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Quando è possibile votare fuori sede alle politiche o al referendum?

Ci sono persone che per vari motivi (lavoro, studio, salute), sono impossibilitate a presentarsi presso il loro seggio per votare; per garantire il diritto al voto, la legislazione prevede alcune casistiche che consentono di votare ugualmente in un seggio diverso. Per quanto non contemplato da queste leggi, è utile sapere che ci sono sconti sui biglietti di treni, aerei e navi. Bisogna tenere conto che in caso di votazione per referendum fuori sede, diversamente dalle votazioni politiche, ci sono maggiori possibilità di votare anche in un altro seggio, usando anche una scappatoia che ci aiuta in questo, in un modo perfettamente legale.

Ci sono casi in cui è possibile votare in un altro seggio.

Sempre più spesso siamo chiamati alle urne per esprimere il nostro voto, e questo è un aspetto positivo in un regime democratico. Ci sono però numerose persone che per lavoro, studio o malattia, non possono raggiungere il loro seggio in maniera semplice. La legge prevede alcune categorie di persone che possono esprimere il loro voto anche in un seggio diverso, ma anche questo ha delle limitazioni: ad esempio in caso di votazioni politiche, ognuno di noi è iscritto in un Collegio, e concorre all’elezione di una o più persone ben definite: ebbene, se il cambio di seggio ci porta in un altro collegio, questo non è possibile. Ferma restando questa regola, le categorie che possono esercitare questo privilegio sono:

  • I Militari, gli appartenenti alle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, vigili del Fuoco ecc) e le infermiere della Croce Rossa, poiché è al servizio dello stato ed organizzato come un apparato militare.
  • I ricoverati in case di cura ed ospedali, e coloro che abbiano problemi di deambulazione se  dispongono di un certificato ASL che lo attesti  
  • I dipendenti di compagnie Aeree e marittime, che siano lontano dal loro domicilio.
  • I membri di un seggio elettorale, di un Ufficio elettorale, ed i rappresentanti di lista

Quando non è possibile, abbiamo diritto a sconti sui biglietti dei mezzi di trasporto pubblico per recarci nel nostro seggio.

Chi non rientra nelle categorie sopracitate è obbligato a spostarsi per raggiungere il proprio seggio, ma in questo caso può godere di sconti sui prezzi dei biglietti di trasporto pubblico, a patto di viaggiare entro i 10 giorni prima ed i 10 giorni dopo la data delle votazioni. In particolare, per ottenere questi sconti bisogna presentarsi alla biglietteria con un documento d’identità e la tessera elettorale, o in alternativa alla tessera, con un certificato di atto notorio. Da non dimenticare che durante il viaggio di ritorno, potrebbe esserci richiesta la tessera elettorale timbrata durante l’avvenuta votazione, per rendere valido il titolo di viaggio (biglietto) scontato. Gli sconti sono applicati a discrezione della compagnia di trasporto, e vanno dal 60% al 70% per treni e navi, mentre usando l’aereo, gli sconti sono più esigui, ed esulano sempre da tasse, supplementi ecc.

Le votazioni politiche ed i referendum hanno diverse regole.

Diversamente dalle votazioni politiche, quando si tratta di votare referendum fuori sede, non abbiamo la problematica del collegio che ci lega al nostro seggio, o ad un seggio vicino se appartenente allo stesso collegio. In questo caso la scappatoia perfettamente legale è quella di farsi nominare da qualche partito, “rappresentante di lista” in un seggio a noi comodo. Per inciso il “rappresentante di lista” è una persona di fiducia di un partito, che ha diritto a presenziare nel seggio a sua discrezione, per tutto il tempo delle votazioni, ed ancor più, durante il conteggio dei voti. La sua funzione per quel periodo di tempo è di pubblico ufficiale nominato dal partito, a garanzia della correttezza dello svolgimento delle votazioni, e dei relativi conteggi, e può contestare schede con voto dubbio, che verranno tenute da parte, verbalizzate, non conteggiate, e valutate successivamente da dall’ufficio elettorale circoscrizionale.

Conclusioni

Essere informati sui nostri diritti è sempre positivo, perché ci consente di farli valere, non fermandoci davanti a risposte frettolose ed evasive, date da chi risponde, senza neanche conoscere realmente l’argomento. “Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere” (Bertolt Brecht, 1898-1956).