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Quando utilizzare al meglio un tutore per il collo

La scelta di un tutore al collo si rivela molto utile in diverse circostanze e contribuisce a immobilizzarlo per un determinato arco di tempo. Noto anche con il termine di collare cervicale, tale dispositivo viene in soccorso di coloro che sono alle prese con lesioni di notevole rilevanza, o anche reduci da traumi e infiammazioni.

Cosa bisogna sapere in merito a un accessorio del quale è difficile fare a meno? Quali sono gli accorgimenti da attuare per centrare i migliori risultati? Per avere maggiori informazioni riguardo al miglior tutore per il collo, l’articolo su www.ortopediapalmeri.it viene in soccorso di un’ampia gamma di potenziali utenti.

In quali casi serve indossare il tutore del collo

Il tutore per collo deve essere sempre e comunque prescritto da un medico ortopedico in possesso di regolare abilitazione. Tuttavia, sono numerosi i casi nei quali un collare cervicale entra in soccorso di vari pazienti, con l’opportunità di garantire agli stessi un insieme di benefici tangibili nel tempo. In linea di massima, sono quattro le situazioni nelle quali un accorgimento simile è in grado di segnare una netta differenza.

Per esempio, le lesioni da flessione prevedono che le vertebre tendano a schiacciarsi, provocando danni di notevoli rilievo ai legamenti. Un supporto simile riduce al minimo ogni senso di dolore nel giro di poco tempo. Un discorso analogo è valido per ciò che riguarda le lesioni da estensione, che vengono generate nelle aree frontali e laterali e mettono a serio repentaglio il funzionamento dei legamenti.

Le lesioni da rotazione sono a loro volta molto frequenti e si verificano in seguito a una rotazione delle vertebre, che agisce sul rachide e lo blocca in maniera istantanea. Infine, i classici dolori cervicali senza alcuna causa apparente possono essere alleviati tramite tutori per il collo, utili per ridurli al minimo e far ritrovare una buona forma fisica.

Quale tutore al collo utilizzare

Un fastidio al collo può essere generato da varie motivazioni. Basta un colpo di freddo per mettere a serio repentaglio la salute della cervicale. A tal proposito, bisogna rivolgersi al proprio medico ortopedico per sapere quale tutore al collo utilizzare a seconda delle circostanze. In linea di massima, sono tre le tipologie più diffuse in questo senso.

Iniziamo dal collare rigido, che viene adoperato per evitare che il rachide cervicale si muova con troppa facilità. Risulta particolarmente utile per traumi lievi, dai colpi di frusta alle malattie un po’ più dolorose. Ciò può essere causato anche da una semplice caduta domestica, con la chance di usufruire di uno strumento capace di velocizzare la guarigione.

Il collare morbido è molto utile per chi è alle prese con un torcicollo dovuto a infiammazioni o contratture, senza dimenticare la cervico-artrosi acuta. Anche in questo frangente, l’obiettivo è immobilizzare temporaneamente il collo con uno strumento non fastidioso. Allo stesso tempo, il tutore sostiene la colonna cervicale e riduce dolori e fastidi. Inoltre, fronteggia al meglio le vertigini.

Infine, il collare semirigido è una perfetta via di mezzo tra le due tipologie precedenti e risulta molto valido contro artrosi, nevralgie e torcicollo. Si parte con l’applicazione di un tutore morbido, al quale va aggiunta una fascia rigida che migliora il sostegno sulla cervicale. In caso di riabilitazione dopo un infortunio, tale soluzione sembra la più indicata.

Tutore per il collo, un alleato per ogni occasione

Nel complesso, i tutori per il collo riescono a risolvere un’ampia gamma di possibili inconvenienti fisici e vengono in soccorso di pazienti alla ricerca della massima mobilità. Sono un accorgimento molto valido, da utilizzare all’occorrenza e in seguito a prescrizione medica.