesto e al livello di rischio legato all’attività svolta.

La dotazione di base è un armadio antincendio all’interno del quale sono custoditi gli estintori. In riferimento al tipo di azienda, alle dimensioni e al settore, è possibile scegliere tra diversi modelli di armadio antincendio, attrezzati per affrontare rischi elevati o più contenuti. La struttura dell’armadio può essere quindi a uno o due battenti, secondo il livello di rischio a cui far fronte e la presenza di un determinato numero di persone.

Dispositivi antincendio da scegliere in base alle dimensioni dell’azienda

Alcuni ambienti non richiedono una grande dotazione di strumenti antincendio: è sufficiente un estintore, collocato nell’apposita cassetta. Naturalmente, per garantire l’efficacia, tutte le attrezzature antincendio devono essere realizzate sulla base della normativa di riferimento. Per garantirne la massima efficacia, si raccomanda naturalmente di scegliere solo attrezzature antincendio della migliore qualità, realizzate a norma di legge, e di sottoporle a regolari controlli, anche se non vengono utilizzate.

I prodotti antincendio che non devono mai mancare in un’azienda

I principali elementi antincendio con i quali è bene dotare la propria azienda sono l’armadietto destinato a contenere tutto il materiale di difesa e di protezione. In un armadio antincendio già pronto si trovano normalmente guanti e caschi di protezione, coperte antifiamma, maschere protettive per il viso, autorespiratori, tute e stivali antifiamma, mecafono, torcia, piccozze e corda di salvataggio.

Ogni articolo può comunque essere acquistato singolarmente, con la possibilità di rinnovare la propria attrezzatura o di implementarla.

La scelta dell’estintore ideale

In un programma di prevenzione antincendio, l’estintore è un elemento immancabile. Nella scelta è importante prestare la massima attenzione, poiché gli estintori non sono tutti uguali: ad ogni modello corrisponde un livello di rischio differente.

Esistono infatti estintori che funzionano con tecnologie diverse: a polvere, a schiuma, agli idrocarburi alogenati, a gas CO2. La scelta dipende dal tipo di incendio che potrebbe svilupparsi nell’ambiente di riferimento: le fiamme possono infatti essere originate da un corto circuito elettrico, dalla reazione di sostanze chimiche, dalla combustione di olii e sostanze grasse, e così via.

Anche per quanto riguarda l’uso dell’estintore, non è così semplice come potrebbe apparire. È molto importante apprendere con precisione la tecnica da utilizzare, per ottenere il risultato migliore e per evitare di danneggiare gli oggetti o di recare danno alle persone.

Timbrare il cartellino: storia e metodi di controllo

Quello che oggi è per noi scontato e quotidiano ha una sua precisa storia e un processo di evoluzione e cambiamento che lo ha portato a essere così come conosciamo. Un caso molto curioso è quello legato all’abitudine, per i dipendenti di molte aziende, di timbrare il cartellino. Una prassi di per sé molto semplice, ma così diffusa da essere diventata anche un modo di dire.

Cosa significa timbrare il cartellino

I marcatori di tempo, così come sono chiamati i dispositivi che permettono di timbrare il cartellino, sono strumenti che servono per registrare gli orari di lavoro. Gli impiegati e tutti coloro che hanno un contratto di lavoro con orari precisi da rispettare, accedono al posto di lavoro passando il badge personale in un apposito lettore o, come avveniva in passato, inserendo una scheda in un’apposita obliteratrice. Alla fine del mese il datore di lavoro (o chi si occupa della contabilità e della gestione del personale), non solo può emettere le buste paga in base alle ore di lavoro realmente effettuate da ogni collaboratore, ma può anche monitorare quanto quel lavoratore ha prodotto e quanto no.

Timbrare il cartellino, un’attività antica come il mondo

L’uso di timbrare il cartellino, secondo diverse ricerche archeologiche, risale al periodo dell’invenzione della scrittura cuneiforme, intorno al 4000 a.C. Anche all’epoca c’era l’esigenza di registrare gli orari di lavoro e, così come accadde per l’invenzione dei timbri, si svilupparono sistemi che consentissero non solo di curare dei primitivi registri di lavoro, ma anche di trovare sistemi per tenere il tempo. Oggi abbiamo software, orologi, smartphone e tantissimi altri dispositivi; all’epoca furono elaborati obelischi e meridiane che consentivano di avere una misura della giornata di lavoro.

Il pagamento del lavoro

Anche gli antichi avevano gli stessi problemi dei lavoratori di oggi, tanto che già intorno al 1700 a.C. furono elaborati dei “contratti di lavoro” nei quali erano stabilite le quote per il pagamento dello stipendio in base alla mansione svolta. Questo era un sistema che prevedeva un pagamento a giornata, ma è sicuramente l’antenato ufficiale del sistema che ha poi portato nei secoli successivi a progettare tutti quei sistemi che permettessero di timbrare il cartellino.

L’epoca moderna

Una sistemazione più simile a quella cui siamo abituati quotidianamente risale al XVIII secolo, quando le questioni tra dipendenti e datori di lavoro si fecero più sentite. In questa prospettiva molti datori di lavoro sentirono l’esigenza di fissare sistemi e condizioni che li tutelassero in modo da retribuire i propri dipendenti solamente per le ore effettive di lavoro. Un’esigenza che tutela anche i dipendenti che possono così avere uno strumento terzo che certificasse la loro presenza sul posto di lavoro e, quindi, il diritto a essere pagati.

I primi registri per timbrare il cartellino furono, ovviamente, cartacei, ma peccavano di complessità (specie per le aziende più numerose) e troppi fattori che potessero permettere l’errore e la malafede. Solo verso la fine del XIX secolo il metodo di registrazione del tempo di lavoro fu completamente stravolto grazie all’invenzione dell’orologio marcatempo. Da questa prima invenzione fu un proseguire di evoluzioni tecniche e tecnologiche che portarono alla consegna a ogni dipendente di un proprio cartellino personale che, all’entrata e all’uscita, lo inseriva nell’orologio marcatempo per segnare gli effettivi orari di inizio e fine del proprio turno di lavoro. L’interesse per la questione fu talmente elevato che nel 1894 nacque ufficialmente la prima azienda che si occupava dei sistemi di timbratura dei cartellini.

L’avvento di PC e software

Anche l’epoca contemporanea, con l’avvento dei PC e lo sviluppo delle reti digitali, ha portato a importanti cambiamenti nei sistemi di registrazione dell’orario di lavoro. Con i primi fogli di calcolo gli orari si trascrivevano manualmente, ma era pur sempre un processo lento e poco efficiente. Con il passare degli anni furono elaborati veri e propri software dedicati alla marcatura del tempo e al monitoraggio degli orari di lavoro. L’ultima evoluzione è quella dei software in cloud e dei dispositivi che rilevano le presenze anche utilizzando lo smartphone dei dipendenti, ottimizzando il processo di registrazione. Passano i millenni e i secoli e cambiano gli strumenti, ma timbrare il cartellino resta un’esigenza utile per tutti.

Quando servono i fertilizzanti

La passione per il giardinaggio accomuna molte persone. Per poter avere uno spazio verde ben coltivato in giardino, o un balcone bello da vedere, è necessario cercare di seguire quanto più possibile dei consigli semplici ma fondamentali, attraverso i quali sarà possibile avere un risultato finale bello da vedere. Tuttavia, affinché ciò sia possibile, è necessario utilizzare alcuni elementi come dei fertilizzanti Biobizz (https://www.grow-shop-italia.com/biobizz), grazie ai quali si potrà beneficiare di un ottimo rendimento. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, è di fondamentale importanza cercare di capire quando servono effettivamente i fertilizzanti e quando è consigliabile adoperarli, così da poter circoscrivere nella maniera migliore possibile questo tipo di prodotto. Ecco dunque la necessità di approfondire quanto più possibile questo argomento, elencando tutti i motivi per cui l’utilizzo dei fertilizzanti e consigliabile; è importante inoltre fare attenzione alla loro qualità, così da non inquinare l’ambiente.

Fertilizzanti Biobizz: cosa sono e a cosa servono?

Da un punto di vista meramente generale, i fertilizzanti sono dei particolari elementi chimici composti da calcio, zolfo, potassio e altre sostanze nutrienti. Lo scopo principale dei fertilizzanti è quello di fare in modo che il terreno sia sempre fertile, vale a dire che abbia sempre a disposizione tutte quelle che sono le sostanze nutrienti per far sì che possa aiutare la crescita della pianta. I fertilizzanti vengono adoperati anche per la concimazione, la correzione e l’ammendamento del terreno; è importante tenere a mente che i fertilizzanti devono essere utilizzati solo ed esclusivamente durante particolari periodi dell’anno, così da massimizzare quanto più possibile la resa delle piante. Tra le varie soluzioni presenti in commercio, è assolutamente imprescindibile fare in modo di acquistare dei prodotti che siano biologici, così da poter tutelare l’ambiente e il terreno senza aggiungere additivi nocivi che potrebbero compromettere la salubrità e l’integrità del terreno.

Quando utilizzare i fertilizzanti?

I fertilizzanti devono essere utilizzati in determinati periodi dell’anno: nello specifico, infatti, è consigliabile utilizzare questi elementi soprattutto durante il periodo primaverile, sebbene le modalità d’uso possano comportare alcune variazioni. I fertilizzanti liquidi, infatti, vengono assorbiti dal terreno: affinché questo possa godere sempre di un’adeguata presenza di sostanze nutritive, è fondamentale utilizzarlo ogni dieci giorni circa, così da fare in modo che il terreno sia sempre nutrito. I fertilizzanti in polvere, invece, devono essere diluiti in acqua, facendo però attenzione che non restino residui sul fondo; quelli in granuli o in pellet, invece, hanno un rilascio più lento e un’azione dilatata nel tempo, ragione per cui necessitano di tempistiche maggiori affinché facciano effetto. Tutti questi elementi, sommati tra loro, faranno in modo da dare tutte le informazioni necessarie per avere cura del terreno.

Quali sono le dosi consigliate?

Contrariamente a quanto si possa pensare, non esistono delle regole fisse da seguire per quanto riguarda il dosaggio: questo, infatti, dipende specificatamente dal tipo di prodotto utilizzato. La cosa più importante da fare, sicuramente, è quella di seguire pedissequamente le istruzioni riportate sulla confezione del prodotto, così da sapere con precisione come regolarsi e come adoperare questo valido aiuto per il giardinaggio. Grazie ad esso, infatti, la resa del terreno aumenterà in maniera sensibile, restituendo così delle piante rigogliose e forti oppure favorendo la corretta crescita dei frutti. Una volta compresa l’importanza che ricopre il fertilizzante, dunque, non resta altro che acquistare il prodotto biologico migliore, andando così a coniugare tutti quelli che sono i crismi imprescindibili di efficienza e funzionalità, utile e dilettevole, evitando di conseguenza degli sprechi inutili o di inquinare ulteriormente l’ambiente usando prodotti non idonei.

IL FUTURO E’ ECOLOGICO CON IL RICICLO: DAGLI IMPIANTI DI SEPARAZIONE E RICICLO AGLI IMPIANTI DI FILTRAZIONE DELL’ARIA .

Risorse ambientali sfruttate senza controllo, una comunicazione scarsa e poco sensibile alle tematiche ecologiche, l’utilizzo di materiali tossici e non riciclabili, sono tra le principali cause di inquinamento con conseguenze pesantissime sul futuro. Ad essere a rischio sono la salute pubblica, con l’espandersi di patologie gravi e morte, e la salvaguardia di fauna e flora che ci circondano e ossigenano e rendono vivo il pianeta. Di fronte alla situazione drammatica che si andava delineando, in questo ultimo decennio si è fatto molto per evitare il peggio e pare che il messaggio di aiuto da parte della natura abbia finalmente fatto breccia tra i più. Ancora molto c’è da fare ma la politica internazionale da una parte con accordi come il protocollo di Kyoto contro il cambiamento climatico, sembra si stia impegnando per consegnare alle future generazioni aria pulita e ambienti sani. Questi sono i presupposti che hanno portato molte imprese in questi ultimi anni a dedicarsi al settore dei monitoraggi ambientali e all’impiego di impianti di controllo e filtraggio di aria e acqua, eolici e fotovoltaici. La passione green non risparmia neanche il settore della moda, della ristorazione, delle auto, generando posti di lavoro nuovi e figure professionali inesistenti prima della svolta ecosostenibile.

La pandemia da COVID-19 e i necessari lockdown hanno portato a galla quanto l’uomo con il suo scarso senso civico e sconsideratezza, dettata da una scala di valori con priorità economiche prima che ecologiche, possa essere letale a sé stesso e all’ambiente. La grande conquista e svolta del presente è l’aver trovato un punto d’incontro tra questi due aspetti, per cui oggi tutto ciò che è ecologico e riciclabile è anche un investimento.  Basti vedere il settore dei trasporti ad energia pulita che, soprattutto in paesi altamente industrializzati, ha raggiunto risultati incredibili con l’utilizzo di veicoli elettrici, auto ibride e GPL. Si tratta tuttavia di processi che richiedono rapidità d’interventi e rafforzamento tecnologico dei processi di riciclo ed ecologici, attraverso impianti, sistemi e macchine per l’abbattimento di polveri sottili o sostanze tossiche nell’aria e riutilizzo dei rifiuti.

Ad oggi le imprese devono essere in grado di tradurre il richiamo d’aiuto dell’ambiente, tanto da comprendere che ecologia e riciclo non sono più solo idee ma esigenze necessarie per l’organismo del pianeta e, di conseguenza, delle società. Analizzando quanto sta accadendo, è evidente che i paesi eco-friendly siano anche i più ricchi, mentre la povertà dilaga in quelle realtà dove l’inquinamento è a livelli altissimi.

Gli obiettivi principali di ecologisti e sostenitori del riciclo sono:

-L’abbattimento dell’inquinamento acquatico ancora oggi evidente nell’analisi di acqua che risultano essere di pessima qualità, se non addirittura contaminata, anche in Italia;

-Depurare l’aria attraverso macchinari all’avanguardia e la nuova tecnologia;

-Investire sui rifiuti, attraverso progetti creativi e risorse che ne valorizzino la funzionalità, nella formula minimo spreco/massimo riutilizzo.

Un’impresa come Ghirarduzzi, attivanel settore dal 1903, ha dato prova di voler contribuire a questo cambio di programma, facendo di rispetto ambientale, ecologia e riciclo, il proprio obiettivo principale, attraverso macchinari all’avanguardia come:

– Macchinari filtrazione a secco, hanno lo scopo di abbattere fumi e polveri generate da macinazione, trasporto, fusione dei metalli, ma anche lavorazioni di sabbiatura, sbavatura, lucidatura e aspirazione;

– Depolveratori filtrazione a secco per ambienti esplosivi che possono lavorare in Atmosfere ATEX ZONA 22 G-D, ideali per la frantumazione dei metalli ferrosi e non;

– Scrubber che filtrano a umido nebbie oleose, composte da una emulsione di oli e acqua e provenienti dalla pressofusione dei metalli e stampaggio a caldo;

– Scrubber SR per l’eliminazione di odori a umido, in fonderie dei metalli ferrosi e non, sono ideali in caso di elevate concentrazioni di C.O.V., abbattuto attraverso l’ossidazione con reagenti chimici, e funzionano a ciclo continuo senza necessità di rigenerazioni o manutenzioni;

– Impianti abbattimento odori a secco, abbatte il COV senza sprechi di energia;

– Impianti filtrazioni elettrostatica, per eliminare nebbie oleose nelle lavorazioni meccaniche, stampaggio a caldo dei metalli. La taglia di portata va da 2.000 metri cubi ora fino a impianti di 80.000 metri cubi ora e la gestione dei costi è vantaggiosa rispetto a macchinari con tecnologie simili;

– Il depurcity mobile o fisso di filtrazione assoluta, migliora la qualità dell’aria in città, in quanto abbatte particelle di dimensioni inferiori a 1 micro di millimetro, i gas e gli odori e può trattare 150.000 mc/h per un totale di circa 3.600.000 mc/giorno.

Anche riciclaggio e recupero dei materiali, attraverso la separazione attuata da impianti che spesso sfruttano l’aria e non solo, sono tra i principali traguardi raggiunti da Ghirarduzzi. L’aria non solo separa un materiale dall’altro, come si vede dalle tavole densimetriche serie DM, realizzate su misura, e i separatori aeraulici serie SV, ma lo pulisce evitando l’ossidazione.

L’Azienda Ghirarduzzi, attraverso la sua esperienza consolidata negli anni, è a disposizione per informazioni o per lo studio di progetti di impianti di separazione e riciclaggio o di impianti di depurazione dell’aria.

Vetri senza aloni. Come far risplendere gli infissi di casa

La pulizia dei vetri è una faccenda difficile e noiosa e richiede molto tempo e soprattutto tanta fatica. Nonostante ciò tocca pulirli, ma spesso i risultati non sono soddisfacenti e aloni e opacità si ripresentano subito.

Eppure sarebbe bello avere vetri brillanti e infissi puliti che come tutti sappiamo sono sinonimo di pulizia e ordine.

Rimandare non è la soluzione giusta. Bastano poche semplici mosse per per avere vetri e infissi splendenti, vediamo insieme come fare.

Consigli pre-pulizia

Anche se si tratta di un lavoro lungo e faticoso andrebbe fatto almeno una volta al mese, meglio se in una giornata nuvolosa o in momenti in cui i vetri e gli infissi non sono esposti ai raggi solari.

Inoltre bisogna lavorare comodi, quindi sarebbe meglio spostare tutto quello che ingombra, mobiletti e oggetti vari. Coprire il pavimento con dei fogli di giornale eviterà di dover poi pulire anche il pavimento.

Parti dagli infissi

Spesso vengono sottovalutati, ma sono fondamentali per un ottimo effetto finale. Non bisogna dimenticare che gli infissi sono soggetti agli agenti atmosferici e ai residui di smog.

Quindi prima di procedere al lavaggio vanno spolverati con un panno asciutto per togliere tutta la polvere, solo dopo si può procedere con la pulizia.

Per pulire gli infissi senza rovinarli è necessario prestare molta attenzione al tipo di materiale con il quale sono costruiti.

Vediamo insieme i materiali più utilizzati.

PVC

Sono i più semplici da pulire. Basterà usare uno sgrassatore non troppo aggressivo oppure del detersivo per i piatti, naturalmente diluiti in acqua tiepida.

Se si tratta di infissi in PVC chiari che tendono a ingiallire si può utilizzare una soluzione composta da: 1 litro di acqua; 1 cucchiaino scarso di detersivo per i piatti; 2 cucchiai di bicarbonato e 3 cucchiai di acqua ossigenata da 40 Vol. Basterà lasciare agire questa soluzione per un oretta e poi risciacquare bene.

Legno

Belli esteticamente ma piuttosto delicati. In questo caso è possibile usare una soluzione di acqua tiepida con qualche goccia di sapone di Marsiglia, attenzione a strizzare bene il panno altrimenti l’acqua potrebbe rovinarli. Va attentamente controllato anche lo stato della verniciatura, se tende a staccarsi o non è integra sarebbe meglio farli trattare nuovamente.

Alluminio

Per questa tipologia di infissi è sufficiente un panno di microfibra inumidito con acqua calda. Se sono molto sporchi qualche goccia di sapone di Marsiglia o di sgrassatore aggiunto all’acqua li farà risplendere. Per le parti difficili da raggiungere, come il meccanismo di chiusura, ci si può aiutare cn un pennello o uno spazzolino da denti.

