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Traduzione certificata: cos’è e a cosa serve

Viviamo in un sistema multi-linguistico e sia nella vita privata che in quella professionale, ci capita sempre più spesso di dover usare le nostre abilità linguistiche per poter comunicare con persone di altri Paesi e culture o per interpretare contenuti di nostro interesse scritti o altro materiale multimediale veicolato da una lingua straniera. Cosa succede però se la traduzione deve essere certificata? E soprattutto, quando una traduzione deve esserlo? Di seguito proviamo a rispondere a queste domande.

Cosa è la traduzione certificata?

La traduzione certifica è una traduzione professionale da una lingua verso un’altra lingua eseguita da un traduttore certificato o un’agenzia di traduzione certificata come per esempio Bantelmann-translate.de la quale allega alla traduzione stessa un certificato che dichiara, prendendosene la responsabilità legale, che la traduzione nella lingua di approdo è fedele nel significato e nella forma al testo originale.

Si capisce immediatamente la differenza quindi tra una traduzione amatoriale e una traduzione certificata. La prima è un esercizio di carattere personale, mentre la seconda è redatta da professionisti e valida per legge. In molti casi, soprattutto in Italia, non sempre la traduzione certificata è sufficiente per essere accettata dall’ente. Alcuni enti infatti, richiedono la traduzione giurata, vedremo di individuare le differenze tra l’una e l’altra nei paragrafi che seguono.

Quando serve una traduzione certificata?

La traduzione certificata serve per tutte quelle traduzioni dove il contenuto del testo originale da tradurre indica chiaramente delle responsabilità legali dirette o indiretta da parte del padre intellettuale del testo o per l’azienda che rappresenta. Basti pensare alla traduzione di documenti di ogni tipo per uso amministrativo utili per la partecipazione a gare d’appalto in un paese straniero; nel caso di voler iniziare una carriera universitaria all’estero, molti dei documenti personali dovranno essere tradotti e certificati nonché legalizzati presso gli uffici competenti.

Altri esempi sono gli obblighi di produttori di qualunque tipo che operano in diversi paesi per quanto riguarda la redazione di manuali d’uso dei loro prodotti o fogli informativi in generale, devono certamente essere tradotti e certificati. In fine una traduzione certificata può anche essere richiesta per usi non previsti dalla legge, ma semplicemente per uso personale.

Che differenza c’è tra una traduzione certificata e una traduzione giurata?

Abbiamo sino adesso parlato e cercato di dare una definizione di traduzione certificata; alcuni enti in occasione della traduzione di documenti personali o altre situazioni definite dalle leggi del Paese in oggetto, richiedono, pena, l’invalidità, una traduzione giurata. La differenza tecnica rispetto alla traduzione certificata, la differenza è tutta amministrativa, poiché dovrà riportare il timbro del tribunale dove appunto di attesta, da parte dei traduttori ufficiali ed autorizzati dal tribunale, che il contenuto della traduzione nel significato e nella forma è conforme all’originale.

Negli ultimi anni, soprattutto all’estero, la traduzione giurata non viene più richiesta ed è sufficiente presentare copie dei propri documenti personali utili ad iscriversi all’università, per esempio, tradotti nella lingua di approdo e certificata. Altro discorso è la autenticazione, che non ha niente a che vedere con la traduzione, ma riguarda una pratica amministrativa che tutti i paesi adottano per poter integrare nel proprio sistema burocratico una coppia di un documento tradotto il cui originale è stato rilasciato da un ente straniero al fine di renderlo conforme all’originale stesso. In pratica l’autenticazione, trasforma la coppia di un documento in originale. Altre verifiche che sono solite essere richieste da Paesi extra europei è l’appostilla. Si tratta di un timbro, rilasciato dal tribunale su un documento che trasmette ad an documento la validità di poter essere usato all’estero.

L’autenticazione e l’appostilla, sono sostanzialmente dei timbri che danno un valore legale aggiunto ai documenti sui quali sono stati messi, e se apparentemente non hanno niente a che fare con la traduzione, invece certamente sono indispensabili perché la traduzione sia possibile farla: non può essere fatta la traduzione in un documento straniero senza che tale coppia del documento no sia stata autenticata e presenti, dove richiesto, l’appostilla.