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Perché conoscere i tarli del legno e quali sono

I tarli appartengono alla famiglia dei coleotteri e dei lepidotteri, per definizione sono insetti xilofagi e si nutrono principalmente di cellulosa, emicellulosa e lignina. In particolare l’Anobium punctatum (noto come “Tarlo domestico” o “Tarlo dei raccordi”) è l’unico tarlo in grado di digerire la cellulosa, grazie agli enzimi presenti nell’intestino della larva ed è per questo che è in grado di attaccare molto tipi di raccordi o legno artigianale.

I maggiori danni sono causati dalle larve dei tarli che durante tutta la loro vita, che vanno dai 6 mesi agli 11 anni a seconda della razza, nutrendosi di lignina, cellulosa ed emicellulosa, scavano tunnel all’interno del legno dei nostri mobili , del pavimento, dei legnami ecc. Rimanendo sempre all’interno e invisibili, diventano “finalmente” tarli completamente cresciuti pronti a uscire allo scoperto, accoppiandosi, dopo che le femmine tornano all’interno del legno per deporre le loro uova. I tarli sono molto prolifici e solo le larve si nutrono di legno (su glispecialistidelladisinfestazione.com scopri come intervenire per il trattamento dei tarli del legno).

Ciclo riproduttivo

Le femmine adulte e i maschi del tarlo escono dai tunnel per l’accoppiamento e la femmina arriva sulla superficie legnosa per deporre le uova in un piccolo foro o all’ingresso dei tunnel e, mentre le larve neonate penetrano nei tunnel, ai tarli adulti rimane una breve durata.

Tra le varie razze le più diffuse vi sono:

  • Anobidi: anobium punctatum, xestobium rufovillosum
  • Cerambycidae: hylotrupes bajulus, callidium violaceum
  • Lictidi: lyctus brunneus, lyctus linearis

Tra questi, quattro sono le razze più comuni:

Anobium puntactum, o tarlo domestico.

È il più diffuso in Italia, l’adulto misura 5 mm ed è molto piccolo, difficile da identificare; il periodo di crescita e quindi di uscita va da giugno ad agosto. La femmina del tarlo si trova in piccoli buchi o imperfezioni del legno e ivi lascia circa 20-60 uova. Questo stadio dura 15-60 giorni, a seconda della temperatura più o meno giusta. Lo stadio larvale, per il tarlo domestico, persiste per circa 3 anni, lo stadio pupale per 20-30 giorni e la fine della vita di un tarlo adulto sopraggiunge dopo circa 20-30 giorni. Questo parassita attacca sia legni teneri che duri; la larva può nutrirsi di qualsiasi materiale grazie a particolari enzimi presenti nelle sue viscere, ma preferisce noce, quercia e faggio, legni stagionati e anche con la presenza di muffe.

Hylotrupes bajulus – Capricorno o “Tarlo delle case”.

Questo tarlo adulto è lungo 1,5-2 ed è dotato di ali che gli consentono di compiere lunghi tragitti e spostandosi si attacca e infesta molti spazi ma senza attaccare la superficie del legno e altre cose simili. I buchi si vedono dopo la prima generazione, ma questi tarli possono anche essere localizzati grazie ai rumori delle sue mascelle forti. L’emergere dal periodo pupale avviene da giugno ad agosto e la femmina di questo tarlo depone 100-200 uova e, a seconda della temperatura, le uova rimangono in questo stadio 6-48 giorni. La larva di questa razza di tarlo è bianca, aumenta di dimensione fino a raggiungere 4 cm, con la parte anteriore più grande, due mascelle scure con cui riesce a formare alcuni fori di 6-8 mm. Complessivamente lo stadio della larva-pupa è molto lungo: di 3-11 anni: la trasformazione da larva a pupa avviene all’esterno del buco, e quando diventa un tarlo adulto cresce aprendo l’ultima membrana sottile rimasta. La vita di un tarlo adulto è di sole 2-3 settimane. Il tarlo delle case preferisce legni teneri, secchi e resinosi e in effetti rappresenta un grande rischio perché attacca il legno che viene utilizzato per la struttura dei tetti della casa o anche i mobili stessi.

Lycteus brunneus.

Questa razza di tarlo ha un corpo piatto, di colore marrone-rosso con chele orientate in avanti. Il tarlo adulto raggiunge una lunghezza di 4 mm ed è un tarlo che vola, quindi possiamo vederlo spesso sopra alle pareti della nostra casa. Il periodo di emergere dalla fase pupale inizia tra aprile, maggio, luglio e agosto e, in condizioni climatiche gradevoli, il ciclo riproduttivo dura circa 1 anno: la femmina depone 50-60 uova dalla forma particolarmente allungata, vengono deposte bene nascoste nel legno, ad una temperatura di 20-23 ° C e si aprono dopo 8 giorni. Lo stadio della larva dura 6-12 mesi, il tarlo che è diventato completamente cresciuto riesce ad imprimere un foro circolare di 1-1,5mm e la sua vita si completa definitivamente nel giro di 3-6 settimane. Questo tarlo può essere considerato un professionista nel suo lavoro: parte sempre dal basso, dal pavimento in legno o Parquet, fino ad arrivare su persiane e cornici, porte, mobili e travi. Le parti del legno dove è presente l’amido, ad esempio sul legno di noce, il castagno, il ciliegio, il legno di acero, il legno di ulivo, nocciola, la quercia facilita l’aggancio di questa razza di tarli. L’infestazione di questo tarlo Lycteus brunneus in Italia è una delle più dannose perché ci rendiamo conto della loro presenza soltanto quando il legno è infetto completamente e ridotto a nulla, farina pura. Pertanto, il sistema più efficace è la prevenzione.

Xestobium rufovillosum.

Tarlo della famiglia degli Anobidi, l’adulto ha una lunghezza di 3-4 mm. La femmina depone 40-60 uova che si aprono in base alla temperatura dopo 15-50 giorni. Mentre la vita larvale può durare da 1 a 10 anni, lo stadio della pupa è breve come la vita dell’adulto, solo 20-25 giorni. I mesi nei quali emergono, finalmente adulti, sono aprile e maggio, inoltre questo tarlo ha una predilezione per i legni duri spessi come persiane e cornici, cornici legnose ecc.

L’infestazione di tarli nelle nostre case è agevolata anche dalle temperature costanti durante tutto l’anno di 18-20 ° C che consente la nascita di molte generazioni.

Quando l’infestazione di questo tarlo è appena iniziata, possiamo intervenire chiudendo ogni foro e iniettando del liquido apposito.