La pulizia è il momento ideale per controllare il corretto funzionamento degli infissi e le guarnizioni. Dopo la pulizia è possibile usare uno spray a base di vasellina per mantenere i meccanismi ben lubrificati e protetti dall’ossidazione.

Scegliere il detergente giusto per i vetri

L’errore più diffuso non consiste nella non corretta pulizia dei vetri, ma la scelta sbagliata del detergente. Molti prodotti che si trovano in commercio lasciano sul vetro dei residui che si accumulano uno strato dopo l’altro lasciando aloni e vetri opachi.

Esistono molte soluzioni ecologiche per la pulizia dei vetri a costo zero, vediamone alcune:

Acqua e aceto: basta mescolare mezzo litro di acqua calda e 100 ml di aceto, versare in uno spruzzino e utilizzando un panno morbido pulire i vetri. L’aceto è uno sgrassante naturale.

Detergente per i piatti: ne basta un cucchiaio in mezzo litro di acqua calda. Utilizzare una spugna morbida e risciacquarla speso.

A questo punto sai come pulire gli infissi di casa, ti basterà scegliere il detergente giusto e, dopo aver tolto la polvere iniziare a pulire i vetri e gli infissi. Un passaggio fondamentale è quello dell’asciugatura, si possono usare diversi metodi: fogli di quotidiano, panno in microfibra, pelle di daino o una vecchia maglietta di cotone, meglio evitare la carta cucina che potrebbe lasciare pelucchi sul vetro. In alternativa si possono usare i tergi-vetro oppure dei piccoli elettrodomestici appositamente studiati per questo tipo di lavoro.

Firma digitale: cos’è e come funziona

Autenticare un documento è, da sempre, una delle principali esigenze dell’uomo. Tale necessità è andata nel tempo aumentando e perfezionandosi con l’evoluzione dei sistemi di contraffazione e duplicazione dei documenti. Oggi è il sistema della firma digitale, in passato quelli dei sigilli da apporre su pergamene e documenti cartacei. Come spesso capita i miglioramenti tecnologici sono frutto dell’urgenza di difendersi dai malfattori, a volte un passo più avanti di chi difende la legalità.

Una storia, quella del bisogno di difendere l’identità, che non è prettamente recente e associata alla firma digitale, ma che ha accompagnato l’intera storia dell’uomo. Tanto che le prime tracce di questo lavoro di autenticazione lo possiamo rintracciare nell’uso dei timbri che, via via sempre più precisi, venivano utilizzati per siglare documenti e chiudere comunicazioni importanti.

Cos’è la firma digitale

L’evoluzione tecnologica ha, quindi, portato allo sviluppo della cosiddetta firma digitale. Va innanzitutto chiarito che non si tratta di un semplice modo di apporre la propria firma a un documento elettronico. Parliamo infatti di un sistema di crittografia che permette di applicare un unico e irripetibile numero binario sui documenti che si intende siglare. In questo modo la firma è unica, generata utilizzando la chiave della persona che sta firmando e che permette di identificarla in caso di controversie o autenticazione di quel documento.

Come funziona

Come anticipato il funzionamento della firma digitale si avvale di un particolare sistema di crittografia che, fondamentalmente, utilizza due tipi di chiave: una pubblica e una privata. La chiave pubblica è quella che consente di individuare la provenienza del documento firmato, mentre la chiave privata è quella che permette di proteggere quel particolare documento, di impedire di modificarlo e di consentirne il controllo solamente al suo autore.

Perché la firma digitale

Lo sviluppo della tecnologia che ha reso possibile la firma digitale si è reso necessario non solo per una questione di protezione e difesa, ma anche in una prospettiva di digitalizzazione delle comunicazioni. Oggi più che in passato molte comunicazioni, tra privati ma anche con la pubblica amministrazione, avvengono online su piattaforme dedicate o tramite mail. Firmare contratti, progetti e pratiche edilizie, ma anche per emettere fatture elettroniche o pratiche aziendali è oggi possibile farlo direttamente dal proprio PC e, in alcuni casi, anche dallo smartphone. In questo contesto è stato definito un sistema che assicurasse a quella firma: autenticità, integrità, validità.

Autenticità

Perché un documento, di qualunque tipo, possa essere considerato autentico in sede di discussione della sua originalità, è fondamentale poterne dimostrare l’autenticità. In passato si confrontava la grafia della firma, oggi si può fare molto più semplicemente, rapidamente e senza possibilità di errore, proprio sfruttando il sistema di chiavi crittografiche della firma digitale.

Integrità

Allo stesso tempo un documento firmato in maniera digitale non è più modificabile e questa è una grande garanzia per tutti i soggetti coinvolti nella redazione di quel documento. Una volta firmato si accettano le condizioni presenti e non c’è modo di cambiarle.

Tutela legale

La validità di un documento è data proprio dalla sua integrità e autenticità e questo rende gli atti siglati con la firma digitale assolutamente legittimi e regolari per la legge.

Firma digitale e PEC: quali sono le differenze

Le possibilità tecnologiche sono tante e molto diverse tra loro e spesso si rischia di fare confusione. È il caso del sistema della firma digitale e della posta elettronica certificata (PEC). I due strumenti sono molto diversi tra loro e non vanno confusi. La firma digitale è l’equivalente della firma messa a mano, con un maggior grado di sicurezza e versatilità. La PEC, invece, è una comunicazione valida dal punto di vista legale che permette di inviare documenti e allegati, come fosse una raccomandata postale.

Aprire un ristorante: consigli utili per come farlo

Aprire un ristorante rappresenta sicuramente un tipo di procedura che necessita di essere svolta con grande attenzione.
Scopriamo assieme come questa deve essere svolta affinché sia possibile evitare errori di ogni tipo.

Il locale per aprire un ristorante

Chi si chiede come aprire un ristorante deve sapere che, come prima cosa, occorre che il locale che viene scelto sia conforme alle normative igienico sanitarie e allo spazio.
Questo significa che il luogo dove deve sorgere il ristorante deve essere totalmente privo di germi e batteri e devono essere svolte tutte le procedure di sanificazione varia grazie alla quale è possibile operare in totale sicurezza.
Successivamente occorre valutare quante persone possono essere presenti all’interno della sala.
Questo perché ogni cliente deve avere un certo spazio all’interno del locale, in maniera tale che non si riducano al massimo i confini interni e quindi si creino situazioni di potenziale disagio una volta che il locale è pieno.

L’acquisto dei vari strumenti

Ovviamente un ristorante che si rispetti deve essere caratterizzato da una serie di strumenti grazie ai quali è possibile operare in totale sicurezza.
In questo caso occorre prendere in considerazione l’acquisto di una serie di elettrodomestici, come forno e frigorifero, nonché di tutti gli utensili che permettono di cucinare senza particolari impedimenti e complicanze di vario genere.
Occorre quindi prendere in considerazione tutto questo insieme di aspetti in maniera tale che il risultato che si ottiene sia ottimale.
Per aprire un ristorante bisogna sempre avere un buon piano ideato in precedenza proprio per evitare che possano nascere delle potenziali complicanze e rendere la situazione tutt’altro che ottimale da fronteggiare.
Ecco quindi che con la massima cura al dettaglio è possibile ottenere un risultato finale piacevole sotto ogni ottica, il quale deve essere necessariamente studiato con estrema cura.

Il personale e le varie assunzioni

Ovviamente un buon ristorante è quello nel quale il persona che vi opera si contraddistingue per essere in grado di offrire il migliore dei risultati finali.
Ecco quindi che bisogna sempre considerare la qualifica dei vari dipendenti: un aiuto cuoco deve essere necessariamente specializzato nella mansione che svolge ed evitare di creare delle potenziali situazioni negative che difficilmente trovano una soluzione rapida.
Inoltre bisogna sempre mettere sotto contratto i vari collaboratori, affinché si rispettino tutte le diverse normative e si possano prevenire, anche in questo frangente, delle potenziali situazioni di disagio e difficoltà che potrebbero avere delle cattive ripercussioni.

Pertanto operare in questo modo vuol dire essere certi di aver raggiunto un ottimo risultato, ovvero avere uno staff che opera in maniera perfetta e che garantisce la massima professionalità, prevenendo anche in questo caso una serie di situazioni tutt’altro che semplici da fronteggiare e che, nel lungo periodo, creano non poche difficoltà.

Il ristorante e la pubblicità

Trovati i fondi e avviato il ristorante, occorre necessariamente procedere con l’applicazione di una strategia di marketing ben studiata, in maniera tale che si possano evitare delle problematiche varie e quindi rendere la situazione tutt’altro che piacevole da fronteggiare.
Bisogna sempre cercare di valutare ogni singolo aspetto di questo genere di caratteristica, in maniera tale che il risultato finale possa essere sempre ottimale.
Di conseguenza l’apertura del ristorante deve essere necessariamente studiata con attenzione in maniera tale che si possano evitare tutte quelle potenziali situazioni e avere l’occasione di avviare perfettamente il ristorante, raggiungendo il migliore dei successi possibili.
Inoltre è importante considerare il pagamento delle tasse, dei fornitori e fronteggiare attentamente tutte le diverse spese in maniera tale che il ristorante possa essere gestito nel migliore dei modi, evitando quindi un accumulo di debiti oppure delle altre complicanze tutt’altro che semplici.

Compro oro: come funzionano e cosa c’è da sapere

Il Compro Oro è un’attività molto diffusa in tutta l’Italia. Il Compro Oro rappresenta un’ottima possibilità di guadagnare una discreta somma di denaro vendendo gioielli oppure oggetti in oro inutilizzati. Data la tipologia di negozio, dunque, è molto importante prendere alcune precauzioni per poter vendere il proprio oro in completa sicurezza. Oggi, perciò, andremo a vedere come funzionano i negozi Compro Oro e a cosa bisogna prestare attenzione.

Come funzionano i negozi compro oro

All’interno dei negozi Compro Oro avviene la compravendita di gioielli o altri oggetti in oro, ma anche di altri materiali preziosi come l’argento. Una volta valutato e pesato l’oro, l’acquirente, ovvero in questo caso il negozio di Compro Oro, propone il prezzo commisurato al valore dell’oro al venditore, che, ovviamente, potrà decidere se accettare o meno l’offerta. La quotazione dell’oro usato è molto variabile, infatti può arrivare a cambiare anche giorno dopo giorno, per questo vi consigliamo di controllare la quotazione del mercato prima di recarvi in un negozio di Compro Oro per vendere i vostri gioielli. Alla fine della fase di vendita, se i beni preziosi non risultano essere rivendibili, vengono mandati in ditte specializzate alla lavorazione dell’oro dove vengono sottoposti ad un processo di raffinazione e fusione per poter, in seguito, produrre nuovi gioielli o addirittura lingotti.

Le precauzioni da prendere per vendere l’oro in sicurezza

Purtroppo il settore dei Compro Oro non è esente da tentativi di truffa ai danni dei clienti, per questo è importantissimo prendere determinati accorgimenti affinché si possa vendere il proprio oro in negozi certificati e in totale sicurezza. Innanzitutto, l’aspetto più importante è quello che riguarda l’iscrizione all’Oam, ovvero l’organismo agenti e mediatori. Per legge, infatti, il negozio di Compro Oro deve assolutamente essere iscritto al Registro Operatori Compro oro per poter esercitare la professione, dunque, prima di recarvi presso un negozio Compro Oro, assicuratevi che l’attività risulti regolarmente iscritta a questo registro.
Il secondo punto riguarda il rispetto delle norme antiriciclaggio, la legge infatti stabilisce un tetto massimo per il pagamento in contanti. Questo limite è posto a €499, dunque, nel caso in cui la cifra superi questa soglia, il pagamento deve essere necessariamente fatto tramite metodi tracciabili, come un assegno o un bonifico, in quest’ultimo caso deve essere rilasciata la relativa ricevuta con tutti i dati, ovvero Codice Riferimento Operazione, IBAN e causale, nel caso di pagamento tramite assegno, invece, il numero dell’assegno deve essere riportato sulla ricevuta d’acquisto.
Una volta conclusa la vendita, il Compro Oro dovrà rilasciare una ricevuta che contenga tutti le informazioni necessarie, ovvero i dati completi del cliente, i dettagli dei beni preziosi, nonché il metodo di pagamento e soprattutto la quotazione dell’oro al momento dell’operazione.

I nostri consigli

Oltre alle precauzioni esposte prima, vi consigliamo di prendere altri accorgimenti prima della vendita del vostro oro perché la prudenza non è mai troppa. Questi consigli riguardano proprio il peso e la quotazione dell’oro, infatti vi suggeriamo, per prima cosa, di pesare i vostri beni preziosi a casa prima di portarli al negozio di Compro Oro e anche di controllare la quotazione dell’oro usato, così da poter essere sicuri che ciò che vi sta proponendo il negoziante corrisponda con i dati corretti. Inoltre, fidatevi solamente di Compro Oro conosciuti e con riscontri positivi. Infine, una volta conclusa la vendita, il vostro oro rimarrà al negozio per almeno dieci giorni, poiché le autorità dovranno effettuare dei controlli su di esso, dunque, durante questo periodo avrete a disposizione il diritto di recesso in caso di ripensamenti.

Scopriamo se e perché investire in oro è giusto

Una delle domande che spesso ci si pone consiste nel capire se investire in oro è giusto e come procedere per ottenere il migliore dei risultati possibili.
Ecco tutte le risposte che chiariscono questa situazione e che fanno in modo che il risultato finale possa essere definito come perfetto in assoluto.

Investire in oro è giusto oppure no

Quando ci si domande se investire in oro è giusto oppure no occorre necessariamente valutare una serie di aspetti grazie ai quali è possibile trovare la risposta ideale.
Occorre sempre considerare una serie di caratteristiche che riguardano questo mercato, il quale tende a essere abbastanza vario e soprattutto assume la massima importanza considerare una serie di dettagli che permettono di capire quando e come investire.
Pertanto dire subito se investire in oro è giusto o meno non può essere data come risposta, dato che occorre svolgere un tipo di analisi complessa che permette di ottenere una risposta definitiva.

Come investire in oro

Per capire se investire in oro è giusto o meno occorre necessariamente valutare attentamente il metodo di investirmento che si vuole sfruttare.
Ecco quindi che occorre necessariamente scegliere un metodo in grado di rispecchiare perfettamente a tutte le proprie esigenze.
Esiste il forex oppure il trading, metodi che generalmente vengono utilizzati sul web e che rappresentano una scelta ottimale sinonimo di massima comodità.
Bisogna anche valutare i classici investimenti azionari, che sono tradizionali e che necessitano ovviamente di un’analisi che viene svolta con estrema attenzione proprio per evitare che possano nascere delle potenziali complicanze che potrebbero avere delle ripercussioni tutt’altro che ottimali da fronteggiare.
Grazie a questo insieme di caratteristiche è quindi possibile raggiungere il miglior risultato possibile senza rischiare di andare incontro a problematiche di vario genere.
La scelta dipende dalle proprie conoscenze e dalla disponibilità economica: in questo modo si potrà dare una risposta alla domanda se investire in oro è giusto.

Il metodo del compro oro

Ovviamente non bisogna mai escludere il classico metodo relativo al compro oro, ovvero quello che prevede appunto l’acquisto di oggetti in oro che poi potranno essere venduti ottenendo un profitto.
In questo caso dire che investire in oro è giusto deve essere anch’esso un procedimento che deve essere svolto con estrema precisione proprio per evitare che si possano palesare delle potenziali complicanze.
Ecco quindi che si deve necessariamente considerare una serie di analisi soprattutto sulla quotazione dell’oro, in maniera tale che il risultato finale possa essere perfetto e in grado di offrire un risultato perfetto sotto ogni punto di vista.
Grazie a questo tipo di analisi è possibile capire effettivamente se è bene investire in oro o meno, specialmente se si analizza attentamente il tipo di quotazione e la valutazione del bene stesso, ovvero la caratura.
Investire in oro è giusto se si vuole avere l’occasione di ottenere un profitto e soprattutto se si vuole essere certi che il risultato finale possa essere perfetto.

La risposta definitiva

Ognuno potrà dare una risposta personale alla domanda se investire in oro è giusto o meno.
Generalmente la risposta tende a essere positiva specialmente se questa procedura viene svolta nel momento in cui la quotazione tende a essere abbastanza alta, garantendo quindi un profitto costante nel tempo.
Ecco quindi che il risultato finale diventa incredibilmente positivo nel momento in cui si ha una voglia di riuscire a ottenere il migliore dei profitti possibili.
Investire non è corretto se invece non si studia attentamente questo tipo di mercato, dettaglio che non si deve assolutamente sottovalutare.
Pertanto bisogna sempre svolgere una serie di controlli e avere le idee abbastanza chiare, in modo tale che il proprio capitale non venga sprecato e quindi si vada incontro a una serie di potenziali situazioni tutt’altro che ottimali.

Come ottenere il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% pare essere sulla bocca di tutti. Sempre più persone si stanno muovendo per ottenere questa sovvenzione statale e migliorare la qualità del proprio appartamento o della propria sede commerciale. Tuttavia, alcuni non conoscono ancora i dettagli in merito a tale bonus. Anzi, non sono pochi coloro che brancolano nel buio e non conoscono nulla in merito all’argomento. Ecco una panoramica generale che prenderà in considerazione come ottenere il Superbonus 110% ed altri dettagli su tale tema.

Cosa si intende per Superbonus 110%?

Prima di vedere nei dettagli come ottenere questa sovvenzione, è bene aprire una piccola parentesi al riguardo. Difatti, è opportuno comprendere cosa si intende quando si parla di questo bonus.

Il Superbonus 110% è stato introdotto in Italia come parte del Decreto Rilancio, lanciato dal Governo Italiano durante l’anno 2020. Il Decreto in questione prevede questa e molte altre sovvenzioni, finalizzate a rilanciare l’economia del paese dopo la grave pandemia mondiale dovuta al COVID-19.

Il superbonus consiste in una detrazione fiscale pari al valore del 110% che può essere applicato da coloro che richiedono lavori di edilizia su edifici già esistenti. I lavori in questione comunque, devono riuscire a migliorare la classe energetica della propria casa o del proprio appartamento. Inoltre, sono esclusi da tale bonus quelli che sono i lavori applicati su costruzioni nuove.

Dunque, lo scopo del bonus è anche quello di permettere ai cittadini di ammodernare le loro abitazioni, eliminando eventuali sprechi energetici.

Quali requisiti soddisfare per ottenere questo bonus?

A questo punto, bisogna comprendere quali sono i requisiti da soddisfare per riuscire ad ottenere questo bonus. Difatti, ci sono alcuni parametri che devono essere rispettati, altrimenti non si potrà accedere alla detrazione fiscale.

Come prima cosa, bisogna comprendere che i lavori richiesti devono essere in grado di far salire il proprio edificio di due classi energetiche. Naturalmente, se ciò non fosse possibile, ci dovrebbe essere come minimo il miglioramento di una classe energetica, ad esempio dalla classe C alla classe B.

Naturalmente, per stabilire tale salto di qualità bisognerà far intervenire un professionista del settore. Quest’ultimo controllerà che ci siano i presupposti per effettuare i lavori e che questi siano vantaggiosi al fine di raggiungere una classe energetica superiore. Inoltre, il professionista dovrà anche redarre un attestato tecnico che confermi la sua perizia.

Ad ogni modo, ci sono alcuni lavori prestabiliti che si possono richiedere per ottenere con certezza il Superbonus 110%. Commissionando tali interventi allora si potrà procedere con l’avvio dei lavori, contattando una ditta specializzata che aderisce all’iniziativa statale.

Quali sono gli interventi che permettono di accedere al Superbonus?

Ci sono diversi interventi che possono far accedere al Superbonus statale. Ad esempio, è possibile richiedere la costruzione di pannelli solari per la propria abitazione. In alternativa, si può commissionare la costruzione di strumenti che utilizzino energie rinnovabili per funzionare, come le colonnine elettriche utili per ricaricare le automobili ibride. Anche il miglioramento anti-sismico del proprio edificio rientra tra gli interventi accettati per il Superbonus 110%.

Molti nell’ultimo periodo stanno richiedendo anche la possibilità di realizzare un cappotto termico per favorire l’isolamento della casa. Ciò viene ammesso dal Superbonus e permette di migliorare in modo ottimale la classe energetica del proprio edificio. Si può richiedere anche la sostituzione dei propri infissi, eliminando quelli già presenti nella casa.

Infine, anche la sostituzione di eventuali impianti di climatizzazione con sistemi centralizzati e moderni, di ultima generazione, viene ritenuta idonea per ottenere il bonus edilizia.

A cosa servono i timbri: storia e utilizzi

Parlare di timbri può apparire, nell’epoca digitale nella quale siamo pienamente immersi, anacronistico e fuori luogo. In realtà, oltre a restituire una lettura di buona parte della nostra storia è utile anche per capire come questo strumento non sia del tutto sparito. Tanto che ancora oggi è utilizzato; anzi per molti aspetti anche più che in passato.

Che cosa sono i timbri

Quando si parla di timbro si fa riferimento a uno strumento che permette di validare e rendere ufficiale un documento o un altro oggetto. L’uso principale del timbro è quello nel settore della cancelleria per siglare bolle, pratiche e documenti di vario genere, ma esistono anche altri tipi di timbri. Anche all’interno della stessa categoria, per esempio i timbri per l’ufficio, ci sono grandi differenze tecnologiche che rendono questo strumento ancora oggi particolarmente utile e diffuso, motivo per cui sono in tanti a richiedere la realizzazione di un timbro personalizzato, in modo da poter contare su un dispositivo esclusivo ed efficace.

L’origine dei timbri: una storia antica quanto l’uomo

Fin dall’antichità l’uomo ha sentito l’esigenza di dare valore ai documenti che venivano emanati e trasmessi, soprattutto in epoche in cui gli spostamenti era duravano tanto tempo e i rischi di manomissione e contraffazione erano elevati. Il timbro ha quindi rappresentato fin da subito un modo per esprimere autenticità e autorevolezza e anche oggi a distanza di migliaia di anni il senso è rimasto lo stesso. Attraverso degli studi archeologici sono state individuate tracce di timbri che risalgono a più di diecimila anni fa, a dimostrazione di come questo strumento è da sempre connaturale con l’attività dell’uomo.

5 diversi usi del timbro

Come detto esistono tantissime tipologie di timbri, che abbracciano tutti gli usi possibili, da quelli amatoriali a quelli professionali. Questi sono solo alcune delle principali attività nelle quali è possibile utilizzare un timbro.

Timbri professionali

Quello professionale è probabilmente l’uso più noto e diffuso. È quello riservato agli uffici pubblici, ma anche ai tanti professionisti (si pensi per esempio al timbro degli architetti) e uffici che se ne avvalgono quotidianamente. È un modo semplice, rapido e indelebile per firmare un documento, ma anche per indicare i dati anagrafici e fiscali su un documento. Esistono timbri a inchiostro, autoinchiostranti, con la possibilità di modificare il giorno e la data, tascabili, a secco e tantissime altre tipologie capaci di soddisfare diverse esigenze.

Timbri personali

Anticamente i timbri venivano applicati sciogliendo la cera e applicando il logo con le iniziali o lo stemma del potente di turno. Oggi tale necessità è sparita o modificata e l’uso del timbro con la cera si è molto diffusa a livello amatoriale. C’è chi ancora ama scrivere lettere a mano, innamorati che si scambiano una fitta corrispondenza e amici che in occasioni speciali decidono di fare regali con questo sistema. Il risultato è semplicemente elegante e raffinato, perfetto per valorizzare quel messaggio.

Timbri decorativi

Una via di mezzo tra l’aspetto professionale e quello ludico è quella dei timbri decorativi, capaci di perfezionare un documento (un imballo o qualsiasi altro tipo di articolo) e dargli quel valore aggiunto che altrimenti non avrebbero. Possono essere usati dai maestri delle scuole inferiori per decorare i compiti dei bambini, ma anche dai genitori per realizzare gli inviti di compleanno o qualsiasi altro tipo di allestimento per le diverse occasioni dell’anno (compleanni, anniversari, feste, eccetera).

Timbri per cerimonie

Esiste poi un ampio settore che utilizza i timbri, specie quelli a secco, per le decorazioni di cerimonie ed eventi. Matrimoni soprattutto, ma anche feste di laurea, battesimi, comunioni e qualsiasi tipo di occasione meriti un allestimento e un tipo di decorazione che valorizzi i dettagli.

Timbri ludici

Nonostante il timbro sia uno strumento autorevole e di grande valore, nel corso del tempo ha assunto anche usi meno prestigiosi, ma non per questo meno belli. È il caso, per esempio, dei timbri per bambini, dei giochi che sfruttano questo sistema e di tutti quei dispositivi che permettono ai bambini di disegnare e colorare utilizzando dei piccoli timbri. Un modo particolare che dimostra la versatilità di questo semplice strumento.

Come operano gli addetti del Compro Oro a Roma

Quando si parla del Compro Oro a Roma (scopri di più www.vendereorousato.com) occorre necessariamente considerare una serie di aspetti grazie ai quali è possibile evitare di andare incontro a una serie di potenziali complicanze che possono rendere la situazione tutt’altro che piacevole.
Ecco cosa occorre conoscere di questo negozio.

Quali sono le mansioni del Compro Oro a Roma

Nel momento in cui si inizia a parlare del Compro Oro a Roma occorre prendere in considerazione il fatto che questo tipo di attività si basa sull’acquisto di materiale prezioso.
In questo caso occorre prendere in considerazione il fatto che questo negozio permette a tutti gli effetti di ottenere un grande risultato finale, ovvero riuscire a farsi valutare i vari oggetti preziosi con una precisione incredibile.
Ecco quindi che grazie a questo tipo di attività è possibile essere sicuri che ogni singolo oggetto prezioso di cui si è in possesso potrà essere venduto senza che possano nascere complicanze di ogni genere.
Pertanto, grazie a questo tipo di aspetto fondamentale, si ha l’occasione di evitare che possano esserci delle potenziali situazioni negative che rendono appunto la situazione tutt’altro che piacevole.

Quando si parla del Compro Oro a Roma bisogna anche considerare il fatto che questo tipo di attività fa in modo che la valutazione dell’oggetto prezioso avvenga con estrema cura.
Gli addetti, infatti, si occupano di analizzare ogni singolo tipo di aspetto e soprattutto si ha l’occasione di conoscere quanto sia realmente prezioso questo tipo di oggetto che si vorrebbe vendere.
Si tratta, quindi, di un’analisi che viene svolta in maniera ben precisa che sfrutta una serie di strumenti specifici grazie ai quali è possibile essere certi che tutte le procedure di controllo vengano svolte con estrema cura.
Di conseguenza, sfruttando questo insieme di caratteristiche, è possibile avere l’opportunità di raggiungere il miglior livello di soddisfazione possibile senza che possano esserci delle situazioni che possono essere spiacevoli.
Inoltre gli addetti hanno il compito di spiegare ogni singolo dettaglio in merito al tipo di analisi che viene svolta, rendendo quindi ogni singolo aspetto perfetto sotto ogni punto di vista.
Ecco quindi che grazie a questo tipo di caratteristica è possibile avere l’occasione di prevenire delle potenziali problematiche che rendono la vendita meno semplice del previsto.

Come avviene l’analisi

L’analisi di questo tipo di dettaglio si contraddistingue per essere svolta con delle strumentazioni che permettono a tutti gli effetti di avere una panoramica generale in merito al valore di un oggetto prezioso.
Ecco quindi che presso i Compro Oro a Roma si ha la sicurezza che ogni tipo di procedura viene svolta in maniera ottimale, facendo in modo che un cliente possa essere certo del fatto che il prezzo di acquisto possa rispecchiare tutte le varie domande del cliente.
Inoltre si ha l’occasione di richiedere anche dei preventivi ai vari Compro Oro a Roma, in maniera tale che il risultato finale possa essere realmente piacevole da affrontare.
Grazie a questo insieme di aspetti si ha l’opportunità di evitare che un prezzo proposto possa essere troppo basso rispetto al reale valore di quell’oggetto.

I vantaggi di rivolgersi a un Compro Oro a Roma

I vantaggi che caratterizzano questa scelta sono da collegare alla professionalità e alla voglia degli addetti di offrire un servizio perfetto che consente appunto di evitare che la situazione possa essere tutt’altro che ottimale da fronteggiare.
Il valore potrà essere scoperto in breve tempo e allo stesso tempo si ha l’opportunità di evitare che la situazione possa essere poco piacevole da fronteggiare.
Grazie a questo tipo di negozio si ha pure l’occasione di avere una certificazione che riguarda il valore di tale strumento, facendo in modo che un articolo prezioso possa essere venduto senza riscontrare delle complicanze di ogni genere.

Classe energetica: gli interventi per migliorarla

Negli ultimi tempi si sente spesso parlare di classe energetica di un edificio. In particolar modo, grazie all’introduzione del Superbonus edilizia, molti si stanno interessando di quest’argomento. Tuttavia, alcuni non hanno affatto capito di cosa si tratta ed altri continuano a brancolare nel buio. Ecco quindi, una panoramica completa sull’argomento, che cercherà di fare chiarezza su tale aspetto e su quelli che sono gli interventi per migliorare la classe energetica.

Cos’è la classe energetica?

Come prima cosa, occorre comprendere cos’è la classe energetica. Riuscendo a comprendere nei dettagli di cosa si tratta, si potrà avere un quadro più preciso degli interventi che servono per migliorarla. Ebbene, la classe energetica viene introdotta nella normativa per gli edifici in Italia a partire dall’anno 2005.

Difatti, grazie al Decreto Legislativo 192/05 tutti gli edifici presenti sul territorio italiano devono avere una classificazione per riconoscere e stabilire quelle che sono le prestazioni energetiche di una casa oppure un appartamento. La classifica parte dalla lettera G, l’ultimo gradino del rendimento energetico, fino ad arrivare ad A4.

Quali sono i parametri presi in considerazione per stabilire la classificazione di un edificio? Ebbene, ci sono determinati parametri sia strutturali che funzionali che determinano in modo accurato il consumo di energia medio dal punto di vista scientifico. In poche parole, attraverso questa classificazione è possibile stimare il consumo elettrico di un edificio e di conseguenza si potrà controllare un eventuale spreco di energia.

Quali sono gli interventi per migliorare la classe energetica?

A questo punto, occorre comprendere quali sono gli interventi che servono per migliorare la classe energetica. Si ricorda, che l’obiettivo di tali interventi dovrebbe essere quello di raggiungere la classificazione A.

Per riuscire in questa cosa, si possono commissionare diversi interventi. Ad esempio, un primo intervento utile ed efficiente è quello di far costruire un cappotto termico così da avere un isolamento. In questo modo, si possono ridurre i costi relativi al riscaldamento e riuscire ad ottenere un clima ottimale in casa sia in estate che in inverno. Allo stesso tempo, si ricorda che può essere utile sostituire i vetri della propria casa, puntando sui cosiddetti vetri tripli.

Un altro intervento che si può richiedere riguarda la sostituzione del proprio impianto di riscaldamento. Per riuscire a ridurre i consumi energetici e far salire la classe energetica del proprio edificio, si può puntare sull’installazione di un impianto a pompa di calore e pannelli di movimento. In alternativa, si può puntare su un sistema simile ma che sia comunque a bassa temperatura.

Infine, un ulteriore intervento che si può richiedere consiste nella realizzazione di strumenti che permettono di sfruttare energie rinnovabili. Nella fattispecie dunque, è possibile commissionare la costruzione di pannelli solari per la propria casa, così da sfruttare l’energia del sole per far funzionare dispositivi elettrici nel proprio ambiente domestico.

Per riuscire ad ottenere la classificazione A, si ricorda che devono essere effettuati almeno 2 tra gli interventi indicati.

Si può richiedere il Superbonus per gli interventi citati?

Gli interventi che sono stati menzionati per riuscire ad ottenere una migliore classe energetica per la propria casa possono essere richiesti attraverso Superbonus 110%.

Certo, per usufruire di questa sovvenzione statale occorre comunque affidarsi ad una ditta di professionisti che accetti tale bonus. In ogni caso, se si sceglie la ditta giusta non si dovranno avere problemi al riguardo.

In ultima analisi, se si effettueranno questi interventi non solo si migliorerà la propria classe energetica ma si potranno avere anche benefici duraturi che aumenteranno il proprio benessere!

Come richiedere un risarcimento legato al trading online

Molti si chiedono come richiedere un risarcimento legato al trading online e a quale professionista rivolgersi per essere sicuri di far valere i propri diritti in giudizio senza inutili perdite di tempo. Negli ultimi anni, come noto, il trading online ha riscosso un grande successo, in quanto facilmente accessibile e perché richiede investimenti anche modesti. Nonostante tutto non sono infrequenti le perdite economiche a cause di errori e varie negligenze da parte dell’intermediario finanziario. In realtà bisogna sapere che il trading online prevede le medesime garanzie di un investimento standard. A stabilire questo principio è stata proprio la Consob con una nota comunicazione num. DI/30396 del 2000.

Come richiedere un risarcimento legato al trading online?

Oggi gli intermediari finanziari possono sfruttare le grandi potenzialità di internet per offrire diversi servizi finanziari, ma sempre nel pieno rispetto della normativa vigente. I trader, in particolare, dovranno poter contare sulle stesse garanzie previste per gli investimenti tradizionali, ovvero per quelli che vengono sottoscritti presso le filiali fisiche delle banche e delle società di intermediazione. Il crescente successo delle piattaforme di trading online ha portato tuttavia anche alla diffusione di broker che applicano condizioni poco trasparenti, con conseguente aumento dei contenziosi dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob. L’organismo si occupa anche di decidere in merito alla gestione non corretta delle piattaforme di trading online e di home banking. Obbligo degli intermediari, così come chiarito dalla Consob, è quello di dotarsi innanzitutto di siti e sistemi informatici in grado di evadere, in tempi quanto più possibili veloci e tenuto conto anche di volumi d’affari, gli ordini che vengono impartiti in maniera continua dagli investitori. L’intermediario, inoltre, dovrà adottare adeguate procedure e risorse che possano far fronte a possibili malfunzionamenti, anche temporanei, del sistema automatizzato. Tutto questo per permettere la non interruzione dei servizi e fare in modo che la clientela possa operare in maniera fluida e senza intoppi che costerebbero cari. Le cautele prescritte dalla Consob non possono essere assolutamente trascurate, perché diversamente a pagarne le conseguenze sarebbero proprio gli investitori. A tutto questo bisogna aggiungere che l’art. 21 del Testo Unico della Finanza prevede, sempre a carico degli intermediari, anche precisi e rigorosi obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza.

Perdite da trading online: cosa è possibile fare?

Quando sussistono carenze di natura informativa, violazioni ai doveri di correttezza, trasparenza e diligenza, è sempre possibile richiedere il supporto di un professionista del settore, cioè di un avvocato con comprovata esperienza nel settore finanziario e del trading online. L’iter prevede anche l’inoltro di un reclamo all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, organismo competente anche a valutare l’efficienza e l’adeguatezza del servizio di esecuzione degli ordini. Quest’ultimi, a prescindere che vengano disposti da remoto, dovranno essere evasi nei tempi previsti e senza ingiustificati ritardi. Quando la piattaforma di trading online presenta blocchi che compromettono la posizione dell’investitore si possono verificare conseguenze spiacevoli e in definitiva anche grossi perdite finanziarie. La richiesta di risarcimento del danno in giudizio non può essere avanzata in maniera autonoma ma con l’assistenza di un avvocato specializzato in materia di trading online. Il supporto del professionista si rende necessario tutte le volte in cui l’istituto di credito o l’intermediario viene meno agli obblighi prescritti dalla normativa in vigore. Occorre ribadire che tali obblighi sono previsti nei riguardi di tutti gli investitori e quindi anche nei confronti di coloro che operano online sui mercati finanziari in maniera autonoma e per il tramite delle piattaforme di trading. I malfuzinonamenti di queste piattaforme sono molto ricorrenti ed è sempre consigliabile affidarsi ad un avvocato che si occupa di risarcimenti legati al trading online in grado di offrire la migliore tutela dei propri diritti.

Percorso terapeutico e centri specializzati per la cervicale

Tutti coloro che sono alla ricerca di centri di eccellenza per la cervicale (a Roma per esempio c’è il dottor Daniel di Segni) potranno progressivamente ristabilire le condizioni di salute e vivere meglio. Affidarsi a professionisti del settore permetterà di ridurre l’infiammazione a carico di questa delicata zona del corpo, attraverso metodologie e tecniche personalizzate. Intervenire in tempo consentirà inoltre di ottenere migliori risultati.

Centri specializzati per la cura della cervicale

Chi soffre di cervicale infiammata deve fare i conti con tutta una serie di sintomi più o meno gravi ed intesi che influenzano persino le normali attività quotidiane, così come la mobilità, la concentrazione e il regolare riposo.

I pazienti che hanno la cervicale infiammata non avvertono solo un dolore al collo, giramenti di testa, vertigini, mal di testa e un forte senso di spossatezza che accompagna la giornata, ma si ritroveranno anche a sentire un aumento complessivo della tensione muscolare.

Molto frequente è anche la fastidiosa sensazione di calore sulla nuca, dovuta proprio alla vasodilatazione, fenomeno che provoca un conseguente aumento della temperatura locale percepita dal cervello.

Il soggetto che soffre di cervicale infiammata tante volte potrà sentire lo scricchiolio al collo, come se all’interno delle vertebre fosse presente della sabbia. Questo sintomo diventa più evidente in caso di movimenti improvvisi del collo.

Molti pazienti commettono l’errore di sottovalutare il problema della cervicale infiammata e finiscono per convivere con i relativi sintomi. In realtà di fronte ad una eccessiva rigidità muscolare è importante chiedere immediatamente il supporto di centri di eccellenza per la cervicale.

Quali sono le terapie per curare l’infiammazione della cervicale?

Diversamente da quello che si possa pensare, la cervicale infiammata non viene curata soltanto con i farmaci, ma anche con tutta una serie di tecniche all’avanguardia.

Nello specifico, centri di eccellenza per la cervicale per prima cosa si occuperanno di compiere una valutazione posturale per comprendere quali sono le reali cause che scatenano l’infiammazione.

A questo punto, dopo un’accurata analisi, si potrà adottare il percorso terpeutico più adatto al caso specifico. In alcuni casi, ad esempio, il paziente affronterà delle sedute di fisioterapia, che comprendono anche manipolazioni vertebrali assolutamente sicure e che non andranno a peggiorare il problema o a stressare i tessuti già compromessi.

Altro approccio molto efficace è la mobilizzazione che prevede la partecipazione diretta dello stesso paziente, il quale non avvertirà alcun tipo di dolore.

I trattamenti terapeutici, fra cui la tecnica di pompage cervicale, l’inibizione del sistema nervoso autonomo, la fibrolisi meccanica e molti altri, aiutano a diminuire progressivamente l’infiammazione e ad allungare i tessuti. Il paziente potrà così avvertire un senso di benessere e di rilassamento immediato.

Occorre anche ricordare che quando si soffre di cervicale infiammata sarà possibile adottare alcune buone abitudini per velocizzare la guarigione. A questo proposito, il paziente potrebbe ad esempio dormire su guanciali adeguati, mantenere una corretta postura ed eseguire tutta una serie di esercizi fra le mura domestiche.

Talvolta anche le assunzioni di integratori alimentari naturali potrà offrire buoni risultati. Insieme al proprio specialista della cervicale si potrà inoltre valutare anche eventuali modifiche alla dieta che aiuteranno a diminuire un giorno dopo l’altro il numero delle cellule infiammate.

In conclusione

I casi di cervicale infiammata sono numerosi in Italia, ma purtroppo i soggetti che soffrono di questo problema non danno molta importanza ai sintomi che si presentano nell’arco della giornata. Tante volte un semplice farmaco con effetto antinfiammatorio non può bastare, perché risolverà il problema solo per un breve periodo.

I centri di eccellenza per la cervicale si preoccuperanno, invece, di valutare la condizione di ogni singolo paziente per pianificare un percorso terapeutico su misura. Talvolta, infatti, il problema reale non è da ricercare nella condizione infiammatoria del collo ma a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Dieta antiossidante: esempi di menu con cibi antiossidanti migliori

La dieta antiossidante è utile per eliminare le tossine accumulate, ad esempio dopo le abbuffate natalizie e post natalizie. Può essere seguita per 7 giorni.

Esempio Menu settimanale con cibi antiossidanti

Nella lista degli alimenti consigliati per la dieta antiossidante ci sono:

VEGETALI

  • Frutta fresca di stagione: 300 g al giorno
  • Frutta secca: 30 g al giorno tra mandorle, noci, nocciole, anacardi, pistacchi (al naturale) e pinoli
  • Verdure di stagione crude: 300 g al giorno
  • Semi oleosi: 1 cucchiaio al giorno

CARBOIDRATI

  • Pasta e cereali (meglio se integrali): 50 g al giorno
  • Pane integrale: 100 g al giorno
  • Farina integrale, fiocchi d’avena integrali, fette biscottate integrali: 50 g al giorno

PROTEINE

  • Uova: 2 a settimana
  • Carne bianca: 100 g a settimana
  • Pesce: 450 g tra aringhe, salmone, tonno, cefalo, alici, sgombro e baccalà
  • Legumi: 360 g a settimana tra ceci, fagioli, lenticchie e fave
  • Yogurt al naturale: 150 g al giorno

CONDIMENTI

  • Olio extravergine d’oliva: 3 cucchiai al giorno
  • Germe di grano: 1 cucchiaio al giorno
  • Olio di canapa o di lino: 1 cucchiaio al giorno
  • Erbe aromatiche e spezie: a piacere

ACQUA E BEVANDE

  • Acqua: almeno 2 litri
  • Caffè: 1 tazzina al giorno
  • Vino rosso: 1 bicchiere a pasto
  • Tisane: 2 al giorno
  • Tè verde: 1 tazza al giorno
  • Cioccolato fondente: 20 g al giorno (>80% cacao)

Schema dieta antiossidante

Lunedì

  • Colazione: fiocchi di avena integrali + succo di pompelmo + noci
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + miglio
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di verdura e frutta
  • Cena: antipasto di verdure crude + salmone

Martedì

  • Colazione: pancake integrali + spremuta di frutta + nocciole
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + riso integrale
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di verdure e frutta
  • Cena: antipasto di verdure crude + fagioli

Mercoledì

  • Colazione: fette biscottate integrali + spremuta di frutta + noci
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + orzo
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di frutta e verdure
  • Cena: antipasto di verdure crude + lenticchie

Giovedì

  • Colazione: porridge + mirtilli + anacardi
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + farro
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di frutta e verdure
  • Cena: antipasto di verdure crude + uova in camicia

Venerdì

  • Colazione: fiocchi di avena + kiwi + nocciole
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + quinoa
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di frutta e verdure
  • Cena: antipasto di verdure crude + carne di bovino

Sabato

  • Colazione: pancake integrali + lamponi + mandorle
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + riso nero
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di frutta e verdure
  • Cena: antipasto di verdure crude + tonno fresco

Domenica

  • Colazione: porridge + more + anacardi
  • Spuntino metà mattina: estratto di frutta e verdure
  • Pranzo: antipasto di verdure crude + kamut
  • Spuntino metà pomeriggio: estratto di frutta e verdure
  • Cena: antipasto di verdure crude + merluzzo

I cibi antiossidanti possono essere un valido strumento anche per l’acne giovanile. Come supporto nel trattamento dell’acne giovanile può essere molto utile anche l’assunzione di niacina o vitamina B3, una vitamina idrosolubile (è in grado di sciogliersi nell’acqua) che fa parte del complesso vitaminico B. Le principali fonti alimentari di niacina sono le carni in generale (soprattutto tacchino, vitello e fegato di manzo), il pesce grasso (salmone, tonno, pesce spada, acciughe e sarde), le arachidi, i cereali integrali, la crusca, il latte e il formaggio. La vitamina B3 si può assumere anche sotto forma di integratori alimentari o applicandola in maniera topica sulla pelle, attraverso l’uso di sieri e creme, che regolano la produzione di sebo, disinfiammano la pelle ed eliminano i segni dell’acne, rendendo la grana più compatta, regolare e luminosa. Inoltre, grazie alla sua idrosolubilità e stabilità (non teme la luce solare e l’ossigeno) è ben tollerata dalla cute anche a concentrazioni elevate. La niacina infine, è efficace anche in caso di couperose, contro i danni del sole e l’iperpigmentazione.

Integratore di niacina contro l’acne giovanile

La niacina è un’alleata preziosa per la salute dell’epidermide. Inoltre, contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso e del metabolismo energetico, riducendo anche il senso di stanchezza e affaticamento. Il fabbisogno giornaliero è di 14 mg per le donne e 16-18 mg per gli uomini.

Cosa fa il professionista in consulenza legale per il franchising

La consulenza legale per il franchising (come scritto qui https://www.studiolegaleadamo.it/servizi/aree-di-competenza/franchising-e-affiliazione-commerciale) è un servizio il cui obiettivo finale è uno solo, ovvero fare in modo che ogni potenziale problematica che nasce tra lavoratore e titolare del marchio possa essere facilmente rimossa in tempistiche brevi e senza alcuna potenziale complicanza ben celata.

A cosa serve il servizio di consulenza legale per il franchising

Quando si parla della consulenza legale per il franchising occorre premettere che il servizio in questione ha ben due scopi principali, i quali devono essere perseguiti da parte della figura che deve offrire tale servizio.
In primo luogo il consulente ha il preciso obbligo di presenziare durante la fase di firma del contratto tra chi cede il marchio e chi, invece, decide di sfruttarlo.
In questo modo è possibile valutare se tutti gli elementi chiave, che stabiliscono se il rapporto stesso è legale o meno, siano presenti.
Pertanto il suo primo atto è quello di offrire un tipo di consulenza specifica atta a rimuovere gli eventuali elementi negativi e fare in modo che il risultato finale possa essere realmente sinonimo di massima trasparenza, evitando quindi complicanza di varia natura tra le due figure in causa.

Tutelare le due parti

Il secondo compito che invece deve essere svolto da chi eroga il servizio di consulenza legale per il franchising è rappresentato dal fatto che sia il titolare del marchio che la figura che opera sfruttandolo devono essere tutelate qualora l’altra parte dovesse adottare degli atteggiamenti che sono tutt’altro che ottimali e che hanno il compito di minare il rapporto tra le parti.
In questo caso specifico chi offre la sua consulenza in qualità di professionista ha il preciso dovere di garantire a entrambe le parti la massima trasparenza e soprattutto la possibilità di far valere tutti i propri diritti, evitando che possano nascere delle potenziali complicanze e situazioni che sono tutt’altro che ottimali e che vanno a danneggiare il rapporto tra le due parti.
Per esempio se il marchio richiede un affitto del logo o altri aspetti a un prezzo superiore rispetto quello richiesto in fase iniziale del rapporto di lavoro, chi opera usando quegli elementi ha il diritto di far affidamento sul servizio di consulenza legale per il franchising, il quale nasce con il preciso scopo di evitare che questa situazione si possa in qualche modo palesare e che possano nascere delle potenziali complicanze atte a rendere il rapporto di lavoro molto meno chiaro e preciso del previsto.
Di conseguenza è bene fare affidamento su questo professionista in maniera tale che il risultato finale possa essere realmente sinonimo di trasparenza massima e si evitino delle situazioni che potrebbero essere poco piacevoli da affrontare, come purtroppo spesso accade generando una situazione difficile da fronteggiare.
Ecco quindi che anche in questo caso la figura in questione mette a disposizione tutte le sue conoscenze maturate sul campo con il fine di proteggere una delle due parti che ha subito un potenziale torto evitando che la situazione possa essere tutt’altro che piacevole da fronteggiare.

Come scegliere il consulente

Un ottimo consulente è colui che opera solo ed esclusivamente con il preciso scopo di offrire una tutela completa alle figure che lo contattano indipendentemente dal ruolo che essere assumono.
Grazie a questo tipo di caratteristica è facilmente intuibile come il risultato finale ottenuto debba essere necessariamente sinonimo di massima trasparenza, evitando quindi che possano nascere delle potenziali controversie e che il problema non venga adeguatamente risolto in tempistiche immediate.
Ecco quindi che grazie a questa particolare figura, esperta nell’offrire una consulenza legale per il franchising, si ha la concreta occasione di migliorare il rapporto con l’altra parte e fare in modo che il risultato finale possa essere realmente sinonimo di massima trasparenza possibile.
Così facendo un rapporto di questo genere viene avviato senza grandi complicanze, evitando quindi ogni potenziale dubbio che lo renderebbe meno piacevole del previsto.

Cosa sono e come funzionano i condizionatori industriali

Spesso si sente parlare di impianti di condizionamento. Ad oggi sono uno degli impianti più utilizzati sia in case private che in edifici industriali. Bisogna però distinguere due tipi di impianti, uno ad uso domestico con potenze massime che si aggirano nell’ordine di un paio di kw, e uno ad uso industriale dove le potenze possono essere molto più importanti. Di particolare interesse è lo sviluppo che i condizionatori industriali (scopri i vantaggi di quelli di Kita Air) hanno fatto negli ultimi anni. Infatti sono sempre più utilizzati e permettono alle aziende di mantenere una temperatura all’interno dell’edificio controllata, consentendo sia al personale che alle macchine di operare in condizioni ideali. Quando si parla di condizionatori industriali ci si riferisce ad un particolare tipo di apparecchio che viene utilizzato in specifiche aziende dove le temperature devono essere controllate poiché c’è un processo industriale che le fa innalzare. In questi luoghi è di fondamentale importanza l’utilizzo di queste apparecchiature per garantire al personale che lavora all’interno della fabbrica un elevato comfort e una temperatura adeguata.

Il principio di funzionamento è lo stesso di quello dei condizionatori domestici. L’aria entra all’interno di un circuito, nel quale per mezzo di uno scambiatore di calore scambia calore con un gas, che è stato precedentemente compresso per renderlo più veloce e migliorare lo scambio del calore. Quindi dopo lo scambio termico l’aria sarà raffreddata e potrà essere immessa in ambiente. Per quanto riguarda i condizionatori industriali, ci possono essere delle tipologie a film in cui l’aria entra in una camera e a contatto con dell’acqua fredda e per lo stesso principio di prima l’aria si raffredda e poi viene spinta da un ventilatore all’interno dell’edificio. Quest’ultimo tipo è di gran lunga più conveniente economicamente, ma molto meno efficiente del precedente. Di particolare interesse è la collocazione di questi condizionatori all’interno dell’industria, infatti è necessario posizionarli in modo che nessuna parte della stessa sia troppo o calda, e in modo particolare vanno collocati in modo che non rinfreschino parti dell’edificio dove non c’è la necessità, semplicemente dovuta al fatto che gli operatori non lavorano in quello spazio. Per cui di fondamentale importanza è la loro collocazione in modo che non interferisca o con il lavoro dei macchinari presenti all’interno dell’industria.

Principali vantaggi e svantaggi

I vantaggi sono molti e non vanno assolutamente sottovalutati. Infatti quando si parla di un grande impianto industriale c’è la necessità di avere un luogo di lavoro ideale per gli operatori che altrimenti renderebbero male e non riuscirebbero a compiere il loro lavoro come si deve. Infatti un luogo troppo caldo compromette la qualità del lavoro, mentre tenendo sotto controllo la temperatura si riesce anche a migliorare la qualità del lavoro e quindi la produttività dell’azienda. È un piccolo trucco, un investimento per avere ricavi maggiori. Altro vantaggio risiede nel fatto che anche i macchinari hanno bisogno di un ambiente fresco, infatti alcune macchine possono soffrire molto il caldo e perdere efficienza. Per questo i condizionatori industriali permettono anche alle apparecchiature di operare al meglio. Il piccolo svantaggio è nel costo di investimento iniziale, però c’è da dire che verrà coperto totalmente dall’aumento della produttività che porteranno in azienda.

Quando sono necessari

Ovviamente non sono necessari in tutte le aziende. Sono di particolare importanza nel campo manifatturiero, dove ad esempio avviene la fusione di metalli e quindi l’ambiente di lavoro risulta molto caldo. Altro campo di utilizzo potrebbero essere i container e gli hangar o quei luoghi di lavoro dove ci sono spazi climatici impegnativi. In tutti questi luoghi non sarebbe possibile operare senza di essi. Inoltre sono impianti dal basso impianto ambientale e quindi permettono anche all’azienda di essere ecologica e operare nel pieno rispetto del normative ambientali.

Come si gestisce una supply chain

La gestione della supply chain (approfondisci sul sito www.savinosolution.com) rappresenta effettivamente un tipo di operazione che necessita di essere svolta con estrema cura proprio per evitare che potenziali complicanze di ogni tipologia possano, in qualche modo, avere delle cattive ripercussioni sulla propria impresa.
Ecco come procedere per ottenere il migliore dei risultati possibili.

Cosa si intende per supply chain

Per prima cosa occorre necessariamente considerare il fatto che occorre necessariamente capire in cosa consiste la supply chain.
Questa rappresenta un insieme di processi decisionali i quali devono essere adottati per il bene dell’impresa, facendo in modo che questa possa essere facilmente definita come sana e in grado di rispondere a tutte le proprie esigenze.
Bisogna quindi valutare attentamente ogni singolo aspetto relativo alla ditta in maniera tale che le future decisioni possano essere adottate in maniera ottimale e si possano evitare delle complicanze che, con il passare del tempo, potrebbero avere delle cattive ripercussioni.
Ecco quindi che grazie a questo semplice concetto e a un modo di operare ottimale si ha la concreta possibilità di evitare che la propria impresa sia costretta a dover fronteggiare svariate problematiche, quindi fare in modo che il risultato finale possa essere definito come perfetto sotto ogni punto di vista.

Come va gestita la supply chain

Per quanto concerne la gestione di questo aspetto occorre necessariamente valutare ogni singolo aspetto che la riguarda e successivamente studiare nel dettaglio le potenziai conseguenze di ogni scelta che viene adottata.
Solamente in questo modo è possibile ottenere il migliore dei risultati finali ed evitare che questo procedimento possa essere sinonimo di problematiche di vario genere e che nascano delle situazioni che non sono affatto piacevoli.
Ogni decisione deve essere frutto di una scelta accuratamente svolta in maniera tale che si possano prevenire una serie di potenziali controversie e difficoltà che hanno delle ripercussioni tutt’altro che ottimali, quindi raggiungere tutti i propri obiettivi.
Ecco quindi che grazie a questo insieme di caratteristiche è possibile essere certi del fatto che il risultato finale possa essere definito come perfetto sotto ogni ottica e si possano prevenire delle situazioni che hanno delle cattive ripercussioni per l’azienda.
Ogni decisione deve necessariamente essere studiata con estrema cura proprio per avere la sicurezza che l’azienda possa raggiungere gli obiettivi e a capo della gestione complessiva deve essere posta una figura professionale che deve conoscere le esigenze dell’azienda.
Soltanto in questo modo le materie di prima qualità, le fasi produttive studiate nel dettaglio e tutti gli altri aspetti chiave di una buona supply chain possono essere messi in pratica senza che possano nascere delle potenziali complicanze, evitando quindi che la situazione possa lentamente complicarsi ed essere molto meno piacevole del previsto, dettaglio chiave da tenere bene a mente.

L’azienda e i miglioramenti

Grazie alla supply chain è quindi possibile avere un miglioramento netto della propria ditta, che potrà quindi essere in grado di rispecchiare perfettamente tutte le proprie domande.
Grazie anche a delle analisi del mercato e studiando le esigenze del cliente è possibile avere la sicurezza che questo aspetto possa essere realmente curato nel dettaglio e si possano ottenere tutti i propri obiettivi senza trascurarne nemmeno uno.
Ecco, quindi, che grazie a questo insieme di procedure si ha la concreta opportunità di far raggiungere alla propria ditta una serie di obiettivi semplici e piacevoli da ottenere.
Inoltre è sempre bene mantenere la qualità della catena ai massimi livelli in maniera tale che il risultato finale possa essere realmente piacevole da fronteggiare.
Grazie a tutti questi aspetti si ha quindi l’occasione di migliorare la propria ditta e permetterle di raggiungere tutti gli scopi chiave ben prefissati.

B&B sul mare in Cilento, tutto quello che c’è da sapere

La regione del Cilento è una delle più magiche e spettacolari di tutta Italia. Le aree montuose, la magnifica costa e i fantastici B&B sul mare in Cilento, come il Baia Marticana, che ti aspetta per una vacanza davvero indimenticabile. Curiosità, panorami mozzafiato, storia millenaria, cucina strepitosa e scorci magnifici hanno fatto meritare a questa straordinaria area campana l’invidiato titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere per trascorrere una stupenda vacanza in un B&B sul mare.

Un po’ di storia del Cilento

Cis-Alentum dal latino, ovvero al di qua dell’Alento, il fiume della regione collocata oggi in provincia di Salerno. Si tratta del nome latino di questa spettacolare area campana. Un’origine antichissima risalente addirittura alla preistoria, e una serie di miti leggendari come quello delle sirene di Ulisse o del naufragio di Palinuro, nocchiere di Enea, ti danno il benvenuto in Cilento. Città antichissime come Paestum o Elea, borghi medievali quali i suggestivi Montecorice e Castellabate, un meraviglioso Parco Nazionale Patrimonio dell’Umanità, perle naturali come Capo Palinuro o le Grotte di Pertosa e Castelcivita, rappresentano soltanto alcune delle magnifiche bellezze che hai modo di vedere e vivere trascorrendo una vacanza nel Cilento.

B&B sul mare campano per una vacanza perfetta

La prossima estate per una vacanza veramente coi fiocchi scegli un bel B&B sul mare in Cilento. Ad attenderti c’è infatti la meravigliosa Costiera Amalfitana. Le sue gemme Amalfi, Positano e Ravello, ti regaleranno scorci marini stupefacenti. L’azzurro intenso del mare campano si abbinerà al forte verde della vegetazione mediterranea circostante, creando una cornice veramente perfetta per le tue vacanze. Tra le tante attività che puoi decidere di provare e vivere in compagnia di amici e famigliari sicuramente merita spazio una bella gita in barca fino alla stupenda Capri. Una visita puoi dedicarla, sicuro di non pentirti, anche alle grotte che si aprono nelle pareti rocciose di Capo Palinuro. La Grotta del Buon Dormire, la Grotta Azzurra e il Ribalto rappresentano infatti alcune delle grotte più belle dell’intero territorio italiano. I riflessi del sole campano, l’intenso turchese del mare e l’arzigogolata mappa di stalattiti e stalagmiti presenti all’interno degli antri marini ti toglieranno il fiato. La scelta di un B&B sul mare del Cilento ti permette però di godere anche di una tranquillità e di un relax davvero unici, quando vuoi staccare dal ritmo deciso del mare. Dal tuo B&B infatti puoi muoverti agevolmente verso l’entroterra alla scoperta dei vicini borghi mitici come Rocca Cilento, menzionata spesso per il bellissimo castello, o come il paese fantasma di Roscigno Vecchia, abbandonato dai suoi abitanti agli inizi del secolo scorso. Se sei un amante delle curiosità e di misteriosi segreti partendo dal tuo B&B al mattino puoi goderti una giornata intera alla scoperta della vicina Certosa di Padula, risalente al XIV secolo, o hai modo di passeggiare per gli angusti vicoli di Acciaroli, la fonte di ispirazione di Ernest Hemingway per il suo fantastico “Il vecchio e il mare“. Ad accompagnarti durante l’intera vacanza non mancano di certo buon cibo e ottimi vini locali, oltre all’accogliente ospitalità degli orgogliosi abitanti della zona cilentina.

In Cilento dunque trovi ad attenderti un mare cristallino con fondali limpidi e popolati da una flora e una fauna marina veramente unica. Puoi ammirare e godere di questi impareggiabili spettacoli naturali in maniera quasi esclusiva scegliendo un B&B sulla spiaggia. Sfruttando la sua spiaggia privata puoi infatti scendere al mare al mattino presto, quando ancora non sono presenti sulla battigia moltitudini di altri visitatori. Oppure puoi godere dei colori indimenticabili del tramonto sul mare. Tutto questo ti garantisce una pace e una serenità davvero impagabili. Hai modo di entrare in contatto diretto e vivere appieno il mito e il folklore di una terra millenaria e densa di tradizioni. Puoi assaggiare ogni giorno piatti fantastici e tramandati di generazione in generazione. Scegli perciò un B&B sul mare del Cilento per la tua prossima vacanza estiva. Ne rimarrai totalmente soddisfatto.

Scopri come aprire una società a Dubai

Stanco delle tasse e delle limitazioni che spesso caratterizzano il territorio italiano e che non ti permettono di avviare con semplicità una ditta?
Ebbene, qualora tu abbia anche intenzione di avviare la tua impresa su un territorio estero, allora scegli Dubai e le sue free zone.
Ecco come devi procedere qualora tu abbia in mente di avviare la tua impresa in questa città e voglia ottenere un risultato finale perfetto.

Perché scegliere Dubai

Iniziamo subito con il dire che Dubai, oltre a essere una bellissima città, è anche un Paese dove potrai far fronte alle tue esigenze imprenditoriali, grazie a una tassazione agevolata che rappresenta un vero e proprio vantaggio per tutti gli imprenditori che intendono effettivamente ottenere un ottimo risultato.
Grazie a una tassazione che ti permette di aprire la tua società senza dover sostenere delle grosse ed eccessive spese, potrai avere l’occasione di avere un capitale pronto a essere investito interamente nel miglioramento della tua ditta.
Ovviamente sappi che devi seguire una procedura che tende a essere meno difficile del previsto e che ti permette a tutti gli effetti di ottenere il risultato finale che hai sempre sperato di conseguire, ovvero aprire una società a Dubai (per sapere come fare leggi sul sito danielepescaraconsultancy.com).

Cosa devi fare per aprire la tua società a Dubai

Per avviare la tua impresa Dubai dovrai, come prima cosa, entrare in possesso della licenza che ti permette di esercitare la tua professione.
Niente di complicato o impossibile da svolgere.
Ti basta solamente rivolgerti al Dubai Department of Economic Development e scegliere il tipo di licenza che meglio si adatta alle tue esigenze, facendo quindi in modo che il risultato finale che otterrai possa essere definito come perfetto.
In questo caso devi sapere che esistono tre licenze differenti tra di loro grazie alle quali potrai avviare il tuo sogno imprenditoriale.
In primo luogo puoi scegliere quella commerciale, ideale se desideri fondare un’impresa che si basi sulla vendita dei diversi prodotti da te realizzati.
In questa circostanza un classico negozio rappresenta il prototipo di ditta a Dubai che potrai avviare senza riscontrare delle clamorose difficoltà.
Successivamente si affianca la licenza professionale, ovvero quella adeguata a un commerciante o rappresentante di beni e servizi che opera per conto suo.
Il libero professionista ha quindi bisogno di questa licenza qualora decida di avviare la sua attività a Dubai, dettaglio che devi tenere bene a mente.

Infine, se desideri avviare la tua industria a Dubai, dovrai necessariamente far riferimento alla licenza industriale che, come ti suggerisce il nome stesso, focalizza la sua attenzione sull’avviamento di una società il cui compito finale è quello di produrre beni.
Ecco quindi quali sono le licenze di cui necessiti per ottenere il permesso di avviare la tua ditta a Dubai.

Che altro occorre

Tieni presente che devi necessariamente tenere in considerazione il fatto che questa procedura non è la sola che devi svolgere per avviare correttamente la tua società a Dubai.
Al contrario, invece, per effettuare questa particolare procedura hai bisogno che un notaio svolga il procedimento di realizzazione di un progetto accurato grazie al quale potrai avere l’occasione di avviare correttamente la tua società senza riscontrare problematiche di vario genere.
A tale procedimento aggiungi un ulteriore passaggio chiave, ovvero la registrazione della tua impresa presso la camera di commercio, procedura fondamentale grazie alla quale la tua ditta verrà avviata.
Infine devi pagare una somma di denaro di 15 mila AED al Ministero dell’Economia, per poi inviare tutti i documenti in merito alla tua azienda alla Camera di Commercio, altra operazione chiave grazie alla quale potrai effettivamente raggiungere il tuo obiettivo finale.
Ecco quindi quali sono tutti i diversi step che occorre affrontare per poter effettivamente avere l’occasione di avviare la tua società a Dubai.
Solamente in questo modo potrai facilmente essere operativo e raggiungere un risultato finale perfetto sotto ogni punto di vista e senza intoppi.

Consulenza psicologica: la consapevolezza che aiuta a migliorare

Il mondo del lavoro odierno si caratterizza per una concorrenzialità elevatissima. Per riuscire ad emergere e a fare carriera, è necessario far scendere in gioco costanza, dedizione, coraggio, lavorando molto più degli altri, alienandosi del tutto dalla propria vita sociale. Nonostante gli sforzi, non è detto che i successi arrivino, quantomeno non nell’immediato. Molte persone si sentono come schiacciate da questa situazione e iniziano a non riconoscere il proprio valore. Si chiudono in se stesse, senza farsi valere, senza riuscire a farsi ascoltare dagli altri, provando un senso di svalutazione praticamente totale che alla fine li porta ad essere le ombre di loro stessi.

Situazioni simili possono sorgere anche in altri ambiti, non solo nel mondo del lavoro. Anche nelle relazioni sociali, ad esempio, è possibile oggi come oggi sentirsi sempre più schiacciati dalle aspettative altrui, aspettative che si prova a soddisfare ma che spesso invece vengono deluse, o almeno così si crede. Simili situazioni possono sorgere addirittura in seno alla famiglia stessa, specialmente al momento della nascita di un figlio o del sorgere di qualche piccolo ostacolo che sembra minare la propria tranquillità. Se a tutto questo si aggiungono stanchezza e spossatezza causate da una routine quotidiana sempre più vorticosa, è semplice capire perché in molti cedano sotto al peso di ciò che la società contemporanea ha da offrire.

In situazioni di questa tipologia il sostegno psicologico è una scelta eccellente, così da riuscire a ritrovare la consapevolezza di sé, a migliorare, a ricominciare a vivere con estrema serenità.

Consulenza psicologica, per ritrovare la consapevolezza di sé

Lo psicologo è una figura professionale che permette di mettere in stop le autocritiche eccessive in cui molte persone purtroppo finisco irretite, autocritiche che oltre ad essere severe più del dovuto risultano anche del tutto non costruttive. Permette di capire quali sono le qualità personali, quelle qualità che meritano di essere valorizzate, di essere comprese appieno così che sia possibile comunicarle agli altri in modo efficace, qualità che permettono di capire che non si è inferiori agli altri e che ogni individuo è unico, bello e speciale in questa sua unicità. La consapevolezza di sè permette di accettarsi, di darsi un valore.

Quando si diventa consapevoli di se stessi, si ottiene finalmente la libertà, quella vera. Non si è più soggiogati infatti agli altri, ma liberi di prendere le proprie decisioni, liberi di mostrare il proprio valore, di vivere prendendo in mano le redini del proprio destino.

Consulenza psicologica, così da migliorare le relazioni con gli altri

Grazie ad una maggiore consapevolezza di sé e ad una rinnovata autostima è anche possibile migliorare il modo di rapportarsi alle altre persone, così da riuscire ad avere delle relazioni sociali, anche ovviamente sentimentali, più sane e soprattutto molto più soddisfacenti. Ogni relazione finalmente avrà la possibilità di basarsi su un rispetto reciproco e su sentimenti che vengono davvero dal cuore e che risultano genuini. Ogni relazione sul posto di lavoro, di amicizia, di amore sarà un valore aggiunto alla propria vita e non qualcosa che la rende invece spiacevole, come quasi sicuramente è stato fino a questo momento.

Aggiornamento IVASS: come funziona l’obbligo di aggiornamento professionale per gli intermediari assicurativi

L’aggiornamento IVASS (scopri di più https://www.assicuratorefacile.com/corso-aggiornamento-ivass-30-ore-formula-30/) è reso obbligatorio per tutti coloro che svolgono la professione di intermediari assicurativi, come viene specificato nell’ultimo Regolamento IVASS n.40/2018, attraverso cui si disciplina la materia in oggetto. In questo nostro breve approfondimento odierno tratteremo il tema in maniera completa, rispondendo alle domande più frequenti poste dagli stessi intermediari assicurativi chiamati all’aggiornamento disciplinato dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni: prima di tutto risponderemo al quesito relativo alle figure che sono obbligate a effettuare l’aggiornamento IVASS, per poi elencare le figure che invece sono esentate dall’obbligo; e ancora, chiariremo quante ore sono necessarie per portare a compimento in modo regolare la pratica e, infine, spiegheremo quali sono i passaggi da compiere per l’eventuale reiscrizione di un intermediario assicurativo eliminato dalla lista RUI IVASS, ai sensi dell’articolo 31 del regolamento citato qui sopra.

Aggiornamento IVASS: per chi è obbligatorio e chi invece è esente dall’obbligo

Come promesso nell’introduzione, iniziamo il nostro approfondimento con l’elenco delle figure chiamate da regolamento a sostenere l’aggiornamento IVASS, e chi invece non ha l’obbligo di affrontare la pratica, ritenuta il più delle volte non utile dagli intermediari assicurativi. Secondo quanto riportato nel Regolamento n.40/2018, sono chiamati a completare obbligatoriamente l’aggiornamento IVASS le seguenti figure professionali:

  • i dipendenti che svolgono l’attività di distribuzione al di fuori della sede dell’intermediario
  • i produttori delle imprese di assicurazione
  • coloro che svolgono l’attività di intermediari assicurativi a titolo accessorio
  • i dipendenti che svolgono l’attività di distribuzione dentro la sede dell’intermediario, così come gli addetti del call center
  • le persone iscritte nelle sezioni A e B del Registro

A seguire, invece, trovate la lista delle figure per le quali non vi è l’obbligo di sostenere l’aggiornamento, come previsto dal Regolamento IVASS a cui abbiamo fatto riferimento qui sopra:

  • tutti gli intermediari che risultano iscritti nel Registro IVASS alle sezioni A, B o F, ma che attualmente non sono operativi
  • i dipendenti che si vedono impossibilitati dal compiere l’attività perché o in stato di gravidanza al sesto mese o per tutti i primi dodici mesi dalla nascita del bambini, oppure a causa di un grave infortunio o malattia (quest’ultime devono essere ovviamente riconosciute dagli organi preposti)
  • inoltre, sono esenti dall’obbligo di effettuare l’aggiornamento IVASS tutti quei dipendenti che svolgono l’attività di distribuzione all’interno della sede dell’intermediario che per un periodo minimo di sei mesi non eseguono l’attività assicurativa

A proposito di questo, è importante sottolineare come per riprendere l’attività è indispensabile che l’intermediario assicurativo svolga l’aggiornamento professionale IVASS.

Aggiornamento IVASS: il monte ore annuale richiesto

Inoltre, il regolamento disciplina sia il monte ore annuale richiesto che le modalità con cui gli intermediari assicurativi devono svolgere l’aggiornamento, oltre a stabilire i cosiddetti contenuti minimi. Per quanto riguarda il monte ore, l’articolo numero 89 del Regolamento IVASS prevede per gli intermediari assicurativi fino a 30 ore annuali, mentre gli addetti all’attività di distribuzione all’interno della sede in cui opera lo stesso intermediario per cui collaborano devono rispettare un monte ore annuale pari a 15 ore. In relazione, invece, alle modalità riconosciute, nell’articolo 91 viene chiarito come i corsi per l’aggiornamento IVASS debbano essere svolti in aula oppure tramite webinar, videoconferenze e e-learning. Infine, l’articolo 95 chiarisce quali siano i temi richiesti dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, i cosiddetti contenuti minimi.

Reiscrizione di un Intermediario assicurativo cancellato

Chiudiamo il nostro approfondimento con la reiscrizione di un intermediario assicurativo iscritto in precedenza nel Registro IVASS ma poi cancellato: qualora la domanda venga presentata entro due anni dall’eliminazione, è obbligatorio seguire 30 ore di aggiornamento professionale, qualora invece la domanda venga inoltrata dopo i 5 anni dalla cancellazione, il monte ore richiesto per l’aggiornamento IVASS è pari a 60 ore.

SUV e Crossover Volkswagen: analisi delle migliori offerte

SUV e crossover Volkswagen sono le auto pensate per chi viaggia a lungo.

Chi guida per lavoro sa quanto sia importante avere un’auto comoda e funzionale, e chi ama viaggiare, sa bene di cosa si ha bisogno per affrontare i lunghi percorsi in auto.

Con la gamma Volkswagen, ogni guidatore sarà soddisfatto.

Tutti i modelli offrono il massimo del confort, ampi spazi e una tecnologia di ultima generazione.

Andiamo a conoscere meglio l’offerta della Casa tedesca.

Tiguan: tante versioni disponibili del tuo SUV preferito

Tiguan è il SUV Volkswagen più amato. Lo trovi sia nella versione classica Tiguan che in quella rinnovata, ovvero la Nuova Tiguan.

Vuoi grandi spazi? Allora scegli Tiguan Allspace, pensata per affrontare ogni viaggio con il confort ideale.

Tiguan è disponibile nelle versioni:

  • Business a partire da 31.600 €;
  • Sport a partire da 32.450 €;
  • Advanced a partire da 37.950 €.

Nuova Tiguan è disponibile nelle versioni:

  • Life a partire da 31.150 €;
  • Elegance a partire da 39.700 €;
  • R-Line a partire da 40.400 €.

Tiguan Allspace la trovi nei modelli:

  • Business a partire da 38.900 €;
  • Advanced a partire da 40.850 €;
  • Advanced R-Line a partire da 53.000 €.

Configura il tuo modello direttamente sul sito ufficiale e crea l’auto cucita su misura per te!

Ogni versione di Tiguan può essere personalizzata per adattarsi al meglio alle tue esigenze.

Golf: il classico Volkswagen crossover e station wagon

Trovi Golf nella versione crossover e station wagonGolf 8 Variant Alltrack è il crossover moderno, con ampi spazi e tecnologia all’avanguardia.

È disponibile nella versione:

  • Alltrack a partire da 44.100 €.

Il modello Golf Variant Alltrack è una station wagon 4×4, pensata per viaggiare ovunque desideri.

Per conoscere l’offerta su Golf Variant Alltrack rivolgiti al tuo concessionario Volkswagen di zona.

Touareg e T-Cross: i SUV

Touareg e T-Cross fanno parte della gamma di SUV Volkswagen.

Eleganti e tecnologici, saranno pronti ad accompagnarti ovunque tu desideri e ad offrirti il massimo delle prestazioni. Touareg è disponibile nelle versioni:

  • Touareg a partire da 62.700 €;
  • Atmosphere a partire da 73.700 €;
  • Elegance a partire da 73.700 €.

T-Cross è disponibile nelle versioni:

  • Urban a partire da 20.400 €;
  • Style a partire da 22.000 €;
  • Advanced a partire da 24.950 €.

Configura il modello che preferisci direttamente sul sito ufficiale Volkswagen, e crea il progetto per la tua nuova auto.

T-Roc e Passat: i crossover

T-Roc e Passat sono i crossover Volkswagen progettati per chi ama la guida sportiva. T-Roc è disponibile nelle versioni:

  • Style a partire da 24.600 €;
  • Business a partire da 25.150 €;
  • Advanced a partire da 29.000 €.

Mentre trovi Passat nella versione:

  • Alltrack a partire da 46.900 €.

Configura i modelli sul sito ufficiale e scegli tutti gli optional che più si adattano alle tue esigenze.

Chiedi un preventivo e configura la tua auto

Ogni modello Volkswagen può essere configurato per rispondere alle tue esigenze di guida.

Visita il sito ufficiale per scegliere le caratteristiche del modello che preferisci, e progetta il tuo nuovo SUV o crossover Volkswagen.

Hai bisogno di un preventivo? Puoi richiederlo comodamente sul sito.

Basta compilare il modulo apposito per ricevere tutte le informazioni sul modello scelto.

Vuoi parlare con un consulente? Recati direttamente presso il tuo concessionario di zona o contattalo via telefono. Gli esperti dei concessionari Volkswagen saranno pronti a seguirti in ogni passo.

Milano inedita: un “monumento” curioso, un’eccellenza gastronomica e un cambio di prospettiva

Avete mai pensato di fare un Milan bike tour per scoprire tutti gli angoli nascosti di questa metropoli affascinante?

Milano è la capitale del design e della moda, il capoluogo della Lombardia è una delle aree più popolose d’Europa. La città ha un carattere cosmopolita ed ha tanto da offrire, specie per quanto riguarda l’arte e la cucina.

In particolare, pedalando su due ruote, possiamo incontrare: l’opera controversa di Cattelan in Piazza Affari e gustare il mitico panzerotto di Luini. Si tratta di due vere e prorie meraviglie da scoprire durante un bike tour a Milano.

La Storia e il significato dell’opera di Cattelan in Piazza Affari

Girovagando per le strade percorse dai pittoreschi tram, una delle opere fra le quali molto probabilmente vi imbatterete è quella di Maurizio Cattelan, un artista Padovano che ha fatto della provocazione e della dirompenza il suo modo di essere.

L’opera in questione è L.O.V.E. (acronimo di libertà, odio, vendetta, eternità), meglio nota come “Il Dito”: si tratta di una scultura di 11 metri (4.6 metri di scultura e 6.4 metri di basamento) in marmo di Carrara, raffigurante una mano intenta nel saluto romano con le dita mozzate, come se fossero state rovinate dal tempo, ad eccezione del dito medio eretto.

La statua è sita in Piazza degli Affari ed è una critica all’adiacente Palazzo Mezzanotte, in Piazza della Borsa. Questo edificio è stato costruito dall’omonimo architetto tra il 1927 ed il 1932, in pieno ventennio fascista.

In molti pensano che quel gesto sia rivolto al mondo della finanza ma Cattelan non ha mai dato spiegazioni in merito, dicendo semplicemente che era destinato “soprattutto all’immaginazione, all’immaginazione di tutti quanti, di quelli che ce l’hanno”.

Luini: il mitico e inimitabile panzerotto

Il tipico street food di Milano è sicuramente lui: il panzerotto.

Tutto nacque nel 1949 quando Giuseppina Luini, originaria di Bisceglie, arrivò dalla Puglia con la sua famiglia, e rilevò il Forno di Via Santa Radegonda 16 in centro, a due passi dal Duomo.

All’epoca i panettieri sfornavano per lo più michette e panettoni, nessuno sapeva dell’esistenza del panzerotto ad eccezione di Giuseppina. Infatti il suo forno si distingueva grazie ai prodotti tipici pugliesi ed ai trucchi presenti nel magico ricettario tramandato dal nonno: qui era custodita la la ricetta del panzerotto che conosciamo tutti.

“Inizialmente se ne friggevano pochi: i milanesi non conoscevano ancora il gusto di questo prodotto che però, nel giro di pochi anni, consacrarono alimento principe del loro pasto”, spiega Giuseppina. In breve tempo possiamo dire che è diventato un classico che resiste nonostante gli anni trascorsi.

Un cuore morbido e filante farcito con pomodoro e mozzarella, ricoperto da un guscio croccante di pasta, ha fatto breccia nel cuore dei Milanesi che fin da subito ne ha apprezzato le qualità e lo ha reso uno status symbol culinario meneghino.

Attualmente il locale è gestito dal figlio di Giuseppina, Luigi, che ha portato avanti la tradizione. Tutt’ora la ricetta del mitico panzerotto di Luini è segreta ed il gusto inimitabile è ancora quello di un tempo. Provare per credere magari tra una pedalata e l’altra!

Bike Tour a Milano: Vedere Milano su due ruote

Fare un bike tour a Milano può essere un’idea non solo per scoprire angoli nascosti della città, andare a vedere la simpatica statua di Cattelan o andare a mangiare un panzerotto da Luini, ma anche per stare all’aperto all’insegna del divertimento e della cultura. Un giro in bici tra i più suggestivi è quello che si svolge durante l’ora dell’aperitivo, al calar del sole.

Si tratta di una pedalata che culmina verso il tramonto dietro all’elegantissimo Arco Della Pace vicino parco Sempione.

L’itinerario comincia dall’antico Bohémien quartiere ticinese e da lì si raggiungono vari punti di interesse della città quali: il Duomo, Palazzo Reale, Galleria Vittorio Emanuele, il Teatro dell’Opera, La Scala, il quartiere degli artisti di Brera, il Castello Sforzesco ed il Parco del Sempione. Prima di tornare al punto di partenza, si passa anche attraverso le rovine romane dell’era imperiale, quando Milano era ancora la capitale dell’impero romano.

Enecta: l’azienda italiana che produce e vende CBD

Ultimamente si sente spesso parlare del CBD e delle sue enormi potenzialità. Il cannabidiolo, infatti, è una sostanza che viene estratta dalla cannabis e che vanta delle proprietà davvero molto interessanti. Oggi viene utilizzato da moltissime persone, perché aiuta a risolvere problematiche che altrimenti necessiterebbero di farmaci. Ricordiamo che il CBD è invece una sostanza completamente naturale, in grado di donare moltissimi benefici all’organismo ed estremamente versatile. Può infatti essere assunta in molteplici modi: sotto forma di olio, capsule, cristalli puri, liquido per sigarette elettroniche e via dicendo.

L’unica filiera integrata di CBD in Italia

Attualmente in Italia non sono molte le aziende che producono CBD di qualità, ma ce n’è una che di certo si è da subito distinta nel settore: si tratta di Enecta. Parliamo dell’unica filiera integrata di cannabidiolo presente nel nostro Paese, il che significa che dalla coltivazione alla produzione ogni aspetto viene gestito con estrema perizia. Per quest’azienda la qualità è fondamentale ed è per questo che se ti stai chiedendo quale sia il miglior prodotto a base di CBD in Italia, sicuramente lo trovi su www.enecta.it.

Dalla coltivazione al prodotto finale

Ciò che rende i prodotti a base di cannabidiolo di Enecta superiori a molti altri è la loro qualità, che attraversa l’intera filiera senza tralasciare nemmeno il minimo dettaglio. Dalla coltivazione, che avviene solo su campi selezionati e senza l’utilizzo di pesticidi chimici, alla produzione che segue standard estremamente rigidi, ogni aspetto è curato dall’azienda per arrivare ad un prodotto finale d’eccellenza, sicuro e ricco di proprietà benefiche.

I prodotti a base di CBD di Enecta

Sullo shop online di Enecta è possibile trovare ed acquistare moltissimi prodotti a base di CBD, differenti sia per formulazione (e quindi modalità di assunzione) che per concentrazione di principio attivo. Vediamo quali sono i più popolari e consigliati per ottenere dei benefici immediati da questa sostanza naturale.

I cristalli: CBD allo stato puro

I cristalli di CBD sono quelli in cui la sostanza si trova nel suo stato più puro e sono dunque caratterizzati da una grande concentrazione di cannabidiolo. In molti li apprezzano perché versatili: si possono sciogliere in una bevanda, assumere per inalazione mediante il vaporizzatore apposito o ancora utilizzare per le preparazioni gastronomiche.

L’olio di CBD in diverse concentrazioni

L’olio di CBD è particolarmente diffuso e richiesto, perché oltre ad essere molto efficace e versatile al pari dei cristalli, si può trovare sul sito di Enecta in varie concentrazioni. Si può dunque iniziare con quella più leggera ed eventualmente aumentare il dosaggio in un secondo momento, fino a trovare quello perfetto per le proprie esigenze.

Il CBD in capsule

Coloro che devono assumere il CBD per curare determinate patologie spesso preferiscono le capsule perché hanno un dosaggio ben preciso e dunque non si rischia di sbagliare con i quantitativi. Gli opercoli sono inoltre pratici e completi, ideali per chi non ama il sapore particolare del cannabidiolo perché completamente insapore.

L’e-liquid al CBD

Infine troviamo l’e-liquid, perfetto per chi vuole svapare il CBD con la sigaretta elettronica. Non dimentichiamo però che su Enecta esiste anche un’intera linea di cosmetici a base di cannabidiolo, molto apprezzati.

Traslochi, 10 pratici consigli per cambiare casa senza impazzire

Fare un trasloco capita a tutti, almeno una volta nella vita. Di solito costituisce un momento difficile da gestire, anche per chi ha già esperienza di traslochi. La fase della ricerca, lo spostamento, valigie e scatoloni di portare sono solo alcuni degli aspetti più temuti e stressanti. E’ importante avere più informazioni possibili per arrivarci preparati, in modo da evitare eventuali imprevisti o difficoltà. Così facendo, sarà più semplice procedere e capire da dove iniziare.

Ecco quindi dieci suggerimenti che potrebbero semplificarti la vita e farvi vivere il trasloco in maniera diversa.

1. Traslochi a Roma: più organizzazione e meno stress

Si sa, il trasloco è un momento che mette a dura prova le persone, soprattutto chi non ha un piano d’azione definito in una grande città. Un alleato molto importante, specie per i traslochi a Roma, è la pianificazione: agire quindi con largo anticipo, facendo una lista delle priorità. Sulle note del cellulare o su un foglio di carta, è un ottimo metodo per mettere nero su bianco le attività da svolgere. Il consiglio è quello di iniziare per tempo, in modo da selezionare subito gli oggetti da portare nella nuova casa.

2. Addio agli abiti inutili

E’ vero, sei affezionato a tanti capi d’abbigliamento, che però hai smesso di indossare da anni. Ecco un’ottima occasione per liberartene una volta per tutte! In cuor tuo sai che non li metterai mai più, ma continui a tenerli nell’armadio e a lavarli ad ogni cambio di stagione. Capita spesso di fare acquisti sbagliati: anche per questioni di peso, meglio liberarsene subito.

3. Procurati delle scatole

Una volta selezionato tutto l’indispensaible (e non), cerca delle scatole capienti. Sono più comode da trasportare e hanno una superficie maggiore da riempire. Puoi affidarti ad una ditta di traslochi, che ti fornirà tutto il materiale necessario, o fare da solo. In quest’ultimo caso, puoi anche utilizzare scatoloni di carta che avevi già in casa: assicurati però che siano resistenti.

4. Inizia a riporre tutto

Per chi inizia ad inscatolare, un ottimo consiglio è quello di partire dalle cose che si utilizzano di meno. In cima potrai così estrarre oggetti che ti serviranno subito e con maggiore frequenza, mentre in fondo potrai lasciare le cose che reputi meno indispensabili. Ti consigliamo di iniziare con largo anticipo e di appuntare all’esterno di ogni scatola il suo contenuto.

5. Ti serve una mano?

Alcuni decidono di non farsi aiutare ma, in generale, ti sconsigliamo di fare da solo. Esistono tante possibilità che ti eviteranno preoccupazioni e stress, soprattutto quando si tratta di una grande città. Un’ottima soluzione per i traslochi a Roma è Traslocare Roma (https://www.traslocareroma.com/), che vanta un’esperienza decennale e costituisce un ottimo supporto, soprattutto se hai bisogno di un servizio veloce ed efficiente.

6. Oggetti pesanti: come fare il trasloco

Se per gli oggetti di piccole dimensioni sei riuscito a trasportare tutto da solo, avrai qualche difficoltà in più con i mobili. A volte sono oggetti d’antiquariato, pesanti, ed è molto faticoso spostarli senza affidarsi ad una ditta. Anche in questo caso, si consiglia sempre il supporto di traslocatori esperti, che agevoleranno il tuo trasloco.

7. Evitare di rompere oggetti fragili? Si può!

Hai paura per la tua televisione o per il tuo computer? Imballa tutto con il pluriball, anche diversi strati se necessario. Così potrai stare tranquillo: è molto protettivo e garantirà la massima sicurezza durante i vari spostamenti.

8. Tutto finito? Quasi

Una volta trasportati gli oggetti, mancano solo le cose di prima necessità (lenzuola, spazzolini). Portali in una borsa a parte, così sarà più facile individuarla tra i vari scatoloni.

9. Controlla che sia tutto ok

Adesso che il più è fatto, non ti resta che fare un check veloce del nuovo appartamento, prima di iniziare ad abitarci. Se manca un determinato oggetto o se ti sei dimenticato qualcosa nella vecchia casa, è il momento giusto, perché sei ancora in tempo per portarlo!

10. Goditi la tua nuova casa

Ora che il trasloco è finito, puoi trasferirti ufficialmente. Dai importanza anche all’aspetto estetico nella disposizione di mobili e oggetti d’arredo: l’occhio vuole sempre la sua parte!

La scelta della scuola superiore ti spaventa? Non con questi consigli

Si avvicina il momento fatidico della scelta della scuola superiore, ma non hai ancora le idee abbastanza chiare su cosa vorresti fare da grande e quale percorso formativo possa aiutarti di più a raggiungere i tuoi obiettivi? La prima cosa che dovresti fare è non lasciarti prendere dal panico: la maggior parte dei tuoi coetanei si trova nella tua stessa situazione e anche chi dice di sapere da sempre di voler fare il medico o l’architetto potrebbe avere qualche dubbio rispetto a che istituto superiore frequentare. Ciò dipende in parte dal fatto che le alternative a disposizione sono oggi decisamente più numerose di un tempo, quando la scelta della scuola superiore si riduceva per lo più alla scelta tra un liceo classico, un liceo scientifico o un istituto tecnico. Tieni conto, però, che questa stessa varietà di percorsi formativi superiori è anche ciò che ti assicura di trovarne uno davvero su misura e che ti faccia arrivare pronto all’ingresso nel mondo del lavoro o universitario.

Guida (essenziale) alla scelta della scuola superiore

Una buona idea, comunque, è scegliere che scuola superiore frequentare partendo dalle proprie inclinazioni. Difficilmente del resto sognerai una carriera da architetto se proprio non ti riesce di tenere in mano squadre e matite, così come con ogni probabilità dovresti mettere da parte l’ipotesi di una carriera in medicina se sei anche vagamente ipocondriaco, non sopporti la vista del sangue e via di questo passo. I tuoi voti nelle diverse materie possono aiutarti a capire meglio quello per cui sei portato: non farti influenzare, però, eccessivamente da questi, tanto più se sai di non esserti impegnato abbastanza nello studio o di non aver fatto quanto nelle tue possibilità perché si alzassero. Meglio provare a farsi suggerire da professori e insegnanti di fiducia quale sia, secondo loro, il percorso di studi più adatto. Allo stesso scopo possono essere d’aiuto, tra l’altro, i percorsi d’orientamento alla scelta della scuola superiore che la maggior parte delle scuole medie offrono ai propri iscritti, spesso con la partecipazione di tutor o figure specializzate.

Naturalmente gli sbocchi professionali dovrebbero essere una discriminante chiave quando si tratta di scegliere come proseguire gli studi: se sai già di non voler optare per un percorso formativo troppo lungo e che richieda il passaggio dalle aule universitarie, per esempio, dovresti evitare i licei che – a meno di scegliere indirizzi piuttosto specialistici, come ce ne sono ormai in diverse città – offrono quasi sempre una formazione più teorica che pratica e optare per degli istituti tecnici, per esempio, o per conseguire in scuole ed enti formativi privati dei diplomi professionalizzanti (per estetista, eccetera). Il vantaggio di percorsi formativi come gli ultimi è immediatamente chiaro soprattutto nel caso in cui tu abbia un’attività già avviata e necessiti solo di un titolo di studio adatto per portarla avanti o stia provando, per esempio, a inserirti nella gestione di un’attività familiare.

Se un tempo la discriminante geografica era fondamentale – e, cioè, potevi essere condizionato nella scelta della scuola superiore dalla presenza solo di alcuni istituti nel tuo paese o in quelli limitrofi – oggi lo è molto meno, sia in virtù del fatto che è sempre più comune che si inizi la vita da fuori sede già per poter frequentare scuole superiori migliori o più pertinenti alla carriera che si intende portare avanti e sia in virtù del fatto che su www.scuolaonline.com e altri siti simili è oltremodo facile conseguire un diploma online dell’indirizzo che si desidera, anche se lo stesso non è presente in scuole e istituti superiori del territorio. Quella della formazione a distanza è, del resto, una realtà ormai piuttosto consolidata e non solo tra lavoratori o persone di una certa età che possono trovare i classici orari scolastici incompatibili con i propri impegni personali: tanti sono, infatti, i vantaggi anche se da studente si decide si frequentare una scuola superiore online e sono vantaggi che vanno da percorsi più personalizzabili a lezioni a qualsiasi orario, a un servizio di tutoraggio su misura e, naturalmente, la preparazione individuale all’esame di stato.

Perché prendere un diploma di liceo linguistico online

Stai pensando di prendere un diploma liceo linguistico online? Sei nel posto giusto. In questo articolo ti spiego come fare, quale strada puoi intraprendere e ovviamente quali sono i vantaggi di una scelta simile.

Il titolo di studio che ottieni scegliendo di prendere il diploma linguistico online è che ha la stessa identica validità di uno ottenuto seguendo un percorso di studi tradizionale, con il vantaggio però che puoi ottenerlo seguendo le lezioni da casa.

Perché prendere un diploma di liceo linguistico

Chi sceglie di prendere un diploma di liceo linguistico solitamente lo fa perché ha una forte passione per le lingue e perché desidera poter dopo sfruttare questa conoscenza per scegliere un lavoro che lo appassiona.

Scegliendo però di prendere questo diploma online, invece di seguire un percorso di studi tradizionale, cioè della lunghezza di cinque anni, lo può ottenere anche in un anno solo. Questo ottimizza notevolmente i tempi, così da accedere prima eventualmente a un corso universitario oppure iniziare un nuovo lavoro.

L’attenzione con un percorso di tipo linguistico è diretta verso lo studio della lingua e della cultura straniera. Si vanno ad approfondire tre differenti lingue straniere, una di livello B1 e due di livello B2. Vengono poi analizzati alcuni aspetti principali della cultura europea.

Con un percorso online per ottenere il liceo linguistico, si vanno a studiare la struttura grammaticale della lingua, passando poi per i più grandi esempi della letteratura e della civiltà stessa del popolo. Non solo, grazie al percorso di mediazione linguistica, si comprende come tradurre e interpretare una specifica lingua.

Tra gli obiettivi didattici troviamo quello di sapersi muovere agevolmente tra le lingue straniere studiate, comprendendone i linguaggi e saper interagire dopo con le persone di altri Paesi.

Quali sono gli sbocchi professionali?

Nel momento in cui ottieni un Diploma di Liceo Linguistico, puoi scegliere da una parte di proseguire con l’università, dall’altra di scegliere uno sbocco professionale. Vanno bene tutti quei lavori dove la conoscenza di una lingua straniera è importante. Con questo diploma infatti si può per esempio scegliere di seguire gli studi per diventare poi traduttori e interpreti. Oppure potrebbe diventare corrispondente, agente di viaggio, agente di soggiorno oppure cercare lavoro anche all’interno di un’ambasciata.

Perché scegliere la strada del diploma online?

Le persone che generalmente scelgono di prendere il diploma online sono:

  • Quelle che scelgono di prendere un diploma quando ormai sono fuori corso e non possono iscriversi a un percorso tradizionale
  • Coloro che hanno già un lavoro e non possono permettersi di lasciarlo per seguire per esempio un corso serale e frequentare un corso in classe tradizionale.
  • Chi ha forti impegni famigliari e non può in nessun modo trascurarli.

Scegliere di prendere un diploma online infatti permette di risparmiare molto tempo, senza dover seguire un percorso tradizionale di cinque anni. Allo stesso tempo in questa maniera è possibile anche ritagliarsi autonomamente il proprio tempo. Se per esempio lavori di giorno puoi scegliere di studiare la sera, oppure se lavori di sera studi il giorno, o ancora puoi organizzarti in modo da studiare in momenti differenti.

Alla fine comunque il diploma che ottieni è perfettamente valido, come quello che otterresti da un normale liceo linguistico. Ricordati però che trattandosi di un liceo non ti offre una base di studi tale da poter intraprendere subito dopo un lavoro fortemente mirato nel settore linguistico, teoricamente dovresti procedere dopo con una carriera universitaria, o comunque con dei corsi professionali.

Se non vuoi procedere con gli studi ma hai una forte predisposizione per le lingue e vuoi il diploma di linguistico, sono tanti i posti di lavoro dove si hanno maggiori possibilità di entrare tanto con un diploma quanto con una conoscenza un po’ più approfondita di alcune lingue straniere.

Risparmio energetico: come scegliere gli infissi giusti?

Migliori infissi per il risparmio energetico: quale scegliere

Al giorno d’oggi scegliere gli infissi più adatti alla propria abitazione non è semplice dal momento che ci sono molti elementi da tenere in considerazione, primo tra tutti il risparmio energetico. In commercio infatti esistono numerose soluzioni all’avanguardia che permettono di risparmiare sulla bolletta dell’elettricità perché creano isolamento termico all’interno della casa. In tal modo il calore generato dai riscaldamenti non andrà disperso verso l’esterno. Per installare i migliori infissi per il risparmio energetico (https://www.posaqualificata.it/ristrutturazione-edilizia-e-efficienza-energetica-qual-e-il-miglior-infisso) è opportuno valutare diversi fattori come ad esempio il tipo di immobile, le temperature abituali del luogo in cui si trova la casa, l’isolamento termico e il budget a disposizione. Naturalmente per l’installazione degli infissi è necessario affidarsi a una ditta seria e competente che possa svolgere il lavoro in maniera ottimale e assicurare un risultato soddisfacente.

Infissi in pvc: soluzione ideale per un buon risparmio energetico

Una delle soluzioni migliori per ottenere un buon risparmio energetico nel proprio immobile è senza dubbio l’installazione degli infissi in pvc. Questi ultimi non solo hanno un buon rapporto qualità prezzo ma sono anche molto resistenti e durano a lungo nel tempo. La loro caratteristica principale è il fatto che riescono a reagire bene agli agenti atmosferici come i raggi del sole, la neve, la pioggia e la grandine senza danneggiarsi. Il pvc è un materiale che favorisce l’isolamento termico perché non è un buon conduttore di calore e proprio per tale ragione viene impiegato per la realizzazione dei pannelli isolanti termici. Gli infissi in pvc inoltre si adattano bene agli stili d’arredo moderni e contemporanei perché si sposano perfettamente con il design minimal. Proprio per tale ragione questo materiale viene scelto molto frequentemente oggigiorno. Un altro grande vantaggio di tale materiale è che non necessita di manutenzione e dunque consente un notevole risparmio.

Infissi in legno: un materiale elegante e raffinato

Un altro materiale che viene utilizzato molto spesso per gli infissi è senza dubbio il legno. Quest’ultimo costituisce senz’altro un materiale molto elegante che ha una grande resa estetica e rende la casa di classe e raffinata. Gli infissi in legno sono l’ideale per le abitazioni dallo stile classico e tradizionale ma si adattano bene anche a quelle più moderne. Anche il legno inoltre, come il pvc, consente un certo risparmio energetico poiché è un buon isolante termico ed evita le dispersioni di calore. Sebbene gli infissi in legno sono piuttosto resistenti e robusti, necessitano comunque di una manutenzione periodica per essere sempre performanti e impeccabili.

Infissi in alluminio: un buon isolante termico

Tra le tipologie di serramenti che è possibile scegliere per il proprio immbile non bisogna senz’altro dimenticare gli infissi in alluminio. Come quelli in legno e quelli in pvc, tali infissi sono un ottimo isolante termico e ha hanno una durata molto lunga. L’alluminio infatti è un materiale molto robusto e solido che riesce a resistere perfettamente alle intemperie senza rovinarsi troppo. Inoltre esso non necessita di una grande manutenzione dal momento che tende a non danneggiarsi. Un altro grande vantaggio dell’alluminio è sicuramente il fatto che riesce ad adattarsi bene a ogni abitazione perché permette di creare infissi dal design pulito e minimal e di adeguarsi anche alle finestre più sottili. Con l’alluminio si posso realizzare infissi adatti alle finestre più moderne come ad esempio quelle in vetro oppure a quelle di grandi dimensioni evitando problemi legati alla stabilità e garantendo la massima luminosità in casa. Pertanto la scelta degli infissi da utilizzare nel proprio immobile può essere fatta valutando le caratteristiche di ogni materiale cercando di capire quale si adatta meglio alle proprie necessità.

Maglie da calcio: i principali marchi ancora al fianco dei club

Il contagio da Coronavirus ha stravolto non solo le abitudini sociali e lavorative delle varie popolazioni del mondo, ma anche alcuni aspetti della vita sportiva imponendo protocolli di sicurezza e soprattutto tempistiche ben differenti a quelle del passato. In particolare la stagione calcistica 2019/2020 si è chiusa in forte ritardo imponendo ai club e ai vari sponsor di rivedere i propri programmi e ripartire in tutta fretta dopo soltanto poche settimane di stop. Fortunatamente tutti i principali marchi del settore sportivo come Nike, Puma, New Balance, Adidas, Kappa e Diadora hanno deciso di continuare a stare al fianco dei club italiani ed europei proponendo le nuove maglie da calcio (trova le migliori sul sito https://www.soccerhouse24.com). Infatti sono state presentate nuove divise di tutti i principali top club facendo così sognare tifosi e appassionati pronti ad effettuare gli acquisti presso gli store fisici oppure le piattaforme di e-commerce. Acquistare maglie da calcio originali realizzate da tutti i principali marchi del settore, non è soltanto un modo per dare un contributo tangibile alla propria squadra del cuore, ma anche e soprattutto un’opportunità di acquistare prodotti di qualità da tenere in casa o magari da utilizzare per il classico calcetto con gli amici.

Maglie da calcio: le novità in Italia e in Europa

Ogni anno le nuove maglie da calcio proposte da tutti i principali top club sia in Italia che in Europa stuzzicano la fantasia e la passione dei tanti tifosi dislocati sul territorio. Anche in questa nuova stagione sono state diverse le nuove proposte presentate da tutti i vari club con il supporto di sponsor tecnici di grande prestigio e tradizione. Ad esempio, l’Inter ha rivisto la propria maglia con il supporto della Nike prevedendo al posto delle classiche linee verticali una soluzione a zig zag. Anche per quanto riguarda la seconda maglia c’è stata una piccola rivoluzione nella società milanese con un design su sfondo bianco e righe nero e azzurre che ricordano un po’ quelle che era la moda degli anni 80. Anche la Roma ha voluto stuzzicare i suoi tifosi con maglie da calcio che sono state riviste sia per quanto riguarda la qualità dei materiali che per quanto concerne i colori. Ad esempio la seconda divisa si è ispirata a quella indossata dai giocatori durante la stagione calcistica 1979-80, l’anno in cui i giallorossi riuscirono a trionfare in Coppa Italia. Tra le chicche di questa versione c’è da rimarcare Il ritorno dello stemma del club , il famoso lupetto con occhi rossi.

Le migliori maglie da calcio in tutta Europa

Cosa c’è di più bello che poter sfoggiare una maglia da calcio particolarmente graziosa e soprattutto che trasudi di tradizione e di storia durante una classica partita con gli amici. Naturalmente le opzioni non mancano nel palcoscenico italiano tra le varie serie professionistiche, ma ci sono anche tanti altri utili spunti per chi è alla ricerca di maglie da calcio quasi da collezione come ad esempio la maglia del Barcellona oppure quella del Real Madrid senza dimenticare l’Atletico Madrid che ha previsto una versione un po’ retrò in cui il colletto è stato realizzato ricordando un po’ quello delle polo. Inoltre è indiscutibile ed intramontabile il fascino delle maglie da calcio dei club che partecipano alla Premier League inglese come nel caso del Manchester United che in questa stagione ha come sponsor tecnico Adidas oppure del Liverpool, campione d’Europa marchiato Nike. Ci sono tante altre maglie da calcio di club inglesi che solitamente stuzzicano la passione anche dei tifosi italiani come ad esempio il Tottenham Hotspurs, il Newcastle, l’Arsenal, il Manchester City, il Chelsea. Le proposte significative anche per stile e design non mancano neppure nel campionato francese con le maglie da calcio di club come ad esempio l’Olympique Lione in occasione dei 70 anni dalla sua fondazione ha deciso di rivedere la propria maglia ufficiale. Inoltre c’è il faraonico Paris Saint-Germain con i suoi tanti campioni e divise davvero interessanti sia per quanto riguarda la prima maglia che la seconda divisa. Completando il giro maglie da calcio più apprezzate in Europa non possono mancare divise altri club importanti come il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund in Germania o magari l’Ajax nel campionato olandese e il glorioso Celtic di Glasgow.

In che modo possono essere utili i prodotti ad alto contenuto di CBD?

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che utilizzare prodotti che prevedono un’alta percentuale di CBD possa portare a giovamenti per il benessere fisico e psichico di un soggetto. In particolare, il cannabidiolo ha un effetto positivo anche sui disturbi d’ansia, contribuendo a ridurre i livelli di stress e le problematiche sociali ed emotive ad essi legati. In questo articolo andremo ad analizzare come utilizzare i prodotti a base di CBD e quali sono gli effetti sull’ansia. Per ulteriori informazioni sull’argomento puoi leggere anche questo articolo.

Come utilizzare i prodotti a base di CBD: le proprietà e i vantaggi

Guarire il proprio corpo in modo naturale è una tematica che negli ultimi anni ha portato a una nuova consapevolezza nei confronti di tutti quei prodotti che sono privi di sostanze chimiche e i cui principi attivi agiscono con effetti positivi sul benessere di ogni individuo. In particolare l’attenzione si è posta sui prodotti a base di CBD, definiti in questo modo dato che sono articoli al cui interno è presente una percentuale molto elevata di una molecola come il cannabidiolo.

La composizione chimica di questa particolare sostanza la rende unica, un elemento che può contribuire a migliorare la vita delle persone che vogliono tutelare il proprio corpo in modo naturale e curare diverse tipologie di patologie, tra le quali quelle su cui la medicina tradizionale non riesce a intervenire. La prima volta che si è parlato del CBD è stato subito dopo la seconda guerra mondiale, quando questo composto è stato separato da un’altra molecola il THC.

Una scoperta molto importante per l’ideazione dei prodotti a base di CBD. Infatti il THC è l’acronimo che identifica il tetraidrocannabinolo, una molecola che interviene in maniera negativa sulle capacità celebrali di un soggetto. Le proprietà del CBD invece sono ben diverse, dato che la sua azione non porta alterazione della capacità cognitive, ma invece produce una sensazione di calma, di tranquillità e di benessere.

Grazie a questa distinzione si sono potuti realizzare una serie di prodotti che contengono solo il CBD e come tale poterli utilizzare al fine di ottenere benefici dal punto di vista dell’aspetto psicologico e fisico. Ma come si utilizzano i prodotti a base di cannabidiolo? È importante considerare che in commercio oggi sono presenti differenti tipologie di articoli che possono essere impiegati sotto forme differenti. In primo luogo tra i prodotti in CBD più impiegati vi sono quelli collegati all’alimentazione, che possono essere quindi integrati nella propria dieta, inoltre si potrà disporre anche di essenze a base di CBD come l’olio derivato, utile sia per un’assunzione orale sia per applicazioni settoriali per esempio sulla pelle. Infine i prodotti a base di cannabidiolo sono molto utilizzati in ambito cosmetico.

La possibilità di sviluppare diverse tipologie di articoli a base di CBD è dovuta alle ricerche che hanno dimostrato come l’assunzione di questa molecola genera una serie di conseguenze su un soggetto. Di seguito elenchiamo le principali:

  • Effetti sulla pelle: l’azione lenitiva e antinfiammatoria del CBD è molto utile per guarire disturbi collegati alla pelle, come dermatiti, infiammazioni e rossori, contribuendo anche a dare nuovo nutrimento e rigenerando la cute.
  • Effetti sulla salute: il CBD se assunto per via orale, con l’olio o attraverso l’alimentazione, stimola il sistema immunitario. Inoltre ha proprietà analgesiche e migliora lo stato di benessere generale del corpo, agendo sulle infiammazioni o su problematiche collegate ai singoli organi grazie alle sue proprietà antispasmodiche.
  • Effetti sulle malattie: sono moltissime le testimonianze che collegano l’utilizzo del CBD come elemento determinante nella cura di alcune malattie, in particolare in alternativa alle terapie di medicina tradizionale.
  • Effetti sugli stati psicofisici: infine l’azione di benessere dei prodotti ad alta percentuale di CBD interviene anche sull’aspetto psicologico, con conseguenze positive su alcuni disturbi che possono essere limitativi dal punto di vista sociale come l’ansia.

Si può guarire l’ansia con i prodotti a base di CBD?

Per rispondere a questa domanda è importante comprendere il concetto di disturbo d’ansia e inoltre valutare quale possano essere i vantaggi di utilizzare un prodotto a base di CBD nella cura.
L’ansia è definita come una condizione psicofisica che genera uno stato di paura e di preoccupazione che riesce a sopraffare completamente un soggetto limitando la sua capacità decisionale, emotiva e motoria. Un attacco d’ansia può essere lieve, con una semplice reazione fisica di stress, medio con effetti che prevedono diversi disturbi anche somatici, oppure grave con la conseguenza che l’individuo sarà completamente avvolto da una situazione di paura e terrore generato da una serie di eventi.

Perché è importante curare lo stato d’ansia? Ogni attacco genera una serie di effetti sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Infatti la paura e lo stress che viene generata anche se in forma lieve produce una reazione chimica con un aumento del battito, un respiro affannato ed eccessiva sudorazione. Nelle situazioni in cui l’attacco è di media o grave entità si aggiungono a questi segni anche una bocca secca, senso di vertigini, nasue e problemi di insonnia. Se si trasferiscono queste condizioni dal punto di vista psicologico, un disturbo d’ansia determina profonde limitazioni alla vita sociale di un soggetto, deteriorando i rapporti con il partner, amici e parenti, e portando la persona a uno stato depressivo che determina conseguenze dirette sulla sua vita quotidiana e sul suo lavoro.

Il CBD può essere una valida soluzione a questa tipologia di problematica, dato che le molecole del cannabidiolo interverranno a contrastare la situazione di difficoltà psicofisica. In particolare gli studi su questa molecola hanno dimostrato che tra le varie sostanze presenti, un effetto antiansia è dato dalla resina di CBD, la quale interviene sulle connessioni neuronali del cervello, contrastando la condizione di stress emotivo generato dalla paura.
Per rispondere alla domanda iniziale, il CBD è un fattore che può contribuire in maniera determinante alla cura dell’ansia grazie alle sue proprietà:

  • contrasta gli attacchi di panico: l’effetto rilassante e l’azione del CBD interviene limitando gli attacchi di panico, diradandoli e diminuendo gli effetti stressanti sul corpo.
  • Interviene sui traumi da stress: agisce anche sulle cause che sono alla base dello stress, contrastando la formazione di ormoni come il cortisolo e la neroadrenalina.
  • Contrasta la sensazione di ansia: l’azione sulla corteccia celebrale e sulle connessioni neuronali del cervello porta ad allontanare quella sensazione di pressione e di soffocamento che è tipica delle fasi preliminari dell’ansia, limitando gli eventuali attacchi e contribuendo a dare maggiore fiducia al soggetto.
  • Combatte la depressione: gli stati di benessere generale prodotto dal CBD agisce anche come antidepressivo naturale.


Come scegliere prodotti a base di CBD e dove acquistarli

Per chi vuole migliorare il proprio benessere fisico e al contempo contrastare il problema dell’ansia, utilizzare un prodotto a base di CBD può essere una valida alternativa per sentirsi meglio e poter affrontare la vita quotidiana e il lavoro con maggiore energia. Sarà però importante valutare quale sia l’articolo più adatto a questo fine.

Per questo diventa fondamentale scegliere un sito specializzato come Justbob.it il quale offre a ogni cliente una vasta gamma di articoli a base di CBD, comprensivi di schede tecniche con una specifica delle percentuali di cannobidiolo presenti e le proprietà di ogni prodotto.

Consigli utili per usare le frese toupie per legno

Le frese per toupie per legno (come queste https://www.fraisertools.com/it/frese-per-toupie-legno) sono utilizzate nella lavorazione di questo materiale e servono per scanalare, profilare battenti dei pannelli o fresare a incastro. Si tratta di uno strumento adatto alle falegnamerie professionali, ma anche per tutti coloro i quali desiderano utilizzarlo sebbene non siano esperti.
Se stai cercando di imparare a utilizzare una fresatrice professionale, in questo articolo potrai comprendere come realizzare incastri con frese per toupie per legno persino con un attacco da 8 millimetri.

Caratteristiche delle frese per toupie per legno

Le frese per toupie sono dei macchinari utilizzati nel campo del legno per profilare pannelli, truciolare, ricavare fresate sui pannelli (come quando si desidera inserire degli schienali).
QUesto strumento è fatto con un motore elettrico dotato di elevata potenza dove è innestata una fresa su un banco di lavoro; appoggiando il pezzo su quest’ultimo e spingendolo contro la fresa in movimento, attraverso l’aiuto delle guide il pannello è scavato e viene ricavato un profilo della forma della fresa stessa.
I modelli moderni sono automatici e possono essere usati senza l’intervento delle persone; è un fatto che ha ridotto gli incidenti sul lavoro.
Oggi si indicano con toupie anche i motori inseriti in macchinari bordatori e scorniciatori che fresano o proliferano un pannello.

Come usare le frese per toupie per legno

Le tipologie di frese sono tantissime e ognuna, oltre a essere dedicata a un determinato scopo, deve essere usata nel modo idoneo: quest’ultimo fattore ne determinerà la durata e la resistenza.
È fondamentale preparare al meglio la fresatrice, scegliere la fresa corretta e conoscere le basi d’uso.
La fresa per toupie per legno è il banco per realizzare la fresatura che è allestito montando la fresatrice al contrario; è usata per sagomare cornici, eseguire lavori di tipo professionale in piccola quantità. Su esso si montano frese più grandi di quelle per le fresatrici portatili e sono note come testine. Hanno diametro variabile e fino a 300 mm.
L’attacco non è conico, è invece una sorta di foro interno che deve essere inserito in un albero (come una lama circolare ma più grossa).
I pezzi oltrepassano la macchina ed escono fresati; talvolta richiedendo più passate.
Prima di fresa bisogna verificare che tutto sia a posto, ovvero:

  • che la sede sia pulita tramite getto d’aria compressa e spray ad hoc;
  • che gli anelli distanziatori, ovvero delle boccole utili a sollevare o abbassare la fresa siano a posto;
  • che la macchina, fresa e legno siano a posto;
  • essere certi di possedere una fresa resistente;
  • che il carrello, ossia la guida sulla quale batte il legno e dove scorre il pezzo non sia bloccato o danneggiato, perché il rischio sarebbe di compromettere la stabilità e il risultato una fresa storta.

Impostare i giri al minuto e valutare

I giri al minuto, per quanto concerne la fresa per toupie per legno, in linea di massima dovrebbero essere:

  • 7000 giri al minuto fino a un dm di 140 mm;
  • 5000 giri al minuto per un diametro tra i 140 e i 180 mm;
  • 4000 giri al minuto con un diametro tra i 200 mm e i 250 mm.

Inoltre, va da sè che occorre valutare bene durante il lavoro, infatti, nel caso si tratti di legno molto duro, l’avanzata della fresa deve avvenire con giri più lenti.
Saranno necessari più giri nel caso di avanzamento rapido: tuttavia questo non è sempre possibile e il rischio sarà di bruciare il pezzo.
Nel caso sia presente un numero minore di denti, probabilmente si verificherà un incremento dello scarico di truciolo, correndo tuttavia il rischio di perdere in finitura.

Compro oro Roma: rischi comuni del processo di vendita

Perché decidiamo di vendere il nostro oro ed i nostri gioielli usati nei negozi di compravendita di oro? Quali sono le motivazioni che più di frequente possono spingere una persona a vendere il proprio oro?

Rispondere a queste domande non è semplice, se non lo si fa in modo approfondito. La compravendita di oro è una scelta sicuramente difficile, per alcuni, perché alcune persone decidono di vendere i propri gioielli di famiglia solo quando sono costrette dalla crisi economica e finanziaria e quando, appunto, non sanno proprio cosa fare per continuare a vivere. D’altra parte, l’oro è da sempre considerato come un vero e proprio salvagente perché in effetti il suo valore non smette mai di esistere: per questo motivo, chi ha degli evidenti problemi economici, può scegliere di disfarsi dei propri gioielli di famiglia, anche a volte in modo costrittivo ma necessario, per fare fronte alle spese improvvise che nella vita possono sempre capitare.

Poi c’è anche chi, invece, si è semplicemente stufato di tenere nel cassetto orecchini spaiati, vecchi braccialetti regalati in occasione del battesimo o della prima comunione, regali mai graditi e quindi mai utilizzati, anello di fidanzamento dell’ex marito o dell’ex fidanzato, e sceglie di mettere in vendita questi gioielli per avere la possibilità di investire quei soldi ricavati in altre cose, come vestiti, oggetti elettronici, viaggi, o più semplicemente soldi da conservare.

Potremmo dire quindi che l’identikit del possibile venditore è questo e si divide in due tipologie possibili. Da un lato chi sceglie di vendere il proprio oro semplicemente perché ha bisogno immediato di soldi (e quindi magari vende i suoi gioielli un po’ a malincuore) e dall’altro lato c’è chi invece vende i propri gioielli usati non per soddisfare una necessità economica (o comunque non solo per questo) ma per lo più per disfarsi di oro di cui non gli interessa e che per lui sarebbe solo un ingombro.

Sappiamo che la compravendita di oro è un’attività che, se svolta all’interno di un compro oro di Roma qualificato, serio e competente, non comporta alcun rischio. Tuttavia, è sempre bene scegliere con cura il negozio a cui ci affidiamo, e prestare attenzione che si tratti di personale non solo competente e qualificato, ma anche serio ed affidabile per evitare rischi e conseguenze possibili (come truffe, ad esempio).

Chi è più a rischio nel processo di vendita di oro e gioielli usati

Quale delle due potenziali tipologie di venditore è più a rischio? Sicuramente la tipologia più a rischio è quella del venditore che decide di vendere il proprio oro per soddisfare un’immediata esigenza economica: infatti, quando si ha immediato bisogno di denaro per affrontare una spesa, c’è davvero il rischio che, pur di avere dei soldi in cambio del proprio oro, non si sia abbastanza lucidi nella scelta del negozio a cui ci si affida. Bisogna invece essere molto attenti, anche in questa fase, e prendersi del tempo per decidere a chi affidarsi: il rischio di essere truffati, purtroppo, è sempre dietro l’angolo e l’urgente esigenza economica no non deve essere vista come un elemento di disturbo, perché quando si agisce condotti dall’irrazionalità si rischia davvero di prendere un abbaglio. Questa situazione è difficile che possa capitare, invece, a chi sceglie di vendere il proprio oro per soddisfare un’esigenza economica meno urgente, e solo perché magari si è stancato di tenere gioielli in casa che non utilizza: in questo caso, infatti, mossi da una situazione meno urgente, si è più attenti ad evitare rischi e truffe.

Quali sono i rischi che si corrono

Il rischio più evidente ed importante è quello di non ricevere il compenso giusto per il quantitativo ed il peso di oro che viene portato all’interno del negozio.

In particolare, vi è il rischio sia che non venga seguita la quotazione ufficiale (cosa importantissima, la quotazione deve essere sempre aggiornata), sia che il negoziante cerchi di ingannare il cliente sul peso dei suoi gioielli. La bilancia deve essere tarata alla massima precisione, ma spesso il negoziante disonesto pensa che il cliente non abbia preventivamente pesato a casa i propri gioielli (cosa che spesso accade in realtà) e quindi inganna il cliente sostenendo che il peso dei gioielli sia più basso rispetto alla realtà.

Per questi motivi, occorre informarsi sempre molto bene e quindi:

  • Essere informati sull’effettiva quotazione ufficiale, aggiornata il più possibile;
  • Pesare il proprio oro a casa, prima di recarsi in negozio per la vendita.

In linea di massima, comunque, basta prestare attenzione ad alcuni aspetti che possono sicuramente aiutarci per evitare inganni e truffe. Quando ci si rivolge ad un negozio di compravendita di oro, infatti, bisogna prima di tutto considerare che il negozio dovrà agire seguendo la quotazione ufficiale, che deve essere anche ben visibile al cliente: se vi sono situazioni che non ci permettono di conoscerla, o se la quotazione viene in qualche modo distorta in favore del negozio, allora è bene rivolgersi altrove perché siamo di fronte sicuramente ad un negozio non qualificato, non professionale e soprattutto per nulla onesto.

Dormire bene, quali sono le migliori federe per cuscino?

Il sonno ha un ruolo molto importante per vivere tutte le attività quotidiane al meglio, per questo motivo possiamo glissare su tante scelte che diventano secondarie, ma non su quella del letto, del cuscino e del materasso. Ma non finisce qui, perché per dormire bene, quali sono le migliori federe per cuscino è un elemento spesso sottovalutato, come se gli accessori non meritassero la stessa cura e questo è un grave errore.

Per dormire bene, quali sono le migliori federe per cuscino

Al giorno d’oggi, il mercato offre cuscini adatti a tutte le esigenze: c’è chi ha bisogno di cuscini morbidissimi, chi è allergico e necessità di materiali appropriati, esistono dei cuscini per la cervicale (su Pillux.it puoi fare un semplice test per capire di quale cuscino ai bisogno). Se è vero che un cuscino confortevole e di qualità è fondamentale, non dobbiamo dimenticarci di un accessorio altrettanto importante: la federa.
Mentre tanto tempo fa era usanza utilizzare il corredo tramandato dalle nonne, fatto di ricami, pizzi e merletti, oggi abbiamo la possibilità di scegliere le nostre federe a iniziare dalle stoffe e proseguire con le cuciture, le cerniere, i botti, i lacci e la scelta dei colori più belli. Possiamo unire il comfort donato quando mettiamo le federe sui cuscini alla magia delle tinte più belle, adatte per colorare le nostre stanze da letto e renderle degli spazi da vivere in modo sereno e rilassante.

Oggi il Feng-Shui è diventato un vero e proprio lavoro e consiste nel rendere la casa confortevole nei piccoli dettagli; per questo motivo anche un elemento come la federa riveste un ruolo importantissimo. Questa scienza tende inoltre a dare spazio a tessuti naturali e morbidi come lino, seta e cotone, tinti, possibilmente, con metodologie ecologiche tali da ricorda un morbido abbraccio.
Quando la federa è pulita diventa piacevole, è in grado di custodire l’igiene, ma anche di decorare il nostro letto con colori concilianti e tranquillizzanti: diventa impossibile non percepire la differenza durante il sonno.

Tessuti migliori e misure ideali per le federe da cuscino

La scelta sul mercato di questi preziosi articoli oggi è davvero tanta; i materiali più diffusi sono cotone, sera, lino, flanella, microfibra e i vari materiali sintetici. Tra queste, la stoffa più diffusa è senza dubbio il cotone, adatto alle persone che soffrono di allergia, è un perfetto e morbido traspirante naturale e non è costoso. Alcune tipologie sono pregiate e garantiscono ulteriore morbidezza e leggerezza, oltre che eleganza e sofisticatezza: è il caso del percalle, il quale somiglia alla seta ma piuttosto costoso.

Le federe realizzate con materiali sintetici sono meno morbide, offrono tuttavia un prezzo basso e sono davvero facili da stirare; anche quelle in microfibra sono facili da trattare durante il processo di pulizia, alcuni tipi hanno prezzi abbordabili, altre un po’ meno.
Chi soffre il freddo, ad esempio, preferisce farsi avvolgere da federe in flanella.

Per quanto riguarda le misure, è importante che quelle italiane sono diverse da molti altri paesi, quindi occorre avere un occhio di riguardo. Prima di comprarle, è sempre bene avere a mente come sono i cuscini di casa, per evitare di acquistare federe, soprattutto, troppo strette.
Le federe, inoltre, possono essere comprate in coppia e separatamente dalle lenzuola, consentendo abbinamenti fantasiosi, ma anche, la possibilità di prediligere tessuti più delicati a contatto con il viso, spesso una parte sottoposta a sfoghi cutanei anche legati alle stoffe usate.

Preventivo zanzariere: un investimento ottimale per aumentare il comfort

Per migliorare il comfort di un ambiente casalingo oppure professionale non bisogna soltanto porre attenzione sulla qualità degli infissi e sul loro capacità di isolare dal punto di vista tecnico ma anche sulle zanzariere. Rivolgersi ad una ditta specializzata per ottenere un preventivo per le zanzariere come nel caso di SharkNet (https://www.shark-net.com/), permette di valutare con attenzione alcune soluzioni che consentono di mantenere lontano dalla propria casa insetti ed altri animali infestanti. Il classico esempio che permette di capire le potenzialità delle zanzariere è la loro capacità di non far entrare zanzare in casa durante le afose notte d’estate: poter tenere la finestra di casa aperta di notte senza che nessun animale possa disturbare il sonno è una comodità che non ha prezzo. Le zanzariere sono uno strumento molto utile da inserire all’interno dell’ambiente e che peraltro si dimostrano anche gradevoli dal punto di vista estetico diventando dei veri e propri complementi di arredo. In commercio sono disponibili in diverse tonalità e realizzate con sistemi e meccanismi disparati consentendo anche di scegliere le tonalità più idonei per il proprio caso.

Come valutare un preventivo zanzariere per scegliere bene

Un preventivo zanzariere deve essere ben analizzato altrimenti potrebbe risultare controproducente il fatto di essersi rivolti alle aziende per valutare un determinato prodotto e fare una scelta oculata. Nello pecifico bisogna controllare il prodotto con che materiale viene realizzato e soprattutto se sono previsti degli ulteriori costi necessari per la posa in opera. Per quanto riguarda il modello è dunque i materiali utilizzati per la realizzazione delle zanzariere, attualmente sono disponibili un’ampia gamma di soluzioni partendo da quella classica che prevede una zanzariera a rullo fino ad arrivare a quelle con apertura verticale o addirittura quelle elettriche. Non è possibile indicare una soluzione ottimale a prescindere piuttosto bisogna considerare le caratteristiche dello specifico modello rispetto a quelle che sono le proprie esigenze sia da un punto di vista estetico che della funzionalità. Se poi gli infissi inseriti all’interno del proprio ambiente sono particolari e presentano delle dimensioni atipiche bisognerà rivolgersi ad una struttura specializzata che permetta di progettare delle zanzariere su misure che ovviamente avranno dei costi più alti. Se poi in casa ci sono delle finestre dalle dimensioni molto più ridotte allora un’ottima soluzione in tal senso potrebbero essere le zanzariere plissettate.

Altri aspetti da tenere in considerazione

Per richiedere un preventivo zanzariere che possa essere adatto alle proprie esigenze e quindi valutabile nel merito è necessario fare attenzione ad alcune caratteristiche per evitare di fare considerazioni fuorvianti. Innanzitutto il preventivo deve essere contestualizzato per cui è necessario prima eseguire un sopralluogo con un tecnico specializzato e poi valutare nel merito la proposta tecnica ed economica. Infatti i costi variano in funzione di quelle che sono le dimensioni delle zanzariere e quindi dell’utilizzo di materiali. Nello specifico realizzare delle zanzariere che presentano dimensioni fuori dall’ordinario potrebbe risultare più costoso rispetto alle dimensioni più tradizionali. Ovviamente bisogna essere accorti nel valutare il preventivo zanzariere ed in particolar modo scoprire se all’interno del costo siano già state inserite le spese necessarie per l’installazione e l’iva. Oltre all’aspetto economico ovviamente ci sarà da valutare anche il miglior meccanismo possibile per la movimentazione delle zanzariere e la qualità dei materiali che comunque devono durare nel tempo.

L’importanza degli strumenti di misurazione

Fin dall’antichità, il concetto di misurazione è sempre stato fondamentale nella vita quotidiana, che sia per un acquisto o per un calcolo in distanza.
Al giorno d’oggi la precisione nella misurazione è fondamentale, per questo esistono da tanti anni aziende adibite nella progettazione e costruzione di elementi misurativi da utilizzare in qualunque ambito.
Alcune di queste attività si specializzano nella realizzazione di prodotti industriali, i quali misurano con impeccabilità ed efficienza in qualunque ambito richiesto dal cliente.

Controllo dimensionale

Il termine indica proprio tutti gli strumenti capaci di misurare un determinato dato, funzione fondamentale ad esempio nell’ambito industriale. Società come ad esempio Rotondi.it forniscono innumerevoli servizi e prodotti per la più ampia clientela possibile.
L’azienda citata agisce fin dal 1943, partendo da strumenti basilari come squadre, righe e calibri.
Già dagli anni 50 la situazione prese un’impennata produttiva grazie all’introduzione di strumenti ottici, che portarono maggior precisione nelle misurazioni.

Successivamente arrivarono strumenti bidimensionali e tridimensionali.
La fama acquisita dalla loro produttività porta la società a progettare strumenti di misura in ambiti automobilistici, meccanici, elettronici e aerospaziali, con distribuzione sia nel paese d’origine che all’estero.
Il successo le ha permesso una sempre maggior ricerca di precisione e affidabilità, acquistando materiali di prima fattura e di innovativa qualità.
Il tutto sempre nel rispetto dell’ambiente, culminato dall’installazione di pannelli fotovoltaici nel 2011, ottenendo da essi il 40% dell’energia totale richiesta dalla struttura.
Le aziende che operano in questo settore devono introdurre tecnologie sempre più innovative ed efficienti, data la sempre più accurata richiesta della clientela. La ricerca di nuove funzionalità nelle macchine non si ferma mai, permettendo al cliente non solo sicurezza e qualità, bensì anche una vasta scelta sui tanti prodotti che un’azienda deve offrire al giorno d’oggi.

Alcune di queste società non si fermano solo alla produzione di strumenti di misurazione, occupandosi anche di manutenzione, calibrazione e trasporto di esse, formando giovani ed esperti sulle nuove tecnologie in questo campo.
Il loro lavoro inizia dalla specifica richiesta di un cliente, che passerà poi dall’ideazione e realizzazione di un progetto, il quale verrà rappresentato da un prototipo. Esso subirà numerosi test di efficienza e qualità, che se superati permetteranno la produzione all’ingrosso di quello specifico elemento nato dal prototipo. Ne seguirà l’impacchettamento e la spedizione.

Prodotti

La produzione di strumenti di misurazione in questo settore deve soddisfare la richiesta del cliente e deve garantirgli un’ampia scelta. Scopriamo alcuni dei tanti strumenti che vengono realizzati.

Divisione di precisione

Questa branca di strumenti comprende solitamente 3 tipologie di elementi di misurazione.

 

  • Righe ottiche: esse non sono altro che attrezzi lineari equamente segnati da tacche di misurazione lungo la loro lunghezza. La misurazione avviene tramite la lettura di una lente ottica che segna quante tacche le sono passate sopra, garantendo una taratura sempre precisa e affidabile. I materiali di queste barre possono essere acciaio inox o float glass

 

  • Reticoli di calibrazione, fotomaschere, target di test e collimatori: la foto alta precisione viene sfruttata nella calibrazione degli strumenti di misurazione, rispettando l’efficienza richiesta oggigiorno. Le varietà di calibrazione sono tante, ogni industria può richiederne una versione diversa. Per questo bisogna offrire la più ampia personalizzazione possibile al cliente

 

  • Righe e strumenti simili: trattandosi di una collezione di elementi presenti fin dagli albori, molte società dispongono di un’enorme quantità di versioni diverse. A questo ambito appartengono le due categorie di strumenti citati precedentemente.

 

Molte aziende dispongono di portale internet, attraverso il quale è possibile visualizzare sempre nuovi prodotti, nell’ambito di una specificità d’utilizzo non eccessivamente approfondito.
Gli elementi pubblicizzati in rete potranno essere sia strumenti nuovi che singoli pezzi necessari per il ricambio.

Trovare backlink: perché è importante?

E’ pacifico affermare che il desiderio primario di ogni proprietario di sito web, è sapere che lapropria creazione ed il proprio progetto raggiunga il successo desiderato.
Per fare in modo che questo avvenga, però, è assolutamente doveroso fare in modo che vi siano una serie di accorgimenti importanti, grazie ai quali è possibile raggiungere il risultato sperato.
Da un punto di vista meramente generale, trovare dei backlink si rivela essere di importanza fondamentale se si vuole ottenere successo.
I backlink sono strettamente collegati al concetto stesso di SEO, poiché si configurano quale veicolo principale attraverso cui far convogliare tutto il traffico dati verso il proprio sito.
Tuttavia, è importante comprendere che i link non sono tutti uguali tra di loro, e che ognuno di essi può assolvere a delle funzioni più o meno importanti.
La qualità, in questi casi, è assolutamente fondamentale, se si vogliono raggiungere dei risultati che siano positivi nel tempo.

Backlink: meglio la qualità o la quantità?

Se si desidera raggiungere un risultato che sia positivo nel tempo, è assolutamente necessario fare in modo di trovare dei backlink che siano pertinenti con il tema portante del proprio sito.
Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, in casi del genere non importa la quantità, e quindi il numero di link che adornano un sito web, ma è molto più importante fare in modo che si utilizzino dei backlink di qualità.
Il modo migliore per ottenere un risultato del genere, è fare in modo che si utilizzino backlink generati da siti web autorevoli, e che siano pertinenti con il proprio sito web.
Gli organi di controllo, ossia quelli deputati a verificare che i link utilizzati siano effettivamente di qualità, valutano una serie di parametri fondamentali per fare in modo che un dato sito web acquisisca l’importanza che merita.
Prediligere quindi la quantità piuttosto che la qualità, porta ad una serie di circostanze altamente negative, come ad esempio una cattiva valutazione del ranking del sito.

Come avvalersi di ottimi backlink

In via del tutto generale non esistono dei criteri univoci per trovare dei backlink qualitativamente ottimi, ma è comunque possibile seguire una sorta di linea guida generale.
Nello specifico, infatti, è possibile innanzitutto scrivere una serie di parole chiave su un qualsiasi motore di ricerca, così da vedere quali sono i primi siti che la ricerca restituisce. Una volta avviata questa indagine, diventa relativamente semplice poter scegliere quali possono essere gli elementi più congeniali per le proprie esigenze.
Identificati i portali che più corrispondono ai nostri parametri, è possibile aprire una trattativa: in molti casi, difatti, è possibile acquistare tramite un listino prezzi dei link dal web, che possono far accrescere in maniera significativa il proprio traffico dati.
Chiaramente più si prediligono siti autorevoli, più il ranking del proprio sito aumenterà. garantendo così un insieme di valutazioni positive essenziali per la propria crescita.

In definitiva, quindi, scegliere dei backlink che siano di qualità si configura come una faccenda semplice: è sufficiente fare in modo di rivolgersi a dei portali che mettano al centro della propria politica web dei valori come qualità e ottica SEO; in tal modo la crescita non può che essere assicurata, specialmente se i contenuti proposti nel proprio sito web non si discostano dagli stessi link, creando così un traffico di informazioni reale, puro e senza mistificazioni